ATTUALITA'

 

STAGIONE TURISTICA ECCELLENTE, PER IL PROSSIMO ANNO DURERÀ?

 di Enzo Lucente

Non sono stati ancora diramati i risultati statistici della stagione turistica 2005 per la realtà cortonese; crediamo comunque di non errare se sosteniamo che questa stagione è stata particolarmente ricca, con una presenza turistica imponente.

Dopo alcune stagioni degli anni passati nelle quali, nonostante l’impegno di promozione, non si era  riusciti ad ottenere il mantenimento del trend ormai consuetudinale della nostra realtà, il 2005 ha ridato un nuovo vigore e nuove speranze per il futuro.

Oggettivamente però dobbiamo fare delle considerazioni locali importanti.

Il Tuscan Sun Festival per il mese di agosto è stato un momento magico; tutti, da un punto di vista anche commerciale, ne abbiamo tratto beneficio e ci siamo dichiarati soddisfatti; pochi però hanno pensato che questa manifestazione, ormai giunta alla sua terza edizione, nasce e vive per la buona volontà e per l’amore verso Cortona del suo inventore ed organizzatore Barrett Wisman.

Questo signore americano profonde considerevoli somme per riuscire a fare ciò che ha fatto; ma fino a quando avrà questa determinazione? A fine edizione 2005 ci ha detto e lo ha scritto anche su altri giornali, che il progetto è molto bello ma che nonostante tutto gli sponsors non sono tali da lasciarlo soddisfatto e sereno; dunque un invito a chi può di essere presente e farsi avanti.

Ovviamente a questo livello non servono i contributi che eventualmente possono offrire le attività commerciali cortonesi; ma su questo punto vorremmo insistere maggiormente.

Conosciamo e lo riverifechero tra breve la povertà di Cortona nei periodi invernali. Quando il turismo non c’è la realtà cittadina vive momenti difficili con i suoi 1800 abitanti o poco più, molti dei quali anziani e perciò con minori pretese e minore potenziale di spesa.

Proviamo ad immaginare una Cortona senza il teatro invernale, perché i tagli della finanziaria potrebbero indurre l’Amministrazione comunale nei prossimi anni a non collaborare in  modo così costruttivo con l’eccellente Accademia degli Arditi.

E’ una ipotesi sicuramente molto lontana ma pur sempre possibile.

Valutiamo anche i nostri periodi migliori, quelli primaverili ed estivi senza particolari attività di promozione, senza il Tuscan Sun Festival.

Cosa ci rimmarebbe se non rammaricarci di quanto si può aver perso e come dovremmo morderci i gomiti delle braccia, se ci arrivassimo, per non aver dato, almeno come dimostrazione, una collaborazione fattiva all’Amministrazione comunale.

In questi giorni ci è giunta una lettera, in verità molto timida, nella quale il Comune e l’Accademia chiedevano agli esercenti commerciali del territorio e soprattutto del centro storico un segno tangibile attraverso una volontaria contribuzione, ovviamente fatturata e detraibile dalle tasse di ogni singola attività. Ad oggi un silenzio assoluto che non favorisce la diponibilità di chi ci aiuta a  produrre reddito. Riflettiamoci ed agiamo di conseguenza.

 

INAUGURATO L’OSPEDALE DI S.MARGHERITA

“E’ l’ultimo ospedale tra quelli previsti dalla prima fase della riorganizzazione della Sanità toscana. Un segno di efficienza”. Un taglio del nastro atteso dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini, che con queste parole commenta il battesimo dell’Ospedale Santa Margherita di Fratta. Martini, da sempre restio alle partecipazioni pubbliche, questa volta, non è voluto mancare. “E’ una struttura che sento particolarmente vicina. Alla Fratta per l’ultima volta come Assessore alla Sanità della Regione, ho posto la “prima pietra” che ha dato avvio ai lavori”, ha spiegato Martini.  Alla cerimonia, il 4 ottobre scorso, erano davvero in tanti, a cominciare dalle autorità politiche e militari del territorio, i sindaci di Cortona, Castiglion Fiorentino, Marciano, Lucignano e Foiano, i rappresentanti della Provincia, della Regione e della Asl 8,  compresa l’onorevole Rosy Bindi, che proprio insieme a Martini, nel 1999, vide partire ufficialmente il progetto del nosocomio in qualità di Ministro alla Sanità. Numerose anche le associazioni di volontariato, i medici e il personale dell’ospedale, ma soprattutto tanta gente compresi molti studenti delle scuole del territorio.

25,5 milioni di euro, di cui circa 5 milioni in attrezzature (9,425 milioni l’impegno finanziario della Asl 8 mentre 16,175 milioni il finanziamento statale), 63 mila metri quadri  e 144 posti letto disponibili. “Un ospedale che non è solo il raggruppamento dei servizi fino a ieri disponibili negli ospedali di Cortona a Castiglion Fiorentino, ma che offre numerosi servizi aggiuntivi e di qualità”, ha commentato la dottoressa Monica Calamai, neo direttrice sanitaria dell’Asl aretina. 

La festa, e soprattutto l’effettiva apertura dell’ospedale, a detta di molti, ha spazzato via le polemiche di questi ultimi mesi (se non è il caso di dire anni). Qualcuno, però, che non ha voluto presenziare alla cerimonia anche in segno di protesta, la pensa in modo contrario. E’ il capogruppo di Alleanza Nazionale in consiglio regionale Maurizio Bianconi, che il pomeriggio stesso dell’inaugurazione ha inviato alla stampa locale un lungo e corposo comunicato dai toni non certo ottimisti. “E’ un ospedale elettorale, voluto con forza solo con l’obiettivo di farsi belli alla cerimonia di inaugurazione e di tutte le altre occasioni che vi saranno.

Tutta facciata, perché il complesso ospedaliero è privo di infrastrutture e ci sono ancora infiltrazioni d’acqua preoccupanti. Bianconi punta il dito anche sulla situazione in cui versa il pronto soccorso, insistendo sulla mancanza di notte e nei festivi,  di uno specialista in anestesia e rianimazione e aggiungendo che la Terapia intensiva da multidisciplinare è solo cardiologica e le sale operatorie non risultano schermate dalle radiazioni delle apparecchiature. Bianconi, a proposito di sale operatorie aggiunge inoltre che: “vorrei sapere come mai nei tre mesi di apertura del nosocomio, l’attività chirurgica è così drasticante ridotta.

A tale proposito il consigliere di An, insieme al collega Totaro, ha depositato due interrogazioni sull’ospedale chiedendo anche spiegazioni sul comportamento dell’attività di emergenza. “Ci risulta, conclude Bianconi, che il 118 abbia disposizioni di condurre tutti i pazienti della valdichiana in situazione di emrgenza al pronto soccorso della Fratta e ciò malgrado le carenze presenti al monoblocco in questo genere di attività, anche quando si tratta di patologie per le quali sono più attrezzati gli ospedali di Arezzo, Perugia e Nottola, ugualmente vicini”.   

Laura Lucente

 

LETTERA APERTA A MARTINI

Presidente della Regione Toscana

La manifestazione dell’Unione che si è svolta domenica 9 ottobre a Roma mi ha sollevato alcuni dubbi che vorrei chiederLe di dirimerli perché, dopo quanto ho sentito attraverso le televisioni, mi sono chiesto se le ultime elezioni regionali sono ancora un atto legittimo di democrazia o una imposizione dei partiti toscani, tutti i partiti, perché se ben ricordo, una sola compagine politica ha votato contro questo sistema elettorale toscano che, tutto sommato, è quello che oggi il Governo Berlusconi, per motivazioni le più disparate, intende proporre al Parlamento per farlo votare e renderlo operativo fin dalle prossime consultazioni nazionali del 2006.

Sul giornale “Corriere della Sera” a pagina 3 leggo, relativamente alla riforma elettorale, torna la partitocrazia. Così è scritto nello stelloncino: “Con questa riforma elettorale ad personam ritorna l’epoca della partitocrazia imperante e della continua instabilità. Con il referendum del 1993 gli italiani scelsero un sistema elettorale fondato sul principio maggioritario proprio quello che ora si vuol togliere di mezzo”. Ma noi in Toscana abbiamo votato con un sistema elettorale del tutto simile, dunque  è legittimo sospettare che sia “illegittimo”? Se così fosse che senso ha oggi mantenere in piedi un Governo regionale che nasce da condizioni di democrazia minate dalla legittimità? 

Non sarebbe legittimo allora una dimissione in massa ed una nuova elezione con metodi più democratici? Se però questa soluzione fosse particolarmente traumatica e difficile da portare avanti chiedo a Lei di inviare al nostro giornale due righe che chiarissero la Sua posizione e che dichiarassero politicamente la volontà per la prossima consultazione elettorale di modificare questa iniqua legge regionale. Non si può avere una legge regionale che consideriamo giusta e, se trasferita nel nazionale, sbagliata.  

(E.L.)

 

IL NUOVO COMANDANTE DELLA COMPAGNIA

Dopo l’addio del Capitano Toscani, la nuova guida della compagnia cortonese è ufficilmente in servizio. Il suo nome è Luca Stegagnini, tenente, 34 anni ancora da compiere. Nativo di Roma, ma praticamente fiorentino d’adozione, ha una laurea in giurisprudenza e un buon curriculum lavorativo alle spalle. Dopo aver preso servizio in un reparto della capitale, si è trasferito stabilmente a Firenze presso il comparto addestrativo nella Scuola Marescialli e Brigadieri prima in qualità di comandante di plotone, poi come comandante di compagnia e docente, dal 2001, per la laurea triennale in scienze della formazione istituita  all’interno della scuola fiorentina. 

Quello cortonese, dopo 6 anni a Firenze,  è il suo primo incarico territoriale.

“Sono particolarmente felice di essere arrivato a Cortona”, ha sottolineato Steganini, “questa è una realtà stupenda dove si riesce a lavorare bene e ad ottenere risultati. Ho parlato a lungo con il Capitano Toscani, che non si è limitato all’ufficile “passaggio di consegne”, ma che mi ha dato consigli preziosi per lavorare al meglio in questo territorio. Sono molto motivato e desidero fare del mio meglio. Spero che sia la popolazione stessa, con il tempo, a giudicare il mio operato”.

Un  grande  e sincero in bocca al lupo.

Laura Lucente

 

L’ufficio relazioni con il pubblico di Cortona in piazza della Repubblica, sotto il palazzo comunale

LA NUOVA SEDE DELL’UFFICIO URP:

il Comune si avvicina ai cittadini

I l Comune di Cortona si avvicina al cittadino. Dopo il nuovo sito dell’amministrazione (www.comunedicortona.it), che sta registrando un numero crescente di contatti, sabato 1 ottobre è stata inaugurata la nuova sede dello sportello Urp (Ufficio Relazioni con il Pubblico) nel centro della città, per la precisione in piazza della Repubblica, proprio sotto il palazzo Comunale.

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp) rappresenta il punto di incontro tra l’Amministrazione comunale ed il cittadino: aiuta a risparmiare tempo fornendo risposte dirette e indicando lo sportello giusto a cui rivolgersi per qualsiasi esigenza.

Ma cosa fa, in concreto, lo sportello Urp? Il personale assiste e orienta il cittadino nei rapporti con la “macchina” comunale, fornisce certificazioni e servizi, informa su manifestazioni, emissioni di provvedimenti, concorsi pubblici, eventi sportivi e culturali, convegni, mostre fiere mercati ecc.. lavorando in stretta collaborazione con gli uffici competenti.

Ma non finisce qui: l’ufficio ascolta e raccoglie tutte le segnalazioni, le osservazioni e le proposte utili per migliorare l’organizzazione dei servizi comunali.

Il bisogno di trasparenza, contenuto nella legge 150 del 2000 che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, è completamente soddisfatto: gli addetti allo sportello forniscono servizi ai cittadini per la partecipazione al procedimento amministrativo, l’accesso agli atti e l’informazione sullo stato dei procedimenti, valutando i bisogni e rilevando il grado di soddisfazione per i servizi offerti.

Nel comune di Cortona sono attivi, da alcuni anni, altri tre uffici Urp: Camucia, Terontola e Mercatale. Ma qual è il vero punto di forza del nuovo sportello di Cortona? Anzitutto la sua posizione; in secondo luogo la collaborazione sinergica con la Banca Popolare di Cortona (che nel locale vicino all’ufficio ha realizzato una postazione bancomat) e i due punti informativi destinati ai turisti, dove sarà possibile consultare gratuitamente informazioni su dove dormire, dove mangiare, sugli eventi da seguire, nonché su mappe ed itinerari. Queste postazioni multimediali, curate dagli autori del sito Cortonaweb, consentono la navigazione gratuita all'interno dei siti del Comune, della Banca Popolare di Cortona e del Teatro Signorelli e forniranno, durante tutto l'arco della giornata, notizie in tempo reale da tutto il mondo.

Spazio anche alla cultura nei nuovi locali in piazza della Repubblica: verranno ospitate infatti, con cadenza mensile, esposizioni di fotografie d'autore, a cura del Fotoclub Etruria.

Il nuovo Ufficio URP di Cortona sarà aperto dal lunedi al sabato dalle ore 8.00 alle 13.30 ed il venerdi pomeriggio dalle 15 alle 18.

Massimo Scorcucchi

 

IL COMUNE TI INFORMA SU:

- tutti i servizi, gli uffici (sedi, orari, modalità) e gli atti del Comune

- responsabili dei procedimenti amministrativi

- autorizzazioni-concessioni

- servizi sociali ed educativi

- contributi economici

- tasse e tributi

- traffico e viabilità

- turismo, sport, caccia e pesca

- servizio stranieri

ti fornisce:

- modulistica

- opuscoli informativi su inizitive, mostre, convegni, eventi culturali, sportivi, mostre e fiere in città

- servizio Qui-Enel

ti rilascia:

- carte d’indentità

- certificazioni anafrafiche e di stato civile

- autentiche di firma e foto

- tesserini venatori

ti ascolta e riceve:

- osservazioni, proposte e suggerimenti su attività promosse dall’ente

- segnalazioni e reclami su eventuali disservizi riguardanti i vari uffici comunali

Se non puoi venire di persona puoi telefonare allo 0575/63.72.74, inviare un fax allo 0575/63.72.75, un messaggio di posta elettronica o collegarti a:

www.comunedicortona.it

e-mail:urp@comune.cortona.ar.it

 

L’AREA SACRA ETRUSCA DI CAMUCIA

Un’occasione perduta - 1

La recente inaugurazione del Museo della Città di Cortona, dove sono collocati numerosi reperti provenienti dalle aree di Camucia negli anni passati oggetto di danneggiamenti collegati a cantieri edili, ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica la vastità dell’area archeologica camuciese e la grande occasione perduta “grazie” all’ignavia di chi doveva esercitare la tutela e di chi doveva cercare di aumentare il patrimonio culturale cortonese. Crediamo opportuno rileggere nel loro complesso le varie scoperte, per tentare di darne una spiegazione verosimile e per rendere tutti consapevoli del danno ormai fatto, non per piangere sul latte versato, ma per evitare che nel futuro accadano fatti simili e quindi per non dimenticare.

I cultori di archeologia oppure i semplici appassionati delle antichità etrusche avevano già da tempo presente la grande importanza rivestita da Camucia a motivo delle tante testimonianze archeologiche qui rinvenute in varie epoche.

I ritrovamenti del passato

Fin dall’Ottocento archeologi illustri o semplici abitanti, spesso in maniera del tutto casuale, hanno effettuato ritrovamenti di oggetti, di tombe, di epigrafi ed altri materiali davvero importanti.

Si potrebbe accennare al tumulo funerario, detto il Melone di Camucia, scavato nel 1842 da Alessandro François, alla corniola con incise le lettere PEL I UST, alle tombe ad inumazione presso la Fonte di Boarco, contenenti bronzi; al sepolcro “con pietre grandissime ” ed un “orciolo” rinvenuto presso la via per Cortona; all’epigrafe circolare su lastrone di arenaria. Per non dire delle varie tombe romane alla cappuccina rinvenute nel XX secolo nelle proprietà Bistarelli e Schippa.

Di recente, poi, si sono avute le più clamorose scoperte, tali da incidere anche nella stessa comprensione della civiltà etrusca dell’area Cortonese e non solo. Parlo della cosiddetta Tabula Cortonensis - la ormai celebre lastra di bronzo contenente ben 40 righe di testo etrusco rinvenuta da Giovanni Ghiottini - e della vasta area sacra di Camucia situata a cavallo della Strada Regionale 71, dopo il centro del paese, andando verso Terontola.

Voglio qui affrontare proprio quest’ultima importante scoperta che, seppur ancora solo parzialmente indagata, seppur avvenuta nell’arco di circa 15 anni, se viene studiata nella sua globalità è tale da fornirci elementi molto importanti, non solo per capire le origini di Camucia ed i suoi rapporti con la soprastante città di Cortona, ma anche sugli stessi modi di vita etruschi. Infatti qui, al contrario della massima parte degli altri siti archeologici dell’Etruria, non siamo di fronte a tombe, necropoli, tumuli o altre strutture funerarie, ma ad un abitato immerso in un’area ricca di santuari e strutture cultuali abbraccianti un vastissimo arco temporale.

Bisogna subito dire che in due dei quattro siti archeologici individuati, lo scavo stratigrafico è stato fatto solo dopo che le ruspe avevano pesantemente devastato il contesto e quindi le testimonianze, che potenzialmente ci potevano essere restituite dalle aree archeologiche, sono state in buona parte distrutte.

Ma andiamo con ordine, prendendo in esame le varie aree.

VIA GRAMSCI

Nell’estate del 1989 alcuni soci del Gruppo Archeologico di Cortona scorgono casualmente in una discarica materiali fittili antichi. Indagano e ne scoprono la provenienza: era in atto un enorme scavo per accogliere i garages di un fabbricato da costruire a monte di via Gramsci (SR 71), poco a sud di Camucia, di fronte al vecchio stadio e vicino al Consorzio Agrario.

La Soprintendenza Archeologica fece effettuare un limitato saggio di scavo, su una porzione marginale del sito, esterna al costruendo fabbricato, alla Cooperativa Pantheon di Perugia e vennero alla luce interessanti reperti. Avendo assistito personalmente in più occasioni ai lavori di edilizia e di scavo, posso testimoniare che si trattava di una vasta area urbanizzata che interessava tutta la zona sbancata. A circa 170 cm dall’odierno piano di campagna furono rinvenuti vari muri in pietrame irregolare commesso con argilla, conservati solo a livello di fondazione e collegati fra loro a perimetrare differenti ambienti e stanze, una di queste pavimentata con grosse lastre di pietra e con le pareti interne rivestite in lastre di cotto; parte della pavimentazione era ricoperta da notevoli quantità di frammenti di terracotta (mattoni, tegoloni, cannelli). Furono rinvenute anche alcune pavimentazioni in cocciopesto. I frammenti vascolari restituiti dal saggio archeologico (acrome di vario tipo, ceramica a vernice nera, sigillata aretina ed italica) fecero datare le strutture fra il III-II secolo a. C. ed il III secolo d. C. Ricordo, però, che certi reperti notati nella suddetta discarica - e provenienti dallo sbancamento dell’area - appartenevano a precedenti periodi (V-IV secolo a. C., almeno). Le poche strutture scavate furono interpretate come appartenenti ad una mansio posta lungo la strada per Cortona oppure ad una villa. Io propenderei più per un centro abitato sorto in epoca tardo etrusca e ristrutturato in età romana, in qualche modo collegato alle limitrofe aree archeologiche. Le murature delle abitazioni erano probabilmente costruite con fondazione in pietra ed alzato in argilla e terra pressata (pisé). Dopo il saggio, fu deciso di autorizzare la costruzione del nuovo edificio.

Ricordo che nel 1989 alcuni testimoni videro intercettata dallo sbancamento una “scalinata che portava ad un antico cunicolo sotterraneo”, da cui sarebbe stata riportata alla luce “una statua in bronzo a grandezza naturale”, caricata poi su di un furgone e di cui nessuno sa il destino. Di questi ritrovamenti parlò diffusamente L’Etruria il 15 settembre 1989.

Santino Gallorini

 

CAMUCIA: L’INCUBO ALLAGAMENTI

Sale la protesta di un gruppo di cittadini che, da più di dieci anni, chiede (senza averla ottenuta) una riqualificazione degli impianti di fognatura

La notizia non è nuova, anzi, tutt altro, così come non sono nuove le vibranti proteste che un consistente gruppo di cittadini camuciesi sta muovendo nei confronti delle cosiddette “istituzioni competenti”, per segnalare un grave problema, non solo ben conosciuto ma, addirittura, facilmente prevedibile. 

Ogni volta, infatti, che le previsioni meteo “sentenziano” l’arrivo di un qualche rovescio (non necessariamente catastrofico ma anche, semplicemente, poco più consistente di una normale pioggerella), gli abitanti camuciesi di quel “triangolo” di terra che lega Via Carducci, Via Ipogeo e Via Lauretana, sanno già, in anticipo, che le loro abitazioni, i loro negozi, le loro vetture parcheggiate, saranno invasi da un vero e proprio torrente di acqua che, proveniente dalla zona “alta” del nostro paese, trovando notevoli difficoltà nel defluire, finirà fatalmente per concentrarsi attorno (e dentro) alle loro case.

