L’Etruria

Redazione

Un bel pomeriggio dedicato alla Leggenda del Trasimeno che oggi rivive nel romanzo fantasy di Biagini

Gli alunni della Scuola Media di Camucia, Umberto Morra, guidati dalla professoressa Sabrina Migliacci, realizzano una presentazione speciale del bel libro “La Profezia dei Quattro Venti” del loro professore di matematica

Un bel pomeriggio dedicato alla Leggenda del Trasimeno che oggi rivive nel romanzo fantasy di Biagini

Metti un giovedì pomeriggio letterario organizzato dagli alunni del Progetto Lettura e l’autore del bel romanzo fantasy “La Profezia dei Quattro Venti” ( Morlacchi Editore) di Tommaso Biagini si ritrova beato e sorridente  a godersi dialogando  un parterre di lettori in erba vivaci, ma attenti, appassionati ma anche critici, che valgono più di una qualsiasi presentazione nei famosi e storici salotti letterari delle grandi città italiane ed europee. E’ quello che è successo giovedì 4 giugno 2026 nell’Auditorium della  Scuola Media Umberto Morra di Camucia.

Accanto all’autore, professor Tommaso Biagini, la professoressa la professoressa Sabrina Migliacci, coordinatrice del progetto, il dottor Claudio Bellaveglia, ex-dirigente generale del Ministero del Lavoro e già Sindaco amato e super votato della Passignano d’inizio secolo duemila.

Tra i giovani lettori in erba, ma già ben incamminati  sulla non facile e, oggi, molto dissestata via dell’amore alla letura e al libro stampato molti colleghi del Biagini assieme al giovane e attivo dirigente scolastico Nicola De Marco e alla sua vice Federica Bennati, un’empatica prof. camuciese, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente in quest’occasione dopo averne sentito ben parlare in questi anni di mia attività di giornalista di strada .

La professoressa Sabrina Migliacci ha aperto l’evento letterario camuciese  inquadrando  il rilievo culturale e didattico del romanzo di Biagini  nel percorso del Progetto di lettura d’istituto che in tutto l’anno scolastico ha promosso e guidato . Dopo il saluto istituzionale del preside De Marco, che ha avuto parole di elogio per il professor Biagini, che “si è positivamente cimentato in un testo non di matematica richiamando anche l’interesse degli alunni del Morra", la brillante e spigliata  vice preside Bennati ha coinvolto gli allievi della scuola media  nel dibattito stimolante, simpatico e molto vero della Leggenda del Trasimeno. Una leggenda che ha affascinato in particolare gli alunni Giulia , Lapo e Federico, che con i loro interventi hanno ricevuto grandi standing-ovations a ripetizione dai loro compagni, che hanno quasi di far  venire giù il soffitto dell’auditorium del Morra.

Standing-ovations che hanno riservato naturalmente anche ai due protagonisti dell’evento: l’autore Tommaso Biagini e il dottor Claudio Bellaveglia, ospite d’onore a questa bella e particolare presentazione, che, personalmente, visto che nella mia lunga attività lavorativa ne ho viste e raccontate davvero molte, ritengo la più bella ed interessante tra tutte quelle cui ho assistito.

 Il dottor Bellaveglia ,dopo aver giustamente  collocato l’importanza e il valore letterario del romanzo nel solco profondo della cultura locale, che si fa memoria e conoscenza per l’oggi e il domani anche attraverso il racconto romanzato e fantastico,tra l’altro,  ha detto: “(…) In una delle mie pubblicazioni, che hanno visto la luce dopo il decennio di Sindaco di Passignano (2003 - 2013), espressi l'auspicio, che altri si cimentassero nel raccontare tratti salienti della vita del nostro borgo lacustre; eventi particolari, caratteristiche peculiari del territorio e dell'anima di Passignano, in sintesi tutto ciò che fosse ritenuto meritevole di essere approfondito a vantaggio della comunità che lo vive, per poterlo meglio "osservare" e  "conoscere" per tramandarne la trama alle future generazioni. Tutto ciò sta avvenendo oggi, con somma soddisfazione di tutti, da quando uno dei tanti brillanti giovani, che vi hanno stabilito la propria dimora, il dottor Tommaso Biagini, ha deciso di farci vivere il Trasimeno anche sotto altre angolature 'immaginarie' oltre quelle, altrettanto affascinanti, che si tramandano sia nei testi accademici sia nei testi di narrativa memorialistica e celebrativa sia nei racconti orali degli anziani. Auguri a Tommaso e che la sua "vena" abbia ad esprimersi ancora ! Grazie a lui ed alla sua famiglia da un ex-sindaco sempre innamorato e legatissimo alla comunità di Passignano”.

 L’autore professor Tommaso Biagini, dopo i ringraziamenti di rito e un fraterno abbraccio ai suoi alunni, ha così sintetizzato il senso e il contenuto della sua pubblicazione: “La Profezia dei Quattro Venti è un romanzo fantasy che mi piace definire “contaminato”, poiché è frutto di diverse influenze letterarie e non, che lo discostano su alcuni aspetti dai cardini di questo genere. Ne è un esempio l’ambientazione: tutte le vicende si snodano tra le acque e le sponde del lago Trasimeno, sulle sue isole e lungo le sue colline, perfetta cornice alla trama e ai suoi personaggi. Il protagonista, Esmerald, ed il suo amico fidato, Faras, sono entrambi originari dell’isola Maggiore, dove fin dall’infanzia hanno trovato nella pesca uno sfogo alle sofferenze della vita, che, seppur di diversa natura, hanno portato i due a stringere un legame di amicizia e forte complicità. Fin dalle primissime pagine, l’abitudinaria vita lacustre del protagonista viene stravolta da un incontro inaspettato carico di mistero e di domande a cui le risposte faticano inizialmente ad arrivare. L’incontro sull’altura della Maggiore fa sbocciare in Esmerald un pensiero fisso che lo tormenterà fin da subito, pensiero che ha come soluzione un’imminente partenza dai luoghi natii e dalla sua famiglia disfunzionale. Un viaggio di cui si ignora la meta, ma che promette di portarlo a scoprire sé stesso e una verità insabbiata e nascosta per tanti anni. Il tutto è intrecciato inspiegabilmente ad una profezia che giunge alle orecchie di Esmerald e che gli viene trasmessa dai messaggeri del destino, i Quattro Venti. Il loro soffio all’unisono elargisce consigli e suggerimenti per poter affrontare al meglio il viaggio che il protagonista intraprende in compagnia del suo inseparabile amico, Faras, conducendoli verso nuove terre ed avventure, dove il gomitolo di dubbi ed interrogativi si districa gradualmente, rendendo la narrazione più calzante. L’opera è, inoltre, intrisa di riferimenti a tradizioni e storie che fanno parte della cultura plurisecolare del Trasimeno: da antiche tecniche di pesca alla presenza ingombrante della leggenda della ninfa Agilla e del principe Trasimeno. Ne deriva un piacevole connubio tra realtà storica e finzione letteraria”.

Al cronista di questo bel pomeriggio letterario camuciese, officiato all’ultimo momento dall’amico Claudio Bellaveglia, non rimane altro che il gradito compito di aggiungere doverose parole di plauso all’autore, agli intervenuti e sopratutto un augurio sincero agli alunni dell’Umberto Morra affinché  amino  sempre la lettura e i libri come il grande personaggio piemontese-cortonese cui la loro scuola è intitolata. Nella foto collage di corredo, alcune immagini di questo bell’evento culturale e scolastico camuciese.

Ivo Camerini