L’Etruria

Redazione

L’ultimo saluto di Cortona e della Valdichiana ad Ivo Pieroni

L’ultimo saluto di Cortona e della Valdichiana ad Ivo Pieroni

Nel pomeriggio di martedì 14 marzo 2023 , tutta Montecchio, tutte le Misericordie , l'Avis e le Associazioni di Volontariato territoriali e tantissime persone arrivate da Cortona e da tutta la Valdichiana  hanno portato l’ultimo saluto ad Ivo Pieroni, morto prematuramente domenica scorsa.

Nella storica chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cristofano e Gilberto, che non è riuscita a contenere la grande folla di persone presenti, ha presieduto la Santa Messa funebre il vescovo emerito di Lucca Mons. Italo Castellani, che, all’omelia, ha ricordato con commozione e con parole evangeliche di fede cristiana la  vita di Ivo Pieroni ,vissuta e spesa per aiutare il prossimo e per servire la comunità cortonese e della Valdichiana. Il vescosvo Castellani, tra l'altro, ha detto:  "Ivo un uomo generoso senza misure e tornaconto personale, solare e amico di tutti. Due espressioni delle sante Scritture annunciate riassumono la sua testimonianza di volontariato in particolare nell'Avis e nella  Musericordia, i cui i gagliardetti che qui gli fanno corona e le divise indossate dai suoi amici qui presenti ci ricordano. ‘Non c'è Amore più grande che dare la vita per i fratelli’, dice Gesù e ci ha testimoniato Ivo con il suo appassionato servizio nell'Avis; ‘Beati i misericordiosi ‘, dice Gesù e ci ha testimoniato Ivo con il suo servizio altrettanto appassionato nella Associazione della Misericordia. Alla moglie e al figlio il conforto di tanta gratuità  che continua a vivere in tante persone amate e da Ivo soccorse e la certezza che ora vive accanto al Signore Risorto in cui Ivo ha creduto e sperato”.

Ivo Pieroni è stato infatti non solo un lavoratore esemplare, un marito e un padre eccezionale, ma soprattutto una persona buona e dedita al volontariato delle nostre terre. Da sempre impegnato nella Misericordia e nell’Avis di cui è stato presidente , negli anni di inizio del nuovo secolo, scriveva proprio nel nostro giornale un sentito ed accorato appello alla necessità di donare il sangue con queste sentite parole: “ Donare il sangue non fa male, anzi qualche volta è anche utile alla salute …essere donatori di sangue è un volontariato diverso da tutti gli altri; doni una cosa che è solo tua  e nessuno te la può togliere e tu la doni volontariamente per gli altri che ne hanno bisogno.. è un gesto di altruismo di alto livello sociale, elevato alla massima potenza.. il sangue non si fabbrica in laboratorio e quando serve o c’è o non c’è…doniamo in tanti il sangue perché più siamo e meglio è, soprattutto in questi anni recenti in cui spesso ai nostri ospedali il sangue scarseggia, soprattutto nel periodo estivo”.

Il suo essere volontario nasceva dalla sua cultura familiare di ambiente contadino, dove la solidarietà e la fraternità erano coltivate e quasi innate nel quotidiano di una civiltà che tanto ha dato alla nostra piccola patria cortonese. Scriveva infatti ancora in quell’articolo: “ quando i contadini della Chiana negli anni di primo novecento, dopo una giornata di duro lavoro alla sera tornavano a casa sfiniti e anche umiliati dal padrone che li rimproverava perché , pur avendo dato il massimo, non lavoravano anche con il buio dicevano in famiglia ‘ cosa vuole di più il padrone? Vuole anche il sangue?’ Richiamo questa situazione sociale perché oggi è necessario far capire ai giovani l’importanza del sangue e far comprendere a tutti che donare sangue è il dono più grande che ci possa essere”.

Grazie Ivo per quell’articolo che affidasti al nostro giornale nella tua funzione di presidente dell’Avis.