Il fenomeno, purtroppo, come anticipato, è piuttosto noto e si manifesta perché, ogni volta in cui Camucia viene interessata da una precipitazione, Via Italo Scotoni, Viale Regina Elena, Via Lauretana e Via Ipogeo tendono a trasformarsi in veri e propri corsi d’acqua piovana che, complice la conformazione fisica del luogo, vanno a “sfociare” nella zona più bassa del nostro paese che coincide, appunto, con quella adiacente all’ex passaggio a livello ferroviario.

A tale, prevedibile ed inesorabile disagio -che si sostanzia in un pericoloso incremento del livello delle acque-  se ne aggiunge, per derivazione, un altro altrettanto grave: nel corso delle precipitazioni, i pochi tombini presenti, continuano a rigurgitare acqua di fogna, così da minare notevolmente il grado di salubrità dell’ambiente circostante e da renderlo un potenziale e pericoloso veicolo di malattie.

Questo “copione”, ben conosciuto dai malcapitati che si trovano a vivere o a lavorare nella zona, ma, peraltro, non sconosciuto agli altri abitanti di Camucia che, con frequenza vi transitano, si è già abbondantemente presentato nel corso dell’estate appena conclusa, quando, in molte occasioni (si può ricordare, tra le altre date, il 9 settembre), gli abitanti della zona sono stati costretti ad abbandonare le loro attività per cercare, a loro spese e fatica, di limitare i danni di una “alluvione” odiosa quanto prevedibile.

Su un piano valutativo, si può rilevare che il fenomeno appena descritto, che ha indotto i malcapitati ad organizzarsi e ad esperire diverse tipologie di reclami e di pressioni (non ultima la decisione di rendere pubblica la questione per mezzo degli organi di stampa) sia in realtà determinato da un insieme di concause che, nel tempo, si sono assommate, nella sostanziale inerzia delle istituzioni competenti.

Oltre alla già evidenziata conformazione dei luoghi (che, peraltro, non dovrebbe comunque costituire una neppur parziale giustificazione di tutto ciò che accade), debbono essere segnalati i recenti interventi urbanistici volti alla realizzazione dei marciapiedi di Via Ipogeo ed alla sistemazione del sottopasso ferroviario che, secondo la valutazione degli abitanti della zona, lungi dal porsi quale elemento risolutore del problema lo avrebbero, addirittura, aggravato.

Noi, per parte nostra, non possiamo che prendere atto della decisa denuncia degli abitanti che, peraltro, da tempo si sono fatti parte attiva ed hanno prospettato in tutte le sedi competenti alcune soluzioni che potrebbero, se non risolvere, quantomeno notevolmente ridurre le dimensioni del problema. Ciò che lascia perplessi e che rattrista, tuttavia, è il dover constatare come il comune cittadino, a fronte di un’esigenza da anni manifestata alle istituzioni locali e che reclamerebbe un loro solerte intervento, sia destinato, nel tempo, a rimanere solo, senza che i suoi rappresentanti istituzionali diano anche il minimo segnale della loro presenza. E, intanto, un altro, piovoso novembre è alle porte….

Gabriele Zampagni

 

IL SINDACO INCONTRA GLI AMICI DI VADA

Anche questa estate, come accade ormai da più di 20 anni, l’Associazione Amici di Vada ha trascorso un piacevole soggiorno al mare. Il gruppo, composto da una trentina di persone fra disabili e assistenti, è partito da Cortona il 6 agosto ed è rimasto fino al 20 dello stesso mese nel campeggio S. Francesco in località Mazzanta di Vada (LI) sotto la responsabilità di don Antonio Mencarini.

Questa vacanza è stata particolarmente intensa, ricca di soddisfazioni e densissima di iniziative fra le quali vale qui la pena ricordare le escursioni all’Isola d’Elba, al mercatino americano di Livorno, alla città di Pisa, al santuario di Montenero, all’Aquapark di Cecina e, ancora, gli accesi tornei di calciobalilla,  le cacce al tesoro, i corsi di ginnastica  e danza, e tanto altro.

 Un’estate intensa appunto, e memorabile.

Un segno di rispetto e di interesse verso le persone, un modo per metterle al centro e renderle protagoniste, che da sempre è in uso presso l’Associazione, è di non trascurare mai i compleanni. Durante questo soggiorno ne sono stati festeggiati due e uno era addirittura un diciottesimo. La vigilia di Ferragosto si è svolto poi come ogni anno il rituale pranzo riservato a tutti gli ospiti e volontari che stavolta, considerate le circostanze ambientali, è stato inevitabilmente a base di pesce, oltreché ottimo e festoso.

Il 17 agosto anche il sindaco Andrea Vignini è giunto al campeggio e si è intrattenuto per l’intera giornata, ha visitato la spiaggia, controllato la condizione delle strutture, ha visto i lavori che i volontari hanno già eseguito e è stato informato su quelli che restano da completare. Ha parlato a lungo con i ragazzi disabili e gli assistenti, ha mangiato con loro e non ha neppure mancato di farsi una partita a ping-pong.

Alla fine se ne è andato garantendo un costante interessamento per il campeggio e le sue necessità.

Ma una cosa molto importante il Sindaco l’aveva già fatta prima della partenza per le vacanze aderendo alla proposta di mettere a disposizione dell’Associazione un pulmino per i trasferimenti al mare e promettendo che questo servizio, tanto utile, sarebbe stato assicurato anche negli anni a venire. Al ritorno dalle ferie egli ha poi esaminato la richiesta degli “Amici” riguardante il sostegno a una sottoscrizione interna per autofinanziamento e ha prestamente concesso il patrocinio del Comune mettendone anche i premi a carico dell’Amministrazione.

Questa sottoscrizione è già aperta e si concluderà il 22 dicembre prossimo con l’estrazione dei biglietti vincenti nello studio notarile della dott.ssa Emilia Puliatti. I fortunati porteranno a casa, in ordine dal primo premio al quinto: un soggiorno per due persone in Sardegna, una lavatrice, un lettore DVD+VHS, una fotocamera digitale e un telefono cellulare. I biglietti possono essere acquistati fin da ora presso alcuni esercizi commerciali cortonesi o direttamente dai volontari dell’Associazione. 

Marco

 

LIONS CLUB CORTONA CORITO CLANIS

Il Lions club Cortona Corito Clanis, ogni anno agli inizi di ottobre, ha una duplice occasione per festeggiare l’apertura dell’annata lionistica e la “Charter night”, come ricorrenza della nascita del club stesso.

Così è avvenuto anche il primo di ottobre alla presenza di autorità lionistiche - tra cui il Delegato di zona Carlo Cioni- e di altri Presidenti Lions, assieme a quelli del Rotary e Fidapa.

E’ stata questa inoltre l’occasione per la nuova Presidente del club, Fiorella Morelli, per presentare il ricco programma della prima parte dell’annata.

Tre sono le iniziative maggiormente degne di nota, che rispondono in pieno allo spirito di servizio che deve animare ogni socio lion:operare nel proprio territorio e nel mondo “in favore dell’umanità che soffre”.

Il primo impegno vede ancora il Lions club Cortona Corito Clanis all’avanguardia rispetto al Distretto La Toscana per quanto riguarda la prevenzione del disagio giovanile: dal 10 al 14 ottobre infatti verrà effettuato il 30 Corso di formazione per Docenti nell’ambito del “Progetto Adolescenza” del Lions-Quest, coordinato dal Presidente dell’apposito Comitato Giovanni Bartolucci.

Un Corso che non ha uguali sia per gli aspetti metodologico-didattici e per il supporto degli strumenti che esso offre, che per gli stimoli operativi tendenti a modificare il rapporto docente discente, nonché per le capacità e l’esperienza della Formatrice prof.ssa Paola Vigliano.

Tale Corso, con circa 30 partecipanti, si terrà presso la Direzione Diattica l° Circolo di Cortona e vedrà la presenza anche di Docenti della D.D. 2° Circolo di Terontola e di Castiglion Fiorentino.

Ma il Lions Club Cortona Corito Clanis non poteva dimenticare il nuovo Ospedale di Fratta: su precisa volontà della sua Presidente, si è pensato di adornare le spoglie pareti dello stesso con quadri donati da Artisti dei cinque Comuni della Valdichiana.

La risposta dei Pittori è stata immediata, così dal 03 all’11 dicembre p.v. si aprirà in Palazzo Casali una Mostra dal titolo “Un quadro per dare colore alla speranza”.

A seguire, il 17 dello stesso mese, avverrà la cerimonia di consegna all’ Ospedale dei quadri stessi. Infine il club, come consuetudine, non poteva trascurare il tema della pace.

I ragazzi delle scuole medie del territorio cortonese, di Castiglion Fiorentino e di Foiano saranno chiamati a realizzare “Un Poster per la pace”, come riflessione sui valori insiti nella medesima e come mezzo per formare se stessi in una società che sembra aver smarrito il vero senso dell’esistenza.

Giuliana Bianchi Caleri

 

IL VESCOVO IN VISITA PASTORALE A CORTONA

Domenica 16 ottobre 2005, con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Gualtiero Bassetti in Cattedrale, è ufficialmente iniziata la Visita pastorale nelle comunità parrocchiali del cortonese. La Visita assume un’importanza’ particolare anche per il fatto che dal 1990 (era allora vescovo mons. Giovanni D’Ascenzi) la nostra Chiesa locale non era stata oggetto di simile iniziativa.

Sul significato della Visita abbiamo voluto ascoltare il parroco di Cristo Re in Camucia, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Quali sono i motivi che hanno spinto il Vescovo ad impegnarsi in questa non facile impresa di visitare tutte le 244 comunità parrocchiali sparse in una Diocesi estesa come quella di Arezzo-Cortona-Sansepolcro?

La risposta, sotto il profilo giuridico, la dà il canone 396 del Codice di Diritto Canonico che impone al Vescovo “l’obbligo di visitare ogni anno la diocesi, o tutta o in parte, in modo da visitare tutta la diocesi almeno ogni cinque anni”.

La risposta pastorale l’offre il Vescovo stesso che, nella Lettera inviata all’inizio della visita a tutte le famiglie della diocesi, scrive: “Vengo a voi come Gesù buon pastore per annunciarvi il suo Vangelo, confermarvi nella fede, condividere la gioia della nostra comunione e per aiutarci nella fatica di costruirla sempre di più”.

La visita pastorale è, quindi, una delle forme con le quali il vescovo mantiene i contatti personali con i sacerdoti e con gli altri membri del Popolo di Dio per conoscerli e dirigerli, esortarli alla fede e ad una più coerente vita cristiana, nonché per vedere con i propri occhi, nella loro concreta situazione, le persone, le strutture e gli strumenti destinati al servizio pastorale.

In questa prospettiva, nella preghiera e nello spirito di comunione fraterna, il vescovo intende incontrare persone e comunità che, anche in mezzo a difficoltà, manifestano la loro fede, la gioia di appartenere alla Chiesa e la ferma volontà di proseguire con generosità l’opera di evangelizzazione testimoniando la loro fedeltà al Vangelo.

Il Vescovo viene, dunque, in mezzo a noi conoscendo le difficoltà che oggi incontra, in un mondo nel quale predomina il materialismo e il relativismo. chi vuole testimoniare, la propria fede.

Il Vescovo viene in mezzo a noi con lo spirito di chi, nel nome del Signore, intende ascoltare, lodare, stimolare e confortare tutti coloro che, nelle più varie situazioni di vita, operano per il Vangelo; con la fraterna attenzione di chi vuol rendersi conto delle difficoltà dell’apostolato e intende condividerne il peso; con la paterna premura di chi desidera raggiungere il cuore di tutti figli spirituali; con la forte speranza di chi vuole cercare insieme ai fratelli di fede metodi e strade per il cammino futuro delle nostre comunità parrocchiali

Quali sono i tempi della visita e quali gli appuntamenti più significativi?

Nella zona pastorale di Cortona-Castiglion Fiorentino la visita, dopo l’inizio ufficiale con la solenne concelebrazione eucaristica del 16 ottobre nella Cattedrale di Cortona, si svolgerà prima nel vicariato di Cortona (fino alla prima settimana di dicembre), poi nel vicariato di Camucia (dal 13 gennaio 2006 fino alla fine di marzo), infine dopo Pasqua, nel vicariato di Castiglion Fiorentino.

Gli appuntamenti più importanti saranno definiti dai parroci insieme ai Consigli Pastorali Parrocchiali nella prospettiva indicata dal Vescovo che, nella lettera pastorale, scrive: “Sarà per me un grande dono incontravi, condividere la Parola di Dio, pregare insieme e celebrare con voi l’Eucaristia; prendere contatto con tutte le espressioni della comunità parrocchiale e con coloro che sono impegnati nelle diverse realtà sociali del territorio; ascoltare i vostri bisogni e le vostre necessità spirituali, partecipare alle vostre gioie e dolori e sostare, senza fretta, qualche giorno tra voi”.

Desiderio del Vescovo è, quindi, che non si organizzino in questa circostanza cerimonie e incontri protocollari o accademici: la visita comprenderà essenzialmente celebrazioni, incontri con i collaboratori della parrocchia, con i giovani e le famiglie, con gli ammalati e gli anziani, con le varie associazioni ecclesiali e sociali e con le istituzioni sociali, cioè con la vita quotidiana della parrocchia, al di là di ogni orpello e di ogni altra appariscente manifestazione.

Le persone che (o desiderano potranno incontrare ed avere un colloquio con il Vescovo?

Certamente.

In ogni comunità parrocchiale chi ne sente il bisogno potrà avere un colloquio personale con il Vescovo esponendo i propri problemi e le proprie gioie, ma anche i problemi ed, eventualmente, le lacune e le insufficienze della comunità parrocchiale in cui vive.

Quale invito sente di poter rivolgere alle nostre comunità parrocchiali in questa circostanza?

Di particolare importanza, perché la visita pastorale raggiunga i suoi scopi, è la preparazione della comunità parrocchiale.

Soltanto una preparazione intensa ed accurata potrà assicurare alla visita buoni frutti spirituali. La preparazione prevede in ogni parrocchia momenti di preghiera e incontri di catechesi su temi inerenti alla vita cristiana, non disgiunti da impegni concreti di testimonianza di fede e di carità.

Un’attenta riflessione sulla lettera pastorale offre suggerimenti e argomenti per la catechesi sulla Chiesa, sulla missione della comunità cristiana, sull’uomo, sui problemi e sulle sfide del nostro tempo, sulla vocazione alla vita consacrata.

 E’ opportuno che ogni argomento venga inserito all’interno di un incontro di preghiera della comunità, per cui il tema proposto diventa occasione e momento di celebrazione della lode del Signore, nell’ascolto della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa, nella meditazione personale e nella condivisione comunitaria.

Mirco Lupetti

 

MAESTRI-ARTIGIANI CORTONESI 11

Giulio Bellucci

Giulio Bellucci, classe 1928, per tanti anni muratore in Camucia, è oggi un attivo pensionato che, come si diceva una volta, continua ad ingegnarsi e a trascorrere il suo tempo tra parenti ed amici, senza mai tirarsi indietro davanti alla gestione dell’aiuto solidale di un quotidiano che, con la crisi economica odierna, torna a farsi nuovamente difficile.

Nato a Ronzano il 10 luglio 1928, egli abita in Camucia  con la moglie Margherita.

Giulio è figlio  di Orlando Bellucci e Maria Bernardini che, negli anni venti e trenta del Novecento, erano mezzadri nei poderi di Ronzano del signor Luigi Pancrazi.

Da bambino va  a scuola alle elementari di Fratta e vive in una famiglia allargata di ben diciotto persone. Nel 1946 i genitori vanno a vivere nella villa del Pancrazi, per dare anche un aiuto come badanti e il giovane Giulio s’improvvisa venditore ambulante di mercerie varie. Dapprima in bicicletta e poi con una vecchia moto, India due cilindri e con carrozzino, prende a girare per le case della Valdichiana e a fare quello che una volta si chiamava il mercante itinerante e oggi, spesso con spregio, chiamiamo il vù cumprà.

Nel 1949 Giulio viene attratto dalla nuova realtà del lavoro edile, che comincia a prendere campo anche nelle nostre zone e cambia lavoro occupandosi, come manovale tuttofare, presso la ditta di costruzioni di Ermindo Romiti.

Nel 1954, dopo cinque anni di fidanzamento in cui tutte le domeniche faceva a piedi o in bicicletta il tragitto  Ronzano -Montecchio- Ronzano, sposa la montecchiese Margherita Mencacci, con la quale avrà il figlio Mauro (oggi, uno stimato ispettore delle Poste italiane che attualmente abita a  Sesto Fiorentino) e con cui condivide la sua condizione odierna di nonno felice dei tre adorati nipoti: Giole, Niccolò e Ruben.

Nel 1958, ormai provetto muratore e valido capocantiere, Giulio conosce Gino Morelli e va  a lavorare nella sua impresa edile.

Nel 1962, alla morte del grande sindaco cortonese degli anni cinquanta, Giulio su consiglio del fratello di Gino Morelli, che lavorava nel settore dell’edilizia a Roma, assieme ad altri operai edili della nostra zona costituisce la Cooperativa edile Morelli.

Dopo qualche tempo alla morte del fratello di Gino Morelli, Giulio diviene il  presidente operaio della stessa cooperativa e da allora, sobbarcandosi tutto il peso gestionale e amministrativo (allora non c’erano i registri contabili  e  le regole burocratiche  di oggi ...si andava avanti con i tanto vituperati pezzi di carta-brogliaccio, che, però, hanno fatto il boom economico dell’Italia democristiana e social-comunista del secondo novecento) fa di questa cooperativa una delle imprese più apprezzate sul nostro territorio.

Anche Giulio Bellucci, come tanti muratori nostrani costruisce da sé, nei ritagli delle ferie e del fine settimana, la sua casa di Camucia. Una casa realizzata in condominio con la sorella Bruna, vedova del sindacalista della Cgil della Valdichiana, Agostini, morto negli anni sessanta; lei stessa attiva protagonista di tante  battaglie politiche e sociali delle donne della sinistra cortonese, recentemente stroncata da un male incurabile.

Case contadine nuove e stalloni moderni per allevamenti in Valdichiana, ristrutturazioni di edifici vecchi, in Cortona e fuori, sono i manufatti realizzati da Giulio e dagli altri soci di una cooperativa che, dagli anni settanta fino a quasi tutti gli anni novanta verrà arricchita dalla prestigiosa collaborazione dell’indimenticabile geometra Euro Sanchini, segnando ancor oggi il settore edile cortonese.

Una cooperativa alla cui presidenza, nel 1988, al momento della pensione, Giulio sarà sostituito prima da Ivano Mencacci e poi da Giulio Falini, che in questi ultimi anni la trasformeranno in società.

Anche a  Giulio (nelle due foto qui pubblicate, da giovane, il primo a sinistra, con un amico e oggi,  pensionato, con la moglie) assieme ai nostri  auguri di una lunga e felice vita tra i suoi amici camuciesi, siamo lieti di assegnare il nostro diploma giornalistico di  maestro-artigiano cortonese.

Ivo Camerini

 

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CULTURA

 

INCONTRO CON L’ARTISTA SARAH MIATT

In un piovigginoso sabato di settembre a Cortona abbiamo incontrato Sarah Miatt, un’artista della pittura.

Inglese, ma cosmopolita, italiana ormai di adozione.

La sua conoscenza è stata semplice perché, anche se la sua lingua italiana ancora ha qualche piccola difficoltà, la sua capacità espressiva è grande, universale.

Non vorremmo parlare solo della sua pittura, ma anche dare una doverosa presentazione della persona.

Miatt è cittadina del mondo, ha una “passione” palese e dichiarata per la storia ed in particolare per quella etrusca, e qui a Cortona l’artista britannica è di casa.

E’ una persona sensibile, sentimentale, dolcissima, il suo accento inglese inconfondibile la rende ancora più amabile ed affascinante.

E’ letteralmente rapita dal mondo antico che, come lei dice, trasmette alla nostra vita qualcosa di straordinario, di particolare; avere a che fare con la storia o meglio avere tra le mani qualcosa che la rapporta con i nostri predecessori la emoziona. I resti e le testimonianze dei nostri avi ci rendono uniti e ci accomunano in questo misterioso scorrere del nostro vivere. Miatt è sposata ed abita a Cignano, ha uno speciale studio, appartato dalla sua abitazione, proprio per avere più comunione con l’arte e la meditazione. Qui Sarah si rifugia per “staccare” dal quotidiano, dall’usuale e torna a “vivere” e a miscelare la vita odierna con quella antica.

La sua pittura è quindi legata al suo interesse, alla descrizione storica, essenza poetica rivolta alla sopravvivenza di eterni e semplici valori; adopera vari materiali: legno, metalli, adora i colori che sanno di antico, che respirano e trasmettono una storia vissuta che ancora oggi si propone ancora essenziale e piena di vitalità.

Miatt è una donna semplice immersa in un contesto umano che la porta a relazionarsi anche verso un mondo nuovo, quel mondo che dovrebbe essere la vera casa di tutti, dove ogni essere vivente è essenziale anche se non determinante.

Ivan Landi

 

PREMIATA SILVIA NOTTOLI

della Scuola Media Pancrazi

Al XIII Concorso letterario internazionale

di Melbourne per le scuole medie

Ci è giunta notizia dall’Accademia letteraria italo-australiana di Melbourne che l’alunna della scuola Media “Pancrazi” di Cortona Silvia Nottoli, gia vincitrice la scorsa edizione del 2004 con il terzo Premio, quest’anno si è aggiudicata il primo Premio con il racconto “La chiave dei ricordi”.

