Ci vogliono coraggio e competenza per affrontare un problema tanto terribile e scottante come la situazione israelo-palestinese oggi. Elena Testi, reporter de La 7, dimostra di avere coraggio e grande competenza nel testo Genesi. Soldi, crimine, impunità. Storia dell’estrema destra israeliana, uscito nel marzo 2026 per la Grafica Veneta: il coraggio nel non arretrare davanti a oggettive difficoltà che una materia tanto incerta e senza facili soluzioni presenta; competenza nel dimostrare come si possa fare giornalismo in modo onesto e corretto senza inchinarsi e senza fare sconti a nessuno. “Genesi” è stato presentato dall’autrice a Camucia nel pomeriggio di sabato 15 maggio davanti ad un attento pubblico presso l’Associazione Culturale Francesco Sandrelli. Una presentazione che è stata proprio una bella serata camuciese di cultura e informazione che, arricchita anche dalla massiccia presenza dei ragazzi, oggi quarantenni, del Poggetto degli anni di fine Novecento, ha dato speranza di futuro ad un oggi nuovamente pieno di tempesta e di dolore
Dopo una breve introduzione di Carlo Pasqui, l’autrice, alla domanda quale sia l’origine del suo testo, risponde attribuendola ad una esigenza personale di chiarimento di una situazione che ha vissuto in prima persona come corrispondente ed ha rievocato i fatti essenziali creatisi in quella parte del mondo dalla fondazione dello Stato di Israele nel 1948, a parziale compensazione della shoah patita dal popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale, anche se già precedentemente erano iniziati i rientri dalla diaspora con l’acquisto di terre in territori palestinesi. Da qui l’origine di quello scontro che si è protratto fino ad oggi, passando attraverso la Guerra dei 6 giorni e i diversi tentativi di accordo tra le due parti per giungere alla soluzione di “Due Popoli, due Stati”. La situazione sembra precipitare con la vittoria della Destra estrema alle elezioni del 2022, e con l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023.
L’autrice si sofferma sugli ultimi fatti, in particolare sulle posizioni della Destra, che è il vero nucleo del suo lavoro, poi sui rapporti di Israele con gli Stati Uniti, sull’atteggiamento dell’Italia e dell’Unione Europea, sulla guerra contro l’Iran. Mi ha colpito molto l’equilibrio con cui ha affrontato la complessità di questi temi, mai rinunciando ad esprimere la sua opinione, mai cedendo ad un facile ottimismo, anzi prospettando la difficoltà di una soluzione, anche con un mutamento politico alle prossime elezioni. Il suo auspicio è una nuova stretta di mano tra due contendenti, come quella tra Arafat e Rabin nel 1993 alla Casa Bianca, che suggellò gli accordi di Oslo con reciproco riconoscimento dei due Stati. Rabin fu assassinato due anni dopo, e gli accordi di Oslo fallirono. Eppure questa stretta di mano nella storia delle guerre israelo-palestinesi è la circostanza che più si avvicina ad un processo di pace. L’opera nella quarta di copertina riporta: “In principio fu la fede in un sogno. Poi venne l’odio”. Che costituisce una sintesi, un’epigrafe al testo, una pietra tombale.
Fiorella Casucci