ATTUALITA'

L’IMMOBILISMO, MOBILE

Da tempo i giornali murali della opposizione documentano l’inefficienza di questa Amministrazione Comunale documentando le cose non fatte o denunciando i problemi irrisolti.

Non entriamo nel merito, né intendiamo apparire i difensori di ufficio di questa Amministrazione Comunale, ma vorremmo porre l’accento su alcune cose che sono state fatte o che stanno per realizzarsi e su altre che potranno essere fatte con il concreto intervento del “privato”.

In un numero precedente abbiamo presentato il progetto definitivo della realizzazione della nuova palestra comunale in sostituzione del vecchio mattatoio.

Chi oggi viene a Cortona può verificare che questo progetto lungamente tenuto sulla carta è diventato concreta realtà; una grossa gru sta smantellando le strutture per realizzare la nuova opera.

Si potrà dire che era un vecchio progetto, ma la realizzazione avviene con questa Amministrazione che ha avuto il suo da fare per completare quanto era rimasto sospeso dalle precedenti gestioni.

La grossa novità della Giunta Rachini è la disponibilità dichiarata nei piani annuali e triennali della collaborazione con i privati; sono state così inseriti i projet financing per la struttura sportiva sui monti del Parterre, di cui pubblichiamo a lato un avviso alle aziende interessate, e il parcheggio nell’area di Porta Colonia.

Quì è necessario che il privato riesca a comprendere l’utilità di questa opportunità che viene offerta e non se la lasci scappare.

Un altro momento positivo da evidenziare è la costruzione del campo di calcetto che viene a sostituire la vecchia pista di pattinaggio ormai in disuso e perciò abbandonata.

Questo nuovo strumento sportivo arricchisce enormemente la possibilità di svago dei nostri ragazzi del centro storico che non hanno strutture adeguate per occupare il loro tempo libero.

Dopo la presentazione del piano del traffico, sul quale abbiamo espresso un giudizio positivo, nel mentre attendiamo con fiducia che tutto ciò che è previsto per la realizzazione del parcheggio dell’area dello Spirito Santo, possa vedere la luce, con la certezza che l’opera non deturpi l’ambiente, vorremmo verificare la disponibilità celere dell’Amministrazione Comunale a realizzare, là dove è possibile, le zone ZTL per i residenti.

Nella illustrazione del piano del traffico il Sindaco ne ha presentate più di una, ma di alcune ha dichiarato che era possibile realizzarle subito perché la richiesta di posti sosta e di residenti era praticamente equivalente. Dunque iniziamo ad offrire ai residenti un loro “diritto”, per dare un primo segnale di cambiamento.

 

NASCE A CORTONA

Correva l’anno 1973 e, mentre nel resto del mondo si spendevano fra le grandi potenze le ultime particelle d’odio e di diffidenza della guerra fredda, a Cortona si conferiva la Cittadinanza Onoraria al chiarissimo prof. Lamar Dodd, Presidente della sezione di Belle Arti della Università della Georgia, consolidando con questo riconoscimento i legami di amicizia avviati quattro anni prima con i corsi d’estate.

Una delle motivazioni, rimarcata dalla unanimità del consiglio comunale, fu individuata nella sua opera di elevazione della cultura e nel suo contributo al rafforzamento dei rapporti fra i popoli.

L’alto ufficio fu tenuto dal giovane sindaco Tito Barbini contornato dal fior fiore dei comunisti cortonesi con in testa la vecchia guardia togliattiana e le nuove leve sessantottine.

Ben sei pagine di delibera furono necessarie per illustrare i meriti artistici del prof. Dodd; la proposta della Giunta Barbini fu approvata per acclamazione.

Da quell’otto agosto del 1973 sono state conferite altre quattro cittadinanze onorarie: 1978 - Upsmaw Bentley Jr, Sindaco di Athens; 1979 - Keoe John Daniel, Direttore del decennale; 1983 - Frederick Davison, Presidente Georgia University; 1986 - Ghezzi Aurelia, Vice direttore corsi in Cortona e suggellati atti ufficiali di gemellaggio fra i sindaci delle città di Athens e di Cortona.

Grande rilievo per Cortona e per il programma dell’Università ha avuto il Vice presidente, dott. Virginia Trotter.

Insieme alle pergamene sono cresciuti gli studenti e i corsi e (perché non dirlo?) le storie d’amore sbocciate in Cortona sono sfociate in solidi matrimoni, né trascurabili sono gli effetti economici derivanti dalla presenza della Università statunitense.

La pazienza e la costanza della rituale precarietà nel sopportare il disagio con giochi d’equilibrio a triangolo (Università, Comune Direzione didattica) nella ricerca di locali idonei allo svolgimento dei corsi sono stati ripagati con l’acquisizione dell’ex Istituto professionale “Gino Severini”.

Ma il sogno americano (condiviso da sempre dalla maggioranza dei cittadini cortonesi) rimaneva puntato sull’altro edificio.

Dopo 33 anni mutate le situazioni economiche delle famiglie e diminuite le richieste di ospitalità degli anziani, l’affidamento della struttura della Casa di Riposo ad una destinazione socio-scolastica diventava un’occasione da non farsi sfuggire.

Placate le polemiche che si erano scatenate intorno alla decisione fortemente sostenuta dal sindaco Rachini di mettere in vendita la Casa di Riposo con le indicazioni emerse in un “vivace” consiglio comunale, si può con soddisfazione dichiarare che l’operazione è conclusa.

La Georgia University al possesso dell’Istituto “Severini” può aggiungere la proprietà del capace immobile limitrofo e quindi dare forma e corpo alla costituzione del Campus Europeo.

Certo che lo spirito di sacrificio dei padri fondatori è stato largamente compensato anche se ci sono voluti 33 anni per passare dagli scantinati umidi e bui di S. Agostino alla solarità di un luogo immerso nell’arte e nella spiritualità, balcone e sentinella di valli monti e laghi.

Nel contratto di acquisto ci sono ancora due anni di attesa per consentire all’Amministrazione comunale di realizzare la nuova sede in Camucia, saranno comunque spesi dai proprietari nella progettazione edilizia, ambientale ed artistica delle superfici a disposizione.

Il direttore R.G. Brown III a cui va attribuito caparbietà e continuità nel perseguire questo disegno ha già dimostrato (con la organizzazione del recente Simposio Internazionale) di puntare ad iniziative di alto livello e Cortona, da lui e dallo staff della Georgia University, si aspetta grandi cose.

Intanto si comincia bene perché il 22 giugno sarà tenuta una simbolica cerimonia di inaugurazione dell’edificio, aperta a tutta la cittadinanza, con la partecipazione di personaggi del mondo artistico e politico statunitense e italiano.

Congratulazioni dott. Brown, congratulazioni dott. Rachini.

Gino Schippa

 

La risposta del sindaco Rachini

ELETTROSMOG E MAGGIORI TUTELE CON IL NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE

Visti anche i recenti articoli sull’elettromagnetismo pubblicati, credo sia opportuno che intervenga in merito, per dare alcune informazioni ai cittadini, cui spero di dare un quadro completo ed attenzione visto che si tratta tra l’altro di avere a cuore la salute dei miei cittadini, non tanto in qualità di medico, ma invece in veste di Sindaco.

La Regione Toscana é salita recentemente alla ribalta della cronaca per la nuova normativa di in materia di impianti di radiocomunicazione la n.12 del 16.01.2002., che prevede nuovi emissione più ristrettivi per gli impianti e richiedendo agli enti locali di predisporre una delle aree sensibili e delle zone disponibili per la localizzazione di vecchi e nuovi impianti.

La commissione tecnica di cui fanno parte tecnici comunali, gli esperti dell’A.R.P.A.T. e della A.S.L. ha già avanzato, sulla base degli indirizzi formulati dalla Giunta, una prima proposta di mappatura del territorio comunale individuando alcune aree sensibili.

Il 24 aprile scorso la commissione consiliare ambiente, presieduta dal Consigliere Miniati, ha incontrato i referenti della commissione tecnica, che hanno di esporre le priorità e le proposte che si intendono portare a breve al confronto con i sei gestori della telefonia mobile presenti in Italia. Sulla base della proposta formulata dalla giunta si propone di identificare come aree sensibili:

1.tutte le aree comprese all’interno dei centri e dei nuclei abitati;

2.tutte quelle aree previste nel piano regolatore come aree destinate allo sviluppo residenziale, al verde pubblico, scuole, impianti sportivi, ricreativi, ecc.;

3.tutte le aree del territorio comunale soggette a vincolo paesaggistico, ambientale e storico, architettonico e culturale;

4.tutte le aree non comprese nei punti precedenti site in ogni caso ad una distanza inferiore a 50 metri da scuole, asili, ospedali, case di cura, aree verdi attrezzate, aree destinate all’infanzia, attività recettive (alberghi, agriturismo, campeggi e quant’altro preveda strutture con una permanenza superiore alle 8 ore).

L’approvazione del Regolamento Comunale consentirà all’Amministrazione di disporre di uno strumento normativo fondamentale, dunque non solo per individuare i nuovi siti dove collocare le antenne per la telefonia mobile, ma anche per arrivare alla ricollocazione di quelle già esistenti nel territorio, vedi ad esempio quelle dell’area della Maestà del Sasso o di Terontola, condizione senza la quale, in qualità di Sindaco sarei impossibilitato ad emettere qualsiasi ordinanza di spostamento delle strutture, nei confronti dei gestori, che non risultasse impugnabile davanti agli organi giurisdizionali.

Vorrei ricordare che avevo predisposto con il Dipartimento Provinciale A.R.P.A.T. e con il Servizio Igiene della A.S.L., un monitoraggio sulle antenne esistenti nel territorio comunale, in particolare quelle collocate presso lo Stadio Maestà del Sasso, che come si ricorderà sono state oggetto di apprensione da parte di un gruppo di cittadini, ricevuti a suo tempo da me nel palazzo comunale.

Durante il controllo effettuato dal personale tecnico dell’A.R.P.A.T. sono stati riscontrati nei 17 punti di rilevamento, collocati nell’area dello Stadio Maestà del Saso, valori ben al di sotto dei limiti consentiti dal Decreto Ministeriale 381/98, con punte che partono da un minimo di “inferiore a 0,3 V/m ed arrivano ad un massimo superiore a 1,20 V/m..”. Presso l’abitazione di un cittadino (collocata nel punto dove é stata rilevata l’emissione più alta) si era posizionato, per una settimana, un apparecchio in grado di monitorare minuto per minuto i valori emessi dalle antenne: i valori riscontrati avevano raggiunto una punta massima di circa 2 V/m..

Vorrei concludere riaffermando che anche se, a detta dei tecnici c’è forse un rischio sovrastimato per la salute, una percezione errata, tuttavia l’Amministrazione comunale da me guidata pone quale priorità quella della salute degli abitanti del nostro territorio ed è consapevole della necessità di fornire ai cittadini maggiori elementi chiari ed esaustivi sulla tematica dell’elettrosmog; è per questo motivo che nel percorso che abbiamo concordato con il Presidente del Consiglio Comunale Gori, prima di arrivare all’approvazione definitiva del regolamento, intendiamo organizzare tra breve anche una opportuna iniziativa pubblica di approfondimento aperta a tutti i cittadini.

 Il sindaco

Emanuele Rachini

 

 

UN COMUNICATO DEL COMUNE DI CORTONA

Avviso

Visto l’art. 37-bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 “Legge quadro in materia di lavori pubblici”

SI RENDE NOTO CHE

Che entro il 30 giugno 2002 i soggetti dotati di idonei requisiti tecnici, organizzativi, finanziari e gestionali, specificati dal D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, nonché i soggetti di cui agli articoli 10 e 17, comma 1 lettera f) della L. 109/94, eventualmente associati o consorziati con enti finanziatori e con gestori di servizi, possono presentare a questa Amministrazione proposte relative alla realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, inseriti nella programmazione triennale, ovvero sulla base della normativa vigente, tramite contatti di concessione con risorse totalmente o parzialmente a carico dei promotori stessi.

Alla domanda di partecipazione dovrà essere allegata la documentazione prevista dal comma 1^ dell’art. 37-bis della Legge 11 febbraio 1994, n. 104 e sue successive modificazioni ed integrazioni, e cioè: uno studio di inquadramento territoriale ed ambientale, uno studio di fattibilità, un progetto prelimirare, una bozza di convenzione, un piano economico-finanziario asseverato da un istituto di credito, una specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione nonché l’indicazione degli elementi di cui all’articolo 21, comma 2, lettera b), e delle garanzie offerte dai promotori a questa amministrazione. Le proposte devono inoltre indicare l’importo delle spese sostenute per la loro predisposizione compensivo anche dei diritti sulle opere d’ingegno di cui all’articolo 2578 del Codice Civile. Tale importo, soggetto all’accettazione da parte di queseta amministrazione, non può superare il 2,5 per cento del valore dell’investimento, come desumibile dal piano economico finanziario.

I plichi contenenti la domanda e le documentazioni, devono pervenire, entro il termine indicato ed all’indirizzo COMUNE DI CORTONA - Piazza della Repubblica n. 13 - 52044 Cortona Arezzo - all’Attenzione del Dirigente dell’Area Lavori Pubblici e Patrimonio. I plichi devono essere idoneamente sigillati, controfirmati sui lembi di chiusura, e devono recare all’esterno - oltre all’intestazione del mittente ed all’indirizzo dello stesso - le indicazioni relative al titolo dell’opera pubblica che si intende realizzare.

Per informazioni rivolgersi al Comune di Cortona - Area Lavori pubblici e Patrimonio - Via I. Scotoni Camucia telefono 0575/605125.

Cortona, lì 21/05/2002

Il responsabile del procedimento

(Ing. Gilberto Tiezzi)

 

ABITUDINE DIMENTICATA: CAMMINARE PER PENSARE

Sabato 20 aprile nella sala delle conferenze della biblioteca comunale di Cortona è stata presentata la pubblicazione del volume di Fulvio Rovero “Il Parterre di Cortona - un esempio di giardinopasseggiata”, con la partecipazione dell’autore e presentata dall’arch. Mariachiara Pozzana, direttore del centro studi del giardino e il paesaggio dell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze. Numerosi i convenuti per l’ascolto della brillante esposizione di presentazione e riflessioni dell’autore.

Gli interventi del pubblico che ne sono seguiti, hanno messo in evidenza quali siano le esigenze per poter riportare il Parterre alla sua specifica funzione: la passeggiata. L’atto deliberativo con cui si decise l’approvazione del progetto, venne motivato con il fatto di andare incontro alle esigenze dei meno abbienti; nel tempo poi tale motivazione venne disconosciuta e, si ritenne che, poter andare al Parterre con il calesse o carrozzella o passeggiare, era roba da ricchi o borghesi, per cui venne trascurato dagli amministratori, che si mostrarono più sensibili alla costruzione di altre opere più che al mantenimento di quelle esistenti. il primo scempio fatto nei giardini pubblici negli anni cinquanta fu la demolizione dell’originaria fontana sostituita dall’attuale, più insignificante e di minore coinvolgimento personale.

 Il Parterre ormai da troppi anni è stato ridotto a luogo di parcheggio per auto, per cui si è persa l’abitudine di poter fare la passeggiata se non si vuole fare una bella ingozzata di polvere o essere disturbati nel camminare. Le amministrazioni seguitesi nel tempo, fino all’attuale, non hanno saputo prendere provvedimenti tempestivi o prevedere le necessità della città. Non hanno capito che lo sviluppo di richiamo turistico di Cortona avrebbe portato necessariamente benefici indotti a tutto il territorio.

Interdire la passeggiata del Parterre è come amputare un arto ad una persona. Il giardino e la passeggiata pubblica del Parterre devono essere fruibili dalla popolazione e dai turisti; devono servire per camminare per pensare meglio, che è una vecchia abitudine dimenticata. Le palestre, i computers e le macchine, stando alle recenti indagini, sarebbero le cause del declino del camminare, che stanno trasformando l’uomo, a dire della ricercatrice americana Solnit, in una sorta di “Sisifo aerobico” che non ha più il tempo per pensare.

Ebbene, la passeggiata stimola la riflessione, il riordino delle idee, aiuta la rigenerazione dello spirito oltre che a fare bene alla salute. Non si dimentichi che ai tempi di Aristotele sorse una scuola filosofica, i peripatetici, e che prese il nome dal fatto che le dispute si facevano camminando. Si pensi inoltre che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme obesità e ciò è dovuto non solo alla cattiva alimentazione ma anche alla mancanza della salutare passeggiata o attività motoria.

I pellegrinaggi non si fanno più a piedi ma con i più comodi mezzi di comunicazione; le marce per la pace, anche se numerose e con qualsiasi scusa, vengono fatte a piedi per poche centinaia di metri; quelle di protesta poi non sono passeggiate ma girotondi.

Chi ha avuto la bella idea di ridurre la passeggiata del Parterre ad un luogo di sosta per veicoli, specie nei giorni di sabato, domenica e tutte le altre feste comandate, se ne dovrebbe vergognare, anche se vi può essere l’attenuante che Cortona è priva di parcheggi.

Questa comunque non potrà essere una giustificazione a favore delle amministrazioni del tempo se non costituire aggravante per le stesse, che non hanno saputo vedere oltre il proprio naso; non hanno capito che i tempi stavano mutando e le esigenze aumentavano; si è creata nel tempo una città turistica per meriti intrinseci più che per volontà umana, senza l’offerta di servizi adeguati se non d’iniziativa privata.

 La fortuna di Cortona è il suo meraviglioso panorama e le opere d’arte disseminate in tutto il territorio, e le recenti scoperte archeologiche ne sono continua meta. Cortona non è comunque da considerarsi terra di conquista, bensì  territorio da conservare e preservare; non si ritiene opportuno che vengano fatte mega opere che possano stravolgere il cono collinare vincolato a ragion veduta per legge.

Ci resta difficile capire come mai la Soprintendenza possa aver dato o dare parere favorevole ad un progetto per un parcheggio allo Spirito Santo che, a giudizio di molti, avrebbe ripercussioni di non poco conto d’impatto ambientale.

Ci resta ancor più difficile comprendere il comportamento di verdi ed ecologisti che in merito alla questione non abbiano preso posizione. La visione dall’alto del paesaggio, ora verde e riposante, verrebbe ad essere offesa dallo scintillio di mezzi multicolori o ammasso informe di ferraglia, e ferito il cono collinare da squarci per fare posto a scale mobili o di altro simile. Non si capisce come mai non sono state trovate soluzioni alternative di tutela ambientale e di minor costo.

Forse non si conosce abbastanza il territorio o si preferisce agevolare lo stuolo di tecnici che gravano intorno ai comuni e che naturalmente sanno vendere la propria merce a buon prezzo.

Si va alla ricerca di soluzioni azzardate e dispendiose, quando attorno alla cerchia muraria si potrebbero trovare qua e là spazi di sosta nel rispetto della conformazione del paese ed incentivanti per la permanenza del turista; al di fuori proprio delle mura di Cortona, in prossimità degli ex macelli e su cui ora verrà fatta una palestra dalla Provincia, si trova uno spazio naturale ed adatto a soluzioni immediate per parcheggio per circa trecento posti auto. Tra la nuova palestra in costruzione e quella vecchia, potrebbe essere trovata altra soluzione per numerosi posti auto. Vedere per credere.

In attesa delle sognate soluzioni, il provvedimento immediato e fattibile che viene chiesto, è l’interdizione ai mezzi della sosta e transito al Parterre, per evitare gli inconvenienti di cui sopra, e, vedere i giardini mal ridotti, a campetti di calcio.

Dato che la soluzione di parcheggio prospettata non risulterà esaustiva alle esigenze impellenti, in quanto i posti auto mancanti, e stimati sommariamente, risulterebhero circa un migliaio, ben vengano le proposte di projet financing da parte dei privati per un progetto di ampliamento del piazzale di Porta Colonia.

 Potremmo cosi liberare il Viale Cesare Battisti dei circa 120 posti auto per consentire ai mezzi pesanti il doppio senso di circolazione, evitando ad essi il transito per Via Severini, inadatta a tale traffico. Potremmo vedere liberata dai mezzi la strada che conduce al Torreone e consentire l’agevole scorrimento viabile nel doppio senso di circolazione.

Le soluzioni ci sono se la volontà amministrativa non mancherà.

Purtroppo temiamo che la voce degli insolenti o di chi non è della propria parrocchia non venga ascoltata e presa in considerazione. Non possiamo mettere limiti ai falsi ciechi e sordi che non vogliono né vedere né sentire!.

Piero Borrello

 

Sugli abusi della Sanità locale

UN DOCUMENTO DELLE FARMACIE ARETINE

A norma della deliberazione n°135 11/02/2002 punto 5 della Giunta Regionale Toscana

I CITTADINI HANNO DIRITTO DI PRELEVARE TUTTI I FARMACI PRESCRITTI DAL MEDICO, SENZA ECCEZIONE ALCUNA, PRESSO  LE FARMACIE APERTE

AL PUBBLICO DELLA REGIONE TOSCANA.

