L’Etruria

Redazione

 A Cortona , 800 cacciatori e otto squadre si preparano alla nuova stagione venatoria 2026/2027

Su questo tema e sulla sfida della biosicurezza che viene dalla peste suina in atto, l’intervento del Vicesindaco Paolo Rossi

 A Cortona , 800 cacciatori e otto squadre si preparano alla nuova stagione venatoria 2026/2027

Settembre è anche il mese dell’apertura della caccia e i cacciatori cortonesi ( 800 unità e otto squadre)  sono già pronti con i fucili ben oliati. Su qust’importante eventp e sul tema della biosicurezza ( peste suina africana) strettamente connesso abbiamo sentito il Vicesindaco di Cortona, Paolo Rossi, anche lui cacciatore e attento tutore dell’ ambiente cortonese.

Ecco il testo che ci ha inviato e che pubblichiamo integralmente.

La nuova stagione venatoria si apre con l’attenzione rivolta anche alla Peste Suina Africana. Avviato il censimento delle case di caccia per verificare i requisiti delle strutture e programmare le misure di prevenzione

Con l’avvicinarsi della nuova stagione venatoria, a Cortona tornano protagonisti i numeri di un mondo che continua ad avere un peso significativo nella vita delle campagne: circa 800 cacciatori e otto squadre impegnate nella caccia al cinghiale.

Una presenza capillare sul territorio che quest’anno si confronta con una questione diventata sempre più importante: la Peste Suina Africana (PSA) e la necessità di rafforzare le misure di biosicurezza.

La PSA non rappresenta un rischio per l’uomo, ma costituisce una seria minaccia per i suini domestici e per il comparto degli allevamenti. Per questo la prevenzione coinvolge anche il mondo venatorio, chiamato a prestare particolare attenzione alle modalità di svolgimento delle battute, alla gestione degli animali abbattuti, alla pulizia delle attrezzature e alla movimentazione dei mezzi.

In questo contesto si inserisce anche la recente richiesta di censimento e ricognizione dei requisiti delle “case di caccia”, collegata all’Ordinanza Commissariale PSA n. 7/2025.

Attraverso gli ATC è stata avviata una ricognizione presso le squadre, alle quali viene chiesto di compilare una scheda con i principali requisiti strutturali delle strutture utilizzate come case di caccia.

L'obiettivo, viene specificato nella richiesta, è esclusivamente conoscitivo: raccogliere informazioni utili per avere un quadro del territorio e consentire una migliore programmazione delle attività legate alla biosicurezza e alla gestione del rischio PSA.

Per Cortona il tema assume una particolare rilevanza proprio per il numero delle persone coinvolte e per la presenza delle otto squadre di cinghialai.

Le case di caccia rappresentano infatti luoghi di ritrovo e di organizzazione dell'attività venatoria e, proprio per questo, la conoscenza delle loro caratteristiche strutturali può contribuire alla pianificazione delle eventuali misure di prevenzione.

Ma la partita della PSA non si gioca soltanto nelle strutture. Anche durante le battute diventa fondamentale adottare comportamenti corretti per evitare la possibile diffusione del virus attraverso scarpe, abbigliamento, attrezzature, veicoli o materiali che possono entrare in contatto con animali infetti.

Le squadre di cinghiale possono inoltre svolgere un ruolo importante nella sorveglianza del territorio. Chi frequenta quotidianamente boschi e campagne è spesso tra i primi a poter individuare eventuali carcasse di cinghiale e a segnalarne la presenza alle autorità competenti.

La nuova stagione venatoria si apre quindi con una doppia responsabilità: da una parte la gestione della presenza del cinghiale, anche alla luce dei danni provocati alle colture agricole, dall'altra la necessità di mantenere alta l'attenzione sul fronte sanitario.

Per gli 800 cacciatori cortonesi e le otto squadre sarà una stagione nella quale tradizione e prevenzione dovranno necessariamente andare di pari passo.

Perché oggi la gestione del cinghiale non riguarda soltanto la caccia. Riguarda anche la tutela dell'agricoltura, degli allevamenti e dell'equilibrio del territorio. E la biosicurezza, soprattutto di fronte al rischio PSA, diventa una responsabilità condivisa.”

L'apertura generale della stagione venatoria 2026/2027 in Toscana è fissata per domenica 20 settembre 2026 (la terza domenica di settembre), mentre la stagione si concluderà il 31 gennaio 2027.

Prima dell'apertura generale, la Regione Toscana ha autorizzato due giornate di preapertura anticipata (già parzialmente svolte o in corso): Mercoledì 2 settembre 2026 (prima giornata) e Domenica 6 settembre 2026 (seconda giornata)Orario: Dalle ore 06:00 alle ore 19:00. Specie cacciabili in deroga: Storno, tortora dal collare e piccione.

Regole per la preapertura: Consentita solo ai cacciatori residenti anagraficamente in Toscana e nel solo ATC (Ambito Territoriale di Caccia) di residenza venatoria, con obbligo di tesserino digitale.

Regole generali della stagione 2026/2027: Giornate di caccia: 3 giorni a settimana a scelta del cacciatore tra lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. Silenzio venatorio: Martedì e venerdì sono giorni di divieto assoluto.

Nella foto collage di corredo, un primo piano del Vicesindaco di Cortona, Paolo Rossi e il manifesto diffuso dalla Regione Toscana sui comportamenti da tenere in merito rischi legati alla Peste suina africana per chi va nei boschi e in campagna a caccia. Comportamenti che è bene siano osservati anche da coloro che vanno a camminare, passeggiare o correre in montagna e in campagna.

Ivo Camerini