1-Recentemente in un incontro, Azelio Cantini ci ha raccontato che, ai tempi della scuola media, Gilda era molto ammirata dai coetanei. A Gilda non erano perciò mancate le occasioni per fidanzarsi e nemmeno a me, ma tutti e due avevamo sempre rifiutato di coglierle e così non ci eravamo mai fidanzati.
Quando eravamo tutti e due all’ultimo anno delle Superiori, un sabato Gilda è andata a ballare a Camucia, nei locali della parrocchia posti accanto alla chiesa. PER CASO ci sono capitato anche io, per accompagnarci un amico. Suonava un complesso locale, nel quale c’era anche Livio Zampagni.
La serata volgeva al termine ed ero rimasto deluso. Quando ripresero a suonare, mi diressi confusamente verso le ragazze. Incrociai lo sguardo di Gilda e stranamente abbiamo continuato a guardarci. Allora le ho chiesto di ballare e abbiamo cominciato. Sono rimasto silenzioso e così è stata lei a farmi qualche domanda. Pensai di spiazzarla con qualche mia riflessione filosofica, ma Gilda mi sorprese con le sue risposte dialoganti… e dopo 5 minuti decisi che l’avrei sposata. Dopo quel ballo se ne doveva andare, ma il giorno dopo sarebbe andata a ballare al teatro di Castiglion Fiorentino e naturalmente ci andai anche io.
Abbiamo fatto coppia fissa per tutto il tempo e alla fine, nel salutarci, gli ho confidato che volevo sposarla. È rimasta perplessa, poi mi ha sorriso e si è allontanata. Abbiamo cominciato ad incontrarci a Cortona e… Sono passati 60 anni. Per raccontare le molte e complicate vicende ci vorrebbe un libro non piccolo. Dico solo che altre donne, al posto di Gilda, di fronte alle mie numerose scelte azzardate (e a volte un po’ pazze), se ne sarebbero presto andate. Mentre Gilda mi è restata sempre accanto, evitandomi più volte guai seri. L’ho incontrata PER CASO, ma a volte le circostanze che precedono il caso e gli sviluppi successivi fanno pensare che dietro quel caso ci sia il DESTINO. ( Testo scritto il 28 aprile 2026)
Fernando De Angelis
PS: Nei giorni prima di Pasqua incontrando in Camucia il collega in pensione professor Fernando De Angelis gli chiesi se raccontava ai nostri lettori,con testi brevi, dei suoi tanti incontri che hanno segnato la sua vita di professore, scrittore e pellegrino sulle vie della terra nel nome di Gesù. Dopo una certa ritrosia egli acconsentì ad inviarmi tre prime schede d’incontri. La prima, con cui apriamo questa collaborazione con L’Etruria, è dedicata al suo incontro di vita insieme con la cortonese Gilda Alunno Paradisi. La moglie Gilda nei giorni scorsi “si è addormentata confidando in Gesù, in attesa della resurrezione” , come Fernando ha scritto nel manifesto che ha dato l’annuncio dei funerali, svoltesi a Cortona lunedì undici maggio. A Fernando (nato in provincia di Perugia nel 1946;laureato in Scienze Agrarie, professore di geografia economica in pensione e che ha pubblicato diversi libri sulla cultura religiosa e sulla teologia, come Cultura e Bibbia, Riassunto dell'Antico Testamento, Ritornare al Vangelo di Pietro e Paolo, La struttura fondamentale dell'Apocalisse, Il Vangelo di Matteo alla luce dell'Antico Testamento) le condoglianze del nostro giornale, assieme a quelle mie personali .A Gilda, stimata professoressa di Lettere negli Istituti d’Istruzione Secondaria aretini, il saluto del pellegrino irlandese: “Buona strada nelle eterne praterie della Gerusalemme Celeste , dove possa la strada alzarsi per venirti incontro, / possa il vento soffiare sempre alle tue spalle,/ possa il sole splendere sempre sul tuo viso". (IC)
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Appendice inviata da Fernando il 14 maggio e che qui volentieri pubblichiamo, lasciando immutato anche il layout del file.
GILDA: UN FUNERALE VIVENTE
di Fernando De Angelis (14/5/26)
Mi si addicevano le lacrime al funerale di mia moglie Gilda, avvenuto il 9 maggio 2026. La morte era però avvenuta in un modo che esaudiva la preghiera sua e mia. Anzi, ancora più di quanto avevamo chiesto. Perciò in me è prevalso il ringraziamento a Dio e la gioia. Mi è stato riferito che qualcuno ha commentato: «Ma questo è un funerale vivente!». Riprendo ora grossomodo quanto ho esposto al funerale.
