L’Etruria

Redazione

Il buio oltre la siepe

Letture utili per il nostro non facile quotidiano

Il buio oltre la siepe

 

Il nostro quotidiano si immergerà presto in una nuova depressione economica, civile e  sociale paragonabile, forse, a quella vissuta negli Usa tra il 1930 e il 1935.

Ricordo che a scuola negli anni 1980 feci leggere agli studenti To Kill a Mockingbird della scrittrice Harper Lee , uscito nel 1960 e pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 1962 con il titolo Il buio oltre la siepe. Si tratta di un romanzo che ci insegna a rifiutare quella forma di pregiudizio che contribuisce soltanto a generare negli uomini paura e crudeltà infondate. Al centro della narrazione di Lee sta la metafora della paura dell’ignoto generata dall’ignoranza. I personaggi sono di fantasia ma ispirati alla famiglia di Lee quando era bambina e viveva  nell’Alabama degli anni della grande depressione economica, quelli del periodo 1930-1935. Il titolo originale è riferito alla uccisione di un animale indifeso, in questo caso di un grande usignolo della  specie tipica del Nord-America. Il romanzo fu tradotto in un bel film da Robert Mulligan nel 1962, con attore principale il grande Gregory Peck.

Paura verso l’altro, uno dei mali grandi del nostro oggi. Uno dei più grandi disvalori che sta modificando la nostra società e che sta chiudendo definitivamente il grande Novecento. Quale nuova società verrà fuori da questa tragedia del Covid-19?

Nessuno ha risposte. L’unica speranza è che la società della collaborazione  si affermi su quella della concorrenza e la solidarietà trionfi sull’odio.

Intanto visto che stiamo chiusi in casa, facciamo buone letture e  questo romanzo della scrittrice Harper Lee è una buona lettura. E che il canto degli usignoli che da oggi, in questa primavera 2020, ascoltiamo dalle nostre finestre aperte sulle belle terre cortonesi e di Valdichiana ci sia di augurio, di buon auspicio.

Ivo Camerini