L’Etruria

Ufficio stampa

"Archeologia, Camucia ha vinto (finalmente!)"

Moretti e Gallorini ripercorrono tutto il percorso per arrivare a queste decisioni

"Archeologia, Camucia ha vinto (finalmente!)"

L’impegno assunto dal Soprintendente archeologico della Toscana, Andrea Pessina, riguardo il sito posto in Camucia fra via Capitini e via Gramsci, sostenuto dall’impegno finanziario del Ministero ai Beni Culturali, costituisce un punto fermo, un punto di non ritorno: a Camucia ci sono i resti di un importante insediamento etrusco e tali vestigia verranno riportate alla luce.

Tutto ora sembra liscio e lineare, ma il percorso per arrivare a questa importante decisione è stato molto tortuoso. Proviamo, in sintesi, a ripercorrerlo.

Inizio dell’estate, Camucia, incontro della giunta con la popolazione, siamo presenti e facciamo una domanda precisa al Sindaco Basanieri ed all’Assessore Ricci: “L’area fra via Capitini e via Gramsci dove è stato dato il permesso per la costruzione di un centro direzionale è adiacente ad un sito archeologico che è stato distrutto/sotterrato all’inizio degli anni 2000; sono state prese le misure necessarie per garantire che vengano fatti i necessari saggi prima di avviare la costruzione?” La risposta del Sindaco è lapidaria: “non esiste nessun permesso edilizio in quell’area”.

La risposta ci lascia molto perplessi: a ridosso della statale è affisso un grosso cartello con tanto di disegno che annuncia la vendita di parti dell’immobile riprodotto e vengono indicati un numero ed una sigla “P.di C. N. 626/14”.

Il 30 luglio 2015 veniamo a conoscenza che era stata approvata la sottoscrizione, fra la ditta proprietaria del terreno ed il comune, una convenzione per la costruzione di tre marciapiedi ai lati del mega fabbricatoprevisto. E’ un dettaglio? Forse, ma questo atto è anche una manifesta volontà della giunta rispetto al progetto.

Alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva concordiamo con Matteo Scorcucchi (consigliere 5stelle) di chiedere  cosa vuol dire la sigla PcP 626/14, se, come ha affermato il Sindaco “non ci sono permessi edilizi”. La richiesta viene inviata il primo settembre e dopo un sollecito, arriva la risposta del sindaco. Il 9 settembre comunica a Scorcucchi che la domanda di PdC (Permesso di Costruzione) è “al vaglio degli uffici tecnici”.

Il “mistero del PdC 626/14” si infittisce. Se il PdC è al “vaglio degli uffici tecnici” cosa significa il numero e la data 626/14? Inoltre: l’immobile indicato nel cartello è molto, molto più grande dell’attuale costruzione, non c’è bisogno di varianti o cose del genere per realizzare l’opera indicata?

Noi non vogliamo arrivare tardi come è spesso accaduto a Camucia; lo stesso giorno inviamo una raccomandata al Sindaco ed al Soprintendente Andrea Pessina con una segnalazione nella quale sollecitiamo che, prima di qualsiasi lavoro edile vengano fatti dei saggi (come previsto dall’accordo Soprintendenza/Comune del 1992).

Nei giorni successivi (28 settembre) il consigliere Matteo Scorcucchi chiede ancora cosa vuol dire 626/2014 visto che il cartello è ancora in bella vista. Dopo un mese e precisamente il 26 ottobre, non avendo ricevuto risposta, il consigliere sollecita ancora una volta una spiegazione sul 626/14. Nessuna risposta. Il 2 Novembre Scorcucchi entra nel vivo della questione: chiede di visionare la pratica 626/14.

Il 4 novembre arriva la risposta. Ma non è del Sindaco, è di un addetto dell’ufficio tecnico che comunica che la pratica è stata archiviata e quindi, finalmente, visibile. Nel frattempo la pratica 626/14 è stata ritirata!

