Nella serata di sabato 17 gennaio, nei locali del Circolo ARCI delle Chianacce, si è svolta la presentazione del libro “La Val di Chiana” del dott. Roberto Vanni. L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione di pubblico, con la sala gremita a testimonianza dell’interesse suscitato da un’opera profondamente legata alla storia e all’identità del territorio.
All’incontro hanno preso parte l’autore Roberto Vanni, il prof. Jacopo Maccioni che ha moderato l’incontro, il presidente del Circolo ARCI Chianacce Marco Terzaroli, la presidente di ARCI Arezzo Federica Ettori, che ha portato i saluti dell’associazione, sottolineando il valore culturale e sociale dell’iniziativa. A chiudere l’evento è stato Carlo Roccanti con la lettura di una poesia.
Il libro rappresenta un’importante opera di ricostruzione storica, identitaria e sociale della Valdichiana. Il dott. Roberto Vanni, medico di famiglia che ha esercitato fino al 2020 prevalentemente in questo territorio, ha potuto attingere da una lunga esperienza professionale a stretto contatto con la comunità locale. A questo patrimonio di ricordi personali ha affiancato un accurato lavoro di ricerca e di approfondimento documentale, che lo ha portato a consultare archivi anche fuori dai confini nazionali, fino a reperire documenti presso l’archivio documentale di Praga.
Tra le figure che hanno ispirato e influenzato il lavoro spicca Don Sante Felici, con il quale il dott. Vanni collaborò assiduamente durante gli anni universitari. Don Sante, vate colto e appassionato, ebbe il grande merito di ricostruire con rigore la storia archeologica del territorio e di preservare, attraverso il "Vocabolario Cortonese", il dialetto e le tradizioni popolari locali, oggi in gran parte scomparse.
Il volume è strutturato in tre parti. La prima è dedicata alla storia geologica della Valdichiana, la seconda ricostruisce le tradizioni della civiltà contadina, mentre la terza raccoglie aneddoti ed esperienze personali ambientati nella piccola frazione delle Chianacce, che diventano però veri e propri spaccati di vita comuni a tutta la valle.
Ampio spazio è riservato alla descrizione minuziosa dei rapporti mezzadrili e dell’organizzazione della famiglia patriarcale, con una riflessione sui ruoli di uomini e donne in una società rimasta pressoché immutabile fino a buona parte della metà del Novecento. Non mancavano, tuttavia, momenti di socialità e di condivisione: il rosario serale recitato nelle case, le feste nell’aia, le veglie nelle stalle animate dagli stornelli del cantastorie Bruggiamanne.
Il libro racconta anche le grandi difficoltà di una società povera, segnata dalla guerra e dalla dittatura, ma capace di mantenere saldi i valori della solidarietà e della collaborazione reciproca. La raccolta delle olive, la vendemmia e la mietitura erano occasioni in cui il lavoro diventava comunità. Vengono ricordate tradizioni curiose e popolari come quella dei “Befani”, fantocci di cartapesta realizzati per canzonare le rotture dei fidanzamenti.
Particolarmente toccante è il ritratto della generazione nata nel primo dopoguerra, che visse un’infanzia diversa da quella dei genitori, cresciuti prevalentemente come forza lavoro. Nelle piccole frazioni, i giovani avvertivano il peso dello sguardo e dell’autorità dell’intera comunità: ogni adulto si sentiva legittimato a intervenire per correggere un comportamento. Una concreta applicazione del proverbio africano “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, rimasta valida fino a quando l’avvento della società capitalistica e dell’individualismo ne ha progressivamente eroso le basi.
"La Val di Chiana" è un libro che risveglia i ricordi di chi ha vissuto direttamente queste esperienze e, allo stesso tempo, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le giovani generazioni, offrendo loro l’occasione di conoscere e comprendere le proprie radici.
Al termine di questa bella serata di cultura cortonese, che ha omaggiato la terra di Valdichiana, il Presidente del Circolo Arci Chianacce ,Marco Terzaroli, ha avuto parole di sentito ringraziamento per tutti coloro che hanno partecipato a questo incontro ed in particolare per il dott. Roberto Vanni per la passione e l’impegno profusi in questo lavoro, frutto di due anni di ricerca e dedizione, che restituisce alla comunità un patrimonio di memoria prezioso e condiviso.
Redazione