L’Etruria

Redazione

L’orgoglio di essere indipendenti . Il bilancio della quarta edizione del Cortona Jazz

L’orgoglio di essere indipendenti . Il bilancio della quarta edizione del Cortona Jazz

 

Un’edizione che ha riconfermato la validità del progetto del Cortona Jazz e dell’unione tra insegnamento e performance live.

Dal 2017 il Cortona Jazz non ha mai deluso, anzi, nel tempo sembra aver trovato la sua strada e la giusta dimensione in equilibrio tra didattica e live. La quattro giorni di quest’anno, svoltasi tra il 5 e l’8 luglio, ha portato a Cortona 21 studenti provenienti da vari paesi europei e quattro grandi musicisti jazz statunitensi che si sono dedicati all’insegnamento: Ohad Talmor (sax); Jim Black (batteria), Shane Endsley (tromba) e  Or Bareket (contrabbasso).

 

“Un piccolo progetto orgogliosamente indipendente, ricordano dall’associazione culturale Mammut organizzatrice dell’evento, lontano dai salotti buoni dei finanziamenti pubblici ma vicino ai valori del jazz e dell’incontro tra pubblico e musicisti. Senza dubbio uno dei segreti del successo del Cortona Jazz sta proprio nell’essere vicino ai musicisti e al territorio.

Grazie alla collaborazione con la Cooperativa di Comunità La Montagna Cortonese, al Consorzio Vini Cortona a Factory Dardano 44, abbiamo avuto l’opportunità di svolgere i nostri eventi, sia workshop che concerti, nella suggestiva cornice di Monte Ginezzo.

In un panorama che ricerca la dimensione del grande evento di massa, il Cortona Jazz con caparbietà, serietà e indipendenza ha costruito un piccolo festival di tendenza. Concerti di altissima qualità in luoghi spettacolari ed un pubblico affezionato ed in crescita. 

Il Cortona Jazz è questo: lontano dalle piazze e dagli stadi, ma vicino ai cuori e agli occhi degli amanti del jazz e della bellezza.

Il futuro porterà ancora jazz e docenze, concerti e incontri ma stiamo ipotizzando anche altre originali performances che speriamo di concretizzare già dal prossimo anno.”