L’Etruria

Redazione |

Giornalisti in festa per i centotrentaquattro anni anni dell’Etruria, cinquanta della nuova edizione

Giornalisti in festa per i centotrentaquattro anni anni dell’Etruria, cinquanta della nuova edizione

Il ritrovo alle undici per la Festa dei giornalisti davanti alla chiesa di San Filippo Neri per la Santa Messa. Un momento di aggregazione autentico, con i canti dei ragazzi a riempire la navata e a dare un tono ancora più intenso alle parole del Vicario don Giovanni Ferrari che ha rivolto ai giornalisti presenti un saluto affettuoso e un augurio sincero per il futuro, ricordando il valore di un’informazione che nasce dal territorio e che al territorio restituisce identità. A vigilare sui fedeli e sui suoi cortonesi Mons. Ottorino Capannini, tra strette di mano e dialoghi sereni con la sua comunità. Dopo la funzione religiosa tutti alla volta della Fortezza del Girifalco, per un appuntamento con un autentico pezzo di storia: la vecchia tipografia dell’Etruria. Qui si parla addirittura del torchio dell’Ottocento, utilizzato fino alla morte di Raimondo Bistacchi, detto Farfallino, direttore dell’Etruria dal 1922 al 1973. Davanti a queste macchine si percepisce la fatica del mestiere: il rumore secco della stampa, l’odore dell’inchiostro, la manualità necessaria per comporre ogni singola pagina. Un’epoca che sembra lontanissima e difficile da immaginare, se non fossero rimasti questi segni tangibili di un passato che si può ancora toccare con mano. È lì che si capisce cosa significhi davvero “fare un giornale”: non solo scrivere, ma costruire fisicamente una voce. Nel 1973 l’Etruria si ferma per tre anni. Un silenzio che avrebbe potuto essere definitivo. Fino a quando un gruppo di cortonesi decide che quella voce non può spegnersi così. Si riparte allora con la stampa offset, l’evoluzione della litografia: il giornale torna nelle case dei cortonesi sotto la direzione, dal 1976 al 1979, di Enzo Tortora. Il timone passa poi all’attuale direttore Vincenzo Lucente che oggi festeggia i cinquant’anni della nuova edizione. “Ho fatto anche il tipografo”, racconta con l’autorevolezza di chi ha vissuto il giornale in ogni sua trasformazione, dalla carta alla tecnologia, dalla fatica manuale alla modernità. Infine, tutti intorno a un bel tavolo, ospiti della mitica Lilly al Caffè del Teatro. Un pranzo ricco di prelibatezze e un importante momento di confronto. Tra una portata e l’altra, per finire con la bellissima torta di Laila Peruzzi, si sono intrecciati ricordi, aneddoti, riflessioni sul mestiere e sul futuro. Sullo sfondo le immagini e le parole di Giampaolo Marchini, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, che ha voluto essere presente con un video saluto. “Un percorso di valore lungo centotrentaquattro anni anni quello dell’Etruria che attraversa addirittura tre secoli. È un evento raro e prezioso riuscire a mantenere nel tempo una voce unica, straordinaria e soprattutto libera. Un giornale come l’Etruria non è solo carta stampata: è anche memoria collettiva e presidio democratico”. Il pranzo è un’occasione importante per parlare di libertà, di ascolto e di pluralità. “L’Etruria nasce come giornale libero”, ha ricordato il direttore Lucente. “Abbiamo sempre ascoltato tutti. Sull’Etruria trovano spazio tutte le idee, anche le più diverse”. Ed è proprio questo il punto: poter continuare a pubblicare sulla stessa pagina opinioni differenti. È questo il principio democratico e il senso profondo della libertà di stampa. “Certo, le difficoltà non mancano”, spiega Lucente. “Molti abbonati storici non ci sono più. I figli vivono altrove e spesso non rinnovano l’abbonamento”. È una sfida concreta, legata ai cambiamenti generazionali e alle nuove abitudini di lettura. Forse proprio per questo, per Pasqua, si potrebbe pensare a un regalo diverso: al posto della solita sorpresa nell’uovo, perché non regalare un abbonamento all’Etruria? Centotrentaquattro anni di storia sono un patrimonio importante per tutti, anche per i più giovani. L’augurio è che l’Etruria possa continuare così, come voce libera non asservita a nessun potere. Un giornale capace di raccontare e di ospitare opinioni diverse senza paura, per continuare a offrire ai propri lettori uno spazio reale di confronto. Viva l’Etruria!

Rosella Schiesaro

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