Soddisfazione e compiacimento accompagnano questo importante risultato che esalta la giovane studentessa innanzitutto  e poi la scuola cortonese e la famiglia.

Come ormai  è accaduto per le precedenti edizioni del Premio, nato con il patrocinio del Consolato Generale  d’Italia a Melbourne e dell’Istituto Italiano di Cultura, il 14 ottobre scorso si è svolta la premiazione nel corso di una serata conviviale,  allietata da musica classica e operistica e che ha registrato la presenza di personalità delle principali istituzioni di Melbourne e dell’Istituto Italiano di Cultura.

Con la comunicazione del risultato di questa edizione, ci è giunta anche copia della pagina del “Il Globo” relativa alla manifestazione della scorsa edizione 2004, con un ampio servizio sulla serata di gala, alla quale hanno partecipato, come risulta dalle foto del servizio, la stessa Silvia Nottoli  vincitrice del terzo Premio e la mamma Donatella Poesini.

Il nostro giornale esprime la soddisfazione dei suoi lettori per la notizia, augurando a Silvia Nottoli altri importanti traguardi. 

 

 

NUOVI GIORNALISTI

Il 22 settembre 2005 l’Ordine dei Giornalisti della Toscana ha esaminato gli articoli ed il curriculum di una nostra collaboratrice Ilaria Capacci, figlia di Giorgio nostro abbonato da tanti anni.

Il Consiglio dell’Ordine l’ha accolta ed iscritta a partire dall’anno in corso.

Ad Ilaria Capacci gli auguri più cari nella speranza che questo “titolo” le possa giovare anche nel prossimo futuro per il lavoro che oggi svolge presso Mediaset, con altro incarico.

 

UN LIBRO NATURALE

E ’ proprio vero! Studiare nei libri “Editrice Natura” è molto divertente! Questa volta non sono state le nostre maestre Rita, Beatrice, Morena a spiegare la lezione di scienze della terra, ma alcuni esperti del centro CENS di Costacciaro (PG) che, per due giorni, ci hanno guidato in una nuova avventura nel parco del Monte Cucco.

Muniti di zainetti e del necessario siamo diventati i “45 giovani geologi” alla scoperta dell’origine dell’acqua che beviamo e dei fenomeni geologici presenti nel territorio del Monte Cucco e dell’Appennino Umbro Marchigiano.

Salendo per un sentiero ripido e roccioso, ma sempre divertente, siamo arrivati ad una piccola spelonca: era l’ingresso di una grotta. Ma che grotta! !!.

Come veri esploratori ci siamo muniti di una luce frontale ciascuno e abbiamo esplorato quella enorme cavità buia.

Illuminando la volta, si potevano notare stalattiti che, come stelle, brillavano sopra le nostre teste.

Avanzando, con cautela, per non dare “capocciate”, ci siamo inoltrati sempre più all’interno dela grotta. Ad un tratto, guardando verso l’ingresso, da quanto ci eravamo immedesimati, ci siamo ritrovati indietro nel tempo quando in quelle zone vivevano gli uomini primitivi, i rinoceronti pelosi e l’orso Speleùs. Non ci credete? -Visitate il museo di Costacciaro e verificherete.

All’improvviso dalla roccia sono apparsi due piccoli “geotritoni”. Che emozione vedere vivi i pronipoti degli antichi dinosauri... meglio di Jurassick Park!!!

Ma chi è stato il mago che ha scavato questa grotta piena di meraviglie? L’acqua, che, con la sua forza, ha corroso nel corso dei millenni la montagna formata da rocce calcaree.

A proposito di rocce, quante ne abbiamo viste! Strati di colori e materiali vari, curvati, piegati e increspati, da forze immani. Questa è la dimostrazione che il fondo dell’antico mare Tetide si è sollevato, a seguito dello scontro della zolla continentale Africana con quella Euro-asiatica.

Per verificare che queste rocce sedimentarie si sono formate in fondo al mare, siamo andati a cercare i fossili. Quanti ne abbiamo trovati! Conchiglie, ammoniti trilobiti, tutti inglobati nella roccia frantumata.

Che esperienza! Che divertimento! Questa si che è scuola vera e viva!.... Grazie maestre per averci dato la  possibilità di fare, ancora una volta, una bella esperienza!

Alunni di classe V A e V B

Scuola Elementare di Terontola

 

ATTIVITÀ TEATRALE DELLA COMPAGNIA “IL CILINDRO” DI MONSIGLIOLO

S abato 24 settembre  ho avuto l’onore di partecipare quale spettatore ad una rappresentazione di una suggestione unica.

     Il laboratorio teatrale della COMPAGNIA “Il Cilindro” alle ore 21, nel bosco vicino alla chiesa di Monsigliolo, liberamente tratto dall’omonima opera di Shakespeare, ha presentato “Sogno di una notte di mezza estate”. 

Un gruppo di attori soprattutto giovani, guidati con grande maestria, professionalità ed entusiasmo da Giuseppe Calussi, vero ed indiscusso “cuore pulsante” delle attività della Compagnia, ha messo in scena uno spettacolo di una delicatezza e freschezza incredibili che sarebbe bene replicare anche in altre sedi e far apprezzare ad un pubblico più ampio.

Ritengo doveroso citare, nell’ordine indicato nella locandina, tutti gli attori che si sono esibiti con grande spontaneità in un palcoscenico naturale quale un angolo di bosco, tra giochi di luce e musiche particolarmente accattivanti: Alessandro Menci, Cristina Barcacci, Federico Calzini, Giacomo Calussi, Silvia Ferri, Eleonora Spensierati, Aldo Barcacci, Gabriele Calussi, Verusca Castellani, Lorenzo Ranieri, Benedetta Brini, Luca Falcinelli, Eleonora Menci, Giuditta Calussi e Riccardo Mariottoni. Un plauso particolare alla fata ballerina Agnese Grazzini.

All’adattamento, oltre a Giuseppe Calussi, ha contribuito anche Stefania Salvietti.

Angiolo Fanicchi

 

Un cortonese alla Biennale dei Giovani Artisti

INTERVISTA AD ALBANO RICCI

Dal 19 al 28 settembre, Napoli ha ospitato la XII Edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (BJCEM ), organizzata dal “Comitato Organizzatore Biennale Napoli 2005”.

La manifestazione è promossa dall’Associazione Internazionale per la Biennale dei giovani Artisti, costituitasi nel 2001 in occasione dell’edizione svoltasi a Sarajevo, per rafforzare il lavoro comune tra Ministeri, Enti Locali, Istituzioni e Associazioni Culturali del Mediterraneo, e comprende ad oggi numerosissimi aderenti di 28 paesi che rappresentano realtà locali e nazionali dell’area Mediterranea. L’evento costituisce la più importante vetrina mediterranea della creatività giovanile, e presenta giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni in innumerevoli campi: 750 gli artisti, e circa 1000 le opere presentate.

La partecipazione dei giovani avviene attraverso selezioni locali. Per la Provincia di Arezzo, hanno partecipato per la sezione Fotografia Giorgio Bagnarelli, per la sezione  Pittura Patrizio Donati, e per la sezione Narrazione il nostro concittadino Albano Ricci.

Alla Biennale, oltre ai agli artisti, erano presenti per la nostra Provincia, l’Assessore alle politiche giovanili Dori Alessandra, il Presidente dell’ARCI Carlo Umberto Salvicchi, e vari funzionari.

All’inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, Vincenzo Mollica, il Presidente della Regione Campania Bassolino, il Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, il critico d’arte Achille Olivo e il Presidente della Biennale.

Il tema prescelto per la XII edizione è la “passione”.

A rompere il ghiaccio, nello stupendo contorno di Castel Sant’Elmo, è stato proprio il nostro Albano che ha effettuato per primo il reading per il settore narrativo, del suo racconto “I nomi di Maria”, accompagnato dalla chitarra di Emanuele Stradaioli e dalle voci di Marta e Susanna Bocci.

Questa la sua esperienza.

All’arrivo a Napoli, quali erano le tue aspettative?

Le mie aspettative? Molta curiosità rispetto ad un evento simile. Non pensavo di stravolgere la mia vita ma la curiosità era molta, ed anche onore e onere nel rappresentare gli scrittori aretini. Mi è piaciuto il fatto che ci dessero una maglietta con una frase di Cesare Pavese “La passione, che cosa scomoda”.

Andare dentro alle proprie passioni ti porta ad essere inadeguato con te stesso e con il mondo. È cosa difficile, quasi impossibile, integrare le diverse passioni.

Cosa ti ha maggiormente colpito?

Mi sono rimaste impresse due cose: la prima è Napoli, da una  parte città dai mille colori,  le bellezze, il Golfo, il Vulcano, la socialità, e dall’altra il degrado, la tristezza. Si vede che è stata governata per molti anni da una monarchia assoluta. Vivere e Sopravvivere. È comunque una città che non ti fa sentire solo. La seconda è l’aver conosciuto altri 749 artisti di altre parti del mondo, più o meno come me!

Cosa accomunava voi giovani artisti?

L’attenzione nell’osservare cosa c’era intorno. In tutte le opere c’era una sorta di lato triste, decadente, impaurito, spaventato, e questo nonostante si parlasse di un tema solare e caldo come la passione. La mia “Maria” è trattenuta quanto il quadro di un Palestinese o la foto di un Cipriota. Si avverte una decadenza, uno spavento di fondo, determinate dal clima mondiale (...). Ci siamo trovati a parlare della passione allo stesso modo.

Parlaci del tuo racconto,  “I nomi di Maria”

Mi hanno chiesto perchè “Maria”. È un nome comune, importante, che rimanda alla sacralità. Il nome, come spesso avviene, viene sdoppiato, modificato. Maria è una donna costruita su tante donne che ho incontrato. Per le donne, c’è tutto un universo da raccontare, di solito l’uomo è più scontato. E poi le donne hanno il privilegio della maternità, sono tutte mamme. Mi piace raccontare storie, piccoli universi presi qua e là. Le mie storie sono legate all’uomo e alle sue debolezze(...) piccole eroine nel loro mondo che devono affrontare piccole grandi imprese, sono storie di nostri eroi (...).

Consideri la Biennale come un punto di partenza o come un punto di arrivo per la tua carriera?

Per quanto riguarda la scrittura, è stata una grande gratificazione. Non è un punto di partenza perché ho iniziato a scrivere molto prima, ma a 28 anni è un pò presto parlare anche di arrivo! diciamo, una gratificazione momentanea!

Progetti per il futuro?

Mi piacerebbe partecipare nuovamente alla Biennale per la sezione Teatrale. Per il futuro prossimo un corso di scrittura creativa legato alla scuola di Narrazione Arturo Bandini allo Zak, e la seconda selezione per un concorso di regia a Milano, il 15 ottobre.

Margherita Mezzanotte

 

LIBRI

La storia vera di due ragazzi ed una vecchia motocicletta soprannominata “la poderosa”, in viaggio attraverso il continente americano, da Cordoba passando per Argentina, Cile, Perù e Colombia fino a giungere in Venezuela.

Siamo nel 1951 ed il viaggio che i due giovani affrontarono in sella alla sgangherata motocicletta, non fu soltanto il semplice sogno di fuga di adolescenti quanto l’incontro con la ricca, varia e complessa “topologia” umana, dalle meravigliose tradizioni degli Inca, alla povertà, alla fame di certe popolazioni ma anche al calore, l’affetto e la riconoscenza di queste.

Avventure descritte poeticamente e con singolare passione nelle pagine del suo diario, da uno dei due protagonisti: Ernesto Che Guevara, detto “Fuser” (dal cognome della madre).

Un ragazzo come tanti dunque, ben lontano dalle vicende politiche che lo avrebbero visto come protagonista in futuro e per questo estremamente genuino, puro e sincero, sempre e malgrado tutto.

Un libro interessante non necessariamente destinato a simpatizzanti di questo personaggio, tra i quali neppure mi includo, quanto a sognatori, a coloro che hanno voglia di aprire il proprio mondo agli altri, e alla loro diversità, per comprenderla……cosa che “Fuser” seppe fare molto bene sebbene non sempre nel modo giusto…..

Toccanti le parole che pronunciò in occasione del suo compleanno che furono poi un anticipo del famoso discorso che tenne anni dopo a New York al palazzo dell’ONU.

Appassionato.

Latinoamericana.

Un diario per un viaggio in motocicletta

 Guevara Ernesto - Euro 5,00

19 ed., 128 p., brossura

2004  Feltrinelli

Universale economica

 

CORSI DI DECOUPAGES

Ancora una volta i fratelli Tarquini hanno organizzato per questo autunno-inverno 2005 i riuscitissimi corsi di varie tecniche di decoupage.

Il successo ottenuto garantisce sicuramente una migliore qualità anche per quest’anno.

Il 14 ottobre alle ore 17 inizia il corso di base per decoupage. Questo corso si ripeterà anche il 17 ottobre alle ore 20; si rivolge soprattutto a chi si avvicina per la prima volta a questa tecnica.

Si impareranno ad usare i pennelli, i colori, la carta e i tovaglioli per incominciare le nozioni base di questa tecnica.

Il 21 ottobre alle ore 17 e il 24 ottobre alle ore 20, un corso di decoupage su biscotto di ceramica che si realizzerà con una tecnica con carta in bianco e nero su biscotto di ceramica trattato con uno screpolante ed impreziosito con polvere d’oro. Il supporto sarà in pratica un piatto di ceramica.

Un’altra tecnica di decoupage si realizzerà il 28 ottobre alle ore 17 o il 31 ottobre alle ore 20 con il decoupage su legno: il portagioie. Si decorerà un portagioie in legno con il classico stile sabby; useremo impregnanti colori acrilici, una tecnica riproponibile per i mobili vecchi o antichi.

Decoupage su metallo: il secchio nella giornata del 4 novembre alle ore 17 o il 7 novembre alle ore 20. Con questa tecnica si lavorerà sul metallo con la spugna combinando diversi colori. E’ una tecnica riproponibile anche sulle pareti e sui mobili di casa.

Decoupage su vetro: il sottopiatto. Questa tecnica è tutta speciale per realizzare un decoupage sul vetro, saranno usati fondo screpolante e tovagliolo per un risultato sicuramente importante.

Si realizzerà l’11 novembre alle ore 17 o il 14 novembre alle ore 20.

Un’altra tecnica particolare verrà insegnata nel nuovo anno 2006 con l’appuntamento per il 29 marzo alle ore 20 o il 2 aprile alle ore a17. Questa tecnica: pasta a rilievo prevede l’utilizzo di un tovaglio che prende forma grazie alle tridimenzionalità della pasta a rilievo e i personaggi si materializzano.

L’ultimo corso il 5 aprile alle ore 20 o il 9 aprile alle ore 17: vetro e carta di riso, ovvero un decoupage su vetro senza usare i colori, ma utilizzando solo carta di riso colorata.

Per le iscrizioni ovviamente è necessario recarsi al negozio dei fratelli Tarquini o telefonare.

A tutti gli iscritti verrà dato in omaggio un grembiule ed una borsa personalizzata.

I corsi si svolgeranno nel laboratorio “La stanza delle idee” all’interno del negozio in un  numero limitato di partecipanti per poter garantire lo svolgimento del lavoro  ed avere una costante guida su l’utilizzo dei prodotti da persone specializzate.

Il lavoro realizzato rimarrà di proprietà del partecipante.

Per favorire l’iscrizioni i fratelli Tarquini offrono uno sconto del 10% tramite carta socio su qualsiasi acquisto di materiale per belle arti.

Infine è importante sapere che la durata della lezione è di circa due ore e trenta.

 

ALESSANDRA FRANCHINA, INVIATA SPECIALE ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Venezia e la Biennale, una sensazione al di fuori del tempo

A rrivando a Venezia veniamo colpiti dalla sensazione di essere al di fuori del tempo, i rumori, i palazzi, l’acqua che ci circonda, non fanno parte della nostra esperienza quotidiana.

 E visitare questa bellissima città in cui il tempo stesso sembra essersi cristallizzato, durante il periodo di esposizione della Biennale di Venezia, richiede sicuramente maggiore energia per poter apprezzare il corto circuito che si viene a creare.

Frammenti, sogni, tematiche, desideri, fortemente legati all’attualità ci riportano fuori dalla suggestione temporale del primo impatto.

La contemporaneità delle opere esposte sia nei luoghi deputati come i Giardini o l’Arsenale, sia nelle Chiese, sulle Isole, sui balconi del Canal Grande, nei Campi dove passiamo abitualmente, ci investe quasi senza difese.

La 51ima Biennale di Arti Visive di Venezia è molto diversa dalla scorsa edizione, ed in fondo la capacità di continuo rinnovamento, di raccontare sempre storie differenti, fa parte dell’attrazione che suscita da tanti anni in tutto il mondo.

Per la prima volta la direzione è stata affidata a due direttori, María de Corral e Rosa Martínez, curatori e storiche dell’arte di nazionalità spagnola, e l’esposizione è formata da due mostre internazionali indipendenti ma complementari nella visione dello stato dell’arte oggi. 

All’interno dei Giardini, la mostra L’esperienza dell’arte, nello spazio del Padiglione Italia,  curata da María de Corral  ci presenta “…un luogo aperto in cui diventi possibile realizzare il desiderio di scambiare esperienze, idee, riflessioni, così come di provocarle...” come afferma la curatrice stessa che continua “…ho voluto una mostra che parlasse di intensità e non di categorie… mostrare quei temi che inquietano e preoccupano la società attuale e che le opere degli artisti esprimono in maniera reale, poetica e spesso visionaria…”.

Così possiamo entrare nella stanza di William Kentridge e trovarci avvolti dalle immagini in bianco e nero che insieme alla musica ci raccontano di opere d’arte disegnate e strappate e poi ancora indietro nel momento del disegno mentre piccoli esseri animati, che a ben vedere sono formiche in cerca di cibo, danzano nel contrasto di una proiezione in negativo; o attraversare lo stretto corridoio foderato da bustine di tè il cui profumo ricorda ad ognuno esperienze diverse, allestito da Tania Bruguera; ammirare le tele strappate ricucite e marcate di Antoni Tàpies in un’altra sala; camminare intorno le alte torri fino al soffitto di Josè Damasceno chiedendosi da cosa sono formate; entrare nella sala di proiezione per vedere Caligola di Francesco Vezzoli e sorridere del gioco di fantasia che fa il verso ai grandi colossal americani; sentirsi quasi colpiti da proiettili immaginari sparati dalla palla specchiata appesa al soffitto di Jorge Macchi; spiare le diverse finestre e le diverse realtà di un condominio con Leandro Erlich; e perderci nelle varie visioni dei 42 artisti che espongono in queste sale.

 Il  Leone d’Oro per le partecipazioni nazionali quest’anno è stato vinto dal Padiglione Francia, con l’opera di Annette Messager che ci invita ad un viaggio onirico sulla base della famosa storia di Pinocchio ma che si lascia trasportare molto dal gusto della forte scenografia senza davvero raccontare il suo sogno, più macchine che idee insomma.

Il Padiglione Canada in cui Rebecca Belmore proietta immagini di una spiaggia grigia in una giornata grigia direttamente sulla cascata d’acqua, Il Padiglione Austria in cui Hans Schabus ci fa arrampicare fino ad un minuscolo lucernaio in alto salendo un labirinto di scale di fresco costruite che occupa l’intero spazio, il Padiglione Repubblica di Corea che sul tetto costruisce con rosse trame di plastica e che all’interno ci offre lenti di ingrandimento per osservare minuscoli insetti immaginari che si comportano da umani; nel Padiglione Cecoslovacchia se entriamo in un momento in cui  piccoli visitatori stanno giocando con le migliaia di biglie d’acciaio riusciamo a lasciarci trascinare dalla palese ludicità dell’opera sperimentando i vari suoni che vengono prodotti dall’acciaio che rotola e sbatte alle pareti o che innesca movimenti capricciosi come palle da biliardo,  e per concludere una visita assolutamente arbitraria dei Padiglioni possiamo finire con il Padiglione Venezia che ospita quattro artisti italiani, Carolina R Antich, Manfredi Bennati, Loris Cecchini e Lara Favaretto, selezionati dal DARC del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il Premio per la giovane Arte Italiana.

L’altra mostra internazionale Sempre un po’ più lontano a cura di Rosa Martínez nei bellissimi spazi delle Corderie e Artiglierie dell’Arsenale si apre con un’opera dichiaratamente femminile, “A Noiva, (la sposa), 2001”, un grande lampadario appeso al soffitto che incuriosisce per la forma anticheggiante e per l’accuratezza dei particolari, ma che a ben vedere è formato da migliaia di piccoli assorbenti, creato dall’artista portoghese Joana Vasconcelos; poi addentrandoci ci colpisce un video di Runa Islam giovane artista del Bangladesh che vive a Londra in cui tazzine da caffè si infrangono e i cui cocci creano movimenti quasi di danza; un grande ippopotamo di fango “Hope Hippo” degli artisti cubani Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla; tante scatole di cartone aperte in cui vengono proiettate dall’alto immagini di persone che interagiscono tra loro del gruppo russo Blue Noses; le fotografie in bianco e nero di Cristina Garcia Rodero che sottolineano movimenti simili in condizioni e con soggetti molto differenti; l’opera dell’italiana Bruna Esposito, “Precipitazioni sparse”, che sulla nuda lastra di marmo dispone riccioli colorati che sembrano petali ma che sono in realtà bucce di cipolla variopinte creando così un disegno che colpisce per la sua leggerezza ed il suo stato effimero.

