ATTUALITà
di Enzo Lucente
Le ruspe sotto l’attuale parcheggio dello Spirito Santo hanno iniziato il loro lavoro di demolizione per realizzare i garages sotterranei il cui tetto sarà utilizzato come seconda area di sosta per le auto per un numero complessivo di circa 180 posti macchina.
Intanto la vecchia casa gialla posta sull’angolo è stata abbattuta.
Da quanto sappiamo tutti i garages sotterranei sono stati esitati.
Questo sottolinea la necessità che ha la nostra città di trovare una migliore organizzazione del suo tessuto urbanistico.
Non è la prima volta, ma vogliamo insistere, nella certezza che l’Amministrazione comunale possa attentamente prendere in esame l’intero problema ed, approfittando del periodo invernale, possa studiare la complessa operazione per dargli corso quando ne sarà l’opportunità.
L’attuale parcheggio dello Spirito Santo ha risolto, anche se in piccola parte, alcune problematiche delle aree di sosta nei vicoli circostanti il corso e le piazze di Cortona.
La possibilità per chi viene a Cortona per motivi di lavoro di salire con le scale mobili, giungere facilmente nel centro storico, senza la necessità di girare per trovare un buco dove lasciare l’auto, ha già migliorato qualche cosa. Molte di queste auto oggi stazionano per parcheggio nella nuova area.
Ma i problemi sono ancora tanti e richiedono ormai con urgenza una soluzione, uno studio ottimale e concreto per riorganizzare quanto meglio si possa il rapporto abitante auto.
Per i residenti è necessario avere delle aree ad essi destinate; le zone ZTL, già studiate e sicuramente pagate alla ditta incaricata, sembrano essere andate nei magazzini dei ricordi.
Non sarebbe male riprendere quello studio, migliorarlo, se si crede sia necessario, ma occorre dare al residente una certezza di sosta per l’auto, non avendo la possibilità del garage.
Altro problema estremamente importante è la sistemazione della viabilità in via Gino Severini. Non crediamo sia opportuno che grossi mezzi quali gli autobus continuino a scendere per quella strada scoscesa e pericolosa.
All’altezza del primo arco, scendendo per le scale mobili, abbiamo visto delle crepe piuttosto aperte; non vorremmo fossero degli allarmi non visti.
In questi giorni specie nelle giornate prefestive e festive, la piazza del Mercato è stata occupata, nel senso più pesante della parola, da tanti autobus che hanno sostato nella maniera più disordinata perché impossibilitati ad occupare i pochi posti loro riservati.
Questo problema si ripresenta spesso soprattutto nel periodo primaverile, dedicato alle gite scolastiche.
La stessa problematica resta ancora aperta per l’area attrezzata a camper. E’ vero che producono poco reddito, così dicono i commercianti, ma la loro presenza è utile e va in qualche modo garantita. Le finanze comunali sono sicuramente sempre più risicate, ma le necessità primarie, con una programmazione seria, possono essere (e devono essere) programmate perché producono reddito per l’intera popolazione.
Storia di un’amicizia
E’ in libreria “François Mitterrand e Cortona, storia di un’amicizia”, di Nicola Caldarone, letterato molisano di nascita ma cortonese di adozione, che alla famosa città d’arte toscana ha dedicato la gran parte dei suoi studi e delle sue ricerche letterarie. La nuova opera di Caldarone, arricchita da una testimonianza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è pubblicata da “Edimond”, casa editrice di Città di Castello, a dieci anni dalla scomparsa di François Mitterrand. L’intento dell’autore è quello di ricordare l’ex presidente della Repubblica francese che a Cortona aveva stretto legami particolarmente intensi, un rapporto di amicizia che data al 1962, l’anno del gemellaggio tra Cortona e la città francese di Château-Chinon, della quale Mitterrand era stato sindaco.
Il libro propone un profilo inedito della personalità dello statista francese, nella sua veste di sindaco di Château-Chinon prima, di segretario del Psf poi, e infine di Presidente della Repubblica francese dal 1981 al 1995.
“Metterrand e Cortona” vuole essere il ritratto di un uomo fedele al sentimento di amicizia, di un politico che sapeva coniugare l’interesse della società francese al suo impegno di convinto europeista e di vero umanista che operava rivolgendo la massima attenzione alla dimensione estetica, che -secondo Caldarone- il capo dell’Eliseo ricercava con sentimento e consapevolezza. “François Mitterrand - scrive il Presidente Napolitano nella sua testimonianza al libro di Caldarone - amò intensamente l’Italia, ne conobbe e comprese profondamente la storia e le risorse di cultura e bellezza. Si è sentito vicino a molte città d’Italia, grandi e piccole.
E, tra queste, merita certamente una menzione speciale Cortona, splendido microcosmo di storia, di cultura e di arte, luogo esemplare di civiltà e umanità sempre vive nel modo di essere della sua gente.
E per questo a Cortona, come e più che altrove, oggi si rende omaggio a François Mitterrand, grande e indimenticabile amico”.
Giuseppe Catanzariti - Adnkronos
Lettera aperta al Sindaco di Cortona, Andrea Vignini
STAZIONE DI TERONTOLA: PERCHÉ NON CHIUDERLA?
Ma Terontola è ancora una stazione dei treni? Su questo amaro interrogativo si stanno arrovellando le cervici dei tanti pendolari che, per motivi di lavoro o affari vari, da circa un mese si recano a Roma andando a prendere il treno a Chiusi.
Quel poco che da circa tre anni era rimasto come collegamento locale utile ad intercettare i treni Intercity a Chiusi è infatti divenuto inutile perché arriva o riparte da quella stazione con un minuto di anticipo o di ritardo rispetto agli orari Intercity da e per Roma. Quindi per coloro che devono andare a Roma, in un orario differente dalle sei e cinquanta della mattina, o che volessero ritornare a Terontola fuori dall’orario vespertino delle diciassette e cinquantacinque (anche se sul servizio di quest’ultimo Intercity rimasto se ne potrebbero raccontare più delle malefatte del famoso Carlo in Francia), non rimane che l’alternativa del mezzo proprio con tutto quello che ciò comporta in costi e tempo.
E allora ci domandiamo, perché far viaggiare dei treni locali con destinazione Chiusi se questi non hanno coincidenza con gli Intercity da e per Roma? E’ tanto difficile per le nostre autorità locali, comunali e non , imporre a chi fa gli orari di mettere anche a questi treni le coincidenze come hanno fatto le autorità di Siena per i treni locali su Chiusi? Oppure, è meglio far viaggiare dei treni locali vuoti di passeggeri tanto paga, si dice, la Regione Toscana? Ma la Toscana non è amministrata da politici di sinistra, che per scelta di vita dovrebbero essere vicini ai problemi reali della gente?
Come comitato redivivo dei pendolari su Roma ci rivolgiamo pertanto al Signor Sindaco di Cortona perché intervenga affinché anche i treni locali Terontola- Chiusi (e viceversa) trovino coincidenza con gli Intercity da e per Roma, così come la Regione Toscana ha imposto per i treni locali Siena-Chiusi e viceversa.
Terontola, in più di Siena, ha dalla sua l’indotto perugino in quanto porta ferroviaria sull’Umbria e quindi non si comprende come la politica locale possa essere miope verso questo problema del trasporto ferroviario su Roma, che negli anni novanta era così ben organizzato da far sembrare Terontola un vero e proprio quartiere di Roma. Ne sa qualcosa anche l’attuale Presidente della Repubblica, che spesso saliva e scendeva in questa nostra stazione per i suoi fine settimana a Cortona.
Illustre Signor Sindaco di Cortona se i politici toscani non le dessero retta in questa battaglia, che siamo sicuri Ella intraprenderà da subito, in quanto il nuovo orario verrà definito entro il 15 novembre, scriva al Presidente Napoletano e chieda un suo intervento per restituire: fermate di treni e orari utili alla Stazione di Terontola.
Altrimenti che Terontola si chiuda!
I privati vedranno se organizzare trasporti alternativi su Roma. Certamente sarebbe una grave sconfitta per chi dice di fare politica di centro-sinistra.
Fiduciosi di un Suo intervento e di quello dei tanti politici locali, che fino a prova contraria vogliamo ancora considerare persone attente ai problemi dei lavoratori, salutiamo con immutata, ma scricchiolante, stima politica.
Il Comitato pendolari Terontola-Roma.
(Seguono 28 firme)
Sono invitati alla festa dei 30 anni
HANNO COLLABORATO CON IL NOSTRO GIORNALE
F
Fontetrosciani Tiziana
Fornasier Patrizia
Fragai don Albano
Fragai Eleonora
Fracassini Ubaldo
Franchina Alessandra
Frati Franco
Frati Pio
Frescucci Piergiorgio
Fruscoloni Giovanni
Furia Glenda
G
Gadani Santi
Galdo Libero
Galileo (pseudonimo)
Galli Giuliana
Gallinella Fabio
Gallori Lorena
Gallorini Santino
Gambella Maurizio
Garzi Antonio
Garzi Vittorio
Gazzini Mario
Gazzini Sabrina
Gazzini Umberto
Geppono Graziano
Gepponi Luciana
Genovese Amedeo
Genovese Alessandro
Ghezzi Alberto
Ghezzi Aurelia
Ghezzi Roberto
Giannelli Luigi
Giannetto Mariella
Giappichelli Paolo
Gibu (pseudonimo)
Giordani Gabriella
Giorgi Patrizia
Giornelli Enrichetta
Giovani Marino
Gista Sara
Giuliani Elisabetta
Giusti Anna
Giusti don Franco
Gnerucci Ernesto
Gnerucci Paolo
Gnolfi Carlo
Gori Cirillo
Gori Lucio
Gostinicchi Lorenzo
Goti Domenico
Goti Gabriella
Grilli Sergio
Guida Michele
Guidarelli Carlo
H
Huber Karl
I
Ingrosso Lucia
Infelici Ulisse Mario
Infelici Gianmario
Isolani Katia
J
Jagher Peter
Jagher Anna
L
Lachi Massimiliano
Lanari Alessio
Lanari Michele
Landi Ivan
Laurenzi Andrea
Lauria Guido
Laurini Santi Simona
Lauria Luciano
Lazzeri Luciano
Leni Marco
Lepri Luciano
Licata Maria Grazia
Lombardini Renato
Lorenzini Osvaldo
Lovari Maurizio
Lucani Lorenzo
Lucarini Fatima
Lucarini Giancarlo
Lucarini Iolanda
Lucas Christofer
Lucarini don Ferruccio
Lucente Giuseppe
Lucente Vincenzo
Lucente Laura
Lucheroni Claudio
Luchini Andrea
Lupetti Lucia
Lupetti Luciano
Lupetti Michele
Lupetti Valter
Lupetti Mirco
M
Magi Lilly
Magi Rosa Maria
Mammoli Fabrizio
Manciani Debora
Mancini Monica
Mancini Fabrizio
Mancini Mauro
Mancini Sergio
Manfreda Teodoro
Mannucci Mario
Marcellini Elisabetta
Marcellini Marco
Marchesini Antonio
Marchetti Barbara
Marchetti Giuliano
Mariangeloni Giada
Marri Luca
Marri Italo
Marri Federica
Marri Ilaria
Martini Piero
Masserelli Riccardo
Masserelli Roberto
Mazzieri Giuliana
Materazzi Guido
Mearini Laura
Mearini Luca
Mencaci Prisca
Mencarini Sara
Menci Simone
Mennini Bernardo
Mennini Spartaco
Mennini Valerio
Meoni Noemi
Meoni Luciano
Merli Paolo
Meucci Sarti Giuliana
Mezzanotte Margherita
Mezzetti Adriana
Micheli Annamaria
Migliacci Roberta
Migliacci Sabrina
Milani Alberto
Milli Alessandro
Mirri Edoardo
Mirri Marzia
Monacchini Daniele
Monaldi Giuliano
Mongiello Ruggero
Monotoni Lia
Montagnoni Evelina
Moradei Andrea
Morandi Fernando
Morelli Giorgio
Moscone Maurizio
Moretti Sergio
N
Naclerio Luciana
Nannarone Sara
Nardini Corazza Nella
Nardini Carlo
Nasorri Giovanni
Natali Silvia
Navarra Francesco
Nelli Federico
Neri Giuseppe
Neri Lido
Nicoloso Carla
Nocentini Ida
Nocera Franco
Noccioletti Roberto
Novelli Luca
O
Ognibene Elisabetta
Olivo Leandro
P
Paci Ezelina
Paci Franca
Pagani Roberto
Pagani Venisio
Pagani Valerio
Panchini Alessandro
Papi Luigi
Parnetti Roberto
Pareti Katia
Parigi Mario
Pasqui Cosimo
Pasqui Francesca
Pastonchi Rita
Paternostro Clotilde
Pasqui Gian Cosimo
Pasqui Ilio
AVO DI CORTONA E CASTIGLION F.NO
Con la sottilineatura, da parte del dott. Franco Cosmi, direttore del nosocomio, di come l’Ospedale S.Margherita di Fratta debba essere considerata l’Ospedale della Valdichiana, in quanto non solo erede delle storiche strutture sanitarie di Castiglion Fiorentino, Cortona, Foiano e del ricordo di quella di Lucignano, ma anche preziosa risorsa di professionalità nella continuità, si è inaugurato il 13 ottobre il corso di formazione dell’AVO di Cortona, Castiglion Fiorentino, Associazione di Volontari Ospedalieri.
Il richiamo del Responsabile sanitario va a quella felice sintesi, riportata sulla targa posta all’ingresso dell’Ospedale stesso, ove al paziente viene augurata d’esservi quivi curato, assistito ancorché consolato; se ai medici compete, con la loro esperta professionalità la cura, se agli infermieri spetta con la loro diligenza l’assistenza, ai volontari ospedalieri ben s’addice, con la loro umana condivisione, la consolazione che è forma di speranza.
La collaborazione tra la Direzione Ospedaliera e l’AVO, che opera nel nosocomio in forza di una specifica convenzione, viene ribadita quindi, nel presentare ai molti convenuti gli incontri formativi, dal presidente Paolo Merli, che porge l’affettuoso augurio alla collega prof.ssa Anna Rosa Burali impossibilitata.
Gli interventi di alcuni esperti volontari, tra i quali la veterana sig.ra Margherita Giusti che, da oltre un quarto di secolo, opera tra l’ospedale e la struttura per anziani di Castiglion Fiorentino, sottolinea come la gratuità del servizio, reso agli altri, sia occasione di arricchimento personale, mentre la presenza di Tiziana Dorè sublima l’incontro con alcuni cenni della sua esperienza di disabile, ormai idealmente levatasi dalla carrozzella per camminare spedita, nell’attività di accoglienza all’Ospedale S.Margherita.
Proseguono gli incontri ed è infatti Mirella Rossi, responsabile dell’Assistenza infermieristica a delineare, in una efficace analisi dell’impegno che il personale sia infermieristico che ausiliario, mette a favore del benessere del paziente, ad argomentare, con i convenuti, come sia, tra l’altro terapeutica, non solo la quotidiana disponibilità dell’AVO, quanto la stessa presenza di un familiare che rassicuri, in un’ambiente che, per quanto confortevole sia, appare comunque, al ricoverato sofferente, ostile ed estraneo.
Padre Daniele Bertaccini ci ricorda come i cappuccini vantino, in Toscana, una forte presenza di cappellani ospedalieri e ci conduce, commentando il brano evangelico del buon samaritano, nella consapevolezza di quanto l’aver cura di una persona sofferente ci procuri specularmente il ruolo di prossimo cui è promessa la vita eterna.
Non trascura il padre guardiano de Le Celle di Cortona, una puntuale analisi sociopedagogica circa il rifiuto, posto dalla società contemporanea, alla consapevolezza del dolore che pure si presenta ineluttabile nella vita di ciascuno e che, proprio dagli uomini, può essere sublimato, con l’amore verso il prossimo, ad esempio d sensibilità educativa per le nuove generazioni.
Ad Elena Milighetti ed a Rita Pastonchi, animatrici di tante iniziative, tra le quali rinomati mercatini ove, con il ricavato dell’offerta dei prodotti artigianali delle Socie Avo, si raccolgono gli spiccioli utili alla fornitura dei corredi ai degenti più bisognosi, spetterà rammentare le regole che garantiscono il puntuale servizio che, quotidianamente dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19, l’AVO offre ai degenti nei reparti di chirugia, ortopedia e medicina.
Ciascuno quindi, dopo la frequenza del corso ad un opportuno tirocinio, può dedicare due ore settimanali all’ascolto ed al conforto offrendo la propria mano, senza invadere le competenze professionali degli ospedalieri, in un gesto di servizio reciprocamente gratificante.
Francesco Cenci
AVVISO DI CONVOCAZIONE
Domenica 19 novembre 2006 alle ore 7,00 in prima convocazione e alle ore 11,30 in seconda convocazione, è convocata l’assemblea straordinaria della sezione T.S.N. di Cortona per deliberare sul seguente ordine del giorno:
- approvazione del nuovo statuto delle sezioni T.S.N. come da direttive impartite dall’U.I.T.S.
Sabato 7 ottobre in piazza S. Pertini era presente un banchino, un punto informativo che, in rappresentanza dell’Associazione Italiana Persone Down della sezione di Arezzo, era lì per ricordarci la Giornata dedicata alla Persona Down.
Una data particolare per individuare una diversità di carattere genetico, non patologica. Alla specifica anomalia cromosomica che la distingue si associa un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio del neonato. La condizione nel 98% dei casi non è ereditaria; la Trisomia 21 può essere diagnosticata subito, al momento della nascita, attraverso l’analisi cromosomica effettuata su di un semplice prelievo, ma spesso è riconoscibile già nei tratti caratteristici che la contraddistinguono, come il taglio degli occhi a mandorla; e ancor prima, durante la gravidanza, tramite la villocentesi o l’amniocentesi. Ciò non presuppone che si possa parlare di prevenzione in quanto correzione e/o cancellazione della differenza genetica, né che tantomeno questi strumenti debbano essere esclusivamente finalizzati ad un “aborto terapeutico”, ma la possibile diagnosi può servire per individuarla e per attuare una corretta prevenzione secondaria, ovvero opportuni controlli di salute ed efficaci interventi di riabilitazione che permettano all’individuo con Sindrome di Down di crescere, di vivere in quanto persona. La gravità del ritardo che ci si presenta non è infatti legata ad una varietà tipica di alterazione cromosomica, ma è più generalmente risultato di una combinazione di fattori costituzionali, educativi, sociali; in quest’affermazione è racchiusa la valenza e l’importanza della socializzazione, della dimensione affettiva e delle possibilità che gli stessi servizi sul territorio possono offrire per migliorare la qualità della vita della Persona Down.
Se ne vogliamo parlare, ed è essenziale farlo, dobbiamo quindi centrare l’attenzione in termini di autonomia e di relazione, gli aspetti, ovvero, in cui si può e si deve investire per fornire una possibilità di crescita e d’integrazione. Liberiamoci invece dei luoghi comuni, per evitare d’invischiare il nostro pensiero e d’impedire la realizzazione dei diritti fondamentali del singolo individuo Down in quanto persona. Ce ne sono alcuni che rischiano veramente di mettere in discussione proprio questo principio.. ma altrettante, ed anzi, forse di più, sono le attività e le iniziative che l’Associazione propone, offre e svolge attivamente nell’intento di favorirne uno sviluppo armonico e completo, e di contribuire alla realizzazione di una vita che sappia godere, e che possa condividere la sua immensa ricchezza, la sua preziosità con le altre che incontrerà.
