Una cerimonia semplice, ma piena di commozione quella che si è svolta nella mattinata di domenica 25 gennaio 2026 nella Sala del Consiglio comunale di Cortona.
Una sala piena di volontari e semplici cittadini cortonesi e paternesi che in un silenzio quasi religioso, interrotto solo da scroscianti applausi “to the speeches given”, hanno celebrato i quarantacinque anni di amicizia e di solidarietà tra Cortona e Paternopoli. Un’amicizia e una solidarietà nate nel 1980 quando i cortonesi, guidati dall' allora sindaco Fabilli, dal presidente della Circoscrizione Caldarone, dal governatore della Misericordia Morè e dalla Caritas di don Ottorino Cosimi, accorsero a portare aiuto ai paternesi piombati nel dolore della distruzione portata dal terremoto. I tanti cittadini e volontari presenti hanno ascoltato gli interventi del sindaco di Cortona, di quello di Paternopoli, del governatore Bernardini e del già sindaco di Cortona Fabilli e hanno assistito alla firma della pergamena-ricordo che ha confermato lo storico Gemellaggio tra le due città, stretto nei giorni del dolore del terremoto del 23 novembre 1980, che all’ora di cena colpì e devastò l’Irpinia.
La cerimonia è stata aperta dal sindaco di Cortona, Luciano Meoni, che ha ringraziato coloro che allora misero in campo una pronta azione di aiuto verso Paternopoli , che poi sfociò nel “gemellaggio del cuore tra le due città, consacrando e facendo crescere un cammino della fraternità e del bene, che ancor oggi continua e che con questa cerimonia sceglie di guardare avanti al futuro della civiltà cortonese e paternese”.
Il sindaco di Paternopoli, Beniaminio Iorio, nel suo emozionato discorso ha ringraziato per l’accoglienza odierna e, ricordando il lontano novembre 1980 con l’arrivo dei volontari cortonesi nella città distrutta, ha sottolineato come “ quel gesto di solidarietà abbia fatto nascere e crescere la fraternità del gemellaggio speciale tra le due città, che, favorendo i legami tra cittadini ed istituzioni, è divenuto il patto duraturo di amicizia e cooperazione di oggi, a dimostrazione del fatto che il bene fatto torna sempre indietro come risorsa accresciuta e moltiplicata”.
Il governatore della Misericordia di Cortona, Luciano Bernadini, che è stato il primo ideatore e organizzatore di questo evento nel giorno della Festa annuale della nostra Misericordia, ha avuto parole di grande sensibilità umana per questa bella storia di amicizia e aiuto tra cortonesi e paternesi,sottolineando l’importanza di questa giornata di memoria condivisa e ricordando come “allora la promozione dell’azione di aiuto fu ideata e coordinata, in simbiosi d’azione tra la Misericordia e il Comune e con procedure da Servizio Nazionale di Protezione Civile ante litteram, dall’allora sindaco Ferruccio Fabilli e dall’indimenticabile governatore della Confraternita della Misericordia cortonese, il commendatore e grand’ufficiale Francesco Nunziato Morè”. L’ultimo discorso è stato dell’ex-sindaco di Cortona Ferruccio Fabilli, che ha ricordato che “quella promozione di bene e di aiuto fu una mobilitazione spontanea della popolazione cortonese e i nostri volontari furono i primi ad arrivare nella città di Paternopoli devastata dal terribile sisma del 23 novembre 1980. Oggi il presente ricorda, per tramandarlo al futuro, quel bene che nel passato abbiamo seminato”.
La cerimonia si è conclusa con la firma delle pergamene di rinnovo del Gemellaggio e di ricordo di questa bella giornata cortonese che iniziata con una Cortona sotto la pioggia, all’uscita dalla Sala del Consiglio Comunale, è stata baciata da uno splendido sole primaverile, forse proprio a sigillare che il bene, la solidarietà sono una risorsa, una merce rara, che, a differenza delle altre, più se ne usa e più aumenta e diventa abbondante.
Nella foto- collage di corredo alcune immagini della bella mattinata cortonese svoltasi a ricordo e celebrazione di un fatto di fraternità che vide uniti nel portare aiuto Misericordia, Comune e Caritas di don Ottorino Cosimi, che in pochissimi giorni, senza le tante procedure burocratiche odierne, fecero arrivare ai paternesi, cui nessuno aveva inviato soccorso e viveri, anche un grosso camion di vestiario e beni alimentari di prima necessità.
Ivo Camerini