Compresi i medicinali previsti dall’allegato 2 del Decreto Ministero Sanità 22/12/2000 integrati dall’allegato B della deliberazione citata in premessa. Soltanto per questi farmaci esiste il doppio canale di distribuzione, cioè il Cittadino può scegliere se prelevare questi farmaci direttamente dalla ASL o attraverso le farmacie private e comunali aperte al pubblico.

LA SCELTA TRA ASL E FARMACIA È DIRITTO PIENO DEL CITTADINO

FEDERFARMA AREZZO A.F.M S.p.A.

Azienda Farmaceutica Municipalizzata

 

 

“UN LAGO DI GUSTO”

L’iniziativa è del Comune di Castiglion del Lago, particolarmente attivo per la promozione turistica da qualche tempo a questa parte e dal Slow Food.

 Si svolge nei giorni 7-8-9 giugno e propone dei percorsi eno-gastronomici inizialmente tra le frazioni del Comune alla scoperta di ricchezze storiche, architettoniche e paesaggistiche inaspettate; in questa occasione potranno essere assaggiati prodotti tipici verificando direttamente la loro preparazione.

Tutti questi piatti saranno abbinati ai vini dei Colli del Trasimeno DOC.

Per questo itinerario il costo è di Euro 8,00, i bambini fino a 12 anni non pagheranno alcuna quota.

Domenica 9 il percorso eno-gastronomico in battello, tra le isole. Costo Euro 20,00.

 

Una proposta interessante da valutare

UN MUSEO NAZIONALE DEL RAME A CORTONA

Apiù di vent’anni dalla prima Fiera Nazionale del Rame lavorato, nata da una costola della Mostra Nazionale del Mobile Antico, ecco che quasi improvvisamente un progetto nuovo, concepito non troppo tempo fa, si profila all’orizzonte e forse potrebbe diventare realtà prima di ogni previsione.

Questo progetto, un Museo Nazionale del Rame, sarebbe perciò figlio e della Fiera Nazionale del Rame e della Mostra Nazionale del Mobile Antico, con l’ambizione di diventare “Internazionale”.

Cortona è già per tanti aspetti Internazionale, ma un museo del rame che nasce in terra degli Etruschi sarebbe unico non solo in Europa.

Cortona ha pensato di volerlo, Cortona ha la sede giusta per tenerlo, Cortona è il posto giusto per esserlo.

Bruschi e Favilli avevano già pensato che poteva sorgere oggi una cosa grande, il cavalier  Giulio Stanganini ed il sottoscritto sognavano già da anni un’idea così e un po’ tutti gli antiquari, gli artigiani, gli espositori ed i collaboratori avrebbero voluto partecipare ad una cosa importante.

Oggi Cortona e tutti gli appassionati sanno che potrebbe essere possibile e, con l’entusiasmo del nuovo staff, Cortona potrà dire che il sogno di un Museo Nazionale del Rame è diventato realtà.

Sandro Tanucci

 

UN CORTONESE FRA SINDACATO E CINEMA STORICO

Giovedì 16 e venerdì 17 maggio si è svolta un’importante rassegna cinematografica presso l’Università di Roma Tre (giovedi 16) e presso l’Auditorium del lavoro (venerdi 17). Alla base della rassegna un tema difficile da affrontare: lavoro e sindacato nel cinema del Secondo

Novecento. Tema analizzato e portato a termine con grande impegno e successo da parte del nostro concittadino, prof. Ivo Camerini.

Il programma della rassegna è stato il seguente: (prima serata) discorsi di apertura di Savino Pezzotta, Cisl; Mario De Nonno, preside facoltà di Lettere di RomaTre; Baldelli Celozzi, direttore del Master di storiografia multimediale; Lucia Principe, sovrintendente Beni archivistici del Lazio; presentazione di Ivo Camerini, direttore Asn-Cisl; proiezione delle prime due selezioni filmiche; (seconda serata) saluti di Enrico Giacianto, direttore biblioteca Cisl, Antonio Uda e Stefania Vannucci, dirigenti sindacali Cisl; proiezioni delle seconde e terze selezioni filmiche.

Quella di usare film riguardanti il lavoro e documentari tratti dall’Archivio Storico della Cisl per costruire questa rassegna è stata una maniera interessante per far conoscere la storia del sindacato.

Un linguaggio semplice, chiaro, immagini veloci, simboli di una realtà passata non tanto distante dalla nostra quelli che compaiono nei film in programma: Riso amaro, Fronte del Porto, Le signorine dello 04, Il ferroviere, Rocco e i suoi fratelli, I compagni, Salvatore Giuliano, Norma Rae, Fist, L’uomo di ferro, Hoffa, Padre Deans, Risorse Umane, Placido Rizzotto.

Ancora più affascinanti nel loro bianco e nero, in alcune immagini senza audio, nei volti veri dei lavoratori, si sono rivelati i documentari sindacali: un frammento del “Corso lungo” del Centro Studi Cisl di Firenze negli anni ‘50; Monsignor Montini (futuro papa Paolo VI) che nel 1956 benedice alla stazione di Milano il treno degli aiuti di Cisl e Uil ai lavoratori ungheresi, insorti contro la dittatura comunista; l’incontro dei cislini, il primo maggio 1960, in piazza S.Pietro per ricevere la benedizione di Giovanni XXIII; Storti e Pastore che guidano il popolo cislino convenuto a Roma per il decennale; la grande manifestazione delle donne Cgil, Cisl, Uil del 1988 a Roma; Pierre Carniti, Franco Marini e Sergio D’Antoni agli esordi della loro carriera sindacale, l’elezione di Savino Pezzotta a Segretario Generale Cisl, avvenuta a Roma nel dicembre del 2000.

Questi i documenti filmici recuperati dal prof. Camerini e riproposti in un intreccio originale di una rassegna cinematografica che con grande sapienza ha riportato in primo piano alcuni film del Secondo Novecento.

In un articolo di Cecilia Augella apparso in un quotidiano nazionale così si parla dell’iniziativa ideata e organizzata dal nostro concittadino Ivo Camerini: “..Deus ex machina di tutto è stato Ivo Camerini che da circa vent’anni ha fondato e diretto l’Asn-Cisl.

Camerini ha esposto gli scopi dell’iniziativa, la provenienza dei film e dei documentari e ha coordinato tutti i lavori preparatori della rassegna che è stata patrocinata dall’Università di Roma Tre e dalla Sovrintendenza beni culturali del Lazio”.

In un altro articolo di un quotidiano romano, firmato da Pierpaolo Arzilla e intitolato Il sindacato in celluloide piace al pubblico giovanile viene sottolineato l’apprezzamento dato dagli studenti universitari di Roma e da quelli delle scuole secondarie superiori alla rassegna organizzata da Ivo Cameni.

Scrive Arzilla: “...l’iniziativa forse verrà ripetuta anche il prossimo anno. Le tematiche sono piaciute molto ai ragazzi perché hanno rappresentato un utile momento di conoscenza e riflessione sulla storia sociale del novecento, grazie all ‘utilizzo sapiente del veicolo cinema... Il cinema come canale di comunicazione fra i giovani. Un percorso di mutua e reciproca assistenza, quello di questa rassegna, in grado di avvicinare alle ultime generazioni il messaggio e l’azione del sindacalismo democratico sul valore della solidarietà”.

Questa rassegna romana è stata inaugurata dal Segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, che nel suo discorso ufficiale ha lanciato al mondo del cinema, ai registi italiani l’appello di fare un film sul sindacalismo democratico, sui suoi padri fondatori.

Pezzotta (che i cortonesi ricorderanno in visita nella nostra città proprio nel maggio di due anni fa quando tenne il discorso ufficiale al cinquantesimo della Cisl aretina convenuta nel Centro convegni di Sant’Agostino) ha detto: “qualche tempo fa il Presidente Ciampi proponendo di fare film sul Risorgimento italiano ha affermato che non esiste strumento migliore del cinema per riflettere e ripensare il nostro passato.

 E allora perché nel lavoro di ricerca e di tutela della memoria, della storia del nostro passato e della nostra cultura non impegnarsi a chiedere di fare un film sul lavoro, sul sindacato democratico italiano, sui suoi padri fondatori e sui suoi santi minori?”

(Fla)

 

ASSOCIAZIONE PER GLI ORGANI STORICI

A circa un anno o poco più dalla sua costituzione l’Ass. per il recupero e la valorizzazione degli organi storici della città di Cortona ha raggiunto diversi ed ottimi obbiettivi, primi fra tutti quello di aver ottenuto il riconoscimento legale.

Al presidente, nella persona del dott. Gian Carlo Ristori, abbiamo chiesto di illustrarci l’attività svolta fino ad ora dal suo organismo e degli eventuali traguardi in serbo: “Siamo un’associazione giovane ma comunque già ricca di nuovi soci, siamo partiti in 36 e ad oggi siamo in 104, già questo dato di per sè è confortante o meglio fa intuire che l’interesse e il consenso che si è manifestato attorno al nostro organismo è notevole; in più c’è da aggiungere che il 25% degli iscritti è di nazionalità straniera”.

 Questo ha precisato Ristori che ha continuato dicendo - “In questo breve periodo di attività che abbiamo avuto a disposizione ci siamo attivati per avere i necessari finanziamenti per poter riportare all’antico splendore e funzionalità gli organi di Cesare Romano (1613) della Chiesa Santa Maria Nuova, per la quale la Cassa di Risparmio di Firenze ha stanziamento 28 milioni e sempre lo stesso ente ha deliberato per la totale copertura dei costi di restauro dell’organo della chiesa di S. Filippo Neri (1719). Questi importanti stanziamenti si aggiungono a quelli preannunciati nel corso dell’anno dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per il restauro degli organi di Santa Maria Nuova e di S. Domenico (organo di Bernardino Boni da Cortona 1547).”

Quindi possiamo dire che tutto il patrimonio organaio di Cortona ritornerà in breve al suo antico splendore ed alla sua fruibilità?

“Direi proprio di sì e con ciò, quando tutto sarà arrivato in porto, potremo dire di aver raggiunto quello che ci eravamo proposti quando ci siamo costituiti in Assciazione e cioè di riordinare e mettere di nuovo in funzione gli organi presenti in Cortona, poi ci attiveremo per promuovere studi e ricerche per un’approfondita conoscenza sia del patrimonio organario cortonese che di quello toscano.”

Cosa di altro avete in programma?

“Abbiamo in animo di realizzare una serie di concerti sull’organo Paoli (1832) nella Chiesa del Monastero di Santa Chiara. L’esecuzione di questi concerti è stata affidata a noti organisti e organologi quali Francesco Giannoni, Pier Paolo Donati, Gabriele Giacomelli e Cristopher Stembrige.

Da questa attività che si propone la diffusione della musica rinascimentale e barocca, che potrà assumere, nei tempo, dimensioni più importanti ci aspettiamo una ricaduta per la comunità cortonese sul piano dello sviluppo delle manifestazioni artistiche e del turismo culturali.

Abbiamo già collaborato all’organizzazione del primo Master Class di Musica per antichi strumenti a Tastiera che ha visto riuniti a Cortona allievi provenienti da tutte le parti del mondo”.

Lilly Magi

 

MA NESSUNO DICE NIENTE...

Non voglio parlare dei parcheggi di Cortona, ma di Cortona, però proprio dai parcheggi parto per arrivare a qualcosa che sembra incredibile. Il Comune (o meglio il signor Sindaco) sembra abbia finalmente preso a cuore Cortona e gli vuole dare finalmente il tanto sospirato parcheggio. Ma tanto sospirato da chi? Dai cortonesi? Non credo, anche perché a detta di molti di loro il parcheggio non gli serve, anche perché il loro posto auto volendo lo trovano, e di questo non si può dargli torto, il posto auto serve per lo più a chi viene a Cortona da fuori come il turista. E’ altresì vero che sono pochi i cortonesi che vivono di turismo, il resto di loro ne paga le conseguenze con i prezzi più alti e la poca tranquillità in particolari periodi dell’anno. Ma non si può negare che Cortona attrae molta gente, ed é giusto che sia per le sue bellezze giudicata una città turistica, ed è quindi giusto anche agevolarne ordinatamente l’afflusso e la sosta di chi la visita.

Torno a dire che adesso l’Amministrazione dopo aver tolto da Cortona la Casa di Riposo, l’Ospedale, gli Uffici del Registro e della riscossione tributi, la Pretura e se dura così prossimamente l’orologio della torre del comune e la statua di Garibaldi, pezzi di facile collocazione nel mercato commerciale, vuol renderla sempre di più con l’aspetto esclusivamente di città turistica, “regalandogli” (3.000.000 circa il primo calcolo di spesa contro il 1.000.000 dell’alternativa proposta da Alleanza Nazionale i parcheggi. E adesso arrivo alla mia domanda per la nostra Amministrazione.

Una città turistica ha un consistente e notevole afflusso di gente nuova, poco pratica del luogo e comunque in certi momenti durante lo svolgersi delle varie manifestazioni, anche molto affollata. Adesso con cortesia vi chiedo di portarmi a conoscenza di città turistiche come dovrebbe essere la nostra, prive di PRONTO SOCCORSO, forse il signor sindaco oltre al primato dei parcheggi, vuole anche il primato di città turistica priva di pronto soccorso.

Il resto delle considerazioni le lascio fare alla gente, di Cortona e non, che continua ad essere “presa in giro” e chiede che ai tavoli dell’Amministrazione si torni a testa in su e si smetta di lavorare con i “piedi” visto le notevoli contraddizioni in cui incappa nelle varie sue proposte e realizzazioni il nostro Comune.

È giusto pensare prima di riempire di gente Cortona e poi in caso di necessità usufruire dell’Ospedale della Fratta, dimenticavo quello forse non diventerà mai un ospedale, allora far intervenire la vicina e “rivale” Castiglion Fiorentino... tanto un turista rotto non ci serve più... complimenti bella pubblicità progresso... o regresso?.

Luca Mearini

 

 

I MEDAGLIONI DELLA SACRESTIA DI S. MARGHERITA

La prima sacrestia della chiesa di S. Margherita si trovava dietro il muro destro a fianco del presbiterio; circa il 1450 le fu data nuova sistemazione nell’Oratorio di S. Basilio, e finalmente nel 1858 si pose la prima pietra della nuova sacrestia che accoglie numerosi dipinti in tela di “beati e beate” della Cortona medioevale ed oltre.

Sono sedici. Di particolare rilievo quelli di S. Francesco, di S. Margherita (il più classico della Santa), appesi alla parete della porta d’ingresso, e quello di Niccolò Mazzi, opere dell’aretino Giovanni Cimica che li avrebbe realizzati verso il 1700. Tutti gli altri sono del pittore Pietro Colombati, torinese, che terminò di dipingerli nel 1771. Pittori considerati artisti di secondo piano, ma buoni ritrattisti.

I dipinti, di uguale dimensione 85x30 cm in forma ovale verticale sono incorniciati in noce e sistemati frontalmente sopra grandi e preziosi mobili, anche questi in noce, che custodiscono paramenti sacri.

Sotto ogni “ritratto” il cartiglio che riporta in latino la memoria e l’anno di morte di chi visse la forma di vita suggerita da Francesco d’Assisi.

Per ragione di brevità si riportano soltanto i nomi, le caratteristiche e l’anno di morte di ciascun” beato” o “beata” perché siano ricordati nella storia della nostra città.

 

A sinistra della porta d’ingresso troviamo:

Egidia, socia di S. Margherita. Nobile e caritatevole. + 1295

Adriana, amica e seguace di S. Margherita. + 1295

Giulia, virtuosa terziaria francescana. + 1369

Andrea Venuti, seguace di S. Bernardino da Siena + 1440

Giacomo, zelante predicatore. + 1439

Marco, questuante + 1439

Evangelista, instancabile predicatore. + 1419

A destra della porta d’ingresso si incontrano:

Guido Vignottelli, sacerdote, che a Cortona si mise alla sequela di S. Francesco + 1250.

Vito dei Viti, che ricevette il saio dalle mani del Poverello. Mariano, scrupoloso osservante della Regola Francescana. + 1509

Giunta Bevegnati, confessore e direttore spirituale di S. Margherita. + 1312

Giuliano Baldacchini, miniatore di libri corali. + 1402

Pietro Antonio, dotto e umile. + 1492

Nicola Mazzi, maestro di teologia. + 1512

Sull’altare della sacrestia troneggia un quadro di Giovanni Cimica rappresentante S. Egidio, S. Basilio e al centro S. Caterina

Tutti gli ovali di questa modesta galleria di personaggi cortonesi da tempo attendono un restauro da parte della Soprintendenza alle Belle Arti perché siano conservate le figure religiose che, insieme a tante altre, hanno fatto grande la nostra Cortona.

Padre Ugolino Vagnuzzi

 

Un mosaico di ricordi

ALUNNI CORTONESI OSPITI A CHATEAU CHINON

Giulia Anderini: è stata un’esperienza fantastica che rifarei sicuramente sono stata benissimo, soprattutto nella famiglia francese che mi ha ospitato....grazie mille..!!!

Matteo Capucci: è stata la gita più interessante che abbia mai fatto finora. Molti sono stati i momenti belli passati insieme ai miei compagni. Ad alcuni Parigi non è piaciuta, secondo me invece, è una città meravigliosa!!!

Giulia Cenci: la gita è stata fantastica!!! Oltre ad essermi divertita moltissimo con i miei compagni nel pullman, in hotel ed in giro per le città, ho conosciuto molte persone nuove, simpatiche che certamente non abbandoneranno i miei pensieri... Ringrazio tutti: grazie, grazie mille alle scuole, alle proff., ai genitori, ai compagni, ai corrispondenti e alle loro famiglie.

Federica Chelazzi: la gita mi è piaciuta moltissimo, anche perché ho approfondito la conoscenza... dei ragazzi francesi!!! La cosa che mi ha colpito di più è stata la reggia di Versailles: è grande e piena di satatue. All’interno ci sono molti quadri della famiglia di Luigi XIV, numerosi tappeti decorati con paesaggi stupendi... insomma è meravigliosa! Grazie a tutto soprattutto alle proff. che ci hanno sopportati e seguito con pazienza.

Mattia Cherici: anche per me questo viaggio in Francia è stato positivo. I momenti di divertimento li ho trascorsi in hotel, in pullman e la sera a Chateau-Chinon. Spero di poter avere la possibilità di rifare questa esperienza.

Francesco Saverio Garzi: è stata una delle più belle esperienze della mia vita perché ho conosciuto persone con abitudini diverse. Secondo me, però, dovevamo trascorrere più giorni a Chateau-Chinon per socializzare maggiormente con i corrispondenti e le loro famiglie. Se mi venisse ripresentata l’occasione di rifare quest’esperienza, la coglierei al volo con entusiasmo.

Giulia Madon: essere  ospite in una famiglia francese è stata una bella ed utile esperienza perché ho imparato qualcosa dalla cultura francese. La mia corrispondente è molto simpatica e i suoi genitori sono gentili. Spero di ricevere loro notizie presto!!!

Serena Meattini: sembrava tutto una favola, soprattutto Chateau-Chinon: era come un disegno. Ci abbiamo lasciato un po’ di noi, ma i ricordi ci seguiranno sempre, nella speranza di rivederli, di ripercorrere quella strada, carichi di gioie da regalare ai nostri amici di cui non ci scorderemo mai!

I partecipanti al Gemellaggio della 3B

 

IL VERO PANE

Il pane non è più, come nel passato, metafora e simbolo di tutto ciò che occorre all’uomo per vivere; oggi il denaro ha preso il suo posto mentre nella civiltà di una volta il pane aveva una sua sacralità e sciuparlo era considerato uno scempio, quasi un delitto.

In questa visione dell’importanza del pane, si spiega Gesù tentato di tramutare le pietre in pane, a cui segue il suo capovolgimento di vedere le cose: “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.”, richiamo oggi più attuale che mai, almeno nel senso che la persona impedita di scrivere e leggere la parola, è emarginata dal vivere in società.

Ma il senso delle parole di Gesù è un altro, perché è lui la Parola, il Verbo che esce dalla bocca di Dio, e di cui l’uomo ha bisogno per vivere, non nell’attuale provvisorio, ma nel genere di vita che non ha fine: “Voi mi cercate perché avete mangiato di quel pane e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà”. Gl’interlocutori, senza aver ancora capito, gli dicono: “Dacci sempre di questo pane”, ed è a questo punto ch’egli rivela di quale pane egli intende parlare: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.”

La cosa appare a molti così inverosimile che alcuni dei suoi discepoli lo abbandonano stimando  le sue parole  pura farneticazione. Ma questo sembra incoraggiarlo ad affermare ancora con più forza quanto ha già detto, spiegandone meglio il significato, e cioè come il cibo, elemento esterno ed estraneo a noi, una volta ingerito diventa parte del nostro essere, così mangiare di lui, nel modo misterioso che più tardi spiegherà, è assumere in noi la sua stessa vita, e vivere di lui come egli vive la vita stessa del Padre: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui; Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.” Gv.6, 26-58

Il paradosso per la nostra intelligenza rimane e così anche oggi, molti che si dicono discepoli suoi senza rompere apertamente con lui, prendono il suo discorso come parabola e non quale suo vero corpo dato per noi come al momento di offrirci questo cibo egli solennemente dirà.