Dopo tanti solleciti (che evidentemente hanno avuto effetto) lo Scorcucchi riceve un’altra risposta. Anche questa volta non è del Sindaco bensì del comandante dei Vigili Urbani. Comunica che ha inviato una diffida per far togliere immediatamente il cartello pubblicitario non autorizzato, ma il numero non è il 626 ma 245/2014. Pensiamo ad un mero errore di battuta, ora non ne siamo più tanto sicuri visto che ad oltre 4 mesi dalla diffida il cartello è ancora lì (oppure hanno fatto togliere un altro cartello …., appunto il 245/14).

Ma il nostro impegno non è stato solamente cercare di capire (con poco successo per la verità) quali sono le logiche amministrative del nostro Comune.

Dopo la nostra segnalazione  nella seconda metà di ottobre sono iniziati i saggi. Abbiamo controllato quotidianamente questa fase e verso la metà di novembre abbiamo notato strani cambiamenti dei tecnici incaricati dalla soprintendenza al controllo dei saggi. Abbiamo reagito immediatamente cercando di coinvolgere (senza successo) il Sindaco Basanieri, l’Assessore Ricci ed arrivando persino al parlamento.

Al nostro appello, supportato dall’invio della segnalazione fino al Ministro Franceschini, ha risposto solo la parlamentare Chiara Gagliarli (5stelle), con la quale abbiamo predisposto una interrogazione parlamentare.

L’on. Donella Mattesini , nel frattempo, ha garantito un appoggio al Comune se ( e mai ) richiesto.

Tutto questo chiasso ha avuto l’esito sperato: il soprintendente ha preso in carico direttamente il controllo delle esplorazioni e siamo arrivati, nei primi giorni di dicembre, a dare la notizia che l’area esplorata mostrava interessanti segnali per cui è stato deciso di passare dai saggi a veri e propri scavi.

Gli scavi sono continuati. Quando ormai erano in fase avanzata il sottosegretario ai Beni Culturali Antimo Cesaro ha risposto alla Gagnarli e alcuni giorni fa abbiamo avuto la formale conferma dell’estrema importanza del sito direttamente dal Soprintendente.

Nel frattempo, comunque sono successe altre cose:  siamo stati accusati di “fare confusione”, “di fare affermazioni imbarazzanti”, “di dietrologia”, “di fare propaganda senza fondamento”, “di fare speculazioni”. Alcuni di noi sono stati offesi di presunzione e di incapacità.

Forse la colpa è nostra che non siamo riusciti a far capire che non vogliamo togliere le poltrone da sotto il sedere di nessuno, che non siamo avversari politici di nessuno; i nostri dubbi li comunichiamo a chi di dovere poi, se non otteniamo risposte soddisfacenti o peggio non otteniamo risposte, andiamo avanti lo stesso. Se poi facciamo azioni più forti, chiediamo a tutti gli schieramenti politici di prendere posizione, quelli che aderiscono sono poi presenti in ogni comunicazione come è giusto e doveroso: in questa vicenda, ad esempio, abbiamo avuto il prezioso sostegno di Matteo Scorcucchi e di Andrea Mazzeo.  Quelli che non aderiscono …. pazienza, le nostre battaglie le portiamo avanti ugualmente.

Comunque, ora il soprintendente Andrea Pessina dichiara formalmente che “i cittadini  ci hanno aiutato e spronato per andare avanti in quello che sembra essere un nuovo capitolo della storia di Cortona”.

Non ci sentiamo destinatari di questo magnifico elogio; i destinatari sono i cittadini che ci hanno seguito durante tutta questa vicenda (hanno anche superato le 5.000 unità nelle pagine di facebook durante le fasi più “calde”).

Ed ora ci impegneremo perché tutto il “nuovo capitolo della storia di Cortona” avvenga nella chiarezza delle posizioni, nel coinvolgimento sulle scelte strategiche, nella subordinazione del piano edilizio alla miniera che siamo riusciti, dopo tre barbare devastazioni, a far affiorare.

Ma questo è già il secondo paragrafo del nuovo capitolo.