ATTUALITA'

 

Ma attenzione ai prezzi

IL PRIMO PONTE È STATO POSITIVO

 di Enzo Lucente

Nonostante  il tempo incerto, il ponte di Pasqua ha dato esiti positivi per quel che concerne la presenza di turisti.

Sicuramente gli operatori sono felici, ma vorremmo sottolineare alcuni aspetti che devono farci riflettere attentamente.

E’ vero, turisti ne sono venuti tanti, ma, se ben riflettiamo, quasi tutti, questa volta, parlavano italiano; erano italiani che hanno scelto le città d’arte per le loro vacanze non avendo voluto varcare i confini nazionali.

Questo ci dice che la presenza straniera, già preannunciata in forte calo determinerà sicuramente problemi al turismo in quanto gli italiani, oltre i ponti, vanno in ferie molti in luglio, quasi tutti in agosto.

La nostra stagione ovviamente è programmata per essere più lunga! Questo aspetto sarà sicuramente oggetto di riflessione e di proposizione di lavoro per il Consorzio Operatori Turistici che dovrà rinserrare le proprie fila chiedendo a tutti gli operatori del settore di studiare insieme, amichevolmente programmi e progetti da portare avanti.

Ma un aspetto deleterio che già negli anni scorsi avevano denunciato, puntualmente si è ripetuto ed è grave, perché il sopruso effettuato lascia tanto amaro in bocca in chi è venuto a visitare Cortona e da non invitarla più a tornare nella nostra città e nel nostro territorio.

Ci hanno portato la ricevuta di un ristorante locale che ci ha lasciato allibiti. Non crediamo sia giusto approfittare così di un signore che in compagnia di altri cinque si siede al tavolo nella certezza di mangiare bene, ma nella sicurezza di essere poi trattato onestamente.

Abbiamo il documento che una tagliata per due persone è costata la bellezza di 55,00 euro (più di vecchie centomila  lire), una coppetta di fragole ha il sapore di euro 9,00 (diciottomila lire). Questa persona ci ha fatto notare come queste situazioni  particolarmente spiacevoli denotino da parte di chi gestisce un locale un furto “autorizzato”, se non interviene l’autorità pubblica o soprattutto l’amministrazione comunale.

Nei nostri negozi al minuto la bistecca di qualità migliore costa 16,50 euro; all’ingrosso, là dove si riforniscono i ristoranti, il prezzo è giustamente più basso. Saltare da 16,50 a 55,00 euro crediamo sia veramente da vergognarsi, se poi costa ancora meno il g??? è peggiore

Anche per le fragole, il problema si ripete, il costo prima delle feste pasquali presso un qualsiasi fruttivendolo era di euro 5,20 al kg.; all’ingrosso il prezzo era inferiore. Non si può far pagare un prezzo non per un chilo di fragole, ma per una porzione di un etto o  poco più.

Questa situazione appena iniziata, deve trovare un immediato riscontro nelle autorità competenti che verifichino il comportamento corretto di colui che sta al pubblico. Non è giusto che gente si attivi, a titolo gratuito, per indurre italiani e stranieri a venire a Cortona  se poi qualche “ladro” autorizzato fa di tutto per scontentarli ed allontanarli definitivamente dalla nostra realtà. Questo incidente deve essere l’unico di un percorso che deve trovare d’ora in poi attente le autorità di polizia urbana su precise direttive dell’Amministrazione comunale.

 

LA PREVENZIONE È VERAMENTE UTILE

L’ASL 8 di Arezzo ha iniziato da qualche tempo una prevenzione secondaria per la diagnosi precoce dei tumori sulla mammella, sul collo dell’utero, su colon e retto.

E’ una attività preventiva realizzata in collaborazione con i medici di base e del distretto sanitario. Ha già preso in esame la popolazione di Lucignano, Marciano, Foiano, è iniziato lo screening sulla popolazione di Castiglion Fiorentino e stanno giungendo le lettere alla popolazione di Cortona.

E’ un’attività particolarmente importante. Per quanto riguarda la diagnosi precoce della mammella e del collo dell’utero ci sono esami specifici che danno risposte pressoché immediate; diversa la situazione per il colon e il retto. Intanto questa possibile degenerazione avviene in persone di età compresa tra 50 e 70 anni.

Per realizzare questo screening il soggetto interessato riceve una provetta per le feci. La deve riconsegnare, per quanto riguarda il nostro territorio a Cortona, il mercoledì e il sabato presso il distretto socio-sanitario (dove si prenotano le visite) dalle ore 11 alle 12,30. A Camucia tutti i giorni dalle 9 alle 11 presso la Misericordia, dalle 11 alle 13 presso il punto prelievi del distretto.

Per le altre realtà più disagiate del comune  come Terontola e Mercatale sarà  il medico di base a ritirare questa provetta.

 La risposta dal laboratorio di Arezzo tornerà entro trenta giorni e sarà inviata al responsabile locale dott. Ruggiu. Se l’esito sarà negativo questa risposta sarà immediatamente spedita all’utente; in caso di dubbio sarà immediatamente prenotata a costo zero una endoscopia senza costi e la risposta a questo soggetto verrà data dal medico di base.

Lucignano, Marciano e Castiglion Fiorentino hanno dimostrato una grossa sensibilità perché oltre il 50% della popolazione interessata ha risposto all’invito; a Foiano le risposte stanno per esaurirsi.

C’è un dato importante che deve far riflettere; circa il 5% delle analisi hanno dato esito positivo; questo non vuol significare che sono tutti tumor. In alcuni casi si sono dimostrati proprio così,  il problema è stato risolto proprio grazie a questa prevenzione.

Anche noi come giornale rivolgiamo un caldo appello a quanti riceveranno questo invito da parte dell’ASL.

Non abbiate timore; una visita preventiva è il nostro migliore biglietto da visita per una vita serena e senza preoccupazioni.

E’ un atto semplice che ci deve dare tanta tranquillità.

 

Servono soldi, idee nuove e un obiettivo comune

CORTONA ED IL TURISMO: PROVARE A VINCERE LA RECESSIONE

Tra gli operatori del settore turistico e dei commercianti c’è un’aria di nervosa attesa per quelli che saranno i flussi turistici della stagione 2003. I discorsi abbastanza pessimistici che si sentono in giro, a volte dai toni apocalittici, non fanno altro che aumentare un certo senso di disagio e di preoccupazione che non sempre, fortunatamente, ha riscontri nella realtà. E’ chiaro che sono molti quelli che hanno investito migliaia di euro per creare dal nulla una struttura ricettiva o un nuovo negozio, come sono tanti quelli che hanno rinnovato radicalmente ed in meglio la propria attività che nella maggior parte dei casi si traduce nella propria unica fonte di reddito. La qualità della ricettività turistica ha fatto balzi in avanti e di questo bisogna dare atto ai tanti che, con coraggio e con spirito fattivo, hanno investito sul turismo. E’ chiaro che, al pari della qualità dei servizi offerti deve necessariamente andare di pari passo un adeguata promozione turistica del nostro territorio; per farla breve bisogna spingere il turista a visitare e soggiornare a Cortona. Ormai non ci dobbiamo illudere più che “i turisti a Cortona verranno sempre e comunque…”; l’agguerrita concorenza di realtà storicamente e culturalmente meno attraenti della nostra, posizionate oltre tutto a pochi chilometri da qui, ci sta “scippando”, giorno dopo giorno, la massa di turisti che si è riversata nella nostra città negli ultimi cinque anni. E il forte aumento dell’offerta turistica dal tronde ha bisogno di un altrettanto forte flusso turistico, che nell’ultimo biennio non è stato così importante e che porta di conseguenza all’atteggiamento pessimistico di cui ho parlato nell’incipit. Le cause? La guerra, la recessione, il senso d’insicurezza della gente si dirà e può anche essere vero, ma se analizziamo sommariamente i dati 2002 rispetto al 2001 notiamo una brusca frenata del turismo straniero che solo perché compensata da un forte aumento di presenze italiane porta al dato finale del – 7%, altrimenti più negativo. E’ chiaro che se Venezia e Firenze hanno avuto una diminuzione del 20/30 %, ci può stare una diminuzione come la nostra. Ma considerato ormai certo che il turista si muove e va nelle città dove da esse è sollecitato ad andare e dove viene trattato bene, è evidente che solo un’adeguata promozione in Italia ed all’estero può vederci vincitori nella sfida con le altre realtà toscane che invece, guarda caso, hanno avuto un aumento degli arrivi e delle presenze nonostante la guerra, la recessione ecc che dovrebbero valere anche per loro. Invece no. Si diceva dunque della promozione. Cosa va inteso per adeguata promozione? Vanno intese una serie di iniziative che proverò ad elencare in termini molto semplici. Prima di tutto è importantissima la partecipazione a fiere ed eventi dove si cerca di convincere l’agente di viaggio a suggerire Cortona quale meta interessante e soddisfacente. Il turista che chiede la Toscana nella maggior parte dei casi va dove lo indirizza il tour operator. Sulla “pressione” sui tour operator, possiamo stare tranquilli: funziona ottimamente il programma promozionale del Consorzio Operatori Turistici che partecipa annualmente a decine di fiere, promozioni, educationals e workshop, direttamente e con l’appoggio dell’APT, la Camera di Commercio e la Provincia di Arezzo.

Ma il Consorzio è autofinanziato dalle strutture che ne fanno parte e per far fronte alla concorrenza delle altre città è indispensabile il supporto, anche e soprattutto economico, del Comune di Cortona cosa che non avviene come dovrebbe (con massicci investimenti) per “mancanza di soldi”. Ma può mai essere che per Cortona, dove un terzo della forza lavoro è impiegata nei servizi turistici, non si riesce a trovare finanziamenti adeguati per l’assessorato al turismo? E’ come se a Parigi non si trovasse i soldi per dare l’antiruggine alla Tour Eiffel…. Ma la promozione all’estero non basta se non le si affianca la cosiddetta “immagine locale”. E qui entriamo nel secondo punto da valutare: i prezzi. Si sta spargendo voce tra gli operatori stranieri, voce in alcuni casi giustificata, che Cortona è cara, sono arrivati a scriverlo anche i giornali.

 Questa ridda di voci è dannosissima per l’economia di una realtà come la nostra. E’ chiaro che basta qualcuno che esagera con i prezzi, che sì dirà che non quel punto vendita è caro, ma tutta Cortona diventerà cara.

 Quindi un’altra priorità, per smentire questa tendenza, è quella di calmierare i prezzi di qualsiasi servizio o prodotto che non dovrebbero assolutamente superare il livello attuale che è già oltre quello di guardia.

Anche gli immobili sono aumentati in maniera importante, questo è vero.

Ma il turista che viene a Cortona, sia quello di un giorno sia quello che si trattiene di più non è obbligato a comprare una casa poiché l’acquisto di un immobile non è un bisogno primario. Si dirà che Venezia e Firenze sono carissime e il turista ci va lo stesso. E’ vero… ma Cortona non è né Venezia né Firenze.

Il turista che ha creato la fortuna di Cortona e che è venuto in massa soprattutto dopo la pubblicazione del famoso libro, continuerà comunque ad andare a Firenze e a Venezia, ma dubitiamo che torni qui se non adeguatamente servito. E poi, terzo punto, è necessaria una adeguata stagione estiva d’intrattenimento. Quest’estate molti turisti (ma in tutta sincerità anche noi cortonesi) dopo l’ennesima “rugapianata” del dopocena, si sono lamentati del fatto che la città non offriva loro nulla.

Al turista va data la possibilità di svagarsi, di distrarsi, di assistere a concerti (non i soliti musicanti….), spettacoli (l’opera lirica va bene, ma anche iniziative per i giovani), mostre (non i soliti pittori astratti o contemporanei per pochi, ma capolavori amati e capiti da tutti, basta guardare ad Arezzo dove con Leonardo da Vinci si sono avuti decine di migliaia di visitatori), fiere e mercati, convegni ed eventi mirati, insomma tutto quello che serve a trascorrere interessanti dopocena. Sarebbe gravissimo sottovalutare questo e la deprimente stagione estiva 2002 non deve ripetersi a meno che non vogliamo suicidarci.

La scusa che i soldi sono finiti non basta, non può bastare agli operatori del settore (che sono anch’essi contribuenti per le casse comunali); lasciare tutto sulle spalle dei privati non è giusto e neppure politicamente oculato.

Il turista deve essere non solo invogliato a venire a Cortona, ma anche a soggiornarci più a lungo possibile.

Questo porta poi benessere a tutto l’indotto che vive della propensione alla spesa non solo del cortonese (merce sempre più rara…) ma del turista con valuta pregiata.

Questa serie di considerazioni, condivisibili o meno, devono comunque far riflettere in un comprensorio che sino a due anni fa aveva più turisti che strutture e che adesso, se non corriamo ai ripari rischia di avere più strutture che turisti.

Uscirà il film, è vero ed avverrà anche presto. Intanto la locandina del film, scaricabile su internet, vede Bova e la Lane in primo piano e sullo sfondo… Cortona? No, Positano…..

Lorenzo Lucani

 

I BECCHINI DELLA SANITÀ

Il giorno ventiquattro del mese scorso, si è tenuta presso la sala consiliare del Comune di Cortona l’assemblea pubblica a cui erano stati invitati i sindaci della Valdichiana, consiglieri comunali e regionali oltre che la popolazione, per discutere sulla sanità in Valdichiana ed il nuovo ospedale della Fratta. Nel resoconto della stampa locale dell’ L’ETRURIA, è stata evidenziata la presenza tra il pubblico di “tanti addetti ai lavori, tanta gente della Fratta, quasi assenti i cortonesi della città, una costante negativa che dobbiamo verificare sempre quando c’è da poter dire liberamente la propria opinione”. Se ciò corrisponde al vero, in quanto, forse, di norma l’indole del còrtonese è quella di non apparire in prima persona e di delegare ad altri le proprie opinioni, per la circostanza una considerazione plausibile e a loro favore è da fare.

La riunione di tale assemblea, e, con tanti partecipanti di alto rango, quale il direttore dell’ASL n.8, l’on. Rosy Bindi e consiglieri regionali Pasqui e Zirri, oltre che i componenti del consiglio comunale e della Giunta, non aveva, e, si ritiene che non abbia avuto alcun senso, perché non c’era e non ci sarebbe stato niente da decidere sul deciso. E’ sembrata a molti, e, fra questi al sottoscritto, se non altro impossibilitato a partecipare per motivi di lavoro, che un tale consesso non avrebbe avuto ragione d’essere, se non come offesa al comune buon senso; la ragione d’essere, sarebbe potuta essere a priori, quando si sarebbe dovuto decidere se fare o meno un ospedale nel comune di Cortona, o, potenziare quello di Castiglion Fiorentino o di Arezzo.

Interventi e critiche a posteriori, non avrebbero avuto senso, se non quello di sciupare un coro autoreferenziale. Che sarebbe valso ricordare che Foiano della Chiana e Castiglion Fiorentino erano contro la costruzione dell’Ospedale della Fratta e che ancora oggi, a cose fatte, non sentono come cosa loro che li riguardi, perché non interessati a tale servizio? Che senso avrebbe avuto ricordare che i cittadini di Foiano, per la sanità, si sentono piu vicini ad Arezzo che non a Cortona, se non altro per la migliore raggiungibilità viaria, senza tenere conto dell’importanza dell’ospedale di maggior prestigio e di maggiori garanzie? Che senso avrebbe avuto ribadire in una platea, con risultato scontato, che l’ospedale della Fratta è da ritenersi una struttura parcheggio (almeno cosi sembra essere stato inteso dai verdi e dalla stessa CGIL, se si tiene conto delle loro critiche e richieste), per degenti da cure di poco conto e limitata, fin dalla sua prossima apertura, a non più di tre unità operative e che fra queste sicuramente non potrà esserci la natalità? Che senso avrebbe avuto ricordare che, prima di porre mano alla costruzione ospedaliera, si sarebbe dovuta delineare la viabilità che attualmente manca, come si impone ai privati di realizzare le opere di urbanizzazione primaria, prima di ogni nuova costruzione?

Forse non si è ancora perfettamente compreso che gli ospedali sòno delle vere e proprie aziende e che queste possono svilupparsi e vivere, solo se c’è, nel bacino servito, una grande utenza, altrimenti il direttore generale ne dispone la chiusura per motivi antieconomici.

Non si è forse ancora capito, o si fa finta di non capire, che la gente non guarda più all’ospedale come struttura comoda vicino a casa, per ricevere assistenza di parenti o amici, ma come luogo di alta specializzazione e con bravi professionisti e tecnologia avanzata, per avere maggiori probabilità di sopravvivenza e cure migliori.

La degenza è ridotta a pochi giorni, se non a poche ore, ragion per cui si va alla ricerca di ospedali di alto livello qualitativo e di alta specializzazione mirata al caso.

Con tutta la stima per gli attuali pochi e bravi medici professionisti radicati nel territorio cortonese ed in servizio all’ospedale di Cortona, non possiamo non rilevare che fatta loro eccezione, non potranno essi stessi garantire, ventiquattro ore su ventiquattro, la presenza, di modo che, in un ospedale dal fiato corto come è facile prevedere quello della Fratta, sulla base dei dati statistici, non potremmo prevedere specialisti di alto rango se non, con tutto il rispetto parlando,di medici di basso profilo e di poca esperienza. Se avranno fortuna di raggiungere la notorietà per capacità, il loro destino è altrove e non alla Fratta. L’esperienza passata ci insegna.

Il servizio sanitario nazionale, fino a prova contraria, consente a qualsiasi cittadino di poter utilizzare qualsivoglia struttura ospedaliera, non solo della provincia o della regione ma anche fuori regione, così che il bisognoso di cure andrà alla ricerca della struttura che possa dare le migliori garanzie sanitarie e di risultato.La struttura nuova e bella, o esteticamente eccellente, non avrà alcun senso senza gli operatori di riguardo.

Cortona è circondata, a distanza di pochi chilometri, da strutture ospedaliere di tutto riguardo, Arezzo-Siena- Perugia e, a qualche chilometro in più, da quelle di Firenze; queste, e solo queste strutture, verranno prese alla bisogna in considerazione, se non altro per avere maggiori probabilità di uscire indenni dalla tanta vituperata “mala sanità”.

Potenziare in regione strutture ospedaliere esistenti avrebbe avuto senso, sia di efficienza che di economicità; costruirne altre modeste, poco più che poliambulatori, non hanno senso; sono solo palliativi o placebo.

La partecipazione dunque dei cortonesi, a ragion veduta, non vi è stata in quella pubblica assemblea, e sarebbe stata oltremodo assurda, dal momento che, dopo aver ascoltato il de profiindis, avrebbero dovuto assistere alla riunione di “becchini” o come “becchini” riuniti, per l’affossamento definitivo dell’ospedale di Cortona e della sanità in Valdichiana.

A ragion veduta non hanno voluto essere presenti all’ultimo addio, al momento più straziante, della sepoltura.

Piero Borrello

 

750°  DALLA MORTE DI FRATE ELIA

Cade nel 2003 il 750° della morte di Frate Elia da Cortona. Il Frate Minorita Elia da Cortona fu a lungo il principale collaboratore di San Francesco, che lo investì della sua successione decretandolo in una lettera "ministrum ordinis Fratorum Minorum". Nel 1232 fu nominato Ministro Generale dell’Ordine e in questo ruolo acquisì grandi meriti, negli anni d’oro che videro la realizzazione della grande basilica di Assisi (di cui fu progettista direttore dei lavori).

Cortona si appresta a celebrarlo con l’obiettivo di riscoprire uno dei grandi personaggi del XIII secolo, legato in maniera assai stretta alla nostra città, che molto probabilmente gli ha dato anche i natali.

Il Comune di Cortona assieme alla Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali ha indetto per tutto il 2003 un ciclo di solenni celebrazioni, che culmineranno con la riapertura del complesso della chiesa e del convento di S. Francesco.

A tal fine sono stati nominati un comitato d’onore e un comitato scientifico, al quale è stato affidato il compito di definire un programma di ricerche e studi che rimetta a fuoco la vicenda umana e spirituale di Frate Elia, sul quale si è ingiustamente sedimentata, nel corso dei secoli, una pesante eredità.

Il complesso chiesa-convento sarà presto riaperto grazie alla proficua e operante collaborazione instaurata tra il Comune di Cortona, la Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali e la Soprintendenza B.A.A.A.S. di Arezzo, che hanno redatto un progetto di recupero finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri per 1 milione di euro.

