L’Etruria

Redazione

L’officina dei  fabbri Calzini, un rifugio sicuro e amato dalle  rondini

Un “Bravo” ad  Alessandro, Michele e Renato che da anni, a primavera, aprono una finestrella per albergare i balestrucci di ritorno dall’Africa e che qui nidificano in pace e ben coccolati anche da Francesco e Tommaso.

L’officina dei  fabbri Calzini, un rifugio sicuro e amato dalle  rondini

Sono anni e anni che le rondini a primavera,  per San Benedetto, come vuole il proverbio, tornano dall’Africa sotto il tetto della nota officina dei fabbri Calzini, in quel di  Monsigliolo. E anche quest’anno la prima covata dei balestrucci (Delichon urbicum) sta per lasciare il nido e allietare il cielo di Monsigliolo con i suoi voli e con i suoi gridi garruli prima di concorrere, tra due settimane, al nutrimento dei loro fratellini della seconda covata, che mamma e babbo balestruccio metteranno subito in cantiere  dopo una settimana dal loro primo volo e dallo svezzamento in cielo, con riparo notturno sempre sotto il tetto dell’officina Calzini.

Nella serata del due giugno, Alessandro e Renato, attenti lettori ed abbonati de L’Etruria, mi hanno chiamato per documentare l’ultima cena prima del volo dei sette balestruccini impazienti a lasciare la loro casa e , sotto la guida dei loro bravi genitori, cominciare ad apprendere la non facile realtà della vita in mondo, in una natura sempre più inquinata e matrigna.

Nella nostra foto collage, tre immagini dell’ eccezionale prima covata di sette balestrucci, nutriti e ben guardati dai loro attenti genitori. Un grazie sincero ai noti fabbri artigiani Alessandro e Renato, al giovane Michele , che da un decennio ha intrapreso la strada del babbo e dello zio, ma anche ai suoi fratelli Francesco e Tommaso che ogni sera vengono a controllare che la finestra delle rondini rimanga aperta e la coppia di balestrucci, che anche quest’anno è tornata a nidificare da loro, sia in ottima salute.

Dopo il loro arrivo puntuale nella notte di San Benedetto le due rondini dei Calzini hanno preso possesso del loro vecchio nido entrando dalla finestrella che ogni anno, ai primi di marzo viene lasciata aperta proprio per loro. Dopo un periodo di pulizia e restyling della caratteristica casetta costruita a coppa chiusa usando fango e terriccio, che attaccano sotto i cornicioni del tetto interno, come i loro progenitori facevano nella stalle contadine chianine dei secoli scorsi, hanno deposto sette uova (un’eccezione perché di solito non vanno oltre le quatro/cinque) della prima covata e assolto, more solito, ai loro compiti di attenti e prudenti genitori. Ora , dopo lo svezzamento in cielo dei loro primi figlioli, ripuliranno nuovamente il nido e poi entro luglio porteranno a termine la seconda covata per poi partire nuovamente con i loro ultimi rondinini per l’Africa.

L’amore e l’attenzione alle rondini dei fabbri Calzini è davvero un fatto encomiabile e quindi ne ho parlato con Bruno Nocentini, il noto esperto ed innamorato cortonese soprattutto dell’apus apus e appassionato esponente della Lipu, che così ha ben commentato,  rivolgendo un pubblico grazie  ai fabbri di Monsigliolo: “ Il mio grazie sincero agli amici fabbri di Monsigliolo per l’amore e l’attenzione con cui ogni anno accolgono e danno ospitalità alle rondini. Come sai, sono anni che mi occupo  a livello di tutela ambientale, di accoglienza e salvaguardia di rondini e soprattutto di  rondoni. Di quei rondoni che una volta appunto segnavano di musica e mirabili voli geometrici il nostro cielo. Di quei rondoni che erano amici familiari delle nostre case , dei nostri sottotetti e che nelle giornate di afa estiva ripulivano il nostro cielo, la nostra aria  dai moscerini e dagli altri insetti aerei. Come sai , ma ricordalo ai lettori dell’Etruria, ogni coppia di delichon urbicum e di apus apus cattura e mangia fino a ventimila insetti giornalieri. Bene hai fatto, da giornalista di strada come ti definisci, a raccogliere e darne notizia della buona conclusione della prima covata dei balestrucci dei Calzini. Un evento  positivo in quest’anno davvero scarso di rondini e rondoni. La mancanza dei loro voli garruli sul cielo di Cortona  mi preoccupa e vorrei sollecitare nuovamente  l’impegno amministrativo della nostra amministrazione comunale su  questo aspetto ambientale di non poco conto. Un impegno già avviato da una decina di anni con l’ordinanza Basanieri del 2016  e che nel gennaio 2020 vide anche una nuova specifica delibera dell’attuale sindaco Meoni, ma che non sono riuscite  a  salvaguardare ed  incrementare lo stato dei  nidi sotto tetto facendo divieto  di chiusura dei buchi o fori sottotetto realizzati negli edifici vecchi dai tempi dei tempi. Spero tanto che il buon esempio dei calzini dia una smossa ai nostri politici su un campo davvero importante come quello dell’accoglienza e della difesa delle rondini e dei rondoni sotto il cielo di Cortona. Quest’anno più volte alla sera mi son messo a guardare quel cielo sopra Cortona, che tu hai iconicamente esaltato con il titolo dato ad un tuo libro che raccoglie le grandi interviste che hai fatto, ma ho visto pochi, ma davvero pochi dei miei amati rondoni. Quegli straordinari ‘apus apus’ che da secoli venivano a rendere gioiose e romantiche  le sere della nostra primavera cortonese e di Valdichiana e che, come sai, da anni osservo e spesso aiuto quando gli capita di cadere a terra dai buchi degli antichi palazzi di Cortona di Camucia o dalle vecchie case delle nostra campagna. Fai bene a parlare e raccontare di balestrucci e rondoni da anni su L’Etruria e sui social. So che sei un cultore di Giovanni pascoli e che ben ricordi i suoi versi immortali dedicati alle rondini di sera. ‘ Che voli di rondini intorno!/Che gridi nell’aria serena!/La fame del povero giorno/prolunga la garrula cena./La parte, sì piccola, i nidi/nel giorno non l’ebbero intera. (. ..)’ Sono versi che io porto nella mia memoria fin dalle elementari e mi fa piacere che anche tu li ricordi bene questi versi pascoliani dei Canti di Castelvecchio dopo avervi  fatto decine e decine  di lezioni, facendo innamorare i tuoi alunni all’osservazione del nostro cielo cortonese primaverile durante i tuoi quarant’anni di insegnamento. Grazie a te e ai Calzini per questo amore e attenzione protettiva alle nostre amate, ma sempre più rare rondini e rondoni”.

Le parole dell’amico Bruno Nocentini non hanno bisogno di commento  o di risposte. Dicono tutto sulla necessità di amore e di tutela dei balestrucci e dei rondoni , che sono sicuro , se trovassero ancora tante porte e finestre cortonesi aperte e fori adeguati sotto i tetti delle nostre case, tornerebbero in massa sotto il cielo di Cortona e della Valdichiana come avveniva nei secoli scorsi.

Un grazie sincero a Bruno per il suo impegno e attività quotidiana nella Lipu e , naturalmente, agli amici fabbri Calzini di Monsigliolo per quello che da anni fanno per dare ospitalità ai bellissimi e nobili balestrucci e per avermi chiamato a documentare la prima covate del 2026.

Ivo Camerini