Fondamentale, a questo riguardo, è allora l’informazione, la conoscenza per poter partecipare direttamente ed indirettamente a questo progetto: l’indirizzo della Sezione di Arezzo, una delle 39 presenti nel territorio nazionale, è Via Cavour n°97, il telefono 0575351597, l’e-mail info@aipdarezzo.it, il sito www.aipdarezzo.it; per sostenere l’Associazione si possono effettuare versamenti su C.C. 91300 ABI 05390 CAB 14100 presso BancaEtruria nella sede di Arezzo, oppure tramite Bancoposta C.C. 37327541 a favore di: AIPD-Associazione Italiana Persone Down-Onlus-Sezione di Arezzo.
Silvia Rossi
Nel contesto delle molteplici iniziative su S. Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, programmate da don Antonio Garzi nella Chiesa Parrocchiale di S. Lorenzo, non poteva mancare una serata sul “Mistero delle Stimmate sul Monte della Verna”.
S.Francesco, infatti, è un Santo che si può definire singolarmente e profondamente segnato dalla croce e da Cristo crocifisso.
Dalle Biografie dei compagni del Santo emerge con chiarezza che il giovane Francesco, ancora prima della conversione, ha fatto esperienza del Cristo crocifisso.
Una serie di avvenimenti documentati nelle Fonti Francescane ce lo testimoniano: (il sogno del castello ripieno di armi con il segno della croce FF 586; / la visione di Spoleto in cui si sente chiedere: “Francesco, cos’è meglio per te, servire un servo o servire il Padrone”? FF587.
Francesco diventa sempre più pensieroso, si ritira spesso in luoghi solitari e Dio lo invita a preferire le cose amare (croce) alle dolci, disprezza se stesso e vince se stesso FF 591; bacia il lebbroso; infine condotto dallo Spirito, entra nella Chiesetta di S. Damiano e, mentre, supplice e devoto sta pregando davanti all’immagine di Cristo Crocifisso, sente queste parole: “Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”. FF 593.
Francesco, si legge ancora in II^ Celano,10, è tremante e pieno di stupore e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire.
Da quel momento- conclude T. Da Celano- si fissò nella sua anima santa la compassione del Crocifisso e, come si può pienamente ritenere, le venerande stimmate della Passione, quantunque non ancora nella carne, gli si impressero profondamente nel cuore.
S. Bonaventura, nel Prologo della sua “Legenda maior” lo vede simboleggiato nell’angelo del sesto sigillo dell’Apocalisse (Ap.7,2) il quale recava il sigillo del Dio vivente, poiché tutta la vita di Francesco era ordinata come ad un punto culminante, al singolarissimo mistero della Verna, quando il Serafino alatp gli apparve e gli impresse i segni della Passione di Cristo crocifisso.
Tutta la vita di Francesco è stata un crescendo di amore infuocato a Dio e per la salvezza delle anime.
Le Stimmate non sono un avvenimento accaduto all’improvviso, ma sono un dono di Dio che sigillano il cammino di conformazione a Cristo, di identificazione e di perfezione raggiunto dal poverello Francesco il quale, a buon diritto, poteva ripetere: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.
Venerdì 3 Novembre 2006, nella Chiesa Parrocchiale di S. Lorenzo, P. Federico Cornacchini, già Maestro dei Novizi alla Verna, e da otto anni Guardiano del Convento e Rettore del Santuario di S. Margherita, animerà la serata francescana proprio sul tema: “Il Mistero delle Stimmate”.
Sono un comune cittadino, al quale piacerebbe che varie cose andassero meglio di quello che si vede di male in peggio, tutti i giorni.
Premetto che abito a Camucia via Lauretana al civico 77, quasi di rimpetto ad un reperto etrusco, detto il melone di Camucia. Questo reperto ha un valore storico enorme e che non sta a me quantificare, e che quasi ogni giorno vorrebbe essere visitato da turisti, ma ahimè questo non può avvenire per quanto purtroppo segue: tale sito è chiuso, naturalmente da un cancello e inferriata, non è presente nessun cartello per sapere chi è l’anima buona che è in possesso della chiave con la quale aprire, oppure un recapito telefonico idoneo al momento all’uopo. A questo proposito spesso trovandomi nei pressi, vengo avvicinato da turisti facenti parte di torpedoni, che chiedono se esiste modo per visitare queste tombe; aggiungo che in certe occasioni i più intraprendenti saltano l’inferriata ed entrano dentro. Però il momento critico avviene quanto tali persone fanno richiesta di chi è in grado di venire ad aprire e dare nel contempo qualche informazione, naturalmente questo non posso farlo perché ciò non esiste. Inoltre c’è da aggiungere lo stato indecoroso in cui attualmente si trova l’ingresso del Melone, erbacce e sudicio dappertutto tanto è il tempo che non viene data una generale ripulita, veramente indecoroso!
Ritengo tutto questo di una certa gravità. Ma il bello viene adesso, per quanto è avvenuto circa a fine agosto: a quel tempo m’informai per sapere chi gestiva tale struttura e seppi che era la Soprintendenza Archeologica per la Toscana, nella persona della dott.ssa Tiziana Marchettoni, con la quale ebbi modo di parlarci telefonicamente ed esporle le mie ragionevoli lamentele, anzi nel contempo le suggerii che ero anche disponibile gratuitamente a tenere una chiave per aprire ai vari visitatori.
La dott.ssa in proposito mi ringraziò, si appuntò il mio recapito telefonico e promise che a giorni avrebbe fatto ripulire il tutto, quindi avrebbe anche pensato all’eventualità di creare un recapito valido per rilanciare definitivamente questo importante reperto storico
Morale della favola, devo constatare che siamo già agli inizi di novembre, non è stata mossa paglia, nessuno ha ritelefonato, tutto resta come prima, anzi con molto più sudicio e purtroppo con i turisti i quali vorrebbero visitare le tombe etrusche, ma non lo possono fare.
Terminando questa mia dovuta, quanto doverosa protesta, speo che la dott.ssa Marchettoni si prenda a carico l’obbligo sul da farsi, ma visti i tempi in cui viviamo, resto scettico e deluso per valori archeologici che anche qui da noi abbiamo e, che per negligenza altrui non possiamo sfruttare.
Cordiali saluti.
Danilo Sestini
UN CARO RICORDO DI MARCO FAZZINI
M arco carissimo, il vuoto che hai lasciato è incolmabile, il dolore non si può descrivere. Vorrei paragonarlo a tanti pugni nello stomaco che ci tolgono il respiro. Anche così è troppo poco.
La tua mamma, il tuo babbo, Laura, i nonni e tutti ti vorremmo con noi e piangiamo perché non ci sei.
In certi momenti è vera disperazione; non possiamo capire perché ci sei stato portato via così. Ma se riusciamo a prendere fiato, e ti guardiamo in quella bella fotografia, con il tuo viso sorridente, buono, forse comprendiamo.
Gli angeli, anche se sono tra noi, non stanno sulla terra, stanno in cielo alla destra del Padre. E tu eri un angelo anche quando eri con noi, esempio a tutti i giovani, figlio perfetto che tutti i genitori vorrebbero avere; eri sano nel cuore, eri buono, gentile, educato, delicato, in tutto il tuo essere.
In un salmo si legge: “Quanto sono amabili le tue dimore Signore!”
E per noi, che restiamo, è consolazione immaginarti vicino a Dio, fra tanti eletti, sorridente e sereno perché sei libero dai mali del mondo.
Marco, sorridici sempre.
Paola
“TANTI GEPPETTI ... TANTI PINOCCHI”
Sabato 30 settembre, nello stupendo parco di Pinocchio a Collodi si è svolta la premiazione del concorso “TANTI GEPPETTI…TANTI PINOCCHI”, giunto alla terza edizione.
Nel nostro Comune ci sono state due menzioni speciali: la classe I di Fratta e la I A di Terontola.
Come ci spiega il sig. Orlando Magari, rappresentante del CNA Pensionati Toscana, che collabora con la Fondazione Nazionale “Carlo Collodi”all’organizzazione del concorso, le adesioni quest’anno soni state più di duecento e gli alunni hanno presentato lavori veramente interessanti.
La festa conclusiva, che riunisce i vincitori del concorso, si svolge in coincidenza con la Festa dei nonni: infatti questa iniziativa nasce” al fine di promuovere la trasmissione di valori morali, sociali ed educativi dalla generazione dei nonni a quella dei nipoti, affinché non vada perduto il bagaglio di conoscenza ed esperienza che contraddistingue coloro che per tutta la vita hanno operato nell’artigianato…”, come ben spiega il bando di concorso.
La giornata, gratificata dal bel tempo, che ha permesso la visita al Parco di Pinocchio e al meraviglioso giardino di villa Garzoni, è stata introdotta da una tavola rotonda a cui hanno partecipato gli alunni con gli insegnanti e i genitori, il presidente della CNA Toscana e i responsabili provinciali, insieme ai rappresentanti della Provincia e del Comune e a Gregorio Schirone, responsabile dell’UNICEF in Italia.
Orlando Magari ha preparato per l’occasione una serie di brevi interventi in video, accompagnati dalla musiche di Francesco Guccini; le persone intervistate, tutti anziani pensionati della nostra zona, hanno parlato del loro lavoro e del tentativo di trasmettere le proprie conoscenze e i propri valori ai figli e poi ai nipoti, per continuare l’attività dell’azienda familiare.
L’impegno è sempre quello di portare i giovani a considerare tutto ciò che non è più giovanissimo (persone e cose)come patrimonio storico e come componente fondamentale della crescita.
L’impegno è della famiglia, della scuola e delle agenzie che coltivano questo obiettivo, che si riflette positivamente sull’educazione per rendere vivi valori che hanno caratterizzato sinora la nostra società e che cominciamo a vedere gravemente in crisi.
Per i bambini quella di Pinocchio è una bella storia ed è compito degli adulti trasmetterla come rappresentazione di come eravamo solo alla fine dell’800.
Per i bambini di Terontola, poi, la lettura della storia di Pinocchio si intreccia con il progetto”Nonni a scuola”, a cui partecipano anche i nonni del Centro Sociale, così le vicende del burattino avranno il confronto diretto con la vita narrata dai nonni. MJP
Il 14 ottobre ha chiuso il suo passaggio terreno don Guglielmo Nerozzi. La sua figura non passerà alla storia per aver compiuto cose straordinarie, tali da destare l’attenzione dei cittadini, ma Guglielmo sarà ricordato dalla gente per la sua grande umanità, eccezionale disponibilità e particolare semplicità.
Era nato il sedici luglio del 1920 e il primo agosto del ‘43, in piena guerra, fu ordinato sacerdote.
Il 15 agosto celebrò la sua prima messa solenne a Farneta, ed egli la ricordava ovviamente perché oltre ad essere la sua prima celebrazione, sudò, le famose sette camicie, forse per l’emozione, ma perchè fu una giornata di eccezionale calura.
Passò il suo primo anno da parroco in seminario; poi, il 15 ottobre del ‘44 il Vescovo gli assegnò la parrocchia di Vaglie.
Furono anni difficili, anche se in quel piccolo paese di montagna trovò gente buona e comprensiva, molto povera. Lassù, ricordava Guglielmo, la gente di notte non chiudeva mai la porta di casa.
Come sono diversi i nostri tempi!
Dopo due anni che era in quella parrocchia, morì don Giovanni Fruscoloni, parroco di Falsano e il Vescovo affidò a don Guglielmo anche quelle anime.
La strada tra le due parrocchie era da farsi solo a piedi e spesso il nostro parroco, fornito di un capace tascapane faceva la spola portandosi dietro qualcosa da mangiare, perché nella parrocchia rimaneva qualche giorno.
Fino al ‘53 William seguì, con silenziosa obbedienza, le due parrocchie.
Guglielmo raccontava e parlava spesso della sua vita di parroco di montagna, ma con un certo distacco perché vide coniugarsi la sua gioventù con la vita tribolata della gente e di conseguenza anche la sua.
Più tardi si liberò Pergo, ma il Vescovo non ci mandò don Guglielmo proprio perché era un prete giovani, infatti qui a Pergo c’erano le suore da confessare, e molte erano giovani ed allora... il Vescovo preferì inviarci qualcuno più attempato.
Mise in pratica il: “non ci indurre in tentazione”.
Il 29 giugno del ‘58 si liberò Creti per la scomparsa di don Orlando Brini, ed allora il Vescovo si ricordò di quel povero prete di montagna e lo “spedì” in Val di Chiana. Guglielmo si trovò in una parrocchia diversissima dalle precedenti, le famiglie erano numerosissime composta da 15/20 persone, la chiesa, dedicata ai Santi Ippolito e Potito, fu costruita su di una collina ed attorno si estendeva la fertile pianura coltivata da tante mani operose. Accanto alla chiesa vi era una “privativa” dove si vendeva di tutto, vi era anche un circolo dove la gente la sera andava per giocare a carte e a guardare l’unica televisione del paese.
Dal 1959 e precisamente dal settembre Guglielmo fu parroco anche di Fratticciola, che era stata affidata a don David Calbini parroco di Fratta, che mori per una tragica fatalità.
Nel ‘60 la parrocchia di Creti contava settecentocinquanta abitanti e la Fratticciola intorno ai cinquecento, poi a mano a mano gli abitanti di Creti cominciarono a trovare collocazione in grandi città quali: Prato, Roma e nel giro di due o tre anni la popolazione di Creti si dimezzò, quella di Fratticciola calò di meno perché qui risiedevano più coltivatori diretti.
Creti era la parrocchia di Guglielmo e con lui cominciò a “farsi un nome, fu conosciuta per la sua grande festa di settembre, dove molto rinomata era la corsa dei cavalli sullo stradone di “Vincio”.
Il nome dello stradone deriva dalla famiglia di coloni che per tanti anni aveva coltivato i campi che costeggiavano quella diritta strada, di circa ottocento metri, con un arrivo della corsa, in salita.
La gente poteva osservare bene la corsa in tutta la sua lunghezza e per tanti anni è stata di alto richiamo anche per famosi cavalli e fantini.
Durante la guerra ovviamente la corsa fu sospesa e riprese poi con nuovo agonismo e ancora oggi è il fiore all’occhiello per questa piccola, ma laboriosa frazione.
Nella festa di settembre si cominciò a fare anche del “teatro”, piccole cose come dice don Guglielmo, ma è tutta farina del suo sacco il ritrovarsi con giovani sul palcoscenico a recitar in dialetto chianino. Eccellente scrittore spesso portavo a lui qualche brano e imparavo la scrittura e la lettura di questo nostro straordinario scrivere e parlare.
Guglielmo non ha mai voluto pubblicare nulla di queste sue “opere” le scriveva per i suoi ragazzi, per fare: “quattro risete... prima de vi’ a letto”.
Nel ‘79 a don Guglielmo venne affidata la parrocchia di S. Eusebio, con grande disappunto della popolazione di Creti, che protestò a lungo, anche se poi capi il perché di questo obbligato passaggio.
Seguì, nel contempo, anche la piccola realtà parrocchiale delle Piagge fino al 1987, mantenne comunque sempre l’incarico di parroco di S. Eusebio fino al 2001 quando per motivi di salute dovette rinunciare definitivamente alla sua missione di parroco.
Guglielmo, aveva posto la sua residenza a Camucia ed ha continuato a celebrare la sua S. Messa nella chiesa di Cristo Re. Don Benito lo ha accolto ben volentieri ed egli, fin quando ha potuto, ha seguito, con zelo ed umiltà, la sua missione.
Poi si è ritirato in casa, seguito amorevolmente dalla sorella Albertina, dal cognato Bartolozzi Marino e dai nipoti Monica ed Andrea
La sua vita è stato un susseguirsi di atti semplici, generosi. devoti; buon compagnone, burlone, amante dell’allegria, sempre pronto a svolgere la sua missione.
Grande la sua attenzione verso i ragazzi, perché fresco era il suo cuore, che lo hanno fatto tornare a battere con vigore tante sere, attraverso l'interpretazione delle sue pungenti battute cariche di spirito, di semplicità, di quelle piccole genialità che fanno diventare straordinario un popolo rurale.
Arvedecce curato de Creti, prete de que-la terra che s’ apicceca a le scarpe
e non te lascia fin ch’ entri en chesa;
ora che s’è tra i bèeti e senti sonè viulini ed arpe
pensa a nò, che semo apiccecheti a la tu ghiesa.
Ivan Landi
E’ sabato 14 ottobre 2006, un sabato all’apparenza come tanti altri, quando squilla il telefono, ed apprendo così che William Nerozzi “Don Guglielmo” il parroco di Sant’Eusebio è morto.
In un istante riaffiorano nella mia mente, tantissimi ricordi sotto la guida di quest’uomo, dall’aspetto fisico piccolo e gracile, ma dall’animo umile ed il cuore grande.
Improvvisamente la mia mente torna agli anni ’80 quando ero piccolo, e come tutti i bambini di quel tempo, frequentavo la parrocchia. Il sabato pomeriggio mi affacciavo al terrazzo di casa mia ed attendevo con impazienza di scorgere l’inconfondibile Citroen Diane arancione di “Don GU”, così lo chiamavamo noi ragazzi, che arrivava da Camucia con il nipote Andrea. Scendevo allora in tutta fretta per recarmi alla chiesa, è lì che noi bambini passavamo i pomeriggi a giocare e studiare catechismo. Don Guglielmo è stato a mio avviso una persona speciale, sopportava con la sua pazienza le grida e le marachelle di noi bambini e quando proprio non ce la faceva più urlava: “Basta! Basta! Oggi niente Caramelle!!!” in sacrestia aveva infatti un cassetto sempre ben provvisto di leccornie per noi bambini; ma poi il suo cuore era così grande, che dopo qualche minuto non si ricordava neppure di essersi arrabbiato, e con il sorriso ci donava quelle caramelle che non ci eravamo di certo meritati.
Don Guglielmo oltre ad essere stato un grande parroco è stato un grande scrittore; egli infatti con la sua inseparabile macchina da scrivere, ci ha lasciato una quantità innumerevole di commedie dialettali, da lui ideate e battute a macchina nella indimenticabile carta velina. Scriveva con cura le sue commedie e con pazienza ci insegnava a recitare, per poi debuttare in occasione della festa patronale di Sant’Eusebio; dove don Guglielmo immancabilmente, si posizionava di fronte al palco per fare il suggeritore e a volte il pubblico udiva lui che suggeriva anziché noi che recitavamo. Che bei tempi!!!
Poi gli anni sono trascorsi e quel bambino è diventato grande, non ci vedevamo più molto spesso, come un tempo, ma ogni volta che lo incontravo, aveva per me un sorriso e delle belle parole.
Grazie per tutto quello che mi hai insegnato, grazie per tutto quello che hai lasciato quaggiù in terra, in questo mondo così contorto ci vorrebbero persone come te, ma anche se adesso non ci vedremo più, sarai sempre nel cuore di chi ti ha voluto bene, “ciao don Guglielmo”, con affetto.
Daniele Del Gobbo
GOTAMA: NUOVO CONSIGLIO 2006/2007
Come ogni autunno l’ass. cult. Gotama rinnova il proprio consiglio mirando a dare sempre freschezza e stimoli al suo interno, credendo nella totale compartecipazione dei propri soci.
L’associazione culturale è nata nel 1998 a Passignano sul Trasimeno, da sette soci, cinque indigeni e due cortonesi. La sua carattertica dinamica le ha fatto spaziare le attività e gli spazi tra Perugina ed Arezzo. Sono ormai anni che si è impiantata a Cortona, proprio per il crescente numero di soci cortonesi.
