L’Etruria

Redazione

Giancarlo Tizi, un “cislino anomalo” tra Terni,Perugia e Bologna

Giancarlo Tizi, un “cislino anomalo” tra Terni,Perugia e Bologna

Nei primi giorni di questa infuocata estate 2026, mentre ero a Viepri in visita al mio amico umbro Ennio Camilli, storico sindacalista cislino dei chimici ternani ed umbri, ho avuto la fortuna ed il piacere di ritrovare , anche se solo tramite una piacevole e simpatica chiacchierata telefonica un altrettanto caro e stimato amico: Giancarlo Tizi.

Con Giancarlo, “cislino anomalo” come Ennio, i contatti e le veloci chiacchierate avvennero negli 1988-1992. Anni in cui fui segretario regionale della Usr-Cisl dell’Umbria con delega alle politiche sociali, alla formazione, alla scuola, alla comunicazione e agli immigrati, che proprio in quegli cominciavano a far sentire la loro presenza anche nelle terre dell’Italia centrale, che allora chiamavamo la “Terza Italia”. Furono incontri e chiacchierate molto istituzionali e di cultura sindacale, essendo Giancarlo Tizi il responsabile del Patronato Inas-Cisl dell’Umbria, con sede in Perugia. Comunque essendo la Cisl dell’Umbria una realtà sindacale importante dal punto di vista simbolico per le ovvie matrici cristiane e francescane di quelle terre, ma una realtà piccola dal punto di vista organizzativo degli iscritti, la struttura regionale aveva compiti di guida e coordinamento su una famiglia di soci che allora, nelle tre province, assommava circa quarantamila iscritti, il segretario generale di allora, che faceva riferimento politico  agli amici della destra democristiana locale, pur usufruendo dell’appoggio di minoranze cisline a-democristiane, verticalizzando a sé tutte le politiche sindacali della Usr lasciava spazi uguali a zero a me e all’altro segretario regionale e questo fu il motivo dei miei sporadici, anche se sempre molto umani ed interessanti sul piano della dialettica sindacale, con Giancarlo.

Giancarlo ( che nei primi anni 1990, subendo un grave lutto familiare, dopo aver avuto azioni di isolamento e vero e proprio mobbing sindacale interno, perché accusato,ingiustamente, di aver organizzato una contestazione al segretario generale della Cisl, Franco Marini, durante un suo comizio a Terni, si trasferì alla Cisl di Bologna, dove viveva un suo figlio, come racconta in un appunto sulla sua vita di sindacalista, che, dopo la nostra telefonata da casa Camilli, mi ha cortesemente inviato tramite mail) è stata una conoscenza, che, seppur breve e molto sfilacciata, ha lasciato in me un positivo e bel ricordo. Un ricordo legato anche alla sua passione di colombofilo, perché essendo allora, e forse lo è ancor oggi alla bella età di novant’anni, un allevatore di colombi viaggiatori, in quei miei anni umbri egli era socio della Colombofila Italiana cortonese, che aveva sede in Terontola e una volta, essendo io pendolare proprio da Cortona,  mi diede un piccolo incarico di portare al presidente  una lettera o il pagamento di una quota associativa annuale,non ricordo con precisione.

L’averlo ritrovato poco più di un mese fa e l’aver avuto con lui una bella e lunga chiacchierata “de universo mundo” da casa Camilli mi ha fatto molto piacere. Aver poi ricevuto quattro sue paginette di biografia, che me lo hanno restituito come un cislino-doc della grande Cisl, sindacato anomalo di Pastore, Carniti e Marini, è stato un dono che ha toccato il mio cuore di pellegrino sulle strade del mondo e di appassionato di storie vere di sindacato italiano.

Giancarlo Tizi è una vera e bella storia sindacale dell’Italia novecentesca che si libera dalle subalternità sociali, economiche e culturali, divenendo protagonista attiva della conquista di quei diritti del lavoro e di dignità umana, che oggi sono nuovamente messi in discussione e in molti casi aboliti.

Giancarlo, nato a Terni nel 1936 e figlio di una famiglia operaia, respira aria di lotta sociale e politica di sinistra fin da bambino e dopo gli studi da ragioniere, per un caso fortuito, ma quasi da segno del destino, dopo molto volontariato , entra come impiegato al Patronato sindacale della Cisl ternana.

Essendo molto in gamba , nel giro di qualche anno egli viene chiamato a Perugia dal grande e mitico sindacalista Roberto Romei, allora segretario della Usp-Cisl del capoluogo umbro, come responsabile dell’Inas provinciale perugina. Si trova, insomma molto giovane, come si diceva allora, a fare l’avvocato dei poveri.

Giancarlo assolve con grande professionalità a quest’incarico e diviene un importante punto di riferimento per tutto il patronato Inas e per tutta la Cisl dell’Umbria. Naturalmente fino a quando essendo, fuori dalla sede sindacale, un apprezzato seguace della sinistra comunista democratica  e  del Manifesto, non viene intrappolato politicamente in un’accusa di lesa maestà al segretario generale della Cisl che, in comizio unitario a Terni , era stato pesantemente fischiato dagli iscritti alla Cgil, che in quel periodo faceva ancora da cinghia di trasmissione di quel Pci, che, con la svolta occhettiana della Bolognina, stava trasformandosi in Pds. Fischi che, secondo alcuni cislini della destra democristiana cislina, sarebero stati organizzati da Giancarlo, cislino anomalo e che quotidianamente leggeva il Manifesto. Niente di più strumentale, ma quasi come sempre avviene in sede politica, la menzogna ad arte diffusa nei livelli alti della Cisl, divenne  verità e il Tizi passò brutti tempi di quaresima medioevale, di isolamento organizzativo e di vero e proprio mobbing.

Giancarlo , con la schiena dritta,  essendo una persona onesta, fiera e coerente, che non si piega ai compromessi, alle ingiustizie o ai potenti,  si difese ed ebbe la sua vittoria molto tempo dopo quando, purtroppo un grave lutto familiare ( la perdita di un giovane figlio) lo costrinse a riorganizzare la sua vita e a chiedere un trasferimento all’Inas di Bologna, dove oggi è felice cittadino felsineo  e rispettato pensionato novantenne,iscritto alla Lega dei Pensionati Cgil e  coltivatore di orto familiare oltre che amatissimo nonno. Onore e meritato posto nella  memoria attiva della storia sindacale italiana ( di cui mi sono occupato per diversi decenni dirigendo l’Archivio nazionale della Cisl e su cui ho scritto non poche pagine di letteratura storica) anche  per questo “ splendido cislino anomalo”, che ha segnato le tappe della sua vita tra Terni, Perugia e Bologna. Nella foto-collage di corredo, un manifesto dell' Inas, la copertina della mia Guida all'ASN-Cisl, consultabile nel sito online del Senato della Repubblica, più le quattro pagine in cui Tizi mi ha riassunto la sua biografia sindacale.

Ivo Camerini