L’Etruria

Redazione

La giustizia sbilanciata

Presentato nei giorni di fine 2019 il nuovo libro di Mario Federici

La giustizia sbilanciata

E’ un volumone, nel senso di grosso compendio e nonostante le ridotte dimensioni da diario liceale, quello pubblicato da Mario Federici sul finire dell’anno appena trascorso: Pillole di sovranità,Cortona 2019.

Nella veste grafica prende spunto dai tascabili del 1700 e anche il denso argomentare richiama le discussioni del cosiddetto secolo dei lumi su massimi sistemi che governano il mondo e le nazioni.

Mario Federici  , nel proporci le sue “pillole di sovranità”, parte da una tesi  bandita ed esiliata da decenni in quasi tutto il globo terreste , Europa compresa : “Lo stato democratico è quello dove il cittadino esercita la sua sovranità con il lavoro e con il controllo”.

Poi  il giudice in pensione Federici , quasi a volerci dare una “summula” della Costituzione italiana, per molti versi ancora non attuata e sopravvissuta in maniera piuttosto malconcia all’attacco renziano portatole nel 2016, argomenta la sua tesi per quasi cinquecento fitte pagine , dove riassume in tre aspetti  fondamentali il problema dell’esistenza umana. Primo : “la  capacità di capire i problemi e di trovare il modo di risolverli”. Secondo: “ la capacità di passare alla fase esecutiva, di lavorare, operare e darsi da fare per arrivare al risultato”. Terzo: “ il contenuto da dare alla propria esistenza , come cioè si deve vivere, cosa si deve fare, come ci si deve comportare con gli altri e con le cose”.

Inoltre, chiosa poi Federici,  non esiste un cittadino democratico ( e di conseguenza uno stato democratico) senza regole o con regole viziate, come hanno già storicamente insegnato Giulio Cesare, Niccolò Machiavelli e Francesco di Assisi.  Ma, soprattutto , non esiste democrazia se non c’è un cittadino libero e sovrano che vive in quanto tale o se nello stato la libertà e la sovranità sono solo affermate senza dare al cittadino la possibilità di realizzarsi attraverso il lavoro, come appunto recita l’articolo primo della nostra Costituzione : “ L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

La dignità del lavoro è la vera realizzazione del cittadino democratico cui lo Stato deve consentire , anche in ambito legislativo, di porsi alla pari con i pubblici poteri, di essere fermo e deciso nei diritti e nei doveri di controllo dal basso e di chiedere risposte concrete ad una giustizia che da troppo tempo appare sempre più sbilanciata verso chi comanda, chi dirige la res publica.

In tutto questo, mentre sempre più giovani in gamba lasciano il nostro paese per andare a lavorare all’estero, il rischio concreto per l’Italia è quello di affidarsi al cosiddetto “uomo solo al comando” . Cioè ad una rivivificazione del “dictator” dell’antica Roma , dove il popolo dovrà solo chinare il capo davanti al potere esecutivo, che vorrà anche una giustizia totalmente asservita e con bilancia totalmente pendente dalla sua parte.

Questo è il problema forte che il giudice cittadino Federici pone , riflettendo anche sui suoi decenni di amministrazione della giustizia nelle nostre terre cortonesi ed aretine.

Insomma, “ Pillole di sovranità” di Mario Federici è un libro raro. Un bel libro d'essai e di civismo che tutti i nostri liceali, i nostri giovani cortonesi farebbero bene a leggere salendo le scale della nostra Biblioteca comunale in quanto, ormai, è solo lì che si trova, essendo già esaurita la ristretta tiratura autorizzata dall’autore presso la Casa Editrice Calosci, che lo ha presentato  nella  vetrina natalizia dei suoi scrittori al Centro Convegni di Sant’Agostino.

Ivo Camerini