In quest’ultimo anno i soci erano 31 ma i simpatizzanti e collaboratori sono innumerevoli. Nel teatro ha avuto le maggiori affermazioni e il motivo principale di aggregazione ma in questi anni ha spiazzato in molti campi dell’arte e della cultura, puntando sempre nell’unica vera mission: crescere insieme facendo qualcosa di costruttivo per la mente e per lo spirito. Tra i crediti più importanti: il coordinamento del Centro di Aggregazione giovanile e la Casa della musica insieme al Circolo Baobab di Arezzo, la collaborazione annosa quasi con l’Archidado, con la Provincia di Arezzo per la prima edizione di Alò e dell’ultimo anno la collaborazione con il Centro d’Arte Minerva per le mostre nella Fortezza del Girifalco (Cortona), per il primo Festival di Poesia e Caffè e per Donnarte.
Nel 2005 ha attivato contatti con Amnesty International per promuovere attraverso il teatro e l’arte le sue campagne nel nostro territorio.
Questi sono solo alcune fra le tante attività intraprese e le collaborazioni apportate. Già… collaborazione è la parola chiave: Gotama crede nella diversità e nell’incontro che, invece di sminuire o ingombrare, consente di accrescere.
Stringendo tempi e chiacchiere sulla notizia, il nuovo consiglio è così composto
• Presidente: Mariangela Ricci
• Vice-Presidente: Valeria Casciello
• Consiglieri: Michela Farnetani, Paolo Petrucci, Alessio Rosi
• Segretario: Roberta Alunni
• Cassiere: Stefano Santiccioli
• Revisori dei conti: Siro Neri, Alessandra Talli
• Magazziniere: Angiolo Falini
In bocca al lupo ragazzi e un monito dallo scriba, amico e socio anch’esso di questa combriccola: no fear no pain.
Albano Ricci
Il giorno 2 ottobre, che in passato era la Festa degli Angeli custodi, ora è diventato la Festa dei nonni perché per i loro nipotini sono un po’ come angeli protettori che seguono con pazienza, amore e saggezza le tappe della loro crescita.
Lunedì 2 ottobre presso la sala del Consiglio Comunale di Cortona si sono ritrovati i bambini delle classi 4°A e 4°B di Terontola con altri alunni del I Circolo, insegnanti, autorità, per parlare dell’importanza dei nonni e festeggiarli.
Il Dirigente Scolastico Franca Biagiotti ha presentato il libro nato dalla collaborazione dei nonni con le insegnanti del plesso di Terontola, “A Terontola tra passato, presente e futuro. Nonni e bambini raccontano”, in cui i ragazzi possono rintracciare le coordinate storico-culturali del loro ambiente di vita ed acquisire quindi un’identità positiva.
In particolare sono stati festeggiati i “nonni vigili” del Centro Sociale di Terontola, che tutti i giorni all’entrata e all’uscita da scuola, muniti di paletta, fanno attraversare la strada ai bambini e fermano il traffico.
I bambini di Terontola hanno recitato poesie sui nonni scritte sia da autori famosi che da loro stessi con sentimento e partecipazione, infine hanno intonato un canto allegro” I miei nonni sono tipi assai speciali”.
Riportiamo alcune poesie scritte da poeti in erba, molto promettenti:
CARO NONNO, MI DISPIACE PER…
Mi dispiace nonno per quando non ti ascoltavo,
nonno perdonami
per quando preferivo giocare
invece che stare accanto a te.
Ora che non ci sei più
capisco quanto eri importante per me.
Mi ricordo quando eri sul letto
a pensare.
Mi dispiace nonno se
non ti trattavo bene.
Caro nonno spero che
da lassù tu possa perdonarmi
per i miei errori.
Luca Fattorini Classe 4°A
CARO NONNO
Caro nonno,
mi ricordo il tuo viso;
non sembravi ancora molto vecchio
ma sembrava che eri un ragazzo.
Mi ricordo i tuoi occhiali e i tuoi capelli
quando eri steso nel tuo letto,
quando ti vestivi con un gilè e una camicia.
Quando giocavamo insieme…
Quando venivo da te
mi sentivo molto felice, di abbracciarti e rivederti.
Le tue parole come quelle di un caro nonno
bravissimo e gentile.
Giulio Cocchi Classe 4°A
NONNO AMICO
A Terontola i bambini
hanno degli angeli vicini
che gli fanno compagnia
con tanta allegria
si vogliono tanto bene
e stanno sempre insieme.
La strada ci fanno attraversare
perché sani e salvi dobbiamo arrivare.
Il nonno amico
ha un cuore grande
che non vi dico,
anche se è in pensione,
si prodiga in ogni occasione.
Da quando i nonni si sono associati,
a Terontola siamo rinati,
si festeggia il carnevale
al Centro sociale.
Il ballo liscio e la Sagra del tortello
a Terontola han reso il tempo più bello.
Tutte le cose dette son vere,
grazie nonno, amico fedele!
I bambini delle classi 4°A e 4°B di Terontola
Sognando tutta un’altra musica
Sognando tutta un’altra musica è lo slogan del nuovo concorso Arezzo Wave Band 2007, che come ogni anno è proposto gratuitamente dalla Fondazione Arezzo Wave Italia a tutti i gruppi che sognano di esibirsi sui palchi del Love Festival e di poter vedere riconosciuta la loro carriera artistica di musicisti.
La Fondazione Arezzo Wave Italia, ormai da anni impegnata nel sostegno ai mestieri artistici e nel riconoscimento legislativo delle musiche attuali in Italia e dei suoi protagonisti, indice la nuova edizione del concorso “Arezzo Wave Band”, con iscrizione, come sempre gratuita.
Conclusi i festeggiamenti dedicati ai 20 anni di Arezzo Wave, l’organizzazione è impegnata più che mai nell’iniziare un nuovo anno alla scoperta dei migliori talenti d’Italia.
Per partecipare basta spedire o consegnare il proprio materiale dal 15 ottobre al 15 dicembre 2006 ad uno degli oltre 200 punti di raccolta (antenne) presenti in tutte le regioni d’Italia ed elencati nel sito ufficiale della manifestazione; ogni regione avrà una o due band vincitrici (a seconda del numero totale d’iscrizioni), che si esibiranno durante la prossima edizione di Arezzo Wave Love Festival.
Come ormai da qualche anno, ai gruppi vincitori del contests, andranno in premio anche due giorni di registrazione gratuiti in uno degli studi convenzionati con la FAWI, e la possibilità di far parte della tourné 2007 di Arezzo Wave on the Rocks, oltre che della compilation ufficiale del Festival; in più, anche quest’anno, tra le nuove promesse che verranno presentate dalle varie regioni, verrà premiata la band che esprimerà la miglior proposta artistica con il premio Fondazione Arezzo Wave Italia che consiste in una borsa di studio del valore di 1000 euro. Cortona e la Valdichiana, da sempre vedono giovani e meno giovani cimentarsi in gruppi musicali più o meno improvvisati; bene, questo concorso da la possibilità anche a Voi di poter vedere finalmente apprezzata la vostra arte, e magari far si che una semplice passione possa trasformarsi in qualcosa di più concreto, come per altro, per nostri illustri concittadini è già accaduto!
Quindi, perché non tentare?
Per chiunque volesse saperne di più il sito ufficiale della manifestazxione è: www.arezzowave.com
Stefano Bistarelli
Impruneta 14 ottobre 2006
PRIMO CONVEGNO DEL FORUM TOSCANO DELLE MALATTIE RARE
Grande partecipazione di medici specialisti, di rappresentanti delle Istituzioni sanitarie
e del volontariato toscano. Presente per l’Associazione “Amici di Francesca”, il suo fondatore
e segretario Luciano Pellegrini di cui si riporta, qui di seguito, l’ intervento
“Con l’occasione ringrazio vivamente il Presidente della nostra Associazione prof. Gianfranco Cotugno, porgendogli i sensi della mia stima e gratitudine, dato che, per impegni assunti precedentemente, non ha potuto essere qui presente.
La nostra Associazione Onlus è una “rete” di oltre 700 fra persone di ogni estrazione sociale e professionale, rappresentanti istituzionali e numerosi medici oltre a operatori sanitari che rappresentano il vero motore dell’Organizzazione.
La ONLUS “Amici di Francesca” trae il nome da mia figlia, assistita in un lungo e difficile percorso terapeutico. Fu proprio in seguito a questa esperienza che maturai la determinazione di fondare una organizzazione di utilità sociale.
Come già alcuni sanno l’Associazione è impegnata ad aiutare gli ammalati in grave difficoltà durante il percorso diagnostico e terapeutico, favorendo in particolare quelli affetti da malattie rare e complesse.
L’Organizzazione si connota pertanto fra gli organismi analoghi con caratteristiche di “trasversalità” rispetto alla peculiarità delle associazioni sorte per il sostegno di specifiche patologie.
Negli anni appena trascorsi l’Organizzazione ha raccolto e gestito richieste di aiuto pervenute da tante persone affette da patologie gravi, rare e complesse, che non sarebbero state in grado altrimenti di farsi carico di tutte quelle iniziative indispensabili per attingere a terapie d’avanguardia, a farmaci di difficile reperibilità, a interventi chirurgici di alta professionalità o al ricovero presso istituti particolarmente specializzati.
Le procedure d’intervento
I casi segnalati e le richieste di intervento sono sottoposti al vaglio da parte di un Comitato Tecnico che, assistito da un Comitato Scientifico, valuta l’opportunità di procedere al sostegno richiesto, disponendo la opportuna strategia. Inoltre orienta verso le competenti unità operative della sanità anche malati sofferenti in difficoltà per le loro problematiche condizioni socio-economiche.
Le iniziative di sostegno vengono assunte e gestite sulla base del patrimonio di informazioni, relazioni, esperienze e conoscenze acquisite dall’Organizzazione, vagliate se è il caso dal parere di illustri clinici in contatto con l’Organizzazione stessa, apprezzata per il ruolo sussidiario e complementare del quale difficilmente le istituzioni pubbliche potrebbero farsi carico.
Un “Centro di Ascolto” organizzato presso l’Ospedale Santa Margherita della Valdichiana e un sito internet esplicativo, hanno consentito fin qui di accogliere e gestire efficacemente circa 300 casi di persone sofferenti di malattie particolarmente rare e complesse, alle quali sono state assicurate le più avanzate terapie.
Prospettive di organizzazione e sviluppo
L’Organizzazione opera con il sostanziale riconoscimento del ruolo complementare svolto, anche in virtù di una convenzione con la quale l’Azienda USL 8 di Arezzo le riconosce la veste di interlocutore privilegiato nell’ambito dell’Ufficio Relazione Pubbliche. Di recente, con il sostegno di istituzioni pubbliche e private, abbiamo avviato, sempre nell’ambito del sostegno al malato in difficoltà, la realizzazione di un progetto denominato “Una Voce per Tutti”.
Si tratta di un potenziamento del già esistente “Centro di Ascolto”, presso l’Ospedale della Valdichiana aretina, che prevede una Centrale Operativa destinata alla ricezione, per via telefonica, telematica o colloquio diretto, delle richieste di sostegno avanzate dai malati in difficoltà (non escluse, se dovessero pervenire, quelle provenienti dall’estero). Cinque anni di militanza nel Forum, al quale l’Organizzazione ha aderito fin dalla benemerita istituzione di questo Organismo, hanno permesso di sviluppare e valorizzare nel migliore dei modi le competenze acquisite, sempre con costante riferimento e in accordo con il Forum stesso. Ritengo che questa forma di collaborazione abbia influito sulla decisione con la quale il Forum ha affidato alla Associazione il compito di svolgere, pro-tempore, la funzione di suo CALL CENTER, con particolare riguardo all’attività di raccolta dati e mo-nitoraggio del territorio.
Conclusione
Considerato che associazioni e organizzazioni, aderenti al Forum, sono connotate da un interesse comune nell’ambito della ricerca e del sostegno alle malattie rare e che l’impegno è spesso indirizzato al reperimento di farmaci rari e costosi da destinare a persone spesso bisognose, rivolgo un appello a tutte le istituzioni oggi qui rappresentate, di valutare l’importanza di ogni attenzione per favorire la loro reperibilità.
Inoltre mi sento di esporre un sentimento condiviso, del quale mi faccio interprete.
Mi sia consentito, al di là di ogni piaggeria, fare un elogio all’Assessore Enrico Rossi per come ha testimoniato la sua competenza e professionalità nel ruolo di Assessore alla Salute Pubblica.
Le occasioni nelle quali mi è capitato di poter interloquire con lui e i suoi collaboratori sono state una chiara conferma della sua sensibilità e sollecitudine nel sostenere le articolate e complesse problematiche che coinvolgono tutte le associazioni.
Non a caso la Regione Toscana è stata la prima in Italia a istituire questo Forum. Concorderete tuttavia che se molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. Fra le iniziative che mi vengono in mente una è l’urgenza di istituire il registro delle “malattie rare” e la rete dei Centri di riferimento della Toscana.
La direzione intrapresa è buona e noi daremo il nostro contributo coordinandoci con il “centro” che gestisce il Registro.
Infine, desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento al nostro Presidente Franco Rulli, per il grande impegno profuso in questi anni.
Faccio al riguardo una proposta alla Assemblea del Forum: si valuti l’opportunità di modificare il periodo di permanenza nella carica di Presidente, portandolo da un anno a 3 o 4 anni, in modo tale che chi assume iniziative abbia il tempo e la soddisfazione di portarle a compimento, assicurando una continuità tra la fase di progettazione e quella di esecuzione e realizzazione.
Non mi resta che augurarvi buon lavoro nella consapevolezza che siamo tutti in vario modo impegnati in una missione che rappresenta la frontiera della sofferenza umana, della quale dobbiamo cercare di ridurre i confini e allargare quelli della speranza”.
Si intensifica l’azione di coinvolgimento delle Istituzioni ai progetti dell’Associazione
Incontro a Cortona degli Amici dell’Associazione
Il 15 ottobre scorso, presso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio sono state invitate autorità, personalità delle Istituzioni e della imprenditoria che, a vario titolo, dimostrano collaborazione e attenzione per le attività umanitarie dell’Associazione.
Il segretario e fondatore della Onlus, Luciano Pellegrini, ha presentato agli ospiti il progetto “Una Voce per Tutti” e li ha poi accompagnati nella nuova sede legale dell’Associazione, presso l’antico convento della Chiesa, ancora in fase di ristrutturazione. Nell’occasione ha ringraziato tutti i collaboratori e in particolare la Asl 8 e il Presidente onorario e consigliere dell’Associazione l’ing. Alessandro Butali, titolare dell’azienda Spa Butali Euronics che ha sostenuto con generosità e sensibilità le iniziative nel corso dei cinque anni di vita dell’organizzazione.
Attestati di gratitudine sono pervenuti a Luciano Pellegrini all’indomani di una domenica felicemente trascorsa e perfettamente riuscita sotto il profilo dell’accoglienza.
Infatti, oltre a chiarire le finalità e i programmi dell’Associazione, il Segretario ha predisposto la visita al suggestivo convento delle Celle fondato da San Francesco.
S.E. il Prefetto di Arezzo dott. Maurizio Di Pasquale, assente per forza maggiore all’incontro di Cortona, ha indirizzato a Luciano Pellegrini parole di ringraziamento e di profonda stima per “l’instancabile impegno sociale e per l’esemplare dedizione profusa a garanzia dei principi di solidarietà, fratellanza e altruismo”.
Ed ecco la significativa testimonianza pervenuta dal T.Col. Carlo La Vigna del Comando Regione Carabinieri Toscana, che riassume, in maniera incisiva e ed eloquente, l’atmosfera in cui si è svolto l’incontro di domenica 15 ottobre:
“Caro Luciano,
desidero ringraziarti per la magnifica ospitalità ed accoglienza che hai voluto cortesemente dedicarmi in occasione dell’incontro tra l’Associazione Onlus “Amici di Francesca” e gli amici di Prato del giorno 15 ottobre u.s. L’evento è stato propizio per conoscerti di persona ma soprattutto per conoscere le nobili finalità dell’Associazione, volta a sostenere i malati in particolare difficoltà che ti vede meritoriamente tra i padri fondatori nonché tra coloro che, grazie al continuo impegno quotidiano e al non comune spirito di sacrificio, sono riusciti in pochi anni ad affermarla significativamente anche oltre i confini nazionali. Un’affermazione conquistata sul campo per le iniziative intraprese concretamente a favore di malati afflitti da patologie rare e complesse che hanno trovato nell’Associazione sicuro punto di riferimento e sostegno tanto da consentire loro ed ai familiari di superare i disagi e disorientamenti connotati all’imprevedibile ed improvviso insorgere della malattia.
La giornata è stata arricchita da una visita storico-culturale di alcuni gioielli artistici della città di Cortona.
E allora come dimenticare la bellezza della Chiesa di “Santa Maria delle Grazie al Calcinaio” ed il convento dei frati cappuccini, esaltati dai minuziosi riferimenti storici rappresentati con estrema semplicità e chiarezza dall’esimio prof. Nicola Caldarone?
Non mio resta quindi che rinnovarti di cuore il mio più vivo ringraziamento, che esprimo anche a nome del collega comandante provinciale dei carabinieri di Prato, T. Col. Giuseppe Bongiorno, per l’indimenticabile giornata trascorsa insieme ed offrirti la mia modesta ma incondizionata disponibilità a favore dell’Associazione.
Certo di prossime occasioni d’incontro ti saluto cordialmente, sicuro di potermi pregiare della tua amicizia”.
PICCOLO VIAGGIO NELLA CHIESA CORTONESE - 14
Don Giancarlo Rapaccini: una speranza per “camminare insieme”
Domenica 15 ottobre è stata festa grande per Cortona cristiana. Con una solenne celebrazione eucaristica, tenutasi in Duomo e presieduta da S.E. Mons. Gualtiero Bassetti, don Giancarlo Rapaccini è stato insediato nuovo Parroco di Cortona, in solidum con don Ottorino Capannini e don Antonio Mencarini.
Don Giancarlo, fino ad un mese fa Rettore del Seminario vescovile diocesano, è un sacerdote di notevoli doti pastorali ed umane, che ha accettato questo nuovo incarico con l’entusiasmo di sempre e con la ferma volontà di “camminare insieme” per traguardare la Chiesa cortonese oltre i tempi nuovi di un oggi non facile e spesso avvolto nelle tenebre di una lunga notte, che sembra non volerne sapere di avvicinarsi ad una nuova alba.
Nel suo profondo e toccante discorso di saluto ai cortonesi, ai confratelli sacerdoti e religiosi, dopo aver ringraziato il Vescovo e tutti coloro che, anche da lontano (c’era pure un gruppo di giovani albanesi giunti da Berat, dove egli ha costruito il Centro giovanile di Uzonove) sono saliti a Cortona per essergli vicini in questo passaggio ad un nuovo servizio ecclesiastico, don Giancarlo (cfr. foto 1) ha detto: “Dopo tanti anni passati a fare il Rettore del Seminario, desideravo tanto una parrocchia. A tutte pensavo, ma non a Cortona. L’ho accolta subito come un dono prezioso del Signore! Cortona è una città stupenda. Più ci si vive dentro e più la si ama.
E’ una città ricca di storia e di arte, ma soprattutto è segnata dalla testimonianza di fede di tanti santi: il martire Vincenzo del IV° secolo, S. Margherita, San Francesco, il Beato Angelico…, figure meravigliose! Una città costruita sulla collina, ben visibile da lontano.
E’ un incanto vederla dalla valle, quando si viene dall’autostrada. Fa pensare a Gerusalemme, città salda e compatta, circondata da possenti mura. La sua luce s’irradia per l’intera Valdichiana fino al Trasimeno e all’Amiata. Oh quanto vorrei dare il mio contributo per consolidare ed accrescere la sua bellezza!”
Subito dopo ha aggiunto: “Vengo a voi con semplicità e con umiltà. Non desidero sostituirmi a nessuno, ma intendo collaborare con tutti, sacerdoti e laici, per crescere con voi nella fede.
