Secondo il darwinismo sociale di fine Ottocento la guerra era la selezione dell' umanità. Una concezione aberrante che il Secondo Novecento sembrava avere respinto e rifiutato, ma oggi in questo inizio di ventunesimo secolo la guerra è tornata prepotentemente a selezionare e dividere l' umanità tra alcuni che usandola come mezzo per fare soldi si arricchiscono immoralmente e in maniera stragrande gettando gli altri in miseria, in povertà materiale e , purtroppo, osannando i modelli di violenza sociale, economica e politica, anche nella povertà spirituale. I pochi tiranni dell' ovest del mondo che con la forza delle armi si sono fatti padroni del mondo non accettano visioni, modelli di società statuale nazionale e internazionale diversi dalle loro. Siamo ormai al pensiero unico subdolo e devastante della società consumistica di rito Usa, che ormai vuole e pretende come diritto divino il dominio del mondo. Anche i tiranni dell' est del mondo non sono da meno e con la deterrenza dei loro arsenali nucleari vorrebbero costruire un unico grande impero est-centro.
Nel Secondo Novecento in tanti ci battemmo per arginare e sconfiggere il pensiero unico del sovietismo stalinista, avendo le guerre di resistenza al nazi-fascismo sconfitto il pensiero unico del Furer e del Duce. Oggi dove è quella società civile ribelle per amore di libertà, democrazia ed uguaglianza? Qualcosa si vede in giro. Ma sono impasti quasi senza lievito. Speriamo che il lievito buono di Papa Francesco e Papa Leone possano smuoverli e farne venire fuori del buon pane per una nuova stagione di libertà e democrazia Italiana, europea e mondiale.
Aristotele diceva che senza speranza non c è futuro. E allora seminiamo e coltiviamo speranza soprattutto nelle nostre " piccole patrie ". Piccole Patrie che da sempre sono sale e lievito di una umanità che abbia ancora come primato l' uomo e non i soldi e la guerra per farli. Questo significa che è urgente diffondere sale e lievito di un'umanità autentica. Cioè che rimetta al centro la persona, la compassione e la pace, rifiutando la logica cinica del profitto a ogni costo e la distruzione della guerra. Rimettere a centro la dignità dell' uomo contro il mercato. Rimettere al centro il valore della vita e fare vincere il principio che l'essere umano vale per quello che è, non per quello che produce o possiede. Significa sapere che l''acqua, la terra, la salute e la cultura devono appartenere a tutti e non diventare armi di ricatto economico. Significa rifiutare la violenza e saper bene che la guerra è sempre il fallimento della politica e calpesta i più deboli per arricchire pochi mercanti di morte. In questo senso ognuno deve moltiplicare i piccoli, ma decisivi, gesti quotidiani di solidarietà e di giustizia sociale per far crescere una coscienza civile capace di scegliere la fratellanza, come ci insegnò ottocento anni fa San Francesco. Nella foto di corredo il recente libro pubblicato dalla giornalista della TV nazionale La7.
Ivo Camerini