Con il 31 dicembre 2025 la parrucchiera Stella Ghezzi ha chiuso il suo salone di acconciature e bellezza femminile in via Matteotti a Camucia. Alla soglia dei settantanove anni, che raggiungerà il prossimo trenta gennaio, la nota parrucchiera camuciese "ci dà un taglio" e mette fine ad una lunga carriera iniziata quando aveva appena undici anni.
Il percorso professionale di Stella Ghezzi, infatti, comincia subito dopo la quinta elementare come apprendista aiutante nella storica bottega “Da Aldo” in Ruga Sant’Agostino in Cortona, in un'epoca in cui il mestiere si imparava sul campo.
Dopo i primi passi mossi nella Città di Dardano, a quattordici anni, Stella va a lavorare, sempre come aiuto parrucchiera ad Arezzo nell’allora mitico salone “ Da Lello”. Dopo il faticoso, ma amato noviziato aretino ( una lunga giornata che iniziava in treno alle otto del mattino e terminava alle venti di sera, domenica compresa, sempre in treno per il ritorno a Camucia) e dopo aver seguito e superato a pieni voti un corso di formazione professionale, nel maggio 1967 prende in affitto il fondo di via Matteotti 76 in Camucia aprendovi il salone che ora, dopo 58 anni di intensa e proficua attività, ha chiuso per andare definitivamente in pensione, dedicandosi completamente ai suoi animali, al suo giardino e agli amatissimi nipoti Francesco, Rachele, Marco Tullio e Carlo Alberto.
Come mi ha raccontato, in un breve saluto presso il suo negozio in fase di sgombero, domenica 4 gennaio 2026, Stella ha iniziato a maneggiare quelle forbici, piastre e phon, che ora ha appeso al chiodo, all’età di undici anni in un’epoca di rinascita e ricostruzione dell’Italia distrutta dalla seconda guerra mondiale quando era normale per moltissime ragazze e ragazzi andare, subito dopo la scuola elementare, a fare il garzone di bottega per "imparare un mestiere" come allora si diceva. Sia da Aldo sia da Lello, Stella impara con gli occhi il mestiere di parrucchiera, sognando, mentre acconciava con passione professionale le loro clienti, di mettersi in proprio ed insieme mettere su famiglia come allora usava. Il suo sogno si realizza con l’apertura del negozio in Camucia e con il matrimonio celebrato nel 1970 con l’aretino Rino Capaccioli che la segue nella sua bella casa di Fratelli Cervi in Camucia.
A Camucia, dove negli anni fine 1960 e primi anni 1970 ci sono pochissimi parrucchieri per signora, Stella vive con grande attaccamento e arte eccelsa il suo mestiere di artigiana acconciatrice e hair stylist ( o coiffeuse per dirla alla francese) che si confronta con i rinomati colleghi Rudy, Lorena e Italia, con giornate di lavoro che vanno dalle otto alle terdici e dalle quindi alle venti ed oltre nei giorni di fine settimana. Il lavoro però non le impedisce di vivere la sua bella famiglia costruita con Rino, che è ben presto allietata dall’arrivo di Francesca ed Elisabetta. Le due figlie, oggi stimate professioniste in Sinalunga e Venezia, che durante l’infanzia e l’adolescenza Stella cresce con l’aiuto prezioso di nonna Margherita e hanno ripagato il suo amore di mamma, realizzandosi come veterinario l’una e stilista l’altra.
Nella sua lunga attività lavorativa dedicata agli altri, Stella ( figlia di Gino Ghezzi e Margherita Redi, nata a Camucia, zona padule dove i genitori facevano i contadini, il 30 gennaio 1947, sorella di Mario) ha avuto sempre il massimo rispetto ed attenzione per le sue clienti che raggiungeva a casa loro in caso di bisogno urgente o di malattia senza aumentare loro di una lira il costo del servizio. Clienti riconoscenti ed affezionate , come Laura, Isa e Paola, che negli ultimi giorni del 2025, appresa la notizia della chiusura del suo salone, sono andate a farle festa in negozio, salutandola con un regalo accompagnato da queste belle parole : “ un piccolo segno di gratitudine e di auguri alla nostra parrucchiera che per tanti anni ci ha fatto belle”.
A Stella, che con l’inizio di questo 2026, ha iniziato la sua nuova vita di nonna e pensionata super attiva in casa e anche in quel volontariato riservato che sempre ha praticato, tanti cari auguri anche dal nostro giornale, assieme a quelli miei personali.
Ivo Camerini