Le celebrazioni si sono aperte il 26 aprile 2003 con una solenne messa nella Cattedrale di Cortona, celebrata dal cardinale Lorenzo Antonetti, Legato pontificio per la Basilica di San Francesco di Assisi, alla presenza di autorità civili (il Sindaco di Cortona, con la Giunta e il Consiglio comunale, rappresentanti del Governo e del Parlamento, della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo, il Comitato d’onore, il Comitato scientifico) ed ecclesiastiche (il Vescovo di Arezzo e altri prelati, il Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e i Ministri Generali della altre Famiglie francescane, i Ministri Provinciali della Famiglie francescane della Toscana, il Custode del Sacro Convento di Assisi).

Nella stessa mattina il prof. Antonio Paolucci ha rievocato nel corso di una conferenza presso il teatro Signorelli, la figura e l’opera di Frate Elia.

Frate Elia, -che San Francesco considerò “padre e madre di tutti i sui figli”- ebbe come noto una vita controversa nel suo Ordine (il 16 maggio 1239 il capitolo dell’Ordine lo avrebbe deposto dalla carica di Ministro sostituendolo con Alberto da Pisa) e nella Chiesa, che lo scomunicò, probabilmente per gli stretti rapporti che intercorsero con l'imperatore Federico II, anch’esso scomunicato, al quale prestò la sua collaborazione.

Memorabile resta la missione svolta in Oriente dove venne inviato da Federico II tra il 1242 e il 1244 come suo legato, nel corso della quale l'Imperatore di Costantinopoli gli donò la reliquia della Santa Croce, da lui donata a Cortona, la sua città, dove ancora si trova.

L’importanza di questo appuntamento sta anche nelle parole del Sindaco Emanuele Rachini che ha ripercorso la storia degli ultimi anni di questo straordinario complesso religioso e architettonico che è la Chiesa/convento di S. Francesco e l’importanza che esso ha nella storia e nella sensibilità di tutta la città.

Il finanziamento di un milione di euro è giunto a seguito di un progetto  di restauro e recupero che il Comune di Cortona, la Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali e la Soprintendenza B.A.A.A.S. di Arezzo hanno redatto, al quale la presidenza del Consiglio dei Ministri ha accordato il suddetto finanziamento.

La somma, insieme a un altro consistente investimento previsto dalla Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali, consentirà nel giro di un anno e mezzo - due anni la riapertura del complesso, restituito al primitivo splendore, nel quale la Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali inserirà un nucleo di tre o quattro giovani frati francescani.

Si prospetta dunque per Cortona oltre al recupero fisico di quello che senza dubbio è il più importante complesso conventuale della città anche l’immissione di una vita nel centro storico: la costituenda nuova comunità francescana rappresenterà infatti un solido punto di aggregazione e di vita spirituale e culturale, con un evidente effetto tonificante su tutto il centro storico.

La riapertura della chiesa restituirà alla fruizione pubblica uno straordinario monumento architettonico che è insieme luogo di culto che è anche contenitore di opere d’arte di qualità eccezionale.

Tutte queste vicende legate anche alla alienazione del vecchio ospedale renderanno l’area alta della città, quella attorno al complesso conventuale, una zona di grande sviluppo e potenzialità.

Una scommessa che l’Amministrazione sta vincendo, visto il finanziamento per la chiesa di S.Francesco e la prossima apertura del nuovo ospedale di Fratta e la conseguente alienazione del vecchio, se a ciò aggiungiamo la nascita del campus universitario della Georgia University nell’area della casa di riposo per Cortona si prospettano grandi e positivi cambiamenti.

Andrea Laurenzi

 

RESTAURO E RECUPERO DELLA CHIESA E DEL CONVENTO DI S. FRANCESCO

Il Comune di Cortona, la Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali e la Soprintendenza B.A.A.A.S. di Arezzo hanno redatto un progetto di restauro e recupero del complesso di S. Francesco di Cortona, al quale la presidenza del Consiglio dei Ministri ha accordato un finanziamento di 2 milioni di euro.

La somma, insieme a un altro consistente investimento previsto dalla Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali, consentirà nel giro di un anno e mezzo - due anni la riapertura del complesso, restituito al primitivo splendore, nel quale la Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali inserirà un nucleo di tre o quattro giovani frati francescani. Si prospetta dunque per Cortona oltre al recupero fisico di quello che senza dubbio è il più importante complesso conventuale della città anche l’immissione di una vita nel centro storico: la costituenda nuova comunità francescana rappresenterà infatti un solido punto di aggregazione e di vita spirituale e culturale, con un evidente effetto tonificante su tutto il centro storico.

La riapertura della chiesa restituirà alla fruizione pubblica uno straordinario monumento architettonico che è insieme luogo di culto che è anche contenitore di opere d’arte di qualità eccezionale.

 

Breve scheda sulla Chiesa di S.Francesco (XIII sec.)

Come la basilica di San Francesco ad Assisi, anche questa chiesa fu costruita da Frate Elia nel 1247 su terreno denominato Bagno della Regina a lui donato dal Comune e sul quale esistevano notevoli resti di costruzioni romane, probabilmente delle Terme.

L’edificio ha mantenuto i caratteri gotici originali anche se all’interno è stata rimaneggiata notevolmente soprattutto nel XVII secolo. Conserva però tuttora intatta l'imponenza della mole e lo slancio delle sue linee originarie.

Le manomissioni apportate riguardano, oltre l'imbiancatura delle pareti sulle quali esistevano notevoli affreschi e l’inserimento di grandi altari barocchi, la chiusura dei finestroni gotici nonché la sostituzione dell'altare maggiore di pietra con un monumentale altare barocco di marmo, opera di Bernardino Radi (secolo XVII) all'interno del quale è custodita la reliquia della Santa Croce. Oltre alla Croce Santa, portata da frate Elia da Constantinopoli, la chiesa custodisce: la tonaca, l'Evangelario manoscritto e il cuscino, tutte reliquie appartenute a S. Francesco e lasciate da frate Elia. Nella parete destra presso l'ingresso vi sono resti di affresco attribuiti a Buffalmacco (secolo XIV). Nel terzo altare L'Immacolata Concezione del Commodi (1609).  Nel quarto il Miracolo della mula del Cigoli (1597). Nella cappella destra dell'abside si trova il monumento funebre del primo vescovo della diocesi di Cortona, Ranieri Ubertini, morto nel 1348, nel coro la tomba di Frate Elia, successore di San Francesco alla guida dell'Ordine. Nel terzo altare della parete sinistra è collocato il capolavoro di Pietro da Cortona  l'Annunciazione (1669), sintesi e compendio del barocco cortonesco.  Nella cripta sottostante, oggi non più agibile perché interrata nel XVII, venne sepolto nel 1523 Luca Signorelli.

 

AVVIATI I LAVORI PER LA RIPULITURA DELLE MONUMENTALI MURA DELLA CITTÀ

In questi giorni sono iniziati i lavori di ripulitura da erbe e piante selvatiche delle mura etrusche della città di Cortona.

L’intervento assume un duplice valore da una parte riconsegna le maestose mura etrusco/romane della città alla loro originaria spettacolarità, dall’altro garantisce sicurezza per la loro stabilità.

Gli operatori, infatti, oltre che recidere le piante distribuiranno sulle mura diserbanti e sostanze che impediscano la  ricrescita delle stesse, naturalmente si tratta di prodotti sicuri e non dannosi all’uomo.

Questo intervento, afferma il sindaco Rachini, sta a dimostrare ancora una volta la nostra profonda attenzione alla città antica, alla sua conservazione ed alla sua valorizzazione.

L’intero territorio comunale è interessato da numerosi ed importanti progetti ed interventi, certo il centro storico ha delle caratteristiche che lo rendono unico e perciò soggetto ad operazioni particolari.

In queste settimane sono partiti lavori di metanizzazione in molte parti della città, i lavori del parcheggio dello Spirito Santo proseguono celermente, così come quelli relativi al patrimonio storico ed architettonico, ricordo il nuovo museo la chiesa di S.Francesco, il Teatro Signorelli (che inizierà a breve); insomma un fervere di restauri ed interventi nei quali si inserisce a pieno titolo anche la ripulitura delle mura.

Questo straordinario monumento è infatti la porta d’ingresso alla città, quello che i turisti, ma anche i cortonesi, vedono per primo.

Era ed è importante che questo patrimonio venga tutelato e  protetto, in questa direzione va il nostro intervento.

La cinta muraria, oggi della lunghezza di poco inferiore ai tre chilometri, fu costruita dagli Etruschi verso la fine del V secolo avanti Cristo e resta evidente alla base delle mura attuali, la maggior parte delle parti visibili oggi sono di epoca medievale.

Essa ha forma rettangolare con i due lati maggiori rivolti a nord ed a sud, ed i minori ad est ed ad ovest.

Sono molto ben conservati il lato corto ovest, dove è situata la Porta Bifora,  l'unica Porta etrusca a due fornici, rimasta nel contesto della perimetrazione etrusca, ed il primo tratto del lato maggiore nord, da Porta Santa Maria sino al di sopra di Porta Colonia.

I lavori coinvolgeranno proprio questo tratto assai lungo e complesso che va dall’ingresso di via Guelfa sino a Porta Colonia, con un ulteriore intervento a ridosso di largo Beato Angelico.

In margine a una conferenza del professor A.Maggiani

 

LA TABULA APPARECCHIATA

Quando la scorsa domenica 23 marzo ho sentito per la prima volta pronunciare dal prof. Adriano Maggiani dell’Università di Venezia, il cognomen etrusco Cusu (cioè, Cusciu) che finora, pateticamente, io avevo sempre letto come lo vedevo scritto, ho immediatamente pensato che in Toscana, e soprattutto a Cortona, ci sono molte persone con il cognome Cosci e che in Sardegna i nomi di famiglia Cossu e Casciu sono fra i più frequenti.

Non voglio azzardare discendenze umane e persistenze onomastiche difficili da dimostrare se non forse col DNA (almeno per le persone) ma, nel caso nessuno ci abbia mai fatto caso, propongo d’ora innanzi di tenere questa circostanza in qualche considerazione.

Ancora: tre giorni dopo, mercoledì 26 marzo, sul paginone culturale di Repubblica Sergio Frau esce con la prima puntata di una serie dedicata alle affinità fra i Tyrsenoi/Costruttori di Torri dell’Etruria e i Tyrsenoi/Costruttori di Torri della Sardegna, mentre, per parte sua, Massimo Pittau professore all’università di Cagliari ne parla e ne scrive da molto tempo.

La sera, a casa, vado a controllare, e anche nell’opera di Giovanni Semerano noto che i rapporti culturali e linguistici fra etruschi e sardi nuragici sono sottolineati con forza; infine mi ricordo che io stesso - che metto per abitudine in incubatrice le notizie sparse, convinto che tutto tornerà utile per fecondare qualche idea imprevedibile sul momento, ma che prima o poi inesorabile nascerà - anni or sono, durante una visita di gruppo alle tombe di Tarquinia guidati da un archeologo, mi accorsi, e lo feci anche notare all’accompagnatore, che tutti quei nomi etruschi che ci elencava sembravano sardi. E aggiunsi: “A me sembra quasi che etruschi e sardi abbiano avuto per modello di formazione delle loro lingue principalmente la quarta declinazione latina o, viceversa, (è molto più facile!) i latini nella quarta declinazione hanno infilato i prestiti e i prelievi da quelle lingue. Con tutte quelle “u” tarchettiane e quei toni velati e  oscuri di pronuncia, la quarta mi appare come la declinazione più tenebrosa e arcaica della lingua latina”.

L’archeologo si strinse nelle spalle, passò oltre, ma io mi tenni buone le mie osservazioni e le restituisco ora intere e arricchite di impreviste coincidenze.

Ma le coincidenze sono solo delle necessità giunte a maturazione.

Quanto alla Tabula e alla sua decifrazione, il professor Maggiani è stato chiaro: alcune cose sono ancora incerte, ma presto sarà possibile comprenderla interamente perché la tavola è un testo esplicito come nessun altro e ci sono tutte le condizioni per interpretarlo; sarà possibile farlo perché questo è un lavoro in divenire e le acquisizioni sono continue.

Nonostante la disponibilità al futuro nelle parole del professore era evidente però l’approvazione di fondo (con qualche dissociazione motivata) per l’idea accademica corrente che la Tabula sia un contratto per la vendita di un terreno che comprende una vinac, qualunque cosa essa sia, dice Maggiani,  una vigna, scrivono Agostiniani e Nicosia; perciò alla mia obiezione che la prima parola ET della faccia detta A tradotta dalla coppia nell’editio princeps con l’avverbio “così”, siano in realtà due, cioè E e T, separate da un punto e che potrebbero essere le iniziali di etrusco Eca Tava cioè “Questa Tavola” (da accadico dabbu: “superficie lignea” e da sumero dab: “tavola”, “scritto”), ha risposto che nel mio pensiero sto in buona compagnia, ovvero con il grande glottologo Emilio Peruzzi, ma che purtroppo, sottoposta a radiografia, la Tavola non ha mostrato quel punto benché in effetti a occhio nudo sia visibile, e ciò ha indotto a ignorarlo nella traduzione insieme con tutte le conseguenze che esso si portava dietro.

Ho precisato, sull’istante, che più che a Peruzzi io facevo riferimento a Giovanni Semerano; in questa sede, invece, aggiungo che alla radiografia concedo senza esitazioni la qualità di mezzo tecnico attendibile, ma che l’incisore se fece un punto lo fece perché si vedesse a occhio nudo e non certo per renderlo trasparente a una futura, e inconcepibile per lui, lastra ai polmoni del bronzo che stava minuziosamente scavando col suo bulino: e a occhio nudo il punto di separazione si vede, magari non proprio allineato (lo metteremo nel gruppo delle altre imprecisioni), ma si vede, eccome se si vede!

Ora, se all’esistenza del punto decidiamo di dar credito, la lettura come acronimo di E(.)T. acquista un senso che sbaraglia tutte le interpretazioni date finora. Altrettanto, e anche di più, accadrà poi se frantumiamo vinac  e riassegniamo la prima sillaba vi, (-vi, cioè -pi, semitico wa: “e”), in quanto copula, alla parola che precede, e restituiamo autonomia al restante nac che così apparirà per quel che è, vale a dire il già conosciuto avverbio etrusco nac (assiro nak), presente anche nella lamina di Pyrgi, che significa “qui”. In questo modo l’inverosimile vigna si dileguerà e di ben altro inizierà a parlare a quel punto la Tabula: non di un contratto di compravendita di terreni ma della donazione (nuthanatur) di un sepolcreto (suthiu, suthiusve) dove, nac/qui (“lì”, per me che riferisco), già riposava l’illustre capostipite Petru, fatta dalla sposa di questi,  Arntlei, a famigliari e clientes. La voce “nuthanatur” è garantita nel significato di dono dall’ebraico n_tan e dall’accadico nad_nu (donare).

Questa, secondo Semerano è la vera interpretazione della Tavola Cortonense a cui accenna nella introduzione alla seconda edizione, uscita nell’anno 2000, della sua opera “Le origini della civiltà europea”, e sarebbe una grande notizia, non solo filologica, poiché l’antica Arntlei uscirebbe dalla rivisitazione del testo come una nobile figura di matrona pietosa che concede spontaneamente ad altri l’uso della tomba di famiglia.

E questa tomba sarebbe addirittura la Tanella di Pitagora.

Il Prof. Maggiani lo ha rivelato in conclusione della conferenza come una chiosa necessaria e doverosa e non in quanto oggetto dell’incontro - ché anch’egli, nella sua edizione del testo, parla di terreni e non di tombe - ma a quel punto, quella finale comunicazione a me è parsa la cosa più illuminante che egli avesse detto. Ho infatti riflettuto che se prestiamo fede a Semerano, esattamente la Tanella potrebbe essere ciò di cui nell’iscrizione si parla e di cui si stabilisce la destinazione. E questa supposizione, oggi che scrivo, mi pare ancor più plausibile per aver letto che anche Carlo De Simone, professore emerito dell’università di Tübingen, vede nella Tabula la descrizione di una parentatio da parte della confraternita dei Cusu.

Nonostante la condizionante e impropria intrusione del nome del filosofo della Magna Grecia, la cosiddetta “Grotta” è infatti una costruzione ellenistica del IV-III secolo a. C. che una famiglia influente di Cortona eresse per conservare memoria di sé, e il nome inciso sul coperchio di un’urna, rinvenuta durante uno scavo nell’area sepolcrale, fa ritenere che questa famiglia fosse proprio quella dei Cusu.

In verità, notizie al riguardo erano già trapelate; nell’incontro di studio del 22 giugno 2001 su “La Tabula Cortonensis e il suo contesto storico-archeologico” organizzato a Roma dal CNR, i cui atti sono stati appena editi, lo stesso Maggiani aveva parlato dei Cusu come possessori della tomba, e prima ancora il prof. Paolo Bruschetti ne aveva riferito in vari interventi scritti, ma fuori degli ambienti accademici poco se ne sapeva per cui credo che per molti dei non specialisti presenti alla conferenza nella sala del Museo dell’Accademia Etrusca sarà stata una acquisizione affatto nuova.

È ora sperabile che la traduzione completa dell’Aes che Semerano sta approntando possa spingere molto oltre le conoscenze suffragando come vero questo rapporto fra i due monumenti o invece riconsegnando definitivamente ogni costruzione alla sua reale natura di congettura.

La certezza comunque che la gens dei Cusu compare in entrambi i casi aumenta il fascino di un luogo e di un oggetto e lega strettamente due antiche vicende di enorme importanza per la storia della nostra città.

La Tabula, sempre di più, mostra quindi di essere uno straordinario palinsesto apparecchiato di significati e di notizie vive prese in diretta e deposte sul bronzo, che noi dobbiamo pian piano interpretare per recuperare la mentalità e la vita quotidiana di una comunità antica, che fu la nostra.

Alvaro Ceccarelli

Per finire, fa piacere scoprire che chi ha ideato il totem pubblicitario, esposto da qualche settimana nell’atrio della stazione di Firenze S. Maria Novella per invitare viaggiatori e turisti a visitare i musei della Toscana, ha scelto come  simbolo della promozione - fra i tantissimi possibili e importanti - proprio la Tavola di Cortona.

 

RITORNANO I BAMBINI DI CERNOBYL

Anche quest’anno, nel  mese di  luglio,  saranno  ospiti  in  Cortona presso le famiglie che da anni sono disponibili all’ospitalità i bambini bielorussi  residenti  nella zona colpita dalle radiazioni dell’esplosione della centrale nucleare di Cernobyl. Ogni  anno,  quando ritornano a casa domandano se l’anno successivo potranno usufruire  di  questa  possibilità e noi, grazie  alle famiglie ospitanti diciamo di si.

Per  noi  servire  è  un  previlegio e quello  che cerchiamo  di  dare è un servizio vero, offerto con tutto il cuore.

Per questi bambini non è solo una piacevole vacanza ma una possibilità di evitare di  essere colpiti  dal  cancro in quanto vivere  un mese lontano dai luoghi  contaminati dalle radiazioni  significa potenziare la difese del proprio organismo.

Il  merito  di  questa  iniziativa  è in  primo  luogo delle famiglie che li ospitano e si autotassano per coprire le spese del viaggio aereo mentre questo Circolo  Accoglienza  ha  il  compito di  reperire gli  altri fondi  necessari  per ospitare  le  accompagnatrici,  per noleggiare il pulman per  andare  a  prendere  i  bambini  all’aeroporto  ed  ogni  altra spesa perchè l’iniziativa possa ottenere il risultato positivo.

Grazie  alla Misericordia di  Cortona che concede  gratuitamente i locali, al  Comune che  eroga un contributo, al Calcit  Valdichiana che ha contribuito negli anni scorsi a qualche oblazione è stato possibile dal lontano 1995 portare a compimento questa iniziativa di solidarietà, umanità e sanitaria e speriamo che anche quest’anno si possa raggiungere il pareggio tra i costi e le entrate.

Chiunque volesse dare il proprio contributo finanziario può farlo effettuando il versamento sul conto corrente bancario aperto presso la Cassa di  Risparmio di Firenze - Filiale di Cortona n. 5381 intestato a Circolo Accoglienza e Solidarietà Bambini Bielorussi.

