L’Etruria

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Anestesisti in arrivo negli ospedali aretini ma con il “contagocce”

La carenza di questi professionisti determina una riduzione di interventi chirurgici non urgenti

Anestesisti in arrivo negli ospedali aretini ma con il “contagocce”

Arrivano con il contagocce, ma la prospettiva è di un  graduale ritorno alla normalità. La carenza cronica in tutto il territorio nazionale di anestesisti ha avuto in queste settimane una elevata criticità nella nostra azienda, provocando in particolare un rallentamento dell’attività chirurgica “non d’urgenza” all’ospedale San Donato.

Gli anestesisti in organico nella azienda aretina sono 52, ma disponibili, (per malattie o altre ragioni), sono 46.

Gli anestesisti sono professionisti multifunzione, e come tali rappresentano il cardine in una ampia serie di servizi: dall’assistenza nelle sale operatorie, a quella presso il nuovo centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di Cortona, dalla gestione dei reparti di terapia intensiva, alla parto analgesia, alla assistenza per cure palliative e terapia antalgica fino ai turni di “guardia” (solo per quali servono 13 anestesisti al giorno)  nei cinque ospedali della provincia. Insomma, la coperta è corta.

Lo è diventata ancora di più per effetto della introduzione a fine novembre dell’orario europeo, che impone obbligatori tempi di riposo più lunghi rispetto ai precedenti, con ulteriori difficoltà nel riempire le caselle dei turni lavorativi.

Infine, tutto  questo ha coinciso con la fase di riorganizzazione di Estar, la struttura regionale che ha in carico la gestione delle graduatorie, dei concorsi, e delle mobilità.

Concomitanze che hanno rallentano l’avvio di nuovi concorsi, ma anche le procedure di assunzione in forma straordinaria.

Fortunatamente adesso si riparte. Ad Arezzo arriveranno fra il 16 febbraio e il 16 marzo tre nuovi anestesisti che dopo la necessaria integrazione e formazione saranno pienamente operativi. Ma sono già state attivate anche le procedure amministrative per l’ assunzione di altri anestesisti da inserire nell’organico a tempo pieno per colmare turn over e trasferimenti.

Una quadro che ha determinato e sta ancora determinando dei disagi nei professionisti e nei cittadini. L’azienda ha compiuto  scelte difficili, garantendo  in primis le attività chirurgiche urgenti e quelle legate alle neoplasie. Subito dopo tutte le altre attività che potrebbero compromettere la qualità della vita delle persone. Altri interventi invece, certo importanti per i cittadini, ma sotto il profilo clinico considerati differibili senza danno per i pazienti, sono stati programmati a più lungo termine.

Una necessità della quale ovviamente l’Azienda si scusa, certa comunque della comprensione da parte dei cittadini e dei suoi stessi professionisti che si trovano nella condizione di non poter garantire un servizio in tempi giusti come invece desiderano.

L’azienda, oltre che una scelta di urgenza e di sicurezza per le patologie più importanti, ha inteso continuare a garantire qualità e sicurezza negli ospedali periferici come Bibbiena, Sansepolcro e Cortona.