E metterò tutto il mio impegno per fare di questo presbiterio e di questo popolo santo un modello di vera comunione. Mi piacerebbe che la gente che vive a Cortona, e che ancora stenta a credere, vedendoci uniti, in comunione fraterna, un giorno non lontano possa dire: “Guarda, come si vogliono bene!” e cominciasse a credere. Vengo a voi con tutta la mia povertà, e i miei peccati! Il vescovo ha avuto per me parole di stima. Io lo ringrazio e gli ricambio tutto il mio affetto, ma io invece mi sento tanto fragile e limitato.”
Ed ha poi proseguito: “Cosa desidero da voi? Di essere accolto come un fratello che ha bisogno di affetto, di stima e di comprensione; un fratello animato solo dal desiderio rimettersi in gioco per annunciare il nome di Gesù.”
E quindi ha concluso: “Quali sono i miei sogni? Vi dico subito che non ho straordinari progetti pastorali da presentarvi, ma soltanto una voglia pazza di lavorare con tutti voi, perché in questa città il Signore Gesù Cristo sia accolto, celebrato e amato da tutti: dai piccoli e dai grandi;dai giovani e dagli anziani; dai sani e dagli ammalati; dai belli e dai brutti; dai ricchi e dai poveri; dagli italiani e dagli stranieri. Proprio da tutti.
Mi piacerebbe spendermi perché ogni uomo riesca finalmente a guardare all’altro uomo con fiducia e simpatia, mettendo da parte gelosie, paure e diffidenze, cercando di mettere insieme le due parole che attraversano tutti i vangeli: miseria e misericordia. Siamo tutti delle misere creature, ma Dio è grande nella sua misericordia!
Mi piacerebbe spendermi perché ogni abitante di questa città continuasse a guardare al futuro con gli occhi stupiti e innocenti di un bambino e che questa chiesa di Cortona diventasse sempre più una comunità eucaristica e missionaria.
In particolare mi piacerebbe avvicinarmi a tutti i giovani di Cortona per camminare con loro e con loro assaporare la bellezza e il gusto della vita. Con loro vorrei osare di più, prendere il largo (“duc in altum”, come ci raccomandava Giovanni Paolo II ), e poter dare un significato positivo alla nostra sete di libertà, e di giocarla non per fare il proprio comodo, ma per fare ciò che i pigri, gli indolenti e gli egoisti non vogliono fare. Cercando un unico obbiettivo: seguire Gesù Crocifisso e Risorto, traboccante di amore; come stiamo facendo in questi giorni con il pellegrinaggio della croce per tutta la diocesi.(…) Carissimi giovani, la nostra chiesa ha bisogno di voi per diventare giovane e portare speranza. In questo campo metterò a servizio le mie risorse migliori: è una promessa che ho fatto al Vescovo e la rinnovo. Ecco, carissimi cortonesi, questi sono i miei sogni. Li affido a Maria Santissima e ai nostri patroni San Marco, San Vincenzo e Santa Margherita e li consegno anche a tutti voi. Amen!”
Un discorso che L’Etruria riporta qui quasi per intero, perché come si può comprendere, è questo un parlare del cuore di un sacerdote, che viene tra di noi per “camminare insieme”, per assecondare il progetto di quella “ripartenza cristiana” che il vescovo Gualtieri ha richiamato più volte, anche qui a Cortona nel corso della sua lunga e paterna visita pastorale e che domenica sera, in procinto d’intraprendere il viaggio per l’Assemblea di Verona, raccomandava ad alcuni di noi che erano andati a salutarlo dopo la Santa Messa.
Don Giancarlo Rapaccini è un dono speciale che il vescovo Bassetti fa ai cortonesi nel concludere la sua lunga visita pastorale nel nostro territorio, ma sta senz’altro a tutti noi fare di lui la pietra d’angolo della nostra chiesa locale. Farne, insomma, come ha detto il cardinal Tettamanzi a Verona, quella “speranza,che come stile virtuoso, è parte essenziale e integrante del realismo cristiano”.
Don Giancarlo, nato a Terranova Bracciolini il 25 gennaio 1948, ha una biografia di grande valore.
Ne riassumo alcuni cenni essenziali. Compie gli studi presso il Seminario vescovile di Arezzo e nel 1969 consegue il Diploma magistrale.Quindi studia Teologia e Lettere fino al 1974, quando il 16 marzo, nella Cattedrale di Arezzo, viene ordinato sacerdote da S.E.Mons. Telesforo Cioli.
Subito dopo è parroco a S.Teresa d’Avila in San Giovanni Valdarno, dove rimane fino al 1993 quando il Vescovo D’Ascenzi lo richiama ad Arezzo nominandolo Rettore del Seminario, che egli riapre dopo la chiusura del 1983 (cfr. foto2). Sempre nel 1993 comincia ad occuparsi del progetto missionario in Albania, dove nella città di Berat costruisce il Centro giovanile Uznove ( cfr. foto 3 ). Dal 1995 è responsabile della pastorale giovanile diocesana. Incarico che egli mantiene tutt’oggi e che gli ha dato la possibilità di realizzare tante iniziative sociali e religiose, che ora vedranno sempre più coinvolti anche i giovani cortonesi ( cfr.foto 4 ).
Certamente Don Giancarlo sa meglio di tutti noi che per camminare insieme occorre ancora una volta affidarsi ad occhi e cuori evangelici, perché solo costoro possono vedere e vivere le tante opere, i tanti frutti che la speranza mette in atto anche nella nostra Cortona, dove ci sono tantissime persone e gruppi che continuano in silenzio e senza esibirsi a vivere e scrivere il Vangelo della speranza, soprattutto nelle realtà disagiate e sofferte del quotidiano.
Proprio per questo, da parte del nostro giornale auguriamo a don Giancarlo che i suoi sogni si avverino nel migliore dei modi.
Ivo Camerini
CULTURA
Mostra fotografica in Palazzo Casali organizzata dal Fotoclub Etruria e dalla FIAF
Si è conclusa l’8 ottobre scorso la bella mostra fotografica “Gli anni del neorealismo” allestita in Palazzo Casali a cura del Fotoclub Etruria e della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).
L’importanza del patrimonio fotografico esposto avrebbe meritato altro spazio temporale ed altra collocazione nel calendario anche se questo non ha di per sé limitato la rilevanza della mostra stessa.
E dunque un ampio e documentatissimo spaccato storico-sociale di “come eravamo” attraverso scatti che ritraggono e ci restituiscono l’Italia del dopoguerra, tra antiche povertà e nuove speranze. Da Nord a Sud il bianco e nero fa rivivere un Paese che esce dalle devastazioni della guerra portandosi dietro la faticosa ricerca di un domani migliore : tra passato e futuro, gli scatti “amatoriali” di illustri fotogiornalisti italiani documentano per noi osservatori di un altro pianeta (tanta è realmente la distanza che ci separa) immagini di straordinario impatto ognuna delle quali riassume un modo di vivere, di lavorare, di essere.
Processioni, scolari con le scarpe grosse e scalcagnate, braccianti nelle case misere, animali stenti attaccati alle carrette su strade sassose e solitarie, preghiere davanti alla Madonna per impetrare miracoli: poi, d’un tratto, ecco gli occhi e i neri capelli del giovane baldanzoso sullo sfondo di case bianche, ecco le mondine che paiono danzare sulla passatoia del fiume, le prime macchine, la vespa, la stola di visione sulle spalle della signora alla festa del cinema.
E la ciminiera che sbuffa fumo dietro le catapecchie della periferia: ieri e domani, con il presente sbriciolato dalla fretta di mettere distanze su distanze da quel passato povero che ha il sapore del pane senza companatico, del sudore senza compenso, dell’analfabetismo senza “Non è mai troppo tardi”.
Siamo noi italiani più di quanto si possa credere oggi, dall’alto della nostra rivoluzione tecnologica, con in più l’alito della speranza, merce rara ai nostri giorni.
Dalle fotografie è’ assente del tutto, infatti, la disperazione: non si legge in nessuno sguardo, in nessun gesto, neppure accanto alla miseria o al dolore.
Nell’immagine del tristissimo funerale di un fanciullo quello che si coglie immediatamente è il sorriso che rallegra il volto di un bambino che insieme ad altri come lui sostiene la piccola bara. E il tempo, che pure correva verso il boom economico, sembra come sospeso nell’atmosfera rarefatta del bianco e nero.
Una bella mostra dicevamo all’inizio: come bella è la pubblicazione che l’accompagna e nella quale, con più agio, possiamo ancora una volta gustare gli scatti di Casiraghi, Berengo Gardin, Bruno, Branzi, Cattaneo, Maraini…. e leggere anche dei rapporti culturali con il neorealismo cinematografico e letterario.
Insomma, conoscere un universo ricchissimo.
Doveroso citare gli sponsor che hanno consentito la realizzazione dell’iniziativa: Cantarelli, Allestimenti Lovari, Banca Popolare di Cortona e naturalmente il Comune di Cortona.
Isabella Bietolini
Nel segno di Dante, ispirata ai canti della Divina Commedia
SUCCESSO DI PUBBLICO ALLA MOSTRA DI JENNIFER STRANGE
I disegni della pittrice di Indianapolis, Jennifer Strange, una ventina in tutto, esposti nelle sale espositive di Palazzo Casali a Cortona, hanno suscitato una grande emozione soprattutto nei visitatori italiani che non si aspettavano di trovarsi di fronte a una interpretazione così viva ed emozionante dei canti della Divina Commedia.
In verità, per riuscire a tradurre in un disegno i drammi e gli incantesimi proposti da Dante, durante il suo viaggio poetico nei tre regni dell’aldilà e contemporaneamente nel profondo dell’esistenza umana, occorrono conoscenza, sensibilità e capacità di comunicazione a livello altissimo e Jennifer Strange ha dimostrato di possederle tutte. Da qui nasce la riflessione tormentata sulla “bufera infernal che mai non resta” che travolge gli spiriti carnali del canto V dell’Inferno, da qui l’emozionante e coinvolgente descrizione degli Invidiosi del canto XIII del Purgatorio, da qui l’interpretazione felicissima di quella condizione di spiritualità ineffabile di fronte al mistero della “gloria di colui che tutto move” del canto I del Paradiso.
Jennifer Strange ha saputo cogliere, con una sintesi figurativa di straordinaria efficacia, l’ elemento che meglio caratterizza il canto scelto, mentre pone l’attenzione soprattutto su ciò che Dante riesce a trasmettere all’umanità del XXI secolo. Per la pittrice Dante rappresenta dunque un ponte tra il passato e le nuove generazioni e la sua poesia un messaggio straordinario di sperimentata universalità; un vero e proprio incontro che la pittrice è riuscita comunicare con la sua sensibilità artistica in questa Mostra e attraverso quelle mani che Virgilio tende a Dante nel canto XXVII del Purgatorio per consentirgli, con il passaggio delle fiamme purificatrici, l’attesa emozione di un mondo migliore.
N.C.
Biblioteca Comunale e Accademia Etrusca di Cortona
La Biblioteca organizza un ciclo di quattro incontri dal titolo:
“Nel Segno di Dante”
ovvero la figura e l’opera di Dante attraverso la trattazione dei seguenti argomenti:
11 novembre 2006: La personalità di Dante e il significato della sua cultura classica con la lettura e il commento del canto IV dell’Inferno.
18 novembre 2006: La concezione amorosa di Dante, lettura e commento del canto V dell’Inferno.
25 novembre 2006: Il Canto di Ulisse: il segno della grandezza e della insufficienza dell’umanità pagana.
2 dicembre 2006: Il pensiero politico di Dante attraverso la lettura del canto VI del Purgatorio.
Gli incontri si terranno il sabato alle ore 17 presso la Sala delle conferenze della Biblioteca e gli argomenti saranno illustrati da Nicola Caldarone.
Spettacolo a scopo benefico
Il prossimo 20 novembre al Teatro Signorelli andrà in scena la commedia L’Onorevole Imbroglione, vaudeville in tre atti di Alexandre Bisson, a cura del Centro Nazionale Teatrale di Riccione.
Lo spettacolo, patrocinato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), sezione provinciale di Arezzo, si propone di raccogliere fondi da destinare alla ricerca ed all’impegno di mezzi finalizzati a lenire gli effetti individuali e sociali di questa malattia.
La commedia programmata, a parte il titolo di disarmante attualità, si preannuncia estremamente divertente e brillante con equivoci, fraintendimenti, relazioni clandestine e….soluzioni brillanti dell’ultimo momento!
Divertirsi e contemporaneamente aiutare chi ne ha bisogno è senza dubbio un modo intelligente per trascorrere un po’ di tempo libero.
Sono previsti due spettacoli: uno con inizio alle ore 16.00, l’altro alle 21,00.
Informazioni e prevendita biglietti al numero telefonico 0575/24122. Prezzo del biglietto Euro 15.00 per il pomeridiano, Euro 25,00 per il serale. Riduzioni per i ragazzi sotto i dodici anni e per i “ragazzi” sopra i sessantacinque.
A Falsano, ma anche altrove
AZIONI PARTIGIANE E RAPPRESAGLIE
Gentile Redazione, essendo l’autrice del libro ‘The Arezzo Massacres A Tuscan Tragedy. April-September 1944 ‘ che esamina la questione del legame fra le azioni partigiane e le rappresaglie compiute ai danni dei civili nella provincia di Arezzo, (uscito finora in inglese ma con la versione italiana già in fase di traduzione), ho letto sui giornali con interesse del processo di La Spezia nel quale sono stati condannati all’ergastolo due militari tedeschi che parteciparono alla strage di Falzano di Cortona compiuta il 27 giugno 1944. Comunque, i commenti dei giornalisti non mi soddisfano perché troppo spesso fanno riferimento alle rappresaglie senza mai indagare sul perché.
Nell’attesa dell’uscita del mio libro suggerirei a chiunque volesse sapere i motivi di questa strage di leggere il resoconto di Bruno Valli, capo partigiano del raggruppamento Poggioni della brigata garibaldina ‘Pio Borri’, che appare sulle pagine 39-39 del libro La Piccola Patria di Pietro Pancrazi, la prima edizione del quale uscì nel 1946.
In sintesi, l’attacco compiuto dalla parte di sei partigiani su un gruppo di tedeschi che ‘stavano predando in una fattoria nei dintorni della località Aiuola……. i quali fanno resistenza, nascondendosi in una casa disabitata’ ebbe come risultato l’uccisione di due di loro. Altri partigiani si recarono sul posto e ci fu in seguito una feroce battaglia fra le due parti. Il giorno dopo ‘grosse forze appoggiate di autoblinde….. avanzano verso la sede del gruppo (partigiano ndr) …i partigiani, non sapendo quali forze si trovano davanti si ritirano su un posto elevato…..i tedeschi, non riuscendo di catturare i partigiani, iniziano le rappresaglie sulla popolazione del luogo. ’
Purtroppo, questo scenario è stato ripetuto non solo a Falzano ma in quasi tutte le altre stragi svoltesi nella provincia di Arezzo. Le rappresaglie erano risposte alle azioni compiute dai partigiani, i quali avevano preso di cuore l’invito del maresciallo britannico Alexander di ‘attaccare il nemico alle spalle mentre noi lo attacchiamo di fronte e dell’aria’ , ed erano andati oltre ingaggiandolo in battaglie vere e proprie.
Se Valli, persona conosciuta e rispettata, non ha esitato nell’immediato dopoguerra a collegare azione partigiana e rappresaglia tedesca, perché non è ammissibile fare lo stesso commento sessant’anni dopo?
Le porgo i miei distinti saluti.
Janet Kinrade Dethick
Autrice del libro The Trasimene Line (Fondazione Uguccione di Sorbello, Perugia 2002, versione in italiano La Battaglia Dimenticata 2004) e The Arezzo Massacres - a Tuscan Tragedy. April-September 1944 (Duca della Corgna, Castiglione del Lago 2005) Via Massa Carrara 2, 53049 Torrita di Siena (SI)
Chiara Bennati
Il giorno 13 ottobre chiara bennati si è brillantemente laureata, presso l’Università degli studi di Perugia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, discutendo la tesi di laurea: “La terapia antibiotica empirica nel paziente oncoematologico neutropenico: valutazione retrospettiva dell’uso degli antibiotici in una popolazione di pazienti neutropenici sottoposti a profilassi antibatterica”, sotto la direzione del relatore prof. Del Favero Albano con la votazione di 110 e lode!
Alla neo dottoressa vanno le più sentite congratulazioni da parte dei parenti e degli amici con l’ugurio che possa il suo lavoro dare un concreto aiuto alla sconfitta delle malattie oncologiche.
Daniela Casucci
All’università degli studi di Perugia, Facoltà di Giurisprudenza, il 18 ottobre ha discusso la tesi di laurea Daniela Casucci, riportando una brillante votazione. La tesi verteva su: “Orientamento giurisprudenziale della Corte Costituzionale in materia di tutela penale delle religioni”. Relatore è stato il chiarissimo prof. Marco Canonico, correlatore prof. Gattapone.
La tesi è stata dedicata dalla neo dottoressa alla madre ed alla sorella, ma in modo particolare all’ amatissimo padre Giuseppe.
Alla neo dottoressa gli auguri della redazione de L’Etruria ed ovviamente le mie felicitazioni in modo particolare perché Daniela, anzi la dottoressa Casucci è donna sensibile, semplice, solare. Ivan Landi
Maria Teresa Rencinai
Maria Teresa Rencinai si è brillantemente laureata il giorno 19 ottobre 2006, presso l'Università degli Studi di Siena, Facoltà di Giurisprudenza, ottenendo la votazione di 107/110 e discutendo una tesi in diritto sindacale, dal titolo "Uno studio su rappresentanza e rappresentatività". Relatrice la professoressa Lara Lazzeroni.
I malanni de stagione
di Marisa Valeri Chiodini
Una volta se ricurria de redo dal dottore
e i malanni come quelli de stagione
se cureno en chesa a tutte l'ore.
Le donne ne sapeno de rimedi con ragione,
sul focolere metteno a buglì i pignattini
co gli intrugli d'erbe, mele secche e vin buglito
per guarì la tossa dei vecchi e dei cittini.
Quando el mel de l'ossi a le spalle era saglito
en c'era de meglio che l'impiastro de semi de lino
e impacchi caldi d'olio ferreto
fatto col'infocheto rosso palittino
che ne la bregia s'era bene aroventeto.
Cortona se rinnóva, ma i Cortonesi...
di Bruno Gnerucci (1)
1) Avevamo annunciato che erano terminate le poesie di Bruno, ma evidentemente le novità sono sempre fonte di ispirazione per i poeti. Ecco una sua poesia sui due avvenimenti più salienti che ha vissuto Cortona in quest’estate: l’inagurazione delle Scale mobili e del Parco Favilli al Parterre.
Per cheso ho ‘ncontrèto un mi’ parente,
a Camucia giuvidì giuppe ‘l merchèto,
se dicéa del più del meno, che ‘n ho mente,
da tant’anni sta a Cortona, mo s’è ‘ngintilito,
co’ l’occhjèli da sole e al polso ‘l braccialetto.
Dico: “Quande sè’ con me, parla comme magne,
tu ne vién de laggiùe, en fère ‘l signoretto,
arpensa quande se via ‘n sue a ‘rcoglie le castagne!”
co’ l’indece ‘n alto arvòlto verso ‘l poggio.
“Lascèmo perde’, pitòsto viémme a trovère,
t’aspetto Domenneca ntul nóvo parcheggio,
parecchje cóse belle ci ho da fatte vedere.”
A le schèle mòbbele: “Amira ‘sto chèpolavoro!”
Dico: “Ma ‘n Carbonèa mo c’è ‘l supermerchèto?”