Anche L’Etruria si unisce al dolore della tua famiglia e dei tuoi tanti amici e colleghi di lavoro e di volontariato , ricordando a tutti quanto, con tanta amicizia, due anni fa mi dicesti nell’articolo che ti dedicai proprio in questi giorni di marzo sulla tua vita di lavoratore pubblico, di impiegato comunale esemplare e stimato da tutti: “ La mia avventura di lavoratore pubblico inizia il primo giugno 1978 quando, dopo aver vinto il concorso, entrai in servizio come netturbino. Poi, avendo superato una selezione interna di mobilità, feci il cantoniere comunale a Farneta per qualche anno. All’ufficio manutenzione imparai molto  e tutti mi vollero bene e i più anziani mi insegnarono davvero tanto. La seconda fase del mio servizio in Comune, senz’altro la più importante e la più significativa inizia il 1 dicembre 1984  con il trasferimento in ufficio  a seguito di concorso pubblico vinto.  Prima lavorai all’ufficio commercio e  poi dal 15  gennaio 1985  fino al 29 febbraio 2020 all’Ufficio Urbanistica, dove  ho lavorato  quindi per ben  35 anni .

Da ragioniere non è stato facile  fare l’impiegato in un ufficio tecnico e molto complicato, ma ci sono  riuscito grazie all’aiuto e agli insegnamenti di dirigenti eccezionali come l’architetto  EVIO CHECCARELLI  che mi ha insegnato  tutto  e che aveva grande rispetto per  il mio ruolo. Quegli anni con il compianto Evio  furono davvero formidabili e pieni di soddisfazione anche se molto impegnativi. Con l’esperienza maturata in quel periodo non mi è stato difficile andare avanti fino alle mie dimissioni per pensionamento. Ricordo con amicizia e stima anche l’ Architetto Fabrizi,  ma soprattutto  ricordo con molta simpatia l’Architetto Donatella  GRIFO, che era  sempre di corsa e sempre agitata, ma  sempre pronta a cercare di risolvere i problemi delle persone. Negli ultimi anni con l’informatizzazione anche il mio lavoro è cambiato molto e qualche incomprensione può essere venuta fuori, ma desidero ringraziare anche le dirigenti di quest’ultimo periodo, vale a dire le ingegneri Volpi e Bruni. Ultimo , ma non ultimo, un grazie di cuore a tutti i sindaci che ho servito: da Barbini a Fabilli, da Monacchini a Pasqui, da Rachini a Vignini, dalla Basanieri all’attuale sindaco Meoni.

In questi primi giorni da pensionato non mi aspettavo di vivere la tragedia di un paese percosso dal flagello del coronavirus, ma faccio la mia parte attenendomi alle regole e restando in casa. Auguro a me e a tutti i cortonesi di ritrovarci presto per strada, ma ora , se vogliamo ancora vivere tranquilli e sereni nelle nostre terre di Cortona, dobbiamo fare il sacrificio di starcene tutti a casa propria per i giorni che serviranno a metterci in sicurezza. Questo è anche il mio saluto e il grazie a tutti gli ex-colleghi degli uffici comunali ”.

Ho riportato quasi per intero le tue parole allora affidatemi per quell’articolo del marzo 2020 perché mai avrei pensato che un infarto ti portasse in Cielo così improvvisamente e prematuramente, mentre ti stavi iniziando a godere la tua meritata pensione; ma, come ben sappiamo anche noi tuoi amici de L’Etruria, di cui eri un fedele affezionato lettore, il detto evangelico “ estote parati” riguarda tutti e siamo sicuri, come conforta la Bibbia (Sapienza,4:7-20): “Il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo./Vecchiaia veneranda non è la longevità,/né si calcola dal numero degli anni;/ma la canizie per gli uomini sta nella sapienza;/e un'età senile è una vita senza macchia”.

Ciao, Ivo! Che la terra ti sia lieve. Soprattutto: buona strada nelle eterne praterie della Gerusalemme Celeste , dove "possa  la strada alzarsi per venirti incontro, / possa il vento soffiare sempre alle tue spalle,/ possa il sole splendere sempre sul tuo viso".

Alla moglie Iliana, al figlio Marco, ai familiari e ai parenti tutti le cristiane condoglianze de L'Etruria e quelle mie personali.

Ivo Camerini