Dopo tanto discutere, tanti interventi di certi,soliti politicanti di destra e di sinistra, che hanno dichiarato a mari e a monti che Terontola sarebbe ritornata al suo storico ruolo di Stazione ferroviaria primaria, ecco che arriva la dura realtà di sempre. Cioè quella che dall'anno duemila vede Terontola declassata a Stazione ferroviaria periferica e destinata ad un progressivo abbandono e tutt'al più a divenire un pericoloso palcoscenico per bimbi ed anziani , dove andare a vedere treni Intercity e , perché no, qualche Eurostar deviato, sfrecciare a duecento all'ora tra i binari di quella che, forse, fu la più importante Stazione dell'Italia centrale per tutto il secolo scorso.
Questa non è la riflessione di pendolari improvvisamente fuori di testa, ma purtroppo l'amara constatazione che stamani i circa cinquecento pendolari che, utilizzando quotidianamente , tra le cinque e le otto e trenta, Terontola per andare a studiare,a lavorare e a fare affari, facevano sui binari in attesa dei soliti treni sgangherati di quelle che furono le FFSS e dopo essere venuti in possesso di una bozza M53, che consacra la solita beffa per la nostra Stazione.
Qual è la beffa? La riveliamo subito. Stando a questo documento, che è degli uffici competenti e non certamente di qualche burlone,dal 14 dicembre, con il nuovo orario, attraverseranno a tutta velocità la Stazione di Terontola ben otto Intercity provenienti da Sud a Nord e viceversa senza fermarsi per imbarcare viaggiatori.
Ecco i loro i loro numeri identificativi: Intercity 585, 704, 703, 586,591, 706, 705, 592. Insomma, si ben otto Intercity che Trenitalia fa passare in mezzo a Terontola per sommo divertimento di bambini ed anziani , ma anche per incentivare rabbia e rivolta nei pendolari e nei tantissimi viaggiatori che vedono in Terontola ( punto centrale di un territorio popolato da quasi duecentomila cittadini se si considera che la nostra stazione ha un bacino d'utenza che va da Città di Castello a Sinalunga e da Perugia a Castiglionfiorentino) una valida alternativa al trasposto su gomma.
Ma il punto è forse proprio questo. Ai dirigenti di Trenitalia interessa davvero far concorrenza al trasporto su gomma? A certi politicanti di destra e di sinistra interessa imporre vere politiche di trasporto ferroviario, come avviene in tanti paesi del Nord-Europa?
Personalmente non so più cosa dire. O meglio lo saprei, ma sembra che dei problemi di noi semplici cittadini lavoratori alla politica interessi sempre meno. E allora , come si dice da alcuni mesi tra noi pendolari, sarebbe bene che l'autorità giudiziaria indagasse su scelte aziendali senza senso come quelle di far passare degli Intercity tra i binari di una stazione e non farli femare per raccogliere passeggeri.
Passeggeri poi costretti a servirsi di treni regionali o interregionali che viaggiano a distanza di mezz'ora (che per chi viaggia è un' eternità) , messi in coda a tutto il resto e svincolati da ogni coincidenza con i treni più veloci.
Se chi amministra aziende di trasporti cosiddette private ,ma che comunque sono riconducibili ad un interesse pubblico, fa orecchie da mercante ai legittimi diritti dei pendolari e di tutti gli utenti, perché anche i politici, da quelli locali a quelli regionali e a quelli nazionali, non si interessano di più e in maniera politica dello sviluppo e del futuro della Stazione di Terontola? Una stazione che comunque, in quanto unica via di accesso all'Umbria, non potrà mai essere soppressa. Questo è il problema, avrebbe detto ancor oggi un grande scrittore.Ma oggi il senso del bene comune e il pensiero al domani è scomparso in politica. Allora, però, ai nostri politici è bene ricordare che una nuova valanga di rivolta per la politica, che si dondola tra l'essere e il non essere, è dietro l'angolo.
E , se chi fa politica istituzionale o di partito, non si dà una mossa, c'è davvero il rischio che la gente cerchi altrove le risposte che i politici odierni non vogliono dare al popolo vero. A quel popolo che ogni mattina si alza di buon ora per andare a lavorare, a studiare, a fare affari onesti. Insomma a vivere i propri doveri di cittadini.
In questo senso è giusto e sacrosanto che a coloro che si spostano per lavoro da casa propria, per riportare sul proprio territorio salari da spendervi o competenze e risorse da investirvi, siano assicurati quei diritti che la buona politica deve dare.
Ivo Camerini
Sindacalista e portavoce del Comitato pendolari Terontola-Roma
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