Cellario

 

 

INDIETRO

 

 

 

CULTURA

L’arte di vivere in Toscana

L’IMPORTANZA DI CORTONA NEL LIBRO EDITO DALLA CASA EDITRICE FRANCESE FLAMMARION 

E IL SUO FASCINO ESERCITATO SU ILLUSTRI PERSONAGGI DEL MONDO DELLA CULTURA.

Io dovrei essere ormai avvezzo a letture “cortonesi”. Eppure ogni qual volta uno scritto di un articolo o di un libro si occupa di Cortona, provo sempre una soddisfazione inedita, mista a una grande curiosità: sensazioni motivate dal convincimento che tanto ancora resta da conoscere e da appurare intorno a questa mitica realtà.

Nel libro “L’arte di vivere in Toscana”, scritto dall’attuale direttore dell’Accademia di Francia a Roma Bruno Racine e illustrato da splendide fotografie di Alain Fleischer, Cortona è presente insieme ad altre città blasonate della Toscana per la storia, i monumenti, la natura e per il modo assennato o meglio artistico di vivere. Vi si scopre una sorta di estetismo del buon senso e del vivere sano, ma meno dirompente e meno irrazionale di quello predicato da Oscar Wilde e successivamente dal nostro Gabriele D’Annunzio.

“Cortona, aggrappata al pendio di una collina scoscesa, si trova precisamente al confine della Toscana e dell’Umbria, non lontano dal lago Trasimeno dove Annibale sterminò le legioni romane. Questa antica città d’origine etrusca è forse una delle città toscane meglio conservate e senza dubbio una delle città che ha saputo meglio proteggere il suo carattere. Vivaio di artisti fino al XX secolo, dal momento che ha dato i natali al pittore Severini, tre secoli dopo Pietro da Cortona. E andando in giro per i suoi vicoli, non perdetevi l’occasione di raccogliervi davanti all’Annunciazione di Fra Angelico, la quintessenza dell’armonia toscana”.

Ma in questa lettura la piacevole novità è determinata dalla presentazione di un personaggio che onora la nostra terra da molti anni con la sua pressoché stabile dimora e con il prestigio della sua cultura. Si tratta del diplomatico e scrittore Alain Vidal-Naquet.

“Nel corso della sua lunga carriera iniziata al Palazzo Farnese accanto Gaston Palewski, ambasciatore del Generale De Gaulle in Italia, e proseguita alle Nazioni Unite, a Roma, a New York, sentiva la necessità di disporre di un rifugio - di un deserto - come lo avrebbe definito il secolo XVII.

Nel 1963 egli acquistò nei pressi di Cortona., nel cuore dell’antica Etruria una casa di campagna molto semplice, inaccessibile a chi non avrà prima sperimentato il sentiero. Essa era soprannominata “la casa del gatto”, perché, si diceva, che il precedente proprietario vedeva di notte...

Dal 1990, Alain Vidal-Naquet ha qui la sua residenza. Il territorio, in trent’anni, si è molto aperto e vi si sono insediati numerosi stranieri, in particolare scrittori e pittori...

“Il deserto” di Alain Vidal-Naquet è da sempre una terra di cultura... “La casa del gatto” è la classica “casa dello scrittore”; poche stanze, tutte di piccole dimensioni dove si accumulano i libri e i ricordi, una scrivania al primo piano dove arriva abbondantemente la luce - ma le finestre rimangono assai piccole perché la contemplazione del paesaggio non allontani la concentrazione”.  

Un meritato omaggio a una figura di intellettuale tanto garbata e eminente quanto semplice e affabile che risalta oggi nel nome di Cortona, città che sa essere all’occasione anche a misura di personaggi singolari, come appunto Alain Vidal-Naquet.

Un altro importante personaggio viene ricordato in questa pubblicazione: Frances Mayes, alla quale l’autore riconosce il merito di aver rilanciato nel mondo l’immagine della Toscana e in particolare quella di Cortona con il best seller “Under the Tuscan sun”. Un riconoscimento condiviso e rilevato da tutti i cortonesi..

L’edizione in lingua italiana dell’ “Arte di vivere in Toscana” è stata assicurata dalla casa editrice Rizzoli..

Nicola Caldarone

 

LA GABBIANELLA E IL GATTO

La Scuola Elementare di Terontola, presenta “La Gabbianella e il Gatto”.

Lo spettacolo, che coinvolge i bambini di tutte le classi, verrà proposto al pubblico, sabato 8 giugno 2002, alle ore 18,00.

Sarà una rappresentazione inconsueta, perché gli attori, daranno vita alle scene, invitando il pubblico a seguire un vero e proprio itinerario nelle vie adiacenti la Scuola.

La regia è di Stefania Salvietti con la collaborazione di tutti gli insegnanti e della buona volontà dei bambini che hanno accettato di cimentarsi in un lavoro così particolare.

L’appuntamento è quindi a Terontola, di fronte alla Scuola.  

 

 

Libri  in Redazione

L’AMORE VERSO LA SUA CORTONA

E’ ciò che ha spinto l’Editore Calosci, benemerito della editoria cittadina, a realizzare la ristampa de “I procedimenti costruttivi dell’Architettura in Cortona dall’origini della Città fino ai nostri tempi” di Domenico Mirri (1856-1939), grande progettatore, costruttore di opere edili, ed attento restauratore dei monumenti più insigni della nostra citta, sempre spinto dalla forte passione delle ricerche storiche ed artistiche di edifici sacri e profani che fanno di Cortona un autentico gioiello d’arte che deve essere conosciuta non in superficie, ma in profondita’ e nella sua realtà storia. Per questo l’editore Calosci, che può essere definito un attento osservatore della città, ha creduto opportuno ristampare, a sua cura, l’opera del Mirri che l’autore pubblicò in prima edizione nel 1923 con i tipi dello Stabilimento Tipografico Sociale di Cortona. Così si potranno nuovamente ammirare i vari metodi architettonici che furono usati nelle costruzioni dei secoli scorsi.

Benedetto Croce scrisse nel Breviario di estetica che “l’arte è visione e intuizione”. E il Mirri, forte di questa convinzione, nei suoi  “scritti buttati giù saltuariamente nelle ore di ozio forzato durante il triste periodo della guerra” (1915-1918), offre pagine stupende, ricche di storia, che fanno ammirare la “visione e la intuizione” dei nostri antenati nel realizzare le costruzioni pelasgiche ed etrusche quali i resti imponenti della Cinta delle mure urbane, degli Ipogei del Sodo e di Camucia, nonché il muro ciclopico dell’acropoli al levante della città. Dettagliata e del massimo interesse la descrizione della Grotta di Pitagora, a forma cilindrica, che si può ancora ammirare tra Cortona e Camucia. Ben documentate la poche costruzioni romane e romaniche, mentre ampiamente illustrate le molte medioevali che vede ben rifinite con pietra da taglio.

Le chiese che colpiscono maggiormente l’attenzione del Mirri sono quelle di S. Francesco e di Santa Margherita, descritte nei mi-nimi particolari storici ed artistici. Tra i palazzi pubblici ammira particolarmente quello del Comune, del Popolo e del Potestà.

Valido costruttore il Mirri non può non ammirare il nuovo stile del Rinascimento e ne mette in rilievo il sistema costruttivo, i precetti della tecnica e i risultati dell’estetica. Meritano una particolare attenzione le pagine che illustrano la magnifica Chiesa del Calcinaio, che definisce “monumento classico di stile bramantesco”; la cattedrale “riduzione dell’antica Pieve di S. Maria”; la Chiesa di S. Maria Nuova, a croce greca, di cui ammira il sistema costruttivo.

Il Mirri dà uno sguardo panorainico alla città e conclude che tanti palazzi sono sorti su edifici medioevali.

Forse sarebbe stato meglio conservare quelli originali. E non è troppo propenso ad apprezzare costruzioni barocche e moderne.

È molto più disposto ad ammirare quelle di stile classico. Si può asserire che il Mirri era un innamorato dell’ antichità.

Una ristampa, quella realizzata dal Calosci, che costituisce un autentico regalo alla sua città ed agli amanti dell’arte di cui Cortona è tanto ricca.

Padre Ugolino Vagnuzzi

 

Tutti al Museo

IN UN’INTERVISTA CON IL DIRETTORE PAOLO BRUSCHETTI

I PROGETTI E LE OFFERTE DEL MUSEO ETRUSCO DI CORTONA PER IL 2002

Inizia la stagione turistica e il Museo dell’accademia etrusca di Cortona ha in progetto alcune interessanti novità per i visitatori che sempre numerosi affollano le sue sale.

Il Museo etrusco, come più brevemente viene chiamato da tutti, ha la sua sede a Palazzo Casali. Un palazzo medievale di pietra, molto spartano e austero nella sua veste architettonica, edificato probabilmente nel tredicesimo secolo e sede della famiglia che resse la Signoria di Cortona. Un palazzo che situato al centro della città è stato il principale e più importante luogo di potere dai tempi della Signoria Casali passando per i commissari della Repubblica fiorentina, per i rappresentanti dei Medici, fino a quelli dei Lorena ed in particolare del Granduca di Toscana, che nel 1727 concesse alcune sale all’Accademia etrusca affinchè vi istituisse il proprio museo.

Un museo nato in pieno illuminismo che presenta una struttura particolare che si vuol ricollegare al pensiero di quel periodo.

È su questa concezione illuministica di museo che comincia la conversazione con il direttore del museo Paolo Bruschetti.  “Osservando le sale del museo - spiega il direttore - si nota che non esistono divisioni spaziali fra i vari generi di materiale esposto.  Questa caratteristica può apparire disorganica, ma è un elemento volutamente e razionalmente studiato per evitare che una troppa fredda divisione rompa il legame storico che unisce il tutto.

Questo è il museo di un’Accademia nata durante l’Illuminismo e documenta un singolare modo di pensare, riunire insieme ogni campo di interesse culturale”.

Quali iniziative avete in cantiere per la stagione turistica che sta incominciando?

“Procederemo allo smontaggio della mostra etruschi nel tempo -risponde il direttore Paolo Bruschetti - anche se rimarrà la Tabula Cortonensis, una tavoletta bronzea, elemento fondamentale per la ricostruzione della storia della lingua etrusca. Questo reperto scritto su ambedue i lati con segni abbastanza uniformi e di andamento regolare è uno degli scritti più ampli rinvenuti nel nostro territorio.

La sua datazione può essere compresa fra la fine del terzo secolo e la prima metà del secondo secolo a.c.”.

“Altri progetti dei quali ci interesseremo in questa estate - prosegue Bruschetti saranno la riapertura della Tanella di Pitagora, e il suo collegamento nel percorso archeologico con le altre tombe circostanti.

È stato creato un impianto di illuminazione intorno a questa tomba e un sistema di irrigazione per il giardino intorno, che potrebbe essere adibito in un futuro prossimo come spazio per concerti e manifestazioni”.

“Inoltre - aggiunge ancora il direttore - vogliamo continuare a portare in primo piano le opere del nostro Settecento.

A fine Agosto infatti allestiremo una mostra con opere di Giambattista Piazzetta (1683-1754), pittore veneto che senz’altro ebbe rapporti con personaggi influenti di Cortona.”

Sul piano della comunicazione e della fruibilità online come è messo il museo etrusco?

“Sono diversi anni - risponde Bruschetti - che siamo nel web con un nostro sito. Oggi però anche in questo campo ci sono delle grandi novità e al più presto lo  rinnoveremo.

Anzi abbiamo già commissionato una nuova configurazione all’altezza degli ultimi software e della creatività virtuale che sta interessando tutti i musei italiani soprattutto per le visite di accesso online”.

(Fla)

 

Scuola Comunale di Musica di Cortona

SAGGI GENERALI 2002

E’ ormai consueto l’appuntamento di fine anno scolastico con le esibizioni musicali dei ragazzi del territorio cortonese. I saggi della Scuola Comunale di Musica si svolgeranno quest’anno all’Istituto S. Margherita (Sede della Filarmonica, che ne ha gentilmente concesso l’uso) in via C. Battisti n. 15, con il seguente calendario:

Venerdì 31 maggio, ore 21,15

Chitarra - prof. P.F. Manneschi

Pianoforte - prof. O. Mearini

Sabato 1 giugno, ore 16,30

Fisarmonica - prof. A. Dei

Pianoforte - prof. M. Lanari

Sabato 1 giugno, ore 21,15

Chitarra - prof. P. Saltalippi

Pianoforte - proff. C. Gori, E. Montagnoni, A. Panchini

Voci bianche - (I piccoli cantori cortonesi) - prof. A. Panchini

Domenica 2 giugno, ore 16,30

Chitarra - prof.ssa A. Rossi

Contrabbasso, batteria, basso elettrico - prof . M. Santostefano

Violino - prof.ssa D. Rossi

La scuola Comunale di Cortona vive dal 1989 grazie ad un impegno congiunto tra l’Amministrazione Comunale, che le fornisce il sostegno economico e l’Associazione Amici della Musica “Cortona Camucia” che la gestisce dal 1994.

L’importanza di questa istituzione comincia a farsi sempre più evidente: fare musica, da soli o in gruppo, costituisce per i ragazzi un momento di crescita individuale e sociale senza paragoni. Non è mai inutile ripetere gli immensi vantaggi che possono scaturire da un’educazione in cui, tra le materie di studio ordinarie, figuri anche la musica. La speranza di tutti i garanti dell’educazione nel nostro paese dovrebbe essere quella di poter inserire in tutti gli ordini scolastici la musica come materia ordinaria, destinandole un’importanza pari alle materie per lo sviluppo del linguaggio e delle capacità logiche. Oggi purtroppo, salvo rare eccezioni, le poche aree già destinate alla musica (come l’Educazione Musicale nella scuola media) sono nelle mani di musicisti spesso incompetenti, che arrivano a far odiare ai ragazzi una delle materie più belle che la scuola possa avere.

Finché le cose non cambieranno davvero, l’educazione musicale rimarrà appannaggio di scuole private o comunali, come quella che il Comune di Cortona ha avuto la sensibilità di far nascere, dove musicisti di valore sono i pionieri della cultura musicale di base nel nostro paese.    

Michele Lanari

 

CRONACHE TEATRALI GIOVANILI

Parto da una prospettiva scomoda. Mi permetto di scrivere un articolo su Autobahn (di nemmeno un mese fa un altro) intrecciato con Gotama (di cui faccio parte dalla nascita). I motivi di questo parallelismo: logistici - si risparmia spazio -, contenutistici - dovrei dire cose simili.

Sabato 4 maggio 2002 presso il Piccolo Teatro di Cortona (sede dell’omonima compagnia) Buio...Luce è stato il Saggio-Prova aperta da un anno adolescenti del corso di teatro organizzato dal Comune di Cortona e gestito da Autobahn teatro nella persona di Barbara Peruzzi.

Martedì 14 maggio in piazza Signorelli in occasione delle celebrazioni dell’Archidado l’ass. cult. Gotama ha presentato Piccola Commedia Esule, commedia in tre atti scritta e diretta da  Riccardo Lestini.

Questa la cronaca spicciola, per questo ben separata.

La cronaca più profonda  racconta di due gruppi esuberanti di giovani col mito il divertimento del teatro.

 Racconta di due associazioni da tempo unite per intenti e affetti.

Racconta di piccoli successi non tanto esuli e di fasi di buio e di luce che cadenzano il crescere, il diventare  troppo grandi, irrimediabilmente grandi.

Racconta di un pezzo bellissimo e radiofrecciamente famoso del primo spettacolo da cui uno stralcio per tutto questo gruppo di studenti e sognatori “crede che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. E allora vedete un po’ di riempire le vostre riserve con questo...”.

Albano Ricci

 

 

 

I CONCORSI DELLA FIDAPA

Si è svolto in questi giorni a Castiglion Fiorentino il Concorso pianistico nazionale, giunto ormai alla sua terza edizione. Sessantuno i concorrenti, provenienti da tutte le parti d’Italia, per lo più giovanissini ma anche dei veri e propri musicisti in erba che hanno preso parte alla manifestazione. La posta di questo concorso è stata una borsa di studio che darà la possibilità di frequentare un corso di perfezionamento pianistico presso la SommerAkademie - Mozzardeum di Salisburgo. L’iniziativa che ha avuto come stupenda cornice il teatro locale, è stata promossa dalla FIDAPA - Valdichiana, dal Comune di Castiglion Fiorentino, dalla Provincia di Arezzo, dalla sicietà dei Concerti e la collaborazione della Pro Loco.

Tutta la manifestazione ha avuto la durata di tre gioni durante i quali non sono mancati ospiti illustri fra i quali la presidente della sezione FIDAPA di Roma, prof.ssa Carla Micheli Giaccone, a fare gli onori di casa erano il Sindaco di Castiglion Fiorentino e la Presidente della FIDAPA sezione Valdichiana, dott.ssa Ilaria Reattelli Paglicci. Quest’ultima nel consegnare il premio alla vincitrice ha voluto precisare di donare la borsa di studio messa a disposizione dalla sezione sottolineando che questo rappresenta a pieno lo spirito dell’associazione: promuovere le iniziative “al femminile”, sostenere l’ingegno, la passione, la capacità delle donne, nell’ambito delle professioni, degli affari e, come in questo caso nell’arte. La FIDAPA - ha aggiunto Ilaria Reattelli Paglicci - è in Italia da oltre 70 ed è diffusa anche a livello internazionale ed in ogni sua sezione si persoguono gli impegno di cui sopra. Ha vinto la borsa di studio Daniela Terranova di Udine che si è esibita m sonata op.23 di Skijabin. Ha fatto seguito una votazione popolare, cioè a dire fatta dal pubblico presente, che ha tributato preferenza a Sergio Baietta di Villafranca (VR) che si è proposto con Parafrasi del Rugoleffo di Liszt.

Applauditissimi anche tutti gli altri musicisti che hanno preso parte alla chermes.

Lilly Magi

 

L’INDIRIZZO AGRARIO NEL SISTEMA DEI LICEI

E’ stato approvato, all’UNANIMITA’, nella seduta del Consiglio Comunale del 17 maggio un ordine  del giorno con il quale si chiede, agli organi scolastici proposti, l’inserimento degli Istituti Tecnici Agrari nel sistema dei Licei.

Il progetto di riforma scolastica del ministro Moratti, che vuole essere all’avanguardia dei tempi, delle didattiche e degli indirizzi, ha escluso l’agraria dal sistema dei licei ben sapendo quale forte impatto ha questa materia nel risvolto sociale ed economico. Ogni giorno televisioni, radio e stampa affrontano il problema alimentare, il problema della difesa del territorio, il problema dello sviluppo coerente con molteplici fàttori; ebbene si è avuto il coraggio di relegare un simile indirizzo ad un semplice operatore del settore.

Il gruppo della “Margherita” non solo vuole limitarsi ad approvare il documento presentato dal Collegio dei Docenti dell’I.T.A.S: “A.Vegni” sul riordino dei cicli scolastici, ma ha gia inviato tale documento, trannite l’on. Rosy Bindi, al segretario del partito chiedendo, nel contempo di adoperarsi affinché un simile indirizzo abbia la collocazione che si deve in una scuola che si vuol definire veramente moderna. Vogliamo sperare solo che i tecnici preposti abbiano sottovalutato l’intera questione, e che il tutto sia dovuto ad un errore non voluto, sarebbe grave che il rninistro non recepisca quanto pare fin troppo evidente. Riteniamo che la questione, e che cioè l’istituzione di un LICEO AGRARIO sia un momento illuminante in unà riforma che, purtroppo, non ha particolari motivazioni esaltanti.              Il consigliere comunale “Margherita”

Ivan Landi

 

LE BOTTE DI GINO

Non vogliamo parlare del compianto e famoso Gino Bartali che, quando qualcosa non andava come avrebbe voluto, diceva: “gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare”!. Vogliamo riferirci alle noterelle (non tanto tali a ben vedere!) del concittadino Gino Schippa che nel numero 8 del L’ETRURIA del 30 Aprile 2002, tratta la “macchina comunale” come di un qualche cosa di sconquassato che è sotto gli occhi di tutti; di amministratori che devono affrontare una situazione “incancrenita” da affrontare con metodi drastici.

Gino non ha in mente “ le squadre della manutenzione o le “coppiette” della polizia municipale”. Lui guarda in alto avendo di mira l’immagine della città e del territorio oltre che al prestigio dell’amministrazione. Gino da “ botte da orbi” soprattutto contro i dirigenti e funzionari del comune che a suo dire non sarebbero all’altezza di fronteggiare gli interessi della città. Invoca il ricorso alla “frusta” della giusta causa che nessuno osa fare schioccare (vale a dire il licenziamento di qualcuno, di cui Gino farebbe bene a dire il nome, senza farci stare sulle spine!). Il Comune come trattato da Gino, sembra essere diventato un ring, dove si può assistere a baruffe dei managers, volti ad accapigliarsi per impinguare i propri stipendi, senza tenere conto dei risultati da conseguire. 

