L’Etruria

Redazione

Accesso al credito ed imprese locali

Il parere di un giovane economista cortonese, ricercatore universitario

Accesso al credito ed  imprese locali

Uno dei ruoli principali dell’accesso al credito è quello di meccanismo acceleratore del ciclo economico. Ciò è tanto più vero in sistemi finanziari quasi completamente incentrati sul credito bancario come quello italiano, dove il ritardo di strumenti finanziari alternativi rende la risorsa creditizia l’unica fonte di finanziamento esterno per micro, piccole e medie imprese. In particolare, questo problema risulta amplificato per le aziende più piccole del nostro territorio, in quanto il finanziamento bancario (prestiti a medio/lungo termine e aperture di credito) rappresenta spesso l’unico modo per un’azienda di ottenere fondi da investire in nuove opportunità di crescita o, semplicemente, per dare un respiro alle proprie attività nell’immediato. L’afflusso di risorse bancarie verso il settore privato ha subito una forte contrazione dopo la crisi finanziaria. Tuttora, in un periodo non lontanissimo da tale shock globale, il recupero del ruolo del sistema bancario di meccanismo acceleratore del sistema economico stenta a rinascere. Quando una banca decide di negare l’accesso al credito a una micro/piccola impresa spesso dipende dal fatto che questa categoria di imprese è più difficile da valutare e monitorare (in termini di prospettive future, abilità manageriali e relazioni locali). La lontananza tra grande banca e piccola impresa spesso porta a una difficoltà di tener conto di queste informazioni qualitative, che si discostano dai meri dati di bilancio, su cui si basano i meccanismi per la valutazione della solvibilità di un’impresa. Si innesta qui il ruolo della banca locale in grado di ponderare e tener conto di queste informazioni basilari, per sostenere le aziende locali con buone prospettive e più sapientemente gestite. Tali aziende, sopravvissute alle difficoltà finanziarie caratterizzanti l’ultimo decennio, si stanno con fatica accingendo ad uscire dalla crisi e necessitano di risorse, per mantenere i propri investimenti ed agganciarsi alla ripresa del ciclo economico.

Nel nostro territorio, queste problematiche esistono ancora: le imprese locali non dovrebbero essere lasciate da sole ad affrontarle. È necessario quindi un ammorbidimento dei vincoli che le istituzioni bancarie avevano imposto agli inizi delle turbolenze finanziarie globali, per proteggersi dal rischio di credito. È utile portare avanti misure espansionistiche, per indirizzare una più consistente ripresa del sistema economico locale. Insomma, dobbiamo trovare vie nuove di credito su progetti specifici di produzione legata all’artigianato e all’agricoltura, con la banca che diviene volano economico di sviluppo sostenibile.

Gabriele Angori