“Bisògna riceve’ la gente sempre con più dicòro”
“Io penso che ‘n bel po’ de soldje éte sprechèto.
Ve mantenete che ‘n c’è mèle voaltre cittadini!”
“Ma guarda che le schèle per voaltre l’émo fatte,
sempre a lamentavve e a piagne comme cittini:
per trovè ‘n parcheggio bisògna saglì’ de notte.”
“E' vera che ’n me sò’ ‘rcordo de le castagne,
ma anche tu de la memoria s’è ‘rmasto corto,
quande a mèno vanghèi e mietéi le capitagne,
e a Cortona ce nie a piédi dal puntin de Ritorto.
Comme quel’altri, che mo se dan tant’èrie,
coi foristrèda e i machinon de lusso,
en ce starìa manco morto tra qui murie,
via tutti l’uffici e ‘l cumune nisse armosso!”
“A voaltre è ‘nnutele parlavve de cultura,
qui, che da tutto ‘l mondo vién la gente,
mo ‘nn è più ‘mportante la terra e l’aratura,
tutto vién dal’èstoro e costa póco o gnente.
Mo te meno a pranzo - disse ‘l Cortonese -
doppo te porto a vedé’ ‘n altro munumento,
e anco lì ‘nn émo amirèto a spese,
tra sassi, piastrelle, mattoni e cimento.
En fatto le cóse ‘n grande anco stavolta,
doppo trent’anni e più ce sen risciti,
per dilla come i pulitici, c’è stèta ‘na svolta,
sòn arivi i permessi tui fogli ‘ngialliti.”
(Continua)
Paese natio
Seduta sul ciglio erboso del rio,
con il sole che mite accarezza il mio volto,
ti osservo rapita ascoltando il concerto
di un piccolo passero sopra ad un ramo,
mio caro paese io t’amo.
Ti ergi sul colle recinto d’ulivi
ai piedi la valle
sui vasti declini biondeggian le messi al sole di luglio.
Più in alto lassù la fortezza
recinta d’intorno da grandi muraglie
che furon baluardo di grandi battaglie
di Muzio di Pirro di Annibale il grande.
E’ l’alba e la nebbia lambisce i tuoi colli
coprendo di un manto l’intera vallata
e a te sopra il colle, maestosa e incantata,
un raggio di sole ti illumina il cuore.
E’ bello viaggiare, andare lontano
ma in fondo al mio cuore c’è un forte richiamo dell’aria che un giorno,
odorosa di mosto, mi dette la forza del primo vagito.
Passati son gli anni
ma io non ti scordo,
e quando i capelli ormai bianchi saranno
percorrere voglio le strade natie
là dove son nata voglio tornare.
Novella Melacci
Dolce pomeriggio di autunno
Dolce è questo pomeriggio
Dolce dall’alba al tramonto.
Ogni minuto è pieno di ricordi.
Sono sola ma tutta la giornata
è popolata di dolci memorie.
Sola, ma non trieste
Sola ma tutto intorno a me dice:
Non sei sola, non lo sarai mai
se i dolci ricordi
ti tengono compagnia.
Marisa Valeri Chiodini
TERRITORIO
11 ottobre – Arezzo
Sventata dalla Squadra Mobile di Arezzo una pericolosa faida tra due bande di albanesi. Arrestate tre persone e espulsione altre cinque. Tutto era cominciato lo scorso 4 ottobre con l’investimento intenzionale di un giovane albanese 23enne ad opera di un connazionale 22enne che si è poi dato alla fuga. L’investitore è stato individuato grazie al numero di targa dell’auto, ma nella sua casa di Subbiano la Polizia ha però trovato solo un connazionale, arrestato perché in possesso di passaporto falso. A tre giorni dall’incidente , il 23enne si è presentato in Questura ed è stato trattenuto per omissione di soccorso e lesioni. Interrogando il ragazzo gli agenti sono venuti a sapere che una ventina di giorni fa il fratello era stato picchiato a sangue da una quindicina di connazionali, e per questo motivo aveva deciso di vendicarsi in collaborazione con altri albanesi.
12 ottobre – Valdichiana
Allarme in valdichiana per la presenza di truffatori che si spacciano per dipendenti comunali. Le segnalazioni riguardano in particolare Castiglion Fiorentino, Civitella e Monte San Savino, dove si stanno presentando alle porte delle abitazioni persone che chiedono di poter entrare spacciandosi per dipendenti pubblici. Le amministrazioni di questi comuni fanno presente che non è stata concessa alcuna autorizzazione e invitano a segnalare alle forze dell’ordine la presenza di questi individui.
12 ottobre – Arezzo
Circa tremila le persone che hanno assistito allo show “Non farti prendere dal panico”, il nuovo varietà itinerante di Gianni Morandi in diretta su Rai Uno. Un pubblico misto si è seduto sulle gradinate del Centro Affari: c’erano le nonne, le mamme ma anche tanti ragazzi giovani fans del cantante o semplicemente dei suoi brani.
19 ottobre – Arezzo
E’ stato trovato morto Giuseppe Del Pianta il 75enne scomparso da casa da due giorni. A trovarlo, nel bosco in località La Bucaccia, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione di Molinelli, è stato un rottweiler della Croce Rossa che ha condotto sul posto il suo accompagnatore ed un agente della Forestale.
La zona, piuttosto impervia, era stata battuta dagli uomini impegnati nelle ricerche, ma il corpo si trovava seminascosto in una buca con dell'acqua e per questo non era stato scorto.
21 ottobre – Arezzo
Un giovane di 26 anni Alessandro B. di Castel Focognano si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola al cuore. Alla luce delle prime indagini il ragazzo, di professione guardia giurata si sarebbe suicidato per una delusione d’amore. Alessandro si era recentemente lasciato con la ex fidanzata. Ieri, convinto dagli amici a recarsi a passare la serata in discoteca, avrebbe perso la testa vedendola ragazza in compagnia di un altro. Poco dopo, proprio di fronte a casa della ex fidanzata, in Via Buonconte da Montefeltro, il tragico gesto. A dare l’allarme sono stati i vicini, che hanno sentito lo sparo ed hanno allertato il 113, ma i soccorsi sono stati vani.
24 ottobre – Arezzo
Ha causato un piccolo incidente automobilistico ed è stato per questo preso a martellate in faccia. Protagonista della disavventura un 25enne aretino la cui auto, dopo una manovra azzardata effettuata nel centro di Firenze, è stata colpita da una moto condotta da un 28enne albanese. Quest’ultimo si è infuriato a tal punto da perdere del tutto il controllo, estrarre un martello e iniziare a usarlo con violenza contro l’aretino, provocandogli numerose escoriazioni e facendogli perdere i sensi. Subito soccorso, il giovane è stato portato al Cto dove è stato giudicato guaribile in dieci giorni. Per l’albanese sono invece scattate le manette per lesioni aggravate.
26 ottobre – Cortona
E’ stato presentato a Cortona il libro intitolato “Dalla Sanità alla Salute nella Valdichiana aretina. Passato-presente-futuro” a cura di Bruno Benigni, Giuseppe Alpini, Fulvio Armellini, Franco Cosmi (Ed. Le Balze 2006).
La pubblicazione di questo volume colma un vuoto documentario della storia e le prospettive della sanità in Valdichiana e giunge in un momento cruciale. Inaugurato da poco più di un anno il nuovo Ospedale S.Margherita di Fratta, avviata la progettazione e la realizzazione della Casa della Salute a Castiglion Fiorentino e ormai consolidata la presenza dell’Ospedale di Comunità di Foiano della Chiana, questo è il momento più adatto per riflettere in maniera concreta su quale modello di sanità sia migliore per la Valdichiana aretina.
Terontola
Grande partecipazione di fedeli, di tutte le età, alla S.Messa in suffragio di don Dario Alunno, concelebrata dal nuovo parroco don Giuseppe Tremori, ad un anno dalla scomparsa del Sacerdote che fu, per oltre un cinquantennio uno degli artefici della crescita socio-culturale di Terontola.
Don Giuseppe, con poche parole, ricorda la figura del predecessore, uomo di Dio, esemplare nella bontà d’animo, nella dedizione e nella coerenza, invitando i terontolesi a raccoglierne l’eredità sostenendo le opere da Lui create quali la scuola materna “Maria Immacolata” e la Casa del giovane che, con l’impegno del Vescovo, di questi giorni in visita pastorale, è ormai prossima ai lavori di ristrutturazione.
Nelle parole del parroco non manca l’apprezzamento, per la felice iniziativa, preparata con l’impegno degli insegnanti di musica e di lettere, con la quale nel pomeriggio, gli alunni della scuola media Berrettini-Pancrazi hanno con un saggio musicale ed una ricca declamazione di componimenti e poesie, nonché con un video della rituale rappresentazione di S.Cristina, coopatrona di Terontola, onorato e tratteggiato la figura dello scomparso pastore che fu, anche della scuola, per decenni, puntuale docente.
Francesco Cenci
Fossa del Lupo
Questa piccola frazione non smette di stupire, dopo la festa dell’estate, guidata dal suo attivo presidente Alfredo Mam- moli riesce a dare occasioni per stare assieme non solo alla sua comunità, ma anche ad un vasto pubblico che raccoglie questo quarto invito per la festa autunnale.
Il programma parte da giovedì 9 e venerdì 10 con la briscola, ma il “pezzo” o il piatto forte, o meglio i piatti forti arrivano sabato 11 con una grande cena tutta dedicata alla stagione autunnale.
Infatti troviamo: antipasti rustici toscani, polenta ai funghi, pappardelle al cinghiale, cinghiale in salmì, groppa di maiale arrosto, fagioli all’uccelletto, dolci per finire con il vinsanto e i cantucci.
Ora, visto il menu, pare proprio impossibile resistere, sarebbe peccato mortale mancare a questo accattivante appuntamento, ci metteremo in dieta da lunedì, eh si perché domenica 12....ci risiamo. Alle 15 apertura degli stands con degustazione dei prodotti tipici del periodo, porchetta, ciacce, pizza, panini con salsicce, prosciutto e formaggi, e poi ancora bruschetta con l’olio “novo”, castagne arrosto annaffiate con vino novello.
Per le strade della frazione sfilerà la banda musicale di Bettole: “La folkloristica” e per finire tutti al.... piano bar con un cantautore nostrano, veramente eccezionale Alberto Berti, melodia, poesia, amore e cultura.
Gli organizzatori assicurano che anche in caso di maltempo la manifestazione si svolgerà regolarmente.
- Alora è proprio vera
- che quei de la Fossa del Lupo
- hano ‘un santo ‘en paradiso.
Ivan Landi
Mercatale
CRESCENTE COLLABORAZIONE FRA MERCATALE E LISCIANO NICCONE
M ercatale e Lisciano Niccone, due paesi distanti tra loro meno di un chilometro, una lunga storia di divisione confinaria ma di intima unione naturale nella comune territorialità della Val di Pierle, secoli di separazione e convivenza, una accesa rivalità contrastata spesso dalla razionale necessità di cooperare. Questa la storia passata e un po’ presente dei due centri su cui poggia l’esistenza di una laboriosa popolazione: quella di Mercatale nell’ambito toscano di Cortona, quella liscianese con proprio capoluogo comunale nella regione umbra.
Il retaggio della loro collocazione sulle opposte rive dell’alto torrente Niccone, che fu per secoli il confine fra Stati ed oggi fra Regioni, ha lasciato per lungo tempo un’impronta che ha dato luogo spesso a rivalità e incomprensioni, fino al quella più recente di pochi anni fa, in cui fra l’una e l’altra parte si protrasse una vivace polemica a sostegno di proprie posizioni campanilistiche dettate sotto alcuni aspetti anche da motivi di singolo tornaconto. Sin dall’avvento dell’unità d’Italia non mancarono però correnti di cittadini, i quali, consapevoli del grave handicap che la divisione recava al benessere e allo sviluppo integrale della Valle, si fecero attivi assertori e promotori di iniziative atte a far sì che tutta la Val di Pierle potesse essere inserita in una sola Regione e costituirsi in un unico Comune. Movimenti di questo genere, tutti per un motivo o l’altro infruttuosi, si ebbero sul finire dell’ottocento, poi ripetutamente nel secolo scorso fino all’ultimo avvenuto nel 1946.
Abbandonata, date le insormontabili difficoltà, l’idea di promuovere oggi quelle iniziative unitarie, ma chiaramente sconfessata ormai dalle nuove generazioni ogni detestabile conflittualità del passato, stiamo adesso assistendo ad un accostamento fra i due paesi che si va facendo sempre più concreto e fecondo di risultati. Il merito di tutto questo si deve in gran parte alla saggia fusione di associazioni ed organismi sorti da non molti anni a cominciare dalla Unione Polisportiva fino all’ Avis e alla Misericordia, tutte contrassegnate con la denominazione Val di Pierle. Con ciò, ulteriori elementi da considerare in positivo possono ritenersi lo specifico servizio di guardia medica festiva unificato e, maggiormente, il progressivo consolidamento di rapporti, di scambi e di interessi comuni nei vari settori lavorativi. Il caso ha voluto poi che anche le due parrocchie, sebbene appartenenti a distinte diocesi, siano diventate l’espressione di una sola comunità dopo la nomina di don Franco Giusti a parroco di entrambe.
Altro sostegno alla collaborazione fra Mercatale e Lisciano Niccone ce lo sta dando il proficuo rapporto, orientato a tal fine, fra il nostro sindaco Andrea Vignini ed il sindaco liscianese Luca Turcheria, che sino dal giugno scorso si sono adoperati con le Associazioni locali perché le manifestazioni e le feste nei due territori siano organizzate e sostenute con un programma comune, a cominciare per prima cosa dall’ “Estate in Val di Pierle 2006”.
Ultima lodevole iniziativa da segnalare è quella messa in atto nel mese di luglio di quest’anno dal Comune di Lisciano e consistente in un Centro estivo per i propri bambini e per quelli di Mercatale. Nell’ultimo numero del periodico “Umbertide cronache”, in una pagina di notizie relative allo stesso Lisciano viene descritto l’ottimo risultato di questa iniziativa che si è svolta presso la scuola elementare del piccolo paese con un numero di iscritti superiore alle aspettative. L’avvenimento, gestito con la efficiente collaborazione della Coop Asad di Umbertide, ha avuto termine con una festa nella piazza liscianese, alla quale hanno partecipato, oltre i bambini e i propri genitori, anche molti cittadini, trascorrendo un felice pomeriggio di festa e giochi vari. “Il sindaco Turcheria - così conclude l’articolo - nel ringraziare i ragazzi della cooperativa Asad e le famiglie, che iscrivendo i propri figli hanno reso possibile la riuscita del Centro estivo, ha voluto mettere l’accento su come anche piccole realtà come Lisciano Niccone e Mercatale, quando riescono a collaborare e unire i propri sforzi, siano in grado di offrire alla cittadinanza servizi di alto livello, che contribuiscono a renderle ancora più peculiari e vivibili”.
Mario Ruggiu
Camucia
LA SCUOLA DI MUSICA “RIGHT PROFIT” ANCHE A CORTONA
La scuola di musica “Right Profit” offre un servizio semplice, ma di alto livello tecnico e culturale. I corsi infatti sono indirizzati non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti che hanno la curiosità e la passione per accostarsi al meraviglioso mondo della musica, con percorsi che spaziano dalla comprensione e l’utilizzo delle simbologie musicali fino all’ascolto consapevole, con una metodologia innovativa e originale attraverso una pratica semplice ed istintiva. I corsi potranno essere frequentati sia a livello amatoriale, con lezioni in piccoli gruppi, sia in maniera professionale con lezioni individuali.
Il Right Profit è un progetto assolutamente unico nel suo genere, che lega indissolubilmente l’educazione musicale al lavoro e alla crescita culturale, in un viaggio che trova compimento in una strutturata azione solidale. In una struttura Right Profit il lavoro viene retribuito onestamente con il massimo della trasparenza burocratica e fiscale. Gli utili, piuttosto che essere investiti in beni materiali o suddivisi tra i soci, vengono impiegati per la realizzazione di progetti umanitari. La convinzione è che una struttura di questo tipo sia ricca di importanti valenze etiche ed educative: in primo luogo offre ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro l’opportunità di un impiego onesto e non aggressivo, che viene nobilitato in quanto retribuito nella giusta misura ed arricchito di valori che vanno al di là del mero profitto economico; in secondo luogo gli allievi sanno che, accanto alla loro elevazione culturale, corrisponde una crescita tangibile di comunità disagiate.
Ogni mese, le quote versate dagli allievi vengono così ripartite:
• Docenti:15 euro/h al netto delle tasse;
• Iva 10%
• spese scuola:5% (noleggio strumenti, cancelleria ecc)
• Progetti Right Profit:20%.
Dal 2005, in stretta collaborazione con AMREF Italia - Onlus, il progetto Right Profit ha già finanziato integralmente la realizzazione di sei pozzi d’acqua in Africa centrale grazie alla promozione di seminari didattici, concerti e manifestazioni culturali di altissimo livello.
Tutti gli allievi delle scuole Right Profit hanno la possibilità di esibirsi al concerto inaugurale dell’annuale Festival Internazionale di Chitarra che si svolge nel mese di maggio a Città della Pieve (Pg), al quale intervengono alcuni tra i migliori chitarristi del panorama classico e jazz del mondo.
Dall’ottobre 2006 grazie al comune di Cortona, nella figura dell’assessore Monacchini, è partito un progetto di cooperazione internazionale tra la scuola e il Centro di Aggregazione Giovanile ZAK di Camucia, che si basa sulla cultura dell’arte e della musica in particolare. Lo ZAK si fa base in Cortona di questa scuola e di questa mission, con, attualmente attivato, il corso di chitarra. Tutte le info sulla scuola e sul progetto right profit:
www.rightprofit.it
info@rightprofit.it
338.2197743 (anna)
Albano Ricci
San Lorenzo
Innanzitutto cos’è l’oratorio? E’ il luogo dove i giovani, i ragazzi, si riuniscono, parlano, giocano, studiano, hanno momenti di formazione e di preghiera: sono al sicuro, senza vederli sciamare per le strade, nei bar, in mezzo ai pericoli, oggi, troppo frequenti.
Animati solo e soltanto dal desiderio di far loro del bene, di aiutarli negli anni difficili dell’adolescenza, un bel gruppo di famiglie, insieme al parroco, desiderano fare questa esperienza che in tante città e paesi, specialmente al nord, hanno dato risultati eccellenti.
Appena i locali della parrocchia saranno sistemati partiremo con il seguente programma:
Attività culturali, formative
e ricreative
• lezioni di didattica musicale, studio del pianoforte e chitarra;
• scuola di canto e recitazione;
• studio preparatorio, propedeutico per l’avvio alla conoscenza dei vari strumenti;
• lavori di gruppo, disegno, ceramica, ricamo;
• attività manuali-pratiche per lo sviluppo della creatività;
• cineforum, visite guidate sul territorio;
• tornei amatoriali per ragazzi;
• campi estivi;
• sala di lettura con biblioteca e computer.
N.B.: I giorni e gli orari di frequenza saranno comunicati all’inizio di ogni attività.
L’oratorio è aperto a tutti anche ai ragazzi di altre comunità.