Gino auspica un regime di polizia che neppure il sistema prussiano avrebbe mai e poi mai immaginato. La polizia dovrebbe essere in ogni dove, con compiti di “sorveglianza stradale scolastica, piantonamento di cantieri pubblici per agevolare il traffico, controllo del rispetto della raccolta differenziata, segnalazione di guasti e di inadempienze sia dell’Amministrazione che dei privati”. Gino tratta praticamente di una amministrazione allo sbando, di una amministrazione inetta ed inefficiente, di una amministrazione che non sa dare le direttive, di una amministrazione che non saprebbe dirigere un condominio.  Ritengo che Gino non possa sparare nel mucchio come ha fatto ed in malo modo con sottili e subdole insinuazioni; Gino avrebbe dovuto richiamare e strigliare prima di tutto gli amministratori che guarda caso si sono scelti i dirigenti o che se li sono ritrovati perché l’apparato li ha voluti cosi; purtroppo come e avvenuto in diverse amministrazioni, si è fatto più carriera per spinte sindacali o di partito che per reale ed effettiva preparazione. Gino dovrebbe sapere meglio del sottoscritto come sono andate le cose nel passato prossimo e passato remoto. Forse ci potrebbe anche dire come andranno a finire certe cose nel prossimo futuro. Diamogli tempo, lui ci chiarirà con molta schiettezza tante cose. Ritengo che Gino, prima di tutto, abbia sbagliato il bersaglio con la sua reprimenda. E’ il Sindaco in prima persona il responsabile dell’amministrazione del comune. E’ il Sindaco che nomina i responsabili degli uffici e dei servizi; è il sindaco che attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna. La Giunta collabora con il Sindaco nel governo del comune.  Dunque caro Gino, rifletti: se le cose non vanno come dovrebbero andare di chi è la colpa? Se l’apparato non tunziona vuol dire che manca la direzione. Se manca la direzione siamo allo sbando e, se siamo allo sbando, vuol dire che la situazione è irrecuperabile almeno fin tanto che ci sarà continuità e contiguità politica. Mi meraviglio che proprio uno della sinistra, che ancora dovrebbe essere stanco per la manifestazione e marcia per lo sciopero a tutela dell’articolo 18, invochi l’applicazione dello stesso per il licenziamento di dipendenti comunali. Se avesse detto una cosa simile il sottoscritto, sarebbe stato ricoperto di insulti ed improperi, o, additato come un fascista o nazista, affamatore del popolo.

Io avrei voluto estendere l’articolo 18 ai partiti e sindacati; Gino lo vorrebbe applicato ai dipendenti comunali. Agli amministratori che si intestardiscono a voler spendere soldi altrui per realizzare mega opere di scarso risultato (oltre cinque miliardi ex lire per 180 posti auto) e con possibile ed inevitabile impatto ambientale, quale fatto rilevare dall’architetto Lavagnino incaricato dal Comune per lo studio di fattibilità, per il parcheggio allo Spirito Santo, mentre ne potrebbero realizzare altri altrove, con minori oneri per la collettività e migliore risultato e pronta realizzazione, quale articolo dovremmo applicare? Non essendo possibile ricorrere all’articolo 18, licenziamento per giusta causa, sono certo che Gino ricorrerà anche lui all’arma del voto per cambiare pagina. Una domanda però ci sorge spontanea: dove era Gino finchè è stato dentro l’apparato comunale? Era dentro? Era fuori? Campava in aria, oppure tutti i malanni sono arrivati dopo che lui ne è uscito? Si faccia riassumere come collaboratore esterno, cosi forse le cose miglioreranno. L’Amministrazione è priva di un direttore generale, e, forse Gino potrebbe dirigere l’orchestra in un attuale coro di stonati. Il problema, caro Gino, è che alla scopa manca il manico e quindi non potrà essere fatta la pulizia come tu auspichi. Non vedi come viene affrontato il problema parcheggi? Quanti progetti sono stati fatti e mai realizzati? Questi come vogliamo chiamarli: investimenti o sprechi? Quante spese sono state fatte dagli amministratori per dare incarichi esterni senza che gli stessi si siano avvalsi della professionalità dei propri dipendenti, facendoli sentire offesi ed umiliati? Gli sprechi dunque chi li ha fatti e chi li sta facendo? Una volta anch’io provocatoriamente dissi che forse sarebbe stato opportuno appaltare il servizio dell’ufficio tecnico, per migliorare la risposta ai cittadini; Gino è andato oltre. Forse una risposta di Gino, dato che in comune non ci sono tutte schippe, pardon, “schiappe”, sarebbe doverosa non tanto a me, quanto alla gente, dal momento che è stato messo il dito in un vespaio.

 La telenovela può continuare. La difesa ora passa agli accusati da Gino e dallo scrivente.       

Piero Borrello

   

 

PARCHEGGI: I SÌ DI A.N.

Venerdì 10 Maggio 2002 è stato presentato presso la sala dell’auditorium di S. Agostino in Cortona Capoluogo, il piano del traffico ed il progetto di fattibilità del parcheggio, in prossimità della città, in zona Spirito Santo.

 L’Amministrazione, anziché pubblicizzare la notizia alla cittadinanza per aprire con essa un confronto pubblico, come da più parti richiesto, è ricorsa all’invio di inviti ristretti per far si che la cosa passasse quasi inosservata, come se fosse stata una riunione carbonara, per evitare un dibattito sul problema scottante e sentito.

Questa, cari amministratori, non è una questione da trattarsi da soli addetti ai lavori; è una questione che coinvolge ed interessa la cittadinanza e investirà le abitudini ed il modo di comportarsi dei residenti. E’ una questione che per una città come Cortona, potrà rivoluzionare lo stile di vita in senso positivo o negativo, secondo i punti di vista.

Alleanza Nazionale, pur favorevole alla realizzazione dei parcheggi, fa rilevare specifiche necessità e presenta il proprio punto di vista a difesa degli interessi della collettività.

Il nostro partito ritiene che gli uffici comunali hanno dimostrato una inefficienza nella realizzazione del piano di viabilità, avvalendosi di consulenze esterne, onerose, alla prova dei fatti del tutto inutili.

Questo dato deve farci riflettere e non possiamo non tenerne conto. Non possiamo impedire gli accessi in Cortona dentro le mura, prevedendo posti auto per soli residenti. Vi sono necessità che non possono sfuggire agli amministratori ed operatori del traffico.

L’Amministrazione ha fatto si che il centro commerciale si spostasse da Cortona a Camucia, per cui gli acquisti nella quasi totalità dovessero avvenire in detto centro.

Impedire l’accesso ai non residenti o quanto meno ostacolare chi è di supporto alla popolazione anziana nei rifornimenti vuoi dire essere estranei alla realtà.

Non è pensabile che attorno alla cerchia muraria vengano fatti tutti i parcheggi a pagamento per essere riempiti da turisti e residenti del Comune che risiedono fuori del centro storico. Ci sono anche i non turisti; ci sono i cittadini del Comune di Cortona che tutto sommato non traggono alcun beneficio dal flusso turistico, anzi, sono danneggiati da tale situazione, in quanto i costi negli ultimi anni sono lievitati a dismisura. Per entrare in città dovremmo sottostare a gabelle e gabellieri!.

Alleanza Nazionale, di fronte alle perplessità dell’architetto Lavagnino, tecnico incaricato del progettò di fattibilità del parcheggio in area Spirito Santo in funzione anche del possibile impatto ambientale negativo, non può dire sì a tale soluzione per un triplice ordine di motivazioni: il parcheggio si presta ad inevitabile impatto ambientale, nonostante gli accorgimenti tecnici che possano essere adottati; non si potrà consentire di ferire il cono collinare nel miglior punto panoramico visibile da Piazzale Garibaldi; non si ritiene utile una spesa esorbitante e sproposizionata di oltre cinque miliardi di lire per la realizzazione di 80 posti auto; non si ritiene che per le esigenze immediate questo sia un buon investimento.

Alleanza Nazionale, nel proporre soluzioni alternative, ha suggerito precise indicazioni al fine di realizzare un’opera migliore sotto tutti i profili: assenza di impatto ambientale, immediata e possibile realizzazione, costi del tutto contenuti.

Abbiamo indicato il punto e qualsiasi cittadino potrebbe constatare la veridicità: si esca per curiosità fuori porta, al culmine di via Roma e ci si rechi presso i vecchi macelli: vi è un accesso che porta ad una spianata naturale dove potrebbero trovare sistemazione un cospicuo numero di posti macchina. Non verrebbe estirpato neppure un olivo e verrebbe salvaguardato l’ambiente in maniera eccellente Non sarebbero necessari impianti di risalita come ipotizzati per la zona dello Spirito Santo, del tipo ascensore o scale mobili. Non si vede alcun motivo perché si debbano fare investimenti faraohici e di pessimo risultato, quando le esigenze sono immediate, di più facile realizzazione e molto meno dispendiose. I residenti nel Comune dovrebbero sopportare esosi costi per il beneficio di pochi.

Di fronte ad una maggioranza proterva ed arrogante, Alleanza Nazionale dice si alla fattibilità immediata dei parcheggi a vantaggio della collettività cortonese ed ai fini di ricettività turistica; dice no a dei parcheggi che stravolgono l’essenza del suo panorama e della sua ragione d’essere; Cortona si ama così com’è altrimenti non si ama; Alleanza Nazionale a queste condizioni non ci sta.

Dice no e dirà no a chiare note a tutti quei progetti che in primo luogo penalizzino i residenti, non solo del capoluogo, ma di tutto il Comune.

Se il Sindaco chiede il coinvolgimento di tutti per portare avanti certe strategie d’interesse generale, dovrà cambiare atteggiamento alla ricerca di soluzioni ragionevoli, altrimenti si assumerà le conseguenti responsabilità per aver penalizzato il Comune relativamente  ai risvolti economici negativi e per non aver esaminato soluzioni alternative a tutela dell’ambiente.

In presenza della nostra proposta, il sindaco non potrà fare finta di niente.

Se non vi fosse stato altro possibile risultato, anche Alleanza Nazionale avrebbe dovuto dire di sì a certi azzardati progetti per il bene di Cortona e della sua economia; dal momento che ci sono le prospettive per progetti diversi ed innocui sotto tutti i punti di vista, corre obbligo denunciare all’opinione pubblica i danni che derivano da una cattiva gestione amministrativa comunale.

La segreteria di A.N. Cortona

 

Per una nuova politica: 

IL SOCIAL FORUM DELLA VALDICHIANA ARETINA

Il Social Forum della Valdichiana Aretina svolge attività di “formazione” e di “informazione” per tutti coloro che sono interessati alle tematiche locali, nazionali ed internazionali di attualità, ossia ai problemi della globalizzazione: critica alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, critica alle politiche neoliberiste, proposte per una globalizzazione dei diritti dei diritti e per un’equa ridistribuzione delle risorse del pianeta.

Sono previsti incontri per costruire iniziative e piccoli seminari per sensibilizzare e coinvolgere.

La sede del Social Forum della Valdichiana aretina è attualmente quella della C.G.I.L. di Camucia, Via Lauretana, 29, ogni giovedì alle ore 21,15. Nel prossimo incontro è previsto un seminario sulla situazione urbanistica del nostro comune e sulle prospettive future, della raccolta di firme per la Tobin Tax e dell’organizzazione il 14 giugno di una iniziativa sul Kurdistan (Kurdistan: Una “colonia internazionale”. La tragedia di un popolo tra genocidio e resistenza), probabile palcoscenico della ‘nuova guerra’ tra Saddam e gli U.S.A, con l’intervento di Dino Frisullo, giornalista ed ex detenuto nelle carceri turche e di una iniziativa sulla situazione in Israele (Storia della Palestina) con l’intervento di rappresentanti della comunità palestinese e della comunità ebraica in Italia

Per ulteriori informazioni contattare:

Daniele Simonelli

3332526451

Daniele Monacchini

3294012117

 

L’arte si impara sui banchi di scuola... nei musei e nei laboratori

Continua il nostro viaggio alla scoperta dell’arte da parte delle classi V A e V B della Scuola elementare di Terontola, 

sotto la guida dell’insegnante Antonella Sisinni e degli esperti dell’Associazione AION di Cortona.

UN MOMENTO PIACEVOLE...

Dalla prima metà della quinta sia la mia classe A che la classe B abbiamo intrapreso il progetto “MON cultura” insieme ad un’esperta di nome Patrizia, che ci ha spiegato che anche i quadri, a loro modo, hanno un significato.

Con lei abbiamo fatto molte cose: giochi, esperimenti, uscite. L’uscita che mi è piaciuta di più e che ha lasciato un segno indelebile nei miei ricordi, è stata al Museo Diocesano di Cortona. Vi voglio raccontare solo le tappe più belle di questa mia giornata e di questo incontro con l’arte fatto da una bambina di dieci anni.

Il museo Diocesano fu fondato 50 anni fa da monsignor Giuseppe Franciolini.

Siamo entrati e ci siamo trovati davanti ad un sarcofago il cui soggetto era una battaglia. Oltrepassato questo, siamo entrati in una stanza con il soffitto in 3D. Guardando quel soffitto il mio sguardo si perse. Mi sentivo attirata da quel disegno, isolata dal resto del gruppo.

Avevo il naso all’insù, come un bambino che guarda un aquilone, e mi divertivo ad impersonare i vari disegni e simboli. Questo mi è piaciuto moltissimo: era blu con un grappolo d’uva e un calice. Rappresentava, secondo me, l’ultima cena.

Ci siamo diretti poi in una sala dove vi era un quadro dossale, su legno, di S.Margherita. Si dice dossale perché alla morte della Santa questo venne deposto sopra il sarcofago.

Questo dipinto ha suscitato in me molte emozioni e mentre ascoltavo le spiegazioni, la mia mente si trovava davanti al sarcofago di S.Margherita.

Comunque, ritornando a noi, il quadro dossale rappresentava al centro Margherita e ai lati alcune sue scene di vita. Nel quadro c’era, pero’, un errore, perché nel 1298 Margherita non era stata fatta santa e allora perché i cortonesi sul capo le avevano disegnato un’aureola? E’ semplice: i cortonesi credevano Margherita già santa, e il loro sogno si è avverato!

Accanto a questo c’era un altro quadro dove c’era scritto: da mano destra di Pietro Lorenzetti, pittore senese, che rappresenta la Madonna con tre stelle, simbolo della verginità.

Siamo ritornati nella mia sala preferita, quella con il soffitto in 3D e ho osservato con attenzione il dipinto del Beato Angelico, che rappresenta l’Annunciazione; questo quadro è molto bello e soprattutto è colmo d’oro.

Successivamente ci siamo diretti nella sala numero nove dove vi sono quattro dipinti, tra cui uno era di Francesco Signorelli e gli altri tre di Luca Signorelli.

C’è da dire che il quadro più bello era quello del Compianto di Luca Signorelli: vi giuro, è bellissimo, vi consiglio di andarci.

E’ finita così la visita al museo diocesano. Non voglio perè finire così il mio tema, vi vorrei anche raccontare dell’esperimento più bello vissuto durante il progetto AION, e cioè quando ... abbiamo portato le uova e le abbiamo usate per provare a dipingere come facevano gli antichi.

Veniva fuori una miscela formata da uovo, venature di roccia (che davano il colore) e una sostanza in polvere bianca. Abbiamo poi preso una tavoletta e, naturalmente, come facevano gli antichi, non l’abbiamo ricoperta di cementite ma di una essenza vegetale e poi siamo subito passati allo stampo della figura desiderata, L’emozione era forte, tanto che io non vedevo l’ora di dipingere “al passato”, di sognare il quattrocento.

Mi sentivo una maestra, mi sentivo Giotto, Piero della Francesca, Michelangelo. Mi sembrava di essere andata indietro nel tempo di ben 600 anni. Sognavo di dipingere alle corti dei Papi più famosi, nella reggia degli Sforza e di moltissimi altri capostipiti.

Mi ritornavano in mente quei bellissimi affreschi di Piero, ma appena ho provato a dipingere, i miei occhi erano colmi di lacrime, perché? I colori erano cupi e pallidi, che sciagura!

Comunque mi sono divertita moltissimo e valeva la pena avervi raccontato due episodi vissuti con la nostra maestra!

Che bella esperienza, la vorrei tanto riprovare!

Benedetta Nocentini

Classe V A - Sc. El. Terontola

 

Concorso

“I GIOVANI E L’EUROPA”

In occasione della Festa dell’Europa del 09 Maggio 2002, nel magnifico Salone dei 500 in Palazzo Vecchio a Firenze, si è svolta la premiazione dei vincitori del concorso dedicato a Luciano BOLIS, eroe della resistenza italiana.

Alla cerimonia erano presenti i vincitori di diverse province toscane delle scuole medie superiori, autorità regionali, il segretario regionale del Movimento federalista Europeo prof. MONTANI e, per la Provincia di Arezzo, l’assessore alle Politiche sociali dott.ssa MATTESINI. Per la Provincia di Arezzo è risultato vincitore, per la sezione disegno, MERLI Luca, studente del liceo Classico di Cortona, che era accompagnato dall’insegnate di lettere prof.ssa Loretta POLEZZI.

Luca si è distinto con una originale immagine che rappresenta l’unità europea.

Il premio assegnato consiste in uno stage che si terrà presso la Tenuta Presidenziale di san Rossore a Pisa l’ultima settimana di Luglio.

 Liceo Classico di Cortona “L.Signorelli”

 

MIGLIORIAMO IL PLESSO DELLA SCUOLA DI PERGO

Egregio signor Sindaco del Comune di Cortona, siamo gli alunni della classe 4A della scuola elementare “Mattia Moneti” di Pergo. Le scriviamo la seguente lettera per chiederle se fosse possibile migliorare alcune strutture della nostra scuola.

Le raccontiamo un’esperienza della nostra vita quotidiana: l’ora di ed. motoria.

Noi siamo in tutto 50 alunni e facciamo motoria nel cortile interno alla scuola.

Quando è bel tempo si può fare anche all’aperto ma diventa pericoloso perché le mattonelle del pavimento sono sconnesse.

Quindi alcuni giochi non si possono fare perché si può inciampare e cadere. Non parliamo poi quando il tempo è brutto, piove e fa freddo. Siamo costretti a fare ginnastica nel corridoio della nostra scuola, lungo, basso, stretto e con i termosifoni ai lati.

Fare motoria lì è scomodo e pericoloso. Non ci possiamo muovere e fare giochi di squadra.

Quindi le chiediamo se fosse possibile creare un ambiente idoneo per svolgere educazione motoria.

Le chiediamo, pertanto, di far coprire il cortile interno e ripavimentarlo per far sì che noi alunni della scuola possiamo avere questo luogo.

La ringraziamo per l’attenzione che ci ha prestato, in attesa, di una sua cortese risposta

Le porgiamo i nostri più cordiali saluti .

Gli alunni della classe 4A

Scuola El. “M.Moneti” di Pergo

 

POESIA

 

Canta Catullo

Canta Catullo, canta!

... il suono della tua sofferenza....

Canta Leopardi, canta!

...il suono della tua sofferenza...

Canta Saffo, canta!

...il suono della tua sofferenza...

...un suono che non lenisce....

un suono che non conforta...

Pifferai magici, che cantate il dolore....

un suono che ci rapisce...

che ci trascina in questo torrido fiume...

fiume infinito...

...emissario di due laghi...

...gli occhi...

...di sempre...

Penelope Novella

 

Soli nella notte

Soli nella notte,

sotto un cielo pesante

e madido.

Girava sulla terra

come una croce

sulle spalle di un uomo.

Solo

sul tuo cammino

solo stelle.

Elisa Marinelli

 

Casetta montana (di Casale)

Charoscuri di luna

s’aggrediscon di notte,

mentre sembra che a frotte

i castagni del bosco

 

si raggruppin furtivi

come branchi di streghe

per malvagie congreghe

dei misteri del bosco.

 

Lo splendor della luna

or avvolge ogni cosa

nella note odorosa

di profumi di bosco.

 

Tanta pace d’intorno

alla casa montana,

quiete magica e arcana,

ver lo scuro del bosco.

 

Uno sciame di Ninfe,

di Napèe danzanti

sulle balze davanti

ai castagni del bosco

 

or s’inseguon leggiadre

intrecciando carole,

senza suoni e parole

poi svaniscon nel bosco.

 

Dalla diafana luna,

con l’odor dell’assenzio,

su te piove silenzio,

il silenzio del bosco.   

Loris Brini

 

A Mimosa, attrice

Come prima della pioggia lì

Tutt’anima sull’infuocata

luce che spaventa impressiona

dentro la mia bocca spalancata

restituisci stupore bambino

Disperato come i miei occhi

Sbattendo forte i tuoi. Teatro

Albano Ricci

INDIETRO

 

 

TERRITORIO

Cortona

Giostra dell’Archidado 2002

INCONTENIBILI FERRANTI

Il Rione S. Andrea vince la sua V verretta d’oro

E’ bastato solo un anno e i fratelli Marco e Umberto Ferranti hanno portato a casa una nuova verretta d’oro!  Sono ancora loro, infatti, i protagonisti indiscussi dell’ultima Giostra Archidado, svoltasi a Cortona domenica 19 maggio.

