L’Etruria

Redazione

A Norcia, consegnato al cardinale Pizzaballa il Premio Internazionale San Benedetto

Alla cerimonia era presente anche il direttore del  nostro giornale che si trova nell’antica città umbra per alcuni giorni di riposo

A Norcia, consegnato al cardinale Pizzaballa il Premio Internazionale San Benedetto

Sabato  11 luglio 2026, a Norcia, il Patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa ha ricevuto il Premio Internazionale San Benedetto, patrocinato dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea. Il premio consegnato al cardinale è un’opera realizzata dall’artista castiglionese Andrea Roggi ed è composta da un anello di bronzo, simbolo di continuità ed eternità, dal quale si librano alcune rondini. Alla base della statua, come richiamo ai valori della rinascita e della speranza, Roggi ha posto una pietra recuperata dalle macerie del terremoto che colpì Norcia nel 2016.

Alla cerimonia era presente anche il direttore del nostro giornale, Enzo Lucente, che si trova nell’antica città natale di San Bendetto per alcuni giorni di riposo nella casa della moglie, la professoressa Carmelita Setteposte anch’ella natia di Norcia.

Nel ricevere il Premio Internazionale San Benedetto, promosso dal Comune a dieci anni dal terremoto, come gesto concreto di ricostruzione e di pace, il cardinale Pizzaballa ha tenuto un significativo e sentito discorso in cui, tra l’altro, dopo aver ricordato che in Medio Oriente si vive un periodo di dolorosa transizione, ha detto: “In Medio Oriente stiamo vivendo un periodo di transizione, che è lungo, drammatico, con rigurgiti di ogni genere, e non sappiamo quando terminerà. In questa precarietà, non ci si deve ritirare a vita privata, ma creare i fondamenti per la ricostruzione e per il restauro delle persone, di ogni uomo, nella sua integralità, nelle relazioni. (…) Anche noi abbiamo vissuto un terremoto. L’80 per cento delle case è stato distrutto a Gaza. Distrutte le infrastrutture e la vita sociale. Adesso le grandi scosse non ci sono più, ma le scosse di assestamento non finiscono mai (…) nonostante la grave crisi della fiducia nei rapporti umani, che rende difficile tutto e soprattutto il dialogo e i negoziati, fino a quando potrà durare questa notte? La speranza cristiana non delude, è una luce che in Terra Santa rimane evangelicamente accesa, nonostante l’odio, le violenze, persino la difficoltà di condividere il proprio dolore con quello degli altri.(…) Il dialogo non può essere un generico volemose bene. Bisogna saper ascoltare, con pazienza, rispettando tutte le vittime e ogni persona. (…)Bisogna ricominciare e soprattutto deve essere un dialogo delle comunità più che delle elités. Bisogna puntare sui giovani, ma non solo. La pace è una cultura, che va poi tradotta in scelte legate al territorio”.

Nel ringraziare il direttore Lucente per averci inviato le info su questo importante evento e le immagini che qui pubblichiamo nella nostra foto-collage di corredo, auguriamo alla “ picciol barca” del cardinale Pizzaballa, che , nonostante tutto e tutti, continua a navigare nella “gran tempesta” del Medio Oriente, di poter arrivare presto in quel porto sicuro della pace, dove sorge l’alba della nuova civiltà dell’amore, che ogni cristiano auspica per sé e per il prossimo, sconfiggendo definitivamente quella notte del principio della forza, che i potenti del mondo, in questi ultimi anni, hanno ripreso a coltivare ed usare contro l’umanità da cui sono usciti fuori per mero calcolo di potere e di guadagno personale.

Ivo Camerini