Come affermato nel lontano 1968 da Aldo Moro: “ il bene non fa notizia, ma c’è!”. E venerdì 6 marzo, imbattendomi in Camucia in un fatto di bene, bello ed educativo, da modesto giornalista di strada, ritengo importante darne notizia.
La notizia è relativa alla settimana passata alla Scuola dell' Infanzia Scotoni di Camucia dai bambini e dalle bambine che la frequentano. Le brave maestre che li educano alla vita attraverso l’empatia del gioco, che insegna e aiuta a socializzare, hanno fatto scoprire ai loro allievi pulcini la Festa dell’Otto Marzo. Cioè la “Giornata internazionale dei diritti della donna”. Una ricorrenza che affonda le sue radici nei primi decenni del Novecento, in particolare nei movimenti politici di quell’ inizio del XX secolo che presero a battersi per l'emancipazione femminile, in particolare per il diritto di voto e la parità lavorativa. La data fu fissata in ricordo dello sciopero delle donne di Pietrogrado nel 1917, che chiedevano la fine della guerra e pane, anche se in molti storici vi viene abbinata la memoria del tragico rogo avvenuto il 1911 nella fabbrica Triangle Waist Company di New York dove morirono oltre cento venti donne e una ventina di uomini.
Cosa hanno fatto i bimbi della Materna di Camucia, ce lo dicono le stesse maestre nella loro comunicazione ai genitori, con l’invio delle foto dei disegni, che pubblichiamo in foto collage di corredo: “Nel corso della settimana abbiamo altresì proposto ai bambini un percorso di conoscenza dedicato ad alcune figure femminili che, con il loro impegno, la loro passione e la loro determinazione, hanno contribuito in modo significativo alla società. Attraverso il racconto di brevi storie e momenti di conversazione guidata, i bambini hanno scoperto le vicende di Malala Yousafzai, che ha lottato affinché tutte le bambine e le ragazze potessero frequentare la scuola; di Margherita Hack, la signora delle stelle, e di Rita Levi-Montalcini, scienziata che ha dedicato la sua vita alla ricerca e allo studio del cervello. Attraverso queste storie sono state presentate figure femminili non stereotipate, donne che hanno seguito le proprie passioni e si sono impegnate per migliorare il mondo. Questo ha permesso di promuovere una riflessione sul valore dell’impegno personale, sulle opportunità di apprendimento e sulla parità di genere. Successivamente, attraverso un’attività grafico-pittorica, i bambini hanno rielaborato in modo personale quanto appreso, rappresentando con disegni queste donne e gli elementi delle loro storie che li avevano maggiormente colpiti.
L’esperienza ha avuto l’obiettivo di avvicinare i bambini a figure significative della storia contemporanea, valorizzando modelli femminili positivi e promuovendo il rispetto, la curiosità verso la conoscenza e la consapevolezza che ciascuno può coltivare i propri interessi e talenti.”
Insomma, un bel lavoro di bene educativo di grande valore e da applausi a scena aperta per i bimbi e le loro bravissime maestre. Maestre di cui senz’altro andrà fiero il loro dirigente , dottor Nicola De Marco, cui vanno i complementi sinceri del nostro giornale.
Ivo Camerini