Sabato, primo agosto 2026, con una Santa Messa Solenne nell’antica Pieve di Sant’Eusebio, Val di Loreto ha ricordato don Ferruccio Lucarini, l’amato parroco di San Pietro a Cegliolo morto nel giugno 2019 a quasi novantasei anni di età.
Don Ferruccio Lucarini, cui negli anni passati ebbi il piacere e l’onore di dedicare un Istant-Bokk , intitolato “ L’ultimo prete contadino”, è stato ricordato in chiesa da chi scrive, da Gloria Lucioli e da Alfredo Muffi, presidente dell’Associazione “ Club della doppietta a cani esterni Italia”.
L’evento di memoria religiosa e civile è avvenuto nel contesto delle tre giornate della “Prima Festa degli amanti del bosco e delle tradizioni”, organizzate, in Tavarnelle ed altre località, con instancabile passione ed impegno volontario da Alfredo Muffi e dai consiglieri della nota associazione dei cultori della caccia etica, rispettosa dell'ambiente. Di quella caccia cioè che si basa sul rispetto rigoroso delle leggi, sulla conservazione degli habitat naturali e su un prelievo selettivo limitato, mirando a mantenere l'equilibrio della fauna selvatica, evitando gli sprechi e riducendo al minimo l'impatto ecologico nei boschi e nelle campagne.
Come ha ricordato Muffi, anche don Ferruccio, negli anni del novecento, fu un cacciatore cortonese attento al valore e al rispetto degli animali e degli habitat delle nostre terre. Ma soprattutto (come hanno ricordato chi scrive e Gloria Lucioli prima della messa, e poi all’omelia don Tanislao Milik, che oggi è il parroco di tutta la Val di Loreto) don Ferruccio è stato un parroco esemplare della nostra Cortona cristiana del Niovecento. Un “ Buon Pastore” che seppe essere, per oltre settant’anni, il costruttore, la guida dei tanti cristiani, contadini prima e poi imprenditori agricoli, delle parrocchie chianine che gli furono affidate nel suo lungo esercizio pastorale. Egli fu l’anima della civiltà contadina cortonese e si fece ultimo tra gli ultimi, condividendo anche il faticoso lavoro di lavoro nei campi e di allevatore di maiali. Amato e rispettato da tutti i suoi parrocchiani, fu un fulgido esempio della grande scuola dei preti cortonesi usciti dal Seminario Vagnotti e fece sempre onore ai mandati ricevuti dall’ultimo vescovo cortonese, il santo Monsignor Giuseppe Franciolini, e da quelli aretini succedutigli dopo l’accorpamento della Diocesi con Arezzo. Don Ferruccio fu sacerdote degli ultimi e anche della filoxenia antelitteram quando, nei primi anni 1990, aprì le porte della sua canonica alle frotte di migranti, che, dalla Polonia post-comunista, venivano in Italia a cercare lavoro e futuro per le loro famiglie.
"Buon Pastore" di tutti, ricchi e poveri, don Ferruccio fu un vero protagonista della vita sociale cristiana della Val di Loreto. Con le sue iniziative parrocchiali, con le sue feste dedicate alla Madonna, a Santa Margherita e alla vita semplice degli agricoltori; con il suo catechismo ai bambini e alle bambine, con le sue recite del rosario nelle famiglie nei mesi di maggio e di ottobre; con le sue messe conciliari ed innovative nei riti, don Ferruccio è rimasto un prete mito non solo in chi l’ha conosciuto ed è stato suo parrochiano, ma anche nella memoria dei giovani di oggi, che lo ricordano attraverso i racconti dei genitori e dei nonni.
Chi vuole saperne di più, può rivolgersi a don Tanislao Milik che presto avrà in parrocchia qualche copia del piccolo libro dedicato a don Ferruccio e che verrà ristampato con un’offerta degli organizzatori della Prima Festa degli amanti del bosco e delle tradizioni. Una festa, che prosegue ancora oggi e domani, domenica due agosto, con tante iniziative e con la presentazione del libro di Roberto Mazzoni della Stella "30 anni di Caccia" e con la presentazione di un "Progetto" cortonese per la salvaguardia della Piccola Selvaggina Stanziale, coniugato al problema dell’invasione dei cinghiali. Per chi è interessato il programma è consultabile al seguente link: https://www.letruria.it/territorio/caccpescaselvicolturaagricoltura-e-tradizioni-locali-11020.
Nella foto collage di corredo, alcune immagini della messa in ricordo di don Ferruccio.
Ivo Camerini