Con un punteggio strepitoso hanno riportato la vittoria nelle mani del Rione S. Andrea, che fino ad oggi può vantare nel proprio medagliere ben cinque verrette d’oro, un risultato eccezionale se si considera che quella del 2002 è solo la IX edizione della manifestazione. Quindici i punti totalizzati dal Rione S. Andrea, ben tre tiri da quattro punti e un tiro da tre. Ottima comunque anche la prestazione del Rione S. Marco e Poggio (vincitore della precente edizione), classificatosi secondo per uno scarto di soli due punti, un risultato ancora più meritevole se si tiene presente che i balestrieri Beniamino Maringola e Luca Meattini avevano dalla loro un sorteggio di tiro poco favorevole (erano infatti gli ultimi).

Buona anche la gara dei balestrieri Paolo Stanganini e Franco Lodovichi, in gara per il Rione di Peccioverardi, che anche totalizzato un dignitoso punteggio di undici classificandosi terzi.

Non proprio eccellente invece la gara del Rione S.Maria che con i balestrieri Ferdinando Graziani e Camillo Morelli ha totalizzato un punteggio di nove; chiude all’ultimo posto il Rione S. Vincenzo, rappresentato da Alessandro Gavilli e Massimo Bucaletti con un punteggio di sei.

Quella del 2002 è stata una tra le edizioni più seguite e più applaudite. Tantissimi i turisti, soprattutto stranieri, che hanno gremito piazza Signorelli nelle serate di venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 maggio e che quest’anno hanno potuto apprezzare ancora di più la manifestazione grazie all’ausilio di una valida speaker americana che ha tradotto per loro  i momenti più importanti. Molto acclamati anche i ragazzi del gruppo storico Musici e Sbandieratori, che si sono snodati per le vie della città regalando vivaci momenti di musica e colore.

Un bilancio positivo, insomma, per il Consiglio dei Terzieri, che ha già in calendario nuove uscite extracittadine per promuovere e far apprezzare ancora di più Cortona con la sua storia e il suo folklore.

Laura Lucente

 

XIV CONVEGNO DI PSICOANALISI

Ancora una volta un importante convegno di Psicoanalisi a Cortona, coordinato dallo psicologo cortonese Enzo Rinaldini.

Una giornata interessante con inizio alle ore 9 di domenica 9 giugno.

L’oggetto del convegno: “L’identità” intesa nel senso più ampio della parola con i suoi risvolti anche patologici.

Il convegno proseguirà anche nel pomeriggio con possibilità di interventi dei presenti. Possono partecipare anche gli studenti.

 

Palazzo Casali 11-26 maggio ‘02

XI ESPOSIZIONE D’ARTE “LA SFINGE”

Si è conclusa la XI Esposizione d’Arte del libero gruppo SFINGE di Cortona, tenutasi dall’11 al 26 maggio 2002 nelle sale di Palazzo Casali in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura.

Come nella tradizione, ormai da più di 10 anni, questo gruppo propone le proprie opere ad un pubblico sempre partecipe critico ed attento, non solo locale, ma anche internazionale visto il grande afflusso turistico nella città.

Questa XI rassegna ha visto la presenza di opere pittoriche grafiche, plastiche di: Roberto Borgni, Giandomenico Briganti, Piero Fabbroni, Luciano Radicati e Paolo Santucci.

La Sfinge si propone di continuare questa rassegna nel tempo, in accordo con l’Assessorato alla Cultura, ricercando sempre collaboratori e nuove opportunità di contatti anche con altre realtà culturali ed artistiche.

Le esposizioni del gruppo Sfinge sono sempre state contraddistinte dal rispetto dell’ideale di libertà creativa, di integrazione e non di provincialismo e hanno visto in tutti questi anni la partecipazione di pittori e scultori, provenienti oltre che da varie regioni d’Italia anche da America, Giappone, Germania, Austria, Inghilterra e Australia.

Si spera che tutti abbiano lasciato, a chi sa leggerle, tracce utili alla decodificazione del panorama artistico eterogeneo convergente negli ultimi anni tra il Novecento e il Duemila a Cortona, anche grazie alla Sfinge.

Paolo Santucci

 

VINSANTO, TRADIZIONE E CULTURA

L’azienda agraria di Lapo Salvatori, ubicata in Fratticciola e in località Palazzone a Cortona è stata premiata, con il diploma di primo classificato per il comune di Cortona e con un attestato di “Merito Provinciale” il primo novembre 2001, a Sansepolcro, per la partecipazione al concorso: “Vinsanti di famiglia” patrocinato dalla provincia di Arezzo, dalla C.C.I.A.A - Camera di Commercio -dall’Accademia Italiana della Cucina, dall’Associazione Italiana Sommeliers e dalla Confraternita del Vinsanto di Sansepolcro ed ovviamente dal Comune di Cortona.

La notizia certamente non è molto attuale, infatti sono passati alcuni mesi e pertanto sembrerebbe riportare qualcosa che sa di vecchio.

 Due sono le risposte, da dare all’attento lettore, che riparano a questa incongruenza: una,  simpatica, suggerita dallo stesso Lapo; egli ricorda che un buon vinsanto non è buono se non è ben “stagionato”.

 L’altra è per ricordare, per tempo, alle autorità provinciali e comunali che questa iniziativa è stata accolta in modo simpatico e con forte entusiasmo e sarebbe bene darne continuità.

Un tempo il vinsanto era un vino speciale, veniva fatto seguendo un rituale ben preciso: uve particolari, in genere bianche che si lasciavano appassire anche fino al mese di marzo.

Le uve quindi venivano pigiate con pestoni di legno, poi messe nel premitoio manuale.

Il mosto allora veniva messo in caratelli (30-40 lt.) per l’invecchiamento, per un periodo di tempo variabile da tre a cinque anni, svinando, ovviamente, prima quello immesso precedentemente, ma conservando la cosiddetta “Madre”, costituita dai lieviti necessari alla trasformazione degli zuccheri in alcool.

Il vinsanto veniva bevuto in speciali occasioni ed offerto, con dolci, in piccoli bicchieri agli amici, ai visitatori.

Oggi si cerca di ottimizzare il prodotto e preferibilmente si impiantano viti di varietà come la Malvasia e il Trebbiano Toscano Bianco , ma per il resto si rispetta la tradizione che è anche esperienza, sapienza e cultura.

Ogni grande o piccolo produttore, oggi si è dotato di una propria etichetta, magari con l’aiuto del computer del figlio, di un qualcosa di descrittivo sui pregi: gusto e colore, c’è insomma una personalizzazione che orgogliosamente ogni produttore vuoi giustamente valorizzare e specialmente nei piccoli e familiari produttori, non tanto per imporsi su di un mercato quanto per poter offrire, in varie circostanze, un proprio “capolavoro

Allora “prosit” caro Lapo, ottimo davvero il tuo vinsanto.

 Ivan Landi

 

Camucia

Nella Chiesa di Cristo Re

CORI NELLA NOTTE

Come nel film “Sister act 2” dove una suora porta gli alunni di una classe ad amare la musica facendoli diventare un coro ed aiutandoli ad esprimersi al massimo, così a Camucia, sotto l’esperta direzione del sacerdote Antonio Garzi, insegnante di musica, si è formato un gruppo corale che venerdì 24 maggio alla chiesa di Cristo Re di Camucia si è esibito in concerto. La chiesa illuminata da poche luci laterali ha ospitato la “Corale d’Istituto” della scuola media Pietro Berrettini.

Protagonisti sono stati i 65 coristi, tutti vestiti di bianco, quasi a voler evidenziare il “colore” delle loro voci. Accanto c’erano alcuni genitori nelle voci di soprano, tenore, basso. Tutti erano diretti dal prof. Antonio Garzi che con la sua notevole esperienza è riuscito ad amalgamare insieme le voci di ognuno, così da ottenere effetti di alta intensità ed esecuzioni cariche di passione. La Corale ha spaziato da pezzi classici a canzoni popolari fino a toccare l’esecuzione di alcuni pezzi moderni. Fra la prima e la seconda parte del concerto c’è stato un intermezzo strumentale dolcissimo di organo e clarinetto eseguito dal prof. Fabio Dell’Avanzato e Michele Caneschi.

Pezzi religiosi e no si sono susseguiti veloci davanti agli occhi stupiti dei genitori e del pubblico accorso numeroso a riempire le navate della chiesa. La corale ha iniziato con “Inno alla gioia” di L. V. Beethoven lasciando il pubblico estasiato sin dall’inizio. Sono seguiti poi altri pezzi tutti carichi di quella intensità che riescono a dare delle voci bianche. Particolare emozione ha invaso la chiesa quando il prof. Garzi ha eseguito “Ave Maria” di F. Schubert. La sua voce svettava maestosa nel silenzio della chiesa. Gli applausi sempre numerosi alla fine di ogni pezzo hanno dato sempre più sicurezza ai corali che di volta in volta si sono rivelati sempre più padroni della scena.

I brani si sono susseguiti per tutta la sera davanti agli occhi meravigliati del pubblico.(FLA)

 

Terontola

Una comunicazione del Sindaco

Richiesta di adeguamento orario dei treni

La Giunta Comunale di Cortona, preso atto delle forti lamentale dei fruitori del servizio dei treni della stazione di Terontola, ha fatto propria una richiesta, che trasmette alle Autorità Assessore Regionale ai Trasporti Firenze, Trenitalia Spa Roma, in quanto non è ritenuta onerosa per la società Trenitalia Spa, ma di servizio per i numerosi pendolari che dalla Valdichiana vanno a Roma e, precisamente, si tratterebbe di ripristinare la fermata a Terontola del treno Intercity 33598, in partenza da Roma alle ore 18.01. Tale orario è particolarmente importante per i lavoratori e per i turisti che fanno ritorno dalla capitale.

Probabilmente le SSLL avranno già avuto i resoconti sulla stampa di tale protesta.

Distinti saluti.

Il Sindaco

Dr. Emanuele Rachini

 

 

Nella Scuola Elementare

LA MUSICA CON IL FLAUTO DOLCE

In alcune mattine dalle scuole elementari del Circolo di Terontola proviene un suono dolce e ostinato, insieme a qualche suono stridulo, che si compone velocemente in un brano completo

Sono gli alunni del secondo ciclo della Scuola Elementare di Capezzine, che stanno imparando a suonare il flauto dolce: dapprima apprendono le note, quindi il ritmo, per giungere in pochissime lezioni ad eseguire semplici e gradevoli brani.

Il segreto di tanto successo? Un insegnante molto preparato, capace di trasmettere l’amore per la musica e di insegnare ai bambini a superare le difficoltà per arrivare a suonare insieme agli altri.

Il risultato del progetto? Una bella orchestra di flauti, che dà tanta soddisfazione agli alunni che la compongono e li fa sentire più capaci ed importanti.

L’insegnante capace di motivare gli alunni al punto da organizzare una piccola orchestra è il prof. Carlo Garzi, a cui le insegnanti hanno chiesto di collaborare per la realizzazione del progetto, che comprende l’apprendimento del flauto dolce e della notazione musicale, anche se fare musica insieme induce i bambini a lavorare in gruppo, a seguire un ritmo stabilito e a perseverare nello studio per raggiungere i risultati desiderati, superando le difficoltà.

Il prof. Carlo Garzi è contento dei risultati raggiunti: in poche lezioni gli alunni riescono a padroneggiare uno strumento, che, nella sua semplicità, è particolarmente adatto ad avvicinare i bambini alla musica.

L’insegnante ha al suo attivo una carriera dedicata alla musica e l’organizzazione di una nutrita e capace orchestra di flauti. La sua filosofia di fondo è semplice: tutti i bambini possono imparare a suonare uno strumento, attraverso il metodo più adatto alla loro età, e possono appassionarsi alla musica proprio facendo musica.

Non servono talenti particolari ma solo attenzione, tanta buona volontà e un insegnante preparato per ottenere risultati sorprendenti in breve tempo, con evidente soddisfazione dei bambini, dei genitori e degli insegnanti.

M.J.P.

 

S. Marco in Villa in festa

In una splendida giornata di sole la comunità di S. Marco in Villa ha celebrato la festività del suo Santo Patrono, che è anche Patrono, insieme a S. Margherita, dell’intero Comune di Cortona.

Può essere utile ricordare che l’assegnazione del Patronato a S. Marco risale al lontano 1261, quando nel giorno del 25 aprile i Cortonesi, sconfitti 3 anni prima dagli Aretini e costretti ad abbandonare la città e rifugiarsi a Castiglion del Lago, riorganizzate le proprie forze, riuscirono a riconquistare Cortona e a riprenderne il dominio per sempre.

La giornata, come ormai consueto, è stata organizzata dal parroco don Dino Zacchei, che da più di 50 anni governa la parrocchia, ed ha avuto per così dire due momenti: il primo, più strettamente liturgico, con la celebrazione di varie Messe al mattino e con la Processione nel pomeriggio; il secondo, più mondano, con la manifestazione ormai arrivata alla sua IX edizione “S. Remo a S. Marco”.

Lo spettacolo, che ha visto impegnati 15 ragazzi della Scuola Media di Terontola, abilmente guidati dal maestro Andrea Biagianti, ha riproposto al folto pubblico le più belle canzoni presentate quest’anno al Festival di S. Remo.

Se gli interpreti non erano altrettanto famosi, le loro performances sono state ugualmente applaudite ed hanno riscosso un meritato successo.

La manifestazione è stata presentata da Rolando Bietolini, che ha alternato alle esibizioni dei cantanti la lettura di varie poesie dialettali, riuscendo a suscitare il buonumore dei presenti e ad accrescere il clima di allegria e di divertimento che ha caratterizzato l’intera serata.

 

 

Capezzine

Un incontro con il Corpo Forestale

LA GESTIONE DEL BOSCO

L’Associazione “Amici del Vegni” in collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario Statale di Capezzine organizza, il 5 giugno alle ore 9 nell’Aula Magna, un incontro con alcuni dirigenti del Corpo Forestale dello Stato sul tema: “La gestione del Bosco come attività economica aziendale, la sua difesa e le competenze professionali per i tecnici del settore”.

Dopo i saluti del presidente dell’associazione perito agr. Gianfranco Santiccioli e del dirigente dell’istituto dott. Domenico Petracca, quali oratori ufficiali interverranno il dott. Cesare Caramelli coordinatore regionale del C.F.S. che terrà la relazione introduttiva.

Il dott. Alessandro Mannucci coordinatore del C.F.S. per la provincia di Arezzo tratterà: L’importanza economica del bosco nella moderna azienda agricola.

Il dott. Quinto Fontana coordinatore del C.F.S. per la provincia di Siena parlerà sul tema: Le avversità del bosco, con particolare riferimento agli incendi boschivi.

Infine il dott Vito Pennacchini già del C.F.S. svolgerà la sua relazione sul: Ruolo del tecnico per una gestione razionale del bosco.

Alla fase relazionale seguirà un’esercitazione pratica di intervento, con vari mezzi, di antincendio.

Molti studenti dell’Istituto saranno presenti e certamente coglieranno motivazioni e spunti per migliorare ed arricchire  la loro conoscenza specifica in materia, che riteniamo suscettibile di un recupero e di una sua maggiore tutela, sia sotto l’aspetto ambientale sia come risposta ad una migliore vivibilità.

Con questo programma l’Associazione “Amici del Vegni” e l’importante istituzione scolastica si dimostrano, con i fatti, determinanti ed attente istituzioni che vogliono essere  aperte  al nuovo,  aprire  efficaci prospettive  agli  studenti,  essere all’avanguardia sulle tematiche dell’educazione partecipata ed attiva.

Il segretario dell’associazione

Ivan Landi

 

Mercatale

Alla Scuola Media, classe seconda

UN GRAZIE AI NOSTRI VOLONTARI

Un argomento di studio affrontato recentemente dagli alunni della scuola media di Mercatale, classe seconda, ha riguardato con particolare interesse e approfondimento l’opera del Volontariato e della Solidarietà. L’indagine svolta ha trovato motivo di esplicazione soprattutto da ciò che stanno compiendo le Associazioni Avis e Misericordia della Val di Pierle con un crescendo costante di interventi che non possono lasciare insensibili nemmeno i ragazzi. Pertanto, raggruppando alcune osservazioni enunciate negli elaborati scolastici, ci è stato fornito il testo che segue e che volentieri pubblichiamo:

“In classe abbiamo parlato di solidarietà e volontariato e, dopo aver esaminato le più importanti associazioni operanti nel mondo, abbiamo riflettuto sul volontariato in Val di Perle. Nel nostro paese, anche se piccolo, sono presenti e operanti l’AVIS e la Misericordia. Queste associazioni sono nate grazie alla disponibilità di persone che senza ricevere alcun compenso collaborano per salvare la vita di altri o aiutano le persone anziane o le persone sole accompagnandole a fare cure, visite mediche o ricoveri. Molti sono i donatori di sangue, nella Misericordia invece operano sia i volontari, utilizzando il loro tempo libero, sia i ragazzi che prestano il servizio civile. La Misericordia sopperisce a tutti quei bisogni della popolazione che le istituzioni non possono soddisfare e da quando è nata ha raggiunto obiettivi superiori alle previsioni.

 La nostra classe ne sperimenta quotidianamente l’operato perché anche quest’anno i ragazzi del servizio civile aiutano a portare Vanessa, una nostra compagna, per le ripide scale della scuola sia all’entrata che all’uscita. Ringraziamo, a nome di tutti, questi volontari non solo perché aiutano Vanessa, ma anche perché rendono felici molte persone. Con il loro lavoro ci dimostrano ormai che la Misericordia nella valle è diventata indispensabile”.

La classe 2° C

 

Angelo e Antonella

SCINTILLIO DI SCIABOLE AD ONORARE GLI SPOSI

In una splendida e particolare cornice, imperniata non soltanto nel festoso tributo d’affetto di parenti ed amici, ma suggestiva altresì per la cameratesca manifestazione dei commilitoni dell’Arma, Angelo Muzi di Tivoli, stimato milite della Benemerita già in servizio nella locale stazione, ha condotto all’altare della Madonna alla Croce in San Donnino la giovanissima e graziosa Antonella Conti di Mercatale. Il sacro rito, celebrato dal parroco don Franco Giusti, si è svolto con la calorosa e commossa partecipazione di molte persone, giunte in considerevole numero anche dalla regione laziale.

All’uscita dalla chiesa gli sposi hanno ricevuto, fra gli scroscianti applausi della gente e una fitta pioggia di riso, l’avvincente gratificazione degli onori rivolti loro da un picchetto di Carabinieri in alta uniforme, quasi tutti sottufficiali attualmente operativi, come Angelo, presso la Scuola Allievi di Roma.

La giovane coppia è poi partita per la luna di miele nei Paesi della Scandinavia. Ad essa rinnoviamo i nostri migliori, cordiali auguri unitamente a quelli del giornale L’Etruria.

M.R.

 

Camucia

FESTA DEL DONATORE A CAMUCIA

Sabato 18 e domenica 19 maggio si è svolta a Camucia l’ormai tradizionale “Festa del donatore”, organizzata dal Gruppo Fratres.

Sabato pomeriggio gli iscritti ai gruppi Fratres e Avis di Cortona, Terontola e Camucia hanno disputato nel vecchio campo di calcio il “Triangolare del cuore”, che ha visto per la prima volta in quattro anni, la schiacciante vittoria della squadra di Camucia.

Donare sangue mantiene giovani: infatti atleti di tutte le età, in maglietta e calzoncini corti, si sono indaffarati a rincorrere il pallone, sostenuti dal tifo dei simpatizzanti dei diversi gruppi, raccolti ai bordi del campo.

Dopo la premiazione d’obbligo, la festa è continuata domenica in Piazza Cristo Re, resa spumeggiante da tante bandiere con il logo della “Fratres” che danzavano nel vento.

Dalle 8.00 alle 11.00 è stata effettuata la raccolta di sangue per mezzo dell ‘emoteca mobile, mentre la Misericordia ha messo a disposizione l’ambulanza per effettuare i controlli di rito, come la misurazione della pressione arteriosa, ai donatori di sangue.

La mattinata è stata straordinariamente proficua: ci sono state ben 22 donazioni di sangue, effettuate da nuovi iscritti al Gruppo Fratres, segno tangibile di una sensibilità verso i problemi dei deboli e gli ammalati che sta lentamente conquistando i cuori di un gran numero di persone. Giuseppe Talli, attivissimo Presidente del Gruppo Fratres di Camucia, ci spiega che nella sola Toscana sono necessarie ogni anno 190.000 donazioni di sangue intero, piastrine e plasma, per sostenere il lavoro del Centro trapianti di Pisa, che utilizza una buona parte del sangue raccolto e per far funzionare al meglio il servizio sanitario regionale.

I gruppi Avis e Fratres sono impegnati da anni nella diffusione della cultura della donazione, che richiede senso di solidarietà e sensibilità verso coloro che sono in stato di bisogno, senza chiedere nulla in cambio, perché il sangue non è riproducibile artificialmente.