 Si ringraziano quanti vorranno accettare l’invito.

Circolo Accoglienza  e Solidarietà

Bambini Bielorussi

 

Presentato a Firenze

UN FORUM PER LE MALATTIE RARE

Tra i protagonisti l’Associazione “Amici di Francesca”

Più di 6000 nel mondo e ben 480 in Italia finora censite. E’ l’organizzazione mondiale della sanità che ce lo dice. Sono le cosiddette malattie “rare”. Sono rare perché la loro incidenza sulla popolazione è pari a meno di 5 casi ogni 10.000 abitanti, ma secondo calcoli dell’Oms ben 20 milioni di persone in Europa e 30.000 in Italia ne sono affette. La maggior parte sono croniche, progressive e creano disabilità e per gran parte di queste i problemi sussistono in termini di diagnosi e terapie.

Di malattie rare se ne è parlato, sabato 19 aprile, a Firenze grazie alla presentazione ufficiale del “forum delle associazioni toscane malattie rare”, che ha visto la stessa regione tra i suoi capofila, prima in Italia nella realizzazione di questo tipo di intervento.

Il forum, che ha tra i suoi principali scopi non solo il miglioramento delle conoscenze dei bisogni reali delle persone affette da queste patologie e la mappatura sistematica e programmata delle malattie, ma anche la realizzazione di una rete di prevenzione, diagnosi e accesso alle terapie, conta, oggi, l’adesione di ben 39 associazioni e ha la sua sede legale presso l’ospedale pediatrico fiorentino Meyer.

Tra le 39 realtà associative c’è anche l’importante onlus cortonese “Amici di Francesca” giunta ormai al suo terzo anno di attività, che, grazie all’impegno e alla tenacia del fondatore e segretario Luciano Pellegrini, del suo presidente ing. Alessandro Butali e alla sensibilità degli oltre 400 associati, di cui 100 medici, può oggi essere considerata un punto di riferimento  fondamentale per le necessità mediche più disparate e complesse. Essere parte attiva del forum rappresenta per l’associazione Amici di Francesca non solo una crescita in termini di “promozione” del proprio operato, ma anche un ulteriore passo avanti verso l’allargamento dei suoi orizzonti di intervento, che saranno sempre più possibili e veloci grazie anche alla sinergia congiunta con le altre 39 realtà regionali toscane.

Un ulteriore passo avanti, dunque, per questa grande catena di solidarietà cortonese, che in questi ultimi anni, con  costanza  e  determinazione  e  grazie  alla collaborazione di enti privati, come l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e istituti ospedalieri e universitari italiani ed esteri, come il Mario Negri o quello Europeo di Oncologia, è riuscita sempre a trovare una soluzione efficace ai numerosissimi casi disperati arrivatigli da ogni parte d’Italia, ridando un sorriso ed una speranza non solo al malato, ma anche a tutti i suoi familiari e che ora attende impaziente di fare un ulteriore balzo in avanti con la creazione di un punto di ascolto per le patologie complesse in collaborazione con l’azienda sanitaria aretina. Il progetto denominato “Una voce per tutti”, ancora al vaglio dell’amministrazione della struttura sanitaria, potrebbe prevedere la realizzazione di uno sportello Urp (ufficio relazioni con il pubblico) specializzato nell’informazione e nell’aiuto all’utente, ai familiari, ai medici e agli operatori socio sanitari, ma anche alle associazioni, per tutto ciò che è necessario in termini procedurali di accesso ai percorsi assistenziali e logistici per le patologie complesse, il tutto all’interno di una  già  consolidata  convenzione  tra  la  stessa associazione cortonese e la usl 8.

   Laura Lucente

 

CIAO CARLO

Lunedì 15 aprile ‘03 alle ore 2,55 ci ha lasciato dopo una breve ma terribile malattia, Carlo Bruni per gli amici “Carlone”.

Aveva solo 41 anni e per tanti di noi rappresentava l’altruismo in persona, sempre pronto a darti non una ma tutte due le mani, il tutto evidenziato nella sua classica battuta “ non ci sono problemi”. E invece purtroppo i problemi esistono e spesso assumono una grandezza talmente imponente che nonostante tutta la buona volontà diventano scogli insuperabili.

Ed e’ stato questo il caso di Carlo che fine all’ultimo respiro ha combattuto con tutte le sue forze aggrappandosi ad appigli spesso invisibili ma pur sempre degni di speranza, dimostrando un coraggio ed una voglia di vivere quasi inusuali per una persona nelle sue condizioni. Oggi tutti lo piangiamo ma allo stesso tempo lo ringraziamo per aver insegnato ad amare questa vita, a volte terribile, ma anche così bella ed intrigante da dover difenderla con i denti e con le unghie contro tutti e tutto.

Aveva una sola grande immensa passione, la pallavolo, alla quale aveva dedicato la gran parte della sua esistenza cercando di far crescere ragazzi e ragazze nel rispetto di quelle regole sportive che poi si rispecchiano in quelli che sono i valori positivi della vita comune.

Sono passati solo pochi giorni dalla sua scomparsa, ma già adesso la sua assenza, la sua voce fine ed inconfondibile, il suo passo goffo e pesante, ed il suo irrefrenabile ottimismo, ci mancano: ma allo stesso tempo ci riempie d’orgoglio la consapevolezza di aver conosciuto una persona unica sia per la sua bontà che per il suo altruismo.

Ciao “Cico” rimarrai sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Gli amici

 

 

 

INDIETRO

 

CULTURA

 

Gremita la Sala Convegni “S.Agostino”

PRESENTATO IL LIBRO DI NICOLA CALDARONE

Il giornale L’Etruria e il Consorzio Operatori Turistici di Cortona hanno organizzato in maniera impeccabile il pomeriggio di giovedì santo in occasione della presentazione del libro “Cortona: Una storia infinita” di Nicola Caldarone, edito da Edimond. L’Amministrazione comunale, che aveva  concesso  il  patrocinio  all’iniziativa,  era  rappresentata dall’assessore alla cultura Walter Checcarelli che ha portato il saluto del Sindaco, impegnato in una seduta di consiglio, e l’assessore al turismo e sport Miro Petti. Il presidente del Consorzio Operatori Turistici Mario Bocci ha fatto gli onori di casa presentando gli ospiti ed esibendosi con maestria in brani di lettura tratti dal libro di Caldarone.

L’Editore di Edimond, Bruno Vella, ha ricordato la natura e lo scopo del libro in questione, che rientra nella collana delle “Guide del viaggiatore raffinato”, destinata alla valorizzazione dei più interessanti centri storici e artistici dell’Italia centrale, curata da Attilio Brilli, docente di storia americana presso l’università di Siena, nonché autore di molte pubblicazioni sui diari, note di viaggio relative a  personalità di spicco del mondo della letteratura internazionale.

Nel suo applaudito intervento, il prof. Brilli ha sottolineato la natura di queste pubblicazioni che vogliono educare lo sguardo e la sensibilità del viaggiatore di fronte ad una scoperta storica, artistica e paesaggistica, alla maniera e sullo stile dei grandi scrittori stranieri del grand tour. Ha inoltre rilevato la bellezza di alcune pagine di questo libro su Cortona, da lui definite “da autentica antologia”.

Nel suo intervento il prof. Caldarone ha rilevato la sua profonda ammirazione per una città che non cessa mia di stupirlo neppure “quando il silenzio, in alcuni mesi, sembra essere la sua più sonora espressione”.

Per le novità storiche. artistiche e letterarie il libro “Cortona: una storia infinita” ha già avuto il suo spazio nelle pagine nazionali di quotidiani e agenzie di stampa come qualche anno accadde per l’altra pubblicazione di Caldarone “La seduzione di pietra”.

 

Ancora sulle origini della lingua etrusca e sulle tracce della nostra storia

IL POPOLO CHE SCONFISSE LA MORTE

Si torna a parlare, anzi  a scrivere, degli Etruschi: a farlo è il filologo Giovanni Semerano nel libro “ Il popolo che sconfisse la morte. Gli Etruschi e la loro lingua” uscito in questi giorni per le Edizioni Bruno Mondadori.

Dopo altri saggi di grande successo, Semerano si misura con il tema oscuro, controverso e affascinante della lingua etrusca attraverso la sintesi di un lungo e sapiente lavoro di ricerca storica e filologica che si fa, per certi aspetti, tavola sinottica aperta su Erodoto, Tucidide, Dionigi di Alicarnasso, Strabone. Solo una profonda ed attentissima lettura delle fonti e dei percorsi etimologici poteva consentire la ricostruzione di Semerano che si annuncia innovativa e singolare nell’ipotesi finale, distante sia dai miti che dalle precedenti interpretazioni eppure in qualche modo conseguente e parte integrante di un tutto sul quale la luce si diffonde lentamente, per percorsi paralleli, per magici fili di Arianna.

Ancora gli Etruschi dunque, questa volta come “figli” di una koinè mediterranea, incontro di lingue e idiomi di ceppo semitico sciamate da quell’infinito orizzonte medio-orientale che va da Sumer a Babilonia, dall’Assiria a Ebla. Per giungere anche a “qrt”, Cortona.

Infatti, dalla congerie di stirpi e incroci, tra le “…infinite aporie che accompagnano la formazione dell’universo etrusco vengono a inserirsi le notizie sui Pelasgi e sulle loro invasioni. Il testo chiave per chiarire tali avventure la nostra etruscologia lo ritrova in Dionigi di Alicarnasso….. secondo questo autore, i pelasgi, trasferitisi in Tessaglia, vengono cacciati e di lì si espandono in diverse  zone della Grecia, in Beozia, in Eubea, in Atene, a Creta e in altre isole dell’Egeo di fronte all’Asia Minore. Infine, indotti dall’oracolo di Dodona, giungono in Italia, contrastati dagli Umbri ai quali sottraggono Cortona e fondano alcune città….”.

Siamo presumibilmente intorno al IX sec. a.C.. Successivamente, questo popolo in parte riprende a muoversi, in parte si fonde con gli indigeni dell’Etruria, in parte si stabilizza saldamente a Cortona (il nome etrusco Curton è della base semitica “qrt” che significa città)

Questo scrive Semerano, dando alla nostra città un ruolo straordinario ed ai Pelasgi (i mitici e sconosciuti pelasgi…) il ruolo di popolo fondatore della stirpe Etrusca.

E’ preziosa la testimonianza di Tucidide che afferma “…nella Calcidica la maggior parte della popolazione è costituita da Pelasgi, cioè dai Tirreni che prima abitavano anche a Lemno e ad Atene…”.

Questo popolo ci appare così nell’immensità di un affresco in continuo divenire, privato quasi di una identità etnica che volta per volta si fa Etrusca, greca, cretese, medio-orientale….. Allora, dice lo studioso, non resta che dilatare i limiti della ricerca per tentare di coglierne il segreto e seguire, ad esempio, le tracce delle iscrizioni antichissime che punteggiano l’Egeo e l’Italia: le scritte aramaiche di Samo, Eretria,Olimpia, l’iscrizione pelasgica (“etruscoide”) di Lemno. Anche Omero parla dei Pelasgi e li chiama Sinti, Archiloco li chiama Sai: in ogni caso intendendo “signori colonizzatori erranti”.

Pirati? Invasori? Senza dubbio, ma anche naviganti esperti, esploratori, nomadi e stanziali ad un tempo: l’Etruria e la civiltà etrusca ne sono  esempi lampanti.

Tracce antichissime, dicevamo, di una “babele” mai sopita che tuttavia attraverso le orme lasciate indistintamente dall’oriente meno lontano, sulle isole egee e poi in Grecia ed in Italia, sembra ancora conservare un preciso filo conduttore capace di parlare. Seguirlo non è facile né scontato poiché il quadro storico è complesso, confuso “colpevolmente ignorato dagli etruscologi del passato” afferma senza mezzi termini l’Autore.

Pelasgi, Tirreni, Etruschi: dalla koinè di ceppo semitico del vicino oriente, una diaspora linguistica che in senso figurato sciolse le vele attraverso gente che mosse traffici e invasioni, arte e commerci portando ovunque una primitiva ma fondamentale “globalizzazione”.

E tra queste, un’antichissima stirpe di invasori e mercanti scelse la nostra terra e fece di “qrt” la città che conosciamo.

Isabella Bietolini

 

 

MUSICA: I “T MAX” AL KI C’È

Per chi volesse ascoltare della buona musica, l’appuntamento è per venerdì 2 maggio al Ki C’è!  Per quella sera è infatti in programma un’esibizione dell’emergente gruppo dei “T Max”.  Il “T Max”, è composto da ragazzi nati e cresciuti nella nostra terra, la Valdichiana, e come ci dice il chitarrista Emanuele Scipioni, in arte “Mortgan”, la loro è un tipo di musica diciamo adatta a tutti.

“Facciamo rock italiano”, ci dice ancora Morgan, “Per lo più cover d’annata, e grandi classici dei Negrita, del mitico Vasco, passando poi per gli ancor più mitici Litfiba e Ligabue, senza disdegnare qualche pezzo straniero, di quelli che ti fanno volare”

La band è così composta:  Massimo Mugnai (voce e chitarra), Luca Martini (basso), Scipioni Emanuele “MORGAN” (chitarra), e Mirko X (batteria)!

Quindi se volete sognare, i “T MAX” vi danno appuntamento al 2 maggio!

Stefano Bistarelli

 

Nocchia una nuova galleria d’arte a Cortona, ovvero “la Galleria d’arte!”

DESIGN E RESTAURO

Ma perché scriviamo della Galleria D’Arte “Nocchia” che oramai è presente a Cortona da molto tempo e che tutti abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare?

E’ presto detto!

Sicuramente avrete notato che la suddetta galleria, nei mesi invernali, è stata chiusa per lavori di ristrutturazione ed ampliamento, ma quando è arrivato il momento della riapertura, beh, più di una persona è rimasta a bocca aperta per come i lavori erano stati portati a termine!

In un periodo storico dove gli scempi architettonici ed ambientali sono all’ordine del giorno, dove regna la logica del profitto, dove designer dell’ultim’ora distruggono la nostra storia con ristrutturazioni aberranti, beh, ci fa piacere porre l’accento su questa nuova struttura che rende lustro alla nostra città e che sicuramente farebbe la sua bella figura in contesti urbani ben più importanti.

Iniziamo con i materiali utilizzati, composti essenzialmente da legno, pietra ed acciaio.

Il legno è stato principalmente utilizzato per solai in legno ed acciaio e per le scalinate, che ben si sposano con i solai in legno e laterizio preesistenti; la pietra utilizzata soprattutto per la pavimentazione e per alcune rifiniture; il laterizio posato in opera per la creazione di archi a sesto ribassato che molto spesso sono stati utilizzati per enfatizzare architravi ed archi a sesto acuto o a tutto sesto, preesistenti.

Splendido è il grande arcone in pietra di circa 3,4 metri di altezza che si trova all’interno della struttura e che viene messo in risalto dal bianco dell’intonaco (una soluzione simile può ricordare Francesco di Giorgio Martini in Santa Maria delle Grazie al Calcinaio!). Tale arco, che si presume sia di epoca romana, faceva parte di un cortile interno aperto al pubblico del quale uno splendido forno, anch’esso pubblico, ne era il polo d’attrazione.

Tale forno, risalente al ‘700, è stato ritrovato dopo la rimozione del terreno di riempimento che era stato messo lì in epoche diverse; da notare anche il recupero di quest’ulteriore struttura, che poteva tranquillamente essere distrutta dai proprietari dell’immobile per ottenere così un’ultra sala espositiva, ma che invece è stato recuperato ed è entrato a far parte della mostra stessa, come un naturale proseguimento di quest’ultima.

Completano il tutto, due tipologie di splendidi capitelli in pietra serena;  e se i primi, che si può pensare siano del periodo romano, sono stati lasciati nella loro posizione originale, i secondi, quelli posti in fondo alla sala e che ricordano il tema del leone trovato nella scalinata del Melone II del Sodo,  sono stati recuperati; essi infatti, in epoche passate, forse perché davano fastidio, o forse perché erano semplicemente passati di moda, erano stati gettati via, utilizzati come inerte di riempimento.

Un’ulteriore preesistenza che caratterizza la struttura, è uno gocciolatoio per l’olio, posto di fronte al forno, probabilmente coevo ad esso, e che completa la fotografia storica di quello che poteva essere questo cortile interno, l’uso che la popolazione ne poteva fare, ed anche la vita della città stessa.

Ed infine, a completare questo viaggio virtuale attraverso la Cortona che fu, dopo aver ammirato altre splendide arcate in laterizio, volte, e solai in legno, troviamo uno splendido pozzo, che si pensa  risalga al periodo etrusco!

E’ interessante notare che già all’interno di altri negozi di via Nazionale vi sono alcuni pozzi per attingere l’acqua, o come ci dicono i proprietari, che venivano utilizzati anche come una sorta di frigorifero per la conservazione del cibo, e sarebbe quindi interessante poterne fare una mappatura completa per poter studiare in pianta quali sorprese potrebbe riservarci questa “rete idrica”!

Comunque chiunque volesse ammirare queste opere, beh, può andare semplicemente per “Ruga Piana” ed entrare dentro la Galleria d’Arte Nocchia;  noi vorremmo comunque complimentarci con i progettisti e con l’impresa edile per l’ottimo lavoro svolto!

Stefano Bistarelli

 

 

LE INCURSIONI DEGLI SQUADRISTI A CORTONA NEL 1921

Il 28 marzo 1921 ci fu la prima incursione fascista a Cortona. Erano circa venti squadristi di Città di Castello, reduci da una scorribanda, che stavano facendo ritorno al loro paese. Arrivarono in città alle 14,30 a bordo di un camion e di una automobile, nella quale erano adagiati due feriti. Si fermarono in piazza Vittorio Emanuele per comprare sigarette e dopo poco ripartirono passando per via Nazionale. Per la discesa di Borgo S. Domenico furono però molestati ed esplosero dei colpi di fucile che ferirono l’incolpevole Luigi Grassi, che si era affacciato alla finestra della propria abitazione per vedere cosa stava accadendo. Passando poi per il Torreone trovarono il socialista Odoardo Saccenti, con il quale si intrattennero per chiedere delle spiegazioni riguardo alla sua appartenenza al partito socialista, intimandogli di mostrare la relativa tessera. Non c’è modo di sapere se il Saccenti confermò o meno la sua fede politica e comunque i fascisti se ne andarono senza commettere alcuna violenza.   

Il 30 marzo circa trenta fascisti armati, provenienti in treno da Perugia, scesero alla stazione di Terontola e sotto lo sguardo sbigottito dei carabinieri, come risulta dal loro rapporto, si dettero impunemente alla devastazione della Cooperativa di consumo socialista “Fossombroni”. Non furono prese iniziative per fermare e rintracciare i colpevoli, che nel frattempo erano ripartiti con il treno alla volta di Firenze.

L’autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, con la collaborazione delle forze dell’ordine, cercava di tenere sotto controllo la precaria situazione dell’ordine pubblico, che nella città di Arezzo e nel suo territorio le stava sfuggendo di mano. Il 31 marzo, infatti, circa duecento fascisti aretini e fiorentini a bordo di camion si recarono a Foiano, dove devastarono i locali del Comune e della Camera del Lavoro, con distruzione di stemmi e mobilio. Il prefetto, nel  suo  rapporto  al  ministero,  scrisse  che  non  si  erano verificati incidenti per l’opera vigile delle forze dell’ordine e, soprattutto, perché i fascisti non avevano incontrato alcuna resistenza.

Nei giorni successivi, gli squadristi si spinsero anche nel cortonese con l’incursione notturna del 13 aprile nella frazione di Camucia, nel corso della quale devastarono la locale cooperativa di consumo socialista “Fossombroni”. La situazione era ormai critica e forse i fascisti aspettavano con ansia la risposta socialista alle loro violenze, così da poter essere legittimati nel dare il colpo di grazia alle strutture e istituzioni locali in mano alle sinistre.