Nella sala in cui sono esposte le sculture appese di Louise Bourgeois, masse d’acciaio come fermate nel momento in qui si liquefanno, possiamo assistere anche alla performance dell’altra artista italiana, Micol Assael, e proseguendo entriamo nell’opera di Maria Teresa Hincapiè de Zuluaga, artista colombiana, dove nel buio camminiamo sulla proiezione di una massa di cose e persone che ci fa quasi perdere l’equilibrio.

Poco dopo si esce all’aperto, e dopo la meraviglia iniziale del trovarci negli affascinanti bacini interni progettati nel Cinquecento per la costruzione e riparazione delle navi veneziane, continuiamo la visita ed entriamo in una scatola specchiata a forma di esagono a bordo riva dove nel buio fantasmi di ballerini leggeri danzano intorno a noi, creata da Valeska Soares;  poi proseguendo notiamo due barche ancorate in un bacino, “Two Lovers” di Laura Belèm, che sembra stiano dialogando portate dalle onde

Ed infine arriviamo allo spazio temporaneamente riservato al nuovo Padiglione Repubblica Popolare di Cina nell’isola delle Vergini, alla fine del percorso espositivo dell’Arsenale, dove veniamo accolti nel giardino da una grande costruzione in bambù, scultura sinuosa montata da abili mani, progettata dall’architetto Yung Ho Chang, che ci stupisce per l’equilibrio e il ritmo che possiede, poi entriamo all’interno degli spazi che ci sembrano essere stati una volta adibiti a stazione navale di rifornimento di carburante e nel buio veniamo colpiti da “Shout” dell’artista Xu Zhen, proiezioni sulle cisterne stesse di gruppi di persone che nel brusio quotidiano della metropolitana o di una piazza vengono risvegliate da un urlo molto forte, e girandosi verso la fonte dell’urlo sospendono la loro attività in un attimo di silenzio e stupore, per poi riprendere come se nulla fosse la loro marcia, creando così una sospensione temporale breve ma intensa in una situazione anomala come questa dei ferri arrugginiti delle cisterne.

Al di fuori di questi spazi ufficiali, restano ancora da visitare molte altre partecipazioni nazionali ed altri eventi nell’ambito dela Biennale, ma fra tanti, assolutamente da non perdere, sono: il Padiglione IILA - Istituto Italo-Latino Americano nel bellissimo Palazzo Franchetti vicino al Ponte dell’Accademia che presenta la mostra “La trama e l’ordito” in cui leggendo le parole del commissario curatore Irma Arestizàbal possiamo vedere “…rappresentazione di posizioni differenti… e permette al fruitore di dialogare con la diversità di credenze e simboli; con i paesaggi (culturale e urbano), i timori, le ansie, i drammi, le violenze; con la poesia (degli oggetti e degli ambienti quotidiani), la bellezza, la creatività, lo humor e soprattutto con l’arte del nostro continente…”; il progetto di ricerca NowHere Europe portato avanti dalla Fondazione Olivetti, “…una ricognizione attraverso l’Europa delle pratiche creative tra arte, architettura e dimensione urbana, che stanno ridefinendo il concetto di spazio pubblico condiviso…” negli spazi del Polo Museale Veneziano della Misericordia; la coinvolgente mostra “Homespun Tales” di Kiki Smith in cui l’artista rielabora alcuni spazi della Fondazione Querini Stampalia e altrove gioca a nascondino tra le opere della collezione permanente, tra opere di Pietro Longhi, Antonio Canova, Giovanni Bellini, da vedere anche per la splendida opera di restauro che del Palazzo fece verso la fine degli anni ’60 il grande architetto Carlo Scarpa; la spettacolare opera dell’artista svizzera Pipilotti Rist, un video proiettato sul soffitto della Chiesa di S. Stae dove lo spettatore viene fatto distendere su comodi materassi per terra in modo da poter apprezzare in pieno le immagini e insieme lasciarsi trasportare dalle musiche che fanno riaffiorare alle nostre menti associazioni forse dimenticate di stupore e piacere, che ricordano la meraviglia dei visitatori davanti alle opere commissionate nei secoli dalla Chiesa, dal Vaticano, proprio con lo scopo di aprire le menti dei pellegrini a nuove visioni. Forse l’opera più coinvolgente dell’intera edizione veneziana.

Volendo avventurarsi anche in acqua, restano da visitare due isole, trasformate dagli interventi degli artisti. L’isola di San Secondo, con “Isola della poesia”, di Marco Nereo Rotelli in cui leggendo il curatore Achille Bonito Oliva “…la vita fa irruzione oltre la cornice della pagina e diventa il luogo di un evento fisico, della rappresentazione…” e dove le parole stesse che formano le poesie diventano opere in sé sposandosi nella notte con luci avvolgenti; e l’isola di San Servolo, con “L’Isola interiore: l’arte della sopravvivenza”,  progetto corale di Michelangelo Pistoletto e della sua fondazione Cittadellarte di Biella. La 51ima biennale di Venezia sarà aperta fino al 6 novembre, e tutte le informazioni saranno reperibili visitando www.labiennale.org o telefonando allo 041.5218711.

Alessandra Franchina

 

LAUREA

Chiara Ricci

Il giorno 28 settembre 2005, presso la Facoltà di Ingegneria di Firenze, si è brillantemente laureata in Ingegneria Edile la nostra concittadina CHIARA RICCI, con una tesi in Ingegneria Edile dal titolo: “Progetto strutturale della copertura in acciaio per il nuovo Stadio Comunale di Siena”. La tesi è stata discussa in presenza dei relatori, proff. Paolo Spinelli, Franco Nuti, Maurizio Orlando e del relatore esterno arch. Michele Piccini. La votazione conseguita, oltre a rappresentare il massimo della votazione di 110 e lode, è stata accompagnata dal tradizionale “bacio accademico” e dalla pubblicazione della tesi di laurea, con cui la Commissione ha voluto rappresentare l’eccellenza del percorso degli studi seguito dalla laureanda, oltre che le sue elevate doti umane e culturali. Alla neo dottoressa vadano i migliori auguri professionali da parte della Redazione de L’Etruria.

 

Una giovane promessa: SILVIA OTTAVI espone a Tavarnelle ed alla Fortezza di Girifalco.

BRAVA SILVIA!

F in dalla prima classe elementare hai sempre manifestato interesse profondo per la pittura. Dipingevi con entusiasmo, con tutto e in tutto (anche sulle dita delle mani dei compagni !!!). Stai ora frequentando l’Istituto d’Arte ad Arezzo con ottimi risultati e con le mostre dei quadri, tenute a Tavarnelle ed a Cortona, hai dimostrato il buon livello raggiunto. Hai riscosso successo e ti meriti un “ottimo” dalla tua maestra!

Marcella Gazzini Municchi

 

Il Museo e la sua continuità

A CORTONA UNA GIORNATA DEDICATA AL MUSEO

Sabato 30 settembre al Centro affari e convegni di Arezzo si è svolta la prima giornata del convegno “Il museo e la sua comunità-principi, competenze,accesso”, che è continuato il giorno successivo al Centro convegni S.Agostino di Cortona.

Durante la mattinata si sono succeduti interventi di esperti e responsabili di centri museali della Toscana, insieme a due relatori che hanno presentato l’esperienza di Torino e Bergamo, quindi, dopo la pausa per il pranzo, i partecipanti si sono ritrovati per visitare la nuova sezione del Museo di Cortona e il Melone II del Sodo.

E’ necessario riportare almeno qualche traccia degli interventi, per comprendere quale livello abbia raggiunto il convegno, brillantemente introdotto  dal prof, Checcarelli, assessore alla cultura del Comune di Cortona.

Vincenzo Simone, dei musei civici di Torino, ha parlato del museo come servizio pubblico, che non può continuare a servire solo un terzo della popolazione e gli studenti, ma deve raggiungere, con diverse modalità, anziani, immigrati.. e tutte le persone che normalmente non frequentano i musei.

Ha inoltre citato le ultime ricerche che analizzano la fruizione del museo, che deve essere vissuto come parte del territorio e della sua comunità, attraverso un processo di assimilazione che coinvolga tutte le diverse componenti della società.

Così si parla di accessibilità fisica, e qui pensiamo alle barriere architettoniche e alla lettura  del museo da parte degli ipovedenti, ma anche di accessibilità pratica, attraverso guide, informazioni, costi ridotti, e accessibilità culturale e sociale, la componente su cui si può intervenire maggiormente per far diventare il museo un luogo per tutti e di tutti, anche attraverso associazioni culturali e di volontariato.

Estremamente concreto e pratico è stato l’intervento di Bruno Gialluca, del Comune di Cortona, che ha spiegato come è stata organizzata la nuova sezione del Museo, che propone il “racconto dell’insediamento umano a Cortona nel tempo”, con l’uso di reperti, calchi e ricostruzioni che propongono una lettura concreta e comprensibile del materiale, partendo dal presupposto che l’archeologo è un po’ un detective, che deve ricostruire dei fatti partendo spesso da pochi indizi  frammentari.

Questo modo di esporre i reperti, basato sulla necessità di narrare e spiegare, è stato studiato per permettere a tutti di visitare e comprendere il museo: la scelta espositiva ha privilegiato la comunicazione in italiano ed inglese; l’accesso facilitato per i disabili e la scrittura in Braille, sulla base del progetto “Archeologia senza barriere”,  ha come obiettivo l’apertura del museo a tutti, e  si è trattato  di studiare modalità di esposizione mirate a diverse tipologie di pubblico, con un’attenzione particolare a chi ha problemi fisici.

Anna Maria Carli del museo S.Maria alla Scala di Siena ha descritto l’accoglienza dei visitatori al museo, attraverso il dono della “bisaccia”, che contiene la conchiglia del pellegrino e la mappa  antica della città, e rappresenta  lo spirito dei viaggiatori che nel medioevo percorrevano la via Francigena.

E’ emersa chiaramente la necessità di organizzare i parchi culturali allargati nel territorio, che comprendano anche i musei privati, mentre Filippo Guarini, del Museo del Tessuto di Prato e Andrea Rossi dell’Ecomuseo del Casentino hanno portato la loro esperienza nel recupero dei vecchi mestieri e antiche conoscenze attraverso il lavoro compiuto dai ragazzi della scuola con gli anziani del paese, per un lavoro sulle stoffe e l’abbigliamento a Prato e per una “banca della memoria” per i luoghi del Casentino, che ha preso in considerazione i nomi, il cibo, la vita di un tempo.

Entrambi questi casi sono stati visti nell’ottica della multiculturalità, in quanto a Prato esiste una forte componente di immigrati, che vanno inseriti nel percorso storico della città attraverso il museo e i suoi laboratori, mentre nel Casentino il collegamento con gli stranieri avviene per mezzo del confronto fra i flussi migratori degli anni ’30 e quelli attuali.

In questo modo i musei sono diventati il centro di attività e laboratori, che coinvolgono ragazzi e nonni, per una integrazione ed uno scambio fra culture e generazioni.

Nel suo intervento Marco Bazzini del Centro museo Pecci di Prato ha portato l’esperienza dei laboratori d’arte, dedicati ad un pubblico diversificato, che ha visto come protagonisti anche pazienti con problemi psichiatrici, in quanto l’arte è diventata lo strumento per far emergere un percorso personale anche partendo da una interiorità buia.

Per concludere questa giornata stimolante ed utile, nel pomeriggio si sono svolte le visite alla nuova sezione del Museo di Cortona e al Tumulo II del Sodo, che ha suscitato grande curiosità.

In particolare, la tomba è stata spiegata dal prof. Stefano Rossi, dell’associazione Aion cultura, che ha stupito tutti i partecipanti spiegando come è stata scoperta l’ultima necropoli ed ha offerto un affresco molto preciso su quella che doveva essere la situazione di Cortona in epoca etrusca.

MJP

 

LA CANZONE DI DINDO

Note per una serata diversa

Sull’aia di “Beppe” quest’anno vi erano alcuni signori della “Casa di Riposo” di Camucia, che invitati dal figlio Vinicio hanno trascorso una diversa serata non diciamo all’aia pura perché questa era invece piena di polvere, causata da una grande macchina da battere: la “Lupa”, ma era una polvere “antica” che non fa male ai polmoni come quella della città, come quella delle nostre scatole meccaniche chiamate auto, anzi la rende ottima per quel sapore di storico che possiede nella sua essenza. E’ polvere dei tempi e se anche fa grattare un po’ non è tossica e non fa morire, anzi tappa un po’ le rughe degli anni.

Una foto ricordo “armati” tutti di qualche attrezzo alla bisogna: chi il badile, chi il forcone, o la forca, chi un desiderio inesaudibile, .... un mazzo di girasoli, tanto per allietare l’evento.

All’ombra della grande macchina qualche sorriso naturale c’è stato, con qualche pensiero ai tempi migliori... eh si la gioventù anche se “tribolata” è sempre la gioventù vero “ragazzi”?

Ma la serata non si è esaurita nel vedere la tradizionale battitura, poi i nostri “giovani” hanno cenato a tavola con tutti gli altri commensali. Hanno mangiato di tutto, per una sera senza pasticche: antipasti, pastasciutta con il sugo d’ocio, che poi è stato fatto anche al forno, la cavolella e l’allegra “brigata” ha baffo onore alle cuoche e si sono “leccati” tutti i saporiti ossicini.

La serata era giunta al termine, ma la sorpresa doveva arrivare e l’ha offerta il “Dindo” l’uomo della storia.

Ha approfittato di una disattenzione della cantante e ha preso il microfono e con il suo vocione da “profondo basso” ... ha sciorinato di fila, senza intoppi e sbagli un antica canzone dal sapore sarcastico e realistico: “Quella dei contadini”.

La lunga filastrocca è stata interpretata dal nostro Dindo in maniera encomiabile e ha strappato applausi a scena aperta, la gente ha veramente gradito l’interpretazione del “grande artista”.

No il palco non era quello del Signorelli di Cortona, ma per “quelli come noi” è molto più gradevole e “casereccio”, quello del Melighetti a Pergaccio.

Quindi bravo Dindo, veramente sei stato semplicemente ... eccezionale, a presto per ... risentirci.

Un sentito e caloroso ringraziamento alle generose ed accorte assistenti che hanno seguito i “ragazzi” in ogni loro azione, anche sforando il loro normale orario di servizio... Grazie di cuore.

 

Riportiamo qui di seguito lo stornello perché veramente espressivo e in sintonia con vari canti che si sono intrecciati sul lavoro del contadino; oggi è bello ascoltarlo, ma cosa molto diversa e triste fu il doverlo “vivere”.

Ivan Landi

 

“Quella dei contadini”

Ascoltate o cittadini

noi vi si parla dei contadini.

E di quanto si lavora

e non abbiamo di pace un’ora.

 

E con la vanga e lo zappone

con il ramato sopra il groppone.

Giovani e vecchi son tutti armati

che si sembran tutti soldati.

 

Dopo si arriva alla raccolta

si spera sempre che sia di molta;

e dopo viene la trebbiatura

corron tutti con premura:

 

il primo è il frate che vien sull’aia

saluta il capoccia e la massaia,

ma poi a sedere si mette al fresco,

lui vuole il grano per S. Francesco.

 

C’è il cappuccino con lunga barba

lui che viene presto all’alba

lui si che tiene il busto storto

lui vuole il grano pe’l Signor morto.

 

Ci sono le monachelle con la sacchetta

vogliono il grano per Santa Elisabetta.

Poi c’è il sarto, il fabbro, il calzolaio, la levatrice insieme al becchino

son tutti al dosso al contadino.

 

Poi c’è il sensale co’ na bugia

che più di tutti ne porta via,

e con la scusa di visitar la stalla

lui vuole il fieno pe’ la cavalla.

 

E per mantere  l’usè e il sistema

la raccolta è sempre scema!

 C’è le massaie che vanno in piazza

con i polli belli di prima razza,

per rivestire i loro bambini

per se comprano i salamini.

 

C’è le ragazze, che son fresche e belle

per comprar mutande, sottane e gunelle,

sotto la chioccia ci pongono l’ova,

o gne ne schiaccia o nun gne ne cova.

 

Dopo si arriva alla vendemmia

allora che si che si bestemmia;

se mette un quarto nella botte

e l’resto se lo bevono e bona notte.

 

E per mantere  l’usè e il sistema

la raccolta è sempre scema!

 

 

Qualche doverosa notizia del nostro Dindo

In realtà si chiama Marsilio Bonacchioni è nato a Cortona il 3 marzo del 1926; ha abitato sempre a Terontola ed ora da due anni è alla Casa di Riposo “Camilla Sernini” di Camucia.

E’ un uomo simpaticissimo, solare ha frequentato pochi anni la scuola elementare ed ha quasi sempre lavorato come muratore, ma qualche po’ di tempo anche in ferrovia e nei campi.

Marsilio, ricorda volentieri che ha prestato la sua valida opera per il prof. Rino Baldelli, che a Terontola in località “Landrucci” aveva un fiorente podere.

E’ uomo di una semplicità sconvolgente, premuroso di non nuocere a nessuno, e come potrebbe.

Ora è un punto di “riferimento” nella sua nuova dimora, è diventato in questi giorni un ... VIP.

Egli mi ricorda che a Terontola ha ancora la Sua casa, ma qui ha trovato un’ottima assistenza ed egli si trova benissimo.

Una vita dedicata al lavoro, anche abbastanza duro e “... quando si andava a trebbiare era una bella festa, anche se il lavoro certamente non “mancava”; e la sera, qualche volta, si aveva ancora la forza e la voglia di cantare, anche se le canzoni erano, nella loro gran parte, come il canto dell’uccellino in gabbia: un canto per voglia o... per rabbia?

 

Gli ottant’anni di un cantore popolare

AUGURI BRUGGIAMANNE!

Aldo Calucci, da tutti conosciuto come Bruggiamanne, il 3 ottobre ha compiuto ottanta anni. Egli è stato, dal Dopoguerra fino almeno al decennio 1980, l’ultima espressione dinamica dell’antica tradizione popolare dei cantastorie e dei poeti a braccio in Toscana. Suonatore di fisarmonica dall’orecchio sensibile, dalla mano versatile e dalla lingua sciolta ha anche segnato il tramonto di quella stagione. Dopo di lui la filologia, l’edizione critica di un mondo ormai perduto e riproponibile solo come archeologia del costume.

Bruggiamanne invece aveva raccolto l’eredità ancora calda e viva degli improvvisatori e degli artisti contadini itineranti e l’aveva mantenuta integra, soltanto adeguandola al momento storico che stava vivendo, così come avevano fatto i tanti stornellatori e bruscellanti che al passaggio dei secoli assumevano modi e usanze nuove senza però mai perdere le ragioni e le necessità originarie della poesia. Egli inserì in questo lascito il festival di Sanremo, la prima televisione e i film di Totò ma non già come esperimento d’avanguardia piuttosto come naturale e spontanea evoluzione di una tradizione, e questo apparve normale a lui e agli spettatori che non sentirono l’esperimento, ché infatti esperimento non era; era piuttosto lo spirito dei tempi che urgeva.

Il cambiamento stava nelle cose, inevitabile, ma la radice era ancora salva.

Tutto si spense poi quando la  piazza non generò più spettacoli ma li subì e quando i campi rimasero deserti e alla civiltà contadina furono dedicati esposizioni e musei dove gli strumenti del lavoro, resi inerti e staccati dal sudore, diventarono l’oggetto di un’ammirazione nostalgica e irrealistica perché senza esperienza. La vecchiaia di Bruggiamanne ha coinciso con il rapido dissolvimento di un mondo remoto e la sua immediata trasformazione in memoria. Perciò, dicevamo, dopo Bruggiamanne solo la filologia.

Aldo con i valzer, i tanghi e le barzellette ha accompagnato i riti agrari e le feste di ogni paese e frazione della Valdichiana; famoso per la sua andatura dinoccolata e l’esuberanza giovanile, portatore di un soprannome dal sapore enigmatico è oggi un profeta disarmato che sommessamente invoca la pace sulla terra.

Con i bianchi capelli lunghi e il viso scavato di una penetrante bellezza senile egli sente su di sé il male del mondo e prova ad ammansirlo con la musica della sua fisarmonica. La compagna di una vita.

Alvaro Ceccarelli

 

GITA A ROMA

I RiAnimatori organizzano per domenica 23 ottobre una gita a Roma con il seguente programma:

• Ore 6.15 - ritrovo nel piazzale della Chiesa di Cristo Re a Camucia

• Ore 6.30 - partenza dalla farmacia Bianchi di Camucia

• Arrivo a Roma. Partecipazione all’Angelus del S.Padre, visita alla tomba di Giovanni Paolo II,  e ad alcuni luoghi turistici e di spiritualità

• Ore 19.00 - partenza da Roma

• Ore 21.30 - arrivo previsto davanti alla Chiesa di Cristo Re a Camucia.

Il pranzo è al sacco e il costo del pullman è di 18 Euro.

Per prenotazioni e informazioni, chiamare i RiAnimatori ai seguenti numeri: 3803202010, 3333046766 o visitare il sito www.diamogustoallavita.it.