La festa è continuata con la celebrazione della S.Messa nella chiesa parrocchiale, preceduta dal corteo dei labari delle varie Associazioni e Gruppi di volontariato convenuti per l’occasione, che ha visto la graditissima partecipazione della corale S.Cecilia della Fratta, diretta da Alfiero Alunno. Alle 13.00 gli iscritti e i simpatizzanti si sono ritrovati nel ristorante “Il Ghiottone” per l’annuale pranzo sociale, a cui hanno partecipato anche i medici del Centro trasfusionale, le Autorità comunali rappresentate ai massimi livelli dal Sindaco del Comune di Cortona e dagli Assessori competenti, i rappresentanti delle Forze dell’ordine, il Presidente e il Direttore della locale Agenzia della Banca Valdichiana, il Governatore della Misericordia e il parroco don Benito Chiarabolli, curatore spirituale del gruppo Fratres. Durante il pranzo sono stati consegnati i diplomi e le medaglie ai donatori più fedeli: alla 15° donazione la medaglia di bronzo e alla 35° quella d’oro.

@Nel complesso una festa simpatica ma anche significativa della presenza dei Gruppi Fratres nel territorio e del loro costante lavoro per incrementare il numero dei donatori, perché donare sangue è un impegno di tutti!     

M.J.P.

 

Potenziato il parco automezzi

MISERICORDIA DI CORTONA

Un nuovo automezzo si è affiancato a quelli già in dotazione della Misericordia di Cortona. Nell’effettuare i servizi di trasporto sociale erano state evidenziate le difficoltà, durante la stagione invernale, per il fondo ghiacciato delle strade delle colline cortonesi, ma l’acquisto di un automezzo 4 x 4 era stato sempre rinviato per mancanza di risorse. Ma i dirigenti della Misericordia hanno sempre sperato nella Provvidenza.

Grazie al contributo di don Fedele Pacchiacucchi e di sua sorella sig.ra Margherita, è stata acquistata una Fiat Panda 4 x 4 la cui inaugurazione avverrà in occasione di qualche particolare cerimonia.

Ove ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta la Misericordia di Cortona dimostra come destina i contributi dei benefattori e cioè al potenziamento dei mezzi, per offrire sempre maggiori servizi e dare maggiore sicurezza di guida ai Volontari, cioè ancora una volta dà la prova che riceve per dare.

Franco Marcello

 

PROGETTO CERNOBYL

Anche quest’anno le famiglie che da tempo ospitano i bambini della Bielorussia abitanti nelle zone contaminate dalla esplosione nucleare di Cernobyl, hanno confermato la loro piena disponibilità all’accoglienza e pertanto dal 1° al 31 luglio saranno con noi questi bambini.

E’ questa una testimonianza di solidarietà che fa onore a quanti si adoperano perché ciò avvenga ed è anche una azione altamente umanitaria e di prevenzione.

E’ noto infatti che anche un solo mese di allontanamento dalle zone contaminate, un mese di alimentazione con prodotti sani, contribuisce a potenziare l’organismo e rafforzare il sistema immunitario.

Gli ospiti saranno 13 per quest’anno ma sarebbe augurabile che questo numero crescesse per consentire ad un più folto gruppo di bambini la possibilità di ridurre le probabilità di contrarre il cancro.

Il Circolo vive grazie alle famiglie ed ai contributi che pervengono.

Per l’anno in corso è arrivato il contributo del Comune del Comune di Cortona, Assessorato alle Politiche Sociali che in seguito alla raccolta effettuata in occasione del Mercatino della Solidarietà ha destinato al Circolo la somma di Euro 705.00. -Chiunque volesse versare un proprio contributo può effettuarlo versando la somma sul c/c b. n. 5381 presso la Cassa di Risparmio di Firenze - Filiale di Cortona intestato “Progetto Cernobyi”

Franco Marcello

 

IL MAGISTRATO DI CASTIGLION FIORENTINO

Il Magistrato della Misericordia di Castiglion Fiorentino, eletto regolarmente in data 5 maggio 2002, ha provveduto ad assegnare le nuove cariche sociali: Governatore riconfermato: Gaetano Papponi; Vice governatore: Paola Salvadori Paglicci Reattelli; Segretario: Renato Nocentini; Consiglieri: Giuseppe Alpini, Luigina Boninsegni Bellini, Ugo Caporali, Carmelo Serafini. Assenti: Giovanni Vestrini e Quintilio Vischetti.

Il nuovo Magistrato avrà l’incarico di guidare e far progredire la Confraternita di Castiglion Fiorentino “al servizio degli altri” per i prossimi quattro anni.

Il Governatore

Gaetano Papponi

 

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SPORT

Cortona Camucia, cambio al vertice

LA DELUSIONE PER LA RETROCESSIONE

NELLE PAROLE DEL PRESIDENTE ACCORDI

Definire quella appena passata come una delle peggiori stagioni per la società arancione non è una esagerazione; l’epilogo di questo campionato ha portato da prima la squadra a disputare i play-out e nelle due partite contro il Capolona gli atleti allenati da Marchini non sono riusciti a giocare ai livelli che uno spareggio del  genere richiedeva. La squadra è quindi retrocessa in prima Categoria con grande delusione di tutti e in prima persona del suo presidente Ivan Accordi con il quale abbiamo cercato di individuare i motivi di questa “cattiva annata”.

Visto l’epilogo del campionato, rifarebbe le scelte operate durante l’anno in particolare per gli allenatori?

E’ molto difficile rispondere.Gli allenatori spesso pagano i momenti in cui non ci sono risultati.Per cercare di superare certe situazioni negative la società e il consiglio cercano di fare le scelte giuste per dare una svolta. Certo quest’anno la società arancione di allenatori  ne ha cambiati addirittura tre e purtroppo i problemi che c’erano non sono stati risolti. Con molto dolore e una punta di delusione da parte mia questa situazione ha poi portato la squadra alla retrocessione in Prima Categoria.

Le scelte credo che le rifarei ugualmente perchè nei momenti che sono state fatte ce ne era bisogno non hanno sortito i risultati sperati ma ritengo che gran parte della responsabilità sia dei giocatori; alcuni si sono impegnati molto poco a mio parere e comunque non come in certi momenti ce ne era il bisogno.

Paoletti se ne è andato e Auriemma non lo ha sostituito in modo efficace ma l’avventura di Marchini era cominciata nel migliore dei modi, poi cosa è successo?

Sentendo il gradimento dei giocatori ed esaminado la situazione che si era creata Paolo Marchini sembrava la persona giusta al momento giusto, anche se io sono contrario all’allenatore-giocatore.

Conosceva bene l’ambiente  aveva indubbie qualità tecniche e tattiche sia come giocatore e una buona presentazione come allenatore,era gradito alla maggior parte dei giocatori.

All’inizio l’avventura era cominciata bene ma nelle ultime gare il “non accordo” di alcuni giocatori con l’allenatore ha condizionato le prestazioni ed i risultati.

Sino all’ultimo i play-out erano evitabili è mancato solo l’impegno, anche da parte dei giovani?

I giovani del Cortona-Camucia hanno dato prova del massimo impegno e hanno dato anche di più di quello che ci si aspettava da loro, ma non si possono “adoperare” per tutto l’arco del campionato; ad un certo punto viene a mancare la mentalità di impegnarsi sino alla fine con tutte le forze, è un problema psicologico; mancando l’esperienza si sente eccessivamente il peso della responsabilità e questo diminuisce il rendimento.

Sull’impegno degli altri non posso dire altrettanto.

Anche nei Play-Out la squadra non è stata all’altezza....

Gli spareggi sono sempre una incognita; io comunque credevo che andando a giocarci la prima in trasferta con la posizione davanti a loro in classifica speravo davvero di potercela fare; se non altro non mi aspettavo di perdere la partita di andata per tre a zero pur rispettando il Capolona che tra l’altro è rimasto in Promozione: credo che il Cortona-Camucia non fosse da meno ma anche in quella gara ci sono stati dei giocatori che non hanno dato il massimo.

Male la partita di andata ma ancor peggio quella di ritorno?

Soprattutto quella di ritorno. Perdere si può e ci può stare ma non si può perdere anche la faccia.Tradizionalmente la nostra è stata una società molto corretta ma certe situazioni che ci sono state durante la gara e nel dopo gara fanno male quanto la retrocessione: alcuni giovani hanno fatte cose incresciose.e pagheranno molto duramente per questo; uno di loro è stato squalificato addirittura per due anni. Mi sento un po' responsabile anche per questo e sommo questo dispiacere a quello della retrocessione. Bisogna aver dignità anche nella sconfitta.

Si aspettava di più dai giocatori con più esperienza?

Sì dovevano avere più responsabilità,vista la maggiore esperienza, invece non sono riusciti a capire che la squadra che rappresenta il Comune non doveva retrocedere perlomeno non senza lottare molto di più di quello che sono riusciti a fare loro. Certo i problemi non vengono solo dalle ultime gare ma ben da più lontano, c’era tempo e possibilità per non trovarsi in certe situazioni, e per questo dico che non c’è stata la voglia di recuperare.

Quindi adesso la squadra giocherà in Prima Categoria, con quali prospettive, cosa ci può dire per il prossimo anno?

Io posso dire ben poco, la mia passione non verrà a calare nè per il Cortona-Camucia, né per lo sport del calcio però tengo a dire che con il 30 giugno il mio mandato decade e c’è un gruppo di giovani che prenderà in mano la società arancione. Già da adesso gli faccio i migliori auguri e prometto il mio aiuto in ogni occasione a cominciare dalla sagra della bistecca. Spero proprio che riescano a riportare il Cortona-Camucia ai fasti che merita.

A consuntivo dell’esperienza alla guida degli arancioni cosa ci può dire?

Ho davvero avuto una grande delusione per  questa retrocessione; per evitarla ho cercato davvero di spronare tutti e mi sono raccomandato perchè tutti si impegnassero al massimo per non far retrocedre la squadra ma non ci sono riuscito. Ho mandato avanti la società con alcuni amici, Massimo Bazzanti, Silvano Magini e Mario Paoloni  tutti ci siamo consigliati per fare il meglio per la società e li ringrazio del loro aiuto sia finanziario che morale.Sono stati vicini nei momenti più tristi e questo fa piacere al di là di tutto. Ma ci sono stati anche i momenti felici soprattutto dopo le partite vittoriose con gli sportivi felici per una gara.

Quale augurio vuol fare a queste persone che la sostituiranno?

 Auguro a chi mi sostituirà di riportare immediatamente gli arancioni in Promozione, come obbiettivo minimo, poi staremo a vedere dove li porterà anche la loro passione ma sperò davvero molto lontano.

Riccardo Fiorenzuoli

 

Centro Nuoto Cortona

SETTORE PROPAGANDA

Nell’ambito delle attività natatorie svolte dal Centro Nuoto Cortona il settore Propaganda ha una importanza fondamentale.

Come la parola stessa fa capire questo settore, organizzato e promosso dalla Federazione Italiana Nuoto, ha lo scopo di divulgare il più possibile lo sport del nuoto.

Il Centro Nuoto Cortona segue attentamente questa attività infatti ha un gruppo di praticanti molto numeroso, con elementi assai bravi, tutti provenienti dalla Scuola Nuoto.

L’organizzazione del gruppo nasce infatti dalla frequentazione della Scuola Nuoto dove appena imparate le prime elementari tecniche dei quattro stili i bambini vengono invitati dai responsabili del Centro Nuoto ad entrare nel settore Propaganda. Requisiti richiesti entusiasmo e voglia di stare in acqua.

Il gruppo è molto eterogeneo ne fanno parte bambini molto piccoli fino a giovani molto appassionati.

Anche quest’anno la squadra ha partecipato vincendolo, al circuito di prove svoltosi nella nostro provincia.

Un particolare ringraziamento è rivolto ai genitori dei ragazzi che con la loro presenza e disponibilità danno un contributo fondamentale alla realizzazione della nostra attività.

Ecco l’elenco completo dei nostri “atleti”:

Categoria Esordienti:

Redi Alessio.

Categoria  Giovanissimi:

Divulsi Giada, Luconi Christian, Celli Nicola, Celli Sofia, Rossit Marco, Magnanensi Giulia, Burali Laura.

Categoria  Allievi:

Capucci Marta, Braconi Jessica, Caterini Maikol, Cioci Matteo, Tanganelli Lorenzo, Coccolini Diego, Petrini Lucia, Arcieri Vanessa.

Categoria  Ragazzi:

Fabiani Michele, Bucci Martina, Lucioli Eleonora, Cioci Elena, Mazzieri Alessio, Pareti Serena, Isolani Chiara, Mencacci Giacomo, Greppi Michele, Balducci Luca, Baldoni Davide, Migliacci Lucia.

Categoria  Juniores:

Ferrettini Alessandro, Lodovichi Gabriele, Braconi Manuel, Magini Giulia, Burali Michele, Fanicchi Luca, Fabiani Greta, Magini Carloandrea, Tanganelli Matteo, Capucci Matteo, Topini Thomas.

Categoria Cadetti:

Pepe Federica, Cenci Marcela, De Poi Piero, Di Stefano Grazia, Vanni Marco, Gallinella Andrea, Falini Alessandro.

Categoria  Juniores:

Lazzeroni Tommaso, Milesi Michele, Villanacci Federico.

Categoria  Amatori:

Vinagli Alessio.

Umberto Gazzini

 

 

Maratona di cento chilometri tra le dune del deserto

UN CORTONESE NELLE CALDE SABBIE DEL SAHARA

A volte i sogni si avverano... 100 km nelle calde sabbie del Sahara, un’idea che mi affascinava e mi incuriosiva sin da quando ne sentii parlare per la prima volta. E’ strano pensare come vanno a volte le cose; se me l’avessero prospettato non meno di due anni fa avrei sicuramente sorriso; e invece eccomi qua a raccontare quelle sensazioni e quelle emozioni che solo un’esperienza di questo genere può trasmetterti.

La preparazione era stata lunga, dura e faticosa, mesi di allenamenti sfidando qualsiasi temperatura, nemmeno la neve mi aveva fermato... la determinazione e stata più forte di ogni altro stato d’animo. L’appuntamento con l’organizzazione “TERRAMIA” era fissata all’aeroporto di Fiumicino.

Non è stato difficile riconoscere i miei compagni di avventura, appena sono entrato in aeroporto un gruppo di “runners” si è subito presentato.

Alla consegna dei biglietti di partenza l’atmosfera era familiare, il buon umore e l’ilarità dei partecipanti ci contraddistingueva da tutti gli altri passeggeri.

L’arrivo a Djerba nel primo pomeriggio, un paio d’ore trascorse in pulmann e finalmente l’arrivo all’Hotel Mabrouk..

Gli striscioni che pubblicizzavano la gara con gli sponsor della manifestazione tappezzavano l’ingresso dell’Hotel... l’ambiente arredato con tessuti e oggetti tipici richiamava memorie lontane.

La cena tunisina è stata un’ottima occasione per approfondire la conoscenza con gli altri partecipanti e per carpire consigli preziosi da coloro che avevano già preso parte alle precedenti edizioni.

Aneddoto curioso: le corna di gazzella, tipico dolce servitoci durante la serata, ha poi simpaticamente dato il nome ufficiale alla mia squadra!

L’indomani un pulman ci ha trasferiti all’oasi Ksar El Ferch dove ad attenderci c’era il carismatico Adriano che ci ha presentato l’intero staff e ci ha dettagliatamente illustrato il duro percorso che ci avrebbe tenuti impegnati per i successivi quattro giorni.

Dopo aver assaporato un piacevolissimo thé alla menta, l’intera “carovana” si e mossa alla volta del primo campo base sito a Chinini.

Le tende berbere, montate lungo il perimetro, facevano da cornice ad una stupenda area verde con suggestive palme che ospitavano sotto la propria ombra simpatici dromedari. Tutt’intorno un paesaggio seducente e surreale, avvolto da una luce calda che ne definiva chiaramente i contorni. Il “rito” della consegna dei pettorali (ho scelto il n. 27) è stato scandito da un sano clima euforico che ha contagiato tutti i partecipanti, portandoci poi alla formazione di spontanee squadre dai nomi più disparati (le famose “corna di gazzella”).

Canti e balli berberi hanno concluso la serata sotto un cielo trapuntato di stelle luminosissime. Incomincia l’ora della verità; tra non molto, dopo l’abbondante colazione, la partenza per la prima tappa, 24 km, una distanza affrontata molte volte nei miei allenamenti, ma carica di tante incognite per un percorso tutto da scoprire nonostante il briefing dei nostri organizzatori.

Il mio cardiofrequensimetro segnava 110 battiti, l’adrenalina era alle stelle... si parte! Le prime salite allungano il gruppo, ognuno affronta con il proprio ritmo l’angusto tracciato.

Primi 10 km: estremamente faticosi... tuttavia la magia che l’ambiente trasmetteva compensava la durezza del percorso.

Mi fanno compagnia i sassi e i lacci dipinti del tipico blu tuareg che qua e là delimitano il percorso.

La vista del ristoro mi ha rincuorato: il traguardo non era poi così lontano. Il percorso si è fatto via via più pianeggiante, il traguardo era ormai all’orizzonte: chiudo con un tempo di 1:52:14, sono 19°, decisamente soddisfatto.

Il clima euforico della mattinata lascia spazio alla stanchezza, ognuno di noi sonnecchia e ripensa alla giornata appena trascorsa; io stesso mi fermo a riflettere sulle motivazioni che ci spingono ad affrontare una tale esperienza.

Penso al concorrente n° 15, Gabriele Pacchierini, che nonostante le sue evidenti difficoltà fisiche dimostra grinta e tenacia... veramente da ammirare!

Dopo una notte rilassante avevo riacquistato le forze necessarie per affrontare la seconda tappa.

Già alle 10.00 del mattino, ora della partenza, il caldo si faceva sentire. I 25 km del percorso apparivano meno impegnativi dei precedenti, dossi, sassi e cespugli delimitavano il tragitto.

Con il passare dei chilometri, però, la temperatura sempre più elevata ha reso il tracciato più faticoso e a volte quasi interminabile. Arrivo al traguardo con un tempo di 2:09:25, nella classifica generale mi piazzo al 15° posto.

In attesa di partire per la tappa notturna, mi soffermo a guardare il tabellone che riporta la classifica. Non c’è dubbio: praticamente vicini alla metà del percorso i più forti si riconfermano tali.

Con il pettorale n° 19 è primo Marcello Ginami, lo segue a pochi minuti con il pettorale n° 67 Giulio Macchia; terzo Alessandro Rossi, pettorale n° 26.

Per le donne le prime posizioni utili sono quelle di Messia Nicolini (pettorale n° 7) al ventiquattresimo posto è Paola Rinando (pettorale n° 13) in ventinovesima posizione.

Dopo un quanto mai rigenerante pasta party nel tardo pomeriggio, comincio a familiarizzare con la torcia che mi avrebbe accompagnato durante la tappa notturna di 10 Km. Si parte a classifica invertita, la temperatura è mite ed il silenzio che mi circonda non mi intimorisce, anzi forse mi rassicura. Arrivo al traguardo in 0:53:52, nella classifica generale guadagno una posizione. Un ultimo spuntino prima del riposo.

E’ arrivato il fatidico giorno: 35 Km, un dispendio di energie che spaventa tutti noi. La partenza viene suddivisa in due gruppi; i partecipanti della seconda metà della classifica partono per primi, io, assieme alla prima metà, un’ora più tardi.

Tira vento e l’aria è pungente, cerchiamo riparo nell’unica tenda che i berberi tardano a smontare. I primi km vengono affrontati prudentemente, successivamente il gruppo dei più forti non tarda ad imprimere alla gara la loro andatura. Interminabili rettilinei mi si aprono di fronte, mantengo il ritmo costante, fotografo quegli istanti nella mia testa.

Trascorro solo pochi minuti al primo punto di ristoro, avendo risparmiato acqua e soprattutto energie, preferisco sostare maggiormente al 25° Km dove è stato allestito il secondo ristoro.

Ultimi 10 Km: decido di dar fondo alle mie ultime energie, aumento il ritmo, sorpasso l’amico Gabriele e il compagno di tenda Stefano; entrambi mi incitano a non mollare. Chiudo la tappa in 3:20:36. Mi concedo un meritato riposo assieme ai miei compagni di avventura sotto il tendone berbero sistemato ad un passo dalle leggendarie dune del Sahara. Penso al gran finale, gli ultimi 26 km (15 circa tra le dune)... sento la stanchezza nelle gambe e nei piedi (lo testimoniano le mie numerose vesciche!), ma sono consapevole di potercela fare grazie soprattutto all’ottima preparazione tecnica che il prezioso Fulvio Massini, personai training della “Training Consultant” mi ha dato.

La graduatoria parla chiaro: almeno per le prime posizioni i giochi sembrano fatti (Marcello Ginami manterrà infatti il primato, mentre Alessia Nicolini sarà la prima fra le donne a salire sul podio), maggior battaglia si prevede invece a centro classifica dove in un pugno di minuti si racchiudono un buon numero di concorrenti.

L’ultima tappa è un concentrato di emozioni, correre tra le dune per un’ultima volta fa provare sensazioni contrastanti: una parte di me desidererebbe che questa esperienza non giungesse mai al termine, l’altra pensa a tenere costantemente sott’occhio l’agognato tubolare bianco e blu che compare alle porte dell’oasi di Ksar Ghilane e decreta il momento di gloria finale.

Ce l’ho fatta!

Sono 15°. L’accoglienza all’arrivo è commovente, anche all’ultima classificata è riservato un trattamento speciale!

Inutile dire che quest’esperienza mi abbia profondamente affascinato, il legame che sono riuscito ad instaurare con i compagni e la forza che questa prova mi ha trasmesso.... 