 La reazione socialcomunista a mesi di prepotenze e violenti soprusi si concretizzò nell’imboscata del 17 aprile 1921 a Renzino, una piccola frazione proprio fuori il centro abitato di Foiano della Chiana, dove trovarono la morte tre squadristi. Sull’accaduto sono stati versati fiumi d’inchiostro, così che darò per scontato la conoscenza degli avvenimenti. Un’azione così violenta contro i fascisti non si era mai vista nella provincia di Arezzo; la loro risposta  non si fece attendere e fu di una straordinaria brutalità. I fascisti cortonesi allora si sentirono in grado di uscire allo scoperto, ormai sicuri di poter agire contando su una certa impunità e sull’aiuto di numerosi camerati emiliani, umbri, senesi, aretini e fiorentini. I fatti di Renzino avevano ormai innescato una reazione incontrollabile e gli scontri tra le opposte fazioni si fecero sempre più numerosi.

 Il 18 aprile un nucleo di fascisti non identificati devastarono la cooperativa socialista di consumo “Fossombroni” di S. Caterina. Il 19 aprile squadristi provenienti da Tuoro sul Trasimeno salirono a Cortona e, rintracciato il sindaco socialista Scipioni nella sua abitazione, fecero irruzione in camera da letto con il volto coperto da fazzoletti neri ed il coltello in bocca. Con la forza lo fecero uscire e lo obbligarono a  percorrere le vie cittadine al canto di “Giovinezza”. Gli dettero poi una grandissima bandiera tricolore da portare fino in piazza Vittorio Emanuele e lo costrinsero sotto la minaccia dei moschetti a gridare “Viva il Fascismo” e ad esporre il tricolore in municipio. Il sindaco  non si piegò alle richieste dei numerosi fascisti, ma fu costretto a cedere al grido di “Viva l’Italia”. Il 23 aprile nella frazione cortonese di S. Caterina morì un fascista e altri cinque rimasero feriti, in seguito al ribaltamento di un camion partito da Foiano e diretto a Cortona per un’incursione poi ovviamente non effettuata. Con l’aiuto di alcuni squadristi gli ex combattenti e mutilati di Perugia occuparono l’Ufficio Postale di Cortona, ottenendo, senza che i carabinieri muovessero un dito, l’allontanamento delle impiegate dal loro posto di lavoro.

 Il 25 aprile ci fu una nuova incursione di fascisti, anche questa volta di Tuoro sul Trasimeno: in collaborazione con quelli cortonesi essi tennero un comizio in città, molestarono il sindaco Scipioni, fecero irruzione nel magazzino comunale alla ricerca di bandiere rosse da ardere e chiesero, senza ottenerle, le dimissioni dello stesso sindaco, forse uno degli ultimi amministratori socialisti aretini rimasti ancora in possesso della tessera, della carica e della libertà personale.

L’ultima e decisiva spedizione fascista del 27 aprile 1921 sancì la fine dell’amministrazione socialista del comune di Cortona.

Questa volta gli squadristi, un centinaio, provenivano da Firenze e dal Valdarno, e alle prime ore del mattino si presentarono alle case dai maggiori dirigenti socialisti: il sindaco Foscolo Scipioni, l’assessore Odoardo Saccenti, il segretario della Camera del Lavoro Camillo Sotgiu, il presidente dell’Orfanotrofio “Cinaglia” Natale Alari, Broccolini, Gosti e Montineri. Li prelevarono con la forza e li costrinsero a sfilare in corteo per le strade di Cortona, mentre i carabinieri presenti si limitarono a fare in modo che i fascisti potessero agire indisturbati. Distrussero la Camera del Lavoro e fecero impunemente numerose irruzioni nelle case dei “sovversivi”, rovistando dappertutto in cerca di armi, stampe e bandiere socialiste. I più esaltati si accanirono soprattutto con il sindaco Scipioni. Lo costrinsero a seguirli in giro per le principali vie cittadine al canto degli inni fascisti, esponendolo al pubblico ludibrio con piccole angherie personali, come farsi accendere sigarette e gridare “Viva l’Italia” a comando, fino a fargli leggere, di fronte a tutta la cittadinanza, una dichiarazione con la quale rassegnava le sue dimissioni e quelle dell’amministrazione da lui diretta. Pur temendo di morire tenne fede ai suoi ideali perché: “Se mi volevano uccidere l’avrebbero fatto comunque, almeno sarei morto da uomo e non da codardo”.

Mario Parigi

 

Impegnativa attività culturale

L’UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ

L’Unitre di Terontola, Università delle tre età, sorta il giorno 8 novembre 2002 che ha inaugurato corsi e laboratori alla sala refettorio della scuola elementare sabato 11 gennaio 2003 è ai primi bilanci di questo breve periodo di vita.

Ogni mercoledì, grazie alla gentile disponibilità dei medici della cooperativa Etruria, presso la sala comunale di Terontola si svolgono lezioni su “I metodi per vivere bene e meglio a qualunque età”, argomenti esposti con termini molto semplici, comprensibili a tutti ed improntati su suggerimenti e consigli pratici, di facile applicazione ed immediatezza, utili “trucchi” che ognuno di noi dovrebbe conoscere per far fronte alle piccole emergenze quotidiane, anche in termini di salute.

Nelle serate del venerdì e nei pomeriggi del sabato si svolgono invece i due laboratori, rispettivamente quello di pittura con la tecnica dell’acquerello e quello di scrittura improntato sui ricordi e sulla riscoperta del “fanciullino” che vive in ognuno di noi.

In questi giorni il Consiglio Direttivo dell’associazione è al lavoro per preparare il programma dei corsi e laboratori che prenderanno il via dal prossimo mese di ottobre e per mettere a punto la partecipazione alla manifestazione del prossimo 18 maggio che si svolgerà sul territorio di Camucia, ove sarà presente dalle ore 16,00 in via IV Novembre, con un proprio stand nel quale saranno esposti i primi lavori realizzati dagli associati che partecipano al laboratorio di pittura e per presentare il programma di massima del prossimo anno accademico.

Per concludere l’Unitre nella giornata di domenica 25 maggio organizza la gita sociale a Roma per visitare la mostra sugli Impressionisti; chi fosse interessato e volesse informazioni sia sui corsi dell’Unitre che sulla gita, può contattare la direttrice dei corsi Anna Gallucci al seguente recapito telefonico 339-1107018.

 

Il 9 maggio al Signorelli in scena

LA CAMPANA DELLE TENTAZIONI

Il gruppo teatrale dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Cortona presenta La Campana delle tentazioni, una commedia musicale che andrà in scena al Teatro Signorelli di Cortona venerdì 9 maggio alle ore 21,30.

La messa in scena è la fase finale di un progetto che da molti mesi il gruppo teatrale della scuola Cortonese sta portando avanti con entusiasmo ed impegno.

Alunni ed insegnanti si trasformano come per incanto in attori, registi, musicisti, costumisti, cantanti, scenografi, coreografi, ballerini ed ecco... la magia del teatro coinvolgerà il pubblico trasportandolo al tempo delle antiche città nemiche Sparta e Atene, ma la storia non sarà di guerra perché le donne greche guidate da Lisistrata hanno escogitato un sistema molto... femminile per costringere gli uomini a far scoppiare la pace.

Come si può notare anche il tema della commedia, la pace, è di grande attualità e ciò è servito agli alunni come approfondimento del lavoro teatrale attraverso lo studio del periodo storico-letterario e traduzioni dal greco della Lisistrata di Aristofane.

La Campana delle tentazioni è una commedia molto divertente, liberamente tratta dalla Lisistrata e ne è autore un famoso scrittore-umorista italiano Giovanni Mosca.

Nel momento in cui la commedia andrà in scena il 9 maggio, la scuola avrà già raggiunto il suo massimo obiettivo, nel senso che il percorso didattico-educativo attraverso il progetto teatrale sarà completato, ma di certo se quella sera il Teatro Signorelli fosse gremito di spettatori i nostri ragazzi avrebbero un motivo in più per ricordare questa esperienza scolastica come una delle più belle e coinvolgenti.

Allora, mi raccomando, il 9 maggio alle ore 21,30 intervenite numerosi al Teatro Signorelli di Cortona, tanto più che l’ingresso è assolutamente libero e gratuito.

 

 

I QUADRI DEL PITTORE SERGIO GRILLI   E OPERE IN LEGNO DI LUCIANO ALUNNI

ATerontola, dall’9 al 27 aprile, ha esposto i suoi quadri Sergio Grilli: alcuni già presentati in altre mostre, altri inediti, preparati per la circostanza e per l’appuntamento con il pubblico di casa.

Pur restando fedele ad una impostazione estetica che privilegia una convinta adesione al vero, in questa circostanza, Sergio Grilli, almeno in tre dipinti, prova a dare più forza e una maggiore intensità al colore che rende gli oggetti delle sue nature morte più vive e dinamiche.

Molte le nature morte, infatti, in questa mostra, ma anche i paesaggi e qualche ritratto che oltre a rivelare scrupolosità e fedeltà al vero confortano il suo amore emozionante per la superiorità della natura e dei suoi elementi, minacciati di distruzione dalla invadente tecnologia. Da qui il proposito di sublimare il reale, a tal punto che se mettiamo a confronto l’opera con il modello, ossia col vero vassoio o cesto di frutta, ci accorgiamo facilmente che la natura stessa è un poco smorta, meno viva del suo dipinto.

Nella galleria si fanno apprezzare anche alcuni lavori di Federica Grilli giovane e bella figlia d’arte con un regolare diploma all’Istituto d’Arte e con tendenza sempre più marcata verso la cartellonistica pubblicitaria e con una ricerca rigorosa della figura femminile colta in quelle espressioni che meglio la qualificano e la rivelano.

Riescono ad assumere una connotazione propria, e, nello stesso tempo, a corredare opportunamente la mostra di quadri, i lavori in legno dell’ing. Luciano Alunni, che, oltre a svolgere attività di ricerca per l’innovazione nel campo dell’Elettrotecnica, della Termotecnica, oltre ad essere proprietario di brevetti industriali, è riuscito con tagli di sezione di ulivo plurisecolare a realizzare tavoli ad assetto e geometria variabili, e poi scanni. scaffalatu re, piantane... perfettamente funzionali.

Così un filo conduttore sembra collegare tutti i pezzi di questa Mostra e si materializza nell’ideale comune di vivere e realizzarsi a contatto con la bellezza della Natura.

N.C.

 

CURIOSANDO NEI RACCONTI STORICI DELLA VALLE

Quando il diario stravolge l’epopea

Nel 1849, caduta la Repubblica Romana sopraffatta dai Francesi, Garibaldi e molti suoi seguaci che l’avevano eroicamente difesa tentarono, come tutti sanno, di raggiungere Venezia che ancora resisteva agli Austriaci. In questo loro tentativo, essendo braccati dai nemici, i Garibaldini seguivano percorsi appenninici poco battuti, portandosi perciò talvolta assai lontano dalla via più breve. In Val di Pierle s’era diffuso il forte timore che passassero anche di qua poiché si diceva fossero soldatesche disumane e senza fede, un timore poi scongiurato essendo il  loro transito avvenuto altrove.

Ciò nonostante, il parroco del luogo don Giovan Battista Millotti riferisce, nelle sue Memorie di quell’epoca, di averne incontrati tre  armati mentre era in cammino da solo lungo la via tra i boschi per Tuoro. Dopo aver descritto il suo grande spavento, egli dice che i tre Garibaldini, tutti umbertidesi, si limitarono solo a guardarlo biecamente e aggiunge però che sarebbe morto di paura se avesse saputo che i medesimi,  fermatisi poco prima  in casa dei suoi, avevano minacciato di “fare ciccia del primo prete che avrebbero incontrato”.

“Una notte - racconta ancora il Millotti - fu un fuggi fuggi in Mercatale; uno spavento, un pianto, credevasi d’essere in mezzo ad una masnada di Garibaldini fuggiaschi da Roma. Erano invece Tedeschi in movimento da Cortona a Umbertide. Nel buio si erano affollati nelle piazze picchiando alle porte per avere di che mangiare e bere. Riconosciuti passò il panico, anzi si fece baldoria con essi poiché pagavano bene; ed i locandieri ed altri empirono le tasche delle austriache svanziche”.

Vicende vissute, emozioni, paure e pregiudizi, alquanto distanti, nella descritta immediatezza di quei momenti, dalla esaltazione storica del nostro Risorgimento.

 M.R.

 

LA “CARTA DELLA TERRA”

Il libro, con il commento di Elisabetta Ferrero e di Joe Holland, mira a rendere la vita migliore con una nuova etica e una nuova concezione politica della Terra

Il libro, edito da Diabasis di Reggio Emilia, è il risultato di una intensa e proficua collaborazione tra i Centri mondiali più impegnati nella difesa del nostro pianeta dalla minaccia di una politica industriale devastante, dalle esigenze del mercato e dalla violenza degli uomini che hanno caratterizzato la nostra epoca: Il Consiglio della Florida della cultura cattolica, Il Consorzio Internazionale della Religione e della Ecologia e Il Movimento Cattolico della “Pax Romana” negli Stati Uniti.

Il libro, oltre a riproporre la storia del documento programmatico della Carta della Terra, iniziato all’interno dell’Assemblea delle Nazioni Unite in occasione dell’incontro a Rio de Janeiro nel 1992 e approvato definitivamente quest’anno, rappresenta un valido strumento educativo, una provvidenziale guida per le realtà locali in vista della costruzione di una nuova comunità sostenibile e uno stimolo a riflettere sulle necessarie e improrogabili strategie di cambiamento del nostro modo di vivere. Elisabetta Ferrero, che frequenta e vive alcuni mesi dell’anno nella nostra città, ed è docente presso l’Università di Saint Thomas di Miami (Florida) è impegnata sin dal  1988 nella stesura di questo singolare documento della Carta della Terra (Earth Charter) del cui Comitato direttivo è membro, oltre che responsabile del coordinamento italiano; inotre ha fondato il Programma di Studi di Ecologia presso l’Università di Saint Thomas, ad Assisi e in Ecuador.

Il suo impegno costante e appassionato all’interno di questo Progetto, che sta influenzando la politica pubblica, il mondo degli affari e le scelte di vita di milioni di individui, trova terreno fertile nella innata e fervida sensibilità poetica che  si può cogliere agevolmente nelle  sue pubblicazioni e nelle forme di sperimentazione letteraria.

N.C.

 

II EDIZIONE DEL CONCORSO MUSICALE CALCIT DI AREZZO

Elena Zucchini premiata ad Arezzo

Non si direbbe che si tratta di una ragazza così giovane, perché quando la musica nasce dalla sua chitarra, è già vissuta. E’ musica che sa di ore passate sul libro dei solfeggi, di pomeriggi trascorsi a provare e riprovare un accordo, una posizione delle dita, un arpeggio.

E’ musica che conserva il ricordo delle ore passate a suonare finché dalle corde possa uscire un suono limpido e vibrante, che racchiuda in sé tutte le emozioni del cuore, ma anche docile e plasmato nel suo entusiasmo tutto giovane di musica che si è appena aperta alla vita.

E’ un suono che sa di attesa, di timore, di voci amiche, di maestri esigenti e geniali, che vedono il proprio futuro sbocciare negli occhi degli allievi, perché la musica è nella danza delle loro dita sulle corde della chitarra, ma anche nella loro essenza più recondita.

Ecco perché quando il riconoscimento di tutto questo lavoro arriva, non stupisce più di tanto.

E’ meritatissimo, per lei che l’ha ottenuto, per i suoi maestri e per tutti coloro che l’hanno sostenuta.

Ad Arezzo, alla seconda edizione del Concorso Musicale Calcit, patrocinato dal Comune di Arezzo, dall’Associazione Commercianti, dal Provveditorato agli Studi e dal Quartiere S.Spirito, Elena Zucchini ha vinto il primo premio per la sua categoria e il primo premio assoluto fra i numerosi partecipanti, tutti di ottimo livello.

Davanti alla Commissione esaminatrice, composta dai professori: Giulio Cuseri, Carlo Alberto Neri e Claudio Santori, tutti esponenti conosciuti della realtà musicale nazionale, Elena ha presentato i seguenti brani: il Preludio dalla Suite BW 998 di J.S.Bach, il Preludio n° 5 di H. Villa Lobos e lo studio n° 11 di H. Villa Lobos, e non solo i cultori della musica per chitarra conoscono bene il fascino di queste composizioni ma anche il grado di difficoltà che presentano.

E’ un bel traguardo per Elena Zucchini, ma anche un trampolino verso mete future, sicuramente difficili da raggiungere ma per questo sempre più ambite.

M.J.P.

 

WEEK-END CON GOTAMA

Stavolta scrivo io di questa associazione (metà perugina e metà aretina, e già questa fusione è un successo in barba a campanilismi vari), di cui sono un po’ zio.

Scrivo io perché l’ha fatta grossa. In un week-end di metà aprile si è concessa alla cultura locale e extra con totale trasporto.

Sabato 12, di mattina, presso il cinema Apollo di Foiano, ha messo in scena lo spettacolo teatrale “Monti e vallate dentro la luna” tratto dall’omonimo libro di Luigi Papi, riscritto e diretto dallo scriba. L’evento dedicato alle scuole del comune limitrofo ha aperto le porte ad un pubblico variegato.

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Camucia, dove con Baobab Arciragazzi e le animatrici CIAF, abbiamo organizzato un incontro con l’architetto Renato Floris nei locali del nascente centro di aggregazione a poche decine di metri dai nuovissimi giardini di via XXV Aprile. L’iniziativa è servita per illustrare i progetti di allestimento e mostrare un futuro concreto ai giovani del comune.

Non è finita qui. Domenica pomeriggio, 13 aprile, presso il teatrino di via Guelfa 46 (Cortona) sede de “Il Piccolo Teatro città di Cortona”, l’associazione GOTAMA ha curato la presentazione di “Semi di finocchio” (Micro Teatro Terra Marique, Perugia, 2003, euro 11, p. 93), primo libro di Marcello Manuali, attore perugino. Le parole e la voce dell’autore hanno reso suggestivo il pomeriggio di ritrosa primavera.

Tutto qua? Lo Scopriremo solo vivendo... cari ragazzi: chapeau!!

Albano Ricci

 

 

LAUREA

Luca Tariffi

Presso l’Università degli studi di Perugia si e’ brillantemente laureato in Economia e Commercio LUCA TARIFFI, discutendo la tesi: “Analisi della volatilità sugli indici industriali dei mercati finanziari internazionali”. Relatore il prof. Pierluigi Daddi.

 

 

 

 

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TERRITORIO

 

Camucia

NOZZE D’ORO

Il ventisette aprile, a Fontocchio di Camucia, Mario Fratini e Cherubini Pierina hanno ricordato, con particolare solennità, assieme ai loro quattro figli Alessandro, Domenico, Marisa e Valerio, le nuore, il genero e tre nipoti: Gessica, Tecla e Michael, parenti ed amici, il loro cinquantesimo di matrimonio, che avvenne, precisamente, il 18 aprile del 1953.

Si erano conosciuti una sera alle funzioni, proprio nella chiesa di Santa Maria Nuova, artistica e bellissima chiesa, dove appunto poi si unirono in matrimonio.

Pierina e Mario, gente semplice, quella lontana mattina andarono alla chiesa a piedi, non era il tempo di spendere per le auto di lusso, la vita era veramente limitata all’ essenziale.

Dopo le nozze il corteo andò a casa di Pierina per il pranzo e poi tutti a quella di Mario per un chiassoso e movimentato rinfresco. Nella notte gli amici spararono, con ifucili, le “loro cartucce” sotto la finestra degli sposi; era la loro gioiosa partecipazione alla felicità della giovane coppia.

Al mattino però... tutti al lavoo, anche gli sposi, a seminare il granturco. Il loro viaggio di nozze si consumò sotto il tiepido sole , al quotidiano duro lavoro dei campi.

Questi  auguri -  sorpresa sono scritti della nipote Gessica, è la sua dimostrazione del gran bene che vuole ai suoi nonni e ... promette di ricordarli ancora, ai festeggiamenti per le nozze di... diamante.

Gessica Bucossi

 

Ossaia

Una scenografia commovente

LA PASSIONE DEL VENERDI SANTO

E’ stata sicuramente una delle più belle e commoventi edizioni della rappresentazione della Passione del Venerdi Santo quella effettuata quest’anno ad Ossaia di fronte ad una trabocchevole folla.

La scena culminante della Crocefissione rimarrà impressa per lungo tempo in tutti i presenti. L’accurata scelta del paesaggio, la perfetta illuminazione con bracieri a fuoco vivo, la scenografia, la straordinaria somiglianza fisica del giovane slavo alla figura iconografica del Cristo, la bravura delle comparse (oltre 110 tra personaggi e figuranti), hanno suscitato in tutti i presenti brividi di commozione e una suggestione difficilmente dimenticabile.

