L’Etruria

Redazione

I protagonisti del Gruppo Storico della Città di Cortona

Intervista a Alessandro Briganti, chiarina e responsabile delle chiarine

I protagonisti del Gruppo Storico della Città di Cortona

Per la serie delle interviste ai protagonisti del Gruppo Storico, in vista del trentennale del GS del 2024, abbiamo incontrato Alessandro Briganti, responsabile delle chiarine del GS da alcuni anni.

Come sei venuto a conoscenza del GS?

Sono entrato nel Gruppo Storico nel 2014. Al tempo non era facile conoscere il GS, perché non se ne parlava molto, soprattutto per chi non era di Cortona. Sono venuto alle prove grazie ad un ex-tamburino del gruppo. Sono arrivato quasi per caso.

Attualmente rivesti il ruolo di responsabile delle Chiarine. Come è cambiato il tuo ruolo nel tempo e anche il tuo approccio ad essere chiarina?

Sono diventato responsabile, quando ancora ero minorenne. All’inizio ero in affiancamento a “colleghi” con più competenze ovviamente. Nel tempo sono riuscito a diventare più autonomo, fino ad ora che gestisco in maniera indipendente le chiarine. Ci tengo a sottolineare che questa mia gestione non sarebbe possibile senza un bel gruppo affiatato di chiarine come il nostro. Noi siamo tutti uguali, non esiste un vero responsabile. Esiste soltanto una persona che gestisce le prove e le uscite, ma le chiarine mi aiutano costantemente in tutte le fasi.

Per quanto riguarda la mia evoluzione, posso dire senza dubbio che suonare la chiarina non è semplice. Ho migliorato anche grazie alla crescita che c’è stata all’interno del GS. Sicuramente gestire le musiche e interfacciarsi con tamburini e sbandieratori richiede oggi un impegno molto maggiore rispetto a quando sono entrato, perché stiamo crescendo non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente.

Quante chiarine fanno parte attualmente del GS e quante ce ne erano quando tu sei entrato a farne parte?

Attualmente grazie all’impegno dei responsabili e dei ragazzi siamo arrivati a 10 chiarine. Si tratta di un numero consistente, perché quando sono entrato io eravamo in 5-6 al massimo. Ma anche l’impegno e la presenza alle prove e alle uscite non era così assiduo come lo è ora. Abbiamo avuto anche alcuni anni di difficoltà in cui eravamo 1-2 al massimo. Pertanto siamo molto soddisfatti adesso. Con questo numero riusciamo anche a gestire le uscite al meglio.

Il periodo della pandemia è stato sicuramente duro dal punto di vista psicologico un po’ per tutti noi. In quei momenti quanto e come ti ha aiutato far parte del GS?

Per me durante la pandemia, ma soprattutto durante il lock-down, è stato fondamentale far parte del GS. Innanzitutto ci ha permesso di seguire un obiettivo vero, ovvero tenerci allenati per quando avremmo ripreso le prove. Questo ci ha dato speranza e ci ha tenuto attivi ed occupati in una attività sana. Non ci siamo realmente mai fermati e abbiamo continuato il miglioramento intrapreso precedentemente. Allo stesso tempo tramite le videochiamate siamo riusciti a mantenere vivi i rapporti tra di noi.

Che evoluzione hai visto nel GS negli ultimi anni?

Nel GS dopo la pandemia c’è stato un salto di qualità enorme: i ragazzi e le ragazze che ne fanno parte e anche quelli che entrano a farne parte rispetto a prima hanno una voglia di fare maggiore. Questo ci ha permesso di diventare quello che siamo ora: ovvero una grande famiglia.

Quale è l’uscita che ha un ricordo speciale per te?

Per me tutte le uscite sono stati speciali. Ogni uscita ha lasciato un segno.

Se devo citarne una, sicuramente la Giostra dell’Archidado del 2022, ovvero quella della ripresa dopo due anni di stop a causa della pandemia da COVID. In quella Giostra abbiamo portato il nuovo Inno dell’Archidado, che non era stato mai sentito da nessuno prima di allora. Mi ricordo molto bene il banditore che ha annunciato la nostra entrata in piazza e tutto il pubblico in piedi ad ascoltarci. Mi ricordo benissimo la tensione ed il silenzio assordante che c’era prima di iniziare e la emozione dopo averla suonata con la piazza entusiasta. E’ stato un momento indimenticabile.  

Che rapporto hai con i tuoi compagni che suonano la chiarina e con i tamburini e gli sbandieratori?

Il rapporto con le chiarine è di amicizia prima di tutto. Siamo una famiglia, che si impegna per portare avanti la stessa passione. Chiaramente siamo persone diverse. Le discussioni ci sono e ci saranno sempre, perché sono costruttive. Però siamo tutti pronti ad aiutarci, perché abbiamo uno stesso obiettivo: far crescere il GS. Con gli altri compagni del GS sia sbandieratori che tamburini c’è molta più comunicazione e collaborazione rispetto al passato soprattutto con i vari responsabili. Si è creata una atmosfera familiare e conviviale.

L’amicizia con i compagni di avventure ha un ruolo molto importante. Come si è evoluto nel tempo il tuo rapporto con gli altri ragazzi all’interno del GS?

Io sono molto grato a chi mi ha accolto all’interno del GS, perché mi hanno cresciuto come se io fossi un loro fratello. La magia del GS è aver creato un gruppo di amici di ogni età che condivide momenti diversi (prove, uscite, cene) insieme.

Durante questo 2024 verrà festeggiato il trentennale del GS. Ci puoi svelare cosa state preparando per quell’importante evento?

Non possiamo svelare cosa stiamo preparando. Vi preannuncio che noi musici ci siamo messi in moto con molto impegno per portare una sorpresa in piazza. Se sarete presenti, sarà molto bello poterla vivere e condividere con voi, perché sarà un passo fondamentale per il GS.

I motivi per cui si entra a far parte del GS sono i più diversi. Ci puoi elencare quelli che per te sono stati decisivi?

Sicuramente la possibilità di poter girare l’Italia e l’Europa con i propri amici. Inoltre ho avuto la possibilità di trovare un gruppo che ti accoglie senza pregiudizi e ti fa sentire parte di una famiglia. Questo mi ha permesso di affrontare anche un crescita personale all’interno del GS in questi anni.

Dalle espressioni di Alessandro emerge lo spirito di unione che caratterizza il GS e che ne permette la costante crescita.

Le foto qui pubblicate sono di Mattia Vagnetti.

Chiara Camerini