L’Etruria

Redazione

La cucina di Elena: il mio 2024

La cucina di Elena: il mio 2024

Elena Lunghini ha scritto un libro di cucina, ma non il solito libro con quantità definite, con ingredienti e procedure standard, tutt’altro!  E’ un diario che segue le stagioni e i prodotti che in quel periodo si possono trovare, che narra come è nata una ricetta, chi le fornisce la materia prima, accompagnato da una serie di immagini favolose, da ammirare, da  copiare, in cui ritrovare la propria dimensione infantile di gioia e speranza.

Più che di un libro di ricette si può parlare di una piccola opere d’arte, in cui Elena ha infuso la sua sapienza culinaria, la sua passione per una cucina a chilometro zero, la sua ricerca di prodotti naturali e il suo gusto per il bello.

I suoi genitori hanno un’azienda agricola, per cui da sempre è stata abituata ad avere intorno ciò che la terra produce; in più sin da piccola con la nonna Maria preparava il pranzo per chi lavorava in azienda e questa attività l’ha sempre affascinata. Sin da quando aveva 12/13 anni era bravissima a preparare i dolci, al punto che le venivano chiesti anche per le cerimonie, perché erano gustosi e anche decorati con fantasia.

Da qualche anno si è trasferita nella sua casa in campagna, dove ha riprodotto in scala ridotta quello che era abituata a vedere intorno a sè: il pollaio, l’orto, le erbe che raccoglie intorno a casa, come  borragine, malva, ortica, piantaggine..tutte erbe spontanee che conosce e usa nella sua cucina. Questa conoscenza le è stata utilissima durante il lockdown, quando eravamo tutti chiusi in casa ed era complicato anche fare la spesa, periodo in cui Elena ha studiato le erbe di campo e ha elaborato una serie di ricette facendo di necessità virtù, perché anche con ingredienti semplici si possono fare pietanze squisite!

Anche i funghi hanno tante qualità, tutte da assaporare, come le gambesecche, funghi che si raccolgono dalla primavera all’autunno, che crescono spesso formando dei cerchi chiamati “cerchi delle streghe”; sono funghi semplici ma molto saporiti, che servono sia per cucinare i sughi che per creare il ripieno della pasta. Pasta che assume mille forme, dal tortello alla barchetta, al saccottino, per  valorizzare il tesoro che contiene.

Elena racconta che ha sempre lavorato, ma in parallelo ha coltivato questo suo talento che la porta alla ricerca di sapori originali e alla scoperta di nuovi abbinamenti.

Ora sta vivendo un periodo d’oro: ha un lavoro che da una parte la mette a contatto con la bellezza e l’arte e dall’altro le permette di inventare nuove ricette e le due parti sono complementari perché vivere nella bellezza stimola la creatività.

Così ogni settimana organizza eventi conviviali, con un gruppo di persone ad uno stesso tavolo, in modo da dare rilevanza da una parte alle sue ricette, dall’altra all’aspetto gioviale che caratterizza la buona tavola.

Per Elena è un modo di mettersi alla prova ed entrare in contatto con nuovi amici, italiani e stranieri. La cucina italiana attira moltissimo, ma non tutti sono abituati agli ingredienti freschi e genuini, spesso dobbiamo accontentarci dei surgelati, dobbiamo mangiare in fretta, così provare nuovi sapori e gustare il cibo in relax dà un diverso ritmo alla vita e diventa un’esperienza tutta da scoprire.

Soprattutto per gli stranieri Elena organizza cooking class attingendo sempre dal suo orto e dal suo pollaio, per cui con prodotti a Km0 e nel rispetto delle sue  galline, che razzolano con quel mattacchione di un gallo che inizia a cantare alle 4, quando intorno splendono ancora le stelle.

Sull’orto bisogna dire che è rialzato, fatto in grandi cassettoni, per evitare intrusioni di istrici, tassi e cinghiali e per la facilità di gestione.

Tutta questo si capisce meglio se pensiamo che il compagno di Elena è architetto, dunque per lui è fondamentale l’organizzazione degli spazi, finalizzata al benessere delle persone che ci vivono: l’ambiente domestico deve essere a misura di chi ci abita, ognuno ha esigenze diverse, e l’orto, il giardino. il bosco intorno sono le caratteristiche migliori per una vita a dimensione umana. Il giardino di Elena nella bella stagione diventa la sua estensione ideale per organizzare  feste e riunioni per 20/30 persone, ma anche di più, a cui propone le sue prelibatezze fatte in casa, che richiedono tempo e passione.

Nel tempo libero, intanto, Elena ha scritto e illustrato il suo primo libro di ricette “La cucina di Elena- Il mio 2024”, con la prefazione di Lucia Romizzi; è un viaggio attraverso le stagioni che racconta piatti stagionali, le varietà di pasta che sa creare,  utilizzando farine di ogni tipo, anche di castagne,  e poi risotti, chicche di patate, dolci, tortelli, cannoli, il tutto raccontato  e illustrato da disegni tenerissimi, che piaceranno tanto anche ai bambini. Nel libro troviamo anche il gatto Michele, che le sta sempre intorno come se fosse uno chef stellato.

Elena è fantastica nella produzione della pasta ripiena e cucina sontuosamente il cinghiale, sia preparando sughi che spezzatini dai sapori più vari: al pomodoro, all’aceto balsamico, perfino al cacao. Questa sua capacità le deriva dai lunghi anni di esercizio grazie al babbo cacciatore, che le ha sempre fornito la materia prima.

Anche il pesce le riesce benissimo, ma viene da più lontano, per cui la scelta deve essere più accurata.

La fortuna di Elena è avere i genitori con un’azienda agricola, in cui producono polli e oci allevati in casa: tutto il terreno è recintato e ben difeso dai cinghiali, che quando riescono a scavare un tunnel e ad entrare, fanno un bel po’ di danni, specialmente divorando e distruggendo mais e altri raccolti.

Ma non è finita qui: dalla nonna materna, Angiolina,si sono affacciati due lupi, grandi e grossi da aver paura! A proposito della nonna Angiolina, per Elena è un angelo custode: è originaria di Benevento, ancora oggi fa il pane in casa e le ha trasmesso tutta la sapienza delle donne del sud insieme all’amore per le porcellane antiche, quelle che componevano il servizio buono, spesso marca Ginori, da usare alle feste, che Elena usa nelle sue cene.

Elena racconta spesso che la sua passione per la cucina le è stata trasmessa dalle nonne Maria e Angiolina, dall’avere intorno persone che amavano cucinare e allevavano gli animali con rispetto e anche se una è toscana e l’altra campana, i valori sono gli stessi.

E’ stato un piacere parlare con Elena e sfogliare il suo libro, che sa di un amore antico, di un fuoco che cova sotto la cenere e continua il suo viaggio fra le generazioni.

MJP