L’Etruria

Redazione |

Il “300 a Cortona

Il “300 a Cortona

Nella Città di Cortona gli studenti del liceo Artistico Luca Signorelli hanno la grande fortuna di poter ammirare e studiare gli affreschi di autori trecenteschi.

Opere originali arrivate intatte ai giorni nostri.

Nel complesso Conventuale della Chiesa di San Francesco sono stati rinvenuti frammenti pittorici di una splendida Madonna con il Santo Bambino che potrebbero essere datati intorno al 1350. Purtroppo un incendio nel passato ha distrutto l’archivio dei frati e si sono persi i nomi del committente e del maestro che ha eseguito l’opera. Ciò accadeva di frequente e quindi molte opere d’arte se non vengono sottoposte ad esame dalle belle Arti, mancano ancora oggi di paternità.

Per i ragazzi sarà allora divertente indagare attraverso le loro osservazioni sulle vesti e i manti indossati dai personaggi, i colori, i decori dei troni, il lavoro dei falegnami, le unghie delle mani spesso rigate di nero perché sporche, le acconciature incolte, le barbe degli uomini, le rughe di espressione, la magrezza dei soggetti … Tutto racconterà loro di come si viveva in quel secolo e quali erano i “dettami” divulgati alle popolazioni.

E’ un gioco molto istruttivo per conoscere prima se stessi, le proprie capacità di analisi insieme al piacere di confrontarsi con un pittore che attraverso i secoli racconta ancora molto di se stesso e di ciò che lo circondava.

Per gli studenti liceali queste opportunità rappresentano indiscutibilmente un privilegio perché ogni singolo ragazzo cortonese nell’anno 2024 d.C. può direttamente toccare, esaminare e farsi un’opinione del tutto indipendente e personale riguardo le pitture trecentesche e tardo gotiche.

Non si deve pensare ad un atto di presunzione perché se pensiamo a quanti colti critici e storici d’arte hanno potuto “scambiare” grandi maestri per altri e ciò è accaduto e potrà accadere ancora, per tante serie motivazioni e mai solo e banalmente per un peccato di ignoranza.

Ci vuole coraggio, si devono far rivivere con lo studio le vite degli uomini che non ci sono più e bisogna essere rispettosi perché loro non si potranno mai difendere da eventuali critiche negative.

Allora consiglio gli studenti più intraprendenti di visitare sempre in Cortona, all’interno dell’hotel San Michele, un grande e stupendo affresco che è sicuramente dello stesso autore di quello che si trova nell’Oratorio Francescano. Nelle due opere sono presenti una innegabile omogeneità di stile, è lampante come siano state eseguite dalla stessa mano!

Ma che nome daremo al pittore?

Ancora un pizzico di pazienza e ci arriviamo!

Se gli studenti non si scoraggeranno e saranno curiosi, collegheranno queste due opere ad un’altra rinvenuta sempre nella Chiesa di San Francesco dietro un altare cinquecentesco: un affresco dell’incoronazione della Vergine attribuita a Jacopo di Mino del Pellicciaio un pittore senese che visse dal 1315/19 al 1396.

Mino del Pellicciaio è l’autore della Crocifissione nota anche come il Pianto degli Angeli che si trova sulla parete di fondo del refettorio dell’Oratorio di San Bartolomeo a Città della Pieve. Tra queste stesse mura è presente anche un piccolo affresco che per colore e maniera è comparabile all’autore sia di quello dell’Hotel San Michele che dell’Oratorio di San Francesco di Cortona.

Il pittore è riconosciuto con il nome Barna Senese, sembra sia nato a Siena e si presume sia morto intorno al 1381. Lorenzo Ghiberti lo menziona nei suoi Commentari ed anche il Vasari lo cita nelle sue Vite.

Una cosa è certa che i tre affreschi sono stati dipinti dallo stesso uomo! E’ inconfutabile, l’esame visivo non mente.

E così abbiamo chiuso il cerchio e aggiungo un altro elemento che dove lavorava Mino del Pellicciaio lavorava anche Barna Senese.

Dunque con un po’di spirito di osservazione, ricongiungimenti storici e studi sull’Enciclopedia dell’Arte Medioevale della Treccani sono riuscita a riconoscere il pennello dello stesso pittore tra varie opere sparse nel territorio umbro-toscano.

Dunque per gli studenti o chiunque di noi si appassioni alla storia dell’arte ecco presentarsi ghiotte occasioni per giocare e investigare sulle possibili committenze e le vite dei pittori e i loro itinerari svolti, le possibili tappe e permanenze tra una città e l’altra. Spesso pagavano vitto e alloggio con una parete affrescata!

Certo ci vuole passione e pazienza, e anche intuito, ma il tempo non lavora contro di noi perché le tracce rimangono basta volerle cercare.

L’amore per l’arte deve illuminare queste investigazioni, non sono gare che presentano vittoriosi o perdenti tra gli eruditi, ma un modo invece per unire gli uomini a scoprire “il Meglio dei Tempi nel trascorrere del Tempo”

Nella foto:  "Particolare dell'affresco dell'Hotel San Michele" Cortona

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®