Per i tipi della Alibgard Editrice è uscito in questi giorni il bel libro del professor Patrizio Mezzetti nato a Vaiano nel 1952 e fortemente legato al territorio umbro del trasimeno e della Valdichina toscana.
Il libro si intitola “ I miei ricordi” e ce lo presenta il generale Riccardo Caimmi, nostro affezionato lettore, che ha avuto il privilegio di aver avuto la prima copia di questa interessante pubblicazione.
“I luoghi dove si svolge questa particolare autobigrafia di Patrizio Mezzetti – ci ha scritto il generale Caimmi- sono Vaiano, nella Val di Chiana, Frascati e Perugia. L'autore manifesta il suo particolare legame con il territorio umbro ad ovest del Trasimeno, fortemente legato alla Val di Chiana toscana quanto a riferimenti culturali, pratiche agricole (ad es: bachi da seta in entrambi i territori, stessi ritmi legati alle coltivazioni, comuni mercati agricoli di riferimento in Val di Chiana, comuni riferimenti per i mercati del bestiame, incentrati soprattutto a Cortona e Camucia, ecc.). Mezzetti, ricorda come anche Paciano, Panicale, Città della Pieve, Tuoro e Castiglion del Lago avessero come riferimento per gli aspetti legati alle pratiche agricole e pur scambiando anche con Perugia, i mercati della Val di Chiana. Rammenta come l'elemento che congiungeva questi centri che si affacciano sulla Val di Chiana avessero un simile modo di vestire, simili tradizioni e detti popolari in un dialetto che, quanto a cadenza, ha molte affinità con quella della val di Chiana. Similitudini che si estendono alla cucina (i famosi pici della val di Chiana), e ai bovini di razza chianina. Nel racconto il punto di riferimento è territorio del Lago di Chiusi e di tutta la Val di Chiana, che nei primi secoli del medioevo fu principalmente possedimento aretino, per poi essere a lungo conteso, in armi, tra gli Aretini e i Senesi. Orvieto, a sua volta, controllava la parte meridionale e Perugia esercitava la sua influenza sulla zona di Chiusi e del Trasimeno consolidando il confine con Siena mediante un rigido confine militare dove famoso è il contrapporsi delle opposte torri "beccati questo" e Beccati quest'altro". Su tutti, l'imprescindibile presenza di Firenze, sempre pronta a intervenire, anche in armi, per la tutela dei propri interessi: solo in Età moderna, però, la città gigliata prevarrà, in questi luoghi, su ogni altra. Tra le principali battaglie combattute in Età medievale e moderna si ricordano la Battaglia della Val di Chiana del 7 ottobre 1363 (con vittoria senese contro la Compagnia del Cappello) e la Battaglia di Scannagallo del 2 agosto1554, vinta dai Fiorentini conto i Senesi. Dopo questa breve esposizione di fatti storici, torno al libro, dove il Trasimeno è presentato a sua volta come un punto di contatto tra i territori prospicienti il Lago Trasimeno, così vicini e simili, che all'inzio del secolo scorso si parlò persino di unire i centri e gli agri di Castigion del Lago, Chiusi e Montepulciano. Tutto il racconto autobiografico di Patrizio Mezzetti è, in questa parte del libro, incentrato sul territorio e sui ricordi della vita agreste e di paese: il gioco del pallone in piazza, le processioni, i volti delle persone, ma anche il mutare delle stagioni descritto, nei suoi fenomeni metereologici, con tratto poetico. Seguono gli anni del collegio a Genzano, dove tra le mura, nelle aule, nelle camerate e nelle mense già filtrava, dall'esterno, l'aria d'inquitudine che stava per caratterizzare l'incipiente '68, con il suo spirito anticonvenzionale e di ribellione. L'incontro e il gioioso stupore del giovane nell'incontrare Federico Fellini alla stazione di Roma, mentre rientrava in collegio dopo un periodo di vacanze, dona al racconto un'ulteriore pennellata poetica. Il libro, dopo il turbolento periodo delle superiori a Perugia, vissuto con l'apparente distacco di chi porta con sè la saggezza della campagna, chiude le sue pagine a Roma, dove l'autore, partito da Perugia con un compagno di scuola, si avvia agli studi universitari di architettura, portando con sè il sapore dei tempo passato e il profondo amore per le sue terre umbre. Ogni qual volta la riflessione assume una particolare profondità, la prosa è intercalata con la poesia”.
Nella foto di corredo , la copertina del libro e un primo piano del generale Caimmi.
(IC)