Nella mattinata quasi primaverile di venerdì 16 gennaio 2026, nella chiesa romana di Nostra Signora di Lourdes, familiari parenti ed amici hanno dato l’ultimo saluto ad Anna Bianco. Un saluto cristiano con una Celebrazione eucaristica in quella chiesa parrocchiale che tante volte ha visto Anna , una persona buona , una mamma affettuosa, una lavoratrice preparata ed encomiabile, entrarvi spesso per la preghiera domenicale e infrasettimanale.
La dottoressa Anna, come la chiamavano in Via Po essendo laureata in materie umanistiche e dove ha lavorato fino ai suoi sessantatre anni, è stata un operatore tecnico di livello alto della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori e ,negli anni 2011-2016, è stata una mia preziosa collaboratrice nel progetto di digitalizzazione della Biblioteca nazionale e dell’Archivio Storico nazionale della Cisl di cui ero direttore e responsabile.
Ma a quanto appresi, sempre nel 2011, era stata altrettanto preziosa collaboratrice bibliotecaria negli anni della gestione della Biblioteca da parte del dottor Enrico Giacinto.
Aveva un' ottima conoscenza dei software bibliotecari e più volte pubblicò nel sito internet della Cisl le sue ricerche emerografiche e di lavoro bibliotecario. Così il dottor Giacinto, per lunghi anni responsabile della Biblioteca Centrale Cisl, la ricorda nel suo Blog nel giorno dei funerali : “Era nata nel 1961 ed era in pensione da meno di un anno. Laureata in lingue e letterature straniere era entrata in Via Po nel settore organizzativo. Ha poi operato nei settori pubblico impiego e politiche istituzionali. Negli ultimi decenni aveva contribuito prima allo sviluppo della Biblioteca centrale della Cisl (che nel 2012 fu donata all’Isacem, l’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia) e, successivamente, al rafforzamento dell’Archivio storico confederale. Aveva partecipato, con un lavoro oscuro, prezioso e mai formalmente riconosciuto, al processo di digitalizzazione del patrimonio archivistico e bibliotecario della Confederazione. Era l’unica in grado di dare indicazioni sul funzionamento dell’archivio e biblioteca digitale Cisl e sulle pubblicazioni e documenti in esso presenti. Aveva contribuito alla realizzazione di numerosi e-book della Biblioteca centrale. Solo uno, del 2005, è presente nel catalogo del Servizio bibliotecario nazionale ed è posseduto dall’Associazione Bibliolavoro. Gli altri, che erano stati catalogati dalla stessa Anna Bianco, sono misteriosamente scomparsi nel passaggio della Biblioteca dalla sede di via Labicana a quella dell’Isacem. Nell’e-book presente in Bibliolavoro, intitolato Sindacato oh sindacato! Terzo rapporto sulla Biblioteca centrale Cisl, Anna aveva quasi presagito quanto sarebbe successo scrivendo: “È stato anche catalogato il formato cartaceo delle pubblicazioni prodotte dalla Bcc che sono reperibili nella rete internet e/o in FirstClass. Si tratta di una decisione, quella della catalogazione degli e-book, finalizzata a dare visibilità e futuro a opere che rischiano di andare disperse o distrutte. In questa scelta siamo stati confortati dall’aver scoperto che una biblioteca prestigiosa come quella della Fondazione Ebert descrive nel suo catalogo le nostre pubblicazioni messe in rete. Sarebbe assurdo se, tra qualche decina d’anni, fosse necessario rivolgersi o andare all’estero per consultare questi fascicoli”. Gli e-book di Anna sono oggi reperibili anche al link https://library.fes.de/TouchPoint/start.do?View=sunrise .
Nella sua toccante e profonda omelia, il sacerdote che ha presieduto la santa messa funebre ha ricordato Anna come persona cristiana chiamata alla Casa del Padre il tredici gennaio, a soli sessantaquattro anni, dopo una lunga, devastante, incurabile malattia, invitando familiari e parenti “a superare il dolore che in questo momento colpisce i vostri cuori. So che è un dolore terribile, un dolore che parla, che grida, ma la fede in Cristo ci dice che è un dolore che non vuole restare dolore, ma è una potenza che ci spinge verso la felicità eterna, la gioia della luce della Gerusalemme Celeste. La nostra fede cristiana, infatti, dà un esito diverso al dolore umano. L’esito del grido che lancia Maria Maddalena entrando nel Cenacolo davanti ai discepoli impauriti e addolorati per la morte di Gesù: ‘E’ risorto! Cristo è risorto!’. La morte non è la fine di Anna, non è la nostra fine.La morte è vinta da Gesù Cristo e ogni battezzato vince la morte con Lui, salendo al posto che in Cielo ci ha riservato Dio dopo il nostro passaggio sulla terra”.
Ad Anna, persona mite e sempre sorridente quello “Ciao” che tante volte nei nostri sei anni di lavoro quotidiano assieme ci siamo scambiati all’uscita serale per tornare a casa e il saluto fraterno di “Buona strada nelle eterne praterie della Gerusalemme Celeste , dove ‘possa la strada alzarsi per venirti incontro, / possa il vento soffiare sempre alle tue spalle,/ possa il sole splendere sempre sul tuo viso’ ".
Alla figlia Silvia, al marito Fabio, al genero, ai parenti tutti le condoglianze cristiane del nostro giornale di cui Anna a lungo è stata una fedele lettrice romana, assieme a quelle mie personali.
Ivo Camerini