 

 

POESIA

La fornaia

 

La diafana

bianca vegliarda

che vedo seduta

in un canto

da sola

un tempo sfornava

e donava

fragranti michette

La chiamano Lina

e adesso ch’è carca

di anni e di crucci

trascorre

i labili giorni

residui

davanti

ad un tavolino

appartato:

a manca

e di fronte

due spoglie pareti

su cui si palesano

spesso

il forno

il negozio

e il fiume di gente

che grata

le  dava calore

e amicizia

Nei suoi soliloqui

strazianti

è a loro che parla

E tutte le volte

che ode voci

o suoni di passi

e scorge persone

“viventi”

che passano

e vanno

come se lei

non ci fosse

smarrita

al Cielo ripete

questa preghiera:

“Signore ascolta

aiuta la Lina

e falla tornare

capace e serena

al pari di quando

sfornava michette.

 

Mario Romualdi

 

LA GITA DEL CHJANINO

di Bruno Gnerucci

El giorno doppo tutti se va ‘ntorno

a fè le spese, a comprè calche scemenza,

ma quande s' avicina mezzogiorno

de magnère e bere en se fa senza:

chj ‘l ristorante e chj ‘l panino

ce se sparpaglia per tutti i cantoni;

per furtuna che c' è ‘l telefunino

e non se perde nissun, manco i coglioni.

Verso sera a l'ora de partire

tutti se va a l’appuntamento,

ma calcosa c'è sempre da patire,

c'è sempre calcun che ‘n ha capito.

Finalmente stracchi stracchi s’arimonta,

se vorrebbe èsse a chèsa tur un momento

e ‘ntanto se ripensa e se racconta

e se, fa vedé quel ch' én comprèto.

Tu la corriera el tempo ha da passère

qualcuno legge el libro o ‘l giornalino

e ‘ntanto qualcun altro fruga per magnère.

Mèso vorrebbe fère el solito sunnino

ad un tratto queli ‘n fondo

tutti se metteno a cantère.

Le canzoni le san de tutto ‘l mondo,

quele liggere e quele da tenore.

Ne gumincion de certo ‘na trintina.

ma nne finiscon manco lina de sicuro

Al microfeno se va a raccontalle,

tutti zitti per capire meglio,

le barzellette però sòn sempre quelle,

se ride per ringuattère lo sbadiglio.

En tanti pòsti sémo stèti ‘n alligria,

anch’a l’estero sen viti ‘n pèr de volte,

meri, monti e pirsino al’abbazia;

canti e ballète n'émo fatte tante,

pirfino tu la piazza e tu la via,

foto e filmini en fatto a questo e a quello,

Quande a Venezia c'era ‘l carnovèle,

lì en compro mascara e capello,

girèno musi brutti de scimmia e de maièle,

principi e damine a fère lo zimbello.

Sen viti d’acordo anco stavolta

en c'è nissuno che s'è lamenteto;

iarsera dice che la pasta era ‘n po’ scotta,

ma nissuno a corpo voto s'è rizzèto,

nissuno è stèto mèle per furtuna,

le middicine che djetro s'era porto

sòno armaste ‘n fondo a la borsona

en ce n’è un ch'ha uto ‘l corpo sciolto..

Le luci de Cortona sono ‘n vista,

sémo a la fine del nostro viaggio

mille ringraziamenti a l'autista

che ci ha sopporto con tanto coraggio.

Certo calch’ accidente sotto sotto,

penso anco più d'uno, ce l' ha mando;

no’ calche volta aremo esagerèto,

ma ‘n se passa mèi ‘l segno ‘n fondo ‘n fondo.

Chjèggo scusa a tutti quanti,

si v' ho poco divirtito

enn’ aete tutti i torti

ma col mi’ ‘mpegno ci ho provèto.

Un saluto voglio fè particolère

a le donne che ci han tinuto compagnia,

ce sirebbe da mettol tul giornèle,

grazie con tnnta tanta sempatia.

Un saluto a sta popolazione

gne ne faccio qui davanti,

a domène doppo colazione

bona notte a tutti quanti. (Terza ed ultima parte)

 

 

 

Da “Viozzoli tra i campi”

di Marisa Valeri Chiodini

 

La mi suffitta

 

Io per giochè ero sempre pronta a tutto

anco quando doveo ste en chesa rintaneta

perché el tempo era troppo brutto

per saltè fra i campi e cerchè l'insaleta.

La suffitta alora me parea un paradiso.

Non me sintio sola ma co la fantasia

la stanza s' arimpia de gente a l'impruvviso

e me faceno compagnia prima de vi via.

 

Co le forbece tante figure ritagliete

aspetteno drento a una schetela coloreta

de diventè vere e animete

co la polvarina tanto desidareta. (1)

1) La polverina magica del professor Alambicchi, personaggio favoloso del giornale per ragazzi: Il corrierino dei piccoli, al quale io da piccola credevo ciecamente.

 

 

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TERRITORIO

 

 

Fratta

V Rassegna Corale a Fratta di Cortona

FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO

F ratta è un luogo particolare, dove tutti si conoscono, si incontrano, organizzano feste e iniziative che ruotano intorno alla chiesa, con un entusiasmo e una passione che non è facile da trovare.

Sarà per il suo essere un po’ isolata rispetto alla statale, che le ha permesso di vivere più quietamente, ma anche la presenza della nuova struttura ospedaliera non ha sinora intaccato più di tanto la vita della comunità, pronta ad accogliere anche coloro che vengono da fuori, attirati dal cuore pulsante di questa piccola comunità.

A Fratta c’è don Fulgenzio, un sacerdote sereno e sorridente, importante punto di riferimento per la comunità e per le iniziative che vengono organizzate nel corso dell’anno.

Durante gli ultimi giorni di settembre il Consiglio parrocchiale di Fratta ha organizzato la Festa della Madonna del Rosario, con incontri di preghiera, la processione, il pranzo domenicale, la S. Messa solenne e il teatro dei ragazzi della maestra Oreana.

Fin qui tutto sembrava già impegnativo, ma tutto sommato realizzabile, se si pensa che la cucina è organizzata per lavorare come un ristorante, con un fornito menu e una comoda struttura ricettiva sempre a disposizione, in cui un bel gruppo di uomini e donne  si trasforma in un insieme di cuochi provetti.

Ma non basta.

A Fratta c’è il coro “S.Cecilia”, che si riunisce nei locali  della  parrocchia per le prove ed è diretto da Alfiero Alunno, che per il quinto anno consecutivo ha contribuito ad organizzare l’ormai tradizionale “Rassegna corale”.

Per questa edizione  i gruppi partecipanti, oltre al coro “S. Cecilia”, sono stati  il”Gruppo corale “di Saione, con la direzione di Alessandro Tricomi e l’”Ensemble Flos Vocalis”di Sinalunga, diretto da Gianni Bagnoli.

Quest’anno l’organizzazione ha optato per un numero ridotto di cori in modo da dare a tutti la possibilità di esibirsi in almeno cinque brani, per dispiegare al meglio la propria vocalità.

Il “Gruppo corale di Saione” ha presentato “Oh happy day” e una scelta di brani, come “Jubilate Deo” di O. di Lasso e l’Ave Maria di G.Rossini; il gruppo “Flos vocalis” ha eseguito uno stupendo brano della Schole Notre Dame, “Benedicamus Domino”, con un basso continuo da brivido, l’Ave Maria di A.Bruckner e una scelta di brani tratti da “Jesus Christ Superstar”che ha riportato il pubblico ai favolosi anni ’70, quando il musical spopolava in tutti i cinema.

Simpatica è stata la spiegazione della cantante solista: hanno casualmente trovato un LP in vinile, da un amico appassionato di musica, l’hanno ascoltato ed è subito piaciuto, e da qui è nata l’idea di riproporre i brani più conosciuti di Jesus Christ nelle esibizioni.

Il coro S.Cecilia, con la direzione di Alfiero Alunno e Massimiliano Rossi all’armonium, ha presentato “Altissima luce” dal Laudario di Cortona, l’Ave Maria di F.Coradini e la sola sezione maschile ha eseguito con grande intensità il canto gregoriano “Salve Regina”.

Al termine del concerto il Consiglio parrocchiale ha donato una targa-ricordo ai gruppi partecipanti, mentre le cuoche e i cuochi hanno preparato un ricco buffet per tutti i partecipanti e per il pubblico.

La serata si è conclusa con un brindisi generale e un applauso scrosciante per gli organizzatori, insieme ad un arrivederci al prossimo anno. 

MJP

 

Mercatale

Nella piazza centrale del paese

PRENDE VIGORE IL NUOVO MERCATO DEL MERCOLEDÌ

M ercatale, dopo una parentesi durata decenni, è tornato a onorare le sue origini. Origini scolpite nel suo toponimo, dal quale è implicito rilevare come questo paese, parimenti all’omonima indicazione di alcuni altri soprattutto toscani, fosse anticamente luogo di mercati. Per la sua collocazione geografica ai confini di due regioni e alla convergenza di vie commerciali provenienti dall’area tiberina, del Trasimeno e cortonese, l’abitato di Mercatale, strutturato - pare appositamente - con vaste piazze, ha avuto sino alla metà del secolo or da poco concluso un importante ruolo negli scambi di prodotti boschivi, animali ed agricoli con le merci portate qui a vendere da fuori.

Le persone ultracinquantenni della valle ricordano bene le grandi fiere che si tenevano mensilmente in paese (e due volte l’anno persino a Sorbello), a cui si aggiungevano nel periodo di carnevale e di quaresima i popolati mercati del martedì. Tanta e poi tanta la gente: dalle colline circostanti e dal piano era un affluire notevole di uomini, di donne e ragazzi, chi fra i banchi dei venditori vocianti, chi fra il fitto bestiame contrattato sotto i tigli e i castagni del parco-giochi attuale.

Col nuovo orizzonte apertosi nell’ultimo dopoguerra ecco però la graduale trasformazione agricola, il conseguente spopolamento dei casolari e della valle nonché la facilità per ognuno di aderire con propri mezzi ad acquistare nei centri maggiori: un insieme di fattori che determinarono nel paese il rapido dissolvimento della secolare caratteristica legata al suo nome. Non più fiere né mercati, dunque, ebbero vita a Mercatale fino a pochissimo tempo fa. Nemmeno un provvedimento del Comune che ripristinava fissandolo al mercoledi il settimanale mercato  servì in primo tempo a riportare le bancarelle nelle piazze del paese.

Passato qualche anno ci soddisfa ora l’avverarsi di una insperata ripresa. Ha incominciato dapprima un banco solo, poi un altro e un altro ancora, timido e azzardato tentativo di riproporre quel che era una volta. E la prova di quei coraggiosi commercianti ci pare perfettamente riuscita perché oggi, ogni mercoledì mattina, la piazza centrale di Mercatale, con la sua vasta e conveniente esposizione di prodotti e con l’andirivieni ed il vocio delle massaie, ci dà la parvenza, seppur ridotta, del vivo paese d’un tempo.

Mario Ruggiu

 

ALLA SOGLIA DEI 100 ANNI

L’amore per la vita: questo il segreto che ha portato Olimpia Olivi Caleri a festeggiare l’inizio dei cento anni.

Nata il 06 ottobre 1906 in mezzo ai monti che circondano Mercatale, ha attraversato quasi tutto il novecento e gli inizi del nuovo millennio in mezzo a vicissitudini che hanno segnato profondamente la sua vita, a dimostrazione che sono spesso le difficoltà e le sofferenze a temprare un’esistenza.

Rimasta orfana di madre a soli otto anni, prese in mano le redini della famiglia, provvedendo alle cure della casa, del bestiame e, in particolare, del fratellino di tre anni.

Sposatasi in giovane età, fece anche della nuova famiglia il centro del suo mondo: pur tra ristrettenze economiche e sofferenze anche fisiche, ha sempre conservato il coraggio di lottare per dare un’esistenza dignitosa ai propri figli.

La sua dote principale? La pazienza, condita dalla capacità di vivere con gioia le poche soddisfazioni che la vita le ha donato.

Un’esistenza dunque umile la sua, eppure capace di offrire a tutti coloro che hanno avuto la gioia di viverle accanto concreti esempi di rettitudine, senso del dovere, amore per gli altri.

Mai una parola di critica, ma sempre la capacità di comprendere e perdonare, come forse oggi non è più neppure possibile immaginare.

Ma proprio per questo si può affermare che la sua è stata una vita degna di grande rispetto, capace ancora di insegnare che la stessa, sia pure tra inenarrabili difficoltà, vale sempre la pena di essere vissuta.

E la vita l’ha infine ricompensata donandole la felicità di raggiungere, ancora lucida di mente, l’ambito per lei traguardo dei cento anni.

Giuliana Bianchi Caleri

 

CON LA SOLLECITAZIONE DEL CONSIGLIERE CAPRINI

Dopo vari richiami della popolazione interessata, segnalati tempo addietro anche su queste colonne, e con la formale sollecitazione del consigliere locale Giuliano Caprini, il Comune ha provveduto nei giorni scorsi al riassestamento più urgente delle vie centrali di Mercatale. E’ stato in primo luogo ripristinato l’intero asfalto nei tratti viari particolarmente sconnessi come via Turati ed il raccordo di via Mazzini con la via del Pignattaio. Altro asfalto è stato steso qua e là nell’abitato a rattoppare vari punti aventi il manto stradale in disfacimento.

Oltre ai suddetti lavori va resa nota, dandone atto all’Amministrazione Comunale, anche l’avvenuta asfaltatura della strada che da Pierle conduce al cimitero della piccola frazione.

M.R.

 

Ronzano

CENTRO DEL FOLKLORE

Sulla terrazza di Ronzano, dove un giorno scorrazzavano polli e galline, dove tutto era lavoro e fatica, negli ultimi giorni di questo afoso ed antico luglio si è svolto il 5° Festival del Folklore.

Questa manifestazione voluta per dare contenuto e spessore alla cultura contadina si è trasformata in due meravigliose serate dove il sapere antico dei nostri avi si è coniugato con il nostro miglior “saper vivere” della loro memoria.

Allora Ronzano piccola e antica frazione di Cortona si è trasformata nella capitale della riscoperta e della valorizzazione del nostro recente passato.

Abbiamo appreso con interesse dall’assessore alla cultura e vice-sindaco prof: Walter Checcarelli che presto troverà posto in questa frazione un “Museo”, grazie agli interventi del nostro comune e della provincia, tutto particolare, nel quale troveranno posto mappe e carte della bonifica. La nostra valle si è talmente trasformata in pochi anni da non farsi più riconoscere: da zona umida e acquitrinosa si è modificata in fertile terra grazie al lavoro e alle fatiche di numerosi coltivatori, che l’hanno ornata di piante e di prodotti tipici che oggi andiamo a riscoprire.

Oggi però la moderna e sconcertante cultura della “coltura agricola” sta portando la nostra valle verso la desertificazione, la cancellazione totale di vecchie, possenti e gloriose case leopoldine. L’intelligenza di pochi mettono un qualche rimedio, infatti alcune vengono ristrutturate e sono già tornate a nuovo splendore, ma è il “privato” che si è appropriato di questa storia e difficile sarà potersi avvicinare ed usufruirne. Sarebbe troppo ristrutturare una Leopoldina?

Qualche tempo fa i Sindaci della Valdichiana trattarono la cosa, tutto abbandonato? Speriamo di no, sarebbe grave.

Vogliamo sperare che l’acqua tanto attesa della diga di Montedoglio compia un nuovo miracolo e ritrasformi la nostra Valdichiana ancora in una valle prosperosa e ricca. Non ci resta che attendere. Quanto è lungo il tempo delle attese...

Vogliamo sperare che dalla terra di Ronzano si torni a vedere una vera valle verde dove gli antichi e buoni sapori vincano sulla sterile produttività.

Allora qualcuno come il grande Riccardo Marasco tornerà a cantare vecchi, saggi e “pepati” stornelli della nostra meravigliosa Toscana.

Lo stornellatore fiorentino ha rapito le attenzioni di tutti e a trasformato una serata in una carrellata di musiche ironiche, di punzecchiature mordaci, di pepate allusioni, di battute che hanno strappato applausi anche al pubblico più disattento.

 I complimenti al comitato organizzatore di Ronzano che ha lavorato davvero in modo umile e serio, ed in particolare alla sua presidente Antonella Calussi che si è destreggiata da vera professionista anche con il microfono.

Un saluto e un ringraziamento particolarissimo all’amico Alfredo Nerozzi, il nostro “fabbro-cantore”, che ha voluto dare il suo essenziale apporto alla serata cimentandosi con stornelli e dialoghi canori in ottava rima portando un valore locale aggiunto alla manifestazione.

Alfredo Nerozzi ha detto commosso: “Quale onore aver cantato con Riccardo Marasco... un campione”; bene, caro Alfredo quando si calca il palco, meglio se fatto solo di terra e d’erba, e si canta veramente con il cuore, siamo davvero solo campioni.

Siamo in quella diversa dimensione, che si scrive sempre con le note e si manifesta attraverso la musicalità, ma che è profondo e vero significato di... pace, si identifica con la delicatezza del sentimento, si esterna con la solidarietà e la fratellanza: capacità proprie ed esclusive dell’uomo sapiens.

Ivan Landi

 

Camucia

Per i camuciesi

UNA LAPIDE PER I CADUTI

Lo scrivente, già presidente della sezione cortonese dei Combattenti e Reduci, ottemperando all’incarico ricevuto al termine dell’assemblea dei soci (25 aprile) che dispose la chiusura della locale associazione, ha invitato il nostro Comune ad affiggere una lapide a ricordo dei soldati e dei civili camuciesi caduti nell’ultimo conflitto.

L’Amministrazione municipale, non essendo in grado di fornire l’elenco nominativo dei suddetti Caduti, ha accolto la nostra proposta ma apporrà in via provvisoria, accanto alla lapide relativa alla prima guerra mondiale, una “targa” con la scritta: “Ai camuciesi caduti durante la prima guerra mondiale”.

Si invitano, pertanto, le famiglie interessate a fornire all’indirizzo soto riportato i cognomi ed i nomi dei militari scomparsi nel conflitto e dei civili che furono vittime dei bombardamenti alleati e delle violenze tedesche nel c.d. (passaggio del fronte), limitatamente agli allora residenti in Camucia.                  Walter Fabiani

Indirizzo:

Walter Fabiani

Viale G.Matteotti, 28

52042 Camucia (Ar)

 

Cortona

NOZZE D’ORO LUCANI - CAPUCCI

Domenica 2 ottobre 2005 nella deliziosa chiesetta di S. Benedetto hanno rinnovato la cerimonia religiosa che li vide sposi nel 1955 Ines Cappucci ed Eugenio Lucani.

E’ stata una cerimonia intima ma sicuramente sentita e festosa anche per il particolare taglio di amicizia che don Ottorino Capannini ha voluto imprimere con il suo stile semplice ma incisivo. Don Ottorino ha messo in risalto le doti di premurosa madre di famiglia di Ines sempre pronta a dare una mano a chi ne ha bisogno e le doti di generosità e disponibilità di Eugenio noto attore, pittore ed affrescatore cortonese, ben conosciuto ed apprezzato da tutta la cittadinanza ed ormai ben oltre i nostri confini territoriali per le sue alte qualità espressive.

Un augurio di cuore per i lunghi anni futuri da tutta la Redazione dell’Etruria e da tutti coloro che apprezzano e stimano questa famiglia cortonese.

 

 

INDIETRO

 

 

RUBRICHE

 

RUBRICA CALDARONE

Tra educazione e obblighi istituzionali

Gent.mo  prof. Caldarone

Prendo spunto da due scritti apparsi sull’ultimo numero dell’Etruria: l’uno dal titolo “Governanti o ruminanti” a firma di Narciso Fini e il secondo di Franco G. “Sindaco Vignini: Perché non rispondi?”; sia per dimostrare la mia approvazione a quanto gli scriventi lamentano, sia per rimarcare  quanto poco nella nostra società, a tutti i livelli, sia praticato il Galateo. Sia nell’uno che nell’altro scritto vengono messi sotto accusa i maldestri comportamenti dei politici. E bene ha fatto Narciso Fini a stigmatizzare  il maleducato  vezzo di certi  rappresentanti delle Amministrazioni Comunali della Val di Chiana di masticare gomme, mentre, seduti in prima fila di fronte al palco delle autorità assistevano, alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Museo della Città di Cortona, il 5 settembre scorso.  E bene ha fatto Franco G.  a lamentarsi con il Sindaco  che ha ignorato  la richiesta di alcuni pensionati ultrasettantenni di un servizio autobus,  diretto  da Cortona agli Uffici e ambulatori della Asl in  via Capitini di Camucia.

Anziché dare l’esempio di civile comportamento, i nostri politici non appena hanno in mano il potere, dimostrano di sentirsi esonerati da certe regole e da certi doveri  e non fanno che dimostrare arroganza e menefreghismo. Se si comportano così i politici del parlamento o quelli dei comuni della Valdichiana, potrei criticarli come ha fatto l’autore dello scritto e dire: pazienza!  ma dispiace e umilia tutta la comunità cortonese, dai caratteri ben collaudati di civiltà, se il suo primo cittadino ignora le istanze di una categoria sociale  già di per sé mortificata.

La ringrazio dell’attenzione che vorrà prestarmi

Un lettore cortonese che si firma

In più circostanze questa Rubrica si è intrattenuta sulla importanza delle buone maniere e del rispetto di quelle norme che regolano i rapporti civili di una comunità. Sono per lo più norme non scritte, ma non per questo meno importanti, come quella di evitare di masticare disinvoltamente gomme in presenza di altre persone.