Il Parroco e gli Animatori
Cortona
IL GRUPPO SCOUT AGESCI DI CORTONA HA FESTEGGIATO
Una tappa storica
Quarant’ anni e non sentirli… è possibile! Proprio una bella sensazione, sentirsi pieni di entusiasmo e di voglia di rimettersi continuamente in gioco. E’ così che il gruppo Scout AGESCI di Cortona ha voluto festeggiare questa tappa storica: con lo sguardo verso il futuro e le mille nuove avventure che lo aspettano. Ed è proprio la gloriosa storia del nostro gruppo che ci aiuta a continuare a fare “del nostro meglio”. Una storia fatta di grandi avventure, ma anche di piccoli gesti; di sorrisi e di lacrime, di vette raggiunte e mancate, di cieli stellati e di canti attorno ad un fuoco. Soprattutto una storia fatta da persone che hanno camminato insieme, che hanno condiviso le loro vite con uno zaino sulle spalle ed una strada davanti,condiviso valori che li hanno resi per sempre fratelli e sorelle. Essere Scout alla fine si riduce a questo: seguire la strada che il Signore ci ha insegnato e fare del nostro meglio per esserne testimoni credibili davanti al mondo. Se il messaggio che il nostro fondatore Baden Powell ci ha lasciato è quello di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato non possiamo certo tirarci indietro, ma tirarci su le maniche e sporcarci le mani senza paura. E non potremo proprio non farlo avendo davanti, come straordinario esempio, una persona speciale come don Antonio che da allora ci segue con l’amore di un padre e che non ha mai smesso di avere fiducia in noi.
Per festeggiare i quarant’anni abbiamo allestito una mostra con le esperienze di servizio che il nostro gruppo ha fatto all’estero, dall’Albania al Kosovo fino ad arrivare all’ultima del Brasile; Costruito delle postazioni fisse in Cortona con le foto più significative per rappresentare i quattro punti portanti della nostra associazione: la fede, il servizio, il gioco e l’avventura. Abbiamo creato un dvd celebrativo e infine celebrato la S. Messa.
Per molti è stata un’occasione di rivivere certi momenti, per altri la possibilità di rincontrare persone che non vedevano da tempo; per i cittadini di Cortona un opportunità in più per conoscerci meglio e magari sfatare qualche pregiudizio…
Poter festeggiare i nostri quarant’ anni, per noi Scout del gruppo Cortona 1, è stato un po’ come chiedersi se da allora il mondo intorno a noi è davvero un posto un po’ migliore.
Forse si, forse no, non abbiamo risposta a questo. L’unica certezza è che da parte nostra non mancherà mai l’impegno a fare del nostro meglio perché lo diventi. Questo è lo spirito con cui il nostro gruppo ha festeggiato questa ricorrenza, con lo spirito ci chi vuole subito ripartire per l’ennesima grande avventura, con uno zaino pieno di storia e con lo sguardo verso il domani.
Buona Strada.
La Comunità Capi
RUBRICHE
Una politica senza futuro
Gent.mo Prof. Caldarone
Ho seguito l’iter della contestata legge finanziaria e, siccome le sue conclusioni riguardano anche i cittadini di Cortona, vorrei esporle in proposito alcune mie considerazioni. A parte le critiche di parte, a volte sensate e altre volte pretestuose mosse dagli esponenti dell’opposizione, credo che si debba riconoscere il fallimento delle attese che l’elettorato di centro sinistra aveva riposto in Prodi. Lo stesso Piero Fassino ha così espresso il suo malumore: “ la missione che era alla base della Finanziaria era la crescita, ma questo senso è stato perso per strada”. Rincara la dose il ministro dell’Università e Ricerca Fabio Mussi che dal palco della direzione del suo partito, lamentando i tagli di 150 milioni di euro in meno per il suo ministero, ha affermato che “si sta alzando un’onda ripida di delusione dove altissime erano le aspettative”. E via dicendo con la delusione della Confindustria, e le pesanti critiche degli osservatori stranieri alla politica di Prodi al titolare del ministero del dell’economia,Tommaso Padoa-Schioppa, la cui manovra finanziaria sembra contrastare, così hanno scritto, con la sua biografia.
Come mai questi politici sedicenti di sinistra, questi ministri così titolati nel campo dell’economia non hanno pensato neppure per un attimo che per attuare uno spirito riformista, atteso da tutti i benpensanti, occorre razionalizzare la spesa pubblica, ridurre gli sprechi ed eliminare i privilegi che si riscontrano soprattutto nei palazzi di chi ci governa? Come si possono chiedere sacrifici alle varie categorie sociali quando nei Palazzi della politica si spendono fiumi di denaro e senza che qualcuno alzi la mano per impedirlo?
La ringrazio dell’attenzione e la saluto cordialmente.
Un lettore che si firma
Il lettore ha aperto il sipario su una commedia tipicamente italiana, i cui attori hanno dimenticato la loro parte e ciascuno recita improvvisando, dando luogo ad uno spettacolo surreale e tragico-comico.
Innanzitutto dico subito che gli argomenti di natura finanziaria esulano dal mio orizzonte culturale e quello che dirò è il risultato di letture e di ascolto più che di competenza effettiva. Ma alcune considerazioni mi sento di farle, partendo dalla recente campagna elettorale nel corso della quale i due schieramenti, nel promettere, come è abitudine, il paradiso in terra, hanno escluso, in maniera chiara, il ricorso all’aumento delle tasse per il prossimo quinquennio. Ora questa finanziaria, senza tanti giri di parole, è la negazione di quanto promesso e soprattutto è la negazione dello sviluppo e della ripresa economica, priva di un progetto serio e convincente tale da dar luogo, come ha riferito il lettore, a critiche e malumori nella stessa maggioranza di governo e, ancora, ai severi giudizi delle agenzie internazionali. Il Corriere della Sera del 20 ottobre riferisce che sono stati presentati 254 emendamenti dagli stessi ministri che pochi giorni prima avevano approvato lo schema di legge. A me pare che in questo tira e molla di provvedimenti manchi una vera e abile leadership capace di tenere insieme le varie anime presenti nel centro-sinistra, che sappia dialogare e sappia anche imporre con autorevolezza quanto promesso in campagna elettorale.
Un rilievo, che viene mosso a questa manovra finanziaria e che passa via senza lasciare la benché minima traccia, è la scarsa incisività sui tagli alla spesa pubblica e la mancata eliminazione o attenuazione degli sprechi. In ogni governo di qualunque colore c’è, in realtà, qualcosa che non si riesce a muovere intorno ai costi della politica e della burocrazia politica. Così mentre gli stipendi dei poveri diavoli fanno a pugni con l’euro e l’inflazione, i costi degli organi costituzionali, negli ultimi cinque anni, sono aumentati di 343 milioni di euro e cioè del 36%. Inoltre si viene a sapere che i palazzi della politica si moltiplicano, allargandosi nel Centro storico di Roma per assegnare, per esempio, ai questori di Camera e Senato un appartamento “per vivere - ironizza G.A.Stella sul Corriere - più agiatamente possibile la loro missione” e dare in dotazione appartamenti privati non solo ai due presidenti delle Camere ma anche agli otto vicepresidenti delle due aule parlamentari. Così, solo di affitti, la Camera spende oggi 32 milioni e 585 mila euro! E per evitare di passare per qualunquista, evito di ricordare (ma per fortuna ci pensa “Reporter” la trasmissione di RaiTre) i numerosi privilegi della classe politica e gli stipendi della selva di burocrati e manager di strutture pubbliche e di affiliati carrozzoni.
Almeno si abbia il pudore di usare meno ipocrisia e si riconosca che mettersi in politica oggi non è più un servizio ma un affare e, per lo più, squallido.
Sindaci piagnoni
La Finanziaria di Prodi trova, nel suo cammino, ostacoli di ogni genere. Quello che più ci meraviglia è che i primi ad insorgere siano stati i sindaci del centro-sinistra che nelle ultime tornate elettorali sono diventati (insieme ad Governatori delle Regioni e ai Presidenti delle province) i più numerosi avendo stravinto.
Questi signori si lamentano di avere subito tagli alle risorse finanziarie e che questo porterà inevitabilmente alla riduzione di molti servizi all’appesantimento delle tariffe.
Il Governo ha ceduto (sia pur lievemente) senza contestare il fatto che gli enti locali hanno entrate proprie e che farebbero meglio a organizzare propri impianti tributari perché avranno da fare con le rivalutazioni catastali (nel caso dell’ICI) e con le denunce dei redditi (nel caso della lotta all’evasione per l’applicazione dell’addizionale Irpef). Come si può prevedere, una cattiva applicazione delle nuove Leggi condurrà a danni per i cittadini (sono quelli che ci interessano di più!) o a buchi neri capitoli di bilancio.
Sarà bene discutere con la gente che siamo certi condividerà anche un eventuale modesto ritocco se questo sarà destinato a servizi o opere pubbliche. Abbiate fiducia e coraggio.
Palazzi vuoti: un danno sociale
Il titolo è appropriato per edifici di alta volumetria e forte superficie da cielo e terra che da decenni sono in abbandono o totalmente inutilizzati, così da divenire covo di colombe e ricettacolo di sporcizi e o, peggio ancora, un rischio per tetti, grondaie, infissi, deteriorati e pericolanti. Non solo storicamente vuoti, forse anche esenti da tasse o imposte. A suo tempo abbiamo, invano, suggerito la pubblicazione dei contribuenti Ici che dovrà consistere per la privacy in un mero elenco di cognomi e importi del tributo.
E’ così che si costruiscono le entrate: pagare meno pagare tutti.
Il 12 ottobre con enorme soddisfazione dei Collezionisti, lo Stato della Città del Vaticano ha emesso un vero gioiello di serie per il V Centenario dei Musei Vaticani, ricordando quanto avvenne il 14 gennaio del 1506, quando venne alla luce presso le Terme di Tito, in una vigna, sul Colle Oppio a Roma, lo splendido gruppo scultoreo raffigurante il sommo sacerdote troiano Laocoonte ed i suoi figli stritolati da due terribili serpenti dell’oceano. Laocoonte, contro le volontà di Poseidone ed Atena, si era opposto al posizionamento del cavallo di legno, donato dai Greci, all’interno delle mura di Troia, e pertanto i due serpenti, per volontà divina, lo avvolsero nelle loro spire uccidendolo insieme ai suoi figli.
Questa importante storia fu descritta dallo storico romano Plinio il Vecchio, con riferimento preciso al luogo della ubicazione del gruppo scultoreo, e degli artisti come Polidoro, Atanadoro ed Agesandro; l’opera, riferiva Plinio, era nella casa dell’imperatore Tito, per cui il ritrovamento doveva essere più facile, tanto è vero che, sulla scorta di tali indicazioni, l’allora pontefice, Papa Giulio II lo acquistò subito, portandolo in Vaticano, profetizzando in tal maniera la fondazione della città di Roma ed il suo destino, che dovrà interpretare poi grandezza in tutto, per essere definita “caput mundi” della Cristianità.
Papa Giulio II pose con estrema accuratezza ed intelligenza, la scultura in bella vista nell’immenso cortile delle Statue, completando un percorso favoloso, non lontano dall’Apollo del Belvedere, che anche oggi si può ammirare leggermente defilato a questo; e qui, per lunghe gallerie, in immensi percorsi, si possono osservare favolosi reperti storici e culturali, dove c’è un misto di arte contemporanea, di arte mediterranea ed europea, che confermano l’acume dei pontefici, che si sono succeduti negli anni, ma soprattutto nei secoli, che vanno dal 1500 ad oggi. Continuando la storicità dell’evento, il Cortile oggi definito Ottagonale, è formato da opere di scultura antica, che hanno segnato la storia dei secoli successivi, facendo si che il Laocoonte divenisse una delle opere maggiormente studiate ed anche copiate; se osserviamo con attenzione quanto gli artisti hanno creato dal Rinascimento in poi, la riterrei una delle opere di fondamento, assolutamente importante, per cui lo Stato della Città del Vaticano, ha volontariamente scelto l’opera in questione, a ricordo dei 500 anni della fondazione dei musei papali.
La scelta tecnica è riuscita in pieno, per cui ci troviamo dinanzi ad una realizzazione fantastica in tre francobolli, ma che soprattutto suscita ammirazione nel foglietto, di dimensioni di mm. 80x91, in offset, che la stamperia francese Carter è riuscita in pieno a dimostrarne la potenza scultorea.
Il valore facciale dei tre francobolli è di E. 0,60-0,65 e 1,40, mentre il foglietto è da E. 2,80, per una tiratura complessiva di 300.000 serie complete e di 120.000 foglietti: le prime notizie filtrate dal mercato danno disco verde a questa emissione, che in realtà coglie di sorpresa il collezionista, ma al tempo stesso lo pone dinanzi ad un’opera grandiosa di livello mondiale.
“Quarantology”, come l’antologia di un quarantennio, come quarant’anni di storia, come i quarant’anni di qualcuno. Questi sono quelli di Lorenzo Cherubini, noto anche come Jovanotti. Ha voluto raccontarci, ma credo soprattutto raccontarsi, la sua vita fino ad oggi e lo ha fatto in un modo particolare, esprimendosi con le immagini, in grado di parlare più delle parole, spesso sopravvalutate. Un libro pertanto dove le parole sono secondarie e le immagini eloquenti raccontano una vita piena di persone, piena d’amore, di pensieri e riflessioni.
Un giovane DJ alle prime armi che spera di farcela, “quella faccia da ragazzo che conosce alcune cose che sa solo lui ma non sa se può dirtele”, scatti di viaggi memorabili: Buenos Aires, Berlino, Cuba, Londra, New York, scatti di viaggi introspettivi, di quelli che si fanno senza prendere nessun aereo, in un primo piano in bianco e nero, in un Lorenzo sdraiato a terra in cerca di un contatto, in un papà con la sua bambina, mentre la guarda compiaciuto, come fosse una sua proiezione su questa terra, il famoso “raggio di sole” che illumina una realtà restata spesso troppo tempo in bianco e nero. Una raccolta di foto bellissime e tenere che colorano la vita di un uomo innamorato. Innamorato della sua donna, di sua figlia, della sua famiglia, del suo cane, del suo lavoro, dell’arte, dei suoi ideali…della vita stessa.
Una delle poche persone che abbia capito quale immenso dono sia la vita, che riceviamo come un pezzo di creta che sta a noi modellare.
“Questo libro è un libro antologico e ci si aspetta un bilancio, anche io quando ci siamo messi a scegliere le foto, mi aspettavo qualche tipo di somma e invece niente, nessun bilancio…. L’unica cosa è che avevo 20 anni quando sono partito per Milano, per un colloquio con Claudio Cecchetto ed ora ne compio 40 e quel viaggio non è ancora arrivato da qualche parte dove poter dire: eccomi”. Lorenzo Cherubini
Di Lorenzo Cherubini
Ed.Rizzoli 2006 -
pp 286
Euro 35,00
La diminuzione delle nascite
Ultimo mondiale di calcio a parte (ricordate quel meraviglioso 6 a 4!), tra noi e i “cugini” d’oltralpe non c’è mai stata amicizia e neppure gli antichi cronisti cortonesi dell’Etruria nutrivano per essi un grande sentimento. Forse vengono trattati con eccessiva acrimonia, anche se è giusto smetterla una buona volta di chiamarli cugini, perché tutto sono meno che latini: “…Essi sono celti e galli, che per fatale legge di selezione si vanno spogliando ormai di quella veste latina loro imposta dalla Roma dei Cesari.” Però, è necessario ammettere che i francesi hanno sempre avuto una marcia in più rispetto agli altri popoli europei, una lungimiranza che a noi purtroppo manca da secoli, se non millenni. Dall’Etruria del 3 novembre 1895. Il Bodio ha pubblicato uno studio sul movimento della popolazione in Europa, dal quale risulta che il numero dei nati va diminuendo in tutte le nazioni tranne la Spagna, il Portogallo, la Serbia, la Russia, la Romania e l’Italia. Questo fatto viene a corroborare quanto l’Etruria scriveva non molto tempo fa a proposito dell’emigrazione. Ma un noto scrittore francese volle chiosare il lavoro del Bodio, e come accade quasi sempre in Francia negli argomenti filosofici e sociali, disse cose povere e leggere. Egli, in un mare di frasi, dice che la civiltà, il benessere, le idee democratiche e l’istruzione indeboliscono la prolificità. E lì si ferma. Ma come? Si è sempre detto e provato che i popoli più forti sono i più prolifici, che la diminuzione della popolazione è indizio di decadenza e di corruzione, si grida ai quattro venti che le idee democratiche, l’istruzione diffusa nel popolo sono le pietre miliari della “rigenerazione” e del progresso dei popoli, ed ora si vien fuori a dire che l’istruzione e le idee democratiche cagionano la sterilità? Ed è con questi poveri eufemismi che si salva la moderna scienza? La verità che emerge limpida la diremo noi. Le idee democratiche quando sono accompagnate da un alto e severo sentimento morale non producono gli effetti che, a torto, loro vengono attribuiti. Le idee democratiche senza i freni morali, la istruzione senza l’educazione religiosa, la falsa educazione odierna delle donne sono causa di un enorme aumento di vizi: ed i vizi sono causa (molte volte volontaria) di diminuzione delle nascite. Sono appunto i popoli meno avanzati in questo malanno morale quelli che ancora si salvano dalla decadenza. E si noti che vi primeggiano precisamente due razze: la slava e la latina. La prima predestinata a rigenerare l’oriente, la seconda a rigenerare per la terza volta l’occidente. Del resto, poi, gli stati della Germania ed altri hanno sempre una percentuale di nascite molto superiore ai decessi. E i francesi? Bisogna sradicare il pregiudizio che essi siano latini o parenti dei latini. Essi sono celti e galli, che per fatale legge di selezione si vanno spogliando ormai di quella veste latina loro imposta dalla Roma dei Cesari. E sono veramente in decremento. Tutti i mezzi termini dei sociologi della scuola francese non giovano a mascherare la terribile verità. Certo, il fatto è provvidenziale, perché tutto è collegato al fine eternamente prestabilito da Dio. E ci fa ridere la superficialissima osservazione che la diminuzione delle nascite non vuol dire spopolamento perché l’igiene diminuirà il numero dei morti. Bel ragionamento! Se diminuirà la mortalità allora sarà di nuovo eccedente il numero dei nati! O da cinquant’anni in qua la migliorata igiene non ha sensibilmente diminuito la mortalità appunto in codesti paesi? E se progressivamente vanno sempre più diminuendo tanto le nascite quanto i decessi dove si va a finire? Povera scienza! Ma intanto si consolino gli Italiani e i veri loro fratelli latini di Spagna, Portogallo e Romania. Si mantengano pure “primitivi” ed onesti più che possibile, facciano figliuoli, non versino lagrime di coccodrillo sull’emigrazione: il mondo Romano - l’ITALICA GENS - risorge e s’avvia a riconquistare il primato civile e morale al quale la Provvidenza lo ha chiamato.
Mario Parigi
Pirati dei Caraibi
La maledizione del forziere fantasma
REGIA: Gore Verbinski
CAST: Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Bill Nighy
GENERE: Avventura
U.S.A /2006/ 150 minuti
Will ed Elizabeth vengono arrestati per aver aiutato il Capitan Jack Sparrow a fuggire dalla forca: l’unico modo che i due innamorati hanno per scampare ad una probabile condanna a morte è ritrovare lo scanzonato pirata. Beffardo e sopra le righe, proprio come il suo protagonista Jack Sparrow, è il rocambolesco sequel de La Maledizione della Prima Luna (versione cinematografica della popolare attrazione di Disneyworld).
Firmato ancora una volta dalla coppia Elliott-Rossio e diretto da Gore Verbinski, la pellicola si avvale del consueto equipaggio vincente, al cui timone troviamo uno sbruffone ed irresistibilmente esagerato Johnny Depp.
L’istrionico attore ha fatto del suo personaggio, tanto megalomane quanto pasticcione, una vera e propria icona della cultura pop moderna.
Per il look e le movenze dello strampalato bucaniere, Depp si è ispirato al rocker Keith Richards nonché, al cartone animato Pepe Le Pew dei Looney Tunes.
