L’Etruria

Redazione

Ci sarà Cortona nel francobollo celebrativo del Centenario della Vittoria.

Il tre novembre 2018 il Mise emetterà una “carta valore postale” a ricordo  dell’Italia del 4 novembre 1918. La conferma ci arriva dal prof. Angelo Di Stasi.

Ci sarà Cortona nel francobollo celebrativo del Centenario della Vittoria.

Le do volentieri una bella notizia per la bella Cortona”. Inizia così l’importante e tanto attesa telefonata di questo primo pomeriggio con il Prof.Cav.Gr.Cr. Angelo Di Stasi , Presidente della Commissione per lo Studio e l’Elaborazione delle Carte valori postali del Ministero dello Sviluppo Economico.

La telefonata prosegue con le seguenti parole: “ Caro Camerini le confermo, in anteprima per L’Etruria, che il prossimo 3 novembre  verrà emesso un francobollo celebrativo del Centenario  della  Vittoria avvenuta il 4 novembre 1918. L’immagine del Francobollo di Poste Italiane riporta l’affresco murale del Bignami che si trova presso la Cappella votiva eretta nella Basilica di Santa Margherita a ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Il francobollo viene emesso dal Mise, autorità emittente delle Carte valori postali”.

Questi i due passaggi essenziali di una telefonata che riempie di gioia senz’altro tutti i cortonesi, ma in particolare alcuni amici , con un primus inter pares che risponde al nome dell’avvocato Roberto Saccarello, propugnatore  instancabile già dal luglio scorso di questo progetto.

Proprio all’amico Roberto, già giovane studente nella nostra Cortona nel decennio  1957-1967, abbiamo chiesto il perché di questo francobollo e lui  ci ha inviato il suo testo ufficiale di commento e illustrazione del medesimo, che qui molto volentieri riportiamo per esteso.

Cento anni fa finiva la Prima Guerra “Mondiale” della storia, come la si volle chiamare per differenziarla dalle altre, a motivo della sua natura “globale” e “totale”. Il 4 novembre 1918, alle ore 15, tutte le operazioni belliche cessarono e Armando Diaz emanò un bollettino che celebrava, non senza retorica, la vittoria su "uno dei più potenti eserciti del mondo".  Il proclama della Vittoria conobbe da subito una grande popolarità: il suo testo, fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, venne esposto in tutte le caserme d'Italia, e venne poi immortalato sui monumenti, sulle facciate dei municipi, nelle scuole, e letto, insegnato e imparato a memoria da generazioni di italiani. In realtà la Grande Guerra ha un peso straordinario nella storia nazionale; un rilievo dovuto soprattutto alle trasformazioni che comportò sul piano economico, politico e sociale, non solo su quello degli aspetti territoriali. Fu innanzitutto un’importante prova di coesione nazionale. Cementò il carattere degli italiani. Fece loro parlare per la prima volta un linguaggio comune, incontrando nelle trincee difficoltà linguistiche dovute ad un’unità presente solo sulla carta, ma non reale.

In quella grande esperienza collettiva tutti sono, a vario titolo, coinvolti e tutte le energie - economiche, sociali ed intellettuali - sono mobilitate per sostenerne il peso. Non solo i combattenti, dunque, sono chiamati a dare il loro contributo: le donne vanno a sostituire, in tutti i settori lavorativi, i reclutati; i giovani sono impegnati in diverse attività di supporto allo Stato belligerante.La complessiva mobilitazione della società è raggiunta facendo ricorso alle “armi” della propaganda, in modo massiccio, mentre l’educazione al patriottismo nazionale viene estesa a tutti i livelli sociali attraverso un proselitismo capillare. Istituzioni e mass media dell’epoca sono mobilitati per divulgare le “ragioni” della guerra, soprattutto dopo la disfatta di Caporetto. Ma anche in occasione della più grande sconfitta subita dal suo esercito, peraltro imputabile a moltissimi fattori, l’Italia seppe tuttavia risorgere, riscoprire la parte migliore di sé. Dopo Caporetto, lo spirito nazionale si risollevò. Le armate italiane ci portarono, in una completa  vittoria, sino a Vittorio Veneto, liberando Trento, giungendo a Trieste.Non sorprende che da questa gigantesca prova, definita per le fortissime perdite di vite umane "inutile strage" dal Pontefice Benedetto XV, siano scaturite un’Italia e un’Europa completamente diverse. Un'Europa ormai unita - anche se non mancano segni di crisi - in cui l'Italia svolge una funzione fondamentale sotto il profilo politico- economico.

In tale, nuova prospettiva, come celebrare una vittoria ormai lontana e legata ad eventi definitivamente superati dalla storia? Nel 1967, le Poste Italiane emisero un valore per commemorare la resistenza sul Piave, mentre  il ricordo filatelico del cinquantenario della Vittoria , nel 1968, venne affidato a  un'originale serie di  sei valori illustrata da scene di battaglie. Nel 2015, poi, è uscito un foglietto, pure caratterizzato da scene di guerra per commemorare il centenario della nostra entrata nel conflitto.

La celebrazione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale e della conseguente Vittoria è caratterizzata, invece  da un'emissione  non più  illustrata da scene di battaglia o da figure "eroiche" ma da soggetti per così dire "pacificati": da soldati feriti, ma pronti a riprendere il loro posto nella società, dalle madri di famiglia che, come sopra già espresso, portarono anch'esse il peso della guerra, da giovani temprati dal sacrificio e determinati a crearsi un avvenire :in una parola dalle varie componenti del popolo italiano coinvolto nella Grande Guerra.” (Roberto Saccarello, esperto di storia contemporanea)

Un grazie speciale a Roberto, all’illustre professor Di Stasi e a Padre Livio, Guardiano del Convento Francescano di Santa Margherita per le agevolazioni accordate in stretta, positiva collaborazione con S.E.Mons. Riccardo Fontana e  con Don Giovanni Tanganelli, presidente dell’Opera di Santa Margherita.

Nella foto, l'affresco realizzato dall'artista lodigiano Osvaldo Bignami.

Ivo Camerini