Il brusio che normalmente accompagna queste manifestazioni, nel momento dell’innalzamento della Croce si è di colpo mutato in un toccante lunghissimo silenzio di raccoglimento magicamente interrotto dai mesti rintocchi di campana di una lontana chiesina della vallata che scandiva le ore, rendendo ancora più commovente la scena.

E che dire della bellissima Ultima Cena, della presentazione a Pilato, della Flagellazione, del Cireneo, dell’impiccagione di Giuda e dell’ultima scena della Resurrezione.

Il bel tempo e il ricordo delle precedenti edizioni, hanno portato ad Ossaia ,tra la folla, moltissimi turisti stranieri che hanno accompagnato l’intera Processione, rimanendo veramente ammirati per le scene.

Una coppia di sposi tedeschi estasiata, si è vivamente complimentata per la spontaneità, per la bravura e per la coreografia, dicendo che nelle loro molteplici presenze a questi riti della Settimana Santa in varie parti del mondo (Spagna, Grecia, Germania, Italia stessa)difficilmente avevano assistito ad una così toccante e ben riuscita manifestazione.

L’incredibile successo ha ricompensato tutte le persone che hanno partecipato, praticamente tutto il paese ha dato il proprio contributo alla riuscita, ma è stato bellissimo vedere tutti i giovani di Ossaia, i spesso bistrattati giovani, impegnati per giorni e giorni, sacrificare le ore di svago per preparare la manifestazione. E’ stato bellissimo in questa epoca di alta tecnologia, vederli impegnati nel mantenimento di questa antichissima tradizione popolare e nell’attaccamento al loro paese.

Sono veramente tutti da accomunare in un unico grande applauso, una doverosa menzione particolare va ai “registi”: il giovane ing. Enrico Rachini, Serena Tariffi,Gian Luca Fabbri, Angiolino Mencucci, Rita Cenci per la bravura, ma sopra tutto per il loro “testardo” impegno iniziale, quando tantissime erano le difficoltà e lo scoraggiamento era tanto. Per questo fino da adesso lo impegniamo per la prossima edizione del 2006.

Un “BRAVI” di cuore a tutti.

Beppe Poggioni

 

UNA CORALE DI ... POPOLO

Don Antonio Garzi vuole, domenica 4 maggio, alle ore 21 nella chiesa di Cristo Re a Camucia, offrire un saggio vocale e musicale che, per il ragguardevole numero dei partecipanti vorremmo definirlo di... POPOLO.

Quando oltre cento persone affrontano il canto corale, la direzione diventa particolarmente difficile, occorre una forte regia e una padronanza assoluta della musicalità e soprattutto della sua direzione.

Ma il tenore Antonio è avvezzo a queste uscite che sanno di vera partecipazione popolare al canto e, in questo caso, anche di preghiera.

Al ricco programma oltre che moltissimi studenti della scuola media, partecipano genitori ed insegnanti ed ecco che allora l’opera del “maestro” diventata, anche impegno globale e messaggio educativo.

Nell’intermezzo Antonio affronta due pezzi di particolare orecchiabilità e notorietà, la sua eccezionale “voce” è testimonianza di un dono che è offerto generosamente a tutti.

Il nostro plauso è rivolto a tutti i partecipanti indistintamente ed in particolare al maestro Fabio Dell’Avanzato impegnato all’organo e al professore Pino Teresi, come sempre, inseparabile dalla sua chitarra.

Grazie.

Ivan Landi

 

Pergo

LETTERA APERTA AL SINDACO

Ma, la palestra?

Egregio signor Sindaco del Comune di Cortona, siamo sempre gli alunni della classe 5^ della scuola elementare “Mattia Moneti” di Pergo e siamo lieti di informarla che stiamo ancora lavorando sul progetto di costruzione di una palestra. Quest’ anno abbiamo fatto di più: una realizzazione grafica della struttura e, con l’aiuto di un genitore, un preventivo dei costi.

Le chiediamo, quindi, di poter avviare il nostro progetto per dare ai nostri compagni la possibilità di avere una palestra all’interno della scuola.

Saremo grati se Lei venisse di persona a visitare la struttura, così potrà vedere il nostro lavoro e la necessità di effettuarlo.

In attesa di una sua gradita risposta le porgiamo i nostri migliori saluti.

Gli alunni della classe 5^

 

Cortona

Un negozio di stile

DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE

Dal 19 aprile scorso, più di 120 prosciutti D.O.P. Toscani, Cortonesi e di Cinta Senese, fanno bella mostra di sè insieme alle altre “Delizie Toscane” nell’omonimo rinnovato negozio di via Nazionale. In un locale accogliente, dopo una profonda ristrutturazione, è stato ampliato il reparto carne fresca, da sempre punto di forza dell’ex “Macellino”, ed è stato creato un nuovo ambiente per la vendita e la degustazione della più genuina salumeria cortonese. Salami, lonze, capocolli, salsicce, gote, finocchione e prosciutti sono solo di propria produzione e provengono esclusivamente da animali nati e cresciuti nei propri allevamenti del territorio cortonese.

Per chi apprezza il profumo di un calice di buon vino, infine, è a disposizione anche un’assortita enoteca con tutte le etichette della Terra di Arezzo “La Strada del Vino”.

 

Mercatale

Giovedì 1° maggio

IV  TROFEO CICLISTICO VAL DI PIERLE

Il primo maggio, festa dei lavoratori, Mercatale tornerà a vivere ancora una volta l’esaltante avvenimento che da alcuni anni, in quella ricorrenza, rivolge allo sport del ciclismo. Sarà in palio il IV Trofeo Val di Pierle - G.P. Città di Cortona - gara per atleti della categoria juniores, organizzata come sempre dal Gruppo Sportivo della Valle -Faltoni per lo Sport - con il patrocinio del Comune di Cortona ed il contributo di quello liscianese.

La corsa è di particolare interesse poichè, oltre ad offrire il consueto folclore delle manifestazioni ciclistiche, essa richiama solitamente numerosissimi concorrenti da varie regioni italiane. Il via sarà dato intorno alle 14,30 dalla striscia posta ai giardini di Mercatale; da lì inizieranno vari giri sul circuito dei “Quattro Castelli” comprendente un G.P. della Montagna, per un totale di circa 100 km.

L’arrivo, previsto intorno alle ore 17, e la successiva premiazione avranno luogo sempre nell’area dei giardini.

M.R.

 

SOCCORRITORI VOLONTARI SEMPRE PIÙ  PROFESSIONISTI

A seguito  del  Corso  di  formazione per Soccorritori di  livello avanzato ai sensi della Legge Regionale 22 maggio 2001  n.  25 tenutosi presso la Misericordia di Mercatale ed organizzato dalla detta Misericordia  in  collaborazione con  la Misericordia di  Cortona hanno conseguito il diploma numerosi volontari.

Il Corso, tenuto da docenti  del Servizio di Emergenza-Urgenza della ASL n. 8 di Arezzo si è svolto con  la partecipazione di  oltre 40  presenze a lezione atteso che oltre ai  Volontari  hanno partecipato semplici cittadini con lo scopo di apprendere le nozioni di primo soccorso che sono utili in qualsiasi occasione anche per se stessi.

Le lezioni  hanno spaziato dagli  aspetti  medico legali del soccorso sanitario  al  supporto  di  base  alle funzioni  vitali;  dal  soccorso  al paziente traumatizzato al supporto vitale di base pediatrico; dall’igiene e prevenzione  in  emergenza  sanitaria,  all’uso delle attrezzature delle autoambulanze attrezzate per il soccorso di emergenza.

Gli  obiettivi  erano  quelli  di  possedere gli  elementi  per la piena conoscenza delle azioni e delle tecniche che interagiscono nelle operazioni di soccorso nonché quelli di saper coordinare l’intervento dei soccorso e saper collaborare nell’ambito della equipe di soccorso con il personale sanitario.

Il  corso ha avuto la durata di  95 ore suddivise in 25 di teoria, 40 di pratica e 30 di tirocinio cioè di servizio sull’autoambulanza.

Ultimate  le  lezioni  si  sono  svolti  gli  esami  scritti  ed  orali e non tutti  hanno conseguito l’esito finale ma solo 21 di cui 10 della Misericordia di Cortona, 10 della Misericordia “Val di Pierle” di Mercatale ed 0l della Misericordia di Castiglion Fiorentino.

Questi i nominativi:

Misericordia di Cortona

Baldi  Alessandro  -  Biagianti  Carlo  -  Belperio  Francesco  -  Calcagno Roberto - Fischi Fabrizio - Martini Raffaele - Masserelii Mirco - Poggiolini Cristian - Risorti Maria - Vuerich Luigi.

Misericordia “Val di Pierle” di Mercatale

Belleri  Enzo - Cangi Loredana - Carnevali Laura - Ceneri Carlo - Chiodi Fabiola - Conti  Alessandro - Meozzi Paola - Sbaraglia Simona - Trabalza Marcello - Turchetti Silvano.

Misericordia di Castiglion Fiorentino

Rosini Lucia

A tutti i dovuti complimenti ed il ringraziamento per aver compreso l’importanza di essere Volontari e professionalmente preparati.

  Franco Marcello

 

 

Terontola

 NASCE UNA GROSSA COOPERATIVA DI RISTORAZIONE

Voi mettete l’appetito...al resto pensiamo noi

Nella moderna società, ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo, a volte non facciamo a tempo ad abituarsi a questa novità che il tutto, è ... già superato. Ecco allora che in sintonia con quanto abbiamo annunciato è sorto nel nostro territorio una cooperativa “BON TON” che in fatto di ristorazione sa il fatto suo.

L’invito è “Mettetevi a tavola, al resto ci pensiamo noi”.

La sede della cooperativa è a Terontola in via Dante, per qualsiasi informazione ecco i numeri dei responsabili:

Ezio 3334533401 , Simone 3358398466

La cooperativa vuole offrire un servizio ottimale anche per pulizie, gestione di ristoranti, bar, agriturismi, mense, ristorazione-catering (banchetti a buffet, servizio ai tavoli). Il successo della organizzazione è il miglior biglietto da visita della cooperativa, che annovera nel suo staff, capi-servizio, somelier, camerieri, chef cuochi, persone qualificate che vantano una perfetta conoscenza di varie lingue e pronte a qualsiasi particolare esigenza. L’offerta è innovativa e di indubbia semplificazione per i nostri e vostri incontri di lavoro, di relax; basta una semplice telefonata per garantire una perfetta organizzazione di particolari cerimonie che, a volte, impegnano molto tempo e non danno la garanzia di una perfetta riuscita.

La cooperativa è del settore, pertanto può offrire anche sul prezzo un vantaggio di notevole rilevanza.

Ivan Landi

 

 

 

 

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RUBRICHE

 

NOTERELLE... NOTEVOLI:

a cura di Gino Schippa

Punti fermi sul concetto di “immagine della città”

Dovremo ancora stringere i denti in attesa dei nuovi parcheggi dello Spirito Santo e dovremo continuare nelle nostre pressioni affinché di posti se ne facciano così tanti, sopra e sotto, che non ci dovranno più essere piazze e strade invase dalle macchine perché mica si penserà che gli spazi vuoti ne accoglieranno altre? Ritorneranno alla città, alle famiglie, ai visitatori, alle attività commerciali ed artigianali, alle manifestazioni teatrali e concertistiche.

Definitiva chiusura del Parterre , di largo Beato Angelico, di piazza Garibaldi e successivamente (una volta trovate soluzioni di parcheggio) piazza Mazzini (porta Colonia).

Fino alla liberazione di tutto il centro storico: questo per il futuro!

Per l’immediato dobbiamo (anzi dovranno) trovare regole severe e continuative per l’accesso e la permanenza dei mezzi nei vicoli e piazze strategiche e funzionali all’industria turistica e al godimento del tempo libero dei residenti. Le leggi in difesa degli handicappati non consentono permessivismi né da parte dei medici né da parte de Vigili Urbani, né tantomeno rivendicazioni da parte di chi ha lievi insufficienze fisiche (a meno che non sperino in progressivi aggravamenti che volentieri auguriamo). Non ci è sfuggito, poi, lo scandalo del trucchetto dei permessi per le “piccole commissioni”. Queste autorizzazioni devono essere revocate immediatamente e rilasciate soltanto a chi ha attività di consegna e in determinati orari della giornata.

Gli accessi non dovranno essere consentiti alle vetture dei non residenti anche quando non esiste divieto e cioè quando non sono più disponibili posti macchina: è indisponente il via vai su via Dardano di mezzi che poi devono poi uscire di nuovo da via Roma. Non è obbligatorio mettere un vigile a porta Colonia, è sufficiente installare un pannello elettronico che indichi il tutto esaurito: vale anche per la zona giardini.

Come non è obbligatorio sprecare un vigile (tanto più necessari di notte!) quando si potrebbe installare una telecamera del tipo che si usa a Perugia, puntuale e imparziale.

E veniamo a discorrere di arredo urbano. Non vogliamo farla lunga e andiamo subito al sodo. Per nostra esperienza professionale presso l’ufficio urbanistica conoscevamo la pignoleria della speciale commissione per centro storico in materia di rilascio di autorizzazioni per la sostituzione o l’installazione di insegne, tende, strutture mobili.

A nostro parere rientrano in questa categoria anche le attrezzature esterne soprattutto riferendole alla tipologia, ai materiali e ai colori di seggiole e tavoli: una breve panoramica d’insieme evidenzia uniformità di stili e buon gusto.

Siamo convinti che i cittadini saranno lieti di conoscere quale organismo abbia rilasciato il permesso per l’esposizione nella piazza Signorelli di arredi che per il colore e per il modello risultano estranei alle caratteristiche storiche e monumentali della città?

 

IL FILATELICO

a cura di

MARIO GAZZINI

Siamo al termine della nostra passeggiata ..... storico-filatelica, con la quale abbiamo ripassato nella nostra memoria, anche quanto abbiamo appreso nei banchi di scuola, corredando il tutto di notizie che hanno fatto piacere al collezionista. Mi esprimo così perché sono lusingato dai vari consensi pervenutimi da simpatici lettori, che mi hanno dimostrato affetto e comprensione, dandomi atto dell’interesse profuso nella ricerca storica degli avvenimenti; realmente tali considerazioni mi hanno fatto molto piacere!

Tornando a noi, siamo agli ultimi atti delle note risorgimentali, sulla storia delle comunicazioni, e certamente non poteva mancare il nostro interessamento per quelle note riguardanti gli uffici postali aperti in Sud America ed in Africa~

Le affrancature usate in quei paesi, durante quei periodi, riguardano i comuni francobolli italiani, che ben presto ebbero un’impronta particolare, in quanto quei dentelli vennero sovrastampati con la dicitura  “Estero”; dapprima vennero adoperati i francobolli con l’effigie di Vittorio Emanuele II, poi con quella di Umberto I.

Iniziando dal 1890, ci troviamo subito a interessarsi dell’Eritrea, che divenne in tale periodo Colonia Italiana; ma fin dal 1882 esisteva ad Assab un’agenzia postale dotata di un bollo lineare, e ciò era possibile perché quel paese fu il primo possedimento italiano in Africa Orientale. Nel 1884 l’agenzia venne sostituita da una collettoria (ufficio del Collettore delle imposte), munita di un bollo ottagonale; poi nell’anno successivo tale soluzione divenne ufficio postale regolare provvisto di bollo tondo.

Medesima situazione si verificò poi nel 1885 a Massaua, dove venne aperto un ufficio postale di I° classe (come potrebbe essere oggi quello esistente a Firenze), dove per primi vennero usati i francobolli , con scritta  “Levante”; successivamente, sino al momento cruciale in cui il Ministero Postale per le Colonie, introdusse nel mercato quelli speciali, furono adottati francobolli comuni italiani.

Qui naturalmente si esauriscono le nostre visite agli itinerari, che la stessa storia ci ha invitato a fare, ma probabilmente ci saremo dimenticati di qualcosa: il lettore ci perdonerà, perché senza dubbio abbiamo parlato di oltre mezzo secolo di storia e quindi nell’alternarsi di guerre, rivoluzioni, aneddoti e regimi, chiediamo venia se abbiamo dimenticato qualche episodio importante.

Per i Collezionisti comunque è un dato essenziale sapere che il francobollo è stato sempre presente in ogni avvenimento, accaduto in qualsiasi parte della terra; la storia c’insegna che il francobollo ha sempre registrato un tempismo cronometrico con l’epoca interessata, al punto di non considerarsi mai un estraneo alle vicende umane

Emissioni:

 

VINITALY DI VERONA 2003: I.T.A.S. “VEGNI” PRESENTE

Vinitaly è divenuta negli anni la manifestazione più importante al mondo per la promozione del vino di qualità, della cultura del vino e di tutto quanto ruota attorno al mondo del vino, mai come oggi vivace e in grado di coinvolgere anche il mondo dei giovani.

Fra i 4000 e più espositori che hanno partecipato al Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati, un appuntamento per conoscere, degustare e apprezzare nettari d’eccellenza provenienti da tutto il mondo, era presente anche l’Istituto Tecnico Agrario “A.Vegni” di Capezzine Cortona con la vasta gamma di vini. Non è la prima volta che lo stesso si presenta a questo grande appuntamento con le carte in regola per poter degnamente competere con altri prodotti più blasonati.

Bisogna dire che l’anno del vino, in termini prettamente enologici, è il risultato di una mediazione necessaria tra il ritmo vegetativo della vite e il ritmo, altrettanto vitale per il produttore (ITAS Vegni) imposto dal mercato e dagli eventi ad esso correlati.

Ecco perché in realtà, esso inizia e non finisce il 31 dicembre, non a Capodanno, ma a primavera, quando la vigna ricomincia a dare segno di sé dopo la sosta invernale, e quando le produzioni del Vegni e poi il super festival del Vinitaly, riaprono ufficialmente le ostilità sul fronte della competizione e dei giudizi dei critici.

Poi, avanti tutta, verso il decisivo punto culminante della vendemmia; da lì, si va in discesa, fino al nuovo ciclo nei vigneti, le nuove produzioni, il nuovo Vinitaly.

Quindi, anche quest’anno, presenti con la vasta gamma di vini esposti nella vetrina dello stand della provincia. Il fatto positivo, comunque, è stato quello della partecipazione degli alunni della classe V sezione C, “Modulo Agroindustriale”, i quali hanno mostrato particolare interesse per il settore specifico assistendo ai vari convegni (per arricchire il loro bagaglio tecnico) e partecipando alle varie degustazioni di olio e vino effettuate in Fiera.

Bisogna ricordare inoltre che l’Istituto, in questi ultimi anni, ha compiuto grandi passi in avanti grazie all’opera del Dirigente Scolastico (coadiuvato dai tecnici della cantina), dr. Domenico Petracca, al quale, in occasione del Vinitaly 1999, fu riconosciuto il merito della creazione di un nuovo prodotto degno di nota qual è il Rosato di Toscana menzionato dalla Commissione di Assaggio durante la selezione dei vini tenutasi all’Enoteca Italiana di Siena.

Ma non bisogna dimenticare nemmeno il successo ottenuto, in occasione del Vinitaly 2001, da due vini di casa “Vegni”: il Valdichiana Bianco DOC ‘99 e il Rosso di Toscana IGT ‘98 che sono stati riportati sulla guida più diffusa, quella del Gambero Slow-Food. Due vini che insieme a tanti altri vengono commercializzati a livello locale, provinciale, regionale, nazionale e internazionale e che fino a qualche anno fa non venivano prodotti in quanto l’uva veniva indirizzata in stragrande maggioranza, all’export verso altri lidi.

Come si può vedere tanto sentita è la passione per questo settore che da parecchi anni dà tante soddisfazioni e ottiene riconoscimenti come quelli citati. I vini di qualità del Vegni rappresentano senza dubbio dei prodotti che nel tempo hanno acquisito, grazie alla continua ricerca, quelle caratteristiche che hanno permesso loro di essere annoverati fra i migliori vini selezionati al Vinitaly 2003.

L’anno che verrà nella dialettica fra piccole DOC, DOCG, IGT e stiper vini, non si sa mai se qualche altro prodotto della vigna del Vegni sarà oggetto di attenzione. Non stupirebbe poi troppo. Comunque staremo a vedere, i presupposti per altri vini di qualità ci sono tutti.

