Riceviamo e pubblichiamo
Il comunicato stampa della giovanile cortonese contro la riforma della Ministra dell’Università e della Ricerca Bernini
Come Giovani Democratici di Cortona, siamo particolarmente interessati al "semestre filtro" perché rappresenta una riforma che colpisce direttamente i nostri coetanei e le aspirazioni formative delle giovani e dei giovani cortonesi, in un territorio come il nostro dove l'accesso all'università è cruciale per il futuro personale e collettivo. In linea con le denunce nazionali del PD e dei Giovani Democratici ribadiamo il nostro impegno per un sistema educativo equo e meritocratico, contro misure improvvisate che aumentano confusione e disuguaglianze.
Il 15 maggio 2025 è stato approvato il Decreto Legislativo n.71, tramite il quale la ministra della ricerca e della cultura Bernini ha proposto una nuova modalità di accesso ai corsi universitari di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria e Odontoiatria. Le polemiche riguardo al semestre filtro non si sono mai interrotte, ma si sono accentuate particolarmente in questi ultimi due mesi, durante i quali gli studenti hanno avuto a disposizione due date di appello per poter eseguire tre test per essere valutati ed entrare nella graduatoria nazionale. I tre test, da 45 minuti ciascuno, erano su tre materie fondamentali, fisica, chimica e biologia, preparate nei due mesi precedenti insieme ai professori dell’ateneo scelto in fase di iscrizione.
Per capire meglio quali sono stati i principali disagi legati a questo metro di misura nuovo, abbiamo intervistato studenti di vari atenei che in prima persona hanno vissuto il semestre filtro. Come tutti gli studenti o ex-studenti possono ben sapere, l’ambiente scolastico e in particolare quello universitario è un ambiente che per molte persone può essere stressante, perché veniamo valutati in base al rendimento. Questa modalità di accesso ha messo ancora più ansia addosso ai ragazzi, che non devono solo superare tre esami, ma devono lottare per entrare in una delle facoltà che determineranno il loro futuro. Giulio, un altro studente, aggiunge: “La preparazione al primo appello? Sinceramente non l'ho vissuta molto bene, poiché non avevo idea del tipo di domande che sarebbero potute uscire all'esame”. Preparare tre materie da dare tutte lo stesso giorno o massimo in due giorni non è semplice, soprattutto se sotto stress e se non si conoscono bene le conoscenze che sono richieste per poter prendere almeno un 18. La studentessa A. alla domanda sulle principali criticità del semestre filtro risponde: “Sicuramente la mole di studio e il non sapere come sarà l'esame che andrai a dare. Perché non sai se sarà approfondito, quindi devi sapere tutti i dettagli, oppure se invece sarà sulle cose più generali”. Chiara, un’altra studentessa, aggiunge un’altra criticità, molto grave: “la corruzione: più di ogni altra questa cosa mi fa arrabbiare perché, nonostante ci siano segnalazioni e prove sparse ovunque tra social e chat, la ministra continua a dire che si è svolto tutto in modo regolare, ignorando le problematiche (…) il problema sono sì quelli che hanno copiato ma lo sono di più gli esaminatori, che hanno lasciato copiare o hanno fatto trovare ai raccomandati il foglio con le risposte”. Le prove di queste irregolarità hanno fatto il giro del web e dimostrano quanto il semestre filtro, che doveva essere più oggettivo e meritocratico delle modalità di accesso precedenti, sia in realtà un fallimento. Ma le contraddizioni della ministra Bernini non si fermano qua, infatti il semestre filtro è stato presentato inizialmente come un’abolizione del test d’accesso a medicina, ma in realtà questo è stato solo posticipato, come la certezza di essere dentro ad una delle tre facoltà sopracitate.
Dopo l’uscita degli esiti del secondo appello, sembra che i test abbiano avuto esiti migliori rispetto al primo, ma nonostante questo verranno fatte più graduatorie a seconda degli esiti degli esami e non verranno considerati solo gli studenti che hanno passato tutti e tre gli esami.
«Chiediamo l'abolizione immediata del semestre filtro» affermano i Giovani Democratici, «una riforma confusa e dannosa che non abolisce i test ma li triplica, creando caos organizzativo, irregolarità diffuse e un falso senso di apertura senza risolvere la carenza di medici nel SSN. Questa misura, invece di promuovere merito e inclusione, genera disparità tra atenei, pressione eccessiva sugli studenti e incertezza formativa, aggravando la fuga di professionisti sanitari invece di pianificarne un ricambio strutturato. Riteniamo essenziale tornare a un accesso trasparente, con programmazione basata su fabbisogni reali, più fondi per l'università al 7,5% del PIL e tutele per SSN e formazione, per garantire universalismo delle cure come sancito dalla Costituzione».
Giovani Democratici di Cortona
Lisa Zucchini
Eliza Mahilaj
Flavio Barbaro
Lucrezia Burico
Gaia Gori