Purtroppo oggi il Galateo non è più quello scritto da Mons. Giovanni della Casa, ma quello suggerito o imposto dalla televisione che puntualmente ci ricorda che  non c’è bisogno più di lavarsi i denti: basta una gomma  perché la vita ci torni a sorridere. Ma questa nostra televisione ha anche la pretesa di fare  scuola non solo di buone maniere ma anche di lingua italiana, ma con un piccolo neo:  sia la  grammatica  che il vocabolario non sono quelli su cui hanno speso tutta la loro vita linguisti, scuole e accademie bensì le varie Littizzetto, i vari Giurato con le ripetute volgarità e i puntuali strafalcioni, o quei programmi dalla ineffabile idiozia come “l’Isola dei famosi”. Così è cattiva abitudine, è maleducazione non solo masticare in pubblico quelle che un tempo venivano chiamate “gomme americane” e che tanti anni fa  servivano per ritardare la fame, ma anche il dilettarsi, in forma esibizionistica, di espressioni tanto più sgradevoli o disdicevoli se ascoltate dalla bocca di uomini con pubbliche responsabilità.

Per quanto riguarda il secondo scritto, io ho notato qualche passo nella direzione giusta nel superamento di quel tradizionale vuoto che è sempre esistito tra il cittadino e l’ autorità  preposta: la realizzazione in Piazza della Repubblica di un punto di ascolto o il sito internet aperto alle istanze del pubblico costituiscono, a mio avviso, un buon inizio per scongiurare  l’insopportabile costume dei nostri politici di ricordarsi del cittadino soltanto a ridosso delle elezioni.

A queste opportune iniziative dovrà di conseguenza seguire l’ascolto e, laddove l’intervento suggerito e richiesto ha le caratteristiche della utilità collettiva,  il  tempestivo intervento o, nel caso di sopraggiunte o oggettive difficoltà, la risposta scritta rientra tra gli obblighi e anche nell’uso delle buone maniere della pubblica Amministrazione. E a proposito di sollecite risposte, il nostro Direttore ha inviato una lettera all’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, pubblicata nel numero di Agosto, in cui  ha fatto presente  alcuni privilegi che egli ancora utilizza,  e nella stessa chiedeva se non era il caso che procedesse alla loro eliminazione. Ancora nessuna risposta, probabilmente non ha ancora trovato il tempo,  impegnato com’è  in  giro per l’Italia a pontificare sulla questione morale, che gli sta tanto a cuore.

 

RUBRICA 100 ANNI FA

Il Piazzale di S.Margherita

La devozione cortonese per la “Santa” non ha mai conosciuto interruzioni o momenti di pausa e ne sono prova i numerosi interventi di ristrutturazione e ampliamento che la chiesa, poi basilica, ha conosciuto nel corso dei secoli. Anche all’estero il culto di Margherita ha trovato affezionati fedeli.

Dall’Etruria del 1° ottobre 1893. A Bruges nel Belgio, tra grande solennità, è stato eretto un monumento a S. Margherita da Cortona. Nel secolo egoista nel quale fieramente si lotta per rubare tra fratello e fratello, bisogna domandare conforto, attingere aspirazioni ai grandi eroi del popolo che, come Margherita, dimenticarono sostanze e posizioni, affanni e dolori, per consacrare la vita alla redenzione dell’umanità sofferente. Qualunque uomo, a qualsiasi religione o partito appartenga, non può disconoscere che l’eroina di Cortona è la più splendida manifestazione della carità.

Contemporaneamente a Cortona si provvedeva a realizzare l’attuale sistemazione del piazzale antistante la basilica, sia per motivi religiosi che per il saggio volere di quei lontani amministratori, che intuirono già da allora la straordinaria vocazione turistica che la nostra città avrebbe poi avuto con il passare degli anni.

Dall’Etruria dell’8 ottobre 1893.

Dopo tanto tempo si vedrà degnamente sistemato il vasto piazzale di S. Margherita.

Abbiamo attinto informazioni in proposito e sappiamo che verrà spianato togliendo quell’irregolarità di livello che teneva fin’ora.

All’intorno e precisamente dalla scalinata alla porta delle mura di città si alzerà una balaustra press’a poco simile a quella del Piazzale Garibaldi, e dietro a questa una lunga filata d’alberi.

Parrebbe dunque si fossero decisi a concederci, dove sono indispensabili, queste piantate d’alberi, tanto utili e decorative, proposte sostenute con validi argomenti dall’Etruria.

I forestieri che affluiscono qua numerosi d’estate e che molti faranno Cortona loro perenne dimora, desiderano appunto, luoghi ombrosi per contemplare a bell’agio i nostri superbi panorami.

Dal piazzale di S. Margherita si scorge un incanto, un miracolo di natura. Ma quanto sarà più ricercato allorché potrà presentare tutti i comodi desiderati!

Mario Parigi

 

NOTERELLE

Tagli del Governo, alibi locali

Momenti difficili sono in arrivo. Già i cittadini assaporano le delizie di stagione appena si avvicinano ai distributori di carburante, riempiono le cisterne per il riscaldamento invernale o accatastano legna nei fondi sotto casa. Se per questo settore di beni si può invocare la contingenza bellica (a qualcuno giova questa guerra in Iraq!) per altri beni o servizi l’aumento delle tariffe ha motivazioni nel disastro economico nazionale con ripercussioni e tagli sugli investimenti degli enti locali, insomma, sulle nostre tasche e, per quanto riguarda gli investimenti, sulla nostra visione del territorio, della “città”.

Nelle lamentele degli Amministratori ci sono ampie verità di fronte ad un Governo che sforna ritocchi fiscali ora ai grandi evasori ora ai proprietari di immobili di culto riducendo non solo i trasferimenti ma anche risorse dirette.

C’è una ricerca di alibi come si poteva già comprendere sui nostri precedenti dedicati alla necessità di investimenti tramite alienazioni di proprietà (Manzano, Salcotto, l’officina di Camucia..) o ricerca nei siti di tutta Europa per accedere ai contributi sempre presenti...

Dicevamo tra l’altro che Cortona ha offerte per la realizzazione di un impianto eolico in quel di Ginezzo a costo zero.

Sembra che ci siano ostacoli proprio nella maggioranza.

Si accampano giustificazioni ambientalistiche (che pure noi abbiamo a cuore e per le quali ci battiamo e non intendiamo barattarle nemmeno di fronte a una decina di miliardi in regalo) che cozzano con la necessità del “fai da te” subito sulle energie alternative e la difesa della fauna migratoria.

Non ci sembra giusto nascondere alla popolazione queste grandi opportunità come se i cittadini non fossero capaci di riflessione e suggerimenti allora quando deve contare la democrazia dal basso?

Se il Governo taglia o fa regalie elettorali fate la vostra battaglia di amministratori, ma non accumulate ritardi su quello che vi compete istituzionalmente attraverso bilanci comunque cospicui.

 

FILATELIA

Fedeli a quanto indicato nella precedente corrispondenza, entriamo subito in merito all’esame dettagliato e particolareggiato del valore delle pubblicazioni edite dal Sassone.

Iniziamo con il 1° volume, dedicato come già vi ho detto, agli ANTICHI STATI, al REGNO, alla R.S.I., alla LUOGOTENENZA ed alla REPUBBLICA. Per quanto riguarda gli “Antichi Stati”, a me sembra che Sassone abbia continuato la completezza dell’informazione con una intelligente presentazione editoriale, con un interessamento specifico per le riproduzioni a colori, notevolmente aumentate quantitativamente e qualitativamente rispetto all’anno passato.

La classificazione in periodi storico-filatelici particolari è stata molto curata, per cui mi sembra, se l’Editore continuerà su questa linea, arriveremo senz’altro ad un gioiello informativo, non indifferente; lo stesso tranquillamente si può concordare nella valutazione per i periodi del “Regno”, ritenendo molto valida la specificità data all’aggiornamento delle quotazioni, ottenuto facendo riferimento al mercato dell’anno 2005.

Per il persistere dell’attenzione spagnola verso le nostre collezioni filateliche, interessanti il Regno, constatiamo quanto giusto era il mio ragionamento nelle mie corrispondenze del 2004, quando consigliavo al collezionista una particolare ed assidua vigilanza verso queste emissioni; infatti ho sempre insistito su questo mio concetto, che poi si è rivelato giusto ed estremamente valido.

Infatti stanno esaurendosi anche le scorte, per cui l’abbondanza di alcune serie ci portava a sottovalutare il plus, mentre ora, nuove indicazioni commerciali, dovranno essere rivalutate alla luce dell’attuale situazione di reperimento del materiale in oggetto; interessante questa grandiosa collezione, che prende inizio dal 17 marzo 1861, con l’emissione del 1862, che riporta in quei quattro valori, l’effigie in rilievo di Vittorio Emanuele II, fatta a Torino, sulla tipologia simile a quella dei francobolli di Sardegna del 1855-1863 e del Regno di Vittorio Emanuele II, giù giù sino al 1942.

Altri argomenti interessanti potremo descriverli per la R.S.I., che nel 1943, vedranno la loro validità sino al Maggio 1945, anno in cui subentreranno i francobolli della Luogotenenza di Umberto di Savoia.

I francobolli inerenti questo periodo, catalogati poi in quelli della Repubblica, sono stati 14 di posta ordinaria, 5 di posta aerea, e due di espressi.

Durante il mese del 1946, in cui Umberto II ha regnato, sono stati emessi soltanto 5 francobolli, di cui I di posta ordinaria e 4 di pacchi postali.

A questo punto è interessante parlare delle emissioni sulla “Repubblica”: dal 1945 è effettiva la catalogazione di queste emissioni dalle Presidenze di Enrico De Nicola e Luigi Einaudi sino ai giorni d’oggi, con una valanga di buoni e meno buoni francobolli; ricordiamo dei valori molto importanti sia nell’aspetto tipografico, come in quello commerciale, quando alcuni di questi, specialmente nel settore varietà, hanno raggiunto un valore di una valanga di Euro. Anche tutto questo è informazione, giustamente settoriale, ma che la Filatelia riesce tranquillamente a dimostrare con completezza di dati, sia storici, sia culturali, come commerciali!

 

CINEMA

LA FABBRICA DI CIOCCOLATO

REGIA: Tim Burton

CAST: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Freddie Highmore, David Kelly - GENERE: Fantastico

U.S.A. /2005/ 115 minuti

Willy Wonka è l’eccentrico proprietario di una straordinaria industria dolciaria; il giovane Charlie Bucket sarà uno dei pochi fortunati che avrà il privilegio di visitare la leggendaria fabbrica.

E’ il 1971 quando un ispirato Mel Stuart porta sul grande schermo il romanzo di Roald Dahl, “Willy Wonka e La Fabbrica di Cioccolato”: il risultato è favoloso! Una pellicola commovente e spiritosa al tempo stesso,  visivamente ricca ed irresistibilmente naif.

L’opera del regista New Yorkese, è un viaggio incantato che esplora il lato oscuro e sinistro delle fiabe. Attraverso questo onirico cammino, incontreremo anche i piccoli Oompa Loompa che ci trascineranno nelle atmosfere più psichedeliche con le loro ipnotiche canzoncine . Mattatore di questa immaginifica avventura, è un fantasmagorico Gene Wilder che ci “delizia” con una performance travolgente ed inquietante.

Il suo bizzarro Mr. Wonka, cosi strambo e visionario, ricorda vagamente il Cappellaio Matto di “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Trentaquattro anni dopo, le vicende del cioccolatiere più famoso del pianeta ritornano nel remake diretto dal geniale Tim Burton! La pellicola, sebbene sia una vera e propria gustosità visiva, manca di intensità e di quel malsano sarcasmo che invece aveva il musical di Stuart. Nel nuovo lavoro del cineasta di Burbank, veniamo a conoscenza della “terrificante” infanzia di Willy Wonka e sul perché certi avvenimenti che hanno caratterizzato il suo passato lo abbiano portato alla follia. Questa squisita rivisitazione inoltre, vanta di alcuni personaggi irrefrenabilmente caratteristici come il capriccioso genio cibernetico Mike Teavee, nonché i coreografici e coloratissimi Oompa Loompa, tutti impersonati dal simpatico Deep Roy. L’arduo compito di dar nuovamente vita al fantomatico pasticciere è toccato al camaleontico Johnny Depp. Da sempre idolatrato dal regista californiano, Depp, incarna abilmente un Wonka alquanto pazzoide. La sua interpretazione, indubbiamente esilarante, non riesce tuttavia a mettere in ombra quello stravagante ed allucinato intrattenitore, portato al successo dall’ineguagliabile Gene Wilder. Giudizio: Buono

 

CELLARIO

Domenica 16 ottobre

(Mt 22, 15-21) Dio e Cesare

Le due autorità, divina ed umana, sono state spesso viste  in antitesi, o almeno in rapporto che crea problemi quando  accade di mettere a confronto  Stato e Chiesa,  Ragione e Fede,  Laicità e Religione.  Ma anche in queste contrapposizioni è il caso di dire: niente di nuovo sotto il sole. Il problema infatti, e in modo scottante, era di attualità anche al tempo di Gesù che,  allo scopo di mettere in difficoltà la sua persona, si cercava di costringerlo ad una scelta di campo tra collaborazionisti coi Romani (Stato) e nazionalisti che, per motivi religiosi (Chiesa), si opponevano a loro. Nella disputa Gesù non si tira indietro, e lo fa con estrema chiarezza e in modo da essere lui che mette in difficoltà chi voleva incastrarlo, gli chiedono:

E’ lecito o non pagare il tributo a Cesare? Egli domandò loro: Mostratemi  la moneta del tributo. Ed essi gliela mostrarono. Egli domandò a loro: di chi è questa immagine e l’iscrizione? Gli dicono: Di Cesare. Allora disse loro: Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

Di  solito ci fermiamo ad ammirare il modo limpido e imprevedibile con cui Gesù tratta il problema, ma c’è qualcosa di molto più profondo e  risolutivo nella scelta tra Cesare e Dio, soluzione che si rivela risolutiva ed unica. Se i suoi contemporanei avessero dato a Dio quello che lui chiedeva loro, cioè di riconoscere  Cristo come il Messia promesso, col tempo il problema dell’oppressione straniera si sarebbe risolto da sé, come si è risolto nella stessa Roma che ha perseguitato i cristiani ed essi, senza contestare l’autorità di Cesare e senza ricorrere alla violenza, sono rimasti alla fine padroni del campo. Al contrario, per gli Ebrei, il rifiuto di Cristo e dell’invito alla non violenza nel confronto di Roma li porterà al disastro e alla dispersione per due millenni senza più una  patria, come Gesù aveva puntualmente predetto: Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti. 

Cellario

 

VENDEMMIA TRADITA UN PO’ DALLA METEOROLOGIA

Raccolto in calo, ma qualità più che buona al Vegni

A raccolto quasi ultimato, la qualità della vendemmia 2005 è buona. Ma a decretare il definitivo successo qualitativo, più che in altre vendemmie, sarà soprattutto la perizia dimostrata dalle aziende nella gestione dei vigneti. Soltanto chi ha lavorato nel vigneto, con un’attenta gestione delle pareti fogliari e con trattamenti antibotritici preventivi, riuscirà ad ottenere buoni prodotti. Se fino a qualche anno fa c’era il problema di fissare dei tetti per gli eccessi di produzione, adesso non è più necessario pensare a questo poiché il problema delle eccedenze viene risolto in maniera semplice: la condizione meteorologica particolare di agosto e di settembre e, fino a questo momento, anche di ottobre. Quindi, come sembra, la vendemmia sarà inferiore a quella di altre annate e della qualità dei vini ci si deve accontentare. Ma se per il calo di produzione non c’è niente da fare, sulla qualità tutto non è stato perduto.

Caldo, piogge continue, abbassamenti di temperatura hanno influito diversamente sui raccolti e nella stessa regione dove si sono trovate uve discrete ed altre che potrebbero far nascere ottimi vini. I livelli qualitativi e quantitativi della vendemmia 2005 nascono dall’imprevedibile andamento stagionale che ha imperversato, se vogliamo essere precisi, dalla primavera all’estate determinando squilibri vegetativi, irrazionali fasi di accumulo, l’insorgere delle malattie crittogamiche in alcune zone, che hanno portato ad un ciclo vegetativo eterogeneo e, sotto certi aspetti, disordinato, sfociato in una qualità complessivamente buona, ma con pochissime punte di ottimo e moltissime di sufficiente.

I continui mutamenti climatici e l’elevato tasso di umidità con temperature elevate a giugno e luglio seguite dalle precipitazioni di agosto, settembre e in parte di ottobre, hanno determinato le condizioni ideali per il diffondersi delle principali fitopatie.

In Toscana l’alternanza di giornate soleggiate e piogge frequenti hanno impedito la comparsa di fenomeni da stress idrico e favorito lo sviluppo di un buon apparato fogliare e l’ingrossamento degli acini.

Il caldo umido però ha creato anche le migliori condizioni per la diffusione precoce di marciume del grappolo.

All’Istituto Vegni, da ultimi controlli effettuati, la vendemmia 2005 è andata per il verso giusto nonostante le intemperie di agosto, settembre e ottobre. C’è stato un calo di produzione per alcuni vitigni ma la qualità ottima delle uve a bacca bianca (Chardonnay, Grechetto, Riesling, Sauvignon) e delle uve a bacca rossa (Sangiovese, Merlot, Cabernet- Sauvignon) hanno permesso una trasformazione senza particolari problemi.

In effetti nulla è stato lasciato al caso: ci sono stati trattamenti preventivi nei confronti delle fitopatie più comuni e trattamenti bloccanti. La vendemmia, grazie ai responsabili del settore, è stata effettuata nei momenti giusti riuscendo così ad ottenere uve in ottimo stato di salute grazie alle quali si può dire che i vini, in fase di strutturazione, presenteranno ottime caratteristiche organolettiche e chimiche.

Quindi una vendemmia complessivamente più che buona con punte di ottimo.

A questo punto corre l’obbligo far presente che al Vegni anche quest’anno, in prospettiva di una migliore partecipazione degli alunni alle attività della scuola, la classe 5A Sez. C, facente parte del Modulo Agroindustriale ed interessata all’Area di Progetto con lo sviluppo di tematiche inerenti l’Enologia nei suoi punti fondamentali, coordinata e seguita dai docenti responsabili del settore, si è fatta carico della gestione di un piccolo vigneto sperimentale curando nei minimi particolari la vendemmia, i rimontaggi, le analisi per l’accertamento della maturazione del prodotto. In un secondo momento gli stessi alunni si interesseranno dell’imbottigliamento e del confezionamento approfondendo le leggi vigenti che ne regolano il commercio con particolare riferimento ai sistemi attuali di controllo di qualità

E’ fuor di dubbio un’esperienza di grande spessore tecnico che gli alunni hanno voluto vivere dimostrando competenze specifiche ed attaccamento ad un’attività di cui ne va fiero tutto il personale scolastico dell’Istituto nella speranza che quanto di buono è stato creato dal compianto Dirigente Domenico Petracca e quanto sarà possibile fare in futuro, non resti solo nei ricordi.             F.Navarra

 

PRODURRE GRAPPA

Sono passati ormai sette anni dalla pubblicazione da parte del Consiglio dei Ministri del regolamento che ha disciplinato in Italia le denominazioni e le regole di produzione dei superalcolici e tra questi la grappa.

Si stanno affermando nel mercato produzioni selezionate da parte di aziende vinicole e di aziende agricole vitivinicole in particolare.

Tali produzioni, quasi inesistenti fino a venti anni fa, oggi stanno assorbendo una fetta cospicua di mercato.

Vi è quindi un interesse specifico nel mercato ad una produzione particolare e di medio/alto valore aggiunto.

La produzione della grappa è disciplinata da molte norme: di carattere sanitario, di carattere fiscale, o inerenti etichettatura e pubblicità.

Descriviamo di seguito le norme specifiche di carattere sanitario:

1) normative igienico sanitarie legate alla prevenzione infortuni. Le fasi di lavorazione e, in particolare, la fase della distillazione è rischiosa. In senso lato, poi, anche tutte le fasi successive di lavorazione sono a rischio proprio per la natura del prodotto.

2) normative igienico sanitarie legate ai prodotti alimentari trattati: materie prime(vinacce, fecce, vino, mosto, altri prodotti della lavorazione vitivinicola), semilavorati(distillati, prodotti intermedi), prodotti finiti (grappa), ecc. Soprattutto si vuole sottolineare che ci troviamo di fronte a prodotti alimentari ove specifiche norme nazionali e comunitarie individuano i rischi connessi alle lavorazioni e i comportamenti igienici da seguire.

3) normative sanitarie concernenti i locali ove vengono svolte le operazioni enologiche, di lavorazione, di stoccaggio del distillato e di confezionamento finale.

Per quanto riguarda la normativa di carattere fiscale per la lavorazione della grappa è regolata da un aspetto molto importante: il conto lavorazione.

Il produttore agricolo che vuole affrontare il problema della lavorazione della grappa, sicuramente si trova di fronte a due strade: o costruisce una distilleria e la cosa è complicata anche dal fatto che non può essere contigua agli stabilimenti enologici, o, più semplicemente, pone in essere con un distillatore autorizzato un conto lavorazione.

Il conto lavorazione per questo prodotto sostanzialmente non differisce molto da quello degli altri settori merceologici. E’ bene che vi sia un contratto preliminare nel quale siano riportate tutte le fasi sotto indicate.