Giuseppe Lucente

 

LA TROTA ETRUSCA RINGRAZIA

Sono passati due mesi dagli ultimi ripopolamenti effettuati e senza dovervi tediare con disquisizioni tecniche circa luoghi e modalità degli stessi (per i quali potete contattarci al 3495261453), vorrei cogliere l’occasione per fare qualche doveroso ringraziamento. A chi direte voi... non certo a Giove Pluvio, che ultimamente ha dato forfait troppo spesso, né a tutti quei pescatori “sportivi” che all’apertura della trota hanno lasciato tra le sponde dei nostri torrenti qualche chilo di rifiuti, tra scatole di lombrichi e buste della spesa.

Vorremmo invece ricordare innanzitutto l’Amministrazione: confesso  che all’inizio ero scettico su un interessamento a certe cose da parte del Comune. Saranno state le voci smaliziate della gente, sarà stato il fatto che il nostro paese si affaccia verso la Valdichiana dando le spalle al monte, (mi chiedo se questo particolare geografico avesse potuto influire sulle sue attenzioni..); mi sono però ben presto dovuto ricredere. E non è stato poi molto difficile parlare della bellezza, della fragilità e del conseguente bisogno di attenzioni che certi ambienti necessitano: gli Assessori alle Attività  Produttive ed allo Sport si sono dimostrati fin da principio pronti a darci una mano. Ed al ringraziamento aggiungo la speranza che questa collaborazione tutta tesa a valorizzare un patrimonio comune possa perpetuarsi anche negli anni a venire.

Un grazie di cuore anche a tutte le persone, soci e non, che ci hanno aiutato nella vigilanza, nei ripopolamenti ed in definitiva nel trascorrere giornate serene tra le vallate della nostra bellissima montagna cortonese.

Dove vi assicuro che può accadere di tutto; anche, come vedete nella foto, di pescare trote in torrente a fine febbraio e ritrovarsi all’amo una carpa di lago.

R.Ghezzi della Trota Etrusca

E-mail:trotaetrusca@inwind.it

 

 

Tennis Club Cortona

BUON LIVELLO DI TENNISTI

NELL’OPEN “UMBRIA TENNIS”

La finale del Torneo Nazionale Open maschile “Circuito Umbria Tennis” si concluderà con lo scontro tra i due migliori tennisti domenica 2 giugno alle ore 18,00.

Questo torneo iniziato sabato 25 maggio ha visto ai nastri di partenza ben sessantadue tennisti, la gran parte di buon livello e di alta classifica, provenienti dalle più svariate società sportive italiane.

I due campi da tennis magistralmente curati dal socio Marino hanno ottenuto i più ampi consensi dei giocatori per la compattezza del campo e la loro tenuta, anche in considerazione di otto incontri giornalieri che sono giocati su ciascuno dei due.

L’arbitro Bufalini ha diretto la manifestazione con la solita perizia coadiuvato egregiamente ed infaticabilmente da Roberto Petrucci e Gianfranco Cuculi che, praticamente, hanno utilizzato la struttura della Rotonda del Parterre quasi fosse casa loro; intere giornate trascorse a rispondere alle richieste e a coordinare l’attività.

Siamo felici di poter riferire che il Tennis Club di Cortona ha ricevuto i complimenti per l’organizzazione da gran parte degli atleti. Le giornate incerte hanno avuto un momento difficile di pioggia nella giornata di martedì 28 maggio; alcune gare si sono dovute spostare in altri campi coperti che hanno dichiarato la loro disponibilità.

In precedenza, dal 4 al 12 maggio si è svolto il Torneo di quarta categoria maschile del Circuito Vallate Aretine, anche questo con una partecipazione eccellente di tennisti.

Prossimamente proporremo un ampio servizio della manifestazione che si conclude il 2 giugno, dopo l’uscita di questo numero de L’Etruria.a

 

Palestra Body Line

TREKKING CHE PASSIONE!

Trekking che passione, sembra un titolone serio, ma vorremo anche aggiungere pasta che passione, salsicce che passione, buon vinello che passione!

Ma andiamo per ordine.

Con l’arrivo dell’estate, e visto che molti rampanti atleti in questo periodo preferiscono stare all’aperto, andarsene in bici, andare a correre, ed anche fare trekking, i proprietari della palestra Body Line hanno deciso di fare una bella escursione di trekking con fini sportivi, ambientali  ma anche enogastronomici.

I proprietari della palestra, ed i simpatizzanti, hanno così organizzato questa bella escursione ed hanno esteso l’invito a tutti coloro che volessero passare una sana domenica all’insegna dello sport, dell’amicizia, della natura e del buon cibo.

Ma ecco il programma dettagliato:

• Escursione al monte Vettore, situato nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in prossimità di Castelluccio di Norcia.

• Domenica 2 Giugno partenza alle ore 8 con ritrovo davanti alla palestra Body Line.

• Pranzo al sacco, in cima al monte Vettore, con prodotti tipici della zona (aquistati in loco)

• Rientro in serata.

Chiunque volesse partecipare può contattare direttamente la palestra che sarà ben lieta di consigliarvi sul tipo di abbigliamento da indossare e sul come preparare questa bella ma impegnativa gita.

Stefano Bistarelli - StebiS

 

Cortona Volley

L’ALL. BRIZZI PARLA DEL SETTORE GIOVANILE

Se i play-off  sono sfuggiti alla prima squadra per un soffio molte note positive invece vengono dal settore giovanile sia maschile che femminile che quest’anno in particolare ha raggiunto importanti successi.

Alcuni risultati sono già acquisiti altri ancora sono “in attesa” e ci sarà da aspettare sino a fine giugno per la conclusione dei vari tornei, alcuni anche a livello nazionale.

Con Brizzi abbiamo cercato di fare una panoramica su tutte le squadre e alcune considerazioni sui risultati raggiunti, ecco l’intervista che ne è sortita.

La Prima Divisione ha ottenuto un grande risultato!

Sì sono d’accordo e sono orgoglioso di questi ragazzi. Tutti gli Under 20 che non sono rientrati nella prima squadra hanno effettuato la Prima Divisione; era un campionato diviso in tre province, avevamo anche squadre di Firenze e Siena. Abbiamo fatto 14 partite vincendole tutte, perdendo solo due sets con la seconda in classifica.Noi come vincenti di questo raggruppamento abbiamo giocato contro la vincente del raggruppamento di Firenze, l’Arnopolis; abbiamo vinto in casa loro tre a zero mentre in casa nostra abbiamo  sentito il peso della paura di vincere, ma alla fine abbiamo vinto per tre sets a due. Molto soddisfacente la prestazione di questa mia squadra; ci siamo scontrati contro una formazione che puntava a risalire e con alcuni elementi che sino ad anno scorso giocavano in serie C e altri quattro in serie D.

Cosa ci può dire dell’Under 20?

L’Under 20 era iniziato prima e ci ha dato dei buoni risultati; abbiamo vinto assieme al San Sepolcro il girone eliminatorio e per la prima a livello Under 20 abbiamo battuto il San Sepolcro per tre a zero e nella seconda fase abbiamo incontrato buone formazioni, il Green Volley di Levane, il Firenze Ovest  che ha fatto la fusione con il Campi  a livello Under 20 ed il Cascina di Pisa;abbiamo ottenuto 4 vittorie e purtroppo due sconfitte che ci hanno tagliato fuori dalla fase finale. Siamo comunque molto soddisfatti anche perché abbiamo affrontato i match decisivi senza Rossi Marco (elemento fondamentale) che era fuori per problemi fisici.

Come è andata con l’Under 17?

L’Under 17 maschile allenata da Nandesi si è trovata seconda in campionato pur avendo perso due sole gare contro il San Sepolcro; poi il suo gruppo al termine del campionato è stato diviso in due, gli under 17 sono venuti con me, mentre gli under 15 sono rimasti con lui. Poi la squadra Under 17 è stata ripescata e Nandesi ha affrontato i turni eliminatori ma ha poi perso ai ripescaggi con il Livorno una partita per tre a due, in casa, con qualche recriminazione.

A seguire poi viene l’Under 15, come è andata a loro? 

Anche quest’anno ha vinto il titolo provinciale, guidata da Nandesi. E’ lo stesso gruppo che da tre anni vince il titolo provinciale, due anni fa come under 14 (allenatore Cocchi) anno scorso come Under 15 (allenatore Nandesi). Quest’anno sono arrivati addirittura alla finale regionale ma purtroppo hanno perso contro la forte formazione dei Lupi di Santa Croce.

Cosa ci può dire invece a livello femminile?

La nostra nota dolente a livello giovanile è l’Under 17 femminile; sono convinto che avevamo una buona e valida formazione ma si è arenata presto ai quarti di finale. Allenatore Maglioni.

L’Under 15 femminile A è allenata da me, siamo arrivati sino alla Final Four perdendo dal San Sepolcro per tre a due in casa loro squadra che poi ha vinto il titolo provinciale ed è arrivata in fase finale regionale.

L’Under 15 B è allenata da Francesca Nappini sono tutte più piccole di un anno e sono arrivate ai quarti di finale.

Qundi abbiamo poi le Under 13 A allenate da Francesca Nappini che hanno vinto il titolo Provinciale in finale due a uno al  San Sepolcro a Monte San Savino.

Abbiamo poi le Under 13 B allenate da Nandesi che sono giunte sino ai quarti di finali una bella sorpresa.

Infine abbiamo le due squadre che si sono iscritte ai campionati FIPAV-UISP le Under 14 allenate da Francesca Nappini che sono formate da un po' di Under 13 e Under 15 sono arrivate terze nelle finali ospitate da noi, sconfitte dal  Tegoleto e come terze parteciperanno allle fasi finali nazionali della Coppa Italia

FIPAV-UISP che si giocheranno dal 27 al 30 di giugno .

L’Under 16 invece allenata da me è arrivata alla Final Four e ha perso in semifinale con la Ius Arezzo e anche questa squadra disputerà le finali nazionali di Coppa Italia FIPAV-UISP, a Fano dal 20 al 23 giugno.

Che giudizio tecnico finale ci può dare sul settore giovanile femminile?

Direi che abbiamo ottenuto un ottimo risultato; a parte certe vittorie “scontate” per quello che avevamo come atlete ritengo che abbiamo ottenuto buone cose  peccato per la parentesi Under 17 perché ritengo che era la squadra più forte.

Ritiene che il settore tecnico femminile abbia ottimizzatto i risultati?

Credo che si potesse fare molto di più ma ci sono state delle divisioni interne che hanno caratterizzato molti problemi all’interno della società e la  stessa non è stata ferma nel prendere decisioni e quindi il direttore tecnico con alcuni tecnici hanno seguito una linea ben precisa altri tecnici ne hanno seguita un’altra.

R. Fiorenzuoli

 

 

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RUBRICHE

Rubrica Caldarone

ROBA DA CANI!!!

Gent Prof. Caldarone,

Le scrivo per sottoporle un problema purtroppo antico per la nostra Città e che lei in diverse circostanze ha posto all’attenzione di chi di dovere. Noi cortonesi siamo giustamente orgogliosi della nostra terra, delle sue bellezze, della sua storia e del suo Parterre e ci piacerebbe continuare ad esserlo. Ma ultimamente ci riesce un po’ difficile.

Cortona è sporca. A parte quelle due o tre strade principali, il resto di Cortona viene praticamente ignorato da coloro che dovrebbero pulire e molto spesso non per colpa loro. Il Parterre in particolare diventa un meraviglioso percorso ad ostacoli per chi lo percorre (magari coi bimbi al seguito) per evitare ciò che i cani fisiologicamente devono fare e che alcuni padroni maleducatamente, non tolgono. Io ho tre cani e, come tanti altri padroni coscienziosi, porto l’occorrente con me: fa parte del buon rapporto e del rispetto che ogni cittadino deve avere con il proprio cane e con la sua città. Il cane è mio e non vedo perché dovrebbero subirlo gli altri. Anche chi vigila, per lo più, evita di vedere ritenendo imbarazzante dire ad un proprietario di rimediare ad una cosa così inconveniente. So che l’Amministrazione comunale non ha adottato nessuna ordinanza al riguardo, ma si rifà ad una generica speranza che il proprietario indisciplinato capisca da solo.

Purtroppo a Cortona non è solo “roba da cani”; i vicoli e le stradine sono spesso luoghi sporchi, maltenuti, ingombri di cartacce e di buste di plastica, a volte maleodoranti, perché scambiati per orinatoi pubblici, o perché invasi dalle colombe, i cui escrementi portano sì fortuna ma anche tante malattie e cattivo odore. Per non parlare degli sfortunatissimi e sporchissimi bagni pubblici.

E’ un vero peccato che la nostra bella città debba essere trattata così e proprio da noi che dovremmo rispettarla e conservarla sopra ogni altra cosa., dimenticando che  proprio sulla bellezza e ordine di questa città si fonda la nostra ricchezze e il nostro sviluppo.

Lettera firmata

La lettera, per la verità, è stata ridotta per comprensibili motivi di spazio. Comunque il succo della questione è ben chiaro Ci troviamo di fronte all’ennesima denuncia di un male che sembra proprio incurabile e, peggio ancora, cronico per questa città, che ha dalla sua tante risorse, tante benemerenze, tanti aspetti luminosi. E’ uno strano fenomeno, uno strano e incomprensibile atteggiamento quello che purtroppo si riscontra sia nei singoli cittadini che in coloro che hanno il compito di vigilare e di far rispettare le leggi del vivere civile. Soprattutto in considerazione del fatto che questa città deve il suo sviluppo, la sua ricchezza, la sua notorietà al flusso turistico. Non si dà un bell’esempio di ospitalità quando la città si presenta così come è stata descritta dalla lettrice. E come se a persone da noi invitate, presentassimo una casa a soqquadro. Sarebbe una condotta inqualificabile oltre che controproducente per la nostra reputazione. Ora, lo stesso comportamento allargato al rapporto tra città e turisti può diventare rischioso per l’economia stessa dei residenti. E se singoli cittadini si ostinano a sporcare, la ragione dei benpensanti reclamerebbe, a questo punto e con senso civico, l’applicazione delle norme atte a tutelare l’igiene pubblica, così come propone la lettrice, affinché si provveda a lavare periodicamente le strade, a derattizzare il sistema fognario, a riconsegnare al Viale del Parterre la sua naturale funzione, ad evitare che l’aria di Cortona, respirata dai cittadini oltre che dai graditi turisti, non venga quotidianamente inquinata e appestata dai falò degli impuniti e incoscienti lavoratori (si fa per dire) dei campi, inoltre affinché si possa supporre per i bagni pubblici il decoro preteso.

“Le leggi son - constata amaramente Dante - ma chi pon mano ad esse?” e traduco: le leggi esistono, ma chi le fa rispettare?

 

 

Rubrica

INVITO A CORTONA

Congressi - Convegni - Seminari Di Studio

3-9 giugno: Inverse Problems and Applications (al Palazzone)

6-8 giugno: Incontro Gruppo Lieviti (Centro Convegni S. Agostino)

9 giugno: XIV Convegno di Psicanalisi “Identità ombra dell’apparenza” (Centro Convegni S. Agostino)

13 giugno-4 agosto: Studies Abroad Program - Vacanze studio a Cortona (Corsi accademici della Georgia University - USA)

Mostre - Fiere - Esposizioni

25 mag.-16 giugno: Prima della Scienza (Fortezza di Girifalco)

1-16 giugno: Personale di Sarah Miatt (Palazzo Casali)

22-23 giugno: Vinaria. Vini e sapori nelle terre di Arezzo (Palazzo Casali)

28 giu.-28 lug.: Mostra di arte contemporanea (Fortezza di Girifalco)

DA MARZO A NOVEMBRE - MOSTRE DI PITTURA, SCULTURA  E FOTOGRAFIA, NELLE SEDI ESPOSITIVI DI:

Galleria d’arte “Gino Severini” - Piazza della Repubblica, 3.

Galleria d’arte “L. Signorelli” - Piazza della Repubblica, 15.

Galleria l’atelier - Via Guelfa, 9.

Gallerie des arcs - Vicolo Venuti, 2.

Teatro - Musica - Cinema

LUGLIO AGOSTO: Cinema sotto le stelle (Rassegna cinematografica all’aperto: Parterre)

30 giugno-5 luglio: Settimana dell’Archeologia (visite guidate, musica, mostre)

gastronomia - folklore - manifestazioni varie

13-14 luglio: Festa della Montagna - Mostra Mercato dei prodotti dell’Agricoltura e dell’Artigianato (Teverina di Cortona)

manifestazioni sportive

9 giugno: II Premio Sport Città di Cortona (Terme di Manzano)

1-7 luglio: X Edizione della “Festa dello Sport” (Tavarnelle di Cortona)

6-14 luglio: Tennis: Circuito Umbria Tennis - Torneo IX categoria e under 12 e 14 Maschile e Femminile (rotonda del Parterre)

 

 

NOTERELLE... NOTEVOLI:

a cura di Gino Schippa

Viva il fuso orario!

Cortona sempre all’avanguardia nel conciliare l’esigenza dei servizi con la passione calcistica dei dipendenti e il loro attaccamento alla Nazionale.

Una delegazione interna (apolitica e asindacale) ha concordato con l’Assessore al personale un programma di ascolto e l’installazione di schermi giganti affidando la regia ai dirigenti Gnerucci e Fabilli e l’asecuzione al geom. Tremori.

L’assessore se la ride di brutto: oscillando l’orario delle partite fra le 8 e le 11 del matino, le finanze comunali avranno un recupero generale di 3 ore giornaliere, tempo abituale dedicato al preriscaldamento psicologico, analisi del mercato azionario, preparazione del primo “breakfast”, commento dei risultati del giorno prima.

Altri benefici verranno dal risparmio sul logorio dei mezzi (tenuti a riposo) e sul consumo di carburanti.

Ma il fiore all’occhiello dell’Assessore è il pacchetto complessivo che ha ricevuto in cambio:

1) istituzione immediata del servizio notturno di vigilanza;

2) generale lustratura dei vicoli, passeggiate, scalinate;

3) avvio del programma urbanistico  - progetti - “fai da te”;

4) impegno di ricerca dei finanziamenti.

Non ci rimane che dire: Azzurri durate a lungo!

Strade strette

Piano regolatore o  non il buon senso vorrebbe che nelle aree di nuova edificazione si dovrebbe tenere conto che la realizzazione di strade ampie corredate di adeguati marciapiade va a beneficio di tutti.

La cosa non è riuscita alle Piagge dove si è permesso che i vecchi e i nuovi insediamenti costruissero i loro muri di recinzione a ridosso della strada.

Ferma restando la nostra perplessità sulla utilità della commissione edilizia invitiamo i progettisti privati a convincere i loro clienti che 1 metro in meno di orto o giardino faranno grande il futuro quartiere.

Un po’ di collaborazione, prego.

Ribadiamo che un centro storico con velleità di turismo culturale non può prescindere da un elevato tono di godibilità e di accoglienza.

Il servizio di vigilanza notturna è fondamentale se si vogliono toccare alti standards in questo settore.

Siamo convinti che vi sia del disagio anche tra gli operatori di vigilanza.

Se così è e se si vuole guadagnare la stima e il rispetto dei cittadini che si tiri fuori, con urgenza, un piano di copertura dell’orario notturno.

Per favore lavorateci subito!

Parterre aperto

In attesa che il piano del traffico possa avere un avvio concreto, il nostro bel viale, viene troppo spesso utilizzato per la sosta delle auto.

Ricordiamo che un referendum lo voleva chiuso e che pertanto il parere dei cittadini viene disatteso, ma volendo sperare che qualcosa si faccia presto, allorché il viale viene utilizzato così in modo improprio come posteggio è necessario che almeno un vigile urbano sia sempre presente, perché le auto purtroppo hanno dei conducenti molto poco educati. Una volta saliti in macchina, una sgassata e via verso i campi da tennis, lasciando nuvole di polvere negli occhi della gente.

 

LIDO, SEI ANCORA IN TEMPO... ARPENSECE!!!!!

Siamo qui per dare l’addio ad un caro amico, che purtroppo il 9 giugno ci lascerà; Alessandra Migliacci è infatti riuscita nell’impresa di strapparlo all’affetto degli amici e mettergli finalmente le “catene al collo”.

Naturalmente stiamo scherzando!!  Scriviamo queste due righe con tanta FELICITA’, un mondo di AFFETTO ed un pizzico d’INVIDIA, per annunciare al mondo e a tutti gli amici che gli vogliono bene, che finalmente Lido Briganti e Alessandra Migliacci, domenica 9 giugno 2002, alle ore 10:30, nella chiesa di San Evangelista di Montalla, diranno il fatidico “SI”! Non ci resta che fare tantissimi auguri ai due novelli sposi, ed augurare loro un mare di felicità!

Concludo ricordando una famosissima citazione di Lido, che mi accompagna ormai da molti anni e che mai dimenticherò:  Ore 8, colazione in casa Briganti; Lido fa colazione come al solito, avvero, pane, salame, formaggio, vino e/o birra! La mamma preoccupata e premurosa chiede al figlio: “ Ma perché a colazione non bevi il latte?”