 Francesco Navarra

 

GUIDA AL CONSUMO DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA

L’olio di oliva si differenzia dagli altri oli vegetali per l’elevato contenuto in acido oleico, un acido monoinsaturo che svolge un ruolo importante nella protezione della salute. E’ stato scientificamente provato che i grassi monoinsaturi, a differenza di quelli polinsaturi, sono in grado di abbassare il livello di colesterolo totale nel sangue e svolgono un’azione protettiva nei riguardi delle malattie cardiovascolari.

Gli effetti positivi dell’acido oleico nella prevenzione di queste malattie (che insieme ai tumori rappresentano la principale causa di morte tra le popolazioni dei paesi sviluppati) sono comuni a tutti gli oli di oliva, ma i vantaggi aumentano nel caso si tratti di olio extravergine di oliva. Questi vantaggi sono rappresentati dalla presenza nell’olio extravergine di steroli e delle vitamine liposolubili A, D ed E. A questi composti cosiddetti “minori”, recenti studi attribuiscono capacità protettive ed antiossidanti degli organi e dei tessuti dell’organismo, in grado di combattere alcuni fenomeni patologici come l’arteriosclerosi, l’invecchiamento e il cancro.

Anche se non è ancora certa la percentuale di aiuto che l’olio extra vergine è in grado di offrire alla lotta contro alcuni tipi di tumore, sono certe invece le elaborazioni statistiche delle malattie cancerogene in relazione alle abitudini alimentari.

La riduzione di alcuni tipi di cancro è, infatti, direttamente proporzionale all’uso di olio di oliva e di olio extra vergine. In Italia, ad esempio, il tasso di mortalità a causa di questo terribile male è molto contenuto nel Sud, dove si produce e si fa largo uso di olio di oliva. E’ più marcato nel Centro-Italia, ma aumenta sensibilmente al Nord, dove si vi sono abitudini alimentari legate ad una dieta maggiormente ricca di grassi animali.

L’olio di oliva è un grasso altamente digeribile. Possiamo usarne una quantità inferiore, riducendo il contenuto calorico complessivo della pietanza, a vantaggio della linea e del nostro palato. L’olio di oliva, inoltre, possiede un’estrema stabilità termica per la sua composizione in acidi grassi, la presenza di sostanze antiossidanti naturali e la bassa acidità. Queste caratteristiche rendono il prodotto adatto alle fritture più intense perché resiste meglio degli altri oli vegetali alle alte temperature.

E’ l’estensione in senso longitudinale della nostra penisola a determinare l’ampia varietà di cultivar di olive da olio in Italia. Da Nord a Sud s’incontra una molteplicità di espressioni organolettiche che conferiscono al prodotto locale una tipicità unica e spesso irripetibile. La vera ricchezza dell’olio extra vergine italiano sta nella sua diversità dalle miscele standard, alle quali ci ha abituato nel tempo un mercato poco attento al concetto di qualità, ed è esaltata dai mille sapori legati al luogo di produzione.

A livello locale, la realizzazione delle miscele non è sempre uguale, ma varia a seconda delle cultivar disponibili e dalla percentuale utilizzata. Gli altri fattori che contribuiscono a diversificare la produzione sono il clima, l’altitudine, il paesaggio rurale circostante. Fattori che conferiscono all’olio extra vergine profili organolettici costituiti da profumi, sensazioni e sapori caratteristici.

Si va dall’olio delicato, leggermente velato, dall’aroma dolcissimo e pronto per l’immediato consumo, a quello fruttato e ricco di sapore. C’è l’extra vergine con sapori di erbe mediterranee e quello con retrogusto amaro di mandorla con pizzicore lieve. Giallo oro, con tonalità intense e velato.

Dai riflessi verdi ed aranciati. Tutti i colori del sole, che racchiudono i mille sapori dell’olio extra vergine di oliva.

Francesco Navarra

 

COME AIUTARE GLI ANIMALI

A  tutti noi può capitare di imbattersi in un animale in difficoltà, un cane o un gatto abbandonato.

Non sempre si può intervenire personalmente, ma chi dobbiamo chiamare? Come dobbiamo comportarci?

Se troviamo un cane abbandonato bisogna contattare la Polizia Municipale del Comune sul cui territorio è stato avvistato l’animale, se l’orario è tale da non permettere la reperibilità dei Vigili, ci si rivolge ai Carabinieri. Saranno loro che provvederanno a mettersi in contatto con l’accalappiacani di turno.

Dopodiché il cane sarà portato al canile di zona  dove sarà visitato, sverminato, vaccinato e tatuato e dopo 60 giorni potrà essere adottato. Nel caso in cui il cane sia già tatuato, sarà contattato il proprietario che avrà tempo 60 giorni per riappropriarsene.

C’è da dire che il tatuaggio è obbligatorio e coloro che non lo fanno possono incorrere in sanzioni amministrative, per tatuare il proprio cane basta presentarsi ogni primo sabato del mese dalle ore 9.00 in poi al canile di Ossia oppure al proprio veterinario di fiducia.

Chi però intende tenere con se un cane trovatello deve comunque avvisare i canili di zona e la Polizia Municipale perché potrebbe essersi solo smarrito e magari qualcuno lo cerca, rischiando così di incorrere in un’accusa di furto! Se l’animale è ferito, bisogna segnalarlo a Vigili o Carabinieri che così potranno avvertire per tempo il veterinario. Se però le condizioni sono gravi è meglio portare l’animale al più vicino pronto soccorso veterinario, in questo caso sarete voi a pagare le spese. Ricordatevi infine che un animale ferito è un animale spaventato, perciò avvicinatevi lentamente, senza fretta o movimenti bruschi, tendete la mano dal basso, mai dall’alto rispetto al muso, dopodiché tentate di mettergli un collare anche improvvisato di modo che non scappi prima che arrivino i soccorsi.

Etruria Animals Defendly

Barbara Marchetti

 

ASSOCIZIONE ARALDI DI S.MARGHERITA

Una messsa per padre Francesco

Si avvertono e si invitano tutti gli Araldi di S. Margherita, giovani e vecchi, domenica 4 Maggio alle ore 10,00 presso la Basilica di S. Margherita, alla S. Messa per ricordare il carissimo, primo Direttore,  P. Francesco Poletti, recentemente scomparso e il 38° di fondazione della nostra associazione.

Cordiali saluti.

Giorgio Giusti

 

LETTERA DEL VESCOVO  BASSETTI ALLA COMUNITÀ

La visita pastorale

Ho un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati o meglio per rinfrancarmi con voi e fra voi mediante la fede che abbiamo in comune, io e voi” (Rm 1/11/12).

Con queste parole che S.Paolo rivolge ai cristiani di Roma, il vescovo Gualtiero Bassetti apre la  lettera inviata, in occasione della Pasqua, ai cortonesi. Anche, lui come Paolo, ha un ardente desiderio di comunicare i beni spirituali della grazia alla gente, e questo avverrà nel corso della Sua visita pastorale. Sollecita quindi i fedeli alla preghiera e alla penitenza. Indica i tempi e i modi della visita:

giovedì 7 agosto 2003, per S. Donato patrono della Diocesi,  nel duomo di Arezzo sarà promulgato il decreto di indizione della visita pastorale;

sabato 11 ottobre, nella basilica di S.Domenico inizierà solennemente la visita pastorale. Successivamente la visita proseguirà nelle altre zone di Cortona e di Sansepolcro.

I modi saranno intonati alla semplicità. La venuta del Vescovo non sarà circondata di aspetti esteriori. Non saranno organizzati incontri protocollari e accademici. La parrocchia, durante la visita pastorale, si presenterà nella sua vita ordinaria. La visita comprenderà essenzialmente celebrazioni e incontri con i fedeli. Gradita la presenza delle associazioni ecclesiali e sociali e delle istituzioni locali.

Il Vescovo dedicherà uno spazio di tempo alle persone che hanno problemi da esporre, anche in riferimento alla propria situazione religiosa.

Perché la visita pastorale possa essere vissuta da tutti come un’occasione di grazia, il Vescovo ritiene importante una riflessione sui grandi temi della fede, dell’uomo, della chiesa. Auspicabile anche una rinnovata presenza della comunità diocesana di fronte alle sfide del nostro tempo, quali: la nuova evangelizzazione, la collaborazione tra le varie realtà ecclesiali, il ruolo dei laici, la povertà di oggi, le trasformazioni culturali e sociali.

Infine una preghiera verrà rivolta coralmente a Gesù Cristo.

Questa dunque la prima visita del terzo millennio nella diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro.

Ma fino dai tempi più antichi si trova sancito l’obbligo per il Vescovo di prendere conoscienza diretta del territorio a lui affidato, mediante periodiche visite. Il nome stesso di Vescovo etimologicamente esprime questo suo obbligo di ispezionare, per rilevare eventuali irregolarità e mancanze tanto nel clero che nel popolo e provvedervi con diligenza.

Alcuni hanno voluto vedere nei viaggi degli apostoli Pietro e Paolo il primo germe delle visite pastorali, ma mi sembra che sia un far risalire troppo oltre l’origine della “visitatio”. Questa è essenzialmente un controllo delle condizioni materiali e spirituali della diocesi. Gli apostoli visitavano le genti per portare ad esse una religione nuova. Invece con i Padri della chiesa incontriamo i primi zelanti e energici vescovi, quali Ignazio di Antiochia, Eusebio e Basilio di Cesarea, Ambrogio di Milano, Agostino di Ippona.

La visita pastorale sorse da esigenze sentite dal vescovo, non da norme giudiriche. Ben presto però i Concili si occuparono di essa e dettarono norme.

Cortona del resto possiede il più antico codice di visite pastorali della Toscana. La prima visita, compiuta da Ranieri Ubertini, è del 1337. Il codice fu da me scoperto, trascritto e commentato. Lo studio ha dato luogo da parte  mia a pubblicazioni varie di carattere storico a partire dal 1960.

N.B.: La Diocesi, dal 20 al 26 luglio, si recherà  in pellegrinaggio a Lourdes per invocare la protezione di Maria SS.

Noemi Meoni

 

PADRE UMBERTO BETTI: UN TEOLOGO DEL VATICANO II

Non é davvero facile, in una semplice intervista, fare emergere la figura di p. Umberto Betti che ha realizzato un’attività culturale per tutta la vita al servizio della teologia e della Chiesa. Francescano dei Frati Minori, nato a pieve S. Stefano (Arezzo) il 7 marzo 1922, dopo aver conseguito il Dottorato in teologia dogmatica ed essersi perfezionato all’Università Cattolica di Lovanio, nel luglio del 1964 fu nominato professore del Pontificio Ateneo Antoniano di Roma dove ha insegnato fino al 27 settembre 1991.

Sarebbe lungo riportare l’elenco degli incarichi e delle attività di questo confratello che ha fatto onore alla Provincia toscana dei Frati minori.

Consultore della Commissione teologica preparatoria al Vaticano II, di cui fu poi Perito e contribui validamente a realizzare le Costituzioni Dogmatiche Dei verbum e Lumen gentium, riscuotendo una particolare fiducia dal sommo Pontefice Paolo VI che disse di lui: “Siamo lieti di conoscerla di persona. Sappiamo che lei ha lavorato molto e molto bene per il Concilio. Da più persone e più volte ci è stato parlato di Lei e ne abbiamo ricevuta ottima testimonianza”.

Molti e importanti gli incarichi nella Curia romana. Dal 1991 al 1995 fu nominato dal santo Padre Giovanni Paolo II Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, nonostante la tradizione di quella Università. Una volta Papa Woityla in visita al Seminario romano domandò agli studenti se erano contenti del nuovo Rettore. Fu una risposta decisamente affermativa. E il Papa commentò: “La dizione ufficiale è Rettore Magnifico, ma avete veramente un Magnifico Rettore”.

Come ricorda il suo rettorato al Laterano?

L’attuale Rettore ha affermato che seppi imprimere, in un periodo non facile, uno slancio accademico che è ricordato ancora oggi con piacere e riconoscenza da parte di tutti.

Nell’Ordine, oltre all’attività d’insegnante nell’Ateneo Antoniano, ne fu Rettore Magnifico dal 1975 al 1978.

Lasciando da parte i titoli onorifici che gli sono stati attribuiti, vorremmo ricordare il ringraziamento autografo rilasciatogli da Papa Giovanni Paolo II il 12 dicembre 2002 dove il Santo Padre fa un ampio elogio della attività e della dottrina di padre Umberto. Da ricordarsi il conferimento del diploma di Accademico Emerito da parte della Pontificia Accademia di teologia, nonché il Fiorino d’oro consegnatogli nel Salone de’ Dugento a Firenze, come teologo personale dell’Arcivescovo mons. Ermenegildo Florit; unitamente a lui contribuì alla redazione dei due documenti conciliari innovativiti sulla Collegialità Episcopale e sulla Tradizione. Un lavoro impegnativo da far scrivere a mons. Rino Fisichella, Rettore dell’Università Lateranense, che p. Betti fu uno degli artefici più esperti durante i lavori del Vaticano II”.  Attualmente p. Betti vive nella Casa di Riposo San Francesco sulla collina fiesolana, ma si dedica ancora ai suoi studi particolari e sta allungando la serie delle sue pubblicazioni con un nuovo e importantissimo libro: Il diario del Concilio, edito dalle Dehoniane. Quest’opera più recente sarà presentata a Firenze e precisamente al Gabinetto Viesseux perché i valori del Concilio interessano e agiscono nella società civile.

E il contenuto del libro?

E’ un libro di ricordi, in cui viene descritto il duro e faticoso lavoro per arrivare al lesto definitivo sulla Tradizione e sulla Collegialità episcopale. Sulla storia di questi due testi ho scritto due volumi. Ora, nella mia maturità voglio ricordare le hattute con i grandi teologi del Concilio, le dispute con i Padri Conciliari e le assicurazioni a mons. Florit perché superasse i propri ripensamenti.

Quali sono le sue pubblicazioni che reputa le più importanti?

La Dottrina del Concilio Vaticano II sulla trasmissione della rivelazione e La Dottrina sull’episcopato del Concilio Vaticano II.

Perché fin da giovane si dedicò allo studio della teologia?

Veramente fui mandato a Roma per studiare Sacra scrittura e quindi per prendere la Cattedra di p. Donato Baldi, già anziano. Però tra i frati in Toscana c’era hisogno di un insegnante di teologia dogmatica e io seguii i desideri dei miei superiori scegliendo questa facoltà che mi era sempre piaciuta.

Come ricorda il giorno e l’argomento della sua tesi di laurea?

La tesi fu questa: “I sacramenti in genere all’inizio della grande Scolastica”. Ricordo quel giorno con trepidazione sì, ma anche con la sicurezza di chi conosce il terreno in cui si muove.

Furono facili i primi anni di insegnamento in un ambiente universitario internazionale?

Non ho mai avuto simpatia per le cose facili.

Cosa pensa di quei teologi che pretendono di essere sentinelle avanzate sulle dottrina della Chiesa?

Se si considerano avanzati peccano di presunzione.

Il Magistero ecclesiastico di oggi è al passo con i tempi?

Non è al passo con le decisioni del Concilio. Purtroppo.

Come vede Lei la Chiesa del tremila?

Se questa vuol essere sulla strada giusta deve tener conto dell’insegnamento ricevuto dal Vaticano II. Non può mettere dietro le spalle un Concilio così importante.

Lei, studiando teologia dogmatica, ha scoperto veramente la serenità della vita?

Credo di sì, ma preferirei però che fosse riportato il parere di Rino Fisichella: “E’ giusto rendere dovuto merito a p. Betti per quanto ha compiuto a favore della

Chiesa, della teologia e per l’impegno che egli ha profuso nella ricerca scientifica con le sue pubblicazioni e il suo insegnamento”.

Pensa di essersi realizzato come sacerdote e insegnante?

Quanta fatica! Ma anche tante soddisfazioni! Comunque spero di aver raggiunto l’ideale della mia vita: il lavoro per la Chiesa, per la cultura e per l’umanità. Perciò posso dichiararmi contento.

Padre Ugolino Vagnuzzi

 

Domenica  4 maggio 2003

Lc 24, 35-48

UN MISTERIOSO ACCOMPAGNATORE

Nessuno può arrogarsi anche solo in parte quello che Gesù dice di essere: via, verità e vita, anche perché queste tre cose sono legate tra loro. Chi infatti sa di essere nel vero è istintivamente portato a trasmetterlo, divenendo conduttore e via per altri e aprendo loro un più facile cammino di vita.

La conferma oggettiva a questo riguardo è nell’incontro di Gesù risorto coi discepoli di Emmaus, dove i tre elementi detti sopra emergono con forza. La via, non solo come percorso da Gerusalemme a Emmaus ma come momento di vita, è per i due discepoli incerta e buia, confessano infatti che le loro speranze stanno tramontando: speravamo ma ormai..., ed ecco che spunta all’improvviso un viandante che si aggiunge a loro come comunicatore di verità:

Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse  queste cose per entrare nella sua gloria? E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò a loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Vi sono delle verità difficili ad accettare perché richiedono disponibilità e coraggio, come avviene quando un medico cerca di assicurarsi la piena collaborazione del paziente allorché la ripresa è possibile ma richiede sacrifici e costanza. Solo dopo aver concesso questa collaborazione e recuperata la salute il paziente si renderà conto quale valore ha avuto affidarsi alla persona che lo ha guarito.

E’ appunto ciò che è accaduto ai due di Emmaus che, come atto di fiducia nel misterioso accompagnatore, lo hanno invitato a fermarsi in casa loro mentre egli accennava a voler continuare il suo cammino. Solo dopo confesseranno che l’aver credito alle sue parole: Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino? li ha portati al recupero della fede che erano sul punto di perdere, e li ha abilitati a riconoscere nel misterioso viandante il loro Signore: Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero.

La difficoltà da superare era di accettare un Messia-salvatore il cui trionfo era legato all’umiliazione della croce:, difficoltà per ogni altro credente in Cristo che in tanti momenti di vita deve mettere la parte la sua istintiva saggezza per accogliere una diversa e difficile verità e camminare in questa nuova via per giungere ad assaporare il vero senso della vita.

Cellario

 

 

SCADENZARIO FISCALE E AMMINISTRATIVO

(a cura di alessandro venturi)

scadenze di mercoledì  16 maggio

imposta sui redditi - sostituti d’imposta - ritenute alla fonte- Scade il termine per il versamento delle ritenute operate nel corso del mese precedente sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, sui redditi di lavoro autonomo, etc.

iva - liquidazione e versamentO - Scade il termine per effettuare la liquidazione periodica ed il versamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

datori di lavoro e committenti - Scade il termine per il versamento dei contributi relativi ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori coordinati e continuativi.

INPS - ARTIGIANI E COMMERCIANTI - Scade il termine per effettuare il pagamento dei contributi calcolati sul minimale di reddito.

CONDONI - Il temine per aderire alle sanatorie (come peraltro preavvisato nell’ultimo scadenzario) è stato prorogato al 16 maggio prossimo.

 

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POLITICA

 

ARIA DI NOVITÀ NEL CONSIGLIO COMUNALE

Intervista a Nicola Carini (A.N.) che ha sostituito il collega di partito Fabio Faltoni

Lo scenario politico locale ha subito importanti cambiamenti in queste settimane: un giovanissimo ha varcato la soglia del “parlamentino” cortonese….

Si tratta di Nicola Carini, ventiquattrenne, che ha sostituito,nelle fila di An,il collega dimissionario Fabio Faltoni.

Ci è sembrato opportuno, come da tradizione del nostro giornale, presentare ai lettori il nuovo componente, evidenziandone le proposte caratterizzanti che lo impegneranno nell’ultimo scorcio di legislatura.

 

Per prima cosa, raccontaci qualcosa di te?

Mi chiamo Nicola Carini e sono nato a Cortona il 12/02/79. Ho conseguito, nell’anno scolastico 97/98,il diploma di liceo linguistico presso l’Istituto Mecenate di Arezzo.

Oltre alle lingue la mia più grande passione è lo sport, il particolare il tennis, dove ho raggiunto buoni risultati e grazie al quale oggi svolgo una bellissima e stimolante professione.

Attualmente ricopro la carica di maestro, assieme a due bravissimi colleghi presso il C.T. Giotto di Arezzo.

 

Come nasce la tua passione per la politica che si è trasformata in militanza attiva?

