L’Etruria

Redazione

Quell’ Annibale di Camerini, alfiere e leader politico contro l’arroganza e la bramosia di potere.

Nel romanzo uscito a novembre 2025 un personaggio diverso dal solito clichè tramandato dagli storici: non solo condottiero, generale e stratega militare, ma anche alfiere di una vita politica di servizio alla comunità e alla democrazia istituzionale.

Quell’ Annibale di Camerini, alfiere e leader politico contro l’arroganza e la bramosia di potere.

Dal Generale di Brigata in Riserva dell’Esercito Italiano Riccardo Caimmi*, riceviamo e pubblichiamo volentieri.

 

Nel novembre 2025 è uscito in raffinata edizione tascabile il romanzo di Ivo Ulisse Camerini “I giorni e le notti di Annibale Barca tra Vallecalda e Cerventosa”. Si tratta di un’interpretazione astratta e inusuale dei giorni precedenti la famosa battaglia del Trasimeno del 217 a.C.; giorni che l’autore ricostruisce intrecciando la presenza di Annibale e delle sue truppe, con la vita, le tradizioni e la cultura delle popolazioni che all’epoca occupavano la montagna cortonese tra Vallecalda e Cerventosa , dietro il monte  Ginezzo. Tradizioni, cultura e vita pastorale  che molto probabilmente erano similari a quelle dei Colli del Trasimeno a nord di Tuoro (le modeste alture dei monti Gualandro, Castelluccio, Melino e, più in quota, Castel Rigone) dove secondo la maggioranza degli storici antichi Annibale avrebbe preparato l’agguato vittorioso agli eserciti romani di Flaminio e Servilio.

Camerini, ispirandosi nell’incipit ad Alessandro Manzoni, dà origine al suo racconto grazie al rinvenimento di un anonimo manoscritto che ricostruisce i giorni che precedettero la vincente battaglia del condottiero cartaginese contro i Consoli Flaminio e Servilio.

Il racconto, stratificato su piani differenti sotto il profilo temporale, politico e sociale, si sforza, non senza abilità, di connettere tra loro personaggi, eventi e situazioni: il collante è la presenza di Annibale, dei suoi generali e delle sue composite truppe in un territorio non ancora del tutto assoggettato ai Romani, dei quali le antiche popolazioni, ipotizza l’autore, avvertono soprattutto l’arroganza e la bramosia di potere.

Annibale, ben accolto, è avvertito da quelle antiche genti come un moralizzatore, un inviato dal fato, destinato a risanare i costumi di Roma dalla politica corrotta della maggior parte dei suoi governanti.

Non tutti, però: note personalità di giorni a noi non troppo lontani, quali politici, sindacalisti, ecclesiastici, professori e giornalisti ... vengono additate al grande cartaginese come esempi di virtù, nobili figure da non punire, una volta conquistata Roma, ma da rispettare.

A onor del vero le figure positive, delle quali l’autore traccia una breve biografia, non sono poche e nel racconto vi sono anche riferimenti a personaggi popolari del territorio, talvolta proposti in elenco.

Ulisse il giovane, figura di fantasia, che nulla ha a che vedere con il personaggio della commedia settecentesca dell’erudito Domenico Lazzarini, celebrato professore dello Studio di Padova (Ulisse il giovane tragedia dedicata all'illustrissimo, ... Girolamo Ascanio Giustiniani .., Padova 1720), introduce Annibale, ospite d’onore, tra i contadini, gli artigiani e i pastori locali; è Ulisse il giovane, che conosce la lingua cartaginese, a raccontare ad Annibale di alcuni Romani buoni da lui conosciuti a Roma, a presentare usi, tradizioni e persino ricette culinarie del luogo. Semplici figure quali maniscalchi, osti, allevatori di cavalli,agricoltori e boscaioli realmente presenti ai nostri giorni, fanno da contorno a questo racconto, trasportati, quasi per incanto, nei giorni che precedettero la cruenta battaglia.

Simpatica e funzionale alla narrazione l’idea degli ippogrifi che attraversano lo spazio e il tempo, facilitando da parte dell’autore l’uso del metaverso come strumento letterario idoneo anche al suo utilizzo di almeno cinque registri linguistici diversi.

La narrazione storica è gradevole e fantasiosa, ma l’eccessiva insistenza sui temi e su alcune figure politiche e sindacali ancor oggi generalmente stimate e con cui l’autore ha avuto l’onore e l’onere di collaborare nel suo peregrinare novecentesco, tende ad appesantire il libro, rendendone meno agevole la lettura, ma è un prezzo inevitabile da pagare ad un racconto che sa ben intrecciare temi e storie , che, seppur diverse e lontane, sono di grande interesse sociale, civile e umano.

E’ un racconto particolare e da minimalismo letterario novecentesco quello che Camerini offre con questo libro e che, stando alle buone vendite in atto, sta trovando, tra i cultori di una storia antica diversamente interpretata, tra le persone interessate alla cultura politica e in particolare tra gli abitanti del territorio ove si svolge la narrazione, lettori sicuramente interessati e ben richiamati dall’aspetto morbido ed elegante di un libro su carta vergatina settecentesca e con una copertina impreziosita dalla riproduzione del quadro ad olio del pittore cortonese Valerio Bucaletti. Quadro dedicato alla Battaglia del Trasimeno.

Per saperne di più: Ivo Ulisse Camerini, I giorni e le notti di Annibale Barca tra Vallecalda e Cerventosa. Un inedito racconto della Battaglia del Trasimeno del 217 a. C., Città di Castello, LuoghInteriori, novembre 2025. Nella foto-collage di corredo, il generale e scrittore storico Riccardo Caimmi e la copertina del romanzo di Camerini.

Riccardo Caimmi

* Riccardo CAIMMI è Generale di Brigata in Riserva dell’Esercito Italiano. Compiuti gli studi militari ha conseguito la Laurea in Lettere presso l’Università di Siena e il Master's degree in Peacekeeping & Security Studies all’Università Roma Tre. É Cultore di Storia Moderna presso l’Università di Perugia, membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria e della Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna. Autore di libri e articoli di storia e geopolica, è collaboratore del periodico dell’Esercito, Rivista Militare. Il suo principale campo di ricerca d’Archivio è la storia degli Antichi Stati Italiani. Ha presentato in più convegni relazioni attinenti ai suoi studi e al riguardo è stato intervistato da radio RAI e HRT (televisione croata).