E Lido risponde: “ Mamma, berrò il latte quando le mucche mangieranno l’uva!” Citazione personale: “Lido, e ora ti ci voglio quando i tuoi figli ti faranno gli stessi discorsi…”.

Un amico!!!!!!

 

IL FILATELICO

a cura di

MARIO GAZZINI

Archiviato il 98° Veronafil, ci accingiamo ad alcune considerazioni: la garanzia di un grande Convegno è stata anche questa volta enormemente rispettata, anzi vorrei aggiungere una nota, chiamiamola di natura orientale, perché ho notato la presenza di un grosso stand a cura della Repubblica Popolare Cinese, ed una buona rappresentanza giapponese, anche se questi, da un po’ di tempo ce li troviamo fra noi, senza nemmeno accorgersene. Vorrei aggiungere che queste due potenze internazionali, stanno facendo passi da gigante anche nel campo della filatelia, meno, attualmente, su quello numismatico, con tutte le riserve possibili ed immaginabili, considerando che in tutti i campi dall’informatica alla televisione sono fortemente considerati. Altra considerazione da fare al ritorno da Verona è quella che in fiera era presente una enorme massa di materiale, globalmente buono, anche se quello più appetibile ha raggiunto dimensioni d’acquisto estremamente alte; purtuttavia, la serie commercialmente “facile”, per l’amatore o per quello che si dedica per le prime volte a questa ricerca, esiste, anche a prezzi ragionevoli, di buona qualità, con garanzia di investimento finalizzato, dai risvolti positivi per una scelta, chiamiamola hobbistica, molto interessante. Come ho detto prima, realmente la scelta tecnica del filatelico ad indirizzarsi verso cose realmente buone, è facilitata dalla notevole presenza di materiale nel mercato, organizzato molto bene, protetto da garanzie vitali per il prodotto, con firme storiche di periti internazionali, che hanno tutto l’interesse di validare soltanto materiale eccezionale, relegando nel limbo filatelico, tutto quello di bassa caratura. Una cosa seria che sta incontrando grande successo, è la classificazione del materiale, secondo standard classici di valutazione, che considera lo stato del francobollo, per gli “usati” il tipo di annullo, la specificita’ della centratura del dentello (per quello che riguarda l’immagine lo stato della colla (che abilmente tanti truffaldini hanno ricreato!) e tante altre ricerche, che stanno allontanando sempre più il classico “bidone”, che per molto tempo ha creato problemi di smarrimento sull’utilità o meno dell’operazione a quello che si affacciava per la prima volta a questo tipo di raccolta e direi di tentativo di monetizzare l’investimento. Gli stand anche quest’anno erano moltissimi, tanti anche i visitatori, specialmente il sabato, ma non molti i compratori; più interessi sono stati fatti la domenica, per pezzi molto interessanti, con una discreta circolazione di denaro. Ancora siamo un po’ lontani da quello che sta accadendo , in dimensioni diverse, nel mondo del calcio; attualmente li si sta molto parlando di un mercato di scambi, più che di denaro fresco, cosa che invece al momento, nella filatelia, è ancora molto sentita la vendita in contanti o dilazionata, ma sempre con moneta; purtroppo, se continueranno i momenti poco felici di adesso, sicuramente anche lì andremo verso un mercato di scambio; infatti se ci trovassimo dinanzi ad un aspetto finanziario così instabile, anche qui dovremmo, come per le auto, ricorrere ad un tipo di “rottamazione” di recente memoria, anche se sarei molto scettico, sin da adesso, vederlo attuare. Sicuramente la delicata situazione economica attuale, si fa sentire dovunque, anche in questo campo, anche se un bene voluttuario di questa natura, è sottoposto ad altri imput, non riscontrabili nella vita sociale di tutti i giorni. I pezzi storici della filatelia hanno continuato a tenere banco, e lì si è concretizzato per l’ennesima volta, cosa significhi l’investimento capitalizzato al massimo; il “Gronchi Rosa”,” il Cavallino”, “i trittici delle Trasvolate Atlantiche”, lo “sbarco dell’uomo sulla luna”, hanno attratto i visitatori in maniera fantastica, dando alla manifestazione classicità e soddisfazione ai Collezionisti. A scopo informativo riferisco da semplice visitatore, un grosso spazio concesso all’hobbistica, all’antiquariato classico (bellissimi oggetti in oro , come collane antiche, gioielli dell’ 800, orologi Roskoff a doppia cassa in oro, monili antichi), che sicuramente hanno attratto altra fascia di intenditori e di ricercatori di rarità Adesso a ruota della manifestazione di Verona, dal 31 maggio al 9 giugno, avremo una mostra a Modena dove saranno in esposizione le più grandi rarità del Ducato di Modena, alfine di salutare il secolo e mezzo dei francobolli Estensi, che videro la luce il l° giugno del 1852; avremo per l’occasione la possibilità d’incontrare Martino d’Austria-Este, discendente dell’ultimo Duca di Modena, Francesco V°.

L’esposizione avverrà nella Chiesa di San Carlo, appositamente scelta dagli organizzatori, per la grossa carica artistica che contiene dentro le sue mura, per cui anche l’ambiente dovrebbe dare una nota interessante per la riuscita della manifestazione: ricordiamoci quello su cui spesso insisto, quando affermo che filatelia è anche arte!

 

 

CORTONA@CIRCOLO 1

Il panorama editoriale cortonese si recentemente arricchito di una nuova iniziativa, di grande rilievo e di cui la nostra comunità sentiva, oggettivamente, il bisogno. Si tratta di un nuovo periodico di informazione scolastica che, nella sua denominazione, corton@ circolo 1, indica esplicitamente l’identità dei suoi ispiratori ed esecutori: si tratta degli operatori del Circolo didattico Cortona 1 che, consapevoli della necessità di consentire l’interazione delle giovani menti degli alunni delle elementari con il mondo della comunicazione, hanno lanciato l’iniziativa di una nuova testata, coordinata e seguita dagli esponenti del mondo dei “grandi”, ma i cui contenuti provenissero, specificamente dai “piccoli

La pubblicazione, distribuita a circa 600 famiglie (quelle di coloro i quali, a diverso titolo, ruotano attorno all’istituzione scolastica cortonese), si compone di otto pagine, in formato tabloid e si propone, mediante i numerosi interventi ospitati, di costituire un canale di comunicazione diretta tra la dimensione scolastica ed il mondo esterno.

In troppi casi, purtoppo, le iniziative e le realtà che si sviluppano entro le mura di una scuola tendono a porsi in una dimensione di non voluta e rassicurante autoreferenzialità e non riescono a coinvolgere con facilità il mondo esterno.  In questa prospettiva e proprio allo scopo di superare una tale barriera comunicativa, “Corton@Circolo 1” intende instaurare un rapporto interorganico tra scuola e società civile, anche e soprattutto mediante l’apporto degli operatori “primari” della scuola, cioè i bambini.

Si è fatta paladina di questa idea la dirigente scolastica, dottoressa Carla Fierli Donati che si è avvalsa del placet dell’intero collegio dei docenti e, soprattutto, del fattivo supporto di alcuni insegnanti che hanno costituito una vera e propria redazione giornalistica: Lilly Magi, nella sua qualifica di capo redattore, Brunera Paci, Paola Martini, Vittoria Mangani e Deanna Pasculli

Ad una analisi critica la pubblicazione appare gradevole nel suo complesso, sia in relazione alla veste grafica, sobria ed elegante, particolarmente indicata per un pubblico di piccoli lettori, che relativamente ai contenuti i quali non potevano che riguardare la presentazione dell’iniziativa e del sistema scolastico cortonese nel suo complesso.

L’idea e la sua realizzazione, inoltre, appaiono agli occhi di chi scrive particolarmente educative, perché capaci di oflirire una opportunità di comunicazione guidata a tanti bambini che, magari, desidereranno, da adulti, investire le loro doti nel campo giornalistico, ormai non più necessariamente limitato alla carta stampata ma estensibile anche alla dimensione telematica: a questo proposito, è degno di nota il riferimento, simbolico ma probabilmente anche contenutistico alla “chiocciolina” internettiana, nel titolo della rivista.

La vera sfida, per una iniziativa editoriale di questa natura, verrà giocata nei prossimi mesi e riguarderà la capacità di superare la dimensione di uscita “sporadica” o “una tantum”, per porsi come canale  informativo istituzionale e consolidato, magari dotato di una ordinaria cadenza periodica e di una riconoscibilità forte da parte della società civile ed economica del territorio.

Per adesso, allo stato degli atti non possiamo che rallegrarci e complimentarci per la realizzazione di questo progetto che certamente, mediante la responsabilizzazione dei suoi promotori, concorre a costituire il volto più innovativo ed edificante della tanto controversa autonomia scolastica.

Gabriele Zampagni

 

OSTERIA, ENOTECA E WINE BAR PASSATO E PRESENTE DELL’INDUSTRIA VITIVINICOLA

La vecchia osteria del ‘900, una sorta di primo stadio evolutivo di quella che oggi chiamiamo enoteca, aveva due evidenti caratteristiche: vendeva quasi esclusivamente vino sfuso, e offriva un assortimento assai limitato.

Era un canale di vendita decisamente “ibrido”, a metà strada tra il consumo in loco e l’acquisto da asporto, che si basava soprattutto sulla figura dell’oste: era quest’ultimo, infatti, che si approvvigionava direttamente dai produttori all’inizio della stagione, e garantiva con il suo nome la qualità dei vini serviti.

La diffusione del vino in bottiglia tende poi a segmentare sempre più il mercato: da una parte cominciano a sorgere le bottiglierie, che continuano a vendere anche sfuso, ma che generalmente non consentono il consumo in loco, e dall’altra parte si sviluppa la ristorazione tradizionale, che serve vino in abbinamento dei pasti.

Le prime bottiglierie vendono soprattutto vino imbottigliato da grossisti, e spesso offrono un vasto assortimento che spazia dalla birra alle bevande alcoliche. Siamo grosso modo alla fine degli anni ‘50, e nelle grandi città italiane cominciano ad aprire i primi supermercati, che all’inizio della loro attività coprono soprattutto le fasce di vini di “primo prezzo”.

Di fronte alla sempre maggiore concorrenza della grande distribuzione, le bottiglierie possono sopravvivere solo trasformandosi in enoteche. Innanzitutto specializzandosi sempre più, anche se non necessariamente del tutto, sul vino in bottiglia. In secondo luogo proponendo assortimenti il più possibile complementari a quelli della grande distribuzione. L’’offerta, in altre parole, comincia a comprendere sempre più vini di pregio, spesso provenienti da piccoli produttori altrimenti difficilmente accessibili ai non esperti.

Ma la grande distribuzione incalza: le enoteche, non potendo concorrere con quuest’ultima a livello di prezzi, continuano a differenziare i propri assortimenti e cominciano a proporre servizi alla clientela (consegna a domicilio, consulenza all’acquisto, organizzazione di eventi). Se la grande distribuzione offre assortimenti sempre più ampi, ma in un contesto spesso stressante e assai poco suggestivo, le enoteche cominciano invece a puntare sul vero elemento in grado oggi di valorizzare il canale di vendita specializzato: l’atmosfera.

E per “atmosfera” si intende un insieme di elementi assai difficili da descrivere, che però concorrono tutti a soddisfare un bisogno assai avvertito dal consumatore di oggi: vivere esperienze gratificanti, e non solo acquistare beni che sempre più spesso sono considerati superflui. Una recente ricerca effettuata dall’osservatorio del salone del vino ha addirittura descritto le nuove enoteche come “accademie del gusto”.

Paradossalmente si tratta quasi di un ritorno alla vecchia osteria del passato, seppur rielaborata in chiave moderna: l’enoteca con annesso wine bar (o enoteca con degustazione) è infatti un locale che piace soprattutto ai giovani, un cosiddetto “luogo di aggregazione” in cui ritrovarsi con gli amici per bere vino anche al bicchiere, oltre che per mangiare una selezione di piatti.

Questa nuova tipologia di enoteche-wine bar soddisfa esplicitamente anche un altro desiderio sempre più diffuso tra i  consumatori di vino: approfondire le proprie conoscenze, imparare gli abbinamenti, incontrare i produttori.

A questo proposito lo stesso osservatorio ha segnalato che ultimamente ben il 61% delle enoteche ha deciso di organizzare eventi per i clienti, con una media di 10 occasioni d’incontro all’anno.

Dunque in una enoteca-wine bar si può andare ad ascoltare concerti, guardare quadri, acquistare accessori e prodotti tipici della zona, seguire convegni e conferenze, senza dimenticarsi di degustare un buon bicchiere di vino. Se, quindi, l’enoteca si adegua alle mutate abitudini d’acquisto dei consumatori, è ovvio che anche l’industria vitivinicola guardi con rinnovato interesse a questo canale di vendita poiché la stessa si conferma un luogo ideale per presentare nuovi prodotti ai consumatori.

F.Navarra

 

LA STORIA DELL’ETICHETTA, CARTA D’IDENTITÀ DEL VINO

Se è vero, secondo calcoli non del tutto controllabili, che dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi sono state create cinque milioni di etichette per il vino, i dati derivati sono davvero sorprendenti.

Ossia nell’ultimo mezzo secolo si è avuto un milione di etichette ogni dieci anni, a una media di oltre 8 mila al mese e, quindi, di quasi 300 al giorno. Una produzione strepitosa, alla quale hanno partecipato tutti, o quasi tutti, gli operatori vinieri del mondo, con in testa Francia, Italia e Germania.

Il ritmo varia da azienda ad azienda e non tanto per quel che si vuole comunicare con l’etichetta, ma per qualcosa in più che è correlato con la personalità del produttore, vale a dire il suo stile, la sua cultura, i suoi affetti e i suoi legami con l’ambiente.

Negli anni e in certe ristrette plaghe periferiche, per esempio in Francia lungo le rive del Rodano, nella Spagna nel distretto di Alicante, e in Italia in quella che una volta si chiamava Magna Grecia e che comprendeva l’estremo meridione, fino agli anni ‘50 e ’60 c’era uno sparuto manipolo di produttori che dicevano no a ogni forma di etichettatura con le più curiose e talora affascinanti argomentazioni.

Un episodio significativo ci viene dato da un signore il quale teneva le bottiglie in custodie di legno intagliato. La bottiglia, una bordolese scura, tappata con sughero rozzo e spago attorcigliato, recava, appeso al collo, un cartoncino con su scritto soltanto il nome del prodotto. Secondo lui il nome del vino da solo era una presentazione esauriente e che l’aggiunta di qualsiasi altro elemento (parole, disegni, fregi antichi) avrebbe violato, anzi offeso, il millenario e mitico primato del prodotto.

Ma, che cos’è un’etichetta? Si potrebbe rispondere con al stessa definizione che i semiologi danno del manifesto, è un icona, un segno. O, come dice Edgar Morin, un oggetto-messaggio, inserito nell’ ambito dell’industria culturale pubblicitaria. Si va, insomma, nel difficile per spiegare l’insegna più suggestiva del polo-vino, come mezzo di collegamento con tutto quanto lo circonda, quasi un passaggio obbligato di attrazione e di conquista.

E’ il primo impatto, spesso, per i potenziali amici, per i semplici curiosi, per i buongustai esigenti e, quindi, la vasta rete della clientela. Ed è specchio, su un versante diverso, della geografia in genere, delle orme della storia e di tante piccole storie familiari con i cari personaggi del tempo che fu, immortalati in fotografie d’epoca. Questa è l’etichetta, onore e segno degli uomini del vino, i quali la considerano e la consegnano al pubblico come testimone fedele.

La lunga storia dell’etichetta, meglio delle varie forme di “segnaletica del vino”, se dobbiamo credere alle ipotesi degli archeologi, prende l’avvio 6.000 anni prima di Cristo con un sigillo cilindrico creato dai babilonesi per individuare i vini nei contenitori. Uno strumento analogo si trova tra i reperti dell’antico Egitto. Ma questa è preistoria. Soltanto con i Greci e i Romani è possibile muoversi in un campo meno ipotetico e più vicino alla realtà storica perché si dispone di una documentazione letteraria e di reperti archeologici.

A prescindere da ciò, in antichità, con il termine di etichetta veniva inteso la scritta che il viticoltore incideva con uno stile o con un semplice chiodo sulla creta del vaso vinaio prima che venisse cotta nel forno. Che il vino dovesse avere un segno di riconoscimento, lungo i secoli era esigenza generale, evidentemente mutavano le tecniche e il materiale adottato. Sulle botti, e in genere sui contenitori di legno, era sufficiente scrivere con il gesso il nome del vino e l’anno di produzione.

Sulle caraffe (preziosissime le caraffe di Lamberth), diffuse in Inghilterra per tutto il secolo XVIII, il vino era illustrato attraverso squisite decorazioni artistiche.

Le prime etichette in senso moderno nascono in Francia, nella Champagne, e in Portogallo, nel territorio del Porto. L’epoca è la prima metà del settecento.

Ma nello stesso periodo esemplari, semplici ma essenziali, vengono utilizzati in Piemonte da cantine private. Poi con l’Ottocento, l’etichetta è presente in quasi tutte le regioni vinicole con una fantasmagoria di soggetti, di forme e di colori, di cui il Museo di Cupramontana è il più fedele e ricco referendario. Va segnalata un’etichetta dell’azienda Stefano Contucci di Montepulciano, datata 1880, la più antica della raccolta.

Il personaggio, comunque, che nel mondo ha contribuito di più a fare dell’etichetta un’opera d’arte, di grandissimo valore, è il Barone Philippe Rotschild, il proprietario di uno dei cinque premier cru di Bordeaux, che fin dal 1945 ha vestito il suo Mouton con i colori dei più grandi pittori del secolo XX.

Nell’ordine cronologico Jean Carlu, Jean Cocteau, Leonor Fini, George Braque, Salvador Dalì, Henry moore, Jiean Mirò, Marc Chagalì, Wassily Kandinsky, Pablo Picasso, Andy Warhol, Hans Hartung, Paul Delvaux e Francio Bacon.

Francesco Navarra

 

AIUTIAMO LE PIANTE

Cura e prevenzione

Gloriosa

(G. Rothschildiana)

-Nome comune: giglio rampicante.

-Forma: il giglio rampicante possiede foglie lanceolate e lucide; quelle più alte terminano con un viticcio. I fiori, simili a gigli, hanno un bel colore rosso e in parte giallo. Può raggiungere l’altezza di 1.50 m. in casa e deve essere sostenuto con tutori.

-Provenienza: America Tropicale

-Condizioni ambientali di coltivazione: le piante coltivate in casa fioriscono in piena estate. In serra possono essere forzate a fiorire già in febbraio; invasare ogni tubero in vasi di cm. 16 da febbraio alla primavera. Preferisce leggera ombra e umidità costante; all’asciutto in inverno. Irrigazioni e concime liquido ogni settimana durante il periodo vegetativo. La temperatura minima richiesta è di 12° C., la massima 28° C. e la ottimale 17° C.

-Propagazione: dividere i tuberi quando si rinvasano.

-Acqua: durante il periodo vegetativo bagnare abbondantemente senza provocare ristagni.

-Terriccio: 1 parte di terra universale, 1 di torba e 1 di sabbia grossa.

MALATTIE

1)Le foglie presentano gli apici e i margini essiccati.

2)Allessamento delle foglie che, a volte, anneriscono.

3)A fine estate la vegetazione diventa secca.

CAUSE

1)L’ambiente troppo secco provoca il fenomeno.

2)In questo caso l’ambiente troppo freddo, ma anche i colpi d’aria, causano l’annerimento e l’allessamento delle foglie.

3)E’ un fatto normale che può capitare poiché la pianta arriva alla fine del ciclo vegetativo annuale.

RIMEDI

1)Si rende necessario collocare le piante in ambiente più umido e dopo aumentare l’umidità attorno alla pianta.

2)Spostare in ambiente più caldo e lontano da correnti d’aria.

3)Conservare i vasi a 100 C.; in primavera rinvasare e riprendere a bagnare. 

Francesco Navarra

 

SCADENZARIO FISCALE E AMMINISTRATIVO

(a cura di alessandro venturi)

scadenze di venerdì 31 maggio

modello 730 - consegna ai caf - Entro oggi, i lavoratori dipendenti e i pensionati che si avvalgono dell’assistenza fiscale dei CAF, devono presentare il modello 730 relativo ai redditi posseduti nell’anno 2001 comprensivo della busta contenente la scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’Irpef.

 

Alla dichiarazione non deve essere allegata alcuna documentazione che però deve essere conservata dal contribuente fino al 31 dicembre 2006.

scadenze di lunedì 17 giugno

imposte sui redditi - sostituti d’imposta - ritenute alla fonte - scade il termine per il versamento delle ritenute operate nel corso del mese precedente sui redditi di lavoro autonomo, etc.

iva - liquidazione e versamenti - Scade il termine per effettuare la liquidazione periodica ed il versamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

datori di lavoro e committenti - Scade il termine per il versamento dei contributi relativi ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori coordinati e continuativi.

 

VI   ANNIVERSARIO

Raffaele Morreale

Te ne sei andato sei anni fa, ma sei sempre nei nostri cuori.

I tuoi genitori e le tue sorelle.

 

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