In quella cosiddetta "Terza Italia" del fare (tanto amata e sognata dalla politica laburista dei democristiani alla Fanfani, Moro, Zaccagnini, dai cristiano sociali alla Pierre Carniti, Ermanno Gorrieri, Pietro Scoppola , ma anche da Roberto Ruffilli e Nino Andreatta ed infine, e speriamo non sia l’ultimo, da Roman Prodi ), cioè della promozione di un paese che vedeva nella provincia il motore del proprio futuro economico, sociale e civile, c' è stato un cislino ravennate, che ha lasciato un segno importante con la sua vita spesa a servizio dei lavoratori chimici italiani e della solidarietà internazionale.
Questo cislino , sindacalista doc alla Giulio Pastore,Giuseppe Di Vittorio e Bruno Buozzi, è stato Gianni Pozzi, una persona vera di quelle che credono e vivono il sindacato come famiglia, come scelta di vita.
Gianni era un sindacalista saggio, capace di superare le storiche divisioni tra i lavoratori, ma anche tra i sindacati.
I “suoi” lavoratori prendevano la tessera della CISL perché questo sindacato era efficiente e non guardava alle etichette politiche dei lavoratori.
Gianni ha partecipato nel sindacato nazionale al ciclo di Bruno Storti (1976), poi a quello di Luigi Macario, con Pierre Carniti aggiunto, poi nel 1979 al ticket Carniti/Marini ed infine alla Segreteria di Franco Marini con Crea e Colombo: un periodo importante per il sindacato, tensioni, tatticismi, invasioni di campo della politica, soprattutto del PCI verso la CGIL. Gianni Pozzi,nato a Ravenna il 4 dicembre 1936 ed ivi morto prematuramente il 30 dicembre 2007 a causa di un male incurabile, è stato a lungo segretario provinciale dei chimici di Ravenna e poi, per ben dodici anni, segretario nazionale della categoria di questi lavoratori che allora si chiamava Ferderchimici Cisl.
A livello locale l’esperienza sindacale e di vita di Gianni si è intrecciata con le vicende dell’ANIC, ma anche della D.C., ma a Ravenna la D.C. era quella di Zaccagnini, e soprattutto della Chiesa locale, che con l’Arcivescovo Baldassarri, aveva respirato l’aria del Concilio Vaticano II.
Gianni era un cattolico impegnato anche nel sociale e quindi anche nel welfare locale per le esigenze e i bisogni delle persone, di tutte le persone (bianchi, neri, cattolici, mussulmani, atei, credenti, non credenti, diversamente credenti); insomma, il suo impegno nella cooperazione fu sempre per aggregare i bisogni, ma anche per sollecitare l’esperienza della partecipazione.
Come segretario nazionale, nei momenti caldi delle lotte dei lavoratori chimici, fu sempre accanto a quelli di Terni guidati dal suo amico e collega Natale Mancinelli e a quelli di Nera Montoro dove fu a fianco come un fratello all’amico Ennio Camilli che era il loro leader.
Del suo impegno a livello internazionale si ricorda ancora una esperienza meravigliosa, una pagina particolarmente importante di solidarietà vissuta da una delegazione della Federchimici che andò in Polonia per sostenere il nascente sindacato Solidarnosc. La delegazione guidata da Pozzi rimase
in Polonia cinque giorni. Alla partenza Pozzi restò da solo ancora per qualche giorno per incontrare il vescovo di Danzica e i parroci che aiutavano Solidarnosc. Con loro concordò aiuti di prodotti alimentari e beni di prima necessità, prodotti che in Polonia in quel periodo erano introvabili. Purtroppo tre giorni dopo ci fu il colpo di stato del generale Jaruzelski e Pozzi venne arrestato e portato all'aeroporto. Prima di spingerlo sull'aereo fu costretto a lasciare alla polizia tutto il denaro che aveva. Un anno dopo Pozzi grazie, all'aiuto della Chiesa, riuscì però a portare prima a Ravenna poi a Roma (con tappa a Terni) quattro sindacalisti di Solidarnosc entrata in clandestinità ed inviare ai lavoratori polacchi quegli aiuti concordati con il vescovo di Danzica e ben altro .
Insomma, Gianni Pozzi fu non solo un grande cislino, ma , come in molti lo ricordano, un vero santo maggiore della Cisl e del cattolicesimo impegnato nel sociale nel cammino del grande solco tracciato dalla Rerum Novarum e dalla Centesimus Annus. Bibliografia: Aldo Preda ( a cura di), Gianni Pozzi, un italiano di Solidarnosc, Edizioni Capit, Ravenna 2022.
Ivo Camerini