Si consegna una materia prima (vinaccia) da parte del produttore agricolo e si ritira il prodotto finito (grappa). Come per gli altri conti lavorazione, anche in questo è assai importante il rispetto delle norme Iva, del Dpr 633/72 3 del Dlgs 504/95.

Molto importante risulta l’aspetto specifico della normativa legata all’etichettatura e alla presentazione del prodotto.

La normativa del D.L. 109/92 in modo specifico tratta delle etichettature, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari. Per tale designazione dei prodotti, oltre a norme specifiche quali la data di scadenza, in linea generale valgono le norme contenute nell’art. 2 dove si specifica che: “l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari non devono indurre in errore l’acquirente”,

In riferimento alle parole “non devono indurre in errore l’acquirente”, dobbiamo anche ricordare quanto stabilito dall’art. 515 c.p. inerente alla frode nell’esercizio del commercio.

 Si può senz’altro affermare che il settore delle problematiche relative al conto lavorazione della grappa da parte dell’agricoltore è assai particolare in quanto diverse e specifiche normative vincolano il produttore al rispetto di onerose disposizioni.

Quindi, qualora per esigenze commerciali l’agricoltore intenda operare in questo settore, deve fare molta attenzione e soprattutto, negli atti che compie, deve apparire in modo trasparente la volontà in essere tutto quello che sia nella sua competenza affinchè il prodotto ottenuto sia quanto mai corrispondente ai requisiti di Legge ed alle designazioni aggiuntive; in altre parole deve sempre poter dimostrare la propria “buona fede” nell’esecuzione delle operazioni del conto lavorazioni.

Francesco Navarra

 

METEOROGIA

Settembre assolato, come qualche anno fa, con caratteristiche estive ancora pronunciate, è stato soltanto un ricordo.

Maltempo, assaggio di autunno nella prima decade e seconda decade del mese con bruschi abbassamenti di temperatura. E’ stato un settembre da dimenticare. Le continue correnti hanno guastato il meccanismo meteorologico apportando copertura del cielo e temporali.

Quindi a conclusione dell’estate più piovosa degli ultimi anni il mese di settembre, proseguendo sulla scia del mese precedente, si è dimostrato un mese molto anomalo e non ha smentito il trend di piovosità di quest’estate anche se i limiti stagionali sono stati sfiorati.

Comunque la pioggia è stata presente in 10 occasioni e, talvolta, ha assunto carattere di rovescio o temporale. Con simili condizioni ne ha risentito l’agricoltura che in alcune zone ha dato il colpo di grazia. E’ bene ricordare che mesi di settembre particolarmente piovosi sono stati quelli degli anni 1982-8384-93-94-95-96-98 e 2005 con unica eccezione del 1985 (famoso anno della gelata) che si presenta con un record negativo di o mm. di precipitazioni.

Le temperature, nel complesso, hanno manifestato delle forti oscillazioni tanto da coinvolgere lo stato fisico delle singole persone. Esse sono state registrate al di sotto della media stagionale e di quelle registrate nel settembre 2004. All’origine del prolungato maltempo c’è stata l’alta pressione che si è bloccata al Nord assicurando il bel tempo tra l’Artico e l’Europa settentrionale e lasciando la nostra penisola esposta a correnti da Nord-Ovest, cariche di umidità e pioggia e temperature sotto la media.

Per quanto riguarda la curiosità ricordiamo che benchè settembre sia dopo giugno il mese con la più alta frequenza di temporali, è spesso caratterizzato da lunghi periodi di tempo stabile e sereno, ventoso con notevoli escursioni tra il giorno e la notte.

La temperatura più alta raggiunta in questo mese spetta all’anno 2005 (31.2° C.), mentre la più bassa appartiene al settembre 1995 (7° C.) Per quanto riguarda le precipitazioni in assoluto il mese di settembre più piovoso è quello dell’anno 1994 (185 mm.) mentre quello con assenza di pioggia spetta al settembre 1985 (0 mm.).

Per la tradizione ricordiamo che San Michele, festeggiato il 29 settembre, coincide con l’arrivo dei primi freddi. Spesso si facevano previsioni, e non solo del tempo, per i mesi a venire. Dato che in tale data scadevano i contratti degli Affittuari, se il tempo era buono (e il contratto veniva confermato), si prevedeva un inverno bello e soleggiato, viceversa la pioggia e il freddo erano presagio di un inverno freddo, nevoso a(e sotto i ripari di fortuna).

DATI STATISTICI

Minima:9.5 (-0.2), massima: 31.2 (-2), minima media mensile: 13 (-2.2), massima media mensile:24 (-2.2), media mensile: 18.5 (-2.5), precipitazioni: 121.83 (+52.56)

Le cifre in parentesi indicano gli scarti di temperatura riferiti al periodo preso in considerazione.

Francesco Navarra

 

  

NECROLOGIO

II Anniversario

Patrizio Tribbioli

La tua famiglia, insieme ai parenti e amici, ti ricordano con tanto affetto e infinito rimpianto.

 

XXV Anniversario

Tommaso Chieli

Nel 25 anniversario della scomparsa i figli Muzio, Luciana e Alba,, la nuora Franca ed i nipoti tutti lo ricordano con affetto.

 

 

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POLITICA

 

 

LA VOCE COMUNALE

L’Ospedale  della Fratta

Viabilità: con la firma della convenzione tra Comune di Cortona, Provincia di Arezzo e ASL 8 sicurezza ed accessibilità

 per raggiungere l’Ospedale “Santa Margherita”

Il percorso che da Camucia e Cortona raggiunge loc. Fratta verrà adeguato ed ampliato.

Interventi anche nel centro abitato di Fratta. Stanziati oltre 1.000.000 di Euro

La Provincia di Arezzo ha inserito nel proprio programma triennale dei lavori pubblici un investimento di  Euro 774.685  per la ristrutturazione e messa in sicurezza della Strada Provinciale 28 Siena-Cortona, nel tratto da Cortona a Foiano della Chiana, con particolare riferimento al centro abitato di Fratta, tutto ciò al fine di migliorare le condizioni di accessibilità al nuovo ospedale “Santa Margherita”. Contemporaneamente il Comune di Cortona ha inserito nel proprio programma triennale di lavori pubblici un investimento di Euro 351.630.

Il Comune e la Provincia hanno definito una strategia d’intervento integrata e coordinata e si sono fatti promotori, presso la ASL 8 di una convenzione che, contemperando i contrapposti interessi, coordinasse le rispettive competenze, al fine di accelerare i tempi di attuazione dell’intervento e garantire l’efficiente realizzazione del comune obiettivo.

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale l’assemblea ha approvato la suddetta convenzione.

Il nuovo passaggio in Consiglio Comunale si è reso necessario in quanto la Provincia di Arezzo ha proposto una variante alla stessa  riguardante principalmente l’art. 10 della convenzione stessa, per la parte che riguarda il pagamento dei professionisti.

I lavori comprenderanno un ampliamento e modifica della sede stradale a partire dalla strada in corrispondenza del bivio con la strada di Mezzafratta fino all’ingresso dell’Ospedale.

Parallelamente il Comune di Cortona sta completando l’adeguamento della strada di Mezzafratta che da Camucia porta direttamente a loc. Fratta aggirando così la SR71.

Sempre il Comune di Cortona si farà carico  della realizzazione delle opere di urbanizzazione nell’abitato di Fratta, quali illuminazione pubblica, marciapiedi, aree di parcheggio, zone deposito cassonetti per la raccolta dei rifiuti, regolamentazione incroci etc.

L’Azienda ASL 8 comparteciperà economicamente, con circa 26.000 Euro, alla realizzazione della rotatoria con braccio d’ingresso all’Ospedale stesso.

I lavori sono stati appaltati alla ditta PA.E.CO. di Matera e, dopo le verifiche di legge, inizieranno nelle prossime settimane.

 

IL COMUNE DI CORTONA A TORINO DAL 2 AL 6 OTTOBRE

al Terzo Congresso Mondiale di Educazione Ambientale

La delegazione è stata guidata dall’Assessore

alla Qualità Ambientale Gabriele Viti

Nei giorni che vanno dal 2 al 6 Ottobre 2005 a Torino, si è tenuto il Terzo Congresso Mondiale di Educazione Ambientale, occasione di incontro e scambio di opinione tra amministratori locali, politici, scienziati e migliaia di semplici cittadini.

Nell’importante assise internazionale sono stati dibattuti oltre che i temi più attuali e generali quali lo stato dell’ambiente, i cambiamenti climatici, le alterazioni dell’ecosistema, la biodiversità, anche il modo di come coinvolgere su questi temi i cittadini, le associazioni del volontariato e le comunità locali attraverso lo studio e l’utilizzo di nuovi e vecchi strumenti quali: l’università, la formazione professionale, l’educazione non formale e l’etica.

L’Amministrazione Comunale di Cortona è stata rappresentata nell’occasione dall’Assessore alla Qualità Ambientale Viti Gabriele.

D’altronde Cortona, che si è sempre dichiarata sensibile verso queste problematiche incoraggiando la partecipazione e favorendo la crescita di interesse, non può mancare oggi a questo importante appuntamento Internazionali schierandosi, ancora una volta così, a fianco di quelle città e quei paesi che hanno fatto della difesa ambientale e della partecipazione democratica il loro punto di riferimento politico.

Con la partecipazione a questa assise internazionale, Cortona, si ripropone quale città  protagonista  delle problematiche dell’educazione, della partecipazione e della difesa ambientale punti di riferimento per l’intera umanità.

“Nonostante i tagli e le difficoltà che l’attuale governo ripropone ogni anno, dichiara l’assessore Viti, il nostro Comune sta facendo importanti passi in avanti nell’educazione ambientale e nella crescita della qualità della vita, ed i nostri concittadini stanno dando dimostrazione di grande senso civico rispondendo in maniera esemplare a tutte le iniziative che mettiamo in essere”  

Andrea Laurenzi

 

A PROPOSITO DI SERVIZI SANITARI NEL CENTRO STORICO

Come rappresentante di AN - consiglio comunale mi sono ultimamente sempre espresso in modo fermamente critico nei confronti della conferenza dei sindaci nei riguardi della sanità.

Senza tornare ulteriormente sul problema della struttura ospedaliera (il tempo darà giustizia a chi ha espresso certi dubbi), vorrei un attimo porre l’attenzione proprio sui servizi sanitari all’interno del centro storico. Fin da molti anni fa’ quando si cominciava a parlare della nuova struttura, il sindaco Rachini prima e Vignini poi, hanno sempre affermato in maniera netta che i servizi sanitari, come bene primario, non sarebbero mai stati tolti dentro le mura per tantissimi motivi che, ormai, tutti noi conosciamo. E’ vero che a tutt’oggi il 118 resiste; e’ vero che a tutt’oggi il punto prelievi resiste anche se a scartamento ridotto (le persone che giungono in città, specialmente dalla montagna, il sabato mattina non sono considerate degne di considerazione e per questo devono fare altri 5-6 Km per fare un banale esame del sangue al contrario di ciò che aveva sempre promesso il sindaco Vignini; si vede pertanto che il nostro primo cittadino, tutto sommato, non ha mai amato questa parte del territorio che è sicuramente trascurata anche in molti altri aspetti; è vero che a tutt’oggi il CUP è funzionante con la disponibilità di una affabilissima signora allo sportello; è vero che esiste ancora un altro importantissimo servizio che è quello delle VACCINAZIONI specialmente pediatriche e non solo, insieme ad un altro servizio di pratiche amministrative che il dott. Ruggiu garantisce tutti i sabati mattina dalle ore 08 circa alle ore 12.

In queste quattro ore, come media, tutti i sabati dai 15 ai 20 bambini vengono vaccinati, non solo di Cortona e montagna ma da tutto il territorio; altrettante persone si servono di questo ufficio per altri motivi sempre legati alla sanità. Questo è un buon volume di lavoro che sicuramente dovrebbe garantire la permanenza del servizio per gli anni a venire, nonostante, all’inizio, alcuni politicanti della sinistra o persone sempre legate alla maggioranza abbiano, sibillinamente, tentato di spingere e di spostare con false notizie più cittadini possibile a Camucia per fare in modo che Cortona, non avendo lavoro, dovesse chiudere. Pensate che nei volantini distribuiti dal Comune di Cortona erano soltanto menzionati erano soltanto menzionati gli orari delle poche corse per la Fratta, l’orario del punto prelievi e del CUP; non era però menzionato il servizio delle vaccinazioni e delle attività amministrative sanitarie: ditemi se e questo il modo di tenere in considerazione la cittadinanza in un campo ditale importanza!!! Ho sempre sostenuto che la dirigenza politica della nostra amministrazione vuole la morte civile del centro storico e, purtroppo, il nostro ultimo sindaco è succube di questa corrente: la carriera politica di un futuro candidato è troppo importante e non si può contrapporsi alla crudele legge di partito: LA FINE DEL SINDACO RACHINI INSEGNA. Stranamente questo importante servizio è stato poco pubblicizzato e speriamo che sia stata soltanto una dimenticanza da parte dei nostri amministratori, ma, oggi, cominciamo veramente a dubitare di tutte queste dimenticanze che cominciano ad essere frequentissime: sembra che ci sia una strana volontà di far sapere ai cittadini solo quello che deve uscire ufficialmente dal palazzo!!!

Ditemi se tale comportamento non potrebbe dare l’idea di un regime pseudo-mafioso o pseudo-stalinista. La conclusione di tutto questo discorso è comunque la presente: ormai molti mesi fa la MISERICORDIA di Cortona aveva chiesto in via ufficiale al Comune ed alla ASL la possibilità di erogare nel futuro alcuni servizi essenziali per la popolazione all’interno di propri locali posizionati in modo strategico anche per una popolazione tendente all’età avanzata. A parole ci sono subito state risposte positive da parte del Sindaco, assessore Zucchini, ASL; sono stati subito approntati 34 progetti dietro le specifiche richieste e suggerimenti ASL (che la Misericordia ha dovuto pagare di tasca pur versando in condizioni economiche non brillanti), ma a tutt’oggi neppure una risposta, senza che né il Sindaco che dice di amare tanto Cortona, ne l’assessore Zucchini, abbiano mosso un dito per sbrigare questa pratica; a parole continuano a professare disponibilità ed impegno, nei fatti pensano a tutt'altre cose: intanto il tempo scorre    Quindi se ancora oggi questi pochi servizi rimangono dobbiamo dire grazie a quei medici, in testa dott. Ruggiu che si sacrificano anche con mezzi non adeguati per portate avanti un importante e qualificato servizio.

Umberto Santiccioli per AN

 

16 ottobre 2005

PRIMARIE DELL’UNIONE

Il circolo del Partito della Rifondazione Comunista "R.Censi" di Cortona, rinnovando il sostegno alla candidatura di Fausto Bertinotti ricorda che le elezioni primarie dell’unione sono aperte a tutti i cittadini che hanno diritto di voto alla camera dei Deputati, ma non solo.

E’ infatti possibile per tutti i lavoratori e le lavoratrici non residenti a Cortona votare alle primarie senza raggiungere il proprio comune di residenza.

Alle primarie possono inoltre votare i minorenni che compiranno il 18° anno di età entro il 13 maggio 2006, data di scadenza dell’attuale legislatura.

Anche i migranti residenti in Italia da almeno tre anni possono votare iscrivendosi alle liste elettorali entro il 7 ottobre.

Per iscriversi basta recarsi presso la sede del circolo in Via San Lazzaro a Camucia. La sede sarà aperta il mercoledì e il venerdi dalle ore 17.00 alle 20.00. Per ulteriori informazioni telefonare a daniele, numero 3332526451, o consultare i siti web www.rifondazione.it e www.faustobertinotti.it

 

L’AUTUNNO ALLO ZAK

L’autunno allo ZAK (Centro di Aggregazione Giovanile) è già ripartito e molte cose ha in serbo. In modo molto tecnico, senza lasciarmi prendere la mano, riassumo la programmazione. Sono ripartiti i corsi interrotti a giugno di fumetto (II livello) con Helowene Belardinelli, di teatro (II anno e prove della compagnia “Lucciole x Lanterne) con Barbara Peruzzi, sono aperte le iscrizioni per il corso di scrittura creativa con lo scriba qui scrivente, non si sono mai interrotti gli incontri del gruppo dei giochi di ruolo cortonese e il mercoledì pomeriggio è tornato ad aprirsi lo sportello dell’informagiovani. In più: abbiamo ricevuto una preziosa e cospicua donazione di videocassette da vedere o prendere in prestito gratuitamente, anche la biblioteca è fornita e lo spazio aspetta i ragazzi per feste di compleanno, di laurea, di Hallowene,  Natale, San Silvestro e quant’altro. E’ attivo anche l’internet-point gratuito e si può richiedere lo spazio per esposizioni artistiche.

Nel periodo pre-natalizio, data da stabilire, incontreremo Moccia, autore di “Tre metri sopra il cilo”, con festa e relativi eventi collaterali.

Dallo Zak parte anche il coordinamento della Casa della Musica di San Lorenzo, che non è più solo sala prove, ma offre servizi di registrazione e produzione Demo. Il primo Demo effettuato è veramente un prodotto notevole. I giorni e gli orari di apertura dello ZAK sono: giovedì, venerdì, sabato dalle 15 alle 19; la casina della musica osserva turni pomeridiani e serali.

Per informazioni: Centro di aggregazione Giovanile, via della Repubblica 11, 0575-605212, centroagiovani@yahoo.it o consultare www.valdichianagiovani.net.

Albano Ricci

 

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SPORT

 

TENNIS CLUB CORTONA

Catani semifinalista

Ottima semifinale raggiunta la scorsa settimana da Luciano Catani di Classifica 4.1

Il tennista camuciese in quel di Figline Valdarno ha sconfitto avversari di tutto rispetto, nell’ordine Riccardo Lamioni del C.T. Ugolino di Firenze per 7/6 6/4, l’ex terza categoria Massimiliano Tassi del T.C. Montevarchi per 6/2 7/6 e il 4.1 Fabio Santini del C.T. Montalto Pergine per 6/1 6/2 prima di essere sconfitto in semifinale dal quotato ex C1 Marco Grifoni del T.C. Montevarchi per 6/1 6/1.

Rimane comunque la soddisfazione per Catani di avere disputato un torneo che gli consente, grazie ai risultati conseguiti di rimanere classificato 4.1 anche nella prossima stagione.

Prosegue intanto l’attività tennistica del nostro territorio, in data 3 ottobre sono iniziati infatti i corsi di avviamento al tennis presso il Tennis Club Camucia e il Tennis Club Cortona diretti dai maestri Davide Gregianin e Katy Agnelli (ricordiamo che per i nati negli anni 1999 e 2000 il corso sarà gratuito per tutta la stagione).

E’ in corso di svolgimento inoltre il Torneo Sociale di singolo e doppio presso il Tennis Club Cortona e il Torneo di doppio giallo in memoria di Elsa Bronzi Aimi presso il Tennis Club Camucia.

Infine, dal 13 al 16 ottobre una rappresentativa del Tennis Club Cortona parteciperà al Master della Fun Cup a Portorose in Slovenia; la Fun Cup è una competizione a squadre organizzata dal ptr Italia (Professional Tennis Registry) riservata a tennisti/e con classifica massima 4-1.

Si articola su due fasi, una provinciale delegata ai maestri ptr che hanno la facoltà di organizzare varie selezioni ed una nazionale che si identifica appunto nei Master di fine anno, Master al quale possono partecipare tutte le squadre che i vari maestri ptr avranno scelto sulla base delle selezioni sopracitate.

La Fun Cup è suddivisa in tre categorie,  l’Open per i più bravi, la Club per i non classificati e l’Esordienti per coloro che si sono avvicinati da poco al tennis agonistico.

L’appartenenza ad una di queste tre categorie è stabilita dal maestro ptr sulla base di una speciale classifica di valori ptr, fermo restando che alla competizione non possono partecipare tennisti/e con classifica fit superiore a 4.1.    T.C. Cortona

 

Camucia

RIPRESI I CORSI DI “SAHAJA YOGA”

Da circa tre settimane, a Camucia, nei locali della Sala Civica, sono ripresi i corsi di “Sahaja Yoga”, o come noi tutti più comunemente lo chiamiamo, di Yoga. Gia in altri tempi avevamo parlato sulle pagine di questo giornale sei benefici indotti da questa, chiamiamola disciplina, e per meglio potervi descrivere cos’è “Sahaja Yoga”, eravamo anche andati a provare, rimanendone favorevolmente impressionati.

Sahaja Yoga non è una rigida organizzazione o congregazione spirituale; si tratta di un processo per raggiungere uno stato dell’essere, per provare esperienze reali e spirituali; lo stato di cui parlano i “Vada”, l’unione con il tutto, l’armonia universale dove ogni tensione sparisce, e ogni aspirazione si risolve.

Questo stato, questa dimensione, a noi così lontana, ma allo stesso tempo così vicina, ogni religione, ogni disciplina, ogni filosofia, lo chiama con un proprio nome, per lo Yoga, Buddah lo chiama “Samadhi”.

Il Samadhi dunque, tornare alle origini, alla più pura concezione dell’essere umano, del suo “Io” interiore; tornare ad interagire con la natura, ad essere natura stessa, e non essere un insignificante e nevrotico numero, che inquina, consuma, usa; un semplice numero su questa terra, che usa, viene usato, ma che non gusta nulla del suo passaggio, non gioisce, non soffre, non trepida; vive e basta, carico solo delle sue nevrosi!