1.UN RIASSUNTO SU GILDA SCRITTO “PER CASO” POCO PRIMA
Ivo Camerini mi ha sorpreso il 27 marzo, proponendomi di fare delle schede sugli incontri che ho avuto nel mio percorso di vita, da pubblicare poi su L’Etruria. Il primo incontro sul quale ho voluto soffermarmi è stato quello con Gilda, facendone la stesura il 28 aprile, quando non immaginavo quello che sarebbe successo due settimane dopo. La scheda è risultata appropriata per il funerale, perciò l’ho fatta leggere alla nipote Silvia e la riporto sotto.
HO INCONTRATO GILDA PER CASO, DECIDENDO DI SPOSARLA DOPO 5 MINUTI
Poco tempo fa, Azelio Cantini ci ha raccontato che, ai tempi della scuola media, Gilda era molto ammirata dai coetanei. A Gilda non erano perciò mancate le occasioni per fidanzarsi e nemmeno a me, ma tutti e due avevamo sempre rifiutato di coglierle e così non ci eravamo mai fidanzati.
Quando eravamo tutti e due all’ultimo anno delle Superiori, un sabato Gilda è andata a ballare a Camucia, nei locali della parrocchia posti accanto alla chiesa. PER CASO ci sono capitato anche io, per accompagnarci un amico. Suonava un complesso locale, nel quale c’era anche Livio Zampagni.
La serata volgeva al termine ed ero rimasto deluso. Quando ripresero a suonare, mi diressi confusamente verso le ragazze. Incrociai lo sguardo di Gilda e stranamente abbiamo continuato a guardarci. Allora le ho chiesto di ballare e abbiamo cominciato. Sono rimasto silenzioso e così è stata lei a farmi qualche domanda. Pensai di spiazzarla con qualche riflessione filosofica, ma Gilda mi sorprese con le sue risposte dialoganti… e dopo 5 minuti decisi che l’avrei sposata. Dopo quel ballo se ne doveva andare, ma il giorno dopo sarebbe andata a ballare al teatro di Castiglion Fiorentino e naturalmente ci andai anch’io. Abbiamo fatto coppia fissa per tutto il tempo e alla fine, nel salutarci, gli ho confidato che volevo sposarla. È rimasta perplessa, poi mi ha sorriso e si è allontanata. Abbiamo cominciato ad incontrarci a Cortona e…
Sono passati 60 anni. Per raccontare le molte e complicate vicende ci vorrebbe un libro non piccolo. Dico solo che altre donne, al posto di Gilda, di fronte alle mie numerose scelte azzardate (e a volte un po’ pazze), se ne sarebbero presto andate. Mentre Gilda mi è restata sempre accanto, evitandomi più volte guai seri. L’ho incontrata PER CASO, ma a volte le circostanze che precedono il caso e gli sviluppi successivi fanno pensare che dietro quel caso ci sia il DESTINO.
2. L’INCIDENTE STRADALE DELL’AGOSTO 1989
Incrociando un autotreno, il rimorchio si è rovesciato sulla nostra auto. Io sono rimasto quasi illeso, mentre Gilda secondo i medici Gilda non sarebbe sopravvissuta, rimanendo comunque paraplegica. Sembrò che l’incidente ci fosse successo PER CASO, ma in precedenza Dio aveva preparato me e preparerà poi Gilda durante il coma, facendoci sentire la sua presenza nei 37 anni che sono trascorsi.
Nei miei primi 20 anni con Gilda ho voluto provare a realizzare i miei sogni, costringendola ad adattarsi. Circa un anno prima dell’incidente le ho detto che non avevo più particolari obiettivi da raggiungere e che le ero riconoscente per essermi rimasta vicina, promettendole che da quel momento in poi desideravo essere io ad adattarmi a lei. Dio perciò mi aveva preparato a ciò che stava per succedere.