Decisamente superiore al fin troppo sopravvalutato primo capitolo, “La Maledizione del Forziere Fantasma” è uno spassoso vortice di emozioni senza sosta, nel quale siamo piacevolmente scaraventati sotto la guida del tenebroso Sparrow. Menzione speciale ad un sorprendente colpo di scena chiamato Geoffrey Rush alias Capitan Barbossa.
Giudizio: Distinto
The Black Dahlia
REGIA: Brian De Palma
CAST: Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Hilary Swank
GENERE: Noir
U.S.A /2006/ 120 minuti
I poliziotti Lee Blanchard e Bucky Bleichert indagano sull’omicidio dell’aspirante attricetta Elizabeth Short.
Ambientato nella Los Angeles del secondo dopoguerra, questo adattamento del romanzo di James Ellroy (già autore del celebre L.A. Confidential) prende spunto dal fatto di cronaca nera più noto degli Stati Uniti.
In una Città degli Angeli reinventata da Dante Ferretti, “l’intoccabile” De Palma ci pregia di un’ imperiale lezione registica. Il Cineasta rende omaggio al genere noir che ha reso grande il cinema e, si toglie lo sfizio di citare anche se stesso ( il cadavere nella fontana del suo magnifico remake di Scarface).
Ipnotizzati dagli occhi da bambola ammaliatrice della strepitosa “Black Dalia” Mia Kirshner, sorvoleremo sull’erronea scelta degli attori protagonisti: un inespressivo Hartnett e le due “femmes fatale” fuori ruolo, Johansson e Swank.
Giudizio: Distinto
Il duo è espressione per indicare combinazione di persone o di elementi che realizzano qualcosa di buono e famoso. Nell’uso che ora ne facciamo il duo non è associazione di persone di eccezione, ma abbinamento di regole o precetti che compendiamo tutto il bene morale che l’uomo può fare ed è chiamato a fare: cioè la norma dell’amore di Dio e del prossimo.
Con altro paragone di sapore geometrico, il triangolo non ha sussistenza se non è formato da tre lati che fuori metafora sono Dio, l’uomo, il suo prossimo. Se Dio non sta alla base l’uomo non capisce se stesso e stravolge il senso del suo rapporto coi suoi simili al punto che si può parlare di homo homini lupus, cioè l’istinto di sbranarsi a vicenda.
Se c’è Dio, e io scopro d’essere fatto a sua immagine, come ogni appartenente alla mia specie, l’equilibrio tra questi tre lati forma un triangolo senza difetti, al quale solo l’umana fragilità può togliere qualcosa di perfezione.
Ama Dio sopra tutte le cose mi fa vivere nella continua contemplazione di qualcosa talmente grande da far scordare tutti gli aspetti magri e insoddisfacenti della esistenza umana e dà la carica per vivere con forza, gioia e speranza che altrimenti non sarebbe possibile avere.
Amare il prossimo come se stessi ricorda prima di tutto il rispetto e la fiducia che devo avere nel principale bene che possiedo che è la mia propria esistenza, mentre il dimenticarlo porta alla noia, allo scoraggiamento fino al suicidio. Questo amore vero verso di sé, che scopriamo nell’esistenza di Dio, come acqua nata per scorrere, dilaga poi verso l’altro simile a me.
Si rincorrono così le immagini del duo, del triangolo e, secondo l’ultimo aspetto del cerchio che girando si chiude completando se stesso. Non c’è altra cosa che faccia sentire l’uomo meglio realizzato.
Cellario
Attenti però alla concorrenza di Spagna e Grecia
L’EXTRA VERGINE CONQUISTA I MERCATI ESTERI.
L’olio di oliva è uno degli “alimenti di eccellenza” dell’agroalimentare. A dimostrazione di questo fatto, sono già trenta gli oli che hanno ottenuto la tutela comunitaria “Denominazione di origine protetta”(Dop), un dato che pone l’Italia in cima alla graduatoria dell’Unione europea, ma il loro numero è destinato a crescere ulteriormente.
D’altra parte, gli oli Dop sono soltanto la punta di diamante di un’offerta di qualità ben più ampia e destinata al “mass market”.
In particolare, in base a recenti indagini condotte a livello di mercato internazionale emerge che quello dell’olio di oliva è un settore in espansione. In tutto il mondo, la produzione di olio di oliva infatti continua a crescere, trainata in questa direzione da una domanda che sembra apprezzare sempre di più il prodotto. All’interno di questo fenomeno di crescita generalizzata, l’aspetto più interessante è rappresentato dal crescente peso produttivo dei paesi della sponda Sud del bacino del Mediterraneo, come Siria, Marocco e Turchia che, nel giro di qualche anno, hanno raddoppiato il proprio livello di produzione.
In questo contesto, la direzione e la crescita del mercato mettono in evidenza una progressiva trasformazione strutturale nel ruolo dei paesi mediterranei di produzione e di consumo. In particolare, i primi 5 paesi produttori Spagna, Italia, Grecia, Tunisia e Siria hanno aumentato il loro peso relativo sul totale mondiale, confermando un crescente “trend” di espansione della loro offerta fuori dai rispettivi confini nazionali più che al loro interno. In tal senso, non deve stupire che per l’Italia l’olio di oliva sia oggi, alla luce dei dati elaborati da INEA, tra i 5 principali prodotti agroalimentari esportati.
In generale, si stima che circa un terzo dell’olio scambiato sul mercato internazionale è prodotto di esportazione italiana. Pur non disponendo di dati precisi in tal senso, è tuttavia fuori di dubbio che l’Italia detenga la “leadership dell’export” in alcuni tra i più grandi mercati europei ed extraeuropei.
In particolare, su di un campione di otto “mercati strategici” di recente preso in considerazione dall’Ismea l’Italia risulta detenere saldamente la prima posizione nell’80% dei casi, cioè ben in sei paesi, sempre davanti alla Spagna e alla Grecia.
In questo specifico comparto il principale “competitor” è la Spagna, che detiene anche la quota più elevata sull’import complessivo di olio di oliva sia in Francia che in Russia. Tuttavia, le posizioni detenute non consentono di sedersi sugli allori: la concorrenza diventa sempre più aggressiva e la situazione attuale non è detto che possa venire cristallizzata” a lungo.
Comunque l’intero settore dell’olio di oliva nazionale sente che la capacità di mantenere le posizioni sui mercati internazionali passano tramite la necessità di comunicare in maniera chiara il “valore aggiunto” del prodotto. In generale, il mercato dell’olio extra vergine è sottoposto ad una forte segmentazione di consumi. La differenziazione del prodotto è ormai un processo avviato e sta creando spazi, che se pur ancora ridotti, evidenziano trend di crescita molto elevati.
La segmentazione svilupperà e perfezionerà soprattutto i temi del gusto e delle funzioni d’uso nella maggioranza dei paesi, con un ruolo crescente che verrà assegnato alle cultivar, in particolare nelle aree a produzione più omogenea, come ad esempio in Spagna.
Allo stesso tempo, le tematiche dell’origine e della tipicità possono invece costituire un punto di forza per paesi con tradizioni radicate come il nostro.
Francesco Navarra
A domanda ... risponde
I FRUTTI PARTENOCARPICI NELL’OLIVO dipendono dalla varietà e dal clima
Un lettore ci scrive chiedendo come mai nel suo oliveto capita che il frutto (varietà Leccino) accanto a quello di grandezza normale sia di grandezza ridotta, come un pisello addirittura più piccolo. Nonostante i vari tentativi di concimazione fosfatiche e concimi completi il risultato è sempre lo stesso.
Sulla base delle indicazioni del lettore, si ritiene si tratti di frutti partenocarpici, cioè frutti che si sviluppano, pur rimanendo piccoli, senza che sia avvenuta la fecondazione dell’ovulo. In condizioni normali di sviluppo, tutti gli ovari non fecondati cadono e rimangono sulla pianta solo quelli fecondati. Si suppone che l’ovario del primo fiore fecondato in ciascuna infiorescenza sia quello che darà un frutto normale.
E’ probabile che tale ovario produca inibitori o crei un equilibrio ormonale che ostacola l’allegagione degli altri fiori dell’infiorescenza. Lo sviluppo di più di un frutto per infiorescenza si spiega con l’occasionale allegazione simultanea di più di un fiore per infiorescenza. La frequenza e il grado della fruttificazione per infiorescenza dipendono dalla varietà e dalle condizioni climatiche durante la fioritura. In alcune varietà e in certi anni però si possono sviluppare, pur rimanendo di piccole dimensioni, frutti partenocarpici senza che sia avvenuta la fecondazione.
Questi si trovano in grappoli su infiorescenze senza o, più raramente, con frutto fecondato. Non è chiaro perché in alcuni anni i frutti citati si sviluppano e rimangono nell’infiorescenza, mentre in altri cadono entro due settimane. In ogni caso, lo stimolo alla crescita può essere provocato dallo sviluppo del tubo pollinico nello stilo, anche se poi non si ha fecondazione, o da altri fattori.
I frutti partenocarpici non sviluppano il colore nero dovuto alle antocianine, per quanto rimangano nell’albero per tutto il periodo dello sviluppo, e mantengono un colore verde chiaro; il loro diametro non supera i 2-3 mm.. Esiste anche un altro tipo di frutti partenocarpici, più grandi, che non sviluppano in gruppi di più di 2-4 frutti. Possono trovarsi su infiorescenze con o senza un frutto normale e sono generalmente il risultato di una fecondazione normale seguita da un aborto dell’embrione.
L’aborto può prodursi in diverse fasi dello sviluppo del frutto, per cui le dimensioni di questo variano di conseguenza. Questi frutti partenocarpici sviluppano lo stesso colore dei frutti normali, hanno però una forma rotonda, sono di piccole dimensioni e maturano prima. Il rapporto tra il nocciolo (endocarpo) e la polpa (mesocarpo) dipende dallo stadio nel quale è abortito l’embrione. Nella maggior parte dei casi, l’embrione abortisce poco dopo la fecondazione. Fino ad ora, nessun trattamento con differenti regolatori della crescita è riuscito ad aumentare notevolmente le dimensioni di questi frutti.
Le condizioni climatiche durante la fioritura sono decisive per l’impollinazione e l’allegagione, condizioni particolari di climi caldo-secchi o fresco-umidi possono determinare scarsa produzione o lo sviluppo di un numero considerevole di infiorescenze con frutti partenocarpici. In particolare la crescita del tubo pollinico nell’ovario cessa quando la temperatura durante la fioritura supera i 30° c; la pioggia durante la fioritura riduce notevolmente la vitalità e la diffusione del polline con il vento; anche i venti caldi e secchi provocano una riduzione dell’impollinazione e della fecondazione.
E’ possibile anche una componente genetica. Alcune varietà presentano una forte tendenza a produrre frutti partenocarpici; in alcuni anni queste mantengono i frutti partenocarpici anche se nella stessa infiorescenza c e un frutto normale. Resta al lettore il compito di individuare eventuali carenze/eccessi ai quali potrà tentare di sopperire con interventi quali ad esempio l’introduzione di varietà autoctone, dotate di maggiore compatibilità con il locale ambiente di coltivazione, o la somministrazione di acqua nebulizzata alla chioma (ed ai fiori) durante le ore serali, nel tentativo di prolungare la vitalità degli organi sessuali. Nessun beneficio allo scopo sembra possa derivare dall’impiego di qualsiasi tipo di fertilizzante.
F. Navarra
Nome comune: aglonema, sempreverde cinese.
Forma: pianta con Sviluppo regolare da appartamento, altezza variabile da 15 a 20 cm.; la fioritura si ha a luglio con presenza di fiori bianchi o gialli.
Provenienza: Filippine.
Condizioni ambientali di coltivazione: la temperatura minima richiesta è di 10° C.; è opportuno evitare correnti d’aria e rinvasare ogni 2-3 anni in primavera e, nel periodo estivo viene concimata ogni mese. Predilige la penombra ed una umidità elevata in estate e moderata in inverno.
Propagazione: mediante prelievo dei polloni alla fine della primavera.
Acqua: innaffiare solo quando il terriccio risulta asciutto.
Terriccio: 3 parti di terriccio, 1 di torba e i di sabbia.
MALATTIE
1) Foglie affiosciate.
2) Foglie ingiallite.
3) Fusti e foglie ricoperti da fiocchi cotonosi.
4) Presenza di muffa e macchie scure.
CAUSE
1) Correnti d’aria ma anche ambiente troppo freddo.
2) Concimazione carente.
3) Presenza di insetti: cocciniglie.
4) Presenza di un fungo appartenente al genere Botrytis.
RIMEDI
1) Evitare le correnti d’aria e creare un ambiente caldo.
2) Per la concimazione usare dei concimi completi di tutti gli elementi necessari.
3) Eliminazione meccanica del cotonello e poi irrorare con Diazinone più olio minerale.
4) Trattare le foglie con Vinclozolin.
F.N.
Il 14 ottobre u.s. Artemisia Salvini ci ha lasciato. Mamma affettuosa, moglie esemplare e nonna amatissima, era nata a Lari in provincia di Pisa e dopo il matrimonio si era trasferita nella nostra città dove ha trascorso cinquantadue anni della sua vita.
Il marito Gaetano, i figli Roberto e Mario, le nuore Serenella e Donella, le nipoti Maria Cristina, Maria Chiara e Martina, sbigottiti dal dolore per la sua sofferenza e per l’insostituibile perdita, la vogliono ricordare a tutti quelli che l’anno conosciuta ed apprezzata per la sua semplicità, intelligenza e disponibilità.
Artemisia ti vogliamo un mondo di bene e sei ancora presente nei nostri cuori.
A presto.
Il Consiglio d’Amministrazione e la redazione del giornale L’Etruria formula a Mario Parigi, nostro apprezzato collaboratore le più sentite condoglianze per la scomparsa della mamma.
Giovanni Gambino
Ha lavorato duramente tutta una vita; oggi si godeva il meritato riposo circondato dall’affetto di tutta la sua famiglia. Amava stare in piazza a parlare dei momenti passati. Il 29 settembre ha iniziato il nuovo percorso nell’altra vita.
Lo ricordano con affetto il figlio Nicola e tutti i parenti.
XI Anniversario
Umberto Poccetti
Gli undici anni trascorsi dalla sua scomparsa non diradano il ricordo piacevole che tanti amici hanno ancora di lui.
Ci associamo alla memoria che di lui hanno ancora oggi i suoi genitori.
XX Anniversario
Luigi Cortonicchi
A venti anni dalla scomparsa di Luigi Cortonicchi, la moglie Giliana, i figli Giampaolo e Maristella ed i parenti tutti, lo ricordano con profondo affetto.
POLITICA
PARCHEGGI PER LE MADRI IN ATTESA
L’ UDC ha sempre posto in primo piano il valore della famiglia e, in particolare, la difesa della maternità nei suoi vari momenti: dal concepimento, alla tutela dei più piccoli e di tutte le età.
Ritengo che, anche a livello comunale, dobbiamo offrire dei segnali concreti, La Commissione Pari Opportunità dovrebbe (dico dovrebbe perché così non è) essere un punto di riferimento costante per affrontare, insieme con le donne, le problematiche esistenziali delle stesse, che talora impediscono loro di vivere serenamente tra le altre cose - la propria maternità.
Verrebbe quindi da pensare che il nostro Comune sia un isola felice, dal momento che la stessa Commissione P.O., ormai da molti mesi, non è stata più convocata, nonostante le mie sollecitazioni: non esiste quindi la benchè minima programmazione, non si conosce neppure quale sià l’effettiva realtà al femminile nel nostro territorio.
In assenza di tutto ciò, nell’ultimo Consiglio comunale ho presentato un’interrogazione( può sembrare poca cosa, ma un primo segnale di attenzione!) con la quale ho richiesto di istituire parcheggi riservati per le donne in stato di gravidanza, come avviene per i portatori di handicap.
Senza troppa burocrazia, potrebbe - a mio avviso- bastare esporre nell’automezzo un certificato medico attestante la condizione di gestante.
Analogamente potrebbe esser richiesto ai gestori dei parcheggi a pagamento un’esenzione, sia pure a tempo, nei medesimi.
Non è questa un’idea bislacca, se è già stata messa in atto in altro Comune della Toscana. Mi auguro che l’Amministrazione comunale non cestini tale richiesta, solo per il fatto che proviene dall’opposizione.
Giuliana Bianchi Caleri
Mi duole molto dover dire quanto sto per scrivere, ma è inevitabile dopo aver letto con un certo stupore l’ultimo numero del giornale cortonese “L’Etruria”.
Come PRC-SE, a nome mio e della capogruppo Broncolo, avevamo inviato anche all’Etruria un comunicato di precisazioni riguardo ad un articolo apparso sulla stessa testata, dove si accusava il PRC cortonese di avere un atteggiamento pavido in alcune sue scelte in consiglio comunale, nella fattispecie riguardo alla nostra non partecipazione al voto sulla cittadinanza onoraria a Barrett Wismann, ricco mecenate del Tuscan Sun Festival.
Non voglio tornare sull’argomento, trattato fin troppo dall’Etruria che ha coperto di accuse il nostro Partito anche nel penultimo numero con tanto di articolo anonimo; voglio invece soffermare la mia attenzione su quanto si legge nell’ultimo numero di ottobre.
La nostra replica viene indegnamente e indebitamente titolata: ”Una lunga e fumosa precisazione”.
Caro direttore Lucente questa cosa mi fa sbalordire!! Da quando in qua si inserisce un giudizio sul titolo di una nota inviata da un Partito? Così scritto pare un titolo inserito dagli autori del testo, quando invece è stato lei che in maniera scorrettissima si è permesso di inserire un proprio giudizio a cappello di una nota scritta da altri, contravvenendo ad una delle regole elementari del giornalismo. Più corretto sarebbe stato se lei avesse espresso il suo giudizio su quanto avevamo scritto in una articolata e più qualificante nota, magari posta accanto alla nostra replica. Così fatta la cosa ci sa tanto di “sgambettino” puerile e di atteggiamento, questo sì, pavido. Mi dispiace dr. Lucente questo non è giornalismo, queste sono semplicemente gratuite scorrettezze e credo che di fronte a questo il PRC-SE cesserà di inviarle nel tempo ulteriori contributi al suo giornale, visto il trattamento vergognoso subito negli ultimi numeri.
Daniele Simonelli
Segretario del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea- Cortona
All’amico Daniele, non posso chiamarlo compagno, perché fraintenderebbe la mia affermazione, devo dire solo che il documento inviato per e-mail da Rifondazione e pubblicato sul numero scorso non aveva alcun titolo.
Se il titolo che gli ho assegnato non è stato gradito la responsabilità oggettiva è di chi dimentica, non di chi fa.
MATERNITÀ INTERVENUTA AL DI FUORI DEL RAPPORTO DI LAVORO
Le Sezioni Riuniti della Corte dei Conti, con sentenza n. 7/2006/2M, si sono definitivamente pronunciate in favore della possibilità delle lavoratrici del settore pubblico di richiedere il riconoscimento, ai fini pensionistici, dei periodi corrispondenti all’astensione obbligatoria per maternità intervenuta al di fuori del rapporto di lavoro. La sentenza prevede il riconoscimento della maternità agli iscritti che non erano in attività di servizio alla data del 27 Aprile 2002.
Si tratta di una decisione molto importante, che chiude in forma positiva una lunga vertenza con l’INPDAP di riconoscere il diritto in questione.
Si invitano pertanto le interessate a presentarsi presso i nostri uffuci per chiarire le posizioni individuali e presentare la relativa domanda.
Inas-Cisl
Caro Enzo, ti scrivo non per entrare nella “querelle” sullo stemma del Comune di Cortona, ma perché desidero fare una segnalazione che potrebbe portare un contributo chiarificatore e quindi contribuire a smorzare i toni di una polemica che mi pare assuma una colorazione a tinte forti e non vada nella giusta direzione.
