L’Etruria

Redazione

Democrazia, sindacato, storia locale e nazionale nel bel  romanzo di Camerini

I giorni e le notti di Annibale barca tra Vallecalda e Ceventosa, Luoghinteriori   Editrice

Democrazia, sindacato, storia locale e nazionale nel bel  romanzo di Camerini

Ivo Ulisse Camerini, professore liceale, giornalista e vicedirettore de L’Etruria, è una persona dalle molteplici passioni, a partire dal lavoro contadino nella campagna ereditata dai genitori nella montagna cortonese, dove è nato. La sua scrittura, densa di impegno e umanità, è al servizio degli altri, come ha dimostrato durante la sua militanza nella Cisl nazionale e in quella dell’Umbria. Soprattutto all’ufficio studi nazionale della Cisl, dove fu chiamato da Pierre Carniti e Franco Marini; dove ha fondato e diretto con grande capacità scientifica l’Archivio storico nazionale e la Biblioteca della Cisl e dove ha regalato pagine memorabili ed importanti prodotti multimediali sulla storia sindacale italiana.

Autore di numerosi articoli sul quotidiano Conquiste del Lavoro e di diversi libri per la Casa Editrice Edizioni Lavoro, in questi ultimi anni da pensionato, pur lavorando con grande lena  alla vicedirezione dell’Etruria, di cui nel 1976 fu il più giovane tra i dieci rifondatori, ha trovato il tempo di scrivere il suo primo romanzo, il cui sogno custodiva nel cassetto  dall’epoca dei suoi studi al Vagnotti di Cortona.

Questo libro, che va ad arricchire la letteratura del minimalismo italiano contemporaneo,  si intitola “ I giorni e le notti di Annibale Barca tra Vallecalda e Cerventosa”.

E' Uscito nel novembre 2025 per i tipi della casa editrice Luoghinteriori e,in circa centocinqunta pagine, l’autore intreccia storia antica ( battaglia del Trasimeno del 217 ac) con la vita contadina del suo territorio e con il suo grande amore per Cortona e dintorni.

Per me che, agevolato dalla sua scorrevole scrittura, l’ho letto tutto d’un fiato è stata una vera soprpresa. Infatti un mix di storie antiche e moderne , di aneddoti fantastici e indimenticabili raccontati anche usando la lingua dialettale, ci regalano anche la storia di un ragazzo della provincia italiana novecentesca che è mosso dalla voglia della conoscenza e del fare e  che, dopo molti sacrifici da lavoratore studente come domestico in una famiglia di ricchi romani ( dove lavorava come moderno schiavo e vi conosce anche il dramma del licenziamento per aver mangiato un piccolo avanzo di carne al termine di un pranzo pantagruelico, che aveva servito a stomaco vuoto ai ricchi commensali dei Parioli che non si erano nemmeno degnati  di fargli  toccare le briciole cadute dalla tavola). Un licenziamento che per lui sarà una medaglia da portare con onore al petto e che lo spingerà ad  impegnarsi nella politica e nel sindacato. Cioè in quel lavoro al servizio del prossimo che porterà avanti sempre con onore e dignità, ricoprendo anche incarichi dirigenziali come quello di segretario regionale della Cisl dell’Umbria e di direttore dell’Asn-Cisl.

Assieme al racconto romanzato dei giorni di preparazione della battaglia del Trasimeno, che Annibale vive nel  borgo natio di Ivo, l'autore, attraverso il metaverso, porta il grande condottiero cartaginese nel suo novecento italiano, nei decenni effervescenti e magmatici degli anni settanta-novanta, che segnarono il tramonto  della civiltà contadina e cristiana, facendo  incamminare il mondo  nella strada accidentata e nuova della contemporaneità novecentesca dove la società umana è sempre  più  minata dai disvalori del consumismo e della violenza terroristica.

Belle le pagine in cui l’autore racconta di lui neolaureato, che trova udienza presso il potentissimo Amintore Fanfani o di lui studente lavoratore che con i suoi amici del Movmento studentesco autonomo irropmpe nell’aula dove tiene lezione il ministro degli esteri Aldo Moro , che nonostante i suoi impegni istituzionali non ne salta una e che invece di chiamare la sicurezza e maltrattarli per l' interruzione , cessa di far lezione e si mette a parlare con questi dodici studenti contestatori , non appartenenti al suo corso accademico e, dopo un’ora di confronto, li invita ad iscriversi alla Democrazia cristiana e a collaborare al suo progetto di futuro per l’Italia, dove vuole coinvolgere anche le masse popolari e lavoratrici del comunismo berlingueriano.

Vi immaginate un politico odierno che di fronte ad una contestazione di giovani studenti si ferma a parlare , ad argomentare e conosciutane la qualità intellettuale ed umana li invita a collaborare fruttuosamente ad un progetto di lavoro politico di bene comune al servizio del popolo italiano?  No, non ce ne sono!  Ma nel suo bel  libro l'autore ci racconta solo episodi e vita concreta di giovani e persone che escono con sacrificio dalla subalternità sociale, economica e culturale dell'epoca, ci  offre anche una prospettiva di speranza di democrazia e di sindacato nuovo che, da pensionato sindacalista dell’ antica scuola carnitina, sono sicuro attenderà ancora il domani d' Italia e del suo mondo del lavoro.

Ennio Camilli, già dirigente sindacale dei chimici cislini