Dietro le quinte delle “FEMMINE PUNTIGLIOSE”.
Backstage sarebbe, purtroppo, la parola adesso più idonea per descrivere l’esperienza che ho vissuto nei giorni scorsi durante la messa in scena delle “FEMMINE PUNTIGLIOSE” di Carlo Goldoni, a cura del Piccolo Teatro della Città di Cortona, con adattamento e regia di Vito Amedeo Cozzi Lepri. Invece, da strenuo difensore della lingua e cultura italiana, preferisco parlare di un emozionante “dietro le quinte” che mi ha permesso di vivere attimo per attimo la lunga e faticosa realizzazione di una commedia teatrale. Non posso e non voglio dilungarmi sulla concezione goldoniana del Teatro, anche perché ne ho già parlato poco tempo fa dalle pagine di questo giornale; ciò che invece mi preme è raccontare in poche parole la mia pur breve esperienza con il Piccolo di Cortona. Vito aveva bisogno di un “cavaliere” che accompagnasse una dama durante una scena del secondo atto, un’apparizione di appena qualche minuto, ma tanto è bastato per proiettarmi nel cuore del palcoscenico. Per un piccolo malanno di stagione ho seguito soltanto l’ultima prova generale prima dello spettacolo e devo dire che mi sembravano tutti piuttosto tranquilli. Lo stesso regista, noto per accuratezza, meticolosità e precisione, non ha avuto molto da aggiungere alla prestazione generale degli attori. Il giorno dopo tutta un’altra storia. Non che Vito abbia cambiato atteggiamento, ma ho percepito subito l’energia, l’elettricità e l’adrenalina che attraversavano velocemente il palco del Signorelli. Si trattava però di una tensione positiva, che ha sospinto gli attori verso la giusta concentrazione. Mi aggiravo divertito in quel turbine di costumi, scarpe, fibbie, parrucche, bastoni, gonne, ecc. provando un pizzico d’invidia perché io non riuscivo ad essere emozionato: non dovevo proferir verbo sulla scena! Con grande attenzione e sorpresa ho assistito alle varie fasi della minuziosa preparazione degli attori: vestizione, trucco e coiffeur, con veri professionisti che in pochissimo tempo, con cipria, matite e parrucche ci hanno acconciato e mi hanno trasformato in un bel “cicisbeo” del Settecento! Un po’ di nervosismo ha cominciato a farsi sentire pochi attimi prima dell’inizio della commedia e, non so se lo posso dire (ma ormai l’ho scritto), quando stava per aprirsi il sipario ci siamo tutti stretti in cerchio e mano nella mano si è recitato con forza un rito scaramantico. Vai! E’ iniziato lo spettacolo. Vito Amedeo ha scelto un copione molto impegnativo, ma gli amici del Piccolo, senza retorica o piaggeria, sono stati fantastici. Io che dovevo fare la mia comparsata quasi alla fine, ho avuto la possibilità di seguire da “dietro le quinte” tutto lo svolgimento della commedia: i cambi di scena, gli imprevisti, le battute e i lazzi tra gli attori, soprattutto il lavoro incessante e preziosissimo delle suggeritrici di cui nessuno mai parla. Ogni attore che incrociavo cercava di farmi coraggio visto che era la mia “prima volta” sul palcoscenico, ma io replicavo che non ce n’era bisogno e purtroppo era vero. Ma quando è toccato a me la fifa si è fatta sentire e mi sono gettato sul palco col cuore in gola, come se avessi dovuto fare un lancio con il paracadute da tremila metri. Al termine, mentre eravamo tutti schierati per ricevere i calorosi applausi del pubblico cortonese, mi sono illuso che quei complimenti fossero anche per me, ma solo per un attimo, perché il merito è soltanto degli amici del Piccolo, ribadisco tutti, perché nessuno mi ha trattato con sufficienza e mi hanno fatto sentire veramente uno di loro. Dunque, complimenti a Vito Amedeo Cozzi Lepri e a Patrizia Banacchioni, Presidente del Piccolo Teatro della Città di Cortona, quali rappresentanti di tutti gli attori che fanno parte della Compagnia teatrale cortonese. Voglio concludere ricordando ai nostri concittadini (e amministratori) due cose: produrre cultura costa tanta, ma tanta fatica, e dietro a ciò che sembra facile e immediato ci sono anni e anni di quotidiani sacrifici; infine, non è necessario dannarsi o umiliarsi nel cercare talenti foresti, incensandoli oltremisura e spesso senza merito, basta rimanere nei dintorni e guardare con più attenzione tra le quattro mura amiche di Cortona o nella splendida campagna che la circonda.
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