Prima dell’incidente Gilda era una cristiana superficiale e scontenta di sé: questo lo ha raccontato spesso. Ha invece raccontato solo a me il suo incontro con Dio durante il coma, anche se sopportava che io lo raccontassi agli amici più intimi. Durante il coma, abbastanza leggero e non lungo, si è vista alla presenza di Dio e sentendosi molto inadeguata, ma ascoltando parole di incoraggiamento. Uscita dal coma, non sapeva di essere divenuta paraplegica, ma anche dopo averlo saputo ha continuato ad essere quella nuova Gilda che avete conosciuta e che mi ha molto sorpreso. Perché, rispetto a me, aveva più fede, era più tranquilla e aveva più fiducia nel futuro
3. DOPO L’INCIDENTE
Essendo paraplegica, aveva bisogno di un’assistenza anche di tipo intimo. La sua e la mia preghiera è stata quella che fossi solo io ad aitarla, senza la vergogna di essere assistita da altri.
Per 37 anni Dio ce lo ha concesso e mi ha dato di esserle vicino ogni giorno. Anche nell’ultimo anno, quando diverse volte mi sono comparsi dei misteriosi dolori alla pancia che mi rendevano difficile stare in piedi. Circa un mese fa, poi, Gilda ha avuto difficoltà di orientamento e fisiche, con la connessa necessità di un aiuto molto più intenso. In ambedue i casi ci siamo rassegnati a cercare una badante, ma sul momento non l’abbiamo trovata. Poi ci siamo sentiti meglio e abbiamo continuato a fare da soli, sapendo comunque che presto non ce l’avremmo più fatta.
4. GLI ULTIMI GIORNI
Domenica 3 maggio a Gilda è comparso il “fuoco di sant’Antonio”. Il giovedì successivo sarebbe dovuta tornare di nuovo un’amica, che considerava la nostra casa come il luogo migliore per ritemprarsi, con il programma di restarci fino al giorno successivo. Ho detto a Gilda che sarebbe stato opportuno non farla venire, o almeno di evitare il pernotto, ma è stata irremovibile nel volerla accogliere al massimo. Ribadendolo anche il mercoledì mattina, dopo una notte quasi insonne per i dolori. Così l’amica è venuta giovedì a pranzo ed è ripartita alle 15 di venerdì, molto contenta e riconoscente.
Già nel salutarla Gilda ha mostrato qualche difficoltà. Portata a letto, si è sentita peggio: «Mi sento poco bene. Mi sembra che sia un ictus». Ma non si è agitata, ma poi è stata sempre meno presente. Il 118 è ripartito per portarla ad Arezzo, ma si sono accorti che peggiorava e allora si sono diretti a Siena. Nella notte ha continuato a spegnersi ed è deceduta verso le 7 del sabato. Era complicato trasferire la salma nell’obitorio dell’ospedale della Fratta, a noi vicino, perciò è stata esposta a Siena domenica pomeriggio. È insolito che la salma di un abitante di Cortona sia esposta a Siena, ma ha avuto un importante significato, ancor più per esserci stata la domenica pomeriggio. Avevamo frequentato a lungo una chiesa evangelica di Siena, smettendo a causa della distanza e del COVID. I rapporti erano rimasti buoni, ma un anno e mezzo prima erano emersi problemi e malintesi, così i rapporti si erano interrotta con quasi tutti, anche se tutti ricordavano Gilda come fonte di consolazione e incoraggiamento. Dopo il culto domenicale, perciò, sono venuti numerosi a visitare la salma, mettendo da parte ogni problema. Facendomi così sentire di nuovo il loro affetto.
5. IN ATTESA DELLA RISURREZIONE
Nel manifesto funebre, abbiamo scritto che «si è addormentata in Gesù, in attesa della risurrezione (1Tessalonicesi 4:13-18)». Perché anche Gilda contestava l’idea che subito dopo la morte si va beati in cielo, credendo invece che invece che tutti i credenti risorgeranno insieme quando Gesù tornerà. Per inciso, mi ha telefonato un prete che conosco, al quale ho espresso questa nostra convinzione. La sua risposta mi ha sorpreso: «Sono d’accordo, ma per i cristiani superficiali è più facile pensare ad una idea di Paradiso che non è quella degli apostoli».
La “vita eterna” sulla quale abbiamo desiderato di concentrarci non è quella che verrà dopo, ma quella che Gesù ci fa cominciare subito, per poi farla crescere nella concretezza di questa vita, essendo “eterna” perché durerà per sempre.
GLORIA A DIO! GRAZIE GESÙ!
6. UNA POESIA
Termino con una poesia scritta dopo l’incidente, quando era ancora all’ospedale, e letta al funerale.
CAPPOTTINO PREGIATISSIMO
T'hanno strappato, lacerato,
metà sei quasi andato perduto!
Ma più sei sciupato, più ti tengo stretto;
meno ne resti, più ti tengo caro.