Il 25 aprile 1261 quando i cortonesi rientrarono in Cortona dopo la cacciata dalla città avvenuta nella notte del 1-2 febbraio 1258 ad opera degli aretini, proclamarono S.Marco Evangelista patrono del Comune.
Prima di quella data il protettore era l’Arcangelo Michele, il quale riceveva nel giorno 29 settembre i censi pattuiti dai tributari del Comune e nei giorni precedenti e successivi aveva luogo la grande fiera.
Il Comune, “cangiato” l’Arcangelo “primo padrone” nel nuovo patrono S.Marco, assunse per stemma il simbolo dell’Evangelista, ponendo in campo rosso un leone bianco rampante con libro chiuso fra le branche anteriori. Circondo il sigillo pubblico col motto: sis mutor cortone, sis se per marce patrone.
Questa è la descrizione che fa Girolamo Mancini, alla pag. 66 di Cortona nel Medio Evo edizione del 1897, citando la fonte “B.C.C.” - cioè Boncitolo degli Angellieri ed altri cronisti cortonesi - dello stemma di Cortona.
Quando Cortona passò da un Santo protettore all’altro, se sulla testa del Leone, simbolo di S.Marco Evangelista, vi fosse stata la aureola, sarebbe stata descritta. La leggi dell’araldica hanno delle regole fisse che non trascurano alcun particolare.
Probabilmente l’aureola, che in qualche disegno ho visto anch’io, è stata aggiunta da qualche zelante, fantasioso decoratore in tempi successivi. Certo è che all’inizio l’aureola sulla testa del leone non c’era, altrimenti sarebbe stata descritta.
Se quanto ho citato contribuirà ad un chiarimento, avrò raggiunto il mio scopo.
Ti ringrazio e ti saluto caramente.
Spartaco Mennini
SPORT
In terza categoria in vetta alla classifica Fratticciola, Camucia e Pietraia
Fratta
S.Caterina
Dopo la quinta giornata di campionato perdura la marcia spedita quanto sicura e senza interruzioni dei rossoverdi della Fratta. Esclusa la prima giornata, quando i ragazzi del Presidente Edo Tanganelli allo stadio di Burcinella furono sconfitti dal Chianciano, dopo quello sfortunato episodio, la squadra cortonese ha inanellato tre vittorie ed un pareggio, quest’ultimo rimediato in trasferta con l’allora capolista Vacchereccia.
Adesso i rossoverdi occupano la terza posizione nella graduatoria generale, con la Traiana, prima a 13 punti, quindi il Vacchereccia a 11.
Forse a Fratta S.Caterina anche il più fiducioso dei sostenitori, non si sarebbe aspettato tanto, a sole 5 giornate dal via. Oltre a questo sappiamo bene che la squadra guidata da Mister dell’Eugenio è sempre bene messa in campo e che sa fare del gioco collettivo la migliore arma per superare l’avversario di turno,
Per ora a Fratta i dirigenti hanno pienamente dimostrato di saperci fare, infatti hanno saputo costruire un organico di tutti valore, senza altisonanti proclami e senza grandi prime donne, tutto praticamente basato sul duro lavoro e sulla modestia dettata dal suo Mister, il quale ha costruito, come si suol dire, un eccellente spogliatoio.
Nella prossima di campionato i rossoverdi andranno a fare visita all’Ambra, che in casa non ha mai vinto, che però lo ha fatto due volte in trasferta.
Montecchio
Eravamo presenti alla gara disputata dal Montecchio all’Ennio Viti contro la capolista Laterina , praticamente i numerosi presenti erano molto curiosi per vedere come si sarebbe comportata la squadra locale, dopo l’esploit del 3-0 rifilato in trasferta ai valdarnesi del Pergine. Tutti dobbiamo ricordare quello che era accaduto dopo le prime tre di campionato, tutte sconfitte, per di più due delle tre partite, due giocate in casa!
Veramente in questa domenica 22 ottobre c’era una verifica generale dei comportamenti dei giocatori di fronte alla prima della classe.
Subito bisogna premettere che c’era il rientro di alcune pedine importanti vittime dei primi infortuni di stagione, comunque fin dai primi minuti si notava un approccio alla partita tutto diverso dalle precedenti. La concentrazione degli undici in campo era al massimo, i difensori dopo poco riuscivano a prendere le giuste misure alle sguscianti punte della squadra ospite e a centrocampo venivano dettati i giusti tempi per le continue inserzioni degli attaccanti locali.
La partita terminava con un perentorio 2-0 a favore dei ragazzi di Marchini, prima con uno strepitoso calcio di punizione da circa 30 metri di Lucio Tacchini, quindi da un inebriante assolo del centravanti Bala, che risultava per tutta la gara una continua spina sul fianco della difesa ospite. Magari i locali dovranno in futuro più concreti, perché in questa partita ci sono state almeno altre 3 o 4 occasioni da rete, sprecate per un soffio.
A fine gara a Montecchio in questa domenica calda con niente di autunnale, anzi diciamo che era proprio primaverile, soprattutto per i vari sorrisi che illuminavano i volti, il primo di tutti della simpatica “Presidentessa” Alessandra Romiti, quindi del suo consorte Daniele e del trainer Gianpaolo Marchini, che proprio in questa occasione oltre che il sorriso, ha ritrovato la sua piena fiducia verso i propropri ragazzi.
Adesso il prossimo turno attenderà il Montecchio sul campo inedito dell’Amiata, campo per niente facile, soprattutto per condizioni ambientali, ma se i giocatori in biancorosso sapranno ripetere la prova di oggi, niente sarà per loro vietato.
Terontola
Dopo un validissimo pareggio, 1-1 strappato con i termali a Chianciano, il Terontola perde la sua prima partita per 1-0 in campo amico del Farinaio di fronte ad un Ambra che fuori vince o pareggia, ma che in casa non riesce a far sua l’intera posta.
Questa involuzione della squadra guidata dal tecnico terontolese Brini è quasi inspiegabile, perché fino adesso se pure non eccellendo, i biancocelesti avevano mantenuto una certa sicurezza visto anche i risultati acquisiti, dimostrandolo soprattutto che dopo 4 partite i giocatori del Presidente Mezzetti, non erano mai stati messi sotto da nessuno, pertanto questa sconfitta per 1-0 rimediata a soli pochissimi minuti dal termine, lascia veramente l’amaro in bocca.
Nel prossimo turno la squadra di Brini si dovrà recare in quel di Pergine e qui si dovrà lottare solo per l’obbiettivo della vittoria, dopo di che con i relativi tre punti i cortonesi rientreranno pienamente in bazzica per una classifica più ragionevole.
Fratticciola
La sorprendente Fratticciola di mister Capoduri, che di sorprendente non ha assolutamente niente, dopo i primi 5 turni di campionato si trova sola e soletta in testa alla classifica distanziando di 2 punti il rientrante Camicia. Praticamente i giallo rossi, prima pareggiano in casa 0-0 contro un sorprendente Pogi, quindi vanno poi a vincere con una certa sicurezza per 2-0 a S.Giovanni V.no contro lo Zenith.
Adesso la Fratticciola se la dovrà vedere contro il forte Montalto in casa propria, sperando con una ennesima vittoria di rinforzare la già cospicua classifica.
Pietraia
La Pietraia dopo la sconfitta interna sul derby cortonese per eccellenza, torna a vincere proprio in trasferta, niente che di meno a S.Giustino Valdarno, dove come sappiamo tutti le difficoltà sono molteplici. Adesso prossimamente gli uomini di Beppe Basanieri attenderanno a piè fermo tra le mura amiche lo squadrone del Pieve al Toppo.
CORITO
Meno altisonanti le prove del Corito F.S., che inanellando altre due sconfitte resta a soli 5 punti, mentre i ragazzi di Monsigliolo neofiti di questa categoria non avendo più fatto punti, restano solo con 2 all’ultimo posto in classifica.
Danilo Sestini
Assemblea
Venerdì 20 ottobre si è svolta presso la sede del Tennis Club Cortona un’assemblea dei soci per dibattere quattro punti all’ordine del giorno: l’attività del circolo dopo l’ampliamento della struttura sportiva con la piscina, definizione delle attività sportive e programma agonistico della prossima stagione, proposte per realizzare una vita di circolo più attiva e accattivante, proposta di quote per la stagione 2006/2007.
Hanno partecipato numerosi soci che hanno dibattuto i punti all’ordine del giorno con franchezza.
E’ stato presentato il nuovo maestro di tennis Giuseppe Catalfamo che si è anche assunto provvisoriamente l’onere di coordinare le attività del circolo sia da un punto di vista sportivo che organizzativo. Per quanto riguarda le quote l’assemblea ha votato per una quota sociale unica di Euro 100,00 e di elevare il costo del gettone di riscaldamento da 2 a 3 euro; il tempo da 20 a 30 minuti.
Cinque gare, un primo bilancio
Q uesto campionato è stato programmato molto bene dalla società arancione, con la preparazione iniziata sin da luglio e continuata bene con amichevoli e coppa; come talvolata capita però non sempre i risultati sperati arrivano subito, talvolta occorre del tempo perchè il lavoro svolto dia i suoi frutti.
L’esclusione dalla Coppa forse non proprio prevista ha comunque consegnato al campionato una squadra tecnicamente e fisicamente abbastanza in linea con i programmi e capace di “giocarsela” alla pari con le altre partecipanti al torneo.
La prima gara contro il S.Quirico, come abbiamo già ricordato una classico, ha visto gli arancioni andare a vincere con una gara convincente e la vittoria è stata meritata. La seconda gara di campionato ha visto gli atleti allenati da Luciano Cipriani giocare la prima gara di quest’anno tra le mura amiche del Santi Tiezzi contro il Fonte Belverde ed il pareggio che ne è saturito sta sicuramente stretto ai padroni di casa che però non sono riusciti a segnare il goal della vittoria pur avendo numerose occasioni. La gara da dimenticare di questo inizio di campionato comunque è sicuramente quella giocata contro il Grassina in cui lo svanataggio immediato dopo il fischio d’inizio ha condizionato pesantemente la condotta tattica della gara degli arancioni che non sono riusciti a fermare il forte attaccante Monaci che infatti ha realizzato una tripletta.
La chiave della gara forse sta tutta in questa differenza realizzativa perchè la nostra squadra ha comunque tentato di reagire ma in modo poco efficace e convinto e non riuscendo a creare quel gioco veloce e imprevedibile che in altre gare si era visto.
La quarta gara è stata quella giocata contro il Cavriglia ancora in casa; è stata una partita bella, al di là del risultato di 0 a 0 si è visto un davvero un bel gioco con azioni convincenti e gioco ben orchestrato. Entrambe le squadre hanno avuto buone occasioni per andare in vantaggio ma ci sentiamo di affermare che se mai una squadra in questa partita meritava il vantaggio era certo quella arancione che con Innocenti ha davvero sprecato il cassico “rigore a porta vuoat” quando l’attaccante arancione indirizzava verso la porta sguarnita e solo il salvataggio in estremis del difensore Sottili evitava lo svantaggio per gli ospiti.
Gara tutto sommato equilibrata comunque e alla fine anche un pareggio abbastanza giusto se si considera che erano molti gli assenti tra le fila del Cortona che comunque in questa gara aveva recuperato Rossi, uno dei migliori in campo. Buona la gara di tutta la squadra del presidente Paoloni con un Molesini in gran forma che ha disputato una buona prova, considerato che aveva il compito non facile di sostituire lo squalificato Biagianti, il capitano.
Quindi siamo giunti alla quinta gara del torneo quella contro il Baldaccio, capoclassifica, in trasferta. Gli arancioni contro quella che è sicuramente la squadra più in forma del momento su un campo davvero ostico lamentavano numerose assenze come quelle di Matteucci e Guerrini, infortunati; con Villi febbricitante, con Del Gobbo infortunato dell’ultima ora e con Rossi che ha lamentato un dolore alla schiena in allenamento e che non è potuto essere della gara; non disponibile anche Milan.
La gara contro il Baldaccio è stata condizionata in modo evidente dalla mancanza di molti titolari.
Nonstante questo la squadra di Cipriani a tenuto testa alla capoclassifica sino a buona parte della ripresa, perlomeno sino al 3 a 2, con un Avantario che lancia buona segnali grazie alla sua doppietta.
Prtroppo ogni volta che gli arancioni sono rientrati in partita poi i padroni di casa hanno di nuovo allungato ma il 5 a 2 finale è di certo una punizione troppo pesante per la nostra squadra che ha tenuto copmunque bene il campo. Adesso la squadra del presidente Paoloni è attesa dall agra casalinga contro il fanalino di coda Quarata e la vittoria in questo caso sarà il solo risultato utile.
Un inizio che poteva sicuramente essere più positivo ma che ci auguriamo possa ricalcare quello dello scorso campionato dove gli arancioni hanno risalito la classiffica sino alla vetta restando nelle posizioni di vertice per lungo tempo.Riccardo Fiorenzuoli
Erogazione contributi associazioni sportive
ed utilizzo degli impianti comunali
N el corso dell’ultimo Consiglio Comunale sono stati approvati due importanti documenti che vanno a regolare l’utilizzo degli impianti sportivi e le modalità di erogazione dei contributi alle società ed associazioni sportive.
In pratica con questa approvazione si va a regolare in maniera chiara e funzionale l’universo sportivo del territorio comunale ricco di decine di società e numerosi impianti.
Obiettivo dell’Amministrazione Comunale è quello di favorire lo sviluppo dello Sport dilettantistico, l’associazionismo sportivo e ricreativo al fine di un pieno e positivo utilizzo del tempo libero, in questa direzione l’Amministrazione Comunale nel suo operare ha ricerca la piena collaborazione delle associazioni Sportive.
Nella parte relativa all’utilizzo degli impianti il regolamento disciplina le modalità di affidamento della gestione dei seguenti impianti sportivi di proprietà del Comune di Cortona a organismi esterni:
• Impianto sportivo di Montecchio
• Impianto sportivo il Farinaio Terontola
• Impianto sportivo Burcinella Fratta
• Impianto sportivo San Lorenzo
• Impianto sportivo Chianacce
• Impianto sportivo Pergo
• Impianto sportivo Val di Loreto (Campo da Calcio e Bocciodromo)
• Impianto sportivo Santi Tiezzi di Camucia
• Impianto sportivo di Farneta - (Ippodromo )
• Impianto sportivo conosciuto come “La maialina” - Piscina Comunale di Camucia
• Impianto sportivo della Rotonda del Parterre - (Campo da tennis)
Ove il Comune di Cortona non intenda gestire in regime di economia i propri impianti sportivi, ne affida la gestione, in via preferenziale, a società ed associazioni sportive dilettantistiche enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive nazionali.
Sono esclusi dall’ambito di applicazione della presente normativa gli impianti sportivi di pertinenza scolastica.
Per quanto riguarda la concessione di contributi a sostegno di attività, iniziative, manifestazioni intese a favorire la promozione dello sport le linee guida sono:
a) attività sportive, non agonistiche, quali corsi di qualsiasi disciplina sportiva, inserite in un programma organico, omogeneo, ed a lungo termine, oppure inserite in programma di attività ricreative,sociali e culturali;
b) iniziative per la diffusione della pratica sportiva a livello formativo, dilettantistico e ricreativo, nonché per lo sviluppo dell’associazionismo sportivo,
c) attività ricreativo sportive
d) manifestazioni sportive di tipo agonistico di rilevo comunale, provinciale, regionale,nazionale ed internazionale;
e) corsi di formazione, qualificazione e aggiornamento di operatori e animatori sportivi
f) acquisizione di attrezzature sportive da parte da parte di società sportive dilettantistiche il cui uso è consentito a tutti i cittadini ;
g) spese d’investimento su impianti sportivi di proprietà del Comune o di altri enti pubblici semprechè l’intervento venga preventivamente sottoposto all’approvazione degli organi comunali competenti e la spesa non contrasti con i programmi d’interevento del Comune. In questo caso l’Amministrazione Comunale procede, anno per anno, sull’apposito capitolo di bilancio, alla determinazione delle risorse che intende destinare ai contributi.
I regolamenti approvati sono consultabili nel sito del comune.
Inizio di campionato difficile
I propositi della società per questo campionato sono stati chiari sin dall’inizio dell’annata agonistica che evidentemente ha preso avvio già con la campagna acquisti; il presidente Francesco Vinciarelli ha improntato l’acquisto dei nuovi giocatori privilegiando esperienza e buona capacità agonistica.
La rosa dei nomi dei nuovi arrivi dovrebbe garantire un buon rendimento ed un buon approccio al campionato di serie B2 visto che ben tre dei nuovi arrivi hanno militato nel Bastia Umbra squadra con cui nello scorso campionato hanno militato in serie B1.
Questi giocatori ovvero l’alzatore Giordano Fiorentini, l’opposto Luca belli ed il centrale Fortunato Teresi, assieme all’altro centrale arrivato dall’A.S. Cosenza, con la conferma del prestito di Stefano Maggini, schiacciatore, dall’Arezzo Volley e l’acquisto a fine settembre di un altro elemento,danno in mano a Sideri una rosa certo competitiva ma difficile da gestire perlomeno nella fase iniziale dell’annata.
Se da una parte l’ingresso in squadra di tanti nomi nuovi genera nuovi stimoli e entusiasmo dall’altra c’è la necessità di integrarli in fretta con il resto del gruppo con la contemporanea necessità di far cercsere tutti imodo uniforme; inoltre ad aumentare le difficoltà si sono intrapposti due infortuni importanti che hanno tenuto lontano dai campi di allenamento due pedine importanti dello scorso campionato e che sono ancora non la massimo.
Le partite di coppa hanno visto quindi il difficile debutto di una squadra che si “conosceva” poco, senza i necessari equilibri tecnici e tattici necessari al gioco tanto caro a Sideri che prevede allenamento, amalgama e tenuta tattica e agonistica ,come ovvio in qualsiasi compagine che voglia pretendere di imporre comunque il proprio gioco senza patire mai troppo quello degli avversari e comunque battersi sino in fondo.
L’accresciuto livello di competitività del girone poi rischia di complicare ulteriormente gli obbiettivi della società che se è lecito attendersi dalla squadra un inizio con qualche passo incerto poi dovrà necessariamente ingranare un buon andamento se non vuol rischiare di perdere “il treno” per gli obbiettivi da protagonosta in questo campionato.
L’inizio del campionato era atteso da tutti con la speranza che stimoli più importanti cementassero il gruppo e facessero salire la tensione agonistica.
Certo che l’inizio contro il Castel ferreti grande protagonista lo scorso anno non eraq di quelli più facili ma la squadra ha risposto bene andando a giocare una gara combattuta e perso purtroppo ma solo al tie-break e con il rammarico di esssere sati raggiunti per ben due volte dopo essere stati in vantaggio.
Partita equilibrata, dunque dove si è intravista la squadra che dovrebbe, a breve, crescere in modo esponenziale.
La seconda gara vedeva la squadra del presidente Vinciarelli vedersela contro l’Anagni davanti al proprio pubblico nella palestra di Terontola.
Nonostante la squadra di Sideri abbia giocato davvero un incontro di buon livello alla fine ha dovuto arrendersi a degli avversari che hanno mostrato grandi individualità e trame efficaci unite a quela continuità che invece è decisamente mancata alla squadra Cortonese.
Il gioco discontinuo e la mancanza di continuità nell’organizzazione del gioco sono le mancanze da colmare al più presto anche se siamo certi che l’allenatore ha già in mente tutti irimedi più efficaci e tempestivi per cercare di ottenere sin da subito il massimo dagli uomini che ha a disposizione.
R.Fiorenzuoli