Fin dalla mia infanzia, sono stato sicuramente influenzato dal contesto socio-familiare, nel senso che ho vissuto fin da adolescente il senso di appartenenza ad una formazione politica ed ho compreso l’importanza di lottare per un ideale in cui si crede fermamente.

In effetti rappresenti un’eccezione, dal momento che la grande maggioranza dei tuoi coetanei non solo non assume cariche esponenziali,ma neppure si interessa della discussione politica quotidiana.  Che messaggio ritieni giusto trasmettere ai tuoi coetanei? 

Pur comprendendo i motivi che spesso spingono i ragazzi ad allontanarsi dall’attività politica, credo che loro impegno possa essere utile alla società soprattutto al fine di costruire la classe dirigente del futuro, avvicinandola alle esigenze effettive della popolazione.

 

Sul piano pratico ai qualche progetto al quale tieni particolarmente?

Tra i miei obiettivi  sicuramente c’è quello di valorizzare di più Cortona cercando di trovare un sistema per porre fine vuoi per mancanza di servizi, vuoi per costi gestionali troppo elevati, vuoi per scomodità (vedi parcheggi) all’abbandono sempre più frequente della nostra splendida cittadina.

A tal proposito credo che la costruzione di un nuovo parcheggio non potrà risolvere il problema, per questo sto lavorando per cercare di istituire a Cortona un servizio pubblico sul modello dell’A.t.a.m. di Arezzo.

Questo sarebbe utile sia per il centro storico, che grazie a dei piccoli bus (vedi Firenze) sarebbe coperto anche nelle zone più scomode tipo zona ospedale, zona poggio, sia e soprattutto per le frazioni alle quali verrebbe dato un ottimo servizio, limitando ai propri abitanti l’uso della macchina riducendo così l’inquinamento e il traffico.

 

Cosa pensi del rapporto tra maggioranza e opposizione all’interno di consiglio comunale  cittadino? Più specificamente ritieni che le conflittualità derivanti dalle opzioni politiche di  fondo debbano ripercuotersi necessariamente sulle questioni pratiche quotidiane di rango

amministrativo?

Penso che se a livello nazionale c’è ed è giusto che ci sia una divisione netta tra gli schieramenti di centro destra e centro sinistra, a livello locale queste divisioni dovrebbero essere meno accentuate e dovrebbero cercare di raggiungere soprattutto il bene della collettività visto anche che le questioni e le problematiche locali  di cui discutiamo ed che approviamo in Consiglio Comunale le ritroviamo poi nella vita di tutti i giorni.

Con questo non voglio dire che l’opposizione debba essere lassista o la maggioranza farsi influenzare e non portare avanti la propria politica, ma credo che un dialogo costruttivo possa giovare soprattutto ai cittadini.

 

Siamo arrivati alla fine della nostra intervista c’è qualche altra cosa che desideri aggiungere?

Colgo l’occasione per portare il mio saluto e l’augurio di buon lavoro a tutto il consiglio ma soprattutto intendo ringraziare per lo splendido operato che il mio collega, Fabio Faltoni, ha realizzato per la comunità e per il partito, sperando di dimostrarmi alla sua altezza.

La redazione augura al giovane consigliere un buon lavoro, confidando nelle energie e nell’entusiasmo che sicuramente saprà dimostrare.

Maria Teresa Rencinai

 

I LIONS E IL TRICOLORE D’ITALIA

Storia del Tricolore d’Italia. Una sera a cena con la Bandiera è il tema del meeting organizzato dal Lions Club Cortona Valdichiana Host in collaborazione con il Lions Club Casentino, l’Associazione Industriali e i Giovani Industriali di Arezzo.

La serata si è svolta presso il nuovissimo Hotel Planet di Rigutino (AR), sabato 12 aprile. Ha presentato e organizzato la serata il socio Mario Bernardinl che ha introdotto il relatore dott. Mino Faralli, capitano in congedo dei Carabinieri, appassionato cultore di storia della nostra patria e l’illustre ospite, tra i peraltro numerosi altri, senatrice Grazia Sestini, Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che è intervenuto m rappresentanza del Governo della nostra Repubblica.

La bandiera tricolore fu adottata per la prima volta nel 1797 dalla Repubblica Cispadana, all’epoca delle campagna d’Italia del generale Napoleone Bonaparte.

In quel periodo nel quale il nostro paese era attraversato dalle vittoriose armate francesi, gli antichi stati assoluti furono repentinamente soppiantati da numerose repubbliche di ispirazione giacobina, peraltro di breve durata, che quasi tutte, con varianti di colore, adottarono bandiere caratterizzate da tre fasce di eguali dimensioni ispirate alla bandiera francese di allora.

I colori preferiti furono il bianco, il rosso e il verde. Il bianco e il rosso comparivano già da tempo immemore nello stemma comunale di Milano, mentre erano di colore verde le uniformi della guardia civica milanese.

Con la Restaurazione del 1814, il vessillo tricolore fu soffocato, ma continuò ad essere innalzato durante i moti risorgimentali diventando il simbolo della riscossa nazionale contro la dominazione austriaca.

Nel 1925 fu codificato per legge il modello della bandiera nazionale che sopravvisse anche alla caduta della monarchia e con l’avvento dell’attuale repubblica la bandiera figura addirittura nel novero dei principi fondamentali contenuti nella  Carta Costituzionale dove all’articolo 12 si prevede che “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Alessandro Venturi

 

L’ULIVO CHE VOGLIAMO

L’articolo pubblicato sulla pagina politica del  n.7 di questo giornale, riguardante le possibili candidature di Tito Barbini ad Arezzo e quelle di Rachini o Vignini a Cortona, aveva sicuramente lo scopo di stuzzicare il dibattito politico locale, visto che per adesso si commenta tutto sul sentito dire o su ipotesi tutte da verificare.

Da quanto si è potuto capire ad oggi sulla base di articoli pubblicati sulla stampa e dal contenuto di trasmissioni televisive, nel centrosinistra si dovrebbe decidere tutto all’interno dei DS, tant’è che si è capito che non solo propongono la candidatura di Barbini al Comune di Arezzo, ma intendono mantenere anche la Provincia di Arezzo e possibilmente i sindaci di tutti gli altri comuni fra cui Cortona, scusate ci eravamo dimenticati delle circoscrizioni di Arezzo dove attualmente i Presidenti sono tutti DS.

Così come vengono poste le questioni, sorgono spontanee alcune osservazioni.

La prima riguarda il fatto che partendo dai nomi, che pure sono importanti non si arriverà a mettere insieme una maggioranza politica ed elettorale, perché salta la fondamentale questione dei programmi da proporre ai cittadini.

La seconda riguarda il fatto che per adesso il tavolo dell’Ulivo è stato costituito soltanto a livello  provinciale e aretino, in tutti gli altri comuni e vallate, ancora non è stato costituito.

La terza riguarda il rapporto con Rifondazione Comunista e la quarta l’apertura dell’Ulivo alle Associazioni e Movimenti.

Vi sono state prese di posizione pubbliche e documenti sottoscritti a livello provinciale da Socialisti, Verdi e Comunisti Italiani che in modo inequivocabile hanno chiesto la pari dignità all’interno della coalizione e che l’intesa politico-programmatica riguardasse la Provincia, il Comune di Arezzo e tutti gli altri comuni, nonché gli enti ed organismi sovracomunali.

Evidentemente, certi epigoni della vecchia e nuova politica, buoni per tutte le stagioni, non solo non intendono andarsene in pensione, ma anzi si autopropongono come rinnovatori della politica incuranti di come cambia la società e del parere degli altri alleati, che nel caso specifico, hanno ribadito più volte che il partito che esprimerà il candidato a sindaco della città di Arezzo, non potrà richiedere la candidatura alla Presidenza della Provincia; che  i candidati alla Provincia, a sindaco di Arezzo e dei comuni dove si vota con il doppio turno, dovranno essere affiancati da una parte della squadra che formerà la giunta.

Da ciò ne discende che i partiti minori della coalizione non intendono fare le comparse e i portatori d’acqua, lasciando ai DS il ruolo di rappresentare l’Ulivo ed il centrosinistra.

Per quanto concerne i Verdi, chiedono che si proceda alla costituzione di un Ulivo allargato e partecipato, aperto a tutti i movimenti ed associazione che con il loro contributo di idee e partecipazione hanno consentito di promuovere grandi manifestazione come quelle sulla Pace, ma anche sulle tematiche riguardanti la globalizzazione, come l’azzeramento del debito dei paesi poveri, l’uso delle energie, la lotta alle malattie e la fame nel terzo e quarto

Mondo,  sulle biotecnologie,  lo sviluppo sostenibile e il bilancio partecipato.

La coalizione, evidentemente, per vincere contro la politica del centrodestra avrà bisogno del massimo di unità e pertanto i Verdi chiedono che il tavolo del centrosinistra si apra da Italia dei Valori a Rifondazione Comunista in un rapporto che esalti le diversità e le identità in quanto valori interni alla coalizione così che tutte le culture e le anime del centrosinistra vengano rappresentate e valorizzate.

La  questione dei programmi diventa poi fondamentale, anche perché il programma delle forze riformiste dovrà distinguersi in modo chiaro rispetto a quello del Polo, in particolare sulla politica urbanistica ed ambientale, sulla tutela e allargamento dei diritti dei cittadini, sulle questioni della scuola e della sanità, sulla gestione delle risorse come l’acqua e i rifiuti e su quelle delle politiche sociali e assistenziali.

Secondo i Verdi i programmi dovranno tracciare le linee guida, sulle quali poi si svilupperà l’azione di governo delle singole amministrazioni, anche per mantenere un rapporto autonomo  fra politica e amministrazione in modo corretto senza che vi sia una eccessiva ingerenza da parte dei partiti, limite purtroppo avvertito in gran parte delle amministrazioni sia governate dal Polo che dal Centrosinistra.

Ad oggi, i Verdi vista la confusione che regna all’interno dell’Ulivo, hanno una sola certezza, che presenteranno una loro lista alle elezioni comunali del 2004, che entro la fine dell’estate prepareranno il loro programma  e che verrà comunicato ai cittadini il loro candidato a Sindaco.

Verdi Cortona

 

QUALE AGRICOLTURA?

La Margherita di Cortona, parte integrante della maggioranza di centrosinistra che guida il Comune di Cortona, il 10 maggio prossimo organizza un importante incontro-dibattito che ha per tema: “Quale agricoltura negli anni 2000? Un progetto per la Valdichiana e l’acqua di Montedoglio”. E’ questo il tema dell’iniziativa voluta dal Circolo Camuciese e sostenuta anche dal Circolo Cortonese della Margherita. L’incontro vuole essere un momento di confronto con gli operatori del settore non solo del Comune di Cortona, ma anche dell’Intera Valdichiana Aretina e Senese. I temi all’ordine del giorno riguardano le problematiche del settore, in relazione alle nuove battaglie che investono gli operatori agricoli, dalla globalizzazione alla necessità di confrontarsi con le normative nazionali ed europee. E’ evidente infatti che in ambito europeo vi è il rischio concreto di vedere dequalificare la produzione italiana che in molti casi è nettamente superiore per qualità agli standards comunitari.

Allo stesso modo vi è l’esigenza di salvaguardare la specifica esperienza degli agriturismi che in questi ultimi anni hanno vissuto una crescita esponenziale e che rappresentano, specie per il nostro territorio, una fonte di ricchezza e un grande serbatoio di nuove occasioni di lavoro. Maggiore attenzione comunque dovrà essere posta alla futura gestione dell’acqua della diga di Montedoglio che, una volta ultimati i lavori, costituirà un elemento fondamentale e indispensabile per mettersi alla pari con l’agguerrita concorrenza e potrà attivare nuove colture e nuove iniziative aziendali.

Con l’acqua della diga del Montedoglio gli agricoltori della Valdichiana potranno mettersi alla pari sia con gli operatori del CentroNord sia con quelli degli altri paesi Europei, così da uscire una volta per tutte dal provincialismo tuttora in atto per proiettarsi in una dimensione industriale e competitiva.

Relatori del Convegno saranno: il Deputato del Collegio  Valdichiana  on.  Rosy  Bindi,  l’assessore  Regionale all’Agricoltura Tito Barbini, l’on. Luca Marcora membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, l’on. Giuseppe Fanfani e altri eminenti esperti del settore.

Saranno possibili interventi da parte degli operatori agricoli e di chiunque abbia interesse ai problemi dell’agricoltura.

La Margherita

Circoli di Cortona e Camucia

 

GRAZIE IVAN LANDI

In risposta all’intervento del consigliere Ivan Landi

pubblicato il 31 marzo 2003

E’ con grande piacere che ho letto le bellissime righe dedicatemi da Ivan Landi nello scorso numero de L’Etruria. Ed anche con un certo imbarazzo, dato che tutti quei complimenti non sono certo di meritarli. Ma l’amico Ivan non ha badato a spese, e con tutta la sincerità che lo contraddistingue ha voluto in quel modo salutare le dimissioni di un avversario politico. Avversario che lo ringrazia commosso per un gesto così forte e inusuale, e per questo ancor di più significativo.

Questo è il bello della politica, questa è la parte bella della politica, almeno di quella locale.

E lo dico anche per tranquillizzare i lettori che potrebbero pensare a dei salamelecchi gratuiti o ad una inutile pantomima.

In qualità di politici e di amministratori locali, pur nel rigoroso rispetto dei nostri ruoli, non penso che i cittadini ci chiedano di essere nemici, ma che invece ognuno svolga con passione e fermezza il proprio compito, chi in maggioranza, chi in minoranza, nell’esclusivo bene di Cortona. Ed è seguendo tale indirizzo che talvolta Ivan ed io ci siamo trovati a votare allo stesso modo, solo perché pensavamo semplicemente di andare incontro alle effettive esigenze dei cortonesi e del territorio.

La passione civile, la consapevolezza di un compito non facile e la forza di rappresentare i cittadini dovrebbero sempre guidare l’azione del consigliere comunale, sono certo che l’amico Ivan tutto ciò ha portato e porta nel suo agire.

Sembrandomi fuori luogo rispondere a dei complimenti con altrettanti complimenti, che pure merita, lo ringrazio ancora per il gradito e inaspettato saluto e gli formulo i migliori auguri per la sua attività di consigliere comunale, un’attività e un entusiasmo, lo posso testimoniare, mai venuti meno in questi anni e sempre supportati dalla volontà di migliorare le cose.

Fabio Faltoni

P.S.: Essendo ormai il sottoscritto troppo poco giovane, diciamo così, per sperare di rimettersi a studiare con profitto, ma confidando anch’egli nella Provvidenza, prende come buon auspicio di un eventuale e magari meritato honoris causa la tua  generosa attribuzione dell’immeritato titolo di dott.

 

PIANI STRUTTURALI, PERCHÉ CORTONA FUORI?

Interrogazione

Il sottoscritto consigliere comunale di Alleanza Nazionale Luciano Meoni

VISTO

L’articolo apparso nel quotidiano il Sole-24 Ore di lunedì 17 marzo 2003 pagina 9, dove si parla nello specifico dei tempi per la definizione dei piani strutturali e dove 225 Comuni toscani hanno avviato le procedure di inizio, e solo 76 hanno concluso l’iter (pari ad un 26,4%) quindi sono arrivati ad avere un piano di “nuova generazione”.

CONSIDERATO

Che il nostro comune, almeno da quanto riportato nell’articolo, sarebbe fra i 18 comuni toscani che risultano al limite della scadenza.

CHIEDE

- Dopo che il consiglio ha approvato l’avvio del procedimento, in quale fase si trova ad oggi il piano strutturale.

- Perché il nostro comune, nonostante l’approvazione del consiglio, risulta ad oggi fra quelli che non hanno iniziato il procedimento, ed aventi come scadenza fine marzo.

- Se non rispetteremo tali date quali ripercussioni avrà il nostro territorio visti i richiami fatti dalla  regione ai comuni.

Per quanto sopra esposto si richiede risposta verbale e scritta.

Il Consigliere comune di A.N.

Luciano Meoni

 

Trascrizione su nastro vuoto

Io sottoscritto consigliere comunale di Alleanza Nazionale Luciano Meoni

RILEVATO

Che ad oggi e nonostante siano trascorsi oltre 60 gg. dalla mia richiesta datata 9 dicembre 2002, dove richiedevo copia trascrizione della registrazione del mio intervento e della “risposta” datami dal sig. Sindaco, in riferimento al consiglio comunale del 29 novembre 2002, non mi è stata data nessuna trascrizione.

PRESO ATTO

Che nel consiglio comunale, di sabato 15 marzo 2003 dopo la chiusura dei lavori, informalmente, ma con grande senso del dovere, il dott. Fierli segretario generale, mi informava alla presenza del capogruppo di A.N. Giuliano Marchetti, che la trascrizione della registrazione non poteva essere fatta perché dopo il mio intervento in nastro risulta “vuoto”.

CHIEDE

- Perché solo ad oggi viene scoperto che il nastro è “vuoto”, quindi non risulta nessuna risposta del sig. Sindaca.

- Perché il registratore che dovrebbe essere sempre e comunque accesso, proprio in quella fase delicata non ha registrato, forse era stato spento, oppure qualche problema tecnico ha impedito la registrazione.

CHIEDE ALTRESI’

Una risposta “urgentissima” verbale e scritta, ed una spiegazione del fatto, da parte del sig. Sindaco, certo e in ogni caso che non mi limiterà solo a questo.

Consigliere Comunale di A.N.

Luciano Meoni

 

MENSE SCOLATICHE

Il sottoscritto consigliere comunale di Alleanza Nazionale Luciano Meoni interroga il sig. Sindaco e l’Assessore al ramo per sapere se risulta vera la voce perciò le mense scolastiche sarebbero servite direttamente da un unico centro di distribuzione.

 

CONSIDERATO

Che molte cucine, tipo quella della Scuola del Sodo, sarebbero da poco modernizzate e funzionali, quindi con costi elevati di denaro pubblico e che le vivande preparate all’istante in sede, almeno per la termicità hanno sicuramente un risultato ottimo rispetto alle vivande trasportate.

 

CONSIDERATO ALTRESI’

Che già in altri comuni, dove sono state concentrate le cucine, si sarebbero verificati dei casi molto gravi di mancanza igienica, cibi poco controllati e prodotti di scarsa qualità compresa la carne. Visto che si parla dell’alimentazione di bambini e ragazzi.

 

CHIEDE

- Chi gestirà l’intera struttura e se il comune avrà all’interno un suo responsabile.

- Perché si sarebbe intrapresa un’iniziativa di questo tipo, quando potremmo gestire il tutto a livello interno e se i costi per l’Amministrazione saranno uguali, minori o maggiore rispetto all’attuale.

- Chi è la ditta che gestirà questo servizio e se la stessa svolge già in altri comuni una simile gestione e che fine faranno le cucine da poco rinnovate.

Per quanto sopra esposto, si richiede una risposta verbale e  scritta piuttosto sollecita.

Consigliere Comunale di A.N.

 

 

 

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SPORT

 

 

Allenata dal cortonese Antonio Marchesini

IL POZZO CONQUISTA GLI SPAREGGI PER LA PROMOZIONE

La squadra del Pozzo era partita in sordina in questo campionato. L’obbiettivo principale era quello di conquistare il più presto possibile la salvezza, con una squadra che non era stata costruita per conseguire grandi traguardi; infatti la rosa era di 19 giocatori e nel corso del campionato due di questi si sono defilati per problemi personali sostituiti da due arrivi che hanno sostanzialmente mantenuto inalterato il valore del gruppo.

Ma dopo poche gare dall’inizio del campionato ci si è subito accorti che il valore del gruppo era ben maggiore della somma dei singoli giocatori e che l’allenatore Marchesini stava dando una impronta ben decisa alla sua formazione tanto da farne una temibile avversaria per tutte quelle squadre che inizialmente avevano puntato al traguardo della promozione.

Solo l’Alberoro in virtù di uno strapotere tecnico-tattico è riuscito a fare storia a sè mentre tutte le altre pretendenti si sono dovute scontrare contro questa bella realtà, uscendone alla fine sconfitte, sia in classifica che sul campo.

Quando manca ormai solo una gara al termine del campionato Il Pozzo è definitivamente secondo con quattro punti di vantaggio sul Montecchio  e quindi andrà a giocarsi le sue chances di promozione  per l’accesso alla Prima Categoria.

