L’Etruria

Redazione

Archeologia contadina: quel pozzo e “lavatoio” di San Marco da restaurare e tutelare

Archeologia contadina: quel pozzo e “lavatoio” di San Marco da restaurare e tutelare

Passando per la strada che da Camucia porta alla via dell’Ossaia, a circa cinquecento metri della Chiesa di san Marco, ci si imbatte in un pozzo e annesso “lavatoio pubblico” fatti di pietre e mattoni che, purtroppo, sta andando in malora  e che invece andrebbe restaurato e tutelato in quanto si tratta di  un bel reperto dell’archeologia rurale ottocentesca e primo novecento. Un manufatto da salvare e tutelare in quanto testimonianza  della civiltà contadina cortonese.  Su invito di alcuni abitanti limitrofi a questo monumento del lavoro femminile casalingo del passato, ho preso alcune immagini, che qui pubblico in foto collage, per invitare le istituzioni pubbliche a studiare il manufatto, restaurarlo e renderlo illuminato anche di notte con un pubblico lampione, in quanto in diverse ocacsioni la curva su cui insiste il manufatto ha ingannato gli automobilisti facendoli sbandare contro o facendoli finire nella fossetta, che una volta faceva da scolo per l’acqua usata nei bucati.

Questi pozzi e “lavatoii pubblici” sono testimonianze preziose di un passato fatto di sacrificio, di vita spartana, ma vita molto solidale e condivisa. Va ricordato per coloro che non lo sanno che queste strutture attrezzate per il lavaggio manuale di biancheria e panni sporchi erano anche importanti centri sociali femminili, dove le donne si incontravano mentre lavavano i panni.  In un mondo sempre più malato di individualismo e di indifferenza alla vita comunitaria, restaurare e tutelare un manufatto come questo "lavatoio" di San Marco, dove la piccola comunità contadina del passato si recava per fare il bucato eleggendolo anche a luogo importante di socializzazione, è senz’altro un fatto positivo per tramandare ai giovani di oggi e di domani la storia della nostra civiltà rurale e agricola.

 (IC)