Per il valdarnese-cortonese Giuseppe Sisti Nozze d’Oro con amarcord extra-felliniano per un cammino sociale e familiare da campione maratoneta di una “vita di corsa”, piena di un quotidiano libero e appagante, riempito di felicità ed amore, vissuto con sorriso,ironia e avventura.
Altro che Work-Life Balance! Il quotidiano di Nonno Bany, al secolo Giuseppe Sisti, che tra le confortevoli mura domestiche camuciesi ha festeggiato i suoi cinquant’anni insieme con Ivana Ghezzi, sposata nel marzo 1976, nella Chiesa di San Lorenzo Martire dell’omonima parrocchia cortonese, è quello di un grande campione maratoneta della vita.
Nei giorni scorsi, ritornando da Perugia, sul far del primo pomeriggio, mi sono fermato a Camucia , al quartiere “ I Giardini “ per una visita di saluto ed auguri a Nonno Bany, già mitico Banana e da alcuni anni molto attivo sui social cortonesi, dove non manca mai di interloquire con intelligenza e con quell’antico principio del castigat ridendo mores, che purtroppo oggi quasi più nessuno sa cosa sia.
Salito al suo bell’appartamento al secondo piano del complesso residenziale, che negli anni 1980 fu innalzato sui resti della parte più popolare dell’antica necropoli etrusca di Camucia, ho trovato questo gigante e straordinario personaggio cortonese , seduto al tavolo del suo salotto, che dopo la mia telefonata mattutina con cui gli avevo preannunciato la mia visita, mi faceva accogliere dalla moglie signora Ivana e, con il suo caratteristico bel sorriso di persona perbene, di lavoratore lottatore e marciatore della vita, mi abbracciava e salutava come un fratello, anche se i nostri incontri e le nostre chiacchierate risalgono agli anni di fine Novecento e primi Duemila, quando alla mattina, all’alba, prima di correre al lavoro, si prendeva un caffè nell'allora frequentatissimo Bar Circolo Combattenti di Terontola.
Sono passato da lui per degli auguri personali relativi alle sue Nozze d’Oro, ai suoi cinquant’anni di vita insieme con Ivana, soprattutto perché, in questi ultimi anni in cui non è più sorretto dalle sue gambe, che forse hanno corso un po’ troppo, sulla mia pagina Fb, Giuseppe è stato una presenza educata, attiva e sempre rispettosa delle idee diverse dalle sue.
Giuseppe ha avuto un quotidiano coronato non solo da benessere materiale e vita familiare all’antica , ma anche e soprattutto dal dono di una brava e splendida figlia come Francesca, che gli ha regalato le adorate nipotine Anna ed Aurora.
Fatti gli auguri e scattata una foto ricordo, Giuseppe, sempre assistito e coccolato dalla sua Ivana, che va e viene dalla cucina, dove gli sta preparando una cena da gourmet, mi mostra le immagini ed i cimeli della sua straordinaria e appassionata vita fatta di lavoro e di mille impegni sportivi, artistici,sociali e civili.
Tante sono le cose belle che contiene la sua bisaccia di vita che ancora porta con grande orgoglio sulle sue possenti e robuste spalle: dalle mille avventure di un infanzia vissuta nella realtà contadina di Laterina dove il babbo Enrico, dopo gli studi in seminario e un breve lavoro da amanuense vaticano o copiatore di bolle e testi pontifici,come si dice oggi, aveva messo su famiglia con mamma Emilietta, provetta sarta valdagnese; dal lavoro amato di ruspista adolescente a quello altrettanto amato di camionista della RDB; dal servizio militare come sportivo e pugile dilettante nell’Esercito Italiano all’organizzazione di eventi musicali di grande livello anche quando erano svolti per beneficenza come e quello cortonese per il Mayer.
Giuseppe mi ricorda tutto con la felicità e il sorriso di chi sa di aver avuto una vita piena e fortunata, nonostante tutto, nonostante le tante faticacce e il sonno perso. Una vita fatta di tanto lavoro, ma anche di tante soddisfazioni, di tante avventure e anche performances artistiche, come viene raccontato in alcune pagine del bel libro che mi regala: “ Aretini fori de l’orbita. Avanzi di Balera; il libro del trentennio avanzista 1996-2026”.
Una simpaticissima pubblicazione da cui ho tratto alcune delle immagini che corredano questo articolo e che, oltre alla riproposizione di due sue storiche foto, gli dedica questo meritatissimo e bel riconoscimento: “ In questo trentennio gli Avanzi hanno potuto contare su moltissimi amici che li hanno aiutati a realizzare i loro sogni artistici. Uno di questi è il Banana, al secolo Giuseppe Sisti, che ha spesso interpretato ruoli impegnativi come il Killer in Haltaramatch, l’infermiere capo in Elettroencefalogramma concavo e il camionista violento nel corto di Rai Cinema; lo volevano trattenere a Roma, visto che ‘ bucava’ davvero lo schermo”.
Dopo aver preso il gradito libro, salutandolo con un grande abbraccio , assieme alla signora Ivana, mi avvio verso la porta di uscita e mando loro un ultimo saluto con un applauso e con un : “ Lunga vita a tutti e due , ma soprattutto a te, caro Nonno Bany. Non far mancare mai ai tuoi concittadini cortonesi il tuo sorriso che sa correggere i costumi, le mode del non facile oggi e, da potente strumento educativo qual è, è capace di riformare i i comportamenti umani con la mitezza del riso, rifiutando la severità, l’autoritarismo, l’arroganza dei tanti neocapitalisti e fascisti in doppio petto, che tentano ancora una volta di padroneggiare il mondo e ridurre a sudditi i cittadini”.
Grazie Giuseppe e Ivana per la vostra cortese e fraterna accoglienza! Nella foto collage di corredo alcune immagini di Nonno Bany, con al centro quella con la moglie Ivana e quella con le nipotine, che cortesemente mi ha concesso di pubblicare in esclusiva per L’Etruria
Ivo Camerini