Sahaja Yoga, è presente in Italia, ed in altre 90 nazioni;  i responsabili, ci tengono a sottolineare che è una O.N.L.U.S, e come tale, i corsi che vengono tenuti tutti i lunedì sera alle ore 21, sono del tutto gratuiti!

Se poi, qualcuno volesse ulteriori informazioni, e perché no, tentare almeno una volta, i responsabili dell’associazione mettono a disposizione i seguenti recapiti: cell: 347 2326460;  Email: arezzo@sahajayogatoscana.it

Stefano Bistarelli

 

SILVANO MECONI

Dopo un lungo periodo di malattia lo scorso mese di settembre ci ha lasciato Silvano Meconi, il campione cortonese protagonista assoluto nel lancio del peso dal 1951 al 1971, venti anni consecutivi ai massimi livelli nazionali, europei e mondiali.

Silvano, un gigante sul metro e novanta di altezza per centoventi chili di peso, oltre ad aver partecipato a tre Olimpiadi consecutive, Melbourne nel 1956, Roma nel 1960 e Tokio nel 1964, aveva ottenuto una lunghissima serie di vittorie con la maglia azzurra in numerose competizioni internazionali. Si laureò poi tre volte primatista europeo e per quattordici anni consecutivi primatista italiano, migliorò quindici volte il primato italiano e per tredici volte fu campione d’Italia della specialità, ininterrottamente dal 1955 al 1965, nel 1967 e infine nel 1968. Silvano Meconi, personaggio riservato che non amava vantarsi dei suoi straordinari successi, nella sua disciplina è stato esempio di onestà e di correttezza, disinnescando con intelligenza ogni possibile polemica con i rivali e con la stampa, situazioni queste fisiologiche nel mondo dello sport.

A Terontola nell’agosto 2004 il Comune di Cortona e l’Associazione Insegnanti di Educazione Fisica gli avevano dedicato una serata d’onore, nel corso della quale Meconi doveva essere premiato, ma per il suo precario stato di salute non ebbe la forza d’intervenire.

Così recita la targa ricordo ritirata dalla cugina Lorena Moretti: “La comunità cortonese al suo straordinario cittadino SILVANO MECONI, splendido esempio di uomo ed atleta, che con la sua vita interamente dedicata allo sport ha fatto onore all’atletica italiana, alla sua nazione e a Cortona”.

Esprimendo il mio profondo cordoglio e quello di tutta la Redazione dell’Etruria, voglio testimoniare ai figli e ai parenti di Silvano che la sua Cortona non lo ha mai dimenticato.

Mario Parigi

 

TERZA CATEGORIA IL CAMUCIA IN TESTA ALLA CLASSIFICA

Primo punto il Montecchio in prima categoria, Fratta e Terontola vanno a corrente alterrnata nella seconda categoria. Pietraia in terza categoria in ripresa, tra luci e ombre la Fratticciola e il Corito Free Sport

PRIMA CATEGORIA

Montecchio

Cari amici sportivi vi parleremo della terza di campionato giocata domenica 9 ottobre.

Dopo due sconfitte consecutive, in casa contro il Bibbiena e in trasferta a Strada per 4-2, il Montecchio pareggiando tra le mura amiche per 1-1 con lo Stia, rimedia il primo punto della stagione.

Va subito detto che oggi l’intera posta poteva essere il giusto viatico morale e numerico, per proseguire un cammino meno incerto di quello attuale. 

Tra l’altro anche i casentinesi arrivavano all’Ennio Viti con zero punti in classifica, ecco l’occasione d’oro persa dai locali, che in vantaggio dalla fine del primo tempo erano raggiunti a soli 2 minuti dalla fine dopo un vistoso svarione della difesa bianco rossa.

Attualmente non c’è alcun motivo per drammatizzare siamo solo alla terza giornata, però è giusto analizzare e verificare la situazione momentanea della squadra cortonese.

Dopo tre gare giocate, due in casa ed una in trasferta, un solo punto in classifica, due sconfitte e un pareggio con tre reti fatte e sette subite e, se non bastasse tutto questo, quello che conta è che la squadra dei Del Balio è priva veramente di veri schemi di gioco.

Va però anche detto che per infortuno è assente qualche titolare di peso. Naturalmente la panchina del Montecchio è abbastanza corta perciò il Mister spesso è costretto a far scendere in campo giocatori completamente fuori dal proprio ruolo; in queste specifiche problematiche, anche gli uomini  più bravi ed esperti vanno in completa confusione.

I rimedi migliori da consigliare?

Purtroppo cari amici sportivi il calcio non è una scienza esatta e così è difficoltoso consigliare rimedi validi, però nel nostro piccolo le prime cose da fare sarebbero, nello specifico, trovare sul mercato un paio di giocatori (meglio tre) veramente validi, uno soprattutto per il centrocampo, per sveltire e creare opportunità per le punte.

E’ necesario anche un valido  attaccante da affiancare al bravissimo Biagianti e se si potesse un difensore esperto a dettare i tempi per una migliore difesa.

Tutto quello che abbiamo suggerito è diretto esclusivamente al giovane e appassionato presidente Daniele Romiti, che dovrà ponderare attentamente e decidere.

E’ evidente che la squadra manca di un organico all’altezza di questa Categoria.

Nel prossimo turno il Montecchio dovrà recarsi ad Arezzo contro il Pescaiola, guarda caso altra compagine con un solo punticino, perciò altro scontro diretto dove naturalmente chi farà punti otterrà il doppio valore.

 

SECONDA CATEGORIA

Terontola

Dopo la sconfitta sfortunata subita alla prima uscita al Farinaio, i bianco celesti si rifacevano alla grande, riportando una vittoria per 1-0 da Spoiano con rete del dinamico Pipparelli.

Contro il Pieve al Toppo tutti gli sportivi locali si aspettavano una prova maiuscola al fine di incamerare i tre punti, invece si portava in vantaggio la squadra ospite intenzionata a vendere cara la pelle, poi il tutto accadeva dopo una dormita generale della difesa terontolese.

 I locali cercavano di rimediare, ma soltanto su calcio di rigore riuscivano a pareggiare i conti con il solito Pipparelli.

Dopo tre gare il Terontola totalizza 4 punti. Niente è perduto però l’amico mister Marchesini dovrà cercare di lavorare a fondo sulla propria difesa, che nei tre incontri giocati ha ceduto spesso all’avversario con  i soliti errori.

Nel prossimo turno i bianco celesti si recheranno a far visita agli aretini di Olmo, che attualmente hanno zero punti, ma è meglio non fidarsi.

Incontri facili non esistono.

 

Fratta

Dopo due incontri in perfetta media inglese: vittoria in casa, pareggio fuori per 0-0 contro la favorita Pienza, i ragazzi di Antonello Mencagli attendevano a pie fermo i termali di Rapolano.  Purtroppo in una giornata storta e da classificare tra quelle meno fruttifere, decretavano per i rosso verdi la prima sconfitta casalinga  per 1-0. Noi non presenti alla gara, abbiamo avuto modo di interpellare il presidente Gianfranco Gabrielli, che alla precisa domanda del perché della sconfitta, ha risposto pacatamente che l’accaduto era derivato dal non gioco della sua squadra e che purtroppo sportivamente, era logico che avesse vinto chi aveva giocato meglio.

Non c’è da fare nessun processo, assolutamente no, siamo più che certi che mister Mencagli con la sua esperienza e conoscenza della categoria, saprà ricaricare al meglio i ragazzi a disposizione.

Domenica prossima la Fratta si recherà a Pieve al Toppo, compagine tentare in ambiente ostico, perciò qui, i ragazzi in rosso verde, dovranno dimostrare il loro vero valore.

 

TERZA CATEGORIA

Camucia

Pietraia

Fratticciola

Corito

Il Camucia dopo tre gare di campionato viene a trovarsi in vetta alla classifica in concomitanza con la Traiana, uniche due compagini fino ad ora a punteggio pieno.

Nelle due ultime vittorie il Camucia ha conquistato i tre punti a Loro Ciuffenna. Nell’ultimo turno al mitico campo la Maialina alla presenza di 300 spettatori, i ragazzi di Beppe Lodovichi, rimandavano sconfitto con un secco 3-0 il malcapitato Olimpic ‘96 di Ciggiano.

Nella prossima il Camucia se la vedrà in trasferta a S.Albino. Fin d’ora siamo pronti a scommettere che gli uomini del presidente Accioli, riporteranno i tre punti in palio dalla terra senese.

La Pietraia nelle prime due gare conquista soltanto due pareggi, l’ultimo in casa per 1-1 contro la temibile Terranuovese. Già da questo si capiva il  malessere del suo appassionatissimo e factotum presidente Beppe Basanieri. Sappiamo tutti che i giallo neri ambiscono ad un campionato di vertice. Nell’ultimo turno la Pietraia andava alla conquista dei tre punti a s.Giovanni Valdarno contro l’Oltrarno vincendo per 2-0.

La classifica adesso è rimessa completamente a posto, così al prossimo turno, per continuare la striscia positiva, i ragazzi di Vardi dovranno vincere contro il Badia Agnano, che attualmente totalizza 6 punti.

Vincendo la Pietraia supererà i valarnesi e si avvicinerà sempre più alle prime della graduatoria.

Noi tutti speravamo che la Fratticciola, dopo la prima più che positiva in casa contro il forte Pergine 2-0, recandosi a Policiano riportasse almeno un punto, dopo aver pareggiato le sorti al 30° del primo tempo, soccombeva a soli 4 minuti dal termine. Peccato veramente. Adesso siamo certi che i ragazzi catechizzati dal trainer Capoduri, domenica prossima potranno sconfiggere la forte Terranuovese.

La Corito Free Sport, dopo i tre punti conquistati nel derby con la Fratticciola, nelle altre due giornate ha subito due sconfitte consecutive. Nella prossima trasferta a Ciggiano, mister Fanicchi dovrà riportare a casa almeno un punto.

Danilo Sestini

 

Intervista all’allenatore Enzo Sideri della pallavolo Cortona Volley

LA B2 UN’AVVENTURA DAVVERO IMPEGNATIVA

Dopo la bellissima fase finale dei play off nella quale la squadra aveva entusiasmato andando a vincere le finali Regionali, nel raggruppamento solo per un soffio non si è aggiudicata il secondo posto dietro alla fortissima squadra delle Marche, il Chiaravalle.

Ma sentiamo dall’allenatore Sideri le sue impressioni  e soprattutto quelle che saranno le aspettative e le strategie per questa annata che va a cominciare con la difficile avventura della B2.

Come ha visto la fase finale dello scorso campionato?

Abbiamo faticato un po' nel campionato rispetto alle aspettative ma ci eravamo resi conto che il nostro organico non era all’altezza di altre formazioni; la fase dei play off è stata veramente eccezionale. Abbiamo giocato gare strepitose contro avversari fortissimi e siamo riusciti a vincere solo in virtù di gare impeccabili in cui non abbiamo sbagliato niente e siamo molto soddisfatti di questo. Abbiamo vinto la fase regionale con tanto lavoro, non solo fisico dimostrando che la squadra era forte nel gruppo. La fase interregionale era molto selettiva ci siamo comunque ben comportati perdendo solo al tie-break contro la squadra del Lazio e arrivando dietro loro e all’inarrivabile Chiaravalle.

Adesso vi aspetta un’annata importante ed  impegnativa in B2   ....

E’ una annata davvero impegnativa; siamo stati inseriti in un raggruppamento molto tecnico ed incontreremo giocatori dal grande passato. Siamo inseriti nel girone Romagnolo e Marchigiano regioni che esprimono da sempre una pallavolo di altissimo livello.

Tanti i giocatori di esperienza e molti giovani promettenti. Tra le squadre la Lube Macerata ed il Falconara  che ha una scuola pallavolistica di assoluto livello.

Sarà anche importante perchè il nostro obbiettivo sarà quello di mantenere la categoria, di consolidare questo livello e renderlo “normale “ per questa società ed i giocatori.

Cosa ci può dire dei nuovi arrivati?

Abbiamo prelevato dal Foligno che ha militato in B1 il palleggiatore Annibal Benedetti che ha un curriculum di assoluto rispetto che ha militato anche in A1 giocatore di esperienza notevolissima che si sta comportando molto bene.

Sono poi arrivati dal Volley Arezzo Stefano Maggini, schiacciatore di banda, un giovane molto promettente. Faceva parte della rosa della squadra di B1 ed era poco utilizzato e va quindi rodato per il ritmo gara ma è molto forte e sono certo ci darà grandi soddisfazioni.

Assieme a lui è giunto Lorenzo Tani palleggiatore della squadra in C1 e che farà da secondo ad Annibal e sono certo che ci sarà molto utile.

Abbiamo acquisito Iacopo Bastianini, un centrale, che lo scorso campionato ha vinto la serie C1 Umbra con il Trasimeno un giocatore “mostruoso” di potenza fisica oltrechè di statura impressionanti; è un giovane classe ‘83 che deve maturare dal punto di vista dei fondamentali ma darà anche lui delle grosse soddisfazioni. L’ultimo acquisto è stato Roberto Arena, un giocatore più esperto nel ruolo di opposto, un giocatore tecnico che porta esperienza ai tanti giovani in campo.

Dopo l’inizio della preparazione le partite di Coppa, come sono andate?

Abbiamo esordito in maniera preoccupante contro il San Sepolcro. Avevamo delle attenuanti visto che la squadra aveva lavorato poco, ma certo ci siamo allarmati un po’. La seconda gara di Coppa ha visto un risveglio, siamo stati comunque sconfitti a Castiglion del Lago ma solo al tie-break e ho visto una squadra in netta crescita  contro degli avversari che hanno una compagine che è stata costruita per vincere il campionato di B2.

Abbiamo giocato poi contro il Città di Castello a Terontola abbiamo perso però dimostrando progressivamente dei miglioramenti dopo ogni gara.

Poi sono giunte le vittorie; abbiamo vinto il ritorno contro il San Sepolcro per 3-2 e abbiamo fatto poi una grossa partita contro il Trasimeno che nella gara precedente aveva impegnato il Città di Castello. Alla fine abbiamo vinto per 3-1 esperimendo un grosso ritmo di gioco, una grossa crescita.

La squadra sta prendendo forma ed il gruppo si sta cementando. Siamo in progresso, sono soddisfatto del livello sin qui raggiunto.

Questi ultimi risultati fanno ben sperare in vista dell’inizio del campionato....

Cominciamo il 15 ottobre a Perugia contro il Cus e io credo che la prestazione contro il Trasimeno sia di buon auspicio anche se poi ogni partita va vissuta sul campo.

Siamo fortemente motivati e l’obbiettivo è importante ovvero la permanenza in questa categoria strenuamente.

Come giudichi le avversarie?

E’ difficile da dire, notoriamente il livello è elevato ma di stagione in stagione ci sono trasformazioni importanti a seconda degli spostamenti dei vari giocatori.

Di volta in volta valuteremo attentamente i punti di forza degli avversari.

Avete puntato a costruire un gruppo che quest’anno è aumentato di 5 unità; quanto tempo ci vorrà perchè certi meccanismi vengano recepiti?

Io mi auguro che il tempo sia il più ridotto possibile e questo dipende anche dal tipo di ambiente che si viene a creare; noi abbiamo inserito ragazzi motivati e determinati che stanno lavorando bene, hanno capito quali sono gli obbiettivi e stanno rispettando le modalità per amalgamarsi e creare un sistema di gioco che il sia il più affidabile possibile in tempi brevi. 

La squadra è molto rinnovata anche nel palleggiatore che rimane la fonte del gioco; sto avendo la massima collaborazione.

Un gruppo di bravissimi ragazzi con i quali credo che i tempi per raggiungere un buon livello di gioco siano abbastanza brevi.

Riccardo Fiorenzuoli

 

Inizia l’annata con una serie di pareggi

PROMOZIONE N.CORTONA CAMUCIA

Dopo un buon esordio in Coppa, la squadra arancione ha cominciato il campionato 2005/06 con una serie di pareggi che se pur hanno mosso la classifica hanno altresì evidenziato alcuni problemi della squadra allenata da Cipriani ed in particolare la scarsa efficacia del sistema difensivo.

In Coppa gli arancioni nella prima fase hanno dapprima battuto l’Anghiari e quindi superato anche la Castiglionese dimostrando buone trame di gioco ed una accettabile condizione fisica.

Poi è arrivato il turno della gara di andata contro il Subbiano che milita in Eccellenza. La squadra arancione è riuscita nell’intento di non prendere goal terminando la gara sullo 0 a 0. Queste partite poi si giocano nell’arco dei 180 minuti e quindi aspettiamo il ritorno prima di dare un giudizio definitivo.  In campionato  la compagine arancione non ha avuto la stessa efficacia non riuscendo a vincere ancora neppure una gara.

Il tabellino documenta tre pareggi nelle prime tre gare di campionato che portano punti importanti alla classifica ma certo non esimono la squadra da una analisi dei problemi riscontrati in queste partite.

Nella gara di esordio in particolare i ragazzi di Cipriani hanno avuto più volte la possibilità di far proprio il risultato ma alla fine si sono dovuti accontentare di un solo punto.

Contro il S.Quirico, in trasferta,  pareggio per 1 a 1, pur attaccando tenacemente sino alla fine ed avendo molte palle goal a disposizione, gli attaccanti Cortonesi non sono riusciti a chiudere la gara vittoriosamente.

Nella partita successiva contro il Cavriglia tra le mura amiche è stato uno spettacolare 3 a 3 a sollevare qualche dubbio sul sistema difensivo arancione; i golas per i padroni di casa sono stati realizzati da Palmerini(doppietta) e da Innocenti ma non sono bastati per vincere la partita.

L’ultima gara di campionato è stata quella contro il Poppi, in trasferta, dove ancora una volta gli arancioni hanno pareggiato  ma in questa occasione per 0 a 0 come era successo in settimana nella gara di coppa contro il Subbiano.

la partita contro il Poppi è stata ancora una volta una serie di occasioni mancate dagli arancioini, anche se gli avversari possono a loro volta recriminare su qualche buona azione

Quindi si può dire che la squadra deve essere ancora messa a punto  perchè non pare molto equilibrata visto che se segna con continuità non copre con efficacia e se si copre troppo per essere efficace in difesa poi non riesce a sviluppare un gioco di attacco prolifico.

Sono comunque ancora poche le partite giocate ed il giudizio può essere disturbato dalle caratteristiche delle squadre affrontate. Aspettiamo ancora qualche gara sperando nel frattempo che per gli arancioni arrivino anche le prime vittorie.     Riccardo Fiorenzuoli

 

Camucia

NASCE IL “RUGBY CLANIS VALDICHIANA”

Negli ultimi anni, si è consolidata la “moda”, fra i giovani della vallata, di creare dal nulla nuove associazioni sportive.

Il fatto però, è che diversamente dal solito, non è stata fondata una squadra di calcio o calcetto, che negli ultimi tempi sono spuntate come funghi un po’ dappertutto, bensì una squadra di rugby, sport praticamente sconosciuto nelle nostre zone.

La squadra è il “Rugby Clanis Valdichiana”, che normalmente si allena sul campo da calcio de le Tavarnelle, vicino Camucia;  incontriamo uno dei fondatori nonché  responsabile della neonata società, Antonio Massarutto.

Signor Antonio, ci spiega perché avete fondato una squadra di rugby, e non una squadra di calcio, come ormai è consuetudine fra i vostri coetanei?

“Mah, io vengo da una zona d’Italia, il nord-est, dove si trovano campi da rugby seminati un po’ ovunque; qui c’è il calcio che monopolizza tutto, li c’è il rugby, che da sempre è un culto per molti appassionati!

Poi, quando sono arrivato qui, ho trovato il mio vicino di casa che seguiva in tv le partite, ha portato degli amici; gli amici con il passaparola ne hanno portati altri, fino a che ci siamo ritrovati in venticinque.

Da allora abbiamo cominciato a fare qualche sgambatina serale nel campetto de le Tavarnelle, poi, visto che eravamo così tanti, ci siamo detti che forse era il caso di pensare a qualcosa di più che a una semplice sgambata dopo cena”.

Ma cosa significa il nome “Clanis”?

“Beh, è l’antico nome etrusco della Valdichiana”.

E che tipo di campionato disputate?

“Attualmente militiamo nel campionato di serie C ed incontriamo squadre dell’Umbria e delle Marche, e le nostre partite casalinghe verranno disputate nel campo del Rugby Arezzo”.

E se qualcuno volesse unirsi alla vostra squadra, ci sono dei particolari requisiti richiesti?

“L’invito a provare questo sport, è aperto a tutti.

Lontano dai luoghi comuni, che vogliono i rugbisti dei superman di 100 Kg che si menano in un campo inseguendo una palla ovale. In realtà il rugby è uno sport assolutamente democratico, dove c’è spazio per un magrolino di 60 kg, che riesce a fare lo slalom fra i ciccioni di 140 kg; c’è bisogno di altri che saltino in touche e di bassi che tallonino il pallone; ma soprattutto c’è bisogno di gente vera, disposta al sacrificio per il puro piacere di condividere un divertimento dentro e fuori dal campo.

Se poi voleste altre informazioni, vi lascio volentieri il mio recapito telefonico: 335 6790882, Antonio”. Beh, signor Antonio, non ci resta che augurarvi un grande in bocca al lupo per questa nuova ed esaltante avventura!

Stefano Bistarelli

 

 

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