L’Etruria

Redazione

L’Automoto-teca del capitano Faralli

A Fratta di Cortona un museo con pezzi storici della motorizzazione civile e militare italiana. Dalla Lancia Aprila Cabriolet, usata anche da Hailé Selassié nel 1935 ad una  macchina da gita familiare degli ufficiali dell' esercito

L’Automoto-teca del capitano Faralli

Di passaggio a Fratta di Cortona ho avuto il piacere d’ incontrare il dottor Marino Faralli, detto Mino, già capitano dei Carabinieri, poi imprenditore aretino ed ora pensionato pendolare tra Arezzo e Cortona.

Pendolare precisamente con Borgo Fratta, dove è nato ed ha vissuto per gran parte della sua infanzia, adolescenza e gioventù e dove oggi è proprietario di una bella casa, da qualche anno trasformata in un Museo storico di grande interesse e ricco di pezzi storici e funzionanti della motorizzazione civile e militare italiana.

E’ un museo sui generis e forse unico in Italia e nel mondo per i beni di auto e moto che espone e che sono state raccolte con grandi sacrifici e passione.

Si va dalla Lancia Aprilia Cabriolet, usata anche  dal Negus Hailé Selassié nel 1935/6 ( con una sua storia rocambolesca raccontata in un apposito cartellone, qui nelle immagini pubblicate) alla  macchina da gita familiare degli ufficiali dell' esercito, alla Super Station Vagon di un presidente del Consiglio del primo Novecento e  tantissime auto e moto dei Carabinieri e della Polizia.

Tutte con una loro storia e con aneddoti che il già capitano Mino si diletta a raccontare con verve e maestria oratoria ai visitatori e alle scolaresche, che di tanto in tanto vi fanno visita.

Come commentato da un suo amico generale in visita a questo museo, quello del Faralli è una vera ed unica “ Automoto-Teca” che conserva e tramanda  la storia sconosciuta della motorizzazione militare italiana e soprattutto di quella delle nostre forze dell’ordine.

Da qualche anno poi il Faralli ha preso a collezionare anche targhe rare di auto e moto di tutto il mondo e , siccome in questi documenti di circolazione c’è la storia particolare ed individuale dei singoli mezzi e dei loro proprietari,  egli sta raccogliendo testi su testi, che forse diventeranno un libro unico più che raro.

Questa casa ed i capannoni che ospitano questo patrimonio di grande valore rappresentano un imponente  spazio di archeologia industriale, che unisce la storia, il restauro e la cultura dell’automobile e della motocicletta militare  italiana. 

Ad una visita breve come la mia, durata circa quaranta minuti, questo spazio  espositivo  è sembrato di grande interesse non solo per gli appassionati, ma anche per gli studiosi e i turisti che giungono a Cortona.

E’, infatti, una raccolta museale storica viva, cioè che trasmette  passione, lavoro, sport, storia, cultura, e, forse, non sarebbe male farne una istituzione pubblica per la nostra città, che da sempre ha nei valori della cortonesità il carattere del cosmopolitismo rinascimentale e di quel pluralismo culturale, che ci manda fieri del We are Cortona, cioè  del “ Noi siamo Cortona”; anche nei mille e più campi dell’ingegno e del fare umano contemporaneo.

Nella foto- collage di corredo, alcune immagini del capitano Mino Faralli tra i mezzi del suo museo, il cartellone con il testo della storia della Lancia Aprilia e il particolare anteriore con targa originale della stessa.

Ivo Camerini