Alla ricerca e in difesa della natura
di Ivo Camerini
E’ uscito poco prima di Natale il nuovo romanzo di Lucio Consiglio: Geni violati. Un romanzo molto diverso dal primo (Uomo dove sei) pubblicato nel 2008, ma in fondo anche una sua continuazione.
Questa volta l’autore ci porta a navigare, attraverso rotte non sempre facili e quasi sempre con barche a vela invece dei comodi, lussuosi transatlantici che uno si aspetterebbe, nel mare magnum (e davvero procelloso) degli argomenti scottanti del cambiamento del mondo legato agli Ogm (organismi geneticamente modificati).
Tra città della vecchia, cara Europa e città degli altri nuovi, emergenti continenti, Lucio ci conduce anche in questo romanzo, alla ricerca dell’isola che non c’è, ma che si può ritrovare nel cosiddetto “mondo di una volta”: quello dei valori dell’ambiente naturale, della persona umana, dell’amore come incontro familiare, della civitas umanistica, rinascimentale e (perché no?) anche cristiana. Una civiltà ormai però quasi ridotta a piccola testimonianza di minoranza nel nuovo contesto della mondializzazione o globalizzazione del mercato, del consumismo senza regole, del dominio assoluto dei cuori di pietra della finanza e del loro modello pseudo-democratico di rito reganiano e tatcheriano.
Tra schemi letterari riconducibili al diario minimalista e approcci filosofici d’impronta leopardiana, Lucio, in estrema sintesi, ci offre una sua interessante, anche se talora molto faticosa e macerata, lettura della contemporaneità con cui tutti siamo chiamati , da oltre un ventennio, a fare i conti nel nostro piccolo, o grande, quotidiano.
Un quotidiano che, ancora una volta, Lucio fa passare per la nostra Cortona e dintorni, a partire dalla sua cara Perugia, dove oggi, in Brufa, egli ha costruito il suo “buon ritiro” da quella professione di chirurgo, che fece grande e famoso il nostro ospedale di Santa Margherita negli anni centrali del Secondo Novecento.
Nel romanzo la storia del contrasto al tentativo d’invasione della nostra terra con gli Ogm s’intreccia con la storia d’amore e di passione di Giovanni ed Eumorfia (bella forma), i due eroi che tutelano la madre terra dalle modificazione genetiche, pur subendone loro stessi la violenza.
Tante le pagine che si fanno leggere tutte d’un fiato. Mi limito qui a segnalare quelle centrali che ci fanno pendolare tra Milano e Brufa (cfr. pp. 90-144), passando per Cortona e le sue terre di Valdichiana e della Maremma, per Città di Castello e le sue terre umbre, dalle sorgenti del Tevere alla Valnerina, con brevi ma significative soste a Roma e a Praga, la Firenze del Nord-Europa.
Sono le pagine della grande patria intrecciata a quella piccola che si fondano sui valori dell’amore, della solidarietà, dell’ambiente naturale, della condivisione e dell’ amicizia.
Sono le pagine della nostra Cortona, della sua montagna, della sua pianura, dei suoi bar e ristoranti cittadini, delle sue passeggiate in piazza e in rugapiana, dei suoi tesori artistici ed architettonici. Insomma, della sua Civitas millenaria che “lor signori” ( i potenti di turno, ammalati di arroganza e menefreghismo) vorrebbero rinchiudere in una bolla museale o in una serra artificiale, mentre coppie di persone come Giovanni ed Euformia (ma anche come Rebecca e Sebastiano, Carlo e Claudia, Angiolo e Graziella) vogliono tutelare e riproporre ai giovani d’oggi per ricostruire una nuova era di vita umana che dia spazio a quel mondo migliore, che, in tanti, nel Novecento abbiamo sognato senza riuscire a metterlo in piedi.
Un mondo, sano e genuino, come la civiltà contadina di una volta, che, nelle terre centrali d’Italia, scrisse pagine memorabili di vita pastorale e rurale, ma che, oggi, sembra confinato all’amore di pochi idealisti e/o post-ideologi convertiti come fa oggi , in terra “castellèna”, Mario Capanna , che “da rivoluzionario si è fatto difensore dei prodotti agricoli genuini”.
Un grazie sentito all’amico Lucio, nuovamente scrittore, per queste pagine letterarie che ci denunciano l’intenzione dei cosiddetti poteri forti ed occulti d’invadere ed asservire la Terra con gli Ogm.
Soprattutto però un grazie di cuore per aver cantato ancora una volta i valori dell’amore, qui impersonati da Giovanni ed Eumorfia, che vengono fatti nascere e sbocciare nuovamente sulle strade e sulle terre dell’antica Grecia. Valori, però, fatti fiorire e vivere, percorrendole, anche nelle rughe (vie) di Cortona, di Perugia, di Milano, di Roma, di Praga, di Mombasa e, ancora, nelle terre toscane, umbre, italiane ed europee.
Un grazie a voce alta per aver dedicato, ancora una volta, un magnifico inno alla società semplice, ma sana e robusta, della vita agricola e domestica, impreziosita dallo studio e dalla cultura delle “humanae litterae”.
Insomma, una lettura valida per aiutare giovani (e meno giovani) ad impegnarsi nella costruzione di quel “futuro consapevole” che in tanti invochiamo per sbarrare la strada a quella “fine inconsapevole” che alcune aristocrazie delinquenziali stanno preparando per il mondo odierno, fattosi, più nel male che nel bene, villaggio globale.
(Lucio Consiglio, Geni inviolati, Murena editrice,Città di Castello, novembre 2011).
Ivo Camerini
|