Il 26 febbraio ricorrono i sessant’anni dalla scomparsa di Gino Severini, uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento, figura di primo piano del Futurismo e instancabile protagonista del dialogo tra cultura italiana e francese. Un anniversario importante che il Circolo Severini di Cortona ha scelto di celebrare con un’iniziativa speciale, nel segno della memoria e dell’identità.
Proprio in occasione della ricorrenza, qualche giornio prima per ragioni logistiche, ossia il 21 febbraio ore 16,30, il Circolo Severini presenta alla Casa di Paese di Terontola il libro scritto dalla presidente del sodalizio, Lilly Magi, dal titolo “Gino Severini per me Cortona è l’Italia e l’Italia è Cortona”. Il titolo riprende una frase che l’artista amava ripetere frequentemente, quasi a ribadire quel legame profondo e mai reciso con la sua terra natale. Nonostante una vita trascorsa in larga parte all’estero, Severini non smise mai di sentirsi profondamente cortonese.
A dialogare con il pubblico sarà Paolo Giulierini, figura di spicco del panorama culturale locale, nazionale e oltre.Inoltre saranno presenti l'autrice e l'editore Enrico Taddei.
Nato a Cortona nel 1883, Severini si trasferì giovanissimo a Parigi, cuore pulsante dell’avanguardia artistica europea. Qui entrò in contatto con artisti e intellettuali di primo piano, diventando uno dei principali interpreti del Futurismo insieme a Filippo Tommaso Marinetti e Umberto Boccioni. Le sue opere dedicate al dinamismo, alla danza, alla vita moderna e al mito della velocità lo consacrarono come uno degli artisti italiani più apprezzati all’estero.
Negli anni successivi, la sua ricerca si evolse: dall’entusiasmo futurista passò a un interesse per l’ordine, la classicità e la riflessione teorica sull’arte, mantenendo sempre un respiro internazionale. Pur vivendo a lungo in Francia, non recise mai il filo con Cortona, dove tornava e da cui traeva ispirazione, orgoglioso delle proprie radici.
La celebrazione di quest’anno non è soltanto un momento commemorativo, ma anche un’occasione di rinnovato orgoglio per la comunità. Ricordare Severini significa riaffermare il ruolo di Cortona nella storia dell’arte del Novecento e sottolineare come il talento nato in una piccola città possa parlare al mondo intero. È motivo di soddisfazione vedere come associazioni culturali, istituzioni e cittadini continuino a valorizzare la sua eredità, mantenendone vivo il ricordo attraverso incontri, pubblicazioni e momenti di confronto.
A sessant’anni dalla sua morte, Gino Severini resta un ponte ideale tra Cortona e l’Europa, tra tradizione e avanguardia. E quella frase — “Per me Cortona è l’Italia e l’Italia è Cortona” — suona oggi come una dichiarazione d’amore che il tempo non ha scalfito, ma anzi reso ancora più intensa e significativa. L'associazione che porta il suo nome è da venti anni che organizza eventi ed altro proprio in sua memoria e un pò perchè si continui a studiare e capire questo artista immenso del quale, secondo noi, tutto, tutto non è stato evidenziato