L’Etruria

Redazione

Con Severini Cortona porta la sua estate sul palcoscenico internazionale . Arte, amicizia,dialogo e spiritualità nelle opere del firmatario del Manifesto del Futurismo.

Inaugurata la grande mostra “Gino Severini. Modernità come dialogo" con una solenne cerimonia al Centro Convegni Sant’Agostino

Con Severini Cortona porta la sua estate sul palcoscenico internazionale . Arte, amicizia,dialogo e spiritualità nelle opere del  firmatario del Manifesto del Futurismo.

Dal cinque luglio al primo novembre 2026, Cortona sale sul palcoscenico internazionale della cultura con la grande mostra  "Gino Severini. Modernità come dialogo", ospitata al Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC) a Palazzo Casali.

Una mostra che è stata inaugurata ufficialmente sabato sera quattro luglio con una solenne cerimonia svoltasi, dalle diciassette alle diciotto e trenta, al Centro Convegni Sant’Agostino, con ospite d’onore Romana Severini, la figlia ottantanovenne del grande artista italiano e cortonese.

Un pittore, un artista che, esiliato dal suo paese natale appena quindicenne, dopo aver vissuto in estrema povertà a Roma ( dove fu uno dei più apprezzati allievi di Giacomo Balla), dal 1906  visse la sua condizione di giovane artista esule  a Parigi dove, partecipando attivamente alle avanguardie artistiche e letterarie del primo novecento, che nella capitale francese di quegli anni  avevano il loro terreno privilegiato di sperimentazione ed affermazione,fu uno dei firmatari del Manifesto del Futurismo. Di quel movimento culturale che, fondato nel 1909 da Marinetti, ebbe in Boccioni, Balla e Severini i suoi maestri che si confrontavano con pennelli e parole con quelli dell’Espressionismo, del Cubismo, del Dadaismo e del Surrealismo.

Affermatosi come punta di diamante del Futurismo , Severini divenne poi amico, tra gli altri, di Modigliani, Picasso e del filosofo Maritain. Con quest’ultimo dialogò non solo di arte, ma anche di religione e spiritualità, scegliendo di riposizionare successivamente (dal 1923, come documentano le lettere della loro corrispondenza, cfr. Correspondance Gino Severini-Jacques Maritain, Édition établie, présentée et annotée par Giulia Radin, Olschki, 2011) la sua arte e la sua vita sui binari della neoscolastica europea.

In questo senso la scelta della mostra cortonese, dedicata a Severini a sessant’anni dalla sua morte (26 febbraio 1966), di presentare ottanta sue opere , provenienti da diversi musei e collezioni   e , in gran parte, già possedute dal Maec, con al centro i capolavori del PanPan (Danse du Pan-Pan à Monico)  e della Maternità, attraverso un percorso tematico, che trova  il suo filo d’Arianna nel tema del “ dialogo”; cioè di un tema di estrema attualità culturale, politica, sociale ed economica, rende questa mostra molto interessante ed allestita in maniera coinvolgente, facendo sposare con bell’eleganza la seduzione della pietra serena di Palazzo Casali con le luci e i suoni della multimedialità e con la grafica delle stele.

Molto snelli e puntuali i discorsi della cerimonia inaugurale, a partire dal sindaco Luciano Meoni in fascia tricolore, alle emozionate parole conclusive di Romana Severini, passando per gli interventi del Lucumone dell’Accademia Etrusca, professor Luigi Donati, delle curatrici Daniela Fonti e Margherita d'Ayala Valva, della professoressa Francesca Piqué, del presidente della BPC, professor Andrea Cardoni, dell’Assessore alla Cultura di Cortona, il maestro di musica e pianista internazionale Francesco Attesti, del Prefetto di Arezzo, Clemente Di Nuzzo, di Alessio de Cristofaro, direttore del Ministero della Cultura, di Paolo Baldi dirigente alla Cultura della Regione Toscana.

Tanti gli ospiti d’onore presenti alla cerimonia di inaugurazione e al taglio del nastro. Scusandoci con i tanti che non siamo riusciti ad annotare nel blocnotes,non possiamo non segnalare le presenze del Vicedirettore di Bankitalia, dottor Gian Luca Trequattrini, dell’arcivescovo emerito di Lucca, Mons. Italo Benvenuto Castellani,  dell’Assesore alla Cultura di  Castiglion Fiorentino, avvocato Massimilaino Lachi e del Direttore Generale BPC, dottor Roberto Calzini. Un ringraziamento particolare per la realizzazione di questo “blockbuster “ va al dottor Paolo Giulierini, dirigente cultura del comune di Cortona e Conservatore del Maec.

Per gli orari e le visite alla mostra consultare il sito  https://cortonamaec.org/mostre-temporanee/gino-severini/   

Nella foto- collage di corredo, alcune immagini della serata cortonese di omaggio a Gino Severini e dell’inaugurazione della mostra.

Ivo Camerini