L’Etruria

Redazione

Tornia riparte dalla Festa di San Giovanni e dal ricordo delle sue giornate

il 19 giugno ritrovo nell'antica chiesa di tutti i torniesi e dei loro amici, montagnini e non.

Tornia riparte dalla Festa di San Giovanni e dal ricordo delle sue giornate

Da alcuni giorni al Bar Portole e anche in altri bar cortonesi sono in distribuzione i volantini preparati da don Gerardo per l'annuale Festa di San Giovanni. Quest'anno la storica festa del Santo Patrono di Tornia verrà celebrata domenica 19 giugno 2022 , come da programma qui riportato nella foto di corredo.

Tornia è oggi uno dei tanti borghi quasi disabitati della montagna cortonese, ma nei secoli passati fu un centro di civiltà contadina montagnina davvero importante. Famose le sue forche costruite dai torniesi e messe alla piega nella loro piazzetta principale, che una volta stagionate e rifinite venivano vendute al mercato del sabato a Cortona. Altrettanto famosa la civiltà contadina immortalata nei suoi componimenti letterari in dialetto dal parroco ottocentesco Don Francesco Chiericoni, al secolo Maranguelone Cerro da Tuorgna ( cfr. Franco Lunghi , titolare dell'Albergo Portole, possiede tutta l'opera dialettale di questo raffinato ed istruito prete cortonese morto in esilio a Vernazzano, nella vicina montagna umbra).

Altrettanto note le giornate del fine giugno 1944 quando i torniesi furono rastrellati dai tedeschi e si salvarono solo grazie alla fede e al coraggio del loro giovane parroco don Giovanni Salvi.

Il titolo del volantino stampato da Don Gerardo , superiore della Comunità di San Massimilaino Kolbe di Aversa, attuale responsabile della Chiesa di Tornia, senz'altro fa riferimento a quelle drammatiche vicende del giugno 1944 e oggi rievocate perché il ricordo non abbia a sbiadire e servano da monito per coloro che fanno i guerrafondai e detestano la pace.

Insomma, l'invito di don Gerardo è bene che venga accolto da tutti coloro che amano la montagna cortonese e desiderano passare una giornata in mezzo al verde e al silenzio di un borgo medioevale la cui bellezza,  nella fantasia dei torniesi  del passato, veniva osannata dal detto popolare " se Tornia avesse le porte, sarebbe meglio di Romma mille volte".

A don Gerardo Belzaino che , come da consuetudine, offrirà anche un rinfresco, le indicazioni di Maranguelone per una merenda alla torgnese: “Donqua: Nissun Obbroco e Gnente Arinfacciamenti  - 'Gni capoccia metta la canella a l’usciolo de la su’ meglio botte, asombe tra la sembala del lo ziro ‘na forma (o anche do') de checio de le su’ pequere, stagioneto commese devetu l’asse de oppio e unto ben beneco’ la morca (el latte deve esse quelo munto tu la su' stalla e, si la massèa è brèva, anco 'n po' de caciuolo); afette senza fe’ culumia (e manco tanto fino) el priciutto aringuatto pe’ l’uso de famiglia (i poviri van fatti el giorno da ‘gni giorno: per SAN GIUAGNI 'nn è 'l chèso de fasse portè per bocca. Ce sirà tanta razzumaglia e per gionta mo' n c'è manco più 'l "TORDO", bonannama!)

Allora il 19 giugno, tutti a Tornia!

Ivo Camerini