Il Pozzo ha avuto un rullino davvero impressionante con ben 17 vittorie, 9 pareggi e solo 3 sconfitte; in casa sono state giocate solo 12 delle 15 gare, tre si sono giocate sul neutro di Rigutino, per impraticabilità del campo. Ben 60 i punti sin qui conquistati (ultima gara contro il Chianciano il 27/4) 4 di vantaggio sul Montecchio ; nelle ultime 23 gare ha perso solo contro l’Alberoro, in trasferta. Ha conquistato il secondo posto in campionato a tre quarti del torneo e da allora non l’ha più lasciato.

Ha conquistato, a una gara dal termine, 7 punti in più che nel girone di andata, a dimostrazione di una preparazione ottimale e di un modulo efficace sempre di più, man mano che i giocatori lo hanno assimilato.

Una squadra giovane, su 19 giocatori 7 sono i fuori quota(nati dopo il 1/1/80) composta da molti giocatori locali.

Inoltre la squadra è seconda in Coppa Disciplina dietro alla Virtus Chianciano nella seconda cat.girone N.: in Toscana su 180 squadre si trova al 15° posto a dimostrazione che si possono raggiungere buoni traguardi rispettando gli avversari e giocando “puliti” senza eccessivo ricorso alla violenza, una dote che aumenta le benemeranze di questa formazione e che potrebbe tornare utile anche nella classifica di merito per eventuali ripescaggi.

Per quanto riguarda gli spareggi promozione per l’accesso alla Prima Categoria il secondo posto garantisce l’ingresso in un girone formato dalle altre seconde arrivate nei gironi L ed M.

Saranno gironi divisi per territorio e composti da tre o quattro squadre in cui la prima passa direttamente mentre poi ci saranno dei ripescaggi.

La squadra allenata da Marchesini è già comunque considerata a detta di allenatori e  addetti ai lavori come la rivelazione del campionato; il collettivo è la sua forza ed il gioco offensivo che le ha conferito Marchesini ne ha fatta una squadra temibile e ben equilibrata che sa affrontare ,senza scomporsi, anche compagini più forti arrivandone a sfruttare i punti  deboli.

Le tre punte dell’attacco hanno segnato ben 30 goals e questo ne fa il 4° attacco del campionato, e la difesa e la 3a meno perforata.

Una squadra ancora in forma e che può quindi giocarsi a pieno titolo tutte le sue carte per una promozione che sarebbe davvero un evento eccezionale per una piccola società ma che si sta meritando questo traguardo.

Riccardo Fiorenzuoli

 

Personaggi sportivi in estinsione

“GIOTTO” DELLA FRATTA

I non più tanto giovani cortonesi, in special modo abitanti della Fratta, conosceranno senza meno uno sportivo datato, cioè Giotto,  al secolo Luigi Carini, nato a Cortona il 20 ottobre 1927.

Questo sportivo, molto sui generis ha praticato in gioventù il ciclismo e da sempre  è rimasto fortemente appassionato. Bartaliano sfegatato, ha seguito sempre le imprese dell’inimitabile “Ginettaccio” nelle mitiche sfide contro  il “Campionissimo” Fausto Coppi,  tra l’altro ai tempi del corridore del luogo Guido Viti, che è stato un ottimo dilettante, Giotto  ha seguito sempre il proprio beniamino come un’ombra,  anche adesso non perde trasmissione televisiva, o corsa locale, in cui ci siano uomini in bicicletta.

Oltre ad essere sostenitore  delle due ruote, Luigi Carini segue molto gli sport venatori  è amante cinofilo, allevatore, e nello stesso tempo fine intenditore, di cani da caccia.

L’altro giorno durante una mia uscita in bici, l’ho t. Fermatomi come al solito, ci siamo  scambiati le nostre ultime opinioni, naturalmente sul ciclismo attuale. L’amico  Giotto mi  ha  chiesto di fare da tramite, per farsi pubblicità nel nostro Giornale, in  alcuni suoi versi che anni fa aveva dedicato al grande Bartali.

Danilo Sestini

 

A GINETTACCIO

 

Vai su, nell’erta dura

Senza timore, senza magagna.

Fango, sudore e arsura,

sei solo tu il re della montagna.

 

Galibier, Falzarego e Abetone,

memorabili gesta  hai compiuto.

Un grande uomo, un vero campione,

sportivamente anche il più astuto.

 

Ora  con Fausto sei al cospetto,

molto più in alto, lì faccia a faccia.

Non vi farete ormai alcun dispetto,

fuor che chiarir il mistero della borraccia.

 

Non più sfide tra Fausto e Gino,

qui son beati sempre a passeggiare.

Solo Bartali si prova  a lamentare:

“Tutto sbagliato, gl’è tutto da rifare” !..

Giotto della Fratta

 

PALLAVOLO - CORTONA VOLLEY

Bene il settore femminile

La pausa Pasquale permette di fotografare meglio la situazione della varie squadre della società Cortonese e si evidenzia subito che il settore femminile quest’anno sta facendo da traino nei risultati.

Andando ad esaminare in dettaglio le “imprese” delle varie compagini si può notare subito che i risultati positivi sono nettamente dalla parte delle squadre femminili mentre quelle maschili  hanno faticato durante il campionato a mantenere il passo e nel finale di anno questo calo di rendimento si nota ancor più.

La squadra di Prima Divisione femminile è reduce dalla bella e fondamentale vittoria di sabato 12 aprile ai danni della temuta avversaria del Rigutino, che è stata superata con un secco tre a zero e che ha dimostrato ancor più la schiacciante supremazia della squadra allenata da Brizzi in questo campionato.

A suggellare il trionfo manca solo la gara contro il Piandiscò.

Sono comunque 7 i punti di vantaggio che a tre gare dal termine dovrebbero essere sufficienti a decretare in netto anticipo la promozione.

La squadra Under 15 sta aspettando la fase finale Regionale ed è stata inserita nel girone a tre assieme a Cus Siena e al Volley 2000 Grosseto; passano le prime due, un risultato alla portata della squadra sempre allenata da Brizzi.

L’altra squadra di Brizzi la Under 16 ha vinto tutte le partite sinora giocate ed è prima e si disputerà la prima fase delle finali contro il Saione.

La Under 13, allenata da Enrico Maccanti, ha superato la fase dei quarti di finale e adesso dovrà giocare la semifinale.

Un buon bilancio sin da adesso che nel finale di stagione, crediamo, dovrà integrarsi con altri successi.

Nel settore maschile la situazione è andata meno bene, con la prima squadra che ha dovuto affrontare innumerevoli problemi che hanno alla fine compromesso una annata partita bene ma continuata in calando, complici i vari infortuni ed il cambio dell’allenatore  che non ha però risolto i problemi.

Era molto esile la speranza di agganciare la zona play-off ma la sconfitta, in casa, contro il Cus Firenze per tre a due ha decretato la fine delle flebili speranze.

Il nuovo allenatore Cuseri non è riuscito nell’impresa, difficile, di recuperare i punti persi ed alla fine complice anche l’ennesimo infortunio dell’alzatore Mechini, la squadra ha dovuto rassegnarsi ad una posizione di centro classifica.

Un po' poco viste le previsioni di inizio campionato che avevano creato aspettative forse superiori alle effettive possibilità della squadra.

Anche la Prima Divisione, andando a perdere per tre sets a uno a Levane contro il Green Volley ha dato il definitivo addio alla promozione, un peccato.

La stagione tutto sommato non è stata negativa ma certo resta il rammarico perché la squadra di serie C1 doveva e poteva accedere agli spareggi promozione.

Riccardo Fiorenzuoli

 

U.P. VALDIPIERLE

Meno uno alla fine

Siamo arrivati allo sprint finale: un’altra partita e il campionato si chiuderà!

L’U.P. Valdipierle ha deciso di salutare i suoi tifosi con una bella vittoria: due ad uno contro il Moiano sul campo di casa.

La partita è iniziata nel migliore dei modi: la squadra biancoverde è partita subito all’attacco, cercando di segnare nella porta avversaria, e ben presto c’è riuscita!

Nel giro di pochi minuti, il Valdipierle è prima passato in vantaggio grazie ad una punizione di Falcone che ha ingannato tutti, e poco dopo ha raddoppiato grazie al bel gol segnato dal capitano Assembri.

Questo repentino due a zero non ha però tagliato le gambe al Moiano, che ha accusato molto di più il primo gol rispetto al secondo: anzi, sembrava quasi che la rete di Assembri avesse dato nuova carica agli avversari. Comunque, il Valdipierle è riuscito a controllare molto bene la partita, almeno fino alla fine del primo tempo, quando il Moiano è riuscito a passare e ad accorciare le distanze. Questo momento di sbandamento è stato fortunatamente interrotto dall’arbitro, che ha mandato le squadre negli spogliatoi per il riposo.

Nel secondo tempo, le squadre hanno tirato molto il fiato, ma il Valdipierle è riuscito a fermare tutte le iniziative del Moiano, e nonostante un po' di tensione, che quasi in finale di partita ha portato all’espulsione di Falcone, i biancoverdi hanno conquistato la vittoria!

Ad una sola giornata dal termine, adesso il Valdipierle si trova ad una sola lunghezza da Tuoro e Montegabbione, e tutto è ancora aperto!

l sabato di Pasqua, invece, una bell’iniziativa ha visto coinvolta la società biancoverde: è stata organizzata una partita insieme ai ragazzi della Pantera, un’associazione di Umbertide che si occupa del recupero di ragazzi affetti da handicap e da disturbi della personalità. E’ stata davvero una bella giornata: i ragazzi della Pantera hanno giocato insieme agli allievi del Valdipierle, in squadre miste, e la partita è finita con un salomonico otto a otto, che naturalmente ha fatto contenti tutti!

Poi c’è stata anche la premiazione, per lasciare a tutti, ragazzi e accompagnatori, un ricordo di questa giornata! Ancora una volta, si è dimostrato che lo sport può fare davvero molto, come in questo caso aiutare chi ha dei problemi e far passare loro una giornata divertente tra tanti amici.

E speriamo che questa sia solo la prima di molte iniziative simili!

La giornata di sabato si è poi conclusa con un’amichevole tra la prima squadra del Valdipierle e il Feriolo, formazione nella quale militava Magri, prima di trasferirsi a Mercatale dal lago Maggiore e di giocare con i biancoverdi. Questa partita è finita tre a due per il Feriolo, ma non è certo il risultato che conta, quanto il fatto che è stata proprio una bella giornata!   

Benedetta Raspati

 

Una bella riunione conviviale

TIRO A SEGNO CORTONA

Domenica 13 aprile, alla presenza delle autorità comunali e dell’Anna dei Carabinieri, si è tenuta presso il ristorante Tonino una riuscitissima riunione conviviale alla quale hanno partecipato le Sezioni di Tiro a Segno di tuta la provincia: Cortona, Bibbiena, Sansepolcro ed Arezzo.

Molti i soci frequentatori ed i simpatizzanti che hanno apprezzato le parole competenti e le battute come sempre pungenti del presidente della Sezione di Arezzo, dott. Luigi Valentini.

Il presidente della Sezione di Cortona, geometra Francesco Cappelletti, ha chiesto a tutti gli intervenuti la massima collaborazione e partecipazione per portare a termine, con i lavori di ristrutturazione del poligono, una linea di tiro a 200 metri.

Desidero ringraziare il Presidente e i colleghi consiglieri per aver consentito la realizzazione di un mio vecchio sogno: riportare, dopo ben 31 anni di assenza, la nostra riunione conviviale in uno dei più noti e prestigiosi ristoranti della Toscana.

La mia riconoscenza va al sig. Antonio Accordi, figlio del titolare Ivan, che si è prodigato moltissimo per la riuscita della bella riunione.

Un elogio particolare deve andare al personale tutto del ristorante che, anche in questa circostanza, ha dimostrato grande professionalità, disponibilità e simpatia.

Valerio Pagani

Direttore di Tiro e Consigliere

della Sezione T.S.N. di Cortona

 

N.CORTONA CAMUCIA

La salvezza diretta “gioco”  molto difficile

Quando mancavano due giornate alla fine del campionato sembrava proprio che   gli arancioni    fossero riusciti a conquistare un posto utile nella loro rincorsa alla salvezza; i vari cambi di allenatore che si erano susseguiti durante l’anno, i vari interventi sul mercato e la prorompente esplosione di alcuni giovani e un ritrovato entusiasmo avevano dato alla squadra quella concretezza e determinazione che l’avevano fatta risalire dal fondo della classifica sino ad occupare un  posto ottimale per giocarsi le ultime chances.

La gara contro il Torrita, con un bel pareggio per 2 a 2 aveva fatto intravvedere più di una possibilità alla squadra allenata da Iaconi per non dovere giocare gli spareggi per salvarsi e infatti dopo quella gara gli arancioni occupavano il il sestultimo posto, fuori appunto dalla lotta.

C’era entusiasmo nell’ambiente, convinzione da parte di squadra ed allenatore, ma restavano ancora da giocare due gare, anch’esse decisive al termine del campionato.

Tutte gare determinanti, in questi ultimi tempi tra gli arancioni hanno forse logorato la tenuta psicologica di questa giovane squadra che è così giunta alla penultima gara contro il Tempora Bettolle, anch’esso in fondo alla classifica, sapendo ancora di non dover fallire, in pratica in uno spareggio salvezza .

La gara era cominciata bene per i colori arancioni con Milan che dopo appena un minuto portava in vantaggio la squadra di Iaconi, ma purtroppo questa volta la squadra non ce l’ha fatta a interpretare la gara in modo efficace.; i locali hanno cominciato a spingere con gli arancioni incapaci di controbattere in modo efficace e pungente in contropiede.

Ad inizio ripresa il pareggio e poco dopo il vantaggio con un goal bellissimo di Russo. Una vittoria preziosa quella del Tempora che potrebbe dare alla squadra la salvezza diretta, e che affossa invece il Cortona-Camucia nella zona spareggi appesi all’esile filo dell’esito, incrociato, dell’ultima gara di campionato.

Infatti adesso gli arancioni dovranno disputare l’ultima gara contro il N.Foiano ma per salvarsi in modo diretto dovrebbero vincere la loro gara e sperare che il Tempora ed il Cesa perdano entrambe le loro, difficile.

Per la salvezza quindi il discorso è tutto rimandato ad un’impresa nell’ultima gara combinata a molta fortuna e visto come si sono svolte le gare nel campionato non c’è da stare molto allegri.

Dispiace il fatto che quest’anno spesso gli arancioni si sono trovati in vantaggio,fuori casa e non sono poi riusciti a portare via neanche un punto e nella roulette degli spareggi questa incapacità della squadra potrebbe avere il suo peso, ma a noi piace invece pensare che saranno fondamentali l’orgoglio e la determinazione dei giocatori con più esperienza uniti alla intraprendenza ed all’entusiasmo dei giovani lanciati con successo dall’allenatore Iaconi. “In bocca al lupo”.

Riccardo Fiorenzuoli

 

Soltanto il Terontola rischia. Terminata la seconda categoria

Manca soltanto una giornata alla fine del campionato, poco o nulla è cambiato per le nostre squadre

Seconda Categoria

MONTECCHIO

Il Montecchio, vince l’ultimo turno di campionato nel proprio terreno di gioco.

I tre punti conquistati ai danni della penultima in classifica Poggiola, con un secco 3-0, non  risolvono affatto la posizione in classifica generale già stabilita in precedenza.

I ragazzi di mister Marco Faralli restano stabili ad un terzo posto, che può servire soltanto per un dignitoso piazzamento, ma certamente non valido per ciò che si erano prefissi i sostenitori del Montecchio con i testa il  presidente Marino Barbini.

Praticamente l’esploit della squadra di Pozzo della Chiana, ha ridimensionato gli obiettivi della piccola frazione del cortonese.

 Ad un certo punto il sogno sembrava potesse divenire  realtà, ma dopo lo scontro diretto proprio a Pozzo perso dai bianco-rossi sanciva la piazza d’onore a favore degli  avversari, abilitati a disputare gli importanti spareggi tra le “seconde” piazzate, quindi in caso di successo , passare alla categoria superiore.

Manca una sola giornata al termine del campionato, il Montecchio si recherà a far visita a Trequanda contro la Voluntas, in una gara che non ha nulla da decidere per nessuna delle due contendenti.

Naturalmente a questo punto, per i montecchiesi resta chiaramente di finire in bellezza, l’obbligo occorre terminare questa stagione con la massima dignità, anche se il risultato finale avrebbe potuto essere di altro tipo con una eventuale promozione.

Tutti gli sportivi di Montecchio, dovranno pazientare fino alla prossima stagione.

 

FRATTA

La Fratta ha già conquistato da tempo il quarto posto, risultato che per noi addetti ai lavori non è veramente da poco. Nella domenica prima della sosta pasquale, i rosso-verdi hanno superato di misura, nel loro ultimo turno casalingo, per 2-1 i senesi del Voluntas Trequanda.

Ad inizio di stagione alcuni simpatizzanti rosso-verdi avevano storto un po’ il naso nella scelta del trainer Parri, che però, almeno dal nostro punto di vista, si è rivelato un buonissimo allenatore, dimostrando tra l’altro di essere un grande conoscitore di questa categoria. Non sappiamo niente se verrà riconfermato, ma se i dirigenti di Fratta optassero per una sua riconferma,  saremmo propensi per tale ipotesi, soprattutto perché  mister Parri, è stato almeno negli ultimi anni il condottiero più lineare e se non erriamo, ha portato la squadra ad un risultato finale, che a  nessuno era mai riuscito. A proposito di posizione in classifica, alla Fratta resta ancora una speranza di arrivare terza a pari merito con i cugini del Montecchio

Basterebbe che la Fratta superasse in trasferta l’Acquaviva e che il Montecchio venisse sconfitto a Trequanda.

Per un risultato più prestigio si può ancora sperare.

 

TERONTOLA

Se a Montecchio e alla Fratta, calcisticamente parlando, si sta abbastanza bene, a Terontola certamente non si fanno salti di gioia. Dopo la penultima di campionato avevamo accennato che, nonostante i molteplici insuccessi, il Terontola poteva rimanere tranquillo per la sua classifica, perché sembrava quasi inimmaginabile che i bianco-azzuri precipitassero tanto in basso.

Dall’ultimo risultato, quello casalingo perso contro il S.Albino per 2-1, adesso i terontolesi rischiano nell’ultima di campionato a Poggiola, questa compagine e bisognosa di punti per un eventuale miglioramento di classifica, con obbiettivo di disputare al meglio i suoi spareggi play out.

 Noi facciamo i debiti scongiuri, ma se il Terontola nell’ultimo turno non farà punti e, contemporaneamente venisse raggiunta in graduatoria dall’Olimpic di Ciggiano, in questo caso dovrebbe disputarsi uno spareggio tra queste due a pari punti, così chi vince si salverà, mentre la perdente disputerà i famigerati play out.

Noi tutti speriamo che questo non avvenga, anzi lungi da noi pensare a questa estrema eventualità. Da queste pagine sproniamo tutti i sostenitori del Terontola perché facciano quadrato e recarsi numerosi a Poggiola per dare  un notevole sostegno  alla squadra del cuore: Forza Terontola!

 

Terza Categoria

Con la disputa dell’ultima giornata di campionato si chiude la stagione per le due nostre di Terza. Dobbiamo subito dire che per le due  cortonesi, i risultati sono stati abbastanza mediocri. Almeno dagli obbiettivi proposti d’inizio stagione, tanto la Pietraia, quanto la Fratticciola, entrambe potevano fare molto di più.

Domenica 13 aprile, la Fratticciola chiudeva il suo modestissimo campionato al penultimo posto con il seguente score: 26 partite disputate, con 4 vittorie, 2 pareggi e 20 sconfitte, totalizzando 14 miseri punti. La Pietraia invece totalizza 38 punti, con 11 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte. Perciò nono posto per i giallo-neri, che non sarebbe niente male se, i ragazzi di Beppe Basanieri, ad inizio campionato non avessero assaporato il primato in classifica, oltre ad essere rimasti per varie domeniche nella graduatoria che conta, cioè restare tra le quattro squadre  partecipanti alle finale play off.

Nonostante tutto noi ammiriamo queste due società, che si sacrificano per far divertire giovani e sostenitori, soprattutto alla luce di pochissime risorse a loro disposizione.

Danilo Sestini

 

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