L’Etruria

Redazione

Quel piccolo, grande ponte dei lupetti cortonesi davanti alle scale di Palazzo Comunale: un bel fiore di speranza che accarezza il cuore

Nel pomeriggio di vigilia della Festa di Santa Margherita, gli scout del Branco Lupetti de “ Le Vecchie Mura” testimoniano  in Piazza della Repubblica  la voglia di un mondo senza guerra e violenza

Quel piccolo, grande ponte dei lupetti cortonesi davanti alle scale di Palazzo Comunale: un bel fiore di speranza che accarezza il cuore

Passare in Piazza della Repubblica a Cortona verso le quattro e mezza di sabato 21 febbraio 2026, vigilia della Festa invernale di Santa Margherita e vedere una ventina di cuccioli ( pardon di “lupetti” ) cortonesi che in cerchio costruiscono un loro piccolo, grande ponte della pace e che, discutendo di un mondo senza guerra e violenza, si mettono a pregare (ed invitare a pregare) Gesù affinché riporti fraternità e condivisione in terra,è un evento che prende il cuore, che non lascia indifferenti e ti fa fermare per unirti alla loro preghiera , alla loro testimonianza di amore umano e cristiano.

E’ un bel fiore di speranza, che sboccia improvviso, come i fiori di mandorlo di questi giorni, sulle pietre storiche a suo tempo calpestate anche dalla Santa Patrona della nostra città e che, con la sua fiammella di luce, ti rincuora davanti al buio di una  tempesta che da troppi mesi avvolge e sconvolge il mondo”, come, con un grande sorriso e gli occhi pieni di luce,mi dice una commossa e affascinata Laura Laureto, la nota stilista  uscita dal suo atalier , che si trova tra le due piazze cortonesi,  per partecipare all’evento.

Il lupetto Adriano, accompagnato da altri due lupetti, mi offre un foglietto con la loro preghiera a Gesù e Chiara,la capo Branco dei Lupetti delle Vecchie Mura, dopo la preghiera collettiva, invitandomi a scattare qualche foto per il giornale, mi dice: “in occasione del Thinking Day (la Giornata del Pensiero), celebrata in tutto il mondo nel weekend del 21 e 22 febbraio per ricordare la nascita del fondatore degli scout Robert Baden‑Powell e di sua moglie Olave Baden‑Powell, il Branco dei Lupetti “Le Vecchie Mura” del gruppo scout AGESCI Cortona 1, ha proposto un momento pubblico dedicato alla pace. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato lo scorso ottobre con la partecipazione alla Marcia Perugia‑Assisi, proseguito con incontri e attività sul tema di ciò che rompe la pace e di ciò che può aiutarci a ricostruirla.

Con il linguaggio tipico dello scoutismo, il gioco, i bambini e le bambine dagli 8 agli 11 anni hanno costruito un piccolo “kit di verbi preziosi” per la pace: conoscere, dialogare, proteggere, accogliere, cercare giustizia. Nelle settimane precedenti, ogni lupetto aveva inoltre condiviso con il Branco informazioni su un conflitto in corso nel mondo, raccolte poi in uno speciale planisfero.

Oggi, in piazza del Comune a Cortona, proprio quel planisfero è stato al centro di una semplice installazione: le due facce della moneta (i problemi e le possibili soluzioni) unite da un ponte simbolico, segno dell’impegno a non restare a guardare e a mettersi al servizio della pace.

Le azioni dei più piccoli ( buone azioni quotidiane, gesti concreti di carità e preghiera personale e comunitaria ) possono sembrare piccole, ma si nutrono dell’ascolto delle tante persone che si sono fermate e del sostegno delle famiglie. Perché è da piccoli che si inizia a diventare grandi, cercando ogni giorno di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”.

Mentre riprendo le immagini che vengono pubblicate in foto collage, nel cielo azzurro risonano i din don dan delle campane del Santuario di Santa Margherita, dove i sacerdoti e il popolo cortonese stanno aprendo l’urna per la festa invernale della Santa Patrona di Cortona.

A questo cielo sopra Cortona, illuminato dal bel sole primaverile e che guarda al mondo intero, i cuccioli ( pardon i lupetti)  cortonesi affidano le loro parole tratte  dalla nostra antica civitas cristiana  (conoscere, dialogare, proteggere, accogliere, cercare giustizia) e le parole della loro preghiera: “ Signore Gesù, ci impegniamo noi, non gli altri, ma noi…a pergare ogni giorno perché nel mondo finiscano i conflitti e vincano il dialogo, la pace e il perdono”.

Il giornalista di strada di passaggio in piazza della Repubblica non poteva non raccogliere ( e offrire anche a voi lettori de L’Etruria) questo bel fiore della speranza sbocciato sulle antiche pietre cortonesi nella vigilia della celebrazione religiosa del transito alla Gerusalemme Celeste di